Autore: Redazione Onrugby
URC: grande inizio per le Zebre. Serata difficile per il Benetton. L’analisi della prima giornata
Comincia con una vittoria e una sconfitta il cammino delle franchigie italiane nello United Rugby Championship 2025-26. Le Zebre cominciano con una vittoria casalinga per 31-28 su Edimburgo dopo una partita piena di emozioni e ribaltamenti di fronte, con la squadra di Brunello che va due volte in vantaggio e poi viene raggiunta e alla fine ha la meglio con un piazzato di Farias allo scadere. Serata difficile invece per il Benetton, sconfitto 26-15 da Connacht: la trasferta di Galway si conferma uno degli impegni più complicati per i biancoverdi, che dopo essere andati sotto dopo pochi minuti non sono riusciti a cambiare l’inerzia del match. Zebre: un grande inizio Al Lanfranchi di Parma le Zebre sono partite alla grande. Nei primi 20 minuti funziona praticamente tutto: la maul (con la meta di Di Bartolomeo), il breakdown che di fatto spegne qualsiasi tentativo offensivo di Edimburgo (che deve tentare addirittura un drop da metà campo con Healy, fuori di poco) e ovviamente il gioco aperto, specialità della casa con la quale la squadra di Brunello segna una seconda meta meravigliosa. Dal primo break di Fusco al riciclo per Hasa che con un gioco di prestigio tiene vivo il pallone, fino alla carica di Ruggeri e alla finalizzazione di Pitinari. Nel momento migliore il cartellino rosso a Licata per un placcaggio alto cambia le carte in tavola: la squadra di Brunello comincia a soffrire e gli scozzesi vanno in meta 2 volte in 6 minuti con McConnell e Bradbury. Ciò che colpisce, in questo frangente, è la stabilità delle Zebre, che comprendono il momento, sanno di dover soffrire e tengono duro, tanto che Edimburgo non ha altre occasioni nei minuti successivi e prende addirittura una meta con l’uomo in più: la segna Gesi con una grande cosa dopo un’invenzione di Stavile, il migliore in campo. Anche nel secondo tempo si ripete l’alternanza tra momenti di dominio e di sofferenza, con le Zebre brave a gestire entrambi nel modo migliore: al 44’ Fusco si mette in proprio e segna la quarta meta (mettendo in cascina già il primo punto), poi Edimburgo si affida a una grande panchina, mettendo dentro Schoeman, Skinner, Watson e Van der Merwe. La prima reazione è inevitabilmente veemente, con Vellacott che marca al 50’, poi il giallo a Pitinari complica le cose in un secondo tempo dal ritmo molto spezzettato che favorisce quindi la squadra scozzese, togliendo ritmo alle Zebre che faticano a costruire altre occasioni. Al 74’ arriva la meta del pareggio con Harrison. L’impressione è che le Zebre siano un po’ in debito d’ossigeno, ma non mollano e anche nella difficoltà non concedono opportunità per ribaltare la partita. Anche perché in campo c’è un grandissimo Lorenzo Pani – grande ritorno dopo due lunghissimi infortuni – che ogni volta che può rispedisce al mittente gli scozzesi con calci da oltre 50 metri. Alla fine tutta questa sofferenza paga, perché una grande mischia (ottimo l’ingresso di Buonfiglio e soprattutto di Neculai, che dall’altra parte aveva Schoeman) conquista nel finale il calcio di punizione che vale la vittoria. La posizione non è per niente facile, e Farias – all’esordio in URC – con grande freddezza (e con l’aiuto del palo) trova i 3 punti che valgono una grande vittoria per 31-28. https://youtu.be/QEBMIW73HPE Benetton: serata storta a Galway Giocare in casa di Connacht è un incubo per chiunque, e anche la prima giornata dell’URC 2025-26 lo ha confermato. Gli irlandesi hanno messo subito la partita sul loro binario preferito: fisicità, multifase avanzanti e logoranti e gioco aereo, aiutati anche dalla gran partita di Josh Ioane che finché è stato in campo ha fatto la differenza. Proprio Ioane ha marcato la prima meta del match e ha poi ispirato la seconda – ad opera di Laughton – con un break in mezzo al campo. La difesa del Benetton ha fatto fatica a trovare le contromisure adatte, concedendo qualche spazio di troppo e non riuscendo ad essere avanzante nei placcaggi (alla fine saranno 28 i difensori battuti dagli irlandesi) concedendo quindi alla squadra di Lancaster possesso e territorio. Con l’ingresso di Carthy il gioco di Connacht si è fatto più prevedibile e i biancoverdi sono riusciti a rimanere in partita con il piede di Umaga e con alcune prestazioni difensive notevoli come quelle di Negri (21 placcaggi riusciti), Niccolò Cannone, Menoncello, Spagnolo e Lamaro, tra le note più positive del match. Proprio Menoncello è stato il più pericoloso in attacco: protagonista sia della meta annullata a Ratave sia di quelle segnate da Lynagh e Garbisi nella ripresa. Proprio la marcatura dell’ala biancoverde sembrava propiziare un secondo tempo ben diverso rispetto al primo, ma il giallo a Lamaro e l’immediata meta di Tierney-Martin hanno riportato il match dalla parte degli irlandesi. Il secondo tempo è stato molto spezzettato, con il Benetton che ha costruito tanto (bene anche Umaga e molto ordinato Gallager) ma ha sprecato tantissimo, soprattutto in rimessa laterale. La meta di Jensen al 73’ è forse una punizione eccessiva che vale il bonus a Connacht, mentre la meta di Garbisi ha reso il punteggio meno amaro per il 26-15 finale. https://youtu.be/Igfus84Yuys?si=aAGttm1H7Se12mUR
News | 28/09/2025
RWC 2025: l’Italia chiude con una bella vittoria. Brasile battuto 64-3
L'Italia batte il Brasile 64-3 e chiude con una bella vittoria la sua avventura alla Rugby World Cup 2025: non è stato il Mondiale che le Azzurre si aspettavano, ma a Northampton arriva comunque un successo importante per il morale e per il futuro, con ben 12 mete segnate alle Yaras e una prestazione di livello anche da parte delle ragazze lanciate da Roselli in occasione di questo match. Le Azzurre vanno a segno con due triplette di Ostuni Minuzzi e Granzotto e una doppietta di Buso, con le altre mete firmate da Mannini, Fedrighi, Corradini e Stefan. Per il Brasile a segno Kochhann con un piazzato in apertura di partita. Player of the match per Isabella Locatelli, autrice di un'ottima prestazione. La cronaca di Italia-Brasile Il Brasile parte forte: lunga serie di cariche con Pamela Santos tra le più attive e primo calcio di punizione guadagnato, ma l'Italia è brava sporcare la rimessa laterale brasiliana e a vanificare la prima azione delle Yaras. Un gran placcaggio di Nicolau consente a Coimbra di conquistare un tenuto che riporta il Brasile in attacco: arriva un altro calcio di punizione all'interno dei 22 e stavolta le sudamericane vanno per i pali con Kochhann per il 3-0. L'Italia reagisce con una bella accelerazione: Ostuni Minuzzi attacca la la linea e si porta dietro tre avversarie, poi sul placcaggio le brasiliane non rotolano via e regalano il primo calcio di punizione per le Azzurre, che però non sfruttano la prima opportunità. Al 13' però la meta arriva: grande imbucata di Isabella Locatelli, che va via in mezzo a tre avversarie e poi ricicla bene per Mannini, che finalizza e marca la sua prima meta in Nazionale. Granzotto colpisce il palo sulla trasformazione: 5-3. La squadra di Roselli accelera il ritmo e mette in grande difficoltà il Brasile. Bella serie di offload con Vecchini e Seye che danno continuità all'azione, la linea difensiva delle Yaras è in ritardo e concede un fuorigioco. Madia trova la rimessa ai 5 metri, Frangipani vince la touche e innesca la serie di cariche delle Azzurre e Fedrighi finalizza per il 10-3. L'Italia spinge ancora ed esce dai 22 con Locatelli che arriva fino a metà campo, poi Seye trova un bell'intervallo per la corsa di Frangipani. La seconda linea di Villorba supera Kochhann con una finta e viene placcata solo nei 22 brasiliani, poi Bitonci e Madia allargano subito per Granzotto che marca la terza meta, 15-3. Al 23' arriva anche la meta del bonus: la segna Vittoria Ostuni Minuzzi con una grande cavalcata in bandierina. Ostuni Minuzzi si ripete un minuto dopo: grande azione alla mano delle trequarti azzurra, Fedrighi apre lo spazio e poi serve Locatelli, bel passaggio per la numero 15 azzurra che firma il 25-3. Al 35' viene annullata una meta al Brasile: Barth aveva intercettato un pallone non controllato da Corradini, ma lo aveva fatto toccandolo in avanti prima di riprenderlo. Le Yaras spingono nel finale di primo tempo ma non trovano spazi contro un'ottima difesa azzurra, e alla fine la meta la segna proprio la squadra di Roselli con l'intercetto di Francesca Granzotto, brava a leggere un passaggio troppo prevedibile di Larissa Carvalho. Il primo tempo si chiude sul 30-3 per l'Italia. Il secondo tempo comincia a ritmi più bassi, poi l'Italia alza l'intensità del match e torna a rendersi pericolosa: bell'azione da mischia della squadra di Roselli con Madia che apre al largo per la corsa di Muzzo. Seguono delle belle percussioni delle avanti con Pilani che arriva corta, poi Bitonci apre su Mannini, sostegno di Corradini che trova lo spazio per marcare la prima meta della sua carriera in azzurro. Bitonci trasforma per il 37-3. Al 60' la grande pressione delle Azzurre nei 22 brasiliani porta a recupero palla di Turani, Corradini segue l'azione e poi serve Ostuni Minuzzi al largo, che batte in velocità Barth e segna l'ottava meta dell'Italia. Un ottimo recupero di Locatelli disinnesca la reazione brasiliana: le Yaras cercano insistentemente la meta ma la difesa della squadra di Roselli è sempre avanzante. Negli ultimi 10 minuti il Brasile resta in 14 a causa dell'infortunio di Kochhann. Al 72' Stefan gioca velocemente un calcio di punizione e Stevanin innesca ancora la solita corsa di Ostuni Minuzzi che porta le Azzurre nei 22. Veronese arriva corta, ma sull'azione successiva Stevanin si inventa uno strepitoso offload da terra per la corsa di Buso, che firma il 47-3. Nel corso dell'azione c'è anche un fallo di Prioste su Ranuccini, che costa il giallo alla prima linea brasiliana. Al 75' Gaia Buso si concede anche la doppietta personale con una bella corsa in bandierina dopo un bellissimo passaggio di Mannini. Nel finale Ostuni Minuzzi con un bel calcetto innesca la corsa di Granzotto: la trequarti di Exeter riesce ad anticipare Tenorio, recupera il pallone e schiaccia la meta numero 11 per le Azzurre, trovando poi anche la trasformazione per il 59-3. A tempo scaduto arriva anche la meta di Sofia Stefan dopo una bella azione di Turani e Locatelli per il 64-3 con cui si chiude il match. Northampton, Franklin’s Garden, 7 settembre 2025Rugby World Cup - III giornataItalia v Brasile 64-3 (30-3)Marcatrici: p.t 8’ cp. Kochhann (0-3); 13’ m. Mannini (5-3); 18’ m. Fedrighi (10-3); 20’ m. Granzotto (15-3); 23’ m. Ostuni Minuzzi (20-3); 25’ m. Ostuni Minuzzi (25-3); 41’ m. Granzotto (30-3 s.t 9’m. Corradini tr. Bitonci (37-3); 20’ m. Ostuni Minuzzi (42-3), 33' m. Buso (47-3), 36' m. Buso (52-3), 38' m. Granzotto tr. Granzotto (59-3), 40' m. Stefan (64-3) Italia: Ostuni Minuzzi; Muzzo (10’st Buso), Corradini, Mannini, Granzotto; Madia (21’st Stevanin), Bitonci (25’st Stefan); Giordano (Cap), Locatelli, Sgorbini (10’st Ranuccini); Fedrighi (15’st Veronese), Frangipani; Seye (40’pt. Pilani), Vecchini (2’st Gurioli), Maris (4’st Turani)all. Fabio RoselliBrasile: Tenório; Barth, Fioravanti (8’st Santini), Nicolau, Silva; Kochhann, Bednarski (8’st Silva); C.Carvalho (temp 21-34’ pt. Medeiros), L. Carvalho (21’st Medeiros), Henwood; Dakar (1’st Cruz), Coimbra (Cap, 21’st Santana); Santos (1’st Prioste), Leni (21’st Mamede), Barros (8’st Saccomanno)all. Emiliano Caffera Arb: Maggie Cogger-Orr (NZRU)assistenti: Ella Goldsmith (RA); Maria Heitor (POR)TMO: Andrew McMenemy (SRU)Cartellini: giallo a Prioste 34' s.t. (BRA) Calciatrici: Kochhann (1/1); Granzotto (1/4); Bitonci (1/8)Player of the Match: Isabella Locatelli (Italia)Punti assegnati: Italia 5; Brasile 0Note: Pomeriggio caldo, Sofia Stefan (101 caps) diventa la seconda Azzurra più presente della storia,
Italia Femminile | 07/09/2025
RWC 2025: la presentazione di Italia-Brasile
L’Italia chiude il suo girone di Rugby World Cup contro il Brasile: la sfida sulla carta più agevole, ma anche quella che in questo momento serve alle Azzurre per ripartire dopo la delusione contro il Sudafrica. A prescindere da chi sia l’avversaria, alla squadra di Roselli serve una grande partita per ricominciare. Calcio d’inizio alle 15 di domenica 7 settembre al Franklin's Gardens di Northampton, diretta Rai Sport e Rai Play. Come arriva l’Italia La delusione dell’eliminazione anticipata contro Francia e Sudafrica ha lasciato il segno, ma questo è il momento di mettere da parte tutto, assorbire il colpo e ripartire verso i traguardi futuri. L’Italia può e deve chiudere il suo 2024 con una vittoria, un’annata comunque piena di segnali positivi, a cominciare da un Sei Nazioni incoraggiante e in crescendo e da un’ottima doppietta estiva con le vittorie contro Scozia e Giappone nei test match. È mancata, purtroppo, la vittoria più importante, quella sul Sudafrica, ma è il momento di ripartire verso il 2026, magari con un bel successo. Come arriva il Brasile Il Brasile ha già ottenuto la sua vittoria, diventando la prima sudamericana della storia a qualificarsi a un Mondiale femminile. Le Yaras nelle prime due partite hanno portato a casa anche gli altri obiettivi che si erano prefissati: segnare punti e riuscire a marcare la loro prima meta mondiale, con Bianca Silva contro la Francia. Adesso, il Brasile vuole chiudere nel modo migliore la sua avventura, e proverà a giocarsi il tutto per tutto contro l’Italia, con la consapevolezza di poter giocare senza pressione. Tutte le informazioni per seguire Italia-Brasile Italia-Brasile, sfida valida per la terza giornata della Rugby World Cup, si giocherà domenica 7 settembre alle ore 15, al Franklin's Gardens di Northampton. La partita sarà trasmessa in diretta tv in chiaro su Rai Sport e in diretta streaming su Rai Play. L’arbitra del match sarà la neozelandese Maggie Cogger-Orr. Le assistenti saranno l’australiana Ella Goldsmith e la portoghese Maria Heitor. Al TMO lo scozzese Andrew McMenemy, al bunker l’irlandese Leo Colgan. Le formazioni di Italia-Brasile Italia: 15 Vittoria Ostuni Minuzzi, 14 Aura Muzzo, 13 Giada Corradini, 12 Sara Mannini, 11 Francesca Granzotto, 10 Veronica Madia, 9 Alia Bitonci, 8 Elisa Giordano, 7 Isabella Locatelli, 6 Francesca Sgorbini, 5 Alessandra Frangipani, 4 Valeria Fedrighi, 3 Sara Seye, 2 Vittoria Vecchini, 1 Gaia Maris A disposizione: 16 Laura Gurioli, 17 Silvia Turani, 18 Alessia Pilani, 19 Beatrice Veronese, 20 Alissa Ranuccini, 21 Sofia Stefan, 22 Emma Stevanin, 23 Gaia Buso Brasile: 15 Fernanda Tenório, 14 Giovanna Barth, 13 Marina Fioravanti, 12 Mariana Nicolau, 11 Bianca Silva, 10 Raquel Kochhann, 9 Aline Mayumi Bednarski, 8 Camilla Ísis Carvalho, 7 Larissa Carvalho, 6 Larissa Henwood, 5 Dayana Dakar, 4 Eshyllen Coimbra (c), 3 Pâmela Santos, 2 Júlia Leni, 1 Franciele Barros A disposizione: 16 Isabela Saccomanno, 17 Taís Prioste, 18 Giovana Mamede, 19 Marcelle Cruz, 20 Ana Carolina Santana, 21 Letícia Medeiros, 22 Leila Silva, 23 Edna Santini
Italia Femminile | 07/09/2025
RWC 2025: Italia, spazio a Corradini e Frangipani. Brasile, occhio a Bianca Silva. L’analisi delle formazioni
Fabio Roselli cambia tanto per l’ultima sfida della Rugby World Cup contro il Brasile. Il capo allenatore dell’Italia lancia 2 giocatrici all’esordio assoluto in un Mondiale, più altre 3 che potrebbero entrare nella ripresa: Giada Corradini e Alessandra Frangipani dall’inizio, Alessia Pilani, Laura Gurioli (in lista gara col Sudafrica, ma non entrata) e Gaia Buso dalla panchina. Dall’altra parte il Brasile cambia ben 11 giocatrici e rischiera dall’inizio la numero 10 Raquel Kochhann e lancia dal primo minuto l’ala Bianca Silva, autrice – dopo essere subentrata dalla panchina – di una meta strepitosa contro la Francia. Si gioca alle 15 italiane al Franklin's Gardens di Northampton. Turnover L’Italia riparte da una formazione nuova, costruita per dare spazio a chi non ne ha avuto nelle prime due partite, ma anche per cercare soluzioni nuove per il futuro, considerando che è proprio guardando al futuro che bisogna approcciare questa partita. Giada Corradini ha già dimostrato nel test contro il Giappone di poter essere una giocatrice importante nell’ottica di un ricambio generazionale, e al suo fianco avrà la giovanissima Sara Mannini per una coppia di centri del tutto inedita, e che soprattutto ha la freschezza atletica e la capacità tecnica di sfruttare le indecisioni difensive del Brasile e metterlo sotto pressione. Dietro Roselli dà spazio ad Alessandra Frangipani, giocatrice che da 3 anni è sempre nel gruppo azzurro e che ha una grande occasione di mettersi in mostra: la seconda linea di Villorba (che può giocare anche terza) avrà al suo fianco l’esperta Fedrighi, mentre in terza linea il tecnico ha scelto Locatelli per avere più centimetri e peso nel pacchetto di mischia e avere un’opzione in più in rimessa laterale. Confermate la capitana Giordano e Francesca Sgorbini, che dovranno garantire avanzamento palla in mano. Dall’altra parte, Mariana Nicolau torna a ricomporre la coppia di centri titolare con Fioravanti, mentre alle ali vengono schierate Giovanna Barth e Bianca Silva, autrice di una gran meta con la Francia, battendo 2 avversarie con una finta nella propria metà campo e facendosi 70 metri di corsa per andare a schiacciare. Cambia anche la coppia di mediane, con Aline Mayumi e Raquel Kochhann, molto pericolosa anche nei piazzati. Tra le avanti, confermate solo la capitana Eshyllen Coimbra e Larissa Carvalho. Le chiavi del match Prima da titolare in questo mondiale per Alia Bitonci: la sua rapidità e la sua capacità di alzare il ritmo del gioco saranno fondamentali contro una squadra che soffre i multifase giocati con una certa intensità. Per garantire ulteriore velocità Roselli ha schierato all’ala Francesca Granzotto, confermando ad estremo Ostuni Minuzzi e Aura Muzzo dall’altra parte. L’Italia deve ripartire anche da ciò che è mancato contro il Sudafrica: le fasi statiche. Confermate Vecchini e Seye, a sinistra c’è Maris che rappresenta comunque una garanzia, con Turani che partirà dalla panchina insieme a Gurioli e Pilani, che potrebbe fare il suo esordio mondiale. Mettere in difficoltà in mischia il Brasile non è solo una necessità, ma anche un modo per riprendere morale in vista del futuro. Allo stesso modo sarà importante avere palloni di qualità in rimessa laterale per poter poi giocare al ritmo che serve. Per questo Roselli schiera ben 3 possibili opzioni in rimessa laterale con Fedrighi, Locatelli e Giordano. Dalla panchina Veronese e Ranuccini possono poi garantire dinamismo e avanzamento quando gli spazi si apriranno ulteriormente e subentrerà la stanchezza. Le formazioni di Italia-Brasile Italia: 15 Vittoria Ostuni Minuzzi, 14 Aura Muzzo, 13 Giada Corradini, 12 Sara Mannini, 11 Francesca Granzotto, 10 Veronica Madia, 9 Alia Bitonci, 8 Elisa Giordano, 7 Isabella Locatelli, 6 Francesca Sgorbini, 5 Alessandra Frangipani, 4 Valeria Fedrighi, 3 Sara Seye, 2 Vittoria Vecchini, 1 Gaia Maris A disposizione: 16 Laura Gurioli, 17 Silvia Turani, 18 Alessia Pilani, 19 Beatrice Veronese, 20 Alissa Ranuccini, 21 Sofia Stefan, 22 Emma Stevanin, 23 Gaia Buso Brasile: 15 Fernanda Tenório, 14 Giovanna Barth, 13 Marina Fioravanti, 12 Mariana Nicolau, 11 Bianca Silva, 10 Raquel Kochhann, 9 Aline Mayumi Bednarski, 8 Camilla Ísis Carvalho, 7 Larissa Carvalho, 6 Larissa Henwood, 5 Dayana Dakar, 4 Eshyllen Coimbra (c), 3 Pâmela Santos, 2 Júlia Leni, 1 Franciele Barros A disposizione: 16 Isabela Saccomanno, 17 Taís Prioste, 18 Giovana Mamede, 19 Marcelle Cruz, 20 Ana Carolina Santana, 21 Letícia Medeiros, 22 Leila Silva, 23 Edna Santini
Italia Femminile | 06/09/2025
Italia, Sara Mannini: “È un momento difficile ma il percorso continua, dal Brasile al prossimo Sei Nazioni”
Dopo la cocente sconfitta contro il Sudafrica, costata l’aritmetica eliminazione dalla Rugby World Cup, l’Italia è chiamata a ripartire. La sfida col Brasile di domenica alle 15 non è solo l’epilogo di un Mondiale, ma è il punto di ripartenza di una squadra che ha ancora molto da dire, come spiega Sara Mannini, centro di Colorno e della Nazionale Italiana: “Inutile negare che l’umore non sia dei migliori adesso. Perdere così, e in questo modo perdere anche l’opportunità di andare avanti non è bello, soprattutto perché ci eravamo date un obiettivo diverso. Sicuramente non siamo contente, ma bisogna ripartire dal Brasile per proseguire il nostro percorso, verso il prossimo Sei Nazioni e verso tutto quello che sarà”. Secondo te cosa è mancato contro il Sudafrica? “Non siamo riuscite ad imporre il gioco che volevamo proporre. C’era la voglia, c’era l’intenzione, forse non siamo riuscite ad essere lucide nei momenti chiave, e questo ci ha portate a concedere al Sudafrica delle occasioni che loro hanno sfruttato bene. Sicuramente la loro fisicità ha inciso, così come perdere presto giocatrici come Sara Tounesi e Michela Sillari: forse in quel frangente ci siamo un po’ disunite”. Può aver inciso la pressione di una partita da “dentro o fuori”, soprattutto in un gruppo ricco di giovani come il vostro? “Sicuramente la tensione c’era e sapevamo che per andare avanti dovevamo assolutamente vincere, perché era praticamente un ottavo di finale. Però eravamo riuscite a trasformare la tensione in voglia di fare, in voglia di giocare, di dimostrare che siamo in grado di fare le cose. Purtroppo non è bastato”. Come si affronta una partita come quella contro il Brasile, come si “resetta” tutto? “Si prova a cancellare tutto e ripartire. È difficile, non c’è altro da dire, e non ci sono altre parole per descrivere questo momento. Certo che bisogna rimanere forti, lo sport è fatto anche di questi momenti e bisogna andare avanti. Quello che possiamo fare è sfruttare la lezione di questa sconfitta per ripartire da zero e crescere come squadra a 360 gradi. Rimane comunque una settimana di preparazione per una partita del Mondiale e quindi va affrontata al 100%, anche se l’umore non è ovviamente dei migliori: vogliamo finire al meglio queto torneo per ripartire, quindi lavoreremo come sempre tutta la settimana tra campo, palestra, riunioni, videoanalisi, review”. Cosa significa per voi la partita contro il Brasile? “Sarà un primo passaggio fondamentale, una ripartenza verso il futuro, verso il prossimo Sei Nazioni e tutte le partite che affronteremo da qui in poi. Sappiamo di dover ricostruire e sicuramente questa partita per noi sarà importante: ripartiamo da qui, da noi, perché non si smette mai di andare avanti e di crescere”.
Italia Femminile | 04/09/2025
RWC 2025, verso Italia-Brasile: statistiche e curiosità sulle Yaras, al primo Mondiale della storia
Il girone D, quello in cui milita l’Italia, si chiude con un match inedito: le Azzurre sfideranno il Brasile per la prima volta nella loro storia. Per le Yaras, infatti, è la prima Rugby World Cup in assoluto, e per la palla ovale brasiliana si tratta di un passo avanti importantissimo e storico, soprattutto considerando che il rugby femminile si diffuse nel Paese negli anni ’80 e che la Nazionale brasiliana a XV nacque ufficialmente nel 2008, quando disputò il primo match della sua storia contro l’Olanda (sconfitta per 10-0). La Nazionale Seven, che ha vinto numerosi titoli continentali, era invece già nata nel 2004. La storia e il cammino verso il Mondiale Il Brasile negli anni si è fatto conoscere rugbisticamente soprattutto nel Seven. La Nazionale brasiliana femminile, negli ultimi 20 anni, si è imposta come dominatrice del rugby a sette femminile sudamericano, conquistando 21 titoli continentali dal 2004 ad oggi. Un cammino di crescita costante che ha portato le Yaras a chiudere le SVNS (le World Series Seven) al 9° posto, miglior risultato di sempre della loro storia. Negli ultimi anni è cresciuto sempre di più anche il movimento a XV, e dal 2019 la Nazionale maggiore femminile ha intensificato notevolmente la sua attività internazionale. Da lì, si può dire che è partito il cammino che ha portato il Brasile a conquistare la qualificazione al Mondiale 2024. C’è stata la Colombia nel destino delle Yaras: nel 2023, nelle due gare di qualificazione al WXV, erano arrivate 2 sconfitte per 24-23 e 30-19. L’anno dopo, invece, nella partita più importante della storia brasiliana, è arrivato il successo più bello: ad Asunciòn – Paraguay – il Brasile ha vinto 34-13 lo spareggio che valeva la qualificazione al Mondiale. Al momento, dopo le prime due partite del Mondiale contro Sudafrica e Francia, il Brasile ha disputato in totale 24 partite internazionali, ottenendo 7 vittorie, un pareggio, e 16 sconfitte. Il successo più largo risale al test pre-Mondiale contro la Colombia, vinto 58-7, mentre la peggiore sconfitta è l’84-5 subito dalla Francia nella seconda giornata della Rugby World Cup. Il soprannome Yaras Il soprannome Yaras deriva da Yara, conosciuta anche come Iara o Mãe d'Água, una figura leggendaria del folklore popolare brasiliano. Viene descritta come una sirena o donna incantata che vive nei fiumi e nei laghi d’acqua dolce dell’Amazzonia e di altre regioni del Brasile. Secondo la leggenda, Yara attira pescatori e uomini negli abissi con il suo canto ipnotico, proteggendo la natura e le foreste intorno a lei. Simboleggia la forza e il mistero dell’acqua, rappresentando al tempo stesso il legame spirituale dei popoli indigeni con l’ambiente. È vista sia come una protettrice delle acque, sia come una figura che ammonisce al rispetto della natura, riflettendo i valori ancestrali della cultura indigena brasiliana. La capitana, l’allenatore e la giocatrice simbolo A guidare il gruppo due leader: la capitana Eshyllen Coimbra e l’allenatore Emiliano Caffera. Coimbra è nata il 18 agosto 2000 a Rio de Janeiro, è una seconda linea arrivata al rugby a XV – come tante compagne – dal Seven: si è avvicinata al gioco grazie ad un progetto sociale nella sua città natale, Rio de Janeiro, si è innamorata di questo sport ed è diventata una giocatrice chiave della Nazionale Seven, con la quale ha disputato le Olimpiadi di Tokyo nel 2021. Poi si è spostata maggiormente sul rugby a XV, diventando la capitana della Nazionale brasiliana: conta 16 caps. Il tecnico Caffera, uruguaiano, è stato un importante mediano di mischia e ha giocato la Rugby World Cup 2003 maschile come numero 9 dei Los Teros. Ha disputato anche altri due Mondiali come parte dello staff tecnico: nel 2015 ancora con l’Uruguay e nel 2023 con l’esordiente Cile. Una delle storie più importanti e rappresentative riguarda sicuramente la numero 10 Raquel Kochhann, non solo perché è la giocatrice con più presenze nella storia della Nazionale Seven e una delle sole due rugbiste brasiliane ad aver disputato tutte le tre ultime Olimpiadi, ma soprattutto perché ha affrontato e sconfitto un tumore al seno, subendo una mastectomia bilaterale preventiva e affrontando la chemioterapia. È tornata in campo e adesso rappresenta la sua Nazionale nella competizione più importante – ha giocato titolare all’esordio col Sudafrica – e alle Olimpiadi di Parigi 2024 è stata anche portabandiera del Brasile.
News | 04/09/2025
RWC 2025: il Sudafrica batte l’Italia 29-24, Azzurre fuori dai Mondiali
A York il Sudafrica compie l'impresa e batte l'Italia 29-24 nella seconda giornata della Rugby World Cup 2025: le Springboks Women bissano il successo sul Brasile e accedono ai quarti di finale. Le Azzurre purtroppo vengono matematicamente eliminate dal Mondiale, dopo la sconfitta con la Francia. Decisiva la superiorità fisica del Sudafrica soprattutto nel primo tempo, con un massimo vantaggio di 17-7 che alla fine è risultato decisivo. Nella ripresa meglio la squadra di Roselli, che però non è riuscita a capitalizzare le tante occasioni create per ribaltare il risultato, dopo aver raggiunto per due volte il pareggio. La cronaca di Italia-Sudafrica La partenza del Sudafrica è furiosa: prima mischia dopo un minuto nei 22 italiani, la prima linea delle Springbok Women fa la differenza, Aseza Hele attacca palla in mano e trova lo spazio per arrivare fino in fondo. Non arriva la trasformazione, ma il Sudafrica è avanti 5-0. L'Italia ci mette qualche minuto ma assorbe il colpo e poi inizia a macinare gioco: gran break di D'Incà che riporta le compagne in attacco, poi Stefen cerca proprio la stessa D'Incà con un calcio-passaggio sul lato destro ma il pallone è leggermente lungo e l'ala azzurra non riesce a rimanere in campo. La squadra di Roselli c'è: touche rubata da Duca e pallone subito recuperato a metà campo, poi Veronese attacca bene la linea passando in mezzo a due e per un soffio non trova D'Incà sulla corsa. All'11 l'Italia è già costretta al primo cambio: Sara Tounesi si fa male durante un tentativo di placcaggio ed è costretta ad uscire in barella, dentro Fedrighi. Anche Turani deve lasciare momentaneamente il campo per un controllo HIA, al suo posto Maris. Il Sudafrica continua ad insistere in mischia e al 18' guadagna un altro calcio di punizione: le Springbok Women vanno in touche, provano a fare strada con il drive ma esagerano e vanificano tutto con un fallo di ostruzione di Qawe. La squadra di De Bruin insiste e al 21' trova la seconda meta: break di Van Rensburg, sostegno rapido di Roos che a quel punto può correre in meta per il 12-0 con trasformazione di Dolf. L'Italia trova una grande reazione: prima una bella iniziativa di Muzzo sul lato sinistro, poi una serie di cariche delle avanti prima del pallone allargato da Stefan su Rigoni da prima ricevitrice, pallone ben servito a Ostuni Minuzzi che con le sue gambe trova lo spazio giusto per marcare e rimettere il match in carreggiata. Sillari colpisce il palo sulla trasformazione, si resta 12-5. Il Sudafrica reagisce ancora usando la mischia ordinata come base: incrocio di Qawe per l'imbucata di Roos che apre lo spazio e allarga poi per Malinga. L'ala sudafricana accelera e schiaccia in bandierina per il 17-5. Il match aumenta di ritmo, con tante occasioni da una parte e dall'altra, e alla mezz'ora l'Italia ritorna di nuovo sotto: prima carica di Sgorbini che apre un primo spazio, Stefan lo vede e manda subito dentro Turani, che dopo il placcaggio con un grande offload serve Vecchini sulla corsa. La tallonatrice azzurra è bravissima a trovare l'intervallo giusto e a schiacciare per il 17-12. Sillari lascia temporaneamente il campo per un controllo HIA, al suo posto Mannini. Nel finale Rigoni piazza un grandissimo placcaggio su Mpupha, poi il Sudafrica inizia una lunghissima serie di raccogli e vai assistiti che lo porta fino ai 22: l'Italia fatica ma tiene duro, difende coraggiosamente e alla fine guadagna il calcio di punizione che mette fine al primo tempo sul 17-12 per le Springbok Women. Sillari supera il controllo HIA, ma a inizio ripresa rientra comunque Mannini per scelta tecnica. Dall'altra parte invece Nadine Roos torna a fare la mediana di mischia, con Webb che entra al posto di Tose. La prima occasione è per il Sudafrica con D'Incà brava ad arrestare la solita fiammata di Malinga, poi l'Italia alla prima opportunità della ripresa colpisce: bella rimessa laterale di Vecchini che gioca sul primo blocco su Duca, arriva subito Sgorbini che sorprende la difesa sudafricana, scambia con la stessa Vecchini e poi schiaccia la meta del pareggio. La trasformazione di Rigoni è corta: al 47' è 17-17. La partita diventa ancora più tirata: l'Italia alza l'intensità della pressione difensiva, con Muzzo che con un gran placcaggio su Dolf risolve una situazione difficile. Al 55' arriva l'occasione più importante per il Sudafrica, che guadagna una mischia a 5 metri dalla linea di meta azzurra: dopo una prima spinta avanzante le Springbok Women vengono arginate, poi sul pallone giocato fuori Webb viene tenuta alta in area di meta da Veronese. Il Sudafrica insiste ancora dopo il drop di ripresa del gioco: Dolf attacca la linea, poi una lunga serie di cariche che porta le avanti sempre più vicine alla linea di meta. Alla fine è Ngxingolo a schiacciare per il 24-17 con trasformazione di Dolf. L'Italia ha tante opportunità per rendersi pericolosa, trova più volte il break ma manca spesso l'ultimo passaggio, poi al 65' Mannini trova un grandissimo calcio di liberazione, Dolf per tentare di tenere il pallone dentro regala una touche alle Azzurre. La squadra di Roselli riesce a trovare continuità con il drive e con due calci di punizione conquistati arriva fino ai 5 metri: Giordano carica e arriva corta, le avanti insistono con una serie di cariche potenti e feroci e al 69' Sara Seye trova in mezzo ai pali la carica che vale il nuovo pareggio con la trasformazione di Rigoni. Sul calcio di ripresa del gioco però arriva subito un fallo di ostruzione che permette al Sudafrica di ritornare in attacco. L'Italia tiene duro, difende ma non riesce ad uscire dai propri 22, e al 74' Mcatshulwa trova la carica per il 29-24, con la trasformazione di Dolf che è corta. L'Italia si getta all'assalto: Rigoni non trova la rimessa laterale perché Van Rensburg fa un mezzo miracolo nel tenere il pallone in campo, Ranuccini ci arriva col piede ma l'ovale finisce lungo. È l'ultima occasione, finisce 29-24 per il Sudafrica, che passa il turno ed elimina l'Italia. York Community Stadium, 31 agosto 2025Rugby World Cup - II giornataItalia v Sudafrica 24-29 (12-17)Marcatrici: p.t 2’ m. Hele (0-5); 21’ m. Roos tr. Dolf (0-12); 24’ m. Ostuni Minuzzi (5-12); 29’ m. Malinga (5-17); 34’ m. Vecchini tr. Sillari (12-17) s.t 7’ m. Sgorbini (17-17); 20’ m. Ngxingolo tr. Dolf (17-24); 29’ m. Seye tr. Rigoni (24-24); 34’st Mcatshulwa (24-29)Italia: Ostuni Minuzzi (29’st Granzotto); Muzzo, Sillari (35’pt Mannini), Rigoni, D’Incà; Stevanin, Stefan; Giordano (Cap), Veronese (24’st Ranuccini), Sgorbini; Duca, Tounesi (11’pt. Fedrighi); Seye, Vecchini, Turani (temp. 11’-24 pt. Maris). A disposizione: Gurioli, Stecca, Maris,all. Fabio RoselliSudafrica: Roos; Dolf, Mpupha, Qawe (1’st Ngwevu), Malinga; van Rensburg, Tose (1’st Webb); Hele (21’st Jacobs), Mcatshulwa, Solontsi (30’st Makua); Lochner, Booi (Cap, 10’ st Ubisi); Latsha (31’st Mdliki), Gwala (30’ Gunter), Charlie (10’ st Ngxingolo)all. Swys de Bruinarb: Ella Goldsmith (RA)assistenti: Precious Pazani (ZRU); Maria Heitor (FPR)TMO: Andrew McMenemy (SRU)Cartellini: nessunoCalciatrici: Dolf (2/5); Sillari (1/2); Rigoni (1/2)Player of the Match: Libbie Janse van Rensburg (SAF)Punti assegnati: Italia 2; Sudafrica 5Note: Pomeriggio fresco, centesimo cap con la maglia dell’Italia per Sofia Stefan, 6045 spettatori
Italia Femminile | 31/08/2025
RWC 2025: la presentazione di Italia-Sudafrica
Calendario alla mano, Italia-Sudafrica è già decisiva. Le Azzurre devono assolutamente vincere per continuare la corsa verso i quarti di finale, fase invece alla quale le Springbok Women accederebbero battendo proprio le Azzurre, ma se non dovessero riuscirci poi la squadra di Roselli avrebbe il definitivo match point contro il Brasile. Di conseguenza, il match è praticamente uno spareggio. La squadra di De Bruin lo sa bene, e non è un caso che la seconda/terza linea Catha Jacobs abbia definito questo match “il più importante della storia del Sudafrica femminile”. L’Italia, che non ha mai perso con le Springbok Women, parte favorita ma dovrà gestire la tensione e l’importanza di un match decisivo. Si gioca domenica 31 agosto alle 16.30 al Community Stadium di York: diretta su Rai Sport e Rai Play. Come arriva l’Italia L’Italia ha esordito con il match più difficile, con la Francia. Il 24-0 di Exeter dispiace soprattutto perché mancando le fasi statiche le Azzurre non sono riuscite a tirare fuori tutto il loro potenziale in una partita che, a dispetto del punteggio, ha visto la squadra di Roselli combattere ed essere competitiva. Le Azzurre devono ripartire dalla grande difesa mostrata con le Bleus e dalle 3 vittorie consecutive con le quali erano arrivate a questo Mondiale, e con più possesso di qualità possono realmente fare la differenza in una partita già decisiva. Il 2025 è stato per l’Italia l’anno della rinascita, sono arrivate vittorie importanti al Sei Nazioni e nei test match, e per quanto difficile questa è una partita che le Azzurre sanno di dover portare a casa e sanno di avere le qualità per farlo. Come arriva il Sudafrica Il Sudafrica ha avuto una grande crescita negli ultimi anni, dimostrata anche con la netta vittoria sul Brasile per 66-6. Le Springbok Women sono una presenza costante al WXV 2 e si stanno dimostrando sempre più competitive: la sfida con l’Italia, per loro, vale un pezzo di storia, perché significherebbe qualificarsi per la prima volta ai quarti di finale di un Mondiale femminile e soprattutto battere per la prima volta una big. Per questo, è lecito aspettarsi una squadra che non lascerà nulla di intentato per provare ad inseguire un sogno. Tutte le informazioni per seguire Italia-Sudafrica Italia-Sudafrica si giocherà domenica 31 agosto alle 16.30 e sarà trasmessa in diretta tv su Rai Sport e in streaming su Rai Play. L’arbitra del match sarà l’australiana Ella Goldsmith, assistita da Precious Pazani (Zimbabwe) e Maria Heitor (Portogallo). Al TMO lo scozzese Andrew McMenemy, al bunker l’irlandese Ian Tempest. RWC 2025: le formazioni di Italia-Sudafrica Italia: 15 Vittoria Ostuni Minuzzi, 14 Aura Muzzo, 13 Michela Sillari, 12 Beatrice Rigoni, 11 Alyssa D’Incà, 10 Emma Stevanin, 9 Sofia Stefan, 8 Elisa Giordano (C), 7 Beatrice Veronese, 6 Francesca Sgorbini, 5 Giordana Duca, 4 Sara Tounesi, 3 Sara Seye, 2 Vittoria Vecchini, 1 Silvia Turani A disposizione: 16 Laura Gurioli, 17 Emanuela Stecca, 18 Gaia Maris, 19 Valeria Fedrighi, 20 Alissa Ranuccini, 21 Alia Bitonci, 22 Sara Mannini, 23 Francesca Granzotto Sudafrica: 15 Nadine Roos, 14 Byrhandré Dolf, 13 Zintle Mpupha, 12 Chumisa Qawe, 11 Ayanda Malinga, 10 Libbie Janse van Rensburg, 9 Unam Tose, 8 Aseza Hele, 7 Sinazo Mcatshulwa, 6 Sizophila Solontsi, 5 Danelle Lochner, 4 Nolusindiso Booi (C), 3 Babalwa Latsha (VC), 2 Lindelwa Gwala, 1 Sanelisiwe Charlie A disposizione: 16 Micke Gunter, 17 Yonela Ngxingolo, 18 Nombuyekezo Mdliki, 19 Vainah Ubisi, 20 Lerato Makua, 21 Catha Jacobs, 22 Eloise Webb, 23 Aphiwe Ngwevu
Italia Femminile | 31/08/2025
RWC 2025: Italia, Roselli rilancia Rigoni. Il Sudafrica cambia assetto, la chiave è Nadine Roos. L’analisi delle formazioni
Due cambi a testa per Italia e Sudafrica nel match che vale una grossa fetta di quarti di finale: le Azzurre operano due cambi “semplici” ruolo per ruolo, mentre le Springbok Women modificano anche l’assetto tattico delle trequarti. Per la sfida della seconda giornata della Rugby World Cup (domenica 31 agosto alle 16.30, diretta Rai Sport/RaiPlay) Fabio Roselli inserisce Beatrice Rigoni come primo centro al posto di Mannini, mentre davanti ritorna Beatrice Veronese in luogo di Ranuccini, entrambe le ragazze sostituite partiranno comunque dalla panchina. Roselli si affida quindi a due giocatrici di esperienza per una sfida che si preannuncia complicata dal punto di vista fisico, con le Springbok Women che dal punto di vista del gioco hanno già dimostrato col Brasile di voler fare tanta strada palla in mano attaccando per linee dirette. Il Sudafrica cambia assetto Non è un caso che coach Swys de Bruin non abbia operato nessun cambio tra le prime otto, che restano le stesse dei 66 punti al Brasile. Due invece i cambi fra le trequarti: Chumisa Qawe giocherà primo centro al posto di Aphiwe Ngwevu, ma soprattutto la mediana di mischia Unam Tose prende il posto di Nadine Roos, che da numero 9 si sposta invece ad estremo, con Dolf (numero 15 contro il Brasile) che a sua volta si sposta ala al posto di Samboya. Lo stesso c.t. del Sudafrica ha motivato la scelta: “Lo scorso anno al WXV 2 a Città del Capo perdemmo di poco, soprattutto perché non riuscimmo a contenere il loro gioco al piede e loro trequarti. Ecco perché abbiamo fatto queste modifiche”. Roos, infatti, essendo comunque una “9” di base garantisce più piede e anche maggiore lettura del gioco per contrastare il ritmo che le azzurre potrebbero imporre palla a mano, ed è una scelta volta ad arginare l’attacco azzurro in campo aperto e a mettere invece in difficoltà l’Italia nel gioco al piede. Battaglia Contro il Brasile, il Sudafrica si è affidato prima di tutto a una mischia dominante - con Latsha, Gwala e Charlie che hanno fatto la differenza - e alle cariche e alla fisicità della numero 8 Aseza Hele: 1.72 per 91 kg, dotata non solo di grande capacità di fare strada (113 metri fatti palla in mano contro il Brasile) ma anche di belle mani e visione di gioco. Con tre mete ha steso le sudamericane, ma tutto il Sudafrica si è presenta intenzionato a fare la differenza a contatto: 658 metri guadagnati totali, 38 avversarie battute e 12 offload, a dimostrazione che anche con le mani le Springbok Women possono dire la loro. Dall’altra parte, invece, Roselli ha reinserito in formazione Veronese, giocatrice di gran movimento in mezzo al campo ma anche molto affidabile in rimessa laterale, una delle fasi statiche che contro la Francia non ha funzionato al meglio, ma che è fondamentale per il gioco azzurro. Il drive dell’Italia, anche al Sei Nazioni, ha fatto la differenza, e anche contro le Bleus nelle occasioni in cui le Azzurre hanno avuto dei palloni di qualità in touche sono riuscite a fare tanta strada con la maul, conquistando anche dei calci di punizione. Per avere palloni veloci, poi, serviranno le cariche delle solite Tounesi e Sgorbini e un gran lavoro di pulizia da parte di tutte le avanti azzurre. Se la squadra di Roselli dovesse riuscire a fare la differenza su questo aspetto, la partita potrebbe girare dalla sua parte, perché poi entrerebbero in gioco le trequarti azzurre e a quel punto per le sudafricane sarebbe difficilissimo reggere il ritmo e la velocità delle avversarie. Anche perché il Sudafrica qualche placcaggio lo sbaglia: col Brasile ha terminato il match con l’85% di placcaggi riusciti, percentuale buona ma non eccezionale considerando l’avversario chiaramente un gradino sotto e il dominio del match. Velocità L’Italia ha ampiamente dimostrato di poter essere pericolosa nel gioco aperto, e contro una squadra fisica ma che può lasciare spazi in mezzo al campo dovrà sfruttare al meglio questa possibilità: per farlo, però, servirà alzare il ritmo nei punti d’incontro. Contro la Francia i sostegni non sempre sono stati veloci e puntuali, costringendo Stefan e Stevanin a giocare spesso palloni poco puliti e più facilmente leggibili dalla difesa. Aumentare l’intensità della battaglia in mezzo al campo, come detto, servirà ad innescare nel modo migliore anche le pericolosissime trequarti azzurre. La scelta di schierare di nuovo Rigoni dal primo minuto è probabilmente legata proprio alla volontà di sfruttare gli spazi che il Sudafrica potrebbe lasciare, giocando con un doppio play che toglierà riferimenti alla difesa e permetterà alle Azzurre di avere molte più opzioni di gioco. L’Italia infatti non deve “stare” alle regole del Sudafrica, che proverà a rendere il match quanto più fisico e combattuto possibile, ma deve portarlo sui propri binari costringendo le Springbok Women a muoversi lungo il campo in fase difensiva e ad inseguire le continue accelerazioni delle trequarti azzurre. Far arrivare dei palloni di qualità a Muzzo e D’Incà e permettere a Ostuni Minuzzi di avere lo spazio per accelerare potrebbe mettere in seria difficoltà il Sudafrica, che dall’altra parte cercherà sicuramente di imporsi fisicamente per evitare che le Azzurre alzino i giri del motore. RWC 2025: le formazioni di Italia-Sudafrica Italia: 15 Vittoria Ostuni Minuzzi, 14 Aura Muzzo, 13 Michela Sillari, 12 Beatrice Rigoni, 11 Alyssa D’Incà, 10 Emma Stevanin, 9 Sofia Stefan, 8 Elisa Giordano (C), 7 Beatrice Veronese, 6 Francesca Sgorbini, 5 Giordana Duca, 4 Sara Tounesi, 3 Sara Seye, 2 Vittoria Vecchini, 1 Silvia Turani A disposizione: 16 Laura Gurioli, 17 Emanuela Stecca, 18 Gaia Maris, 19 Valeria Fedrighi, 20 Alissa Ranuccini, 21 Alia Bitonci, 22 Sara Mannini, 23 Francesca Granzotto Sudafrica: 15 Nadine Roos, 14 Byrhandré Dolf, 13 Zintle Mpupha, 12 Chumisa Qawe, 11 Ayanda Malinga, 10 Libbie Janse van Rensburg, 9 Unam Tose, 8 Aseza Hele, 7 Sinazo Mcatshulwa, 6 Sizophila Solontsi, 5 Danelle Lochner, 4 Nolusindiso Booi (C), 3 Babalwa Latsha, 2 Lindelwa Gwala, 1 Sanelisiwe Charlie A disposizione: 16 Micke Gunter, 17 Yonela Ngxingolo, 18 Nombuyekezo Mdliki, 19 Vainah Ubisi, 20 Lerato Makua, 21 Catha Jacobs, 22 Eloise Webb, 23 Aphiwe Ngwevu
Italia Femminile | 30/08/2025
Rugby World Cup 2025: i precedenti tra Italia e Sudafrica femminile
Italia e Sudafrica si incontreranno per la terza volta consecutiva in tre anni, e per la quarta volta in totale, per una sfida che sta praticamente diventando un classico. Le due squadre si sono affrontate una volta in un test match e due volte nel WXV, l’ultima competizione femminile introdotta da World Rugby: stavolta, però, il palcoscenico è ben diverso, perché si gioca la seconda giornata della fase a gironi della Rugby World Cup 2025. E sarà una sfida decisiva. I precedenti tra Italia e Sudafrica femminile Italia e Sudafrica si sono affrontate 3 volte in partite ufficiali e finora hanno sempre prevalso le Azzurre, autrici di 3 successi e di 94 punti totali contro i 47 delle Springbok Women. La prima sfida risale al 2018, e a Prato le Azzurre stravinsero per 35-10. Nonostante l’iniziale svantaggio con la meta di Mpupha, l’Italia rispose immediatamente rimettendo a posto le cose con la marcatura di Stefan e due calci di punizione di Sillari. La meta di Elisa Giordano nel finale di primo tempo scavò il primo solco per il 16-7 dell’intervallo, poi il piazzato di Nel servì a riaprire soltanto momentaneamente la partita, perché nel finale si scatenò la marea azzurra: andò a segno ancora Sofia Stefan, poi arrivò una meta di punizione, infine Ilaria Arrighetti chiuse i giochi per il 35-10 finale. La seconda sfida risale invece al WXV 2023, a Città del Campo: le Azzurre si imposero nettamente in casa del Sudafrica con una formazione che univa parte del blocco delle titolari ad alcuni esperimenti. Il match partì subito fortissimo, con Latsha che rispose alla meta iniziale di Ostuni Minuzzi. Le Azzurre però ci misero poco a prendere il largo grazie alle mete di Aura Muzzo e Alissa Ranuccini. Nel finale di frazione Van Rensburg provò ad accorciare le distanze dalla piazzola, ma arrivò subito la risposta di Capomaggi per il 22-10 dell’intervallo. Nella ripresa fu il Sudafrica a marcare per primo con un altro piazzato di Van Rensburg, poi però la meta di Vittoria Vecchini scavò il solco definitivo. Nel finale le Springbok Women andarono a segno con Dolf, ma non bastò, anche perché la meta di intercetto di Alyssa D’Incà sancì il definitivo 36-18. L’ultima sfida Italia e Sudafrica si sono rincontrate anche l’anno successivo, sempre al WXV, sempre in terra sudafricana. Le Azzurre, però, fecero più fatica del previsto, vincendo 23-19 dopo una partita combattuta che le aveva viste rimontare per ben due volte. Sudafrica in vantaggio con Latsha, ma le Azzurre prima si scatenarono (doppietta di Turani e altra meta di Sillari) chiudendo il primo tempo 17-7, poi mollarono la ripresa subendo la rimonta sudafricana con le mete di Hele e Malinga per il sorpasso. Sul 19-17 per il Sudafrica, però, ci pensò Beatrice Rigoni a rimettere le cose a posto con due piazzati decisivi che valsero il successo finale per 23-19, con una grande difesa a respingere l’ultimo assalto delle Springbok Women.
Italia Femminile | 28/08/2025
Completa la registrazione