Sergio Parisse entra nello staff tecnico della Squadra Nazionale Maschile
L’ex Capitano e leggenda azzurra da luglio nel gruppo di lavoro del CT Quesada
La Federazione Italiana Rugby ha ufficializzato l’ingaggio di Sergio Parisse che, dal’1 luglio 2026, entrerà a far parte dello staff tecnico della Squadra Nazionale Maschile come assistente allenatore per il reparto degli avanti, con responsabilità specifica sulla rimessa laterale.Parisse, 42 anni, ricopre al momento analoga posizione presso il Toulon RC, il Club del massimo campionato francese Top14 dove l’ex numero otto e Capitano dell’Italia ha concluso nel 2023 la propria carriera agonistica.
Il tecnico aquilano rinnova così la collaborazione con Gonzalo Quesada, con cui - con lo Stade Francais - ha lavorato in due diversi periodi della propria carriera da giocatore, conquistando sotto la guida del tecnico argentino, dal 2024 sulla panchina dell’Italia, un titolo di Campione di Francia e una Challenge Cup europea.
Con 142 caps internazionali, cinque Rugby World Cup disputate tra il 2003 e il 2019, dodici stagioni come Capitano degli Azzurri, Parisse è ad oggi l’unico rugbista italiano inserito da World Rugby, la federazione internazionale, nella Hall of Fame che accoglie e celebra le più grandi ed i più grandi interpreti del Gioco.
Andrea Duodo, Presidente della Federazione Italiana Rugby, ha dichiarato: “Sono felice e orgoglioso di poter dare a Sergio un caloroso bentornato a nome di tutta la Federazione Italiana Rugby. Il legame che unisce Parisse alla maglia azzurra non ha bisogno di essere ricordato, quello che ha fatto per l’Italia come giocatore, l’impegno che ha caratterizzato ogni minuto passato sul campo, hanno fatto emozionare ogni rugbista e ogni sportivo nel nostro Paese: il suo ritorno in Italia, dopo oltre vent’anni passati nel rugby francese, è un valore aggiunto non solo per lo staff di Gonzalo, che lo ha fortemente voluto al proprio fianco, ma per l’intero movimento di cui Sergio saprà essere, come è stato per tutta la sua carriera di giocatore, un fantastico ambasciatore”.Gonzalo Quesada, Commissario Tecnico dell’Italia Maschile, ha aggiunto: “Sergio è stato un grandissimo giocatore, un punto di riferimento per l’Italia e per tutte le squadre in cui ha giocato. E’ stato il mio capitano allo Stade Francais, insieme abbiamo vinto un Bouclier de Brennus e una Challenge Cup, conosco le sue qualità di uomo e di sportivo, ed il livello di impegno che mette in tutto ciò che fa. So che non vede l’ora di dare il proprio contributo al nostro staff e alla Nazionale, ed è bellissimo che una figura che ha rappresentato così tanto per il rugby italiano ritorni nel proprio Paese: aggiungerà la sua professionalità ed esperienza ad uno staff che ha già grandissime qualità umane e professionali. Nelle prossime settimane vogliamo finalizzare anche la posizione del nuovo allenatore per la mischia, per essere al completo per l’avvio del Nations Championship di questa estate”.Sergio Parisse ha commentato il proprio ruolo di assistente allenatore della Nazionale: “Tornare in Italia e poter contribuire da dentro FIR alla crescita della Nazionale e di tutto il movimento rugbistico del mio Paese è una straordinaria opportunità. Sono felice di poterlo fare affiancando un allenatore con cui ho lavorato durante i miei anni da giocatore allo Stade Francais e di cui ho profonda stima come Gonzalo Quesada, entrando a far parte di uno staff di alto livello e con la possibilità di mettermi a disposizione di un gruppo di atleti dal grande potenziale e dalla grande etica di lavoro. Oggi, grazie al lavoro sulla formazione dei giocatori, l’Italia vanta una profondità e un talento superiori a quelli della mia generazione e potersi inserire, come tecnico, in questo contesto è una chance affascinante. Ringrazio Tolone per questi anni assieme e sono determinato a portare a termine il mio impegno con il Club fino alla fine del Top14; al tempo stesso, sono grato alla FIR, al Presidente Duodo ed al Commissario Tecnico per la fiducia nell’affidarmi questo nuovo incarico, a cui mi approccio con tanta umiltà e con il grande amore per l’azzurro che è sempre stato la bussola della mia carriera da giocatore”.
La Federazione Italiana Rugby, sotto la supervisione del Commissario Tecnico Gonzalo Quesada, prosegue nel percorso di reclutamento per finalizzare, in vista delle finestre internazionali di luglio e novembre, l’ingaggio di un assistente allenatore con responsabilità diretta per la mischia ordinata.
Italia, Ostuni Minuzzi: “Inizia un nuovo ciclo. Le giovani? Ognuna di loro è qui per un motivo e lo merita”
L’Italia è pronta a iniziare il suo cammino nel Sei Nazioni femminile 2026, con un gruppo rinnovato e tante novità. Dopo il raduno di gennaio e la conclusione dei campionati con i club, le Azzurre si sono ritrovate per dare il via a un nuovo ciclo, tra nuovi ingressi, giocatrici rientrate dall’estero e un sistema di gioco da rimodellare. Tra le protagoniste c’è Vittoria Ostuni Minuzzi, reduce da una stagione da capitana con il Valsugana neo-campione d’Italia e pronta a portare la sua esperienza anche in maglia azzurra: “Ci siamo ritrovate dopo il raduno di gennaio, quindi era passato un pochino di tempo. Sappiamo di dover lavorare tanto e di essere solo all’inizio del torneo, quindi stiamo piano piano costruendo le basi per questi due mesi di percorso. È bello anche ritrovare le ragazze che giocano all’estero e che non potevano essere con noi al raduno di gennaio, con le quali continueremo a costruire insieme allo staff”.
A proposito di nuove proposte. Quella dell’Italia è una rosa piena di possibili esordienti: mai come quest’anno sono così tante. Questo garantisce freschezza, ma richiede anche dei tempi di adattamento maggiori?
“Sicuramente garantisce delle novità importanti. Come ha dichiarato il nostro staff, vogliamo iniziare un nuovo ciclo dopo lo scorso mondiale, sia perché alcune giocatrici hanno scelto di smettere sia perché altre non sono state convocate per scelte tecniche. Ci sono quindi molte esordienti in diversi ruoli. Io sono molto contenta che il gruppo si allarghi, perché ognuna porta qualcosa di nuovo: nuove sfide, nuove proposte. A livello di gioco dobbiamo riconnetterci e le nuove arrivate stanno lavorando duro per imparare alcuni movimenti e alcune richieste dello staff, entrando sempre di più nel dettaglio tecnico. Bisogna ricordare sempre che se queste ragazze sono qui c’è un motivo, per ognuna di loro, e sono convinta che continuando a lavorare come gruppo riusciremo a costruire qualcosa. È solo l’inizio e stiamo costruendo le basi, con calma, mattoncino su mattoncino”.
Quindi non vi siete poste obiettivi di risultato in questo Sei Nazioni?
“Obiettivi di risultato no: non guardiamo alla partita vinta o persa. Ci concentriamo sull’esprimere il miglior gioco possibile, in base ai principi che abbiamo scelto. I nostri risultati saranno legati alla capacità di esprimere il modello di gioco che vogliamo. Chiaramente se dovessimo riuscire a mettere in campo tutto quello che prepariamo, il risultato sarà una conseguenza della prestazione. Se rispetteremo tutti i nostri principi di gioco anche i risultati finali saranno positivi”.
L’esordio è a Grenoble contro la Francia, un test durissimo per una squadra che sta ricostruendo un nuovo ciclo…
“Sì, partiamo subito con una grandissima sfida, ma a noi le sfide piacciono: affrontare un avversario molto forte, che si è dimostrato all’altezza anche allo scorso mondiale arrivando in semifinale, è uno stimolo in più. Ci metterà in difficoltà, ma ci farà anche capire dove dobbiamo lavorare, evidenziando eventuali punti di debolezza in vista delle partite più alla nostra portata”.
Arrivi da uno scudetto vinto da capitana con il Valsugana, quanto ti ha arricchita questa esperienza?
“Tantissimo. Dopo tanti anni al Valsugana riuscire a fare un passo in più e acquisire questo tipo di leadership è un bel traguardo. Sono molto contenta della fiducia che mi hanno dato gli allenatori, perché non era scontato. Ho preso molto seriamente questo ruolo e la mia squadra mi ha aiutato tanto. Siamo un gruppo con grande esperienza, con più di dieci nazionali: guidarlo non è semplice, ma è stato un anno incredibile, tra staff e giocatrici. E la vittoria è stata la ciliegina sulla torta. Questo ruolo mi ha aiutata a comunicare di più, dentro e fuori dal campo: è stata una doppia sfida. Vengo da un anno molto positivo e spero di riportarlo anche in questo torneo. A livello internazionale è più difficile esprimersi come si vorrebbe: la pressione è maggiore e le occasioni diminuiscono. Bisogna essere molto brave a sfruttarle, e non è sempre facile farlo in ogni partita con la maglia azzurra. Spero di mantenere gli standard e aggiungere ogni anno un po’ di esperienza in più”.
Hai lavorato anche sul piede in questa stagione?
“Sì, lo sto allenando da un paio di anni, da quando abbiamo iniziato a lavorare con Corrado Pilat. In campionato hai più occasioni per provare cose nuove, mentre a livello internazionale ci sono meno opportunità e soprattutto c’è molta più pressione. La sfida è proprio questa: riuscire a mantenere la stessa efficacia nell’esecuzione anche a livello internazionale, e come detto, a noi le sfide piacciono molto”.
Italia U18, gli Azzurrini battono la Scozia 23-19 nella seconda giornata del Festival
L’Italia U18 di Alessandro Lodi conferma il successo dell’esordio contro la Spagna e, nella seconda giornata del Festival Sei Nazioni maschile di categoria a Vichy, supera i pari età scozzesi per 23-19.Una gara dai due volti quella di Falchetto e compagni, che nella prima mezza’ora costruiscono le basi per la vittoria, allungando sino sul 23-0 con due piazzati di Alderighi in apertura e con le mete di Negri ed Harrison nella fase centrale della prima frazione di gioco per poi contenere il ritorno dei giovani highlanders nella ripresa.Sempre in controllo del punteggio, l’Italia U18 concede solo a tempo scaduto la meta che riporta gli scozzesi sotto break: sabato, nell’ultimo turno del Festival, il XV di Alessandro Lodi affronterà l’Inghilterra.Vichy, martedì 7 aprile 2026Festival 6 Nazioni U18 Maschile, II giornataItalia v Scozia 23-19Marcatori: p.t. 8’ cp. Alderighi (3-0); 11’ cp. Alderighi (6-0); 18’ m. Refrigeri tr. Alderighi (13-0); 22’ m. Negri (18-0); 27’ m. Harrison (23-0); 32’ m. Sneddon tr. Sneddon (23-7); s.t. 12’ m. Dalyrymple tr. Sneddon (23-14); 35’ m. Law (23-19)Italia: Vallerini; Barajas, Negri, Falchetto (cap), Ferrazzi; Alderighi, Harrison; Hajraoui, Colla, Sebastiani; Germanó, Invernizzi; Sanchez, Pe, Refrigeraltri entrati: Cimino, Bleta, Anfosso, Argenton, Rosi, Andretti, Bragagnolo, Di Nicola, Mancini, Berchiolliall. LodiScozia: Sneddon; Lawaci, McDonald, Anderson, Waugh; Glackin, Pettet; Baxter, Bohmer, Mather; Richardson, Dalyrymple (cap); Smellie, Nesbitt, Scarthaltri entrati: Roberts, Burgess, Simpson, Shellard, Abel, Walsh, McKenzie, Robson, Robbie, Law, Hill
Sei Nazioni femminile 2026: i precedenti tra Francia e Italia
Quella tra Francia e Italia non è mai una sfida come le altre, sia perché è stata la prima di sempre (0-0 a Riccione il 22 giugno del 1985) sia perché le Blues sono squadra che le Azzurre hanno affrontato più volte, ben 31. Come un segno del destino, l’Italia aprirà il Sei Nazioni 2026 proprio contro la Francia, l’11 aprile, dopo averla sfidata già due volte nell’ultimo anno: sarà la 32esima sfida della loro storia.
I precedenti tra Francia e Italia femminile
Francia e Italia si sono affrontate 31 volte in partite ufficiali: il bilancio è di 25 successi francesi, 5 italiani e un pareggio, proprio quello di Riccione. La Francia ha segnato in totale 877 punti, l’Italia 275. Il primo successo azzurro risale al 1996: finì 8-5 per l’Italia in Coppa Europa, a Madrid. Sempre per continuare la serie di prime volte, Italia-Francia è stato anche il primo incontro della storia delle Azzurre al Sei Nazioni: nel 2007 a Biella le Bleus vinsero 37-17. La prima vittoria italiana nel Sei Nazioni risale invece al 2013: 13-12 nel diluvio di Rovato, con il calcio a tempo scaduto di Veronica Schiavon a decidere il match.
Le gioie più belle
Nel giro di pochi anni sono arrivate altre vittorie: 17-12 a Badia nel 2015, poi lo spettacolare 31-12 del 2019 che valse uno storico secondo posto al Sei Nazioni, forse una delle partite più belle della storia del rugby italiano. Se tante vittorie contro le transalpine sono arrivate dopo partite sofferte e tiratissime, quella del 2019 fu invece dominata dall’inizio alla fine: la squadra di Andrea di Giandomenico chiuse il primo tempo in vantaggio per 8-5, poi nella ripresa ingranò la quinta, la meta di Melissa Bettoni e i calci di Michela Sillari proiettarono il punteggio sul 21-5. La meta di Jason servì solo a tenere il match aperto per qualche minuto, perché prima la strepitosa azione personale di Rigoni, poi la corsa di Furlan dopo il break di Sara Tounesi fissarono il punteggio sul 31-12 finale, con il c.t. Andrea di Giandomenico in lacrime dopo un Torneo strepitoso. Ad oggi, il successo più “largo” a livello di punteggio contro le francesi, e probabilmente anche il più bello.
E poi c’è la sfida di Biella, nel 2022: era un test pre-Mondiale, quel Mondiale che avrebbe poi proiettato le Azzurre a conquistare la prima storica qualificazione ai quarti di finale del torneo. L’Italia guidata da Andrea di Giandomenico vinse 26-19, rimontando l’iniziale 14-0 francese con una grandissima prestazione. Le transalpine sembravano aver già messo in cassaforte il match con le mete di Fall e Menager e i calci di Drouin, ma sul 14-0 è arrivata la grande reazione dell’Italia, che nel giro di 4 minuti si riportò sul 14-12 e poi passò in vantaggio a inizio ripresa con Ostuni Minuzzi. Llorens al 71’ rimise la situazione in parità, ma ancora una volta fu l’ultimo assalto a dare la vittoria alle Azzurre: break di Rigoni, passaggio all’interno per Stefan con la strada spianata per la meta e pallone intercettato con un avanti volontario di Queyroi. Meta tecnica, 26-19 e Francia battuta.
Le ultime sfide
Italia e Francia si sono affrontate due volte nell’ultimo anno: al Sei Nazioni 2025 le Azzurre hanno sfiorato l’impresa con una grande partita. La squadra di Roselli giocò un primo tempo strepitoso, chiudendolo in vantaggio 21-12 (a segno Vecchini, Muzzo e Turani con 3 trasformazioni di Sillari, mete francesi di Grisez e Bourgeois) poi nella ripresa tenne duro contro l’assalto francese e contro una mischia che pesava 60 kg in più. Alla fine il sorpasso francese arrivò con un piazzato di Bourgeois e con la meta di Romane Menager, ma le Azzurre continuarono a spingere rimanendo a un solo punto di distacco fino al 77’, quando la meta di Marine Menager scavò il solco decisivo. A tempo scaduto, con l’Italia tutta in attacco alla ricerca del bonus, arrivò anche la beffa con la marcatura finale di Chambon per il 34-21, che però non tolse alcun merito alla gran partita dell’Italia, che una settimana prima aveva battuto la Scozia in trasferta e che quella successiva avrebbe demolito il Galles. Più complicato fu invece l’esordio Mondiale, con l’Italia che giocò una bella partita dal punto di vista difensivo ma fece più fatica a costruire azioni d’attacco, e alla fine la Francia uscì alla distanza vincendo 24-0.
Festival Sei Nazioni U18 Femminile, due sconfitte per le Azzurrine nella seconda giornata di gara
Il secondo turno del Festival Sei Nazioni U18 Femminile è quello delle due partite da 35 minuti: al Wellington College l’Italia di coach Elisa Facchini se la vede prima con la Francia, poi con il Galles in due sfide molto diverse da loro. Nella prima a spuntarla è la Francia, grazie alle due mete segnate nell’arco di un minuto tra decimo e undicesimo, e di una terza, una quarta e una quinta nel finale. Nonostante una prova intensa, sono le transalpine a imporsi col finale di 0-29.
Le Azzurrine arrivano alla seconda sfida di giornata perdendo la Capitana Lavinia Pratichetti, sostituita dall’inizio della partita con il Galles da Chiara Rizzi. Nonostante la defezione, l’Italia lotta e arriva in avanti agli ultimi secondi di gara grazie alle marcature di Floridia e Cecati. Alla fine però, una meta della numero 5 gallese Bendall fissa il risultato sul definitivo 14-12, nonostante il tentativo di controrimonta in extremis.
Prossimo appuntamento con il Festival U18 Femminile il 10 aprile, quando l’Italia se la vedrà con l’Irlanda, nella sfida conclusiva della kermesse - questa sì, da 70 minuti -.
Wellington College, 6 aprile 2026Six Nations U18 Women’s FestivalItalia v Francia 0-29Marcatrici: 10’ m. Llach (0-5); 11’m. Montgon Mestres (0-10); 28’ Sutton (0-15); 33’ m. Bidard Dachary tr. Pichon (0-22); 35’ m. Traore tr. Pichon (0-29);Italia U18: Pratichetti (Cap); de Lazzero, Cecati, Petretti, Cossalter; Rizzi, Laurenti; Floridia, Stead, Masi; Garlet, Orazi; Parato, Pocchetto, CortiniA disposizione/entrate: Mucignato, Coletto, Aifuwa, Pertile, Donati, Didioni, Mazza, Panizza, Cazzato, Busetto, Maroni, Piersantiall. Elisa FacchiniFrancia U18: Bidard Dachary; Sutton, Tregouet (Co-Cap), Pichon, Bolivard; Faitot, Montgon Mestres; Constant (Co-Cap), Llach, Pegourie; Traore, Kazmierczak; Taofifenua, Nasso, GuezA disposizione/entrate: Badetz, Closson, Elisabeth Marie, Le Floch, Barret, Legoueix, Sock, Cazalbou, Fiorese, Lanfranchi, Valence, Durandall. Caroline SunéCartellini: 27’ giallo a Pratichetti (Italia)Note: Partita da 35 minuti
Wellington College, 6 aprile 2026Six Nations U18 Women’s FestivalGalles v Italia 14-12Marcatrici: 11’ m. Perry tr. Davidson (7-0); 17’m. Floridia tr. Petretti (7-7); 32’m. Cecati (7-12); 35’ m. Bendall tr. Davidson (14-12)Galles U18: Ellis; Perry, M.Thomas, M.Jones, Caviell; Davidson, Walters; Thorpe, Bailey (Cap), Roberts; Bendall, S.Thomas, Carson, Mee, B.JonesA disposizione/entrate: Tuipulotu, Yip, Boyd, E.Jones, Roblin, Hawkins, McCormack, Morgan, RadrodroAll. Siwan LillicrapItalia U18: Panizza; De Lazzaro, Cecati, Petretti, Mazza; Rizzi, Cazzato; Floridia, Didioni, Masi; Aifuwa, Maroni; Coletto, Donati, CortiniA disposizione/entrate: Mucignato, Pocchetto, Parato, Orazi, Garlet, Stead, Laurenti, Cossalter, Busetto, Piersanti, Pertileall. Elisa FacchiniCartellini:Note: Partita da 35 minuti
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