©2026 Federazione Italiana Rugby

15

Nazionale Femminile, ecco il primo XV di coach Sciamanna: scelta la formazione per l’esordio nelle WXV Global Series con il Giappone

Il CT Azzurro Plinio Sciamanna e il suo staff tecnico hanno scelto le 23 Azzurre che scenderanno in campo sabato 19 settembre allo Stadio Omero Tognon di Fontanafredda contro il Giappone, nella prima delle quattro gare che verranno la Nazionale Femminile impegnata nelle WXV Global Series. Per l’esordio, con kickoff alle 14.30 e diretta su federugby.it e su Sky Sport Mix, Sciamanna si affida a una formazione che garantisce esperienza, ma che dà anche elementi di novità, a partire dalla Capitana, che sarà per la prima volta Vittoria Ostuni Minuzzi, nella gara che segnerà anche il suo cinquantesimo cap in maglia Azzurra. Assieme a lei, a completare il triangolo allargato, Francesca Granzotto e Aura Muzzo. I centri saranno Sara Mannini e Alyssa D’Incà. Cabina di regia affidata a Sofia Stefan ed Emma Stevanin, con una terza linea dalla conformazione inedita, composta da Francesca Sgorbini, Alissa Ranuccini e Margherita Tonellotto, alla prima da titolare in Nazionale. In seconda linea Alessandra Frangipani e Giordana Duca. Prima linea composta invece dalla neo Vicecapitana Silvia Turani, Vittoria Vecchini e Vittoria Zanette. In panchina andranno Chiara Cheli, Laura Foscato (esordiente), Alessia Pilani, Giulia Cavina, Beatrice Veronese, Alia Bitonci, Beatrice Rigoni e Natascia Aggio (esordiente). Il CT ha dichiarato: “Iniziamo questo percorso nelle WXV ospitando una squadra, il Giappone, che è una squadra che sa essere insidiosa e che ci metterà alla prova. Abbiamo scelto una formazione che unisce esperienza e volti nuovi, per una sfida con un’avversaria che abbiamo affrontato spesso negli ultimi anni e contro cui vogliamo giocare al meglio per iniziare a saggiare la prima pare di lavoro che abbiamo improntato in queste settimane”. La formazione Azzurra per Italia v Giappone: 15. Vittoria OSTUNI MINUZZI (Capitana, Grenoble Amazones, 49 caps)14. Aura MUZZO (ASM Clermont, 63 caps)13. Alyssa D'INCÀ (Blagnac Rugby, 40 caps)12. Sara MANNINI (Harlequins, 17 caps)11. Francesca GRANZOTTO (Exeter Chiefs, 28 caps)10. Emma STEVANIN (Grenoble Amazones, 32 caps)9. Sofia STEFAN (RCTPM Toulon, 106 caps)8. Francesca SGORBINI (ASM Clermont, 42 caps)7. Alissa RANUCCINI (ASM Clermont, 23 caps)6. Margherita TONELLOTTO (Valsugana Rugby Padova, 1 cap)5. Giordana DUCA (Valsugana Rugby Padova, 65 caps)4. Alessandra FRANGIPANI (Arredissima Villorba Rugby, 16 caps)3. Vittoria ZANETTE (Blagnac Rugby, 7 caps)2. Vittoria VECCHINI (Gloucester Hartpury, 46 caps)1. Silvia TURANI (Harlequins, 52 caps)A disposizione:16. Chiara CHELI (Arredissima Villorba Rugby, 4 caps)17. Laura FOSCATO (CUS Milano Rugby, esordiente)18. Alessia PILANI (Stade Bordelais, 12 caps)19. Giulia CAVINA (AC Bobigny, 5 caps)20. Beatrice VERONESE (Valsugana Rugby Padova, 35 caps)21. Alia BITONCI (Valsugana Rugby Padova, 15 caps)22. Beatrice RIGONI (Sale Sharks, 87 caps)23. Natascia AGGIO (Valsugana Rugby Padova, esordiente)Commissario Tecnico: Plinio SCIAMANNA
17 Settembre 2026 - 19 ore fa
Leggi articolo
25

Vittoria Ostuni Minuzzi è la nuova Capitana della Nazionale Femminile, Silvia Turani e Veronica Madia saranno le sue vice

Vittoria Ostuni Minuzzi (Grenoble Amazones, 49 caps) è la nuova Capitana della Nazionale Femminile di Rugby. L’estremo classe 2001 originaria di Camposampiero ricoprirà questo importante e onorifico ruolo a partire dalle gare delle WXV Global Series 2026, succedendo a Elisa Giordano nell’incarico.Ad affiancare Ostuni Minuzzi saranno le vicecapitane Veronica Madia e Silvia Turani, in un quadro di ridefinizione delle leadership Azzurre. Ostuni Minuzzi aveva ricevuto i gradi da Capitana del suo club, il Valsugana Rugby Padova, già nella scorsa stagione, culminata con la vittoria della Serie A Elite Femminile e mettendo a referto ben 33 mete. Ora per lei inizia una nuova avventura in Francia, con la maglia delle Grenoble Amazones, assieme a Emma Stevanin, in una squadra in cui milita un’altra leader delle nazionali del Sei Nazioni, la francese Manae Feleu. La nuova Capitana ha parlato così della nomina: “È un incarico che ricevo dalle mani di una giocatrice leggendaria come Elisa Giordano, con cui ho avuto l’onore di dividere il campo sia nel club che in Nazionale e che ringrazio per aver definito, per me e per tutto il gruppo squadra, uno standard elevatissimo in termini di leadership e di passione. Uno standard a cui spero di poter ambire. Ringrazio lo staff e tutte le mie compagne, a partire da Silvia (Turani, ndr.) e Veronica (Madia, ndr.), che mi accompagneranno in questa nuova avventura. Siamo un gruppo ambizioso, unito e pronto a battersi al massimo delle proprie possibilità ogni volta in cui ci sarà occasione. Non vediamo l’ora di iniziare le WXV Global Series e di continuare nel percorso che abbiamo intrapreso già a partire dall’estate. Sono sicura che riusciremo a esprimere un gioco che rispecchi la nostra identità. Dopo tanti mesi finalmente torniamo in campo: non aspettiamo altro”. Il CT Azzurro Plinio Sciamanna ha spiegato il percorso che ha portato alla scelta di Ostuni Minuzzi come Capitana: "Da parte della Direzione Tecnica ci è stato chiesto di avviare un processo di identificazione dei profili di leadership della squadra, che abbiamo sviluppato nei tre raduni estivi anche attraverso attività propedeutiche a individuare le caratteristiche più adatte al gruppo. In Vittoria abbiamo riconosciuto il profilo più vicino a questo incarico, mentre Silvia e Veronica rappresentano le due personalità d’esperienza che completano la leadership nella gestione della squadra. Ci tengo a ringraziare Elisa Giordano, che è stata Capitana durante la mia esperienza da assistente allenatore: una persona che ha sempre dimostrato grande attaccamento a questa squadra, mettendo il gruppo al centro e come priorità. Un grande in bocca al lupo a Vittoria, Silvia e Veronica per questo ruolo di responsabilità." Come detto, Ostuni Minuzzi, che al momento guida la classifica delle marcatrici di mete all time della Nazionale Femminile assieme a un’altra ex capitana, Manuela Furlan - entrambe a 20 segnature - succederà a Elisa Giordano, che ha dichiarato: “Non so se fosse destino, ma ci hanno sempre confuse in campo, nonostante gli anni di differenza, i ruoli e il colore diverso dei nostri caschetti. Sono veramente felice perché ho avuto modo di vivere il suo percorso quotidianamente in questi anni e vedere la sua crescita, soprattutto nel corso della scorsa stagione, quando ha preso la leadership del Valsugana. È un’atleta che ha solamente iniziato a far vedere di che pasta è fatta. Le auguro di intraprendere questo percorso con una consapevolezza sempre crescente e le dico di non preoccuparsi, perché la cosa più difficile non è ciò che gli altri vedono, ma è ciò che si fa quotidianamente. Le auguro il miglior cammino possibile: sia io che Sofia Stefan abbiamo ricoperto questo ruolo in modo autentico, portando avanti un’eredità che viene dalle Capitane e dalle giocatrici che nel passato hanno vestito questa maglia. Vorrei che continuassimo a camminare in questo solco, perché la storia e l’identità sono il pilastro su cui si fonda il movimento italiano. Sono sicura che riuscirà a portare avanti questi messaggi tramite il suo esempio, supportata da due veterane che sanno il fatto loro e che la aiuteranno quando servirà. In questo senso, sono orgogliosa di vivere questo step in campo con Vittoria, Silvia e Veronica”. Anche le nuove Vicecapitane, Silvia Turani e Veronica Madia, hanno raccontato sensazioni ed emozioni, alla vigilia di un torneo che apre un nuovo corso. Silvia Turani ha dichiarato: “È un ruolo che accolgo con grande orgoglio e senso di responsabilità. Vittoria è una giocatrice che conosco bene e che considero una leader dentro e fuori dal campo: sono certa che saprà interpretare questo incarico nel modo migliore. Da parte mia, e insieme a Veronica, ci sarà tutta la disponibilità a sostenerla e a mettere la nostra esperienza al servizio della squadra. Stiamo costruendo qualcosa di importante e credo che questa nuova leadership debba essere prima di tutto espressione di un gruppo unito, consapevole delle proprie qualità e desideroso di continuare a crescere”. A farle eco, Veronica Madia:“Sono molto felice di poter condividere questo percorso con Vittoria e Silvia. La nostra forza dovrà essere quella di avere una leadership condivisa, nella quale ognuna possa portare il proprio contributo e le proprie caratteristiche. Abbiamo davanti una stagione importante e le WXV Global Series rappresentano la prima occasione per mettere in campo il lavoro fatto negli ultimi mesi. Vogliamo affrontare ogni partita con ambizione, continuando a costruire la nostra identità e a dare continuità al percorso iniziato quest’estate."
17 Settembre 2026 - 22 ore fa
Leggi articolo
35

La Fir ricorda Ruggero Canocchi: un minuto di silenzio sui campi

Il Presidente della FIR Andrea Duodo e il Consiglio Federale hanno appreso con profonda tristezza della scomparsa di Ruggero Canocchi, giovane atleta della Rugby Experience School L’Aquila.Alla sua famiglia, al Presidente del Comitato Regionale Abruzzo, Marco Molina, al Presidente, ai dirigenti, agli allenatori e ai compagni della Rugby Experience School L’Aquila, le più sentite condoglianze del Presidente e del Consiglio Federale.In memoria di Ruggero Canocchi, il Presidente Duodo ha disposto che nel fine settimana del 19 e 20 settembre 2026 venga osservato un minuto di silenzio su tutti i campi d’Italia e in occasione del test match della Nazionale Femminile, impegnata a Fontanafredda, in provincia di Pordenone, contro il Giappone nella prima giornata delle WXV Global Series 2026.
16 Settembre 2026 - 2 giorni fa
Leggi articolo
45

Under 18 Titolo: le gare del secondo turno di Barrage

Roma - Si gioca domenica prossima la seconda giornata della fase Barrage del Campionato Under 18 - Titolo. Entrano in scena anche alcune squadre che avevano acquisito il diritto, grazie ai risultati ottenuti nella passata stagione, di saltare il primo turno. Anche in questo caso si tratta di gare di sola andata: le vincenti si giocheranno l’accesso alla fase a gironi del campionato che assegna lo scudetto giovanile nell’ultimo e decisivo turno, che si disputerà il 27 settembre. Il programma della seconda giornata della fase Barrage - Domenica 20 Settembre 2026 Villorba Rugby - Pordenone RugbyRugby San Dona' 1959 - Rugby FeltrePatavium Rugby Union - Rugby Club Pasian di PratoOld Wild West Rugby Mirano 1957 - Rugby VicenzaRugby Casale - Valpolicella Rugby 1974Modena Rugby 1965 - Italian Floor Design R. Bergamo 1950Rugby Lyons - Rugby CalvisanoCus Milano Rugby - Rugby Bassano Bresciana LenoRugby Lecco - Amatori Union Rugby MilanoValorugby Emilia - Vespe Cogoleto RugbyCus Genova - Piacenza Rugby ClubCus Torino - Rugby VareseRugby Rovato - Unione Monferrato RugbyGranducato Rugby 2025 - Fano RugbyLazio Rugby 1927 - Rugby BeneventoIsweb Avezzano Rugby - Tirreno Rugby ClubFrascati Rugby Club 1949 - Rugby Perugia JuniorRna - Ternana Rugby ClubLepini Rugby - Rugby Roma Olimpic Club 1930
16 Settembre 2026 - 2 giorni fa
Leggi articolo
55

Italia, Alia Bitonci: “Questo ambiente ti fa crescere sempre. E i test ci aiuteranno a migliorare verso il Sei Nazioni”

Per l’Italia femminile inizia un nuovo ciclo, con Plinio Sciamanna sulla panchina azzurra e tante giovani pronte all’esordio o al salto di qualità. C’è anche però chi, a soli 20 anni, ha già un ruolo importante in questa Nazionale come la numero 9 Alia Bitonci, classe 2006 del Valsugana Padova che conta già 15 caps: “Questo ambiente ti permette di crescere e imparare costantemente. Mi piacerebbe essere ancora qui tra 10 anni e dire che devo ancora migliorare tante cose, perché è uno sviluppo continuo. Sicuramente giocare in un club come il Valsugana, dove c’erano tante ragazze della Nazionale, mi ha aiutato a costruire le basi per arrivare in azzurro, ma una volta indossata la maglia dell’Italia devi continuare a lavorare giorno dopo giorno verso traguardi sempre più importanti e senza mai sentirti ‘arrivata’. È bello anche che il gruppo stia diventando sempre più eterogeneo, con tante fasce d’età, tante esperienze diverse che ci rendono più complete: in questo modo tutte impariamo qualcosa dalle altre” ha raccontato in vista dell’esordio azzurro nelle WXV Global Series previsto sabato 19 a Fontanafredda contro il Giappone, alle 14.30. Le altre partite dell’Italia saranno contro il Sudafrica e gli USA (doppia sfida oltreoceano). Alia, come procede questo inizio di percorso con il nuovo allenatore? “Stiamo lavorando per costruire un sistema di gioco che esalti le nostre caratteristiche, sia individuali sia collettive. Chiaramente poi sarà il campo a farci capire quale sarà il percorso migliore, e in questo senso queste 4 partite sono una bella occasione sia per metterci alla prova sia per ingranare la marcia in vista del Sei Nazioni, dove comunque avremo un’ulteriore esigenza dal punto di vista del risultato. Ovviamente noi scendiamo sempre in campo per vincere e lo faremo anche in queste quattro partite, ma questi test ci danno anche la possibilità di sistemare alcuni aspetti del gioco nel caso in cui ci fossero delle cose che non vanno. Anche perché dall’allenamento si possono imparare tante cose ma poi il banco di prova reale è sempre la partita, quindi abbiamo bisogno di questi test per crescere”. Stai avendo sempre più minutaggio e sei ormai una presenza costante nelle 23. Cominci a percepire un aumento delle responsabilità e delle aspettative o riesci a viverlo in modo più leggero? “Non vivo con molta ansia il fatto di giocare un po’ di più, anzi, ne sono felice e spero di avere sempre più opportunità per dare il mio contributo in campo. Credo che le responsabilità arrivino principalmente dal ruolo, perché comunque tante cose soprattutto dal punto di vista offensivo dipendono da come 9 e 10 gestiscono la partita, quindi in questo senso so che può esserci un po’ più di ‘paura’ di sbagliare scelte a livello tecnico, ma come detto io sono qui per migliorare ed è una cosa che vorrò sempre fare. Ora come fra 10 anni”. A proposito di responsabilità, a livello tattico ve ne è stata data una importante, improntando gran parte del gioco al piede sulle mediane di mischia… “Sì, perché sicuramente la riteniamo una piattaforma più sicura e che può portare una maggiore efficienza proprio a livello strategico. L’apertura è sottoposta a una pressione maggiore trovandosi in linea, mentre creando uno snake il calcio dalla base ci dà maggiore sicurezza e lo usiamo non solo per uscire dai nostri 22 ma anche per provare ad attaccare e mettere pressione alle avversarie. Proprio per questo so di dover ulteriormente migliorare al piede, uno dei fondamentali nei quali sento di non essere al meglio e di dover lavorare tanto, proprio perché il nostro gioco ci porta ad avere tanta responsabilità su questo aspetto”. Si parte col Giappone, una squadra che l’Italia ha affrontato spesso negli ultimi anni e che conoscete bene. Che partita ti aspetti? “Le partite contro il Giappone sono sempre caratterizzate da un gioco molto aperto, perché comunque loro non puntano molto sulla fisicità ma sono particolarmente veloci, quindi dovremo rispondere alla loro rapidità. In particolare il Giappone ha una grande capacità di recupero palla nei punti d’incontro. Sarà per noi un’occasione per lavorare sulla sfida uno contro uno, soprattutto a livello tecnico e sulla velocità. Sarà la prima partita dopo il Sei Nazioni, quindi sicuramente ci sarà da ingranare la marcia all’inizio perché è da un po’ che non giochiamo tutte assieme e ci sono stati anche dei ritiri importanti, ma sappiamo di poterci esprimere bene contro di loro e di poter fare una bella partita”. Un anno e mezzo fa esordivi in Nazionale. Adesso in rosa ci sono tantissime ragazze della tua età che potrebbero ottenere il primo cap. Che effetto fa stare “dall’altra parte”? “Ho avuto la fortuna di condividere il percorso in under 18 e in under 20 con alcune di loro. Vederle esordire sarebbe davvero emozionante, anche perché essendo arrivata da poco capisco perfettamente cosa si prova in quel momento. Sarò felicissima di condividere quel momento, perché ho visto il loro percorso e loro hanno visto il mio. Chiaramente poi ci saranno le più esperte che daranno loro i consigli giusti per vivere al meglio questo momento, ma da parte mia ci sarà sicuramente molta emozione nel giocare con loro e condividere insieme un altro tassello importante del nostro percorso”.
16 Settembre 2026 - 2 giorni fa
Leggi articolo

Sergio Parisse incontra i club del territorio a Genova

Nel pomeriggio di lunedì 14 settembre una selezione di oltre settanta ragazzi U16 e U14 provenienti dai club liguri ha avuto la possibilità di svolgere un allenamento di quasi un’ora e mezza con Sergio Parisse. Prima dell’allenamento i tecnici del Comitato Ligure hanno svolto un briefing con lui sugli obiettivi prefissati, ossia divertimento ed entusiasmo: la sua idea era quella di insegnare cose semplici ma fatte bene, ripetendo spesso che anche in Nazionale si fanno cose semplici ma quello che cambia sono la velocità e la precisione con cui vengono eseguite. Il riscaldamento è servito soprattutto a “svegliare” i ragazzi a livello mentale, con un giochino attentivo, poi sono iniziati i  movimenti con il pallone per prendere confidenza e farli arrivare pronti alle stazioni che erano state predisposte. I tecnici hanno allora diviso  ragazzi in due macrogruppi con il criterio dell’età e poi ciascun gruppo è stato ulteriormente diviso in tre: tutti hanno svolto tre stazioni, con obiettivi come la ricerca degli spazi e la continuità diretta e in ogni stazione c’erano richieste e problemi differenti da risolvere. L’allenamento si è concluso con una partitella al bloccaggio, cercando di portare quanto fatto nella fase precedente in una situazione con numeri più ampi. Commenta il tecnico regionale Alessandro Regestro: “Sergio Parisse è stato veramente bravo e ha portato un grande entusiasmo che si è riversato a cascata sui ragazzi. È stata per tutti una bellissima esperienza ed è stato veramente strano vederlo sulla campo del Carlini”. Al termine di questo allenamento il campo è stato letteralmente invaso da tanti bambini delle categoria Propaganda dei club liguri, che hanno placcato Sergio per foto e autografi.

dalla base | 15/09/2026

WXV Global Series: i precedenti dell’Italia contro Giappone, Sudafrica e Stati Uniti

Il 2026 dell’Italia femminile si chiuderà con quattro partite: due in casa e due in trasferta. Si parte dalle due sfide di Fontanafredda contro Giappone e Sudafrica, due squadre spesso presenti nelle ultime stagioni azzurre, per poi andare negli Stati Uniti per una serie di due partite contro la Nazionale a stelle e strisce, contro la quale le sfide sono state più dilatate nel tempo. Ecco allora tutte le statistiche e i precedenti delle Azzurre contro le formazioni che affronterà nelle WXV Global Series. Giappone Italia e Giappone si sono affrontate 8 volte in partite ufficiali: il bilancio è favorevole alle Azzurre con 6 vittorie, un pareggio e una sola sconfitta. Sono 199 i punti segnati dall’Italia e 91 quelli subiti. Le due squadre si sono affrontate per la prima volta il 12 maggio del 2002 alla Rugby World Cup, con le Azzurre che vinsero 30-3. L’ultima sfida invece risale al 9 agosto 2025: 33-15 in un test di preparazione all’ultimo Mondiale. L’unico pari risale al 2019: 17-17 a L’Aquila. Al Giappone è anche legato un momento storico del rugby italiano: alla Rugby World Cup 2021 (disputata nel 2022) l’Italia conquisto la prima qualificazione ai quarti di finale battendo proprio le Sakura XV per 21-8. Sudafrica Italia e Sudafrica si sono affrontate 4 volte in partite ufficiali, con 3 vittorie e azzurra e una sudafricana con 118 punti segnati e 76 subiti. L’unica sconfitta è arrivata nella sfida più importante: quella della fase a gironi della Rugby World Cup 2025, con le Springbok Women che hanno prevalso 29-24. Nelle altre partite, invece, 3 vittorie dell’Italia: 35-10 a Prato nel 2018, poi due successi a Città del Capo nel WXV, 36-18 nel 2023 e 23-19 nel 2024. Stati Uniti Bilancio in parità invece tra Italia e Stati Uniti: 2 vittorie a testa in 4 partite ufficiali, con le Azzurre che hanno segnato 86 punti subendone 76. Tutti ricordano ovviamente il 22-10 di Whangarei all’esordio Mondiale nel 2022, una vittoria che di fatto indirizzò fin da subito l’Italia verso la qualificazione grazie ai 5 punti conquistati. Inoltre, fu la prima vittoria di sempre delle Azzurre contro gli USA: prima erano arrivate 2 sconfitte nel 2012 a Roma (20-34) in un test match e nel 2017 a Dublino per 24-12 nella fase a gironi della Rugby World Cup. L’ultima sfida risale al 2023, vinta dalle Azzurre per 30-8. Una vittoria di altissimo livello ma che si portò dietro il rimpianto di quei 2 soli punti che mancavano per conquistare il trofeo del WXV, vinto dalla Scozia proprio per differenza punti. L’Italia al WXV Quest’anno il WXV ha cambiato forma, trasformandosi da torneo “puro” a serie di test match, ritornando a una formula più “classica” ma aumentando il numero delle sfide. Fino a questo momento, comunque, le Azzurre hanno sempre ben figurato in questa manifestazione: seconde nel WXV del 2023, sfiorato e sfuggito – come raccontato – per soli 2 punti pur avendo vinto tutte le partite di quell’anno contro Giappone, Sudafrica e USA. L’Italia poi chiuse terza nel 2024 con due vittorie: le Azzurre riscattarono la brutta sconfitta iniziale con la Scozia battendo il Galles con una grandissima partita e poi superando il Sudafrica padrone di casa. Nel 2025, causa Mondiale, ovviamente la manifestazione non si è disputata e torna quindi per il terzo anno nel 2026.

Italia Femminile | 15/09/2026

Lo Staff della Nazionale Maschile sul territorio: ufficializzate nuove date di incontri con i tecnici regionali

Roma – La Federazione Italiana Rugby annuncia nuove date relative agli incontri programmatici sul territorio nazionale tra lo staff tecnico della Nazionale Maschile e i tecnici regionali. Ogni appuntamento – che sarà organizzato dai Responsabili di Sviluppo Area in sinergia con i Comitati locali – vedrà la partecipazione di differenti figure dello staff azzurro che condivideranno linee di lavoro mirate in base alle proprie aree di specializzazione. Dopo il primo appuntamento a Paganica lo scorso venerdì 11 settembre, che ha visto il coinvolgimento di Gonzalo Quesada, German Fernandez, Sergio Parisse insieme ai tecnici territoriali e atleti provenienti dai settori giovanili delle squadre abruzzesi, sono state ufficializzate altre date che vedranno lo staff della Nazionale Italiana Maschile incontrare i tecnici del territorio. Oltre a quelle già annunciate di Calvisano di martedì 15 settembre – dove saranno presenti il Responsabile della Preparazione Atletica Michele Colosio e Carlo Orlandi, Responsabile Campionati Nazionali, Didattica e Centro Studi – e mercoledì 16 settembre in Ghirada, a Treviso, dove saranno presenti Roberto Santamaria e Sergio Parisse, rispettivamente assistenti allenatori con focus su mischia e la touche, sono stati inseriti altri appuntamenti sul territorio. Questo il calendario completo: 15 settembre, Calvisano, Rugby Calvisano(Lombardia) ore 18.30: Michele Colosio e Carlo Orlandi 16 settembre, Treviso, Ghirada (Veneto) ore 19: Sergio Parisse e Roberto Santamaria 21 settembre, Olbia, Olbia Rugby (Sardegna) ore 16.30: Gonzalo Quesada e German Fernandez 21 settembre, Catania, Briganti Rugby Librino (Sicilia) ore 18.15: Sergio Parisse e Roberto Santamaria 22 settembre, Cagliari, 7Fradis Rugby, (Sardegna) ore 16.30: Gonzalo Quesada e German Fernandez 23 settembre, Napoli, RNA Napoli (Campania) ore 18: Sergio Parisse e Roberto Santamaria 25 settembre, Livorno (Toscana) ore 18: Richard Hodges e Philippe Doussy 28 settembre, Reggio Emilia, Canalina (Emilia Romagna) ore 18: Michele Colosio e Carlo Orlandi 30 settembre, Biella, Cittadella del Rugby (Piemonte) ore 18.30: Gonzalo Quesada e German Fernandez 30 settembre, Padova, La Guizza (Veneto) ore 19: Richard Hodges e Philippe Doussy

dalla base | 14/09/2026

Linee di meta: Margherita e Andrea Tonellotto – Piazzola Rugby e Rugby Valsugana

Al di là del fatto che sia mio padre, l’ho sempre visto anche come allenatore. Sono praticamente cresciuta su un campo da rugby. All’inizio, a Mirano, guardavo lui; poi ho iniziato a giocare al Piazzola Rugby e abbiamo giocato insieme. Successivamente sono andata al Valsugana, dove mi ha anche allenata, e l’ho ritrovato poi nelle selezioni giovanili, fino ad arrivare a oggi. Quindi, oltre al rapporto da padre, è sempre stato una figura importante nel mio percorso rugbistico. L’insegnamento di cui sono più debitrice è sicuramente quello di iniziare ad allenarsi prima, non quando arriva una convocazione o quando sai di avere un appuntamento importante. Fin da piccola ho cercato di allenarmi con questo obiettivo: già in Under 14, durante l’estate, mi mettevo a fare esercizi e a lavorare per conto mio. Avere in casa un allenatore mi ha fatto crescere con questa mentalità, come se fossi sempre dentro il campo. All’inizio era soprattutto lui a bacchettarmi su certe cose, perché sapeva quanto ci tenessi. Se avessi detto che del rugby non mi importava nulla, probabilmente mi avrebbe lasciata stare. Ma ero io la prima a chiedergli consigli e pareri, quindi lui me li dava, anche quando erano critici. Nei primi anni era lui a farmi notare quando mi comportavo in un modo che non rispettava quella che avrebbe potuto essere la vita futura di un’atleta. Poi, piano piano, ho interiorizzato questa mentalità. Oggi il nostro rapporto è diverso: magari dopo una partita gli chiedo come sono andata, ma non ha più bisogno di dirmi come prepararmi per quella successiva. Quelle cose ormai fanno parte di me. Sicuramente mi ha indirizzata verso quella che è la vita di un’atleta di alto livello, lasciandomi però sempre la libertà di scegliere se intraprenderla oppure no. L’altro insegnamento che mi ha sempre dato, anche al di là del rugby, è che quando scegli di fare una cosa, devi farla bene. Se vuoi giocare a rugby, non significa che devi farlo bene solo quando ne hai voglia o quando ti conviene: devi cercare di farlo bene sempre. All’epoca avevo quattordici anni e magari era una cosa difficile da accettare, ma sicuramente è un insegnamento che, nel tempo, mi ha ripagato e che porto sempre con me”. Le linee di meta che hanno caratterizzato le origini ovali di Margherita Tonellotto, Azzurra numero 226, terza linea del Valsugana Rugby Padova, si incrociano con le origini più propriamente dette. Per “Tone” la persona che ha inciso di più nel suo percorso da atleta – e da essere umano – è suo padre, Andrea. Ex giocatore del Rugby Mirano, ancora in attività quando la piccola Margherita iniziava a calcare i campi da rugby, l’ha seguita e supportata in ogni singolo aspetto, senza mai diventare pressante o giudicante. Come nel 2011: Margherita ha sei anni ancora da compiere e, mentre la Nuova Zelanda Maschile vince la Coppa del Mondo in casa con il risultato di 8-7 in finale con la Francia, con la prima e unica meta internazionale della carriera di Tony Woodcock, va a provare un allenamento. Le chiedono di rotolare per terra: lei, per chissà quale motivo, si spaventa terribilmente, lascia l’allenamento e il rugby per tre anni, fino a quando non decide di dare una seconda chance a questo sport. Racconta suo padre Andrea: “Il suo primo tesseramento è stato con il Piazzola Rugby, nel 2014, quando aveva nove anni. Da lì è iniziato tutto. A essere onesti, a portare Margherita a giocare a rugby è stata sua mamma. Io, all’epoca, ero ancora impegnato in campo come giocatore e quindi l’iniziativa di portarla a provare è stata di mia moglie. È giusto che sia così, anche perché altrimenti poi mi rimprovera di prendermi tutti i meriti.  Io, però, sia come atleta sia come allenatore, sono sempre stato molto preciso e rigoroso. Non ho mai saltato un allenamento: per me è sempre stata una cosa importantissima. Anche quando giocavo nelle categorie più basse, se ero in condizioni di andare al campo, ci andavo. L’allenamento, semplicemente, non si saltava. Quando Margherita ha iniziato a giocare e ho visto che si divertiva e che il rugby le piaceva, ho cominciato a dirle: “Marghe, se vuoi fare questa cosa, falla seriamente”. Anche se sei una bambina e giochi con altri bambini e altre bambine, bisogna imparare ad affrontare lo sport con impegno. La mia paura era che, facendolo tanto per fare, non riuscisse ad apprezzarne fino in fondo il valore. Da questo punto di vista invece , è sempre stata molto assennata. Ha cominciato ad allenarsi seriamente e non ha praticamente mai saltato un allenamento. Questa è una cosa che mi ha fatto molto piacere. Già quando era piccola avevo capito che aveva qualcosa in più rispetto agli altri bambini, ma soprattutto avevo colto in lei una vera cultura del lavoro: quella voglia di fare le cose seriamente, di non fermarsi, di non dire “oggi non vado perché ho una festa” o perché c’è qualcos’altro da fare. Non ha mai saltato un allenamento e, da questo punto di vista, ha assimilato perfettamente lo spirito dello sport. Io ho una grandissima ammirazione per lo sport in generale e per tutto quello che rappresenta. Vedere che Margherita ha fatto suo questo approccio mi ha fatto davvero piacere. E lo ha portato avanti negli anni, fino a oggi, allenandosi praticamente ogni giorno”. La carriera sportiva di Margherita, che nel mentre si affianca a quella universitaria da studentessa di filosofia, ha avuto fin qui il suo punto di acme con l’esordio con la Nazionale Maggiore, nel corso del Guinness Sei Nazioni Femminile 2026.  “Da papà – dice Andrea –  vedere mia figlia scendere in campo al Sei Nazioni è un’emozione difficile da spiegare. Già averla vista giocare le nazionali giovanili era stata una grande emozione. Ma il giorno del suo esordio con la Nazionale maggiore a Parma (il 24 aprile 2026 nella gara vinta dalle Azzurre con la Scozia) è stato qualcosa di diverso. Quando è entrata in campo, io e Chiara, mia moglie, ci siamo guardati e ci siamo detti: “Ce l’ha fatta”. Perché so, sinceramente, quanto lavoro ci sia dietro a quell’esordio. Dietro ci sono anni di allenamenti, sacrifici, partite e tutto quello che ha fatto per arrivare fin lì. Da allenatore, invece, l’ho guardata con un occhio diverso. Sono molto critico, anche con lei. Non sono quello che dice semplicemente “bravissima,” e basta. Se c’è qualcosa che secondo me poteva essere fatto diversamente, glielo dico. In occasione dell’esordio, naturalmente speravo tantissimo che facesse tutto bene. E, oggettivamente, ha fatto una buona partita. C’è stata quella salita difensiva sull’azione della meta subita contro la Scozia, sulla quale ha avuto una parte di responsabilità, ma per il resto secondo me è stata davvero brava. Soprattutto, l’ho vista giocare con personalità”. Personalità, caparbietà, interessi variegati (dal piano alla lettura, dal cinema all’arte e alla fotografia, ndr.), contribuiscono nella definizione della persona-Margherita Tonellotto, ma sono anche la base di sviluppo della sua abilità in campo e in palestra.  “Credo che questa sicurezza – conclude Andrea, allenatore-padre orgoglioso e felice – l’abbia acquisita molto negli ultimi anni. Da quando ha iniziato il percorso con le Nazionali Juniores, secondo me ha fatto un salto importante sotto questo punto di vista. Anche quando è arrivata a confrontarsi con la Nazionale maggiore, l’ho vista tranquilla, consapevole e capace di stare in campo senza farsi condizionare dal contesto. Sono felice dell’atleta e della persona che sta diventando”.

Italia Femminile | 14/09/2026

Italia v Argentina, la sfida del “Ferraris” presentata a Palazzo Tursi a Genova

L’Italia e l’Argentina tornano ad affrontarsi, per la terza volta nella propria storia,  sul prato dello Stadio “Luigi Ferraris” di Genova il prossimo 14 novembre (ore  12.40, diretta Sky Sport) nella quinta giornata del Nations Championship.  La nuova competizione internazionale che vede impegnate le prime dodici  squadre del panorama rugbstico internazionale approderà nel capoluogo ligure  rinnovando una delle rivalità più sentite della scena dei test-match, resa ancor  più affascinante dal profondo legame storico che lega la città della Lanterna ed  il Sudamerica.  Genova, una delle città che ha ospitato più volte la Nazionale Italiana Maschile  dopo Roma e Milano insieme alle roccaforti ovali de L’Aquila, Padova e Rovigo,  è stata protagonista nelle ultime stagioni di alcune delle sfide chiave della  stagione azzurra, dal test-match del 2022 contro i Campioni del Mondo del  Sudafrica passando per i successi del 2024 e del 2025 contro la Georgia e il  Cile.  Un rapporto speciale, quello tra il capoluogo ligure e l’Italrugby, sin dagli albori  della palla ovale: fu infatti proprio Genova, nel 1929, a tenere a battesimo il  primo raduno della Nazionale Italiana, a pochi mesi dalla fondazione della FIR  ed in vista del debutto internazionale di Barcellona contro la Spagna.  Un legame che, a novembre, si rinnoverà ancora una volta per la sfida tra i  Pumas sudamericani ed il XV capitanato da Michele Lamaro, deciso ad  interrompere una striscia di successi biancoazzurri che va avanti dalla vittoria  italiana dell’estate 2008 a Cordoba.  Dopo il sold-out del 2022 contro il Sudafrica ed i positivi riscontri di pubblico per  Georgia e Cile, il grande rugby “Tier 1” torna quindi sulle sponde genovesi con il  derby latino dei due mondi: con una disponibilità di biglietti già estremamente  ridotta per i settori di Tribuna e Distinti, la campagna di ticketing si concentra in  particolare sulle due Gradinate, in vendita al prezzo di 12€ stramite il ticketing  partner ufficiale di FIR su federugby.ticketone.it A due mesi dal calcio d’inizio, intanto, la sede del Comune di Genova a Palazzo  Tursi ha ospitato la presentazione ufficiale della sfida di Nations Championship,  lanciando la lunga volata verso la sfida di novembre.  “Genova è stata la prima casa dell’Italrugby, quasi un secolo fa, e da allora il  legame tra la nostra città e la Nazionale è rimasto saldo – ha dichiarato la  sindaca di Genova, Silvia Salis – un legame fatto di passione, tradizione e di  una cultura sportiva che appartiene da sempre alla nostra città e alla quale  sono particolarmente legata. Genova ha regalato al rugby italiano alcuni dei  protagonisti più iconici, a partire da Marco Bollesan, unico rugbista inserito nella  Walk of Fame dello sport azzurro, fino a Marco Rivaro e Tommaso Castello, due  grandi centri che hanno scritto pagine importanti della storia recente del rugby  italiano e che hanno avuto l’opportunità di disputare il Varsity Match, la  centenaria sfida tra le Università di Cambridge e Oxford. È un evento  pienamente coerente con la nostra idea di una Genova sempre più protagonista  e palcoscenico dei grandi appuntamenti sportivi, capace di attrarre pubblico,  generare nuove opportunità e promuovere un turismo di qualità, sportivo e non  solo. Ringrazio il presidente della Federazione Italiana Rugby, Andrea Duodo, e  tutto il Consiglio Federale per aver scelto Genova e per averci affidato quella  che considero la sfida più affascinante del trittico di novembre. Sono certa che  la città saprà rispondere ancora una volta con entusiasmo e passione, facendo  sentire agli Azzurri tutto il calore di Genova e del suo pubblico”. “La Regione Liguria sostiene questa iniziativa che è molto importante – ha dichiarato Matteo Campora, consigliere regionale – L’auspicio è che Genova possa presentare una sua squadra nella massima serie, perché credo che ci siano i numeri e anche gli imprenditori che potrebbero investire su una squadra e questo è quello che si aspettano i genovesi. Questo è sicuramente un evento importante in uno stadio, come è stato detto, che si presta molto alle partite di rugby, è l’unico stadio all’inglese dove lo spettatore è vicino e non sono molti. Poi vi è, come accennava la sindaca, un legame forte tra Genova, la Liguria e l’Argentina perché molti genovesi, molti liguri, provenienti anche dall’entroterra genovese, sono andati in Argentina nei primi del Novecento e hanno contribuito a costruire l’Argentina. Quindi è una partita che va oltre lo sport, perché esiste un legame intenso che parte da lontano tra l’Italia, Liguria e l’Argentina. Quindi sicuramente sarà un grande spettacolo ed  un’occasione per valorizzare la nostra città e la nostra regione”  “Siamo entusiasti di tornare a Genova e, per me personalmente, è un grande  privilegio poter rappresentare il Consiglio Federale nella mia città per la mia  prima uscita pubblica da Consigliere della Federazione Italiana Rugby” ha detto  Paolo Ricchebono, Consigliere Federale in quota tecnici.   “La sfida tra Italia e Argentina è uno degli appuntamenti più attesi del novembre  internazionale, un appuntamento centrale non solo nel calendario del Nations  Championship ma, più in assoluto, nel cammino che porterà la Nazionale verso  il Sei Nazioni e la Rugby World Cup 2027. I grandi tornei internazionali  rappresentano, nella visione della governance federale, un fondamentale  strumento di promozione del nostro sport verso nuovi pubblici, ma anche al  tempo stesso un momento di celebrazione della nostra comunità, di incontro tra  le Società, i praticanti e gli appassionati di tutta Italia. Due settori del “Ferraris”  sono già vicini alla massima capienza a due mesi dall’evento, un segnale  importante su cui, nelle prossime settimane, costruire un indimenticabile  pomeriggio di sport”.  Sergio Parisse, recordman di presenze in Nazionale e oggi assistente  allenatore degli Azzurri, primo italiano inserito nella Hall of Fame di World  Rugby, ha ricordato i tanti confronti diretti tra l’Italia e l’Argentina: “Una partita  speciale, per noi come per loro: ancor più speciale da giocare qui a Genova, la  città da cui tantissimi nostri connazionali sono partiti, nel XIX e nel XX Secolo,  per costruire il proprio futuro al di là dell’Atlantico.   Ho giocato spesso a Genova, anche contro i Pumas: l’atmosfera del Ferraris, la  vicinanza agli spalti, lo rendono uno degli stadi italiani dove il rapporto tra  giocatori e pubblico è più intimo, un campo bellissimo per il nostro sport. Ci  aspetta un novembre impegnativo contro Sudafrica, Argentina e Fiji, prima della  finale del Championship a Londra, e la partita di Genova potrà rappresentare  un crocevia importante della nostra stagione”.

Italia | 14/09/2026

Campionati

WXV Global Series 2026 – Italia v Giappone – 19 settembre 2026

#FIRTalks – Ep.24: Il mese del rugby e le sfide del reclutamento

FIR Informa

Altri articoli

“Mese del Rugby: alla via la campagna di reclutamento Fir

La nuova stagione sportiva è pronta ai nastri di partenza e i campi di tutta Italia si apprestano a riempirsi nuovamente del calore, dell’entusiasmo e della passione di ragazze e ragazzi di ogni età. Il fischio d’inizio dell’annata porta sempre con sé il sapore speciale delle nuove sfide e dei grandi propositi, ma soprattutto regala l’emozione di vedere per la prima volta i più piccoli muovere i primi passi sul prato verde e scoprirsi innamorati del magico universo della palla ovale. Dietro ogni ragazzo che scende in campo c’è il lavoro straordinario delle Società e dei loro staff, un impegno quotidiano e costante profuso per avvicinare nuovi tesserati e far crescere la nostra comunità. Consapevole delle sfide organizzative che le realtà territoriali affrontano all’inizio di ogni annata, la Federazione scende al loro fianco rinnovando l’iniziativa “Il Mese del Rugby”, un pacchetto di supporto concepito per affiancare concretamente i Club nella delicata fase del reclutamento. Per questa edizione si è scelto di puntare con decisione sulla forza della grafica e delle immagini multimediali: contenuti visivi immediati, dinamici e coinvolgenti rappresentano oggi il canale più efficace e moderno per dialogare con le famiglie e fare breccia sul pubblico più giovane. Video e materiali grafici permettono infatti di raccontare in pochi secondi la bellezza, l’energia e i valori educativi del rugby, fornendo al contempo ai Club una veste comunicativa curata e professionale per l’organizzazione degli open day. Il kit di comunicazione include una locandina grafica personalizzabile su Canva, pensata per consentire a ogni singola Società di integrare con facilità i propri recapiti, il logo del Club e la calendarizzazione dei propri eventi promozionali. Ad arricchire la dotazione vi sono inoltre diversi format video sui principi guida del nostro sport: uno spot promozionale disponibile direttamente su YouTube e differenti opzioni da poter scaricare e condividere sui propri canali. Le Società possono scegliere tra una versione con rinvio finale al portale federale oppure un modello con finale, ideale per aggiungere i contatti del singolo Club. Un insieme coordinato e flessibile di strumenti visivi al servizio delle Società affiliate, per iniziare insieme la stagione e continuare a far crescere la passione per la palla ovale in tutto il Paese.

FIR Informa | 11/09/2026

Documenti

Vedi di più

Scopri la collezione 26/27

Visita il nostro store

Newsletter FIR

Iscriviti