©2026 Federazione Italiana Rugby

Responsabilità Sociale

L’impegno della FIR per il sociale

La Responsabilità Sociale è alla base delle nostre strategie di sviluppo del movimento rugbistico, in ragione della consapevolezza dell’impatto generato dai nostri valori nella società civile.

Promuoviamo scelte in grado di tenere insieme le attività sportive con la dimensione etica, sociale e ambientale e riteniamo imprescindibile il connubio tra la pratica sportiva e l’impatto generato nelle comunità, consapevoli di rappresentare un veicolo educativo per gli atleti. 

Rispondiamo alle numerose richieste di coinvolgimento in progettazioni sociali che provengono da parte del mondo civile e ci rendiamo interpreti di un cambiamento culturale che ha l’ambizione di formare, attraverso il rugby, nuovi cittadini. 

Adottiamo un comportamento socialmente responsabile, valutando e rispondendo alle aspettative economiche, ambientali e sociali di tutti i portatori di interesse contribuendo al conseguimento di uno sviluppo economico sostenibile, evitando gli sprechi in modo da non condizionare negativamente le generazioni future. 

Il Rugby con i suoi valori risponde facilmente al modello di Sport come attore per lo sviluppo sostenibile, economico, sociale e ambientale, promosso dall’Agenda 2030: “Anche lo sport è un attore importante per lo sviluppo sostenibile. Riconosciamo il crescente contributo dello sport per la realizzazione dello sviluppo e della pace attraverso la promozione di tolleranza e rispetto e attraverso i contributi per l’emancipazione delle donne e dei giovani, degli individui e delle comunità, così come per gli obiettivi in materia di inclusione sociale, educazione e sanità”. [Agenda ONU 2030 per lo sviluppo sostenibile].

“Mondo Ovale Responsabile” è il contenitore di tutte le progettualità che come istituzione, e insieme ai nostri affiliati, sviluppiamo e promuoviamo per dare coerenza alla visione di un gioco inclusivo e aperto a tutti nelle sue varie forme, senza distinzioni di alcun tipo.

I nostri progetti per la comunità

Progetti di Impegno Sociale

I tre grandi progetti di Impegno Sociale al quale la Federazione si è dedicata in seguito alle esigenze sorte dal basso, ovvero dai Club che volontaristicamente hanno attivato tali progettazioni, sono Rugby Oltre le Sbarre, Rugby e Disabilità e Rugby e Migranti.

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Partnership e Accordi

La Federazione offre il suo sostegno a organizzazioni nazionali e internazionali attive in aree di grande impatto sociale con l’obiettivo di sensibilizzare la comunità Italiana di Rugby su problemi di rilevanza sociale.

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Servizio Civile

La Federazione, in collaborazione con Opes, con alcuni Comitati Regionali e le Società affiliate aderenti, hanno ricevuto dal Dipartimento delle Politiche Giovanili e del Servizio Civile il riconoscimento quali sedi di svolgimento del Servizio Civile Universale

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Bandi Europei e Nazionali

Al fine di iniziare nuove progettazioni in ambito di CSR e reperire finanziamenti per le progettazioni attive, la Federazione monitora e partecipa a bandi e avvisi pubblici europei e nazionali.

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Eventi sostenibili

Dal 2022 l’impegno di FIR ha compiuto un ulteriore passo verso la sostenibilità ottenendo la certificazione ISO 20121 – standard internazionale per la gestione sostenibile degli eventi – per le partite interne della Squadra Nazionale Maschile del prestigioso Torneo Guinness Sei Nazioni

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Pubblico diversamente abile

La Federazione Italiana Rugby mette a disposizione del pubblico diversamente abile biglietti gratuiti per ogni partita della Nazionale. Ogni supporter con disabilità può richiedere fino ad un massimo di due biglietti gratuiti per match, uno per sé ed uno per un accompagnatore, fino a esaurimento disponibilità.

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Progetti in evidenza

Sostenibilità e legacy del Mondiale U20

Il World Rugby U20 Championship 2025 rappresenta un’importante occasione per promuovere la sostenibilità e la legacy del Rugby. La Federazione Italiana Rugby si impegna nei suoi eventi ad integrare strategie per ridurre l’impatto ambientale e promuovere azioni sociali concrete per rendere i suoi eventi sportivi sostenibili e inclusivi.

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Rugby per tutti Sempre Attivi

“Rugby per tutti. Sempre attivi” è il progetto promosso dalla Federazione Italiana Rugby con l’obiettivo di incrementare la pratica del rugby, come strumento per promuovere il benessere psicofisico degli individui e per favorire processi di inclusione sociale.

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Woman in Rugby

Woman in Rugby è il progetto Erasmus+ Sport che vede impegnate la FIR, la Federazione rumena Rugby ed i Club di Valsugana Padova e Sportivo Aurora Baicoi per promuovere l’educazione nello sport attraverso lo sport e combattere qualsiasi forma di discriminazione e intolleranza, con particolare attenzione alla parità di genere

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Ultime News

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Sei Nazioni 2026: i risultati del programma “Mondo ovale responsabile”

In occasione del Sei Nazioni 2026, la Federazione Italiana Rugby consolida il proprio percorso verso una gestione sostenibile degli eventi allo Stadio Olimpico, in continuità con la certificazione ISO 20121 già ottenuta nelle precedenti edizioni. L’organizzazione delle gare interne della Nazionale si inserisce in una strategia coerente con gli obiettivi dell’Agenda 2030, che integra responsabilità ambientale, impatto sociale e sostenibilità economica, coinvolgendo istituzioni, partner e comunità. Tra le azioni intraprese: mobilità sostenibile, con oltre 200 stalli dedicati a ogni partita e iniziative volte a ridurre l’utilizzo dei mezzi privati; il riutilizzo del 70% della segnaletica e del dressing di stadio e Villaggio dell’edizione precedente;numerose attività di sensibilizzazione sulla raccolta differenziata realizzate anche grazie alla collaborazione con Plastic Free; il coinvolgimento della community FIR in oltre 50.000 azioni di gamification sulla sostenibilità attraverso l’app AWorld. Inoltre, prosegue l’impegno contro lo spreco alimentare: in collaborazione con Equoevento, sono state recuperate e donate 1.740 porzioni di cibo alle mense Pasti Caldi e Vo.Re.Co. di Roma. L’accessibilità rappresenta un pilastro centrale dell’evento. Oltre 300 volontari e volontarie FIR sono impegnati in ogni partita, di cui 30 dedicati all’accoglienza delle persone con disabilità. Più di 300 persone con disabilità e i loro accompagnatori partecipano gratuitamente a ciascun incontro, potendo contare su servizi dedicati, trasporti assistiti, Quiet Room e Audiodescrizione per ciechi o ipovedenti. Rafforzata anche l’inclusione comunicativa, con la traduzione in lingua dei segni della conferenza stampa e degli inni. Attraverso il programma “Mondo Ovale Responsabile”, la FIR promuove inoltre iniziative ad alto impatto sociale: dalle visite mediche gratuite in collaborazione con Mo4Mo, Policlinico Gemelli e Fondazione Progetti del Cuore, alla campagna con UNICEF “Una Meta per il Futuro”, fino al coinvolgimento dei club nel Servizio Civile. Complessivamente, sono stati pubblicati oltre 80 contenuti digitali dedicati alla responsabilità sociale sui canali federali. Il Sei Nazioni si conferma così non solo un evento sportivo di rilievo internazionale, ma anche una piattaforma concreta per promuovere sostenibilità, inclusione e valore condiviso.Tutte le attività di sostenibilità e inclusione sono documentate nel nuovo report “Sei Nazioni Mondo Ovale Responsabile”, scaricabile dal sito della Federazione Italiana Rugby (link).Leonardo Ghiraldini, Consigliere Federale con delega alla sostenibilità, ha dichiarato: “Sostenibilità e inclusione sono, per FIR, scelte d’identità che diventano azioni tangibili, misurabili e capaci di generare valore concreto. È proprio questa coerenza valoriale, di pari passo con le esigenze del nostro pubblico, a rappresentare un elemento rispondente alle necessità della societá, in particolare per le nuove generazioni. Il report Mondo Ovale Responsabile, coerentemente con il sentire dei nostri stakeholder, rappresenta – all’interno di una disegno più ampio e strutturato – uno strumento utile a diffondere, all’interno del nostro mondo e al di fuori di esso, la nostra visione”. https://www.youtube.com/watch?v=y0QZpSi3y-Y

Impegno Sociale | 05/05/2026

Anche quando piove: la meta condivisa del Collettivo Brancaleone

Nel rugby, la meta non è mai il successo di un singolo, ma il punto d’approdo di una spinta collettiva che nasce dal sostegno reciproco e dalla condivisione di un obiettivo comune. Presso la Polisportiva Sieci, questa filosofia ha dato vita a un modello di sport integrato che ridefinisce il concetto stesso di club: il progetto “Terzo Spazio”. Si tratta di una proposta strutturata che utilizza la pratica sportiva e l’educazione non formale come strumenti di salute e inclusione sociale, offrendo a bambini, giovani e adulti con disabilità intellettivo-relazionale una rete di sostegno che rafforza il loro capitale relazionale e la loro autonomia. Punta di diamante di questo percorso è il Collettivo Brancaleone, squadra amatoriale nata nel 2018 per dare continuità agonistica e sociale agli atleti che escono dai percorsi giovanili. La storia e l’impatto di questa realtà sono oggi raccontati nel documentario “Anche quando piove” – diretto da Gabriele Piazzesi – una testimonianza visiva che non si limita alla cronaca sportiva, ma esplora un progetto di ampio respiro volto a scardinare i pregiudizi attraverso il contatto, l’impegno e la partecipazione attiva. L’anima del Collettivo Brancaleone risiede nella sua composizione mista: atleti junior e adulti con disabilità giocano fianco a fianco con partner neurotipici, senza barriere di etichetta, in un contesto dove la diversità diventa il motore del gioco. Questa realtà è supportata da una solida rete che coinvolge allenatori formati, educatori specializzati e l’associazionismo locale. Proprio la collaborazione con partner come l’Associazione Unopertutti odv e la P.A. Croce Azzurra Pontassieve ha permesso di attivare negli anni un’azione di scouting continuo: non una ricerca di talenti in senso tradizionale, ma un monitoraggio attivo sul territorio per intercettare il bisogno di inclusione e offrire una risposta concreta alle famiglie e alle persone con disabilità. Sul piano educativo, il progetto si fonda su un principio di solidarietà attiva: chi possiede maggiori capacità tecniche ha il compito fondamentale di adattarsi al passo dell’altro. È una forma di cura reciproca che trova nella sfida quotidiana del campo il suo ambiente naturale. Le avversità atmosferiche, protagoniste del documentario, non sono mai un ostacolo, bensì un’occasione per temprare il carattere e il senso di appartenenza a una comunità che vede nello sport un autentico dono di vita. Il rugby diventa così una palestra di autonomia, capace di restituire ad atleti adolescenti e adulti un’identità forte, legata alla maglia che indossano. L’impegno del Collettivo Brancaleone si spinge regolarmente oltre i confini del campo di casa, portando la squadra a partecipare a tornei nazionali in tutta Italia, da Colorno a Bari. Questi viaggi sono tappe fondamentali per la crescita personale e l’autostima dei giocatori, favorendo lo sviluppo di competenze sociali in persone con disturbi dello spettro autistico o dell’attenzione. Oltre l’aspetto agonistico, il Collettivo Brancaleone vive di momenti di socialità profonda che culminano nel Terzo Tempo, lo spazio sacro della condivisione dove ogni barriera relazionale viene abbattuta attraverso il confronto e l’amicizia. L’esperienza della Polisportiva Sieci dimostra che il Rugby Integrato promosso dalla FIR può generare contesti di vita quotidiana migliori. Il Collettivo Brancaleone non è solo una squadra, ma la dimostrazione concreta che la meta più preziosa è quella raggiunta insieme, avanzando compatti anche quando il cielo si fa scuro e la pioggia batte forte.GUARDA QUI IL TRAILER DEL DOCUMENTARIO

Impegno Sociale | 04/05/2026

“Rugby oltre le sbarre”, Livorno ospita un nuovo appuntamento del progetto FIR/Macron

Il carcere di alta sicurezza “Le Sughere” di Livorno ha aperto le proprie porte ad una nuova tappa del tour FIR/Macron dedicato a “Rugby oltre le sbarre”, il progetto della Federazione Italiana Rugby attivo in un crescente numero di istituiti di pena del Paese con l’obiettivo di contribuire concretamente, attraverso la pratica del rugby, al processo di reinserimento dei detenuti nel tessuto sociale.Nella giornata di mercoledì 29 aprile l’iniziativa che vede FIR affiancata dal proprio sponsor tecnico Macron ha consentito alla squadra delle Pecore Nere, il team di detenuti dell’istituto livornese, di vivere una giornata di allenamenti e scambi con una delegazione della FIR: insieme al Presidente di FIR Toscana Edoardo Barcaglioni e alla struttura federale che coordina le iniziative di responsabilità sociale di FIR, la squadra delle Pecore Nere ha accolto sul proprio campo da gioco all’interno della Casa Circondariale l’MVP del massimo campionato femminile e Azzurrina U21 Alice Antonazzo, gli Azzurrini dell’Italia U20 e dell’Accademia Nazionale “Ivan Francescato” Jacopo De Rossi e Tommaso Roda e l’estremo dell’Italia Lorenzo Pani, autore della miglior meta del Guinness Sei Nazioni 2024.Dopo le presentazioni iniziali, atlete e atleti FIR hanno smesso per una mattina i panni di atleti calandosi in quelli di allenatori, dando vita ad un clinic rugbistico in piena regola che ha toccato tutti i fondamentali del Gioco, mentre le Pecore Nere indossavano il kit da gioco messo a loro disposizione dallo sponsor tecnico di FIR, Macron.Placcaggi, passaggi, gestione dei punti d’incontro e skills individuali hanno caratterizzato la seduta di allenamento, seguita dal tradizionale Terzo Tempo all’interno del carcere. Edoardo Barcaglioni, Presidente di FIR Toscana, ha dichiarato: “L’impegno sociale della Federazione Italiana Rugby è estremamente variegato, in coerenza con i valori fondanti dell’Ente e del Gioco, di cui il Progetto Carceri ne costituisce una delle progettualità più sentite e di più lungo corso. La scelta di un brand come Macron di lavorare a fianco della Federazione nel rafforzare e rendere sempre più efficace questo percorso è la miglior testimonianza del valore, percepito e concreto, di un’iniziativa che tocca numerosi istituti di pena nel nostro Paese grazie anche alla collaborazione tra FIR e Dipartimento di Amministrazione Penitenziaria e che vede, ogni fine settimana, alcune delle squadre provenienti dalle Case Circondariali scendere in campo anche nel Campionato di Serie C. Ringrazio a nome della FIR, del Presidente Duodo e di tutto il Consiglio, l’Amministrazione penitenziaria per continuare al nostro fianco in questo percorso e tutti i ragazzi  e le ragazzi che hanno preso parte a una giornata di rugby che rimarrà a lungo impressa nei nostri ricordi”.Leonardo Ghiraldini, Consigliere federale con delega alla sostenibilità e Centurione azzurro, ha aggiunto: “La pratica del rugby nelle carceri italiane, e la possibilità per le squadre delle Case Circondariali di partecipare attivamente al nostro Campionato di Serie C rappresentano, da anni, un fiore all’occhiello dei progetti di responsabilità sociale della FIR, progetti che siamo impegnati a sviluppare e migliorare. Siamo orgogliosi che il nostro sponsor tecnico Macron abbia scelto di affiancarci in questa progettualità, che genera un valore sociale concreto, e che le nostre Azzurre ed i nostri Azzurri siano coinvolti in prima persona, prendendo parte con entusiasmo e partecipazione alle attività negli istituti coinvolti da Rugby oltre le sbarre”.Lorenzo Pani e Alice Antonazzo hanno commentato “le forzi emozioni provate nel lavorare fianco a fianco ai ragazzi delle Pecore Nere. La passione e il valore che caratterizza il loro approccio al rugby, l’entusiasmo con cui si sono avvicinati a tutte le sfide che abbiamo loro proposto, è una dimostrazione potentissima di come il Gioco sappia abbattere ogni barriera. Per noi, che ci alleniamo ogni giorno e scendiamo in campo ogni fine settimana, il rugby è parte della quotidianità: qui alle Sughere è molto di più, è parte di un percorso di riscatto personale che trova un supporto concreto nel lavoro di squadra, che è l’essenza stessa del nostro sport. E’ stata un’emozione profonda condividere questa giornata con i ragazzi delle Pecore Nere e riconnetterci con i valori più intimi del rugby”. Angelo Marino, Chief Brand & Communications Macron afferma: “La leadership che Macron ha costruito nel mondo del rugby è il risultato di un allineamento profondo e autentico con i valori di questo sport. Il rugby è la disciplina in cui emerge con maggiore evidenza il valore dello spirito di squadra al servizio della crescita del singolo individuo, e il progetto Rugby Oltre le Sbarre ne rappresenta un’applicazione perfetta in ambito di responsabilità sociale. Siamo quindi orgogliosi di farne parte insieme alla Federazione Italiana Rugby”.

Azzurri per il sociale | 30/04/2026

Rugby Integrato: a Piacenza l’ottava tappa del circuito

A un anno dal primo evento, sabato scorso, 28 marzo 2026, allo Stadio Walter Beltrametti di Piacenza, si è disputata l’ottava tappa del Circuito Nazionale All Stars di Rugby Integrato, ospitata dai Brancaleoni Lyons. Il club piacentino si conferma tra le realtà più attive e protagoniste del circuito, al termine di una giornata ricca di entusiasmo, gioco e mete. Il rugby integrato mette in campo squadre composte anche da persone con disabilità, creando un contesto inclusivo in cui tutti i partecipanti possono giocare in sicurezza e crescere insieme. Le squadre provenienti da Emilia-Romagna, Toscana, Marche e Lombardia prendono parte al circuito All Stars, una competizione non agonistica strutturata in tappe itineranti che si svolgono sotto forma di torneo, accompagnate dal tradizionale terzo tempo. Per i Brancaleoni Lyons, la tappa casalinga ha rappresentato anche una vetrina importante per il lavoro svolto in collaborazione con ASSO.FA, partnership consolidata negli anni e capace di dar vita a una squadra coesa e appassionata. Sul campo, la crescita del gruppo è stata evidente. A sottolinearlo è la responsabile del progetto, Camilla Merli, scesa in campo insieme ai ragazzi:“Oggi i ragazzi sono stati uno spettacolo, mettendo in campo tutta la loro voglia di fare bene davanti al nostro pubblico. Nonostante le difficoltà e la prima giornata di caldo, i Brancaleoni si sono ben comportati, dando filo da torcere a tutti gli avversari. Siamo al terzo anno di partecipazione al circuito e la crescita è evidente sia dal punto di vista tecnico che nella confidenza con lo sport. Si vede il lavoro sul gioco corale, sui fondamentali come passaggio e placcaggio, e la capacità di non scoraggiarsi mai. È un percorso lungo, ma i risultati stanno andando oltre le aspettative: l’entusiasmo e la gioia dei ragazzi non sono mai mancati, e oggi stanno costruendo una vera squadra di rugby. Questa è la nostra vittoria più grande”. Accanto a Merli, un contributo fondamentale è stato dato da Joshua Dallavalle, impegnato nella preparazione atletica e tecnica, e dagli educatori Michela Safu, Basilio Riga e Nicola Ferrari, che accompagnano i ragazzi in allenamento e in partita, in sinergia con alcuni giocatori Lyons di Rugby Touch. Un ringraziamento speciale per la riuscita dell’evento va a Old Rugby Piacenza, padroni di casa e organizzatori del terzo tempo, e ad ASSO.FA, che da anni affida con fiducia i ragazzi al progetto Lyons, rappresentata nell’occasione dalla dirigente accompagnatrice Ilaria Aldrovandi. Circuito All Stars 2025-2026 – 8ª tappaPiacenza, Stadio Walter Beltrametti – sabato 28 marzo, ore 10.30 Squadre partecipanti:Brancaleoni Lyons, Collettivo Brancaleoni Sieci, Lions Cremona, Bellaria Pontedera, Fifteenwilds Modena, Flinstones Milano.

I Club per il sociale | 31/03/2026

Rugby Oltre le Sbarre: al penitenziario di Torino incontro con La Drola

Torino – Un pomeriggio intenso di sport e condivisione ha fatto da cornice alla seconda tappa del tour FIR/Macron, che vede, a partire da quest’anno, il sostegno del partner tecnico dell’ItalRugby alle squadre partecipanti al progetto federale di responsabilità sociale “Rugby Oltre le Sbarre”. L’appuntamento, svoltosi presso la Casa Circondariale Lorusso Cutugno di Torino, ha visto protagonisti i detenuti della squadra La Drola Rugby insieme agli atleti e alle atlete azzurre, rappresentando non solo un momento di allenamento congiunto, ma anche un’occasione di confronto umano profondo. La Drola Rugby, prima squadra ad aver introdotto il rugby in carcere nel 2011, ha accolto gli atleti azzurri in un clima di grande partecipazione ed emozione. Durante il pomeriggio, la giocatrice Mihaela Pirpiliu e i giocatori Mirko Belloni, Matteo Canali, Matteo Giorgio Noventa e Marco Spreafichi, guidati dallo staff tecnico della squadra, hanno preso parte alle attività tecniche di campo. “Rugby Oltre le Sbarre è uno dei progetti di responsabilità sociale FIR di più lungo corso, capace negli anni di portare il Gioco in numerosi istituti in tutta Italia e di coinvolgere migliaia di detenuti, cambiando per sempre le loro vite – le parole del Presidente del Comitato Regionale Piemonte, Sergio Manto –. La possibilità, per le squadre delle carceri, di partecipare attivamente al Campionato di Serie C è solo uno degli aspetti più coinvolgenti della progettualità che, grazie anche al protocollo d’intesa recentemente rinnovato dal Presidente FIR Andrea Duodo con il Dipartimento dell’Amministrazione Penitenziaria, consente di rafforzare un processo virtuoso avviato grazie all’impegno di alcuni pionieri come Walter Rista, che hanno investito tempo e capacità in un progetto che ha richiesto sostanza e dedizione per la sua attuazione”. Nel corso dell’incontro, il rappresentante di Macron, Tommaso Fabbrocini, e gli azzurri presenti hanno consegnato l’abbigliamento tecnico-sportivo alla squadra della Drola, coerentemente con l’impegno dell’azienda, che sostiene attivamente programmi sportivi ad alto impatto sociale, contribuendo concretamente, in questo caso, al supporto dei club che utilizzano il rugby come strumento educativo e di inclusione sociale. «La leadership che Macron ha costruito nel mondo del rugby è il risultato di un allineamento profondo e autentico con i valori di questo sport – ha sottolineato Angelo Marino, Chief Brand & Communications di Macron –. Il rugby è la disciplina in cui emerge con maggiore evidenza il valore dello spirito di squadra al servizio della crescita del singolo individuo e il progetto Rugby Oltre le Sbarre ne rappresenta un’applicazione perfetta in ambito di responsabilità sociale. Siamo quindi orgogliosi di farne parte insieme alla Federazione Italiana Rugby». Come spesso accade in queste occasioni, lo scambio è stato reciproco: se da un lato i detenuti hanno potuto confrontarsi con modelli sportivi di alto livello, dall’altro gli atleti e le atlete delle Nazionali hanno vissuto un’esperienza significativa, toccando con mano il valore dello sport come strumento di cambiamento, anche nei contesti più complessi. «Momenti come questi per me sono un sogno che si avvera – afferma Walter Rista, Presidente dell’Associazione Ovale Oltre le Sbarre –. I nostri più valenti giocatori delle Nazionali si confrontano con persone che stanno vivendo, attraverso lo sport, un vero momento di riscatto. Questo mi conferma che il sogno che mi ha guidato nella creazione di questo progetto era giusto. Ringrazio la Federazione Italiana Rugby per il sostegno costante e Macron per il contributo fondamentale in termini di materiali». Grazie al sostegno di Macron, il tour proseguirà con nuove tappe, continuando a promuovere, attraverso i valori fondanti del rugby – rispetto, disciplina, spirito di squadra – un’opportunità concreta di crescita personale e di riscatto.

Impegno Sociale | 26/03/2026

FIR e Dipartimento di Amministrazione Penitenziaria rinnovano il protocollo per rafforzare il progetto “Rugby oltre le sbarre”

È stato sottoscritto il 7 marzo scorso, presso la Sala Stampa dello Stadio Olimpico di Roma, il Protocollo d’intesa tra il Dipartimento dell’Amministrazione Penitenziaria (DAP) e la Federazione Italiana Rugby (FIR), volto a rafforzare e ampliare il progetto “Rugby Oltre le Sbarre” negli istituti penitenziari italiani. A firmare l’accordo sono stati il Capo del Dipartimento dell’Amministrazione Penitenziaria Stefano Carmine De Michele e il Presidente della Federazione Italiana Rugby Andrea Duodo. Il Protocollo, valido per l’intero quadriennio olimpico in corso fino a dicembre 2028, consolida una collaborazione già avviata con successo negli anni precedenti e finalizzata alla promozione di percorsi sportivi, formativi ed educativi rivolti alla popolazione detenuta e al personale dell’Amministrazione Penitenziaria. L’intesa si inserisce nel quadro delle finalità rieducative della pena previste dall’articolo 27 della Costituzione e riconosce nello sport, e nel rugby in particolare, uno strumento efficace di crescita personale, responsabilizzazione e reinserimento sociale. La disciplina rugbistica, fondata su lealtà, rispetto delle regole, solidarietà e spirito di squadra, rappresenta un modello educativo capace di incidere positivamente sui percorsi trattamentali. Tra gli obiettivi principali del Protocollo: il potenziamento delle attività sportive negli istituti penitenziari; l’organizzazione di corsi per arbitri e tecnici, con possibilità di conseguire qualifiche federali ufficiali; la partecipazione delle squadre penitenziarie ai campionati federali, con gare disputate all’interno degli istituti; l’attivazione di percorsi di tirocinio anche esterni, nei casi previsti dall’Ordinamento penitenziario; il monitoraggio dell’impatto del progetto attraverso la raccolta e l’analisi di dati relativi al benessere psico-fisico, alla socialità interna e ai percorsi di reinserimento; programmi dedicati al benessere del personale dell’Amministrazione Penitenziaria. Il Protocollo prevede inoltre l’istituzione di un Comitato tecnico-scientifico paritetico, composto da rappresentanti del DAP e della FIR, con il compito di pianificare, monitorare e valutare le attività progettuali sul territorio. “Rugby Oltre le Sbarre” conferma così la propria vocazione a essere non soltanto un progetto sportivo, ma un’esperienza concreta di responsabilità, appartenenza e ricostruzione identitaria, capace di offrire opportunità reali di formazione e qualificazione professionale. Con l’estensione dell’accordo, giustizia e sport rinnovano un’alleanza strategica per promuovere inclusione, legalità e coesione sociale, nella convinzione che il rispetto delle regole e il gioco di squadra possano rappresentare un ponte tra il tempo della detenzione e il futuro nella comunità civile. Per leggere il nuovo Protocollo CLICCA QUI

FIR per il Sociale | 10/03/2026