Autore: Redazione Onrugby
Italia femminile: tanti nuovi prospetti e un gruppo di leader consolidato. L’analisi delle convocate per il Sei Nazioni 2026
Coach Fabio Roselli ha scelto le convocate con cui l’Italia inizierà il Sei Nazioni femminile 2026: tra queste, ci sono ben 8 possibili esordienti, tante giovani che potrebbero avere più occasioni rispetto alle scorse annate e un gruppo di leader consolidato chiamato a guidare questo primo ricambio generazionale. Sarà un torneo come sempre impegnativo (esordio sabato 11 aprile a Grenoble contro la Francia, poi Irlanda ancora in trasferta, Scozia e Inghilterra in casa e chiusura a Cardiff contro il Galles) ma anche particolarmente sfidante: sarà un’opportunità di vedere all’opera un’Italia che sta continuando il suo percorso di crescita, anche attraverso l’apporto di nuove giocatrici. Le avanti In prima linea ci sono due leader consolidate: Silvia Turani (pilone sinistro) e Vittoria Vecchini (tallonatrice) alle quali si aggiunge l’ormai sempre presente Gaia Maris, che nelle ultime uscite in Nazionale si è spostata a destra dopo tanti anni a sinistra. Dietro questo trio ci sono tante giovani in rampa di lancio: Alessia Pilani è la più presente, e si giocherà il posto principalmente con la possibile Dosi (ballcarrier giovane ma dalle ottime capacità fisiche) con Zanette che può coprire entrambi i ruoli ma sarà più verosimilmente impiegata a sinistra. Per quanto riguarda il ruolo di tallonatrice, dietro Vittoria Vecchini sarà ballottaggio tra la possibile esordiente Chiara Cheli (disponibile fin da subito) e Desiree Spinelli, che tornerà a disposizione nelle settimane successive. In seconda linea Roselli è stato costretto a dei cambi all’ultimo minuto: l’infortunio alla spalla di Frangipani ha portato alla chiamata di un’altra possibile esordiente, Margherita Tonellotto, già MVP delle Summer Series under 20 2024. L’Italia farà come sempre grande affidamento su Duca e Fedrighi, ma dietro scalpita anche Elettra Costantini, miglior giocatrice dell’ultima finale scudetto vinta dal suo Valsugana. Inizialmente non ci sarà Francesca Andreoli a causa di un problema fisico, ma la giocatrice di Colorno potrà essere utile sia in seconda sia in terza linea. Come sempre, la terza linea è uno dei ruoli in cui c’è maggiore concorrenza. Quattro giocatrici sono ormai parte integrante dello scheletro di questa Nazionale: la capitana Giordano (numero 8) e le flanker Sgorbini, Veronese e Ranuccini, che potrebbero giocarsi gli altri due posti a disposizione. Presente anche Elena Errichiello, capitana dell’under 20 azzurra nel 2025 e già un cap con la Nazionale Seniores, mentre si è aggiunta anche la terza linea del Villorba Greta Copat a rimpolpare la rosa. Le trequarti In cabina di regia ci saranno due ballottaggi: l’esperta Sofia Stefan e la giovanissima Alia Bitonci si alterneranno nello slot di numero 9 (con l’utility back Gaia Buso – già a segno al Mondiale contro il Brasile come ala – che può coprire anche questo ruolo) mentre per la maglia numero 10 ci sarà come sempre grande concorrenza tra Emma Stevanin e Veronica Madia. Ai centri presente una delle protagoniste dell’ultime annate dell’Italia, Alyssa D’Incà, che potrebbe formare una bella coppia insieme all’MVP della Serie A Elite Sara Mannini, in attesa del ritorno di Michela Sillari che dovrebbe tornare a disposizione nelle prossime settimane. Presente anche Giada Corradini (anche lei in campo al Mondiale) e si registra anche il ritorno in Nazionale di Micol Cavina, centro ma all’occorrenza anche apertura. Nel triangolo allargato ci sono tre certezze e due novità: presenti Ostuni Minuzzi (33 mete in stagione per lei), Muzzo e Granzotto, e si aggiungono due possibili esordienti. Si tratta di Rubina Grassi, in forza al Tolone in Francia, e Gabriella Serio, ala/estremo del Colorno. Le convocate dell’Italia per il Sei Nazioni 2026 PILONIGaia DOSI (Rugby Colorno, esordiente)Gaia MARIS (Valsugana Rugby Padova, 42 caps)Alessia PILANI (Stade Bordelais Rugby, 9 caps)Silvia TURANI (Harlequins, 47 caps)Vittoria ZANETTE (LOU Rugby, 2 caps) TALLONATORIChiara CHELI (Rugby Colorno, esordiente)Vittoria VECCHINI (Valsugana Rugby Padova, 41 caps) SECONDE LINEEElettra COSTANTINI (Valsugana Rugby Padova, esordiente)Giordana DUCA (Valsugana Rugby Padova, 60 caps)Valeria FEDRIGHI (Rugby Colorno, 67 caps)Margherita TONELLOTTO (Valsugana Rugby Padova, esordiente) TERZE LINEEFrancesca ANDREOLI (Rugby Colorno, esordiente)Greta COPAT (Villorba Rugby, esordiente)Elena ERRICHIELLO (Unione Rugby Capitolina, 1 cap)Elisa GIORDANO (Capitana, Valsugana Rugby Padova, 78 caps)Alissa RANUCCINI (LOU Rugby, 18 caps)Francesca SGORBINI (ASM Clermont Rugby, 37 caps)Beatrice VERONESE (RCTPM Toulon, 31 caps) MEDIANI DI MISCHIAAlia BITONCI (Valsugana Rugby Padova, 10 caps)Gaia BUSO (Villorba Rugby, 4 caps)Sofia STEFAN (RCTPM Toulon, 101 caps) MEDIANI DI APERTURAVeronica MADIA (Blagnac Rugby, 60 caps)Emma STEVANIN (Valsugana Rugby Padova, 27 caps) CENTRIMicol CAVINA (AC Bobigny, 5 caps)Giada CORRADINI (Montpellier Herault Rugby, 2 caps)Alyssa D’INCÀ (Blagnac Rugby, 35 caps)Sara MANNINI (Rugby Colorno, 12 caps) ALI/ESTREMIFrancesca GRANZOTTO (Exeter Chiefs, 24 caps)Rubina GRASSI (RCTPM Toulon, esordiente)Aura MUZZO (LOU Rugby, 58 caps)Vittoria OSTUNI MINUZZI (Valsugana Rugby Padova, 44 caps)Gabriella SERIO (Rugby Colorno, esordiente)
Italia Femminile | 04/04/2026
Italia U20: un inizio difficile, una crescita costante e una bella vittoria. L’analisi del Sei Nazioni degli Azzurrini
L'Italia under 20 ha chiuso il Sei Nazioni di categoria al quinto posto con 7 punti, frutto di una vittoria e 3 bonus (due offensivi nella vittoria contro il Galles e con l'Irlanda, e uno difensivo con l'Irlanda stessa) dopo un torneo difficile ma nel quale si è vista una crescita costante partita dopo partita. Forse questo è il dato più importante e significativo: la progressione costante degli Azzurrini, che non sono partiti bene ma sono migliorati partita dopo partita, fino a cogliere una vittoria importante anche per il morale. L’inizio difficile Per l’Italia è stato un Sei Nazioni complesso, ma caratterizzato da un percorso di crescita evidente nel corso delle cinque giornate. Dopo un esordio molto difficile contro la Scozia, chiuso con una sconfitta per 36-10, gli Azzurrini hanno progressivamente alzato il livello delle proprie prestazioni, fino al successo nell’ultima giornata contro il Galles che ha permesso di evitare l’ultimo posto e di chiudere il torneo con un segnale importante. La partita inaugurale ha reso il cammino più complicato. L’Italia aveva infatti bisogno di tempo per assimilare un’idea di gioco diversa rispetto alla stagione precedente. Lo scheletro della squadra è rimasto in gran parte lo stesso – dalla cabina di regia con Braga, Celi e Fasti a Casarin, passando per Bianchi, Miranda e i piloni Brasini e Trevisan – ma l’impostazione del gioco è cambiata sensibilmente. Rispetto al rugby molto strutturato dell’anno scorso, il nuovo sistema richiede maggiore adattamento alle situazioni di gioco, con una struttura più fluida e con un ruolo più centrale delle iniziative dei trequarti. In questo contesto l’Italia ha avuto bisogno di tempo per assimilare pienamente questi principi, pagando soprattutto nella prima partita. La crescita Già nella seconda giornata a Cork contro l’Irlanda si è però vista una squadra diversa. Gli Azzurrini hanno disputato una partita molto solida contro una formazione che avrebbe poi chiuso il torneo al secondo posto, restando in gara fino alla fine e cedendo soltanto nel finale per 30-27. Il risultato lascia un certo rammarico, ma i due punti di bonus conquistati si sono rivelati fondamentali nell’economia della classifica finale. Soprattutto, quella partita ha mostrato una squadra più sicura dei propri mezzi e capace di mettere in difficoltà una delle formazioni più competitive del torneo. Nelle due sfide successive contro Francia e Inghilterra l’Italia ha confermato questo percorso di crescita. Contro i Bleus, poi dominatori del Sei Nazioni, i ragazzi guidati da Andrea Di Giandomenico sono rimasti in partita per molto tempo, riuscendo a reggere a lungo il ritmo imposto dagli avversari prima che la maggiore profondità della rosa francese emergesse nel finale. La gara contro l’Inghilterra è stata invece più difficile da interpretare dal punto di vista del risultato. Gli inglesi potevano contare su diversi giocatori già inseriti nel contesto della Premiership, ma gli Azzurrini hanno comunque dimostrato di poter competere, creando numerose occasioni senza riuscire però a concretizzarle. In diversi momenti della partita l’Italia è arrivata vicina a cambiare l’inerzia del match, pagando probabilmente un eccesso di frenesia nelle situazioni decisive. La vittoria Il successo nell’ultima giornata a Newport contro il Galles ha rappresentato quindi un passaggio importante per chiudere il torneo. Oltre a evitare l’ultimo posto in classifica, la vittoria ha dato concretezza al percorso di crescita mostrato nel corso delle settimane. Dopo un inizio complicato, gli Azzurrini sono riusciti a trovare maggiore continuità nel gioco e nelle prestazioni, arrivando all’ultima partita con maggiore fiducia. A Newport si è vista un’Italia in grado di dominare il Galles, soprattutto nel secondo tempo, con un punteggio che avrebbe potuto essere addirittura più ampio (20-13 il finale) e con quattro mete che hanno unito la capacità degli Azzurrini di essere imprevedibili in mezzo al campo – come nella marcatura di Wilson, dopo la battaglia aerea vinta da Faissal, e in quella di Fardin, che raccoglie il pallone da POD unico in mezzo al campo e apre il varco per la quarta meta – alla capacità di essere dominanti davanti, come in occasione delle mete da drive di Miranda e Pelli e in mischia ordinata. Un passaggio significativo anche in prospettiva futura: questo gruppo potrà affrontare il prossimo Mondiale di categoria in Georgia con l’esperienza accumulata nel Sei Nazioni e con la consapevolezza di poter competere a buon livello con le principali nazionali del torneo.
Italia U20 | 17/03/2026
L’Italia chiude il Sei Nazioni under 20 con una grande vittoria: Galles battuto 20-13
L'Italia under 20 si sblocca, e dopo un torneo in crescendo chiude il Sei Nazioni di categoria con una grande vittoria, superando il Galles 20-13 sotto la pioggia di Newport. Se nelle sfide precedenti gli Azzurrini avevano ceduto alla distanza, questa volta i ragazzi di Andrea di Giandomenico sono venuti fuori proprio nella ripresa, dominando la battaglia davanti e ribaltando il risultato dopo il 13-10 con cui i padroni di casa erano andati all'intervallo. L'Italia conquista anche il punto di bonus grazie alle quattro mete segnate da Miranda, Wilson, Pelli (premiato anche player of the match) e Fardin. La cronaca di Galles-Italia L'Italia mette subito pressione al Galles: Miranda va via sull'out destro e ricicla per Rossi, che con un calcetto mette in difficoltà Bowen e va poi a placcarlo nuovamente. I padroni di casa escono a fatica dalla zona rossa, ritornano in attacco sfruttando un fallo di Brasini nel raggruppamento ma sprecano tutto con un passaggio in avanti di Lucas su Edwards. Dopo 8 minuti il Galles mette un primo circoletto rosso sulla mischia: calcio di punizione conquistato e touche nei 22. La conquista gallese non è perfetta e gli Azzurrini mettono una bella pressione, poi però Emanuel ispira la bella corsa di Edwards che apre lo spazio nella linea difensiva italiana e va a marcare per il 7-0 con trasformazione di Lucas. Dall'altra parte l'Italia risponde con due break di De Novellis e Casarin sul lato destro senza però riuscire a dare continuità all'azione. Un fallo di James in pulizia consente all'Italia di ritornare nei 22 gallesi. Touche vinta da Fardin, Miranda si stacca al momento giusto e sorprende la difesa gallese: arriva la meta del 7-5. Gli Azzurrini guadagnano morale e fiducia e continuano ad insistere: Casarin conquista un bel tenuto, gioca velocemente il calcio di punizione e sorprende la difesa gallese, riportando i compagni in attacco e guadagnando un altro calcio di punizione per un fallo di Jac Pritchard nel breakdown. La squadra di Di Giandomenico trova la penaltouche nel 22 ma non riesce a finalizzare. La meta, però, è rimandata di pochissimo, perché al 33' Varotto manda "in caccia" Faissal con un gran calcio dalla base, l'ala delle Zebre batte Bowen nel gioco aereo, si riprende il pallone e serve poi a Wilson il pallone che vale il vantaggio per 10-7. Dall'altra parte il Galles pareggia subito col piede di Lucas, e il mediano gallese a tempo scaduto trova anche il piazzato del vantaggio dalla lunga distanza: il primo tempo si chiude sul 13-10 per la squadra di casa. La pioggia e il vento rendono l'inizio della ripresa molto bloccato. Entrambe le squadre usano molto il piede. La prima occasione è per l'Italia al 47': gli avanti fanno strada a contatto, Varotto imprime un bel ritmo all'azione ma Lucas riesce ad intercettare il passaggio di Celi e a interrompere l'azione. Al 50' Braga trova una touche nei 22 con un gran calcio, la maul avanza e conquista un altro calcio di punizione, e sul secondo drive l'Italia va a segno con Pelli, bravo a trovare il tempo giusto per staccarsi e schiacciare. Celi non trova la trasformazione, ma gli Azzurrini sono davanti 15-13. Cambia anche l'inerzia della mischia ordinata, che adesso è dominante. Si va ancora in touche, e dopo un primo avanzamento di Miranda e Wilson è Simone Fardin ad attaccare la linea di forza, rompendo quattro placcaggi e andando a schiacciare di forza per il 20-13. Il match diventa ancora più nervoso, con il pacchetto azzurro che continua a dominare in questo secondo tempo: bella imbucata di Pelli che riporta i compagni nei 22, arriva un altro calcio di punizione con Celi che però non trova i pali. Il pacchetto azzurro continua ad imporsi e guadagna un altro calcio di punizione da drive. L'Italia va in touche nei 22, poi Braga attacca la linea, arriva in sostegno Casarin che però viene portato fuori. La touche però viene rubata da Sette e gli Azzurrini ritornano in possesso dell'ovale. È un assalto che però non porta frutti, e al 73' il Galles ha l'opportunità di ritornare in attacco, ma il pallone viene recuperato dall'Italia in touche, con un ottimo Pelli sempre pronto a intervenire. Il Galles spinge ancora e ritorna nei 22 con una touche in attacco, ma Pelli e Meroi trovano un grandissimo placcaggio raddoppiato su Osian Williams e gli fanno scoppiare il pallone delle mani. È l'ultima azione della partita, perché l'Italia mantiene il possesso fino allo scadere e poi può finalmente festeggiare il primo successo stagionale: il Galles è battuto 20-13. Newport, Rodney Parade, 15 marzo 2026U20 Six Nations - V turnoGalles U20 v Italia U20 13-20 (13-10)Marcatori: p.t 10’ m. Edwards tr. Lucas(7-0); 25’ m. Miranda (7-5); 33’ m. Wilson (7-10); 37’ cp. Lucas (10/10); 43’ cp. Lucas (13-10) s.t. 11’m. Pelli; 15’ m. FardinGalles U20: Edwards; Scott, Lewis, Emanuel (Co-Cap), Bowen; Lucas (24’st Jones), Davies (19’pt. C. Pritchard); Kossuth (23’pt. Ridgway, 9’st O.Williams), C.James, Gwynne (Co-Cap); O.J. Wiliams, Evans (29’st Rees); J.Pritchard (17’st Godfrey), Howe (29’st Thomas), Tuckley (17’st D.James)all. Richard WhiffinItalia U20: Celi; Faissal, De Novellis (25’st Del Sureto), Casarin, Rossi (36’st Degli Antoni); Braga, Varotto (35’st Teodosio); Zanella (21’st Dene), Wilson, Miranda; Sette, Fardin; Trevisan (19’st Meroi), Pelli, Brasini (26’st Messori). A disp: Reina, Kurtiall. Andrea Di Giandomenicoarb: Gonzalo De Achaval (UAR)AA: Jamie Parr (RFU); Henry Pearson (RFU)TMO: Paulo Duarte (FPR)Cartellini: nessunoCalciatori: Lucas (3/3); Braga (0/2); Celi (0/3)Player of the Match: Valerio Pelli (Italia)Note: Giornata piovosa e ventosaPunti in classifica: Galles U20 1; Italia U20 5
Italia U20 | 15/03/2026
Sei Nazioni U20: la presentazione di Galles-Italia
Quella di Newport è una partita di grande importanza per l’Italia, che contro il Galles proverà a sbloccarsi nell’ultima giornata del Sei Nazioni under 20. È un match chiave anche per la classifica di entrambe le squadre, con il Galles che deve difendere il quarto posto e l’Italia che invece vuole provare a scalare posizioni: al momento, i gallesi sono a quota 7, con la Scozia a 5 e l’Italia a 2, per cui è ancora tutto aperto, con gli scozzesi impegnati in Irlanda. Da una parte c’è quindi un Galles che vuole confermarsi, dall’altra un’Italia affamata e in crescita partita dopo partita: calcio d’inizio alle ore 14. Come arriva il Galles Il Galles ha disputato un buon Sei Nazioni under 20. Ha sfiorato il colpaccio con l’Inghilterra, perdendo 19-16 dopo essere stato in vantaggio 16-0, ha messo in difficoltà la Francia pur perdendo 34-24, ha battuto la Scozia 31-21 e poi non è riuscita a replicare le prestazioni precedenti contro l’Irlanda perdendo 48-33. In ogni caso, oltre al successo sulla Scozia sono arrivati tanti punti di bonus che hanno portato il Galles a quota 7, in un torneo in cui sono stati quasi sempre competitivi: i gallesi proveranno a mettere la ciliegina sulla torta cercando la seconda vittoria contro un’Italia affamata e in crescita. Come arriva l’Italia Quello degli Azzurrini è stato un bel crescendo di prestazioni, anche se manca ancora il risultato finale. Dopo la brutta partenza con la Scozia sono arrivate tre partite di livello, con il colpaccio sfiorato a Cork contro l’Irlanda (30-27 per i padroni di casa) e le due sconfitte contro Francia e Inghilterra che però hanno comunque consegnato a Di Giandomenico e al suo staff segnali molto positivi. L’Italia può e deve sbloccarsi, ritrovando fiducia e provando a mettere in difficoltà un Galles di livello ma con dei punti deboli che gli Azzurrini possono sbloccare. Tutte le informazioni per seguire Galles-Italia La sfida tra Galles e Italia apre l’ultima giornata del Sei Nazioni under 20 e si giocherà domenica 15 marzo alle ore 14 al Rodney Parade di Newport. La partita sarà trasmessa in diretta tv su Sky Sport Arena e in streaming su NOW. L’arbitro del match sarà l’argentino Gonzalo de Achaval, gli assistenti saranno gli inglesi Jamie Parr ed Henry Pearson, con il portoghese Paulo Duarte al TMO. Le formazioni di Galles-Italia Galles U20: 15 Lewis Edwards, 14 Dylan Scott, 13 Osian Darwin-Lewis, 12 Steffan Emanuel (Co-C), 11 Tom Bowen, 10 Lloyd Lucas, 9 Siôn Davies, 8 Dom Kossuth, 7 Caio James, 6 Deian Gwynne (Co-C), 5 Osian Williams, 4 Luke Evans, 3 Jac Pritchard, 2 Tom Howe, 1 George Tuckley A disposizione: 16 Oscar Thomas, 17 Dylan James, 18 Isaac Godfrey, 19 Oscar Rees, 20 Osian Williams, 21 Alex Ridgway, 22 Carter Pritchard, 23 Steff Jac Jones Italia U20: 15 Pietro Celi, 14 Malik Faissal, 13 Luca De Novellis, 12 Riccardo Casarin (C), 11 Luca Rossi, 10 Francesco Braga, 9 Nikolaj Varotto, 8 Alessandro Zanella, 7 Jaheim Noel Wilson, 6 Antony Italo Miranda, 5 Davide Sette, 4 Simone Fardin, 3 Luca Trevisan, 2 Valerio Pelli, 1 Christian Brasini A disposizione: 16 Antonio Reina, 17 Giacomo Messori, 18 Erik Meroi, 19 Thomas Kurti, 20 Inza Dene, 21 Alessandro Teodosio, 22 Giovanni Degli Antoni, 23 Thomas Del Sureto
Italia U20 | 15/03/2026
Sei Nazioni U20: Di Giandomenico lancia Zanella e ritrova Rossi. Galles, occhio ai centri Emanuel e Darwin-Lewis
Tre cambi per l’Italia, due per il Galles: queste le scelte dei due allenatori per l’ultimo match del Sei Nazioni under 20 al Rodney Parade di Newport. Andrea di Giandomenico lancia il numero otto Alessandro Zanella, terza linea del Rugby Casale all’esordio assoluto, mentre Davide Sette torna in campo dall’inizio ma stavolta si sposta in seconda linea accanto a Fardin. Torna titolare anche Luca Rossi all’ala. Dall’altra parte, il Galles deve fare a meno di Evan Minto (uscito al 24’ del match con l’Irlanda), al suo posto Kossuth, mentre ad estremo tocca a Lewis Edwards. Fasi statiche Sarà un match particolarmente combattuto davanti, e proprio le fasi statiche potrebbero essere decisive. Le due prime linee hanno giocato un buon torneo, e saranno di fronte anche nel match finale del Sei Nazioni con Brasini che troverà di fronte Pritchard, mentre Trevisan dovrà vedersela con Tuckely. Attenzione soprattutto al gran lavoro in rimessa laterale delle seconde linee Evans e Willians, mentre l’Italia propone un pacchetto più dinamico spostando Davide Sette (che ha sempre giocato numero 8 in questo torneo) in seconda linea, mentre in terza si registra l’esordio di Alessandro Zanella. Confermato Wilson, uno dei migliori nel match con l’Inghilterra: giocatore capace di fare strada in mezzo al campo e di farsi sentire nel punto d’incontro, così come Miranda. La coppia di flanker azzurra sarà come sempre pericolosissima anche in attacco, mentre dall’altra parte bisognerà fare attenzione soprattutto al co-capitano Deian Gwynne, schierato flanker (ma può giocare anche numero 8) e giocatore molto completo: ottimo ballcarrier, gran placcatore, forte fisicamente. Attenzione anche all’altro flanker Caio James, che lavora molto nel breakdown ma spesso è schierato come POD unico al largo, nel canale dei 5, perché è dotato di grandi gambe. Disinnescare in mezzo al campo gli avanti gallesi può essere la chiave per svoltare questa partita, perché poi in attacco l’Italia ha i mezzi per poter far male al Galles. Gioco aperto Se gli Azzurrini dovessero riuscire a reggere nella collisione, dietro potrebbero diventare molto pericolosi. Il ritorno di Luca Rossi garantisce ancora più elusività, mentre Casarin e De Novellis saranno chiamati come sempre a dare battaglia in mezzo al campo, attaccando per linee dirette. Di fronte troveranno una coppia di centri ben rodata con Emanuel e Darwin-Lewis. Il primo (che è anche co-capitano con Gwynne) è un classico centro “da workrate”: buon portatore di palla, gran placcatore, presente fisicamente. Il secondo invece tende più ad attaccare lo spazio, e dovranno essere bravi gli Azzurrini a leggere le sue linee di corsa. L’Italia può far male al Galles sia con le cariche per linee dirette di Casarin, sia con i cambi di fronte del doppio play (Braga apertura e Celi estremo) sia con le iniziative di Malik Faissal, l’azzurro più pericoloso in attacco. Le formazioni di Galles-Italia Galles U20: 15 Lewis Edwards, 14 Dylan Scott, 13 Osian Darwin-Lewis, 12 Steffan Emanuel (Co-C), 11 Tom Bowen, 10 Lloyd Lucas, 9 Siôn Davies, 8 Dom Kossuth, 7 Caio James, 6 Deian Gwynne (Co-C), 5 Osian Williams, 4 Luke Evans, 3 Jac Pritchard, 2 Tom Howe, 1 George Tuckley A disposizione: 16 Oscar Thomas, 17 Dylan James, 18 Isaac Godfrey, 19 Oscar Rees, 20 Osian Williams, 21 Alex Ridgway, 22 Carter Pritchard, 23 Steff Jac Jones Italia U20: 15 Pietro Celi, 14 Malik Faissal, 13 Luca De Novellis, 12 Riccardo Casarin (C), 11 Luca Rossi, 10 Francesco Braga, 9 Nikolaj Varotto, 8 Alessandro Zanella, 7 Jaheim Noel Wilson, 6 Antony Italo Miranda, 5 Davide Sette, 4 Simone Fardin, 3 Luca Trevisan, 2 Valerio Pelli, 1 Christian Brasini A disposizione: 16 Antonio Reina, 17 Giacomo Messori, 18 Erik Meroi, 19 Thomas Kurti, 20 Inza Dene, 21 Alessandro Teodosio, 22 Giovanni Degli Antoni, 23 Thomas Del Sureto
Italia U20 | 15/03/2026
Sei Nazioni: il Galles batte l’Italia 31-17 nell’ultima giornata del torneo
L'Italia chiude il suo Sei Nazioni con una sconfitta: gli Azzurri cedono 31-17 a Cardiff contro il Galles dopo una partita complicata. La squadra di Tandy passa subito in vantaggio, allunga nel punteggio e gestisce fino all'ultimo quarto di gara, quando gli Azzurri reagiscono ma non riescono a rimontare lo svantaggio. L'Italia chiude il torneo con due vittorie (Scozia e Inghilterra) e tre sconfitte. La cronaca di Galles-Italia Il Galles inizia forte. Menoncello va subito a prendere un Rees-Zammit costantemente impegnato nella ricerca degli spazi, poi dopo 3 minuti di possesso gallese Ruzza e Niccolò Cannone portano a casa un gran turnover tenendo alto Francis. Immediata la risposta dell'Italia con Garbisi che trova un buon guadagno territoriale con due calci a cercare l'angolo. Dopo 10 minuti di studio si accende per la prima volta l'Italia: turnover strepitoso di Lamaro e Menoncello attacca subito lo spazio, facendo 50 metri di corsa e servendo poi Ioane. Gli Azzurri entrano nei 22 e Garbisi gioca dall'altra parte su Lynagh, che si trova però isolato e subisce il tenuto da Hawkins. L'Italia comunque resta pericolosa e all'11' conquista il primo piazzato del match: up&under di Garbisi ad innescare la battaglia aerea tra Mee e Ioane, il pallone rimane lì e viene raccolto dai gallesi in fuorigioco. Garbisi non trova i pali e si rimane sullo 0-0. Dall'altra parte Rees-Zammit mette in difficoltà Fusco con un calcio lunghissimo. Il mediano di mischia viene messo sotto pressione da Mann che conquista il turnover. Il Galles va in touche ed entra per la prima volta nei 22, con Tomos Williams che innesca la carica di Wainwright, bravo a rompere due placcaggi e a schiacciare in mezzo ai pali per il 7-0. L'Italia reagisce: placcaggio strepitoso di Brex su Rees-Zammit, poi arriva Lorenzo Cannone a conquistare il tenuto. Gli Azzurri vanno in touche, poi Fusco con una grande giocata batte due avversari e arriva sulla linea dei 5 metri, ma Garbisi non riesce a finalizzare perdendo il pallone a contatto. La squadra di Tandy al 25' rinuncia ai pali e va in touche ai cinque metri: la maul viene fermata a un passo dalla linea di meta, poi Wainwright riesce a staccarsi e va oltre per il 14-0. La squadra di casa continua a spingere e al 29' va ancora a segno con un'altra maul avanzante: finalizza Dewi Lake per il 21-0. Nel finale di frazione un grande Niccolò Cannone argina l'ultimo assalto del Galles, e si va negli spogliatoi sul 21-0 per i padroni di casa. A inizio ripresa il Galles riparte forte con un lunghissimo multifase: l'Italia non riesce a vincere la collisione in difesa: è uno scatenato Tomos Williams a dare ritmo all'azione della squadra di casa, poi Dan Edwards trova lo spazio per marcare la quarta meta per il 28-0. Lo stesso Edwards al 48' trova anche il drop per il 31-0. Al 51' l'Italia riesce a reagire. Rimessa vinta bene da Ruzza nei 22, la maul ha un primo avanzamento, sembra fermarsi ma poi entrano tutti, anche i trequarti, con Di Bartolomeo che va a segno per il 31-7. Arriva anche il giallo per Archie Griffin per un fallo commesso durante la difesa da maul. L'Italia non riesce inizialmente a sfruttare la superiorità numerica, ma costruisce una bella occasione al 60': altra touche ai 5 metri dopo un fallo su Varney, rimessa vinta da Ruzza, Nicotera si stacca ma viene tenuto alto in area di meta. Al 66' Menoncello tiene rivitalizza gli Azzurri con un break dei suoi, Allan arriva in sostegno e serve Ioane, portato fuori però da tre gallesi. Al 68' Allan spreca una grande opportunità dopo un altro break di Menoncello, ma un minuto dopo riesce a schiacciare dopo un bel pallone servito da Garbisi dopo una bella iniziativa di Brex. Gli Azzurri sfiorano la terza meta al 72': bella iniziativa di Marin che attacca dalla base del raggruppamento e serve Menoncello, arriva il sostegno di Varney e poi Odiase, e alla fine Garbisi allarga su Ioane che però viene portato fuori da Mee prima di schiacciare. La squadra di Quesada continua a rimanere in attacco e al 77' Menoncello trova una bella giocata su Marin, che prova a schiacciare pur cadendo di schiena ma non riesce a marcare. Spagnolo è costretto ad uscire per un problema al polpaccio, dentro di nuovo Fischetti. A tempo scaduto segna anche Paolo Garbisi, che fissa il punteggio sul 31-17 finale con cui il Galles batte l'Italia. Cardiff, Principality Stadium, 14 marzo 2026Guinness Men’s Six Nations - V turnoGalles v Italia 31-17 (21-0) Marcatori: p.t. 15’ m. Wainwright tr. Edwards (7-0); 25’ m. Wainwright tr. Edwards (14-0); 29’ m. Lake tr. Edwards (21-0) s.t. 3’ m. Edwards tr. Edwards (28-0); 8’ drop Edwards (31-0); 13’ m. Di Bartolomeo tr. P.Garbisi (31-7); 30’m. Allan (31-12); 41’ m. P. Garbisi (31-17)Galles: Rees-Zammit; Mee (39’st Murray), James, Hawkins, Adams; Edwards (28’st Evans), Williams (39’st Hardy); Wainwright, Botham, Mann (32’st Cracknell); Carter, Jenkins, Francis (38’pt, Griffin), Lake (Cap, 5’st Elias), Carre (11’st Smith).all. Steve TandyItalia: Pani (25’st Allan); Lynagh, Brex (31’st Marin), Menoncello, Ioane, P.Garbisi, Fusco (14’st Varney); L.Cannone (23’st Odiase), Zuliani, Lamaro (Cap); Ruzza, N.Cannone (31’st Favretto); Hasa (5’st Zilocchi), Nicotera (5’st Di Bartolomeo; 21’st Nicotera), Fischetti (5’st Spagnolo)all. Gonzalo Quesadaarb: Christophe Ridley (RFU)AA: Matthew Carley (RFU); Eoghan Cross (IRFU)TMO: Mike Adamson (SRU)Cartellini: 14’st giallo a Griffin (Galles)Calciatori: P. Garbisi (1/4); Edwards (4/4)Drop: Edwards (1/1)Player of the Match: Aaron Wainwright (Galles)Punti in classifica: Galles 5; Italia 0
Italia | 14/03/2026
Sei Nazioni 2026: la presentazione di Galles-Italia
Il Sei Nazioni dell’Italia si chiude a Cardiff, contro il Galles: al Principality Stadium gli Azzurri cercano la terza vittoria nel torneo, un traguardo mai conquistato prima. Il morale è altissimo dopo la storica vittoria contro l’Inghilterra, ma di fronte c’è una squadra che sta crescendo partita dopo partita e che soprattutto in casa è sempre difficilissima da affrontare. Calcio d’inizio alle 17.40 di sabato 14 marzo, per l’ultima giornata del Sei Nazioni 2026: Galles-Italia sarà la seconda partita del classico “Super-Saturday” che chiude il torneo. Come arriva il Galles Non è stato un torneo facile per la squadra di Steve Tandy, ancora senza vittorie nel 2026. Il Galles, però, è cresciuto di partita in partita, e dopo una partenza complicata con Inghilterra e Francia ha messo in grandissima difficoltà la Scozia, sfiorando il colpaccio e perdendo 26-23 in rimonta. Anche contro l’Irlanda la squadra di Tandy si è confermata molto competitiva, perdendo 27-17 ma sprecando diverse occasioni per giocarsi il match fino all’ultimo. Inoltre, il Galles sarà trascinato dal pubblico del Principality Stadium e dalla sua fame di vittorie: il digiuno al Sei Nazioni dura dal 2023, e i gallesi faranno di tutto per interromperlo nell’ultima partita a loro disposizione. Come arriva l’Italia Il successo contro l’Inghilterra ha aumentato ancora di più l’entusiasmo nel gruppo azzurro, già alto dopo un Sei Nazioni di altissimo livello. La vittoria contro la Scozia ha messo subito l’Italia sulla strada giusta, poi la squadra di Quesada ha proseguito sfiorando l’impresa a Dublino contro l’Irlanda, in una partita dove è andata vicinissima al pareggio, poi ha tenuto sotto scacco la Francia per 70 minuti prima dell’impresa storica dell’Olimpico con gli inglesi. L’Italia al momento è al quarto posto, e dovrà difenderlo dall’assalto dell’Inghilterra: per farlo però deve vincere a Cardiff, per scrivere un altro piccolo pezzo di storia. Tutte le informazioni per seguire Galles-Italia La sfida tra Galles e Italia si giocherà sabato 14 marzo alle 17.40 e sarà la seconda partita del “Super-Saturday” che chiude il Sei Nazioni 2026. Il match sarà trasmesso in diretta tv su Sky Sport Uno e in chiaro su Tv8, mentre la diretta streaming è prevista su NOW e gratis su Tv8.it. L’arbitro del match sarà l’inglese Christophe Ridley, coadiuvato dal connazionale Matthew Carley e dall’irlandese Eoghan Cross. Al TMO lo scozzese Mike Adamson, al bunker il francese Eric Gauzins. Le formazioni di Galles-Italia Galles: 15 Louis Rees-Zammit, 14 Ellis Mee, 13 Eddie James, 12 Joe Hawkins, 11 Josh Adams, 10 Dan Edwards, 9 Tomos Williams, 8 Aaron Wainwright, 7 James Botham, 6 Alex Mann, 5 Ben Carter, 4 Dafydd Jenkins, 3 Tomas Francis, 2 Dewi Lake (C), 1 Rhys Carré A disposizione: 16 Ryan Elias, 17 Nicky Smith, 18 Archie Griffin, 19 Adam Beard, 20 Olly Cracknell, 21 Kieran Hardy, 22 Jarrod Evans, 23 Blair Murray Italia: 15 Lorenzo Pani, 14 Louis Lynagh, 13 Juan Ignacio Brex, 12 Tommaso Menoncello, 11 Monty Ioane, 10 Paolo Garbisi, 9 Alessandro Fusco, 8 Lorenzo Cannone, 7 Manuel Zuliani, 6 Michele Lamaro (C), 5 Federico Ruzza, 4 Niccolò Cannone, 3 Muhamed Hasa, 2 Giacomo Nicotera, 1 Danilo Fischetti A disposizione: 16 Tommaso Di Bartolomeo, 17 Mirco Spagnolo, 18 Giosuè Zilocchi, 19 Riccardo Favretto, 20 David Odiase, 21 Stephen Varney, 22 Leonardo Marin, 23 Tommaso Allan
Italia | 14/03/2026
Quesada rilancia Ruzza, Tandy conferma tutti: l’analisi delle formazioni di Galles-Italia
Tre cambi per Quesada, nessuno per Tandy: Galles e Italia arrivano all’ultima sfida confermando il blocco che ha disputato il Sei Nazioni 2026. Gli Azzurri devono fare a meno di Ferrari, infortunato, e di Zambonin non al meglio. Partono dal primo minuto l’esperto Federico Ruzza e il pilone destro Muhamed Hasa, alla prima da titolare nel Sei Nazioni (e seconda assoluta, dopo la partenza dall’inizio col Cile dove però aveva giocato a sinistra) dopo un torneo in cui ha sempre fatto bene partendo dalla panchina. Torna titolare anche Alessandro Fusco, partito dalla panchina contro l’Inghilterra. Il Galles conferma invece tutta la formazione titolare che aveva già sfidato l’Irlanda. Un solo cambio in panchina, con coach Tandy che ritrova Murray al posto di Hennessey, che aveva esordito la scorsa settimana. Le chiavi tattiche Quella di Cardiff (calcio d’inizio alle ore 17.40 di sabato 14 marzo) si prospetta una sfida diversa per l’Italia, che nelle prime quattro partite ha sempre cercato di capitalizzare il più possibile le occasioni create, partendo spesso da lanci di gioco o comunque da azioni fulminee caratterizzate da poche fasi, tanto che le percentuali di possesso non sono mai state elevatissime: 36% contro la Scozia, 52% contro Irlanda e Francia, 44% contro l’Inghilterra. A Cardiff, invece, il Galles potrebbe concedere maggiormente il possesso agli Azzurri, costringendoli a lunghi multifase e provando ad arginarli con la propria capacità di battagliare in difesa. L’Italia, quindi, dovrà dare al match una chiave di lettura diversa, mentre il Galles cercherà soprattutto di concedere il meno possibile in difesa per “ingabbiare” l’attacco azzurro e giocarsela punto a punto, sfruttando gli episodi e le giocate dei propri talenti, primo tra tutti Rees-Zammit, ma anche le invenzioni del mediano di mischia Tomos Williams, da sempre capace di imporre accelerazioni improvvise con giocate a sorpresa. Dall’altra parte l’Italia ha già ampiamente dimostrato di poter essere pericolosissima soprattutto in situazioni di gioco rotto, con giocatore come Ioane e Menoncello che possono fare la differenza in qualsiasi momento e con un Paolo Garbisi sempre molto ispirato in fase di impostazione e che sta garantendo anche tanti punti dalla piazzola. In mezzo al campo Dal punto di vista difensivo, l’Italia potrà come sempre contare su placcaggi efficaci (e spesso avanzanti) e soprattutto sul grande lavoro nel breakdown visto in questo Sei Nazioni. Il Galles infatti attacca spesso per linee dirette, cercando soprattutto Lake, Wainwright e il centro Eddie James per mettersi subito sul piede avanzante: sarà importante vincere la collisione in difesa, perché a quel punto l’Italia potrà costringere gli avversari a forzare le giocate. Dall’altra parte, il Galles cercherà di tenere il più possibile gli Azzurri vicini al punto d’incontro, costringendoli a giocare nello stretto e provando ad arginare le iniziative dei trequarti: se la squadra di Quesada dovesse riuscire a guadagnare quel metro di spazio che serve ad innescare Menoncello, Ioane e Pani può diventare pericolosissima. Per farlo però dovrà prima vincere la battaglia davanti: sarà chiesto come sempre un grande lavoro alla mischia, che ha fatto benissimo in questo Sei Nazioni, ma serviranno anche palloni di maggior qualità in rimessa laterale, un fondamentale che ha funzionato a fasi alterne. Il Galles però ha spesso sofferto le accelerazioni improvvise, e potrebbe andare in difficoltà se i trequarti azzurri dovessero riuscire ad aprire le maglie della difesa di casa, trovando spazi in mezzo al campo e dando continuità al proprio gioco. Il gioco al piede In tutte le partite dell’Italia si sono visti tanti palloni calciati dalla base, da parte degli Azzurri e anche da parte degli avversari. Tomos Williams, in questo senso, è il mediano che ha effettuato più boxkick nelle prime quattro giornate, e il Galles proverà a sfruttare l’abilità dal piede del suo numero 9 per andare a mettere pressione con tanti palloni alti, spesso calciati per andare poi a contenderseli nella battaglia aerea. Dall’altra parte, già contro l’Inghilterra Lorenzo Pani ha tolto più volte le castagne dal fuoco con dei bei calci di liberazione, mentre lungo tutto il torneo Fusco si è dimostrato particolarmente migliorato nei calci dalla base. Gli Azzurri non sempre sono andati a contendere, ma spesso hanno allungato la gittata di qualche metro per poi andare a placcare immediatamente il ricevitore, salendo con la linea e creando le condizioni per complicare l’exit strategy degli avversari, riuscendo anche a recuperare il pallone in alcuni casi con un grande lavoro nel punto d’incontro. La cosa più importante sarà non regalare palloni facili a Louis Rees-Zammit, che da estremo ha ancora più spazio per scatenare la sua corsa ed è un giocatore in grado di battere sempre il primo avversario. Le formazioni di Galles-Italia Galles: 15 Louis Rees-Zammit, 14 Ellis Mee, 13 Eddie James, 12 Joe Hawkins, 11 Josh Adams, 10 Dan Edwards, 9 Tomos Williams, 8 Aaron Wainwright, 7 James Botham, 6 Alex Mann, 5 Ben Carter, 4 Dafydd Jenkins, 3 Tomas Francis, 2 Dewi Lake (C), 1 Rhys Carré A disposizione: 16 Ryan Elias, 17 Nicky Smith, 18 Archie Griffin, 19 Adam Beard, 20 Olly Cracknell, 21 Kieran Hardy, 22 Jarrod Evans, 23 Blair Murray Italia: 15 Lorenzo Pani, 14 Louis Lynagh, 13 Juan Ignacio Brex, 12 Tommaso Menoncello, 11 Monty Ioane, 10 Paolo Garbisi, 9 Alessandro Fusco, 8 Lorenzo Cannone, 7 Manuel Zuliani, 6 Michele Lamaro (C), 5 Federico Ruzza, 4 Niccolò Cannone, 3 Muhamed Hasa, 2 Giacomo Nicotera, 1 Danilo Fischetti A disposizione: 16 Tommaso Di Bartolomeo, 17 Mirco Spagnolo, 18 Giosuè Zilocchi, 19 Riccardo Favretto, 20 David Odiase, 21 Stephen Varney, 22 Leonardo Marin, 23 Tommaso Allan
Italia | 13/03/2026
Italia U20, Braga: “Dopo la Scozia siamo sempre stati competitivi. Anche contro il Galles porteremo in campo il nostro gioco”
Nonostante un Sei Nazioni under 20 complicato l’Italia sta dando segnali di crescita, e come racconta il mediano di apertura degli Azzurrini e del Valpolicella Francesco Braga, si avvicina comunque con fiducia all’ultimo match del torneo contro il Galles: “Sarà una partita importante per consolidare la fiducia che si sta creando tra i compagni e per finalizzare tutto il lavoro che stiamo facendo in queste settimane per mettere in campo questa nuova tipologia di gioco”. Da cosa si parte per costruire quest’ultima partita, dopo un Sei Nazioni complicato? “Si parte dal fatto che dopo il match contro la Scozia, che non era andato bene, siamo sempre stati competitivi, soprattutto nel primo tempo. Quello in cui dobbiamo migliorare è il finale: nel secondo tempo abbiamo sempre avuto dei momenti in cui calava l’attenzione, veniva a mancare la precisione e questo permetteva agli avversari di giocare di più. Il passaggio cruciale per poter vincere sarà mantenere l’attenzione per tutti gli 80 minuti”. Che squadra è il Galles? Dove si può mettere in difficoltà? “È una squadra dalle grandi qualità. Sicuramente premeranno tanto sui punti d’incontro e sulle fasi di conquista, provando a metterci in difficoltà in mischia e in touche. Noi però abbiamo tanta fiducia nel nostro gioco e in quello che stiamo preparando in tutte le settimane”. A prescindere dal risultato del match contro il Galles, cosa resterà di positivo di questo Sei Nazioni? “Anche se non è stato un Sei Nazioni semplice, ci portiamo dietro la consapevolezza di essere stati sempre competitivi, a parte la prima partita contro la Scozia. E questo è importante anche in ottica futura. Pensiamo all’Inghilterra: hanno molti giocatori che hanno già esordito Premiership, e tenere loro testa comunque ci dà fiducia e morale e ci fa capire che possiamo giocarci tutte le partite. Ora dobbiamo fare un ultimo salto per arrivare ai risultati”. Il tuo esordio è arrivato molto presto, allo scorso Mondiale a soli 18 anni. Come stai vivendo questa fase? “L’anno scorso la chiamata è stata inaspettata, ma ho cercato di godermela al meglio e di sfruttare ogni occasione per crescere. Il mio obiettivo di quest’anno era riconfermarmi e per fortuna sto trovando tanto minutaggio. Sto cercando di migliorare il più possibile e di integrarmi bene con il gruppo”. Una delle tue peculiarità principali è il gioco al piede, quanto ci lavori? “Tantissimo. Quasi tutti i giorni mi fermo a calciare dopo l’allenamento, provando sia i calci di spostamento, sia i piazzati, sia tutte le altre tipologie di calcio”. Su cosa invece pensi di dover migliorare? “Devo lavorare molto in difesa. Devo essere più concreto nel placcaggio, anche per una questione di fisicità, quindi ho bisogno di migliorare tanto”. Quando hai iniziato a giocare a rugby? “Ho iniziato a 7 anni nel Valpolicella. Un amico di mio papà giocava lì e ci ha proposto di venire al campo a provare. Mi è piaciuto e non ne sono più uscito. È sempre stata una grande passione, anche se fino all’under 14 l’ho sempre considerato solo un divertimento, poi mi sono reso conto che il rugby poteva diventare anche qualcosa di più. Il passaggio c’è stato con le prime convocazioni regionali in Veneto, e da lì è stato importante continuare a lavorare per crescere e poter fare sempre meglio, in modo da arrivare più in alto possibile”.
Italia U20 | 12/03/2026
Italia, Marin: “La meta all’Inghilterra rimarrà per sempre dentro di me. E in questo Sei Nazioni sono cresciuto tanto”
Quando al 71’ di Italia-Inghilterra Leonardo Marin riceve palla da Menoncello, autore della solita strepitosa imbucata, e vola in meta per il vantaggio azzurro, tutto l’Olimpico capisce che sta per succedere qualcosa di magico. E lo sapeva anche lo stesso Marin, uno dei protagonisti di un Sei Nazioni storico: “Quando Tommy è partito e poi mi ha dato il pallone non ho pensato a niente, ero totalmente concentrato sull’azione. Quando mi sono rialzato dopo aver segnato, però, ho sentito il boato dell’Olimpico, i miei compagni addosso che esultavano, quella è stata un’emozione incredibile. Di solito non esulto molto, cerco sempre di rimanere totalmente concentrato sulla partita, ma l’emozione c’è stata. Poi quando è finita, invece, mi sono finalmente lasciato andare, rimarrà per sempre un ricordo bellissimo”. Questo è il Sei Nazioni in cui stai giocando con maggiore continuità. È un po’ il torneo della tua definitiva maturazione? “Forse sì, possiamo dire così. È il Sei Nazioni in cui sto giocando di più insieme a quello del 2022, dove iniziai da estremo e poi giocai le ultime tre partite da centro, ma avevo compiuto 20 anni a febbraio, ero molto giovane e non ero probabilmente ancora maturo, soprattutto per il ruolo di centro. Adesso mi sento cresciuto: ho lavorato tanto e mi sono allenato duramente per arrivare fin qui”. Hai trovato la tua definitiva sistemazione a centro, anche se comunque anche in questo Sei Nazioni hai giocato estremo. “Sono arrivato a stabilizzarmi in un ruolo ed è quello che volevo fare da tanto tempo, ma sarò sempre disponibile per qualsiasi cosa di cui la squadra o lo staff abbiano bisogno. Quando Gonzalo mi ha proposto di giocare estremo la prima partita ero contento e ho detto di essere pronto, era un’opportunità importante per me e come sempre ho cercato di dare il massimo per la squadra. Il Sei Nazioni è qualcosa di speciale, e giocare per questa maglia è unico, totalmente diverso da tutto il resto: qualsiasi opportunità di giocare va colta. Ovviamente, come detto, mi piace l’idea di stabilizzarmi in un ruolo, in questo caso il primo centro, ma resto sempre pronto e sono sempre felice di giocare, in qualsiasi posizione”. Sei entrato nel momento più caldo di Italia-Inghilterra, quando gli inglesi sembravano poter prendere in mano il match e invece c’è stata una grande risposta da parte vostra. Come l’hai vissuto? “Quando sono entrato ho cercato di guardare il meno possibile il tabellone del punteggio, concentrandomi solo sulla prestazione e su quello che dovevo fare, senza pensare a niente che non riguardasse il gioco. Poi è chiaro, quando con i calci di Paolo abbiamo cominciato ad avvicinarci sempre di più tutti sapevamo che a quel punto avremmo potuto vincere. Ma era la partita che ci aspettavamo, sapevamo che sarebbe stato un match combattuto fino all’ultimo. Chiaramente possiamo fare meglio dal punto di vista della prestazione, dobbiamo fare meglio, però sicuramente questa partita e quella meta rimarranno per sempre nella mia mente”. L’Italia chiude il Sei Nazioni in Galles, in una partita dove fin dall’inizio del torneo gli Azzurri sono considerati favoriti. Come si gestisce questo tipo di aspettativa? “Sicuramente è diverso, perché di solito siamo sempre considerati gli ‘underdog’, ma dobbiamo ricordare prima di tutto che il Galles è cresciuto molto e viene da due prestazioni importanti contro Scozia e Irlanda, e poi tutto passerà come sempre dalla nostra prestazione in campo. Rispetto alle partite precedenti potremmo avere più possesso: questo significa che dovremo essere bravi a gestire delle situazioni in cui terremo il pallone per più fasi e sfruttare le occasioni che riusciremo a costruire, lavorando tanto sulla qualità dei passaggi. Sicuramente sarà una partita caratterizzata da grande pressione, perché comunque il Galles farà di tutto per provare a vincere e – come detto – è una squadra molto cresciuta rispetto all’inizio del torneo, quindi sarà una sfida dura”. Tornando un po’ indietro, puoi giocare in tutti i ruoli dal 10 al 15: c’è stato un momento in cui ti sei reso conto di essere diventato un utility back o è stato un cambiamento graduale? “È stato tutto molto graduale. Da piccolo giocavo un po’ centro e un po’ estremo, poi c’è stato un periodo in cui mi sono stabilizzato soprattutto all’apertura, ma ho sempre detto di sì a qualsiasi impiego e a qualsiasi ruolo. Adesso mi trovo bene a fare il centro, quello che devo fare è continuare a lavorare per migliorare, soprattutto in difesa: difendere da centro è diverso, e l’aspetto difensivo è fondamentale in questo ruolo, e va approcciato in maniera diversa rispetto a quando si gioca apertura o estremo. Sto lavorando anche per migliorare fisicamente. Con Tommaso Menoncello e Nacho Brex parliamo e ci confrontiamo”.
Italia | 11/03/2026
Completa la registrazione