Autore: Redazione Onrugby
Italia U20: le statistiche e i migliori giocatori dopo le prime tre giornate del Sei Nazioni 2026
Il Sei Nazioni under 20 è giunto al giro di boa, e anche se per ora i risultati non hanno sorriso a un’Italia in crescita partita dopo partita, le statistiche e i numeri parlano di una squadra che ha saputo imporsi in alcuni fondamentali del gioco e di giocatori in grado di imporsi tra i migliori in alcune classifiche specifiche. Tutti numeri che portano la squadra di Andrea di Giandomenico ad avvicinarsi con fiducia alle ultime due partite contro Inghilterra e Galles. Breakdown e difesa L’Italia si è dimostrata competitiva soprattutto nel punto d’incontro. Numeri alla mano, è la squadra con più tenuti forzati (10) e soprattutto con il giocatore che ne ha conquistati di più: ben 6 con il capitano Riccardo Casarin, strepitoso in questo fondamentale. Inoltre, l’Italia è la squadra che ha effettuato più placcaggi dominanti: 27. Tra questi, 5 sono stati effettuati da Carlo Antonio Bianchi, miglior placcatore del Sei Nazioni numeri alla mano, con 53 interventi completati. Statistiche di squadra Per quanto riguarda le statistiche di squadra, l’Italia è cresciuta gradualmente in attacco: dopo aver fatto fatica contro la Scozia, gli Azzurrini sono riusciti ad essere più concreti nel loro gioco, chiudendo le prime tre giornate con 77 difensori battuti (dietro solo agli 80 della Francia, dominatrice del torneo). Ottima anche la media di metri guadagnati dopo il contatto: 3 per ogni carica. Spesso, però, agli Azzurrini è mancato l’ultimo passo per finalizzare le tante azioni create: sono infatti la squadra con meno mete segnate nel torneo, 7. I giocatori Detto di Casarin, dominante nel breakdown e anche il giocatore italiano con più metri fatti dopo il contatto (39, quarto nella classifica generale), diversi azzurri si sono distinti in queste prime tre giornate. Malik Faissal è il giocatore con più difensori battuti nel torneo, 16, mentre Carlo Antonio Bianchi è sia il giocatore con più placcaggi completati in generale (53) sia quello con il maggior numero di placcaggi dominanti: 5. Il flanker azzurro è anche quinto nella classifica dei turnover conquistati. Per quanto riguarda il gioco al piede, gli Azzurrini sono nei primi tre posti per metri guadagnati per ogni calcio: 38 per Francesco Braga, 36,4 per Roberto Fasti, 34,1 per Pietro Celi.
Italia U20 | 02/03/2026
URC: l’analisi della dodicesima giornata
Fine settimana sfortunato per le due franchigie italiane impegnate nella 12esima giornata di URC: il Benetton conduce il match di Newport dall’inizio alla fine, ma viene raggiunto a tempo scaduto e pareggia 15-15 con i Dragons, mentre le Zebre in trasferta tengono Munster sul pari per un’ora, poi cedono nel finale per 21-7. Benetton: rimonta e beffa Il Benetton esce da Newport con un pareggio che lascia grande rammarico per come è maturato, con i biancoverdi avanti per larga parte dell’incontro e raggiunti nel finale dai Dragons sul 15-15. La squadra di MacRae parte con grande efficacia, ma nel corso della gara non riesce a dare continuità al proprio gioco, consentendo ai gallesi di rimanere sempre in partita e di trovare il pareggio a tempo scaduto. L’avvio è subito favorevole al Benetton, che dopo 90 secondi trova la meta con Onisi Ratave al termine di un’azione ben costruita. I biancoverdi mantengono il controllo territoriale nelle fasi iniziali, ma non riescono a trasformare le opportunità in un vantaggio più ampio, mentre i Dragons crescono progressivamente e trovano la meta con Douglas dopo una buona sequenza offensiva. La gara si mantiene equilibrata, con il Benetton che torna avanti grazie alla giocata di uno scatenato Ratave, capace di rompere più placcaggi e sfruttare uno spazio nella difesa gallese. Nel finale di primo tempo i biancoverdi hanno anche l’occasione di allungare, giocando in superiorità numerica per alcune fasi, ma non riescono a capitalizzare tante situazioni favorevoli legate alla doppia superiorità numerica (rosso da 20 minuti a Inisi e giallo a Douglas), andando al riposo sul 10-7. Nella ripresa il Benetton prova a sfruttare la doppia superiorità numerica, ma alcune imprecisioni in attacco impediscono di indirizzare definitivamente il match. Nonostante questo, la squadra di MacRae riesce comunque ad allungare al 50’ con Gallagher, bravo a buttarsi su un pallone vagante dopo l’ennesima azione di uno scatenato Ratave. La partita però rimane aperta, e con il passare dei minuti i Dragons aumentano la pressione, soprattutto attraverso il gioco vicino al punto d’incontro e le fasi statiche, mentre il Benetton è chiamato a un lungo lavoro difensivo. La squadra gallese torna sotto nel punteggio con un piazzato di O’Brien e continua a spingere nella parte finale di gara, approfittando anche di alcune situazioni di indisciplina dei biancoverdi. Nel finale il Benetton prova a gestire il vantaggio, ma è costretto a difendere a lungo nei propri 22 metri. Dopo una serie di avanzamenti ravvicinati, i Dragons trovano la meta del pareggio a tempo scaduto con Langton-Cryer. La trasformazione successiva non va a segno, fissando il risultato sul 15-15. Per il Benetton restano alcuni aspetti positivi, a partire dall’impatto iniziale e dalla capacità di costruire occasioni offensive, ma incidono sull’andamento della gara le opportunità non pienamente sfruttate, in particolare nei momenti di superiorità numerica, e la difficoltà nel trasformare il volume di gioco in un vantaggio più consistente nel punteggio. Zebre: alla pari per un’ora, poi passa Munster Le Zebre escono sconfitte dalla trasferta di Limerick, con il Munster che si impone 21-7 al termine di una partita rimasta in equilibrio per circa un’ora. La squadra di Brunello offre una prestazione solida soprattutto dal punto di vista difensivo, restando a contatto nel punteggio fino al 60’, prima di cedere nel finale sotto la pressione degli avanti irlandesi. L’avvio è complicato per i ducali, subito costretti a difendere nei propri 22 metri dopo un 50:22 di Farrell. La pressione del Munster porta al cartellino giallo per Bertaccini per un in avanti volontario, e in superiorità numerica i padroni di casa trovano la prima meta al 7’ con Shane Daly, servito da un passaggio preciso dello stesso Farrell che apre la difesa gialloblù. Il primo tempo si sviluppa con il Munster più presente in possesso e le Zebre chiamate soprattutto al lavoro difensivo, ma la squadra di Brunello resta ordinata e riesce a contenere le avanzate degli irlandesi. Con il passare dei minuti cresce anche la fiducia dei ducali, che alla mezz’ora trovano il pareggio con Bautista Stavile, bravo a finalizzare una lunga azione costruita dopo la penetrazione iniziale di Locatelli. La trasformazione di Da Re vale il 7-7. Nel finale di primo tempo il Munster torna a spingere nei 22 delle Zebre, ma la difesa gialloblù regge con ordine e aggressività, permettendo agli ospiti di andare al riposo in perfetto equilibrio. Anche in avvio di ripresa le Zebre confermano la buona organizzazione difensiva, riuscendo a mettere pressione al Munster. Al 46’ gli irlandesi trovano la meta con Patterson, poi annullata dal TMO per un in avanti, con i ducali che restano così in partita e – anzi – rispondono uscendo dalla “zona rossa” con una grande mischia ordinata. La squadra di Brunello continua a lavorare con efficacia senza palla, mostrando buona organizzazione nelle fasi statiche e una gestione ordinata del gioco al piede, elementi che permettono di contenere l’iniziativa del Munster per lunghi tratti del match. Da segnalare in particolare il grandissimo lavoro difensivo di Canali, Ortombina e Stavile con rispettivamente 18, 17 e 16 placcaggi. Con il passare dei minuti, però, la pressione dei padroni di casa aumenta. Al 64’ è Kendellen a trovare la meta dopo una serie insistita di cariche ravvicinate degli avanti irlandesi, con Hanrahan che trasforma per il 14-7. A dieci minuti dalla fine Munster allunga ulteriormente con Barron, che finalizza un maul avanzante portando il punteggio sul 21-7. Per le Zebre restano indicazioni positive, in particolare per la solidità difensiva mostrata per lunghi tratti e per la capacità di rimanere in partita contro un avversario di alto livello, mentre nel finale pesa la difficoltà nel contenere le fasi ravvicinate e l’avanzamento del pack irlandese.
News | 01/03/2026
Come si prepara una partita? Il lavoro atletico, tecnico e mentale di un arbitro: le risposte di Paolo Bonanno
Vale per i giocatori, ma vale anche per gli arbitri: la partita si prepara – e forse si decide – molto prima di quegli 80 minuti. Il lavoro della settimana è ciò che permette a ogni arbitro di arrivare pronto al match, come racconta Paolo Bonanno, giovane arbitro di 20 anni di Catania, appartenente al settore arbitrale della Serie B. Nel suo percorso ha già diretto gare di Serie C, Under 18 nazionale, Under 16 e Under 14, e ha raccontato come si conciliano preparazione atletica, studio della partita e Università. La preparazione atletica Una delle priorità è chiaramente la preparazione atletica e il lavoro sulla condizione fisica: “Durante la settimana io almeno mi alleno quattro o cinque volte a settimana, a seconda del livello di fatica della partita della domenica. Capita che in alcune giornate, soprattutto nei campi più pesanti, le gambe ne risentano di più, e in quel caso faccio un giorno di riposo in più. Altrimenti mi alleno dal lunedì al venerdì, il sabato riposo e la domenica vado in campo. Generalmente c’è una prima parte di lavoro muscolare e una seconda di cardio, che forse è la più importante: si varia dal classico tapis roulant al rowing, tipico del crossfit. Principalmente mi alleno in palestra, ma almeno una volta alla settimana cerco di andare al campo in cui dovrò arbitrare per fare delle valutazioni. E poi è importante sfruttare tutte le occasioni che capitano: ho la fortuna di avere ottimi rapporti con tutte le squadre qui in Sicilia, quindi capita che mi chiedano di venire ad arbitrare qualche amichevole, e per noi arbitri è molto importante per poter lavorare con i giocatori in campo. Una cosa che consiglio soprattutto agli esordienti è quella di lavorare con persone più grandi, che hanno più esperienza. Personalmente ho lavorato tantissimo con il mio formatore, l’arbitro Danilo Parisi, che ha esordito da poco in Serie A Elite: seguire i suoi movimenti, stargli dietro proprio in campo, permette di emularlo, perché vederlo in video non è la stessa cosa. Devi capire da vicino cosa fa, perché si posiziona da una parte piuttosto che dall’altra, perché prende quella decisione. Il campo si deve tastare. Non possiamo solamente correre, correre, correre e poi arrivare in campo un po’ spiazzati. Però quelle sono cose che vengono sia con lo studio teorico, quindi dai video, sia con l’applicazione pratica, soprattutto grazie ai formatori, e sia dalla volontà nostra personale di allenarci il più possibile”. Lo studio delle partite Oltre all’allenamento, un ruolo centrale è occupato dalla preparazione tecnica. Come spiega Bonanno, la conoscenza delle squadre è fondamentale: “Quando arbitro nella mia regione le squadre ormai le conosco tutte, quindi è anche più facile prepararsi perché la parte di studio al video richiede meno tempo. Quando invece devo dirigere squadre che non ho mai arbitrato, soprattutto se lo so un po’ di tempo prima, la parte di studio può richiedere anche 4-5 giorni con una media di un paio d’ore al giorno. Si guardano le partite delle due squadre, il modo in cui giocano, le infrazioni che commettono più spesso, in modo da arrivare alla domenica preparati e lavorare sulla prevenzione fin dal briefing pre-partita. Ad esempio, se vedo che magari una squadra è più predisposta, in mischia avanzante, a far uscire l’otto piuttosto che fare una giocata con i tre quarti, io già so in anticipo, grazie allo studio, dove posizionarmi per non interferire nel gioco e avere la visuale migliore per intervenire all’evenienza". La differenza d’età Uno degli aspetti più delicati per un arbitro così giovane è il confronto con giocatori molto più grandi ed esperti, come accaduto in Serie C: "Arbitrare in Serie C, dove ho esordito a 18 anni, è stato particolare: puoi trovarti ad arbitrare persone di 40 anni. Da questo punto di vista, inizialmente, non era facile imporre le proprie decisioni, ma dobbiamo farlo comunque: quando siamo in campo ci dobbiamo imporre, soprattutto nei campionati regionali in cui non abbiamo degli assistenti che magari possono confermare o ribaltare quello che noi abbiamo visto. Il fattore chiave è essere chiaro con i giocatori in campo, avere sempre in mano la partita e far capire ai giocatori di essere in controllo del match, questo lo percepiscono e li tranquillizza molto. Quindi, prima di tutto, per me è importante fare prevenzione. Perché se c’è un calcio e i giocatori, magari stanchi – perché comunque parliamo di un campionato amatoriale – dimenticano di dover tornare indietro rispetto a chi ha calciato la palla, facendo prevenzione, dicendo 'numero due, torna indietro’ fai capire che sei ‘dentro’ la partita, e se anche dovessi fischiargli un fuorigioco alla fine, sarà consapevole del fatto che prima gliel’avevo segnalato, e quindi non si agiterà nel momento in cui gli assegno un calcio di punizione contro. La chiave secondo me è questa: chiarezza nella prevenzione, chiarezza dei segnali”. Arbitraggio, studio e lavoro Il rugby di base è fatto di passione, ma anche di tanti impegni al di fuori del rugby, che si tratti di studio o lavoro. Nel caso di Bonanno c’è l’Università, che deve convivere in qualche modo con il rugby: "È un aspetto su cui ho dovuto lavorare abbastanza. Sono all’inizio del secondo anno di una laurea triennale in Economia Aziendale. Il primo semestre dello scorso anno è stato un po’ difficile, perché ho fatto fatica a far convivere tutto, invece adesso ho trovato il mio equilibrio e sto andando bene anche in Università. Ho anche la fortuna di aver trovato una palestra molto ben fornita a 50 metri dalla mia Università, ed è un grande vantaggio. È importante costruirsi una routine: preparare la sera prima tutto il materiale, sia accademico e sportivo, per poter fare quelle 6-8 ore di lezione al giorno, mangiare un paio d’ore prima di andare in palestra, allenarsi, tornare a casa e rivedere gli appunti della giornata”.
Arbitri | 26/02/2026
Sei Nazioni: la Francia esce alla distanza e batte 33-8 l’Italia
Contro la squadra più in forma del Sei Nazioni l'Italia combatte, tiene duro ma cede alla distanza e viene battuta 33-8 da una Francia che è riuscita a chiudere la pratica solo negli ultimi 10 minuti. Il parziale, dopo i primi 70', era infatti di 19-8 con gli Azzurri (oggi in maglia rossa) che avevano tenuto bene le tante sfuriate di Dupont e compagni. È mancata la concretezza nelle tanti occasioni create in attacco, mentre i Bleus sono riusciti a marcare punti nei momenti decisivi, conquistando altri 5 punti e riportandosi in testa alla classifica a punteggio pieno. Per la squadra di Quesada meta di Capuozzo e calcio di punizione di Garbisi. Gli Azzurri torneranno in campo sabato 8 marzo a Roma contro l'Inghilterra. La cronaca di Francia-Italia Capuozzo subito messo sotto pressione dai calci dalla base di Dupont, con Dréan che lo mette nel mirino. Tanti palloni alti da una parte e dall'altra, poi Lynagh vince la battaglia aerea con Attissogbe ma il pallone - toccato all'indietro - finisce nelle mani di Dupont che accelera immediatamente e con il piede innesca la corsa di Bielle-Biarrey che batte Capuozzo in velocità e segna la prima meta del match, con trasformazione di Ramos. La Francia approfitta del momento per spingere, ma al 6' è bravo Lorenzo Cannone a interrompere con un tenuto una lunga azione dei padroni di casa, poi al 9' un bellissimo intercetto di Zuliani su Ramos disinnesca un altro tentativo francese. Il numero 10 francese si fa perdonare al 13' trovando un gran 50:22 che riporta i suoi in attacco: prima imbucata di Brau-Boarie, poi lunga serie di raccogli e vai con Dupont ad alzare sempre di più il ritmo e a servire Meafou per la seconda meta. Da un bel placcaggio di Garbisi nasce il calcio di punizione che porta l'Italia in attacco per la prima volta. Touche vinta bene da Niccolò Cannone e grande ingresso centrale di Lynagh, poi però Zuliani perde l'ovale in avanti. Sulla mischia successiva la Francia guadagna un calcio di punizione con Gros su Ferrari. Ramos non trova la touche, l'Italia riparte con Marin e Capuozzo che aprono un varco sul lato destro, sostegno di Lynagh che viene fermato a un passo dalla linea di meta e l'azione sfuma. Dall'altra parte invece la Francia non perdona e al 29' va a segno con Ramos dopo una gran ripartenza di Gailleton, che interviene su un pallone vagante dopo una rimessa lunga di Nicotera e poi trova il sostegno del mediano francese per il 19-0. La reazione italiana è affidata ad Ange Capuozzo, che con un bel calcio-passaggio trova Lynagh sul lato destro. Pallone per Menoncello che con un bel calcio mette sotto pressione Ramos e Attissogbe, che non riescono a liberare un pallone che rimane lì e viene raccolto proprio da Capuozzo, il più veloce di tutti a schiacciare. L'Italia risponde anche in mischia, con un bel calcio conquistato da Fischetti. Garbisi mette dentro i punti del 19-8. Nel finale di frazione un avanti di Zambonin concede un'ultima mischia alla Francia, ma uno strepitoso Garbisi salva su Gailletton lanciato verso la bandierina. A inizio secondo tempo arriva subito un altro calcio di punizione in mischia, con cui l'Italia torna nei 22, ma Zambonin viene anticipato sul lancio di Nicotera. Dall'altra parte uno strepitoso Menoncello per due volte interrompe due pericolose azioni francesi. La prima metà della ripresa è bloccatissima: tanta battaglia aerea, tante mischie e tanti errori da entrambe le parti a metà campo. La rimessa laterale azzurra continua a fare fatica, e al 62' la Francia ritorna in attacco ma sbatte contro un'ottima difesa italiana. Il neoentrato Spagnolo guadagna un altro calcio di punizione che permette all'Italia di tornare nei 22, ma l'occasione sfuma in rimessa laterale, mentre dall'altra parte Lynagh viene ammonito per un avanti volontario proprio a 10 minuti dal termine. La Francia va in touche, avanza con la maul e poi va a segno con il debuttante Dréan, servito da un calcio-passaggio perfetto di Ramos. Nel finale arriva anche la meta di Gailleton per il 33-8. Nel finale l'Italia ritorna in attacco, ma non riesce ad accorciare le distanze. I francesi conquistano altri 5 punti e si confermano in testa alla classifica a punteggio. Lille, Stade Pierre Mauroy, 22 febbraio 2026Guinness Men’s Six Nations - III turnoFrancia v Italia 33-8 (19-8)Marcatori: p.t 4’m. Bielle-Biarrey tr. Ramos (7-0); 15’m. Meafou (12-0); 29’ m. Ramos tr. Ramos (19-0); 32’m. Capuozzo (19-5); 40’cp. P. Garbisi (19-8) s.t 31’m. Drean tr. Ramos (26-8); 38’st m. Gailleton tr. Ramos (33-8)Francia: Attissogbe; Drean, Gailleton (19’-27’st. temp. Barassi), Brau-Boirie (27’st Barassi); Bielle-Biarrey; Ramos, Dupont (Cap, 36’st Serin); Jelonch (35’st. Guillard), Jegou (15’st Ollivon), Cros (15’st Nouchi); Meafou, Flament; Aldegheri (14’st Colombe), Marchand (19’st Mauvaka), Gros (38’pt. Neti)all. Fabien GalthiéItalia: Capuozzo (32’st Odiase); Lynagh, Menoncello, Marin, Ioane (28' st Odogwu); P.Garbisi, Fusco (21’st A.Garbisi); L.Cannone, Zuliani, Lamaro; Zambonin (14’st Favretto), N.Cannone (14’st Ruzza); Ferrari (14’st Zilocchi), Nicotera (14’st Dimcheff), Fischetti (14’st Spagnolo)all. Gonzalo Quesadaarb: Andrew Brace (IRFU)AA: Luke Pearce (RFU); Eoghan Cross (IRFU)TMO: Olly Hodges (IRFU)Cartellini: 30’ st giallo a Lynagh (Italia)Calciatori: Ramos (4/5); P.Garbisi (1/2)Player of the Match: Emmanuel Meafou (Francia)Note: Giornata fredda, stadio sold out, esordio con la maglia della Francia per DreanPunti in classifica: Francia 5; Italia 0
Italia | 22/02/2026
Sei Nazioni 2026: la presentazione di Francia-Italia
L’Italia è chiamata alla prova più dura nel suo momento migliore: dopo il successo sulla Scozia e l’impresa sfiorata contro l’Irlanda, gli Azzurri sfideranno la Francia domenica 22 febbraio alle 16.10 alla Decathlon Arena – Stade Pierre Mauroy di Lille. Una partita difficilissima contro la capolista e dominatrice del Sei Nazioni: la Francia ha conquistato 10 punti nelle prime 2 partite, senza sbagliare praticamente nulla. Dall’altra parte però c’è un’Italia che vuole giocarsela con tutti e che vuole dare continuità alle prestazioni che sta offrendo lungo tutta la stagione 2025-26. Come arriva la Francia La Francia ha dominato le prime due partite, battendo l’Irlanda 36-14 e il Galles 52-12 e conquistando in entrambe le occasioni il punto di bonus molto prima della fine della partita. L’impressione è che i Bleus dopo aver guadagnato un primo vantaggio abbiano gestito, e questo lascia ancora delle incognite sulle loro reali potenzialità. Il compito dell’Italia sarà proprio questo: portare la Francia al limite, costringerla a giocare 80 minuti a gas sempre aperto e provare a metterle più pressione possibile nei momenti chiave della partita. Come arriva l’Italia L’Italia ha conquistato 5 punti nelle prime 2 partite, frutto di una vittoria per 18-15 sulla Scozia e di una sconfitta per 20-13 a Dublino contro l’Irlanda, in un match in cui gli Azzurri hanno sfiorato uno storico pari. Come sottolineato da Gonzalo Quesada e dai giocatori, il focus rimane costantemente sulla prestazione, come modo per crescere e come mezzo per arrivare al risultato: di fronte all’impegno più difficile – in casa dei dominatori del torneo – sarà necessario alzare ulteriormente il livello. Ogni singolo dettaglio potrà fare la differenza di fronte a una Francia che giocherà a ritmi altissimi. Tutte le informazioni per seguire Francia-Italia La sfida tra Francia e Italia della terza giornata del Sei Nazioni 2026 si giocherà domenica 22 febbraio alle 16.10 alla Decathlon Arena – Stade Pierre Mauroy di Lille. Il match sarà trasmesso in diretta tv su Sky Sport Arena e in chiaro su tv8 e in diretta streaming su NOW e gratis su tv8.it. L’arbitro del match sarà Andrew Brace, coadiuvato dal connazionale Eoghan Cross e dall’inglese Luke Pearce. Al TMO l’irlandese Olly Hodges, al bunker il gallese Ben Whitehouse. Le formazioni di Francia-Italia Francia: 15 Théo Attissogbe, 14 Gaël Dréan, 13 Émilien Gailleton, 12 Fabien Brau-Boirie, 11 Louis Bielle-Biarrey, 10 Thomas Ramos, 9 Antoine Dupont, 8 Anthony Jelonch, 7 Oscar Jegou, 6 François Cros, 5 Emmanuel Meafou, 4 Thibaud Flament, 3 Dorian Aldegheri, 2 Julien Marchand, 1 Jean-Baptiste Gros. A disposizione: 16 Peato Mauvaka, 17 Rodrigue Neti, 18 Georges-Henri Colombe, 19 Charles Ollivon, 20 Mickaël Guillard, 21 Lenni Nouchi, 22 Baptiste Serin, 23 Pierre-Louis Barassi. Italia: 15 Ange Capuozzo, 14 Louis Lynagh, 13 Tommaso Menoncello, 12 Leonardo Marin, 11 Monty Ioane, 10 Paolo Garbisi, 9 Alessandro Fusco, 8 Lorenzo Cannone, 7 Manuel Zuliani, 6 Michele Lamaro (C), 5 Andrea Zambonin, 4 Niccolò Cannone, 3 Simone Ferrari, 2 Giacomo Nicotera, 1 Danilo Fischetti. A disposizione: 16 Pablo Dimcheff, 17 Mirco Spagnolo, 18 Giosuè Zilocchi, 19 Federico Ruzza, 20 Riccardo Favretto, 21 David Odiase, 22 Alessandro Garbisi, 23 Paolo Odogwu
Italia | 22/02/2026
Sei Nazioni U20: un’Italia combattiva cede 32-17 alla Francia
Una buona Italia sogna per 50 minuti, tiene sotto scacco la Francia ma cede nell'ultima mezz'ora. I Bleus si confermano la squadra più in forma del Sei Nazioni under 20 e passano 32-17 a Lille contro un'Italia che ha comunque mostrato ulteriori segnali di crescita in un match che alla vigilia si prospettava complicatissimo. I ragazzi di Di Giandomenico sono andati in vantaggio subito con Brasini, poi dopo la reazione francese sono ritornati sotto con la meta di Pelli e il piazzato di Celi per il 17-17, prima di cedere nel finale. L'Italia under 20 tornerà in campo venerdì 6 marzo a Monigo contro l'Inghilterra. La cronaca di Francia-Italia Le condizioni climatiche rendono il match molto complicato da giocare per entrambe le squadre. La prima occasione è per l'Italia e arriva dopo 9 minuti: gli Azzurrini vanno in touche, avanzano con una lunga serie di cariche. Varotto ci prova in prima persona, poi arriva Brasini che finalizza per il vantaggio italiano, con trasformazione di Braga. La Francia risponde affidandosi alla mischia ordinata, che guadagna un primo calcio di punizione: i Bleus vanno in rimessa, la loro maul viene respinta ma poi Andjisseramatchi trova di forza lo spazio per marcare. Kretchmann colpisce il palo: l'Italia rimane davanti 7-5. Al 17' l'arbitro punisce severamente un intervento di spalla di Opoku su Kouo: rosso da 20 minuti e Azzurrini in 14. La Francia ne approfitta subito, Turpin prova a uscire dal frontale, riesce a girarsi a contatto e serve all'indietro l'accorrente Guillaud - appena entrato - che marca la seconda meta dei padroni di casa: 12-7. La mischia italiana, in 7, resiste bene agli assalti francesi e addirittura sfiora il nuovo vantaggio: gran break di Pelli che rompe di forza la linea difensiva francese e poi serve Spreafichi per la meta, ma la palla è in avanti e la marcatura viene annullata. La squadra di Andrea Di Giandomenico resta in attacco, anche grazie agli ottimi calci di Braga che consentono un buon guadagno territoriale. Al 28' Faissal va a contendere un pallone in aria e in caduta riesce a calciarlo in avanti, Zwiller non controlla il pallone e lo fa finire in area di meta, con Tilloles che anticipa Varotto e annulla, ma siccome l'ovale è portato dentro si riparte con una mischia ai 5 metri per l'Italia. Prime linee stabili, poi però gli Azzurrini non riescono a sfruttare l'opportunità e si arenano a un passo dalla linea di meta. Dall'altra parte invece la Francia non perdona: altro break di Andjisseramatchi che viene fermato da Casarin ma in qualche modo riesce a servire Tilloles per la meta del 17-7. Dopo un momento di difficoltà l'Italia trova un'altra grande reazione: touche vinta in attacco, Pelli guida una maul sempre avanzante e al momento giusto va a schiacciare per il 17-14 con trasformazione di Braga. Nello stesso momento, Di Giandomenico recupera un uomo e può inserire Fardin al posto dell'espulso Opoku. Il primo tempo finisce così. Il secondo tempo inizia con una brutta notizia: Braga è costretto ad uscire, al suo posto Vitale. Cambia l'inerzia della mischia ordinata, con l'Italia che a inizio secondo tempo si dimostra dominante. Al 50' Celi ne approfitta per trovare il calcio del pareggio. La Francia però risponde subito con il solito Andjisseramatchi a dare il via all'azione: Tilloles serve Kouo che anticipa Faissal e segna il 22-17 con Kretchmann che non trova la trasformazione. La Francia però continua a spingere e al 57' trova la quinta meta: prima un 50:22, poi un altro calcio di punizione guadagnato e i Blues arrivano ai 5 metri, il drive completa il lavoro con il capitano Marzullo che marca per il 29-17 con trasformazione del neoentrato Keletaona. Il mediano francese allunga ulteriormente dalla piazzola per il 32-17. Nel momento più complicato l'Italia si riporta in attacco, ma spreca due rimesse laterali importanti, poi la Francia ritrova il possesso e gestisce il vantaggio fino alla fine, senza più concedere occasioni agli Azzurrini. Finisce 32-17 per la Francia, che porta a casa 5 punti e sale a quota 15 in classifica, l'Italia rimane al sesto posto con 2 punti. Lille, Stade Metropole, 21 febbraio 2026U20 Six Nations - III turnoFrancia U20 v Italia U20 32-17 (17-14)Marcatori: p.t m. Brasini 11’ tr. Braga (0-7); 14’ m. Andjisseramatchi (5-7); 18’m. Guillaud tr. Kretchmann (12-7); 31 m Tilloles (17-7); 37’m. Pelli tr. Braga (17-14) s.t 10’cp. Celi (17-17); 12’ m. Kouo Gilbert (22-17); 17’ m. Marzullo tr. Keletaona (29-17); 20’ cp. Keletaona (32-17)Francia U20: Kouo Gilbert (17’-25pt. temp. Guillaud, 14’st Guillaud); Cazemajou (29’st Latrasse, Frier, Rasal, Cellio; Kretchmann (18'st Keletaona), Tilloes; Andjisseramatchi, Couty (6’st Bonnard Martin) , Marzullo (Cap, 21’st Portat); Punti, Veschambre; Turpin (11’st Langlois), Garault (29’st Ratavo), Couturier (11’st Jean-Christophe)all. Cedric LabordeItalia U20: Celi; Faissal, Coluzzi (20’st Del Sureto), Casarin (Cap), Rossi; Braga (5’st Vitale), Varotto (20'st Teodosio); Sette (23’st Dene), Bianchi, Wilson; Opoku-Gyamfi (38pt. Fardin), Spreafichi; Trevisan (1’st Meroi), Pelli (14’ st De Rossi) Brasini (14’st Messori)all. Andrea Di Giandomenicoarb:Saba Makharadze (GRU)AA: Saba Abulashvili (GRU); Mariam Goguadze (GRU)TMO: Soso Japaridze (GRU)Cartellini: 16’pt. rosso a Opoku-Gyamfi (Italia); 42’ stgiallo a Teodosio (Italia); 42’ st giallo a Rasal (Francia)Calciatori: Braga (2/2); Kretchmann (1/3); Celi (1/1); Keletaona (2/3)Player of the Match: Andjisseramatchi (Francia)Note: Serata Fredda e piovosaPunti in classifica: Francia U20 5; Italia U20 0
Italia U20 | 21/02/2026
Sei Nazioni under 20: la presentazione di Francia-Italia
È forse il match più difficile del Sei Nazioni under 20: l’Italia di Andrea di Giandomenico vola a Lille per affrontare la Francia, dominatrice del torneo con 10 punti conquistati nelle prime due partite. Sarà una grande prova di maturità per gli Azzurrini, che nel match contro l’Irlanda hanno ritrovato le prestazioni che cercavano, ma che hanno ancora bisogno di un risultato positivo per sbloccarsi. In Francia sarà durissima, ma anche due anni fa l’Italia partita sfavorita e alla fine riuscì nell’impresa. Di fronte c’è una squadra sempre imprevedibile, soprattutto per la profondità che permette ai Bleus di cambiare 10 giocatori a partita. L’Italia, invece, si affida alle sue certezze e prosegue nel suo percorso di crescita a lungo termine. Si gioca sabato 21 febbraio allo Stadium Lille Metropole (o Stade Nord) alle ore 21. Come arriva la Francia under 20 La Francia finora ha conquistato tutto il conquistabile: 2 vittorie contro Irlanda e Galles con 10 punti su 10 portati a casa. Tutto perfetto? Quasi, perché i Blues hanno alternato delle prestazioni offensive impressionanti a errori difensivi non da poco, subendo 21 punti contro gli irlandesi e 24 contro i gallesi, pur vincendo rispettivamente 50-21 e 34-24. La Francia appare come una squadra quasi perfetta, ma con qualche punto debole che l’Italia dovrà sfruttare per restare attaccata al match e provare a giocarselo fino alla fine. La grande profondità francese da un lato permette ai Bleus di schierare una formazione sempre fresca e senza punti di riferimento per gli avversari, dall’altro rende il gioco meno rodato, soprattutto a livello difensivo. E non è un caso che le fasi statiche siano state altalenanti nelle prime due partite. Ciò che ha fatto la differenza però è stato l’impressionante talento mostrato nel gioco aperto: la Francia è piena di giocatori completi, fisicamente dominanti e tecnicamente validissimi, e per arginarla c’è un solo modo, limitarne quanto più possibile il possesso. Come arriva l’Italia under 20 Il Sei Nazioni dell’Italia era iniziato male, con una sconfitta per 36-10 contro la Scozia che aveva sorpreso tutti, ma che faceva parte di un percorso di crescita e di adattamento a un gruppo nuovo e soprattutto a un modo di giocare completamente diverso dal recente passato. Già contro l’Irlanda si è vista un’Italia totalmente diversa, capace di rendersi pericolosa soprattutto nel gioco aperto e in situazioni di gioco rotto, ma anche di fare strada a contatto. È mancata ancora un po’ di solidità difensiva, e forse per questo alla fine non è arrivata una vittoria che sembrava alla portata (30-27 per gli irlandesi, con 2 punti di bonus per l’Italia) ma gli Azzurrini arrivano a Lille consapevoli di avere in mano delle carte da giocare per mettere in difficoltà la Francia. Sarà una sorta di prova del fuoco, ma anche un modo per valutare gli Azzurrini al massimo livello possibile. Tutte le informazioni per seguire Francia-Italia under 20 La sfida tra Francia e Italia under 20, valida per la terza giornata del Sei Nazioni di categoria, si giocherà sabato 21 febbraio alle 21 allo Stadium Lille Metropole (o Stade Nord). Il match sarà trasmesso in diretta su Sky Sport Arena e in streaming su NOW. La quaterna arbitrale sarà tutta georgiana, con Saba Makharadze a dirigere il match, coadiuvato dagli assistenti Saba Abulashvili e Mariam Goguadze. Al TMO Soso Japaridze. Le formazioni di Francia-Italia under 20 Francia U20: 15 Joachim Senga Kouo, 14 Dylan Cazemajou, 13 Timéo Frier, 12 Bastien Rasal, 11 Paul Cellio Zwiller, 10 Gabin Kretchmann, 9 Baptiste Tilloles, 8 Lucas Andjisseramatchi, 7 Rémi Couty, 6 Marceau Marzullo (C), 5 Nils Punti, 4 Baptiste Veschambre, 3 Maël Turpin, 2 Gabin Garault, 1 Liam Couturier A disposizione: 16 Antonio Ratavo, 17 Samuel Jean-Christophe, 18 Alexandre Langlois, 19 Alban Portat, 20 Roméo Bonnard Martin, 21 Antoine Latrasse, 22 Luka Keletaona, 23 Axel Guillaud Italia U20: 15 Pietro Celi, 14 Malik Faissal, 13 Daniele Coluzzi, 12 Riccardo Casarin (C), 11 Luca Rossi, 10 Francesco Braga, 9 Nikolaj Varotto, 8 Davide Sette, 7 Carlo Antonio Bianchi, 6 Jaheim Noel Wilson, 5 Enoch Opoku-Gyamfi, 4 Marco Spreafichi, 3 Luca Trevisan, 2 Valerio Pelli, 1 Christian Brasini A disposizione: 16 Jacopo De Rossi, 17 Giacomo Messori, 18 Erik Meroi, 19 Simone Fardin, 20 Inza Dene, 21 Alessandro Teodosio, 22 Edoardo Vitale, 23 Thomas Del Sureto
Italia U20 | 21/02/2026
Quesada ritrova Capuozzo, Galthié cambia le seconde linee: l’analisi delle formazioni di Francia-Italia
Tante conferme nelle formazioni di Francia-Italia, con pochi – ma importantissimi – cambi da entrambe le parti. Considerando solo i XV titolari, Gonzalo Quesada ritrova Ange Capuozzo dopo l’infortunio alla mano che lo ha tenuto fuori per due mesi. Fabien Galthié invece effettua due cambi tattici, rinunciando alle ormai celebri cinque terze linee per schierare due seconde di ruolo: Flament e Meafou, per garantire peso e centimetri alla mischia in una partita dalle tante chiavi tattiche. Gioco aperto Italia e Francia sono le due squadre che “giocano” di più: hanno dei trequarti pericolosi, capaci di attaccare la linea ma di sorprendere anche l’avversario in velocità. E in questo senso il ritorno di Capuozzo è fondamentale, soprattutto considerando che i Blues punteranno tantissimo sulle accelerazioni di uno scatenato Bielle-Biarrey, capace di saltare sempre il primo avversario. Grande attenzione quindi su Lynagh, che se lo troverà davanti, e poi lo stesso Capuozzo sarà chiamato eventualmente a giocarsela in velocità con l’ala francese sui palloni che Jalibert e Ramos potrebbero calciare cercando la profondità del campo. Dall’altra parte, l’imprevedibilità del ruolo da doppio regista di Marin e le imbucate di Menoncello potrebbero mettere in difficoltà una coppia di centri forte ma non espertissima come quella formata da Brau-Boirie e Gailleton. Attenzione come sempre a Monty Ioane, che se innescato con costanza potrebbe mettere in difficoltà Attissogbe. I cambi in mischia La mischia italiana ora fa paura. Galthié lo sa, ne ha riconosciuto apertamente la forza in conferenza stampa e ha preso le sue contromisure: niente più cinque terze linee, spazio a due seconde “pure” in sala macchine con Flament e Meafou che ritrovano una maglia da titolare al posto di Ollivon e Guillard, che con il loro dinamismo avevano fatto la differenza contro Irlanda e Galles. In questa occasione Galthié ha bisogno di contrastare la mischia italiana con chili e centimetri. Sarà importante anche la battaglia in mezzo al campo. La coppia di flanker formata da Lamaro e Zuliani è ormai una garanzia dal punto di vista della difesa e del workrate, mentre i fratelli Cannone dopo due giornate sono i giocatori con più placcaggi nel torneo: 37 Lorenzo e 35 Niccolò. Episodi Si prospetta un match molto combattuto, con la difesa italiana che dovrà confermarsi difficile da superare e con entrambe le squadre che possono trovare l’imbucata giusta in qualsiasi momento. Sarà un match molto orientato alla ricerca degli spazi, ma senza tralasciare il piede. Non ci si aspetta molto ping-pong, ma entrambe le squadre useranno i calci come vera e propria arma offensiva: nelle prime due giornate i calci dalla base di Fusco e gli up&under di Garbisi sono serviti a mandare in avanscoperta Ioane e Lynagh, o per riconquistare il pallone o per mettere pressione agli avversari con placcaggi durissimi. Dall’altra parte la Francia ha spesso provato a innescare Bielle-Biarrey e Attissogbe con dei calci-passaggi calibrati perfettamente da Jalibert o con dei calcetti verso l’angolo di Ramos. Proprio l’estremo francese sarà un elemento chiave anche dal punto di vista della disciplina, uno dei “nei” azzurri di queste prime due giornate: se la Francia dovesse decidere di piazzare, Ramos può punire gli Azzurri da qualsiasi posizioni, e allo stesso modo se i padroni di casa dovessero decidere di andare in touche, il numero 15 di Tolosa potrebbe mandare i compagni nei 22 ovunque si trovi. Fondamentale, quindi, non concedere falli gratuiti. E poi c’è il fattore X per eccellenza: Antoine Dupont. Quando si accende può fare tutto: per questo, più che contrastarlo nell’uno contro uno, sarà fondamentale creare una ragnatela difensiva in grado di rispondere alle giocate del numero 9 francese. Le panchine Due scelte da un lato similari e dall’altro opposte in panchina per Quesada e Galthié. Anche se entrambe le formazioni presentano un 6+2, l’Italia ha a disposizione giocatori molto fisici come Favretto e Odiase e un totem come Ruzza in grado di garantire esperienza ed equilibrio, oltre ovviamente a una prima linea di riserva che potrà come sempre fare la differenza, aggiungendo forze fresche come Dimcheff e Zilocchi. Dall’altro lato, invece, Galthié potrebbe riproporre a partita in corso quanto visto nelle prime due sfide, con Ollivon e Guillard dentro a garantire potenza e dinamismo per alzare ulteriormente il ritmo. L’altra chiave sarà la sfida tra i due mediani di mischia, con l’imprevedibilità di Serin e le capacità di gestione del possesso di Alessandro Garbisi. Le formazioni di Francia-Italia Francia: 15 Thomas Ramos, 14 Théo Attissogbe, 13 Émilien Gailleton, 12 Fabien Brau-Boirie, 11 Louis Bielle-Biarrey, 10 Matthieu Jalibert, 9 Antoine Dupont, 8 Anthony Jelonch, 7 Oscar Jegou, 6 François Cros, 5 Emmanuel Meafou, 4 Thibaud Flament, 3 Dorian Aldegheri, 2 Julien Marchand, 1 Jean-Baptiste Gros. A disposizione: 16 Peato Mauvaka, 17 Rodrigue Neti, 18 Georges-Henri Colombe, 19 Charles Ollivon, 20 Mickaël Guillard, 21 Lenni Nouchi, 22 Baptiste Serin, 23 Pierre-Louis Barassi. Italia: 15 Ange Capuozzo, 14 Louis Lynagh, 13 Tommaso Menoncello, 12 Leonardo Marin, 11 Monty Ioane, 10 Paolo Garbisi, 9 Alessandro Fusco, 8 Lorenzo Cannone, 7 Manuel Zuliani, 6 Michele Lamaro (C), 5 Andrea Zambonin, 4 Niccolò Cannone, 3 Simone Ferrari, 2 Giacomo Nicotera, 1 Danilo Fischetti. A disposizione: 16 Pablo Dimcheff, 17 Mirco Spagnolo, 18 Giosuè Zilocchi, 19 Federico Ruzza, 20 Riccardo Favretto, 21 David Odiase, 22 Alessandro Garbisi, 23 Paolo Odogwu
Italia | 20/02/2026
Sei Nazioni U20: l’Italia ritrova Celi, la Francia ne cambia dieci. L’analisi delle formazioni
Due approcci completamente diversi per Francia e Italia under 20, che si affronteranno sabato alle 21 a Lille: quattro cambi per Andrea di Giandomenico, addirittura dieci per Cedric Laborde. L’Italia ritrova Pietro Celi, dopo la bruttissima botta presa contro la Scozia, mentre in mediana arriva la prima opportunità da titolare per Nikolaj Varotto. Gli altri due cambi sono davanti, con Wilson che esordisce dal primo minuto in terza linea accanto a Bianchi e Sette mentre accanto a Opoku c’è Spreafichi. La Francia, invece, conferma solo 5 giocatori rispetto al match vinto con il Galles: l’estremo Kouo, l’ala Cazemajou, il centro Frier, il terza linea e capitano Marzullo e il seconda linea Veschambre. Velocità pura La Francia è la squadra che si è dimostrata in grado di giocare al ritmo più alto in questo Sei Nazioni: è una squadra completa, con un estremo come Senga Kouo che sa usare il piede ma attacca anche la linea, mentre l’incognita maggiore è rappresentata dalla mediana, con il tecnico che darà una possibilità a Tilloles e Kretchmann al posto dei titolari Latrasse e Luka Kelatona, capaci di far viaggiare i Bleus a ritmi altissimi. Davanti, poi, tanti ballcarrier: il pilone destro Turpin, le seconde linee Veschambre e Punti (che ha saltato il match col Galles per infortunio) e soprattutto il numero 8 Andjisseramatchi. Già in meta contro l’Irlanda, è uno dei leader del gruppo, fisicamente imponente, in grado di portare avanti il pallone per linee dirette ma anche di uscire dal frontale. Attenzione soprattutto all’ingresso dalla panchina del mediano di mischia Latrasse, un giocatore completo che sa far viaggiare la squadra a ritmi alti ma che soprattutto ama attaccare la linea in prima persona, mettendo sempre un punto interrogativo nella mente dei difensori avversari. Le risposte dell’Italia L’Italia ha uno stile di gioco simile, ma avrà bisogno di un passo in più in avanti per riuscire a reggere il ritmo dei Bleus. I giocatori per farlo ci sono: Faissal è il migliore del torneo per difensori battuti (14) e potrà andare a mettere sotto pressione i trequarti francesi anche nel gioco aereo. Inoltre, giocatori come Bianchi (miglior placcatore del torneo con 35 interventi e 5 placcaggi dominanti) e Casarin (strepitoso nel breakdown) possono rallentare i possessi francesi. E poi c’è la fisicità di Opoku, che si è distinto soprattutto per il workrate in attacco. La Francia, infatti, si è dimostrata fortissima palla in mano, ma fa più fatica quando ha meno possesso e in difesa non è perfetta, come dimostrano i 21 punti concessi con l’Irlanda e i 24 contro il Galles. Per vincere, quindi, i Bleus hanno bisogno di fare tanti punti, e se gli Azzurrini dovessero riuscire ad arginare l’attacco avversario il match potrebbe prendere un’altra direzione. Fasi statiche La chiave del match saranno le fasi statiche, gli unici fondamentali dove la Francia non ha del tutto brillato. Nonostante l’imponente fisicità la mischia francese non è sempre stata performante, mentre la rimessa laterale si affida soprattutto ai due metri di Veschambre, ma non è sempre costante e può essere messa in difficoltà. Sporcare il possesso alla Francia nelle fasi statiche significherebbe impedire le loro accelerazione e rendere il match molto più complicato. La scelta di cambiare la mediana (e di rinunciare al pericolosissimo Melvyn Rates) all’ala potrebbe rendere la manovra francese meno fluida all’inizio, ma servirà un’Italia precisa e ben posizionata in difesa. Contro l’Irlanda gli Azzurri hanno difeso benissimo vicini al punto d’incontro, ma hanno concesso troppo al largo, e questo contro la Francia è un rischio che non bisogna correre. Le formazioni di Francia-Italia under 20 Francia U20: 15 Joachim Senga Kouo, 14 Dylan Cazemajou, 13 Timéo Frier, 12 Bastien Rasal, 11 Paul Cellio Zwiller, 10 Gabin Kretchmann, 9 Baptiste Tilloles, 8 Lucas Andjisseramatchi, 7 Rémi Couty, 6 Marceau Marzullo (C), 5 Nils Punti, 4 Baptiste Veschambre, 3 Maël Turpin, 2 Gabin Garault, 1 Liam Couturier A disposizione: 16 Antonio Ratavo, 17 Samuel Jean-Christophe, 18 Alexandre Langlois, 19 Alban Portat, 20 Roméo Bonnard Martin, 21 Antoine Latrasse, 22 Luka Keletaona, 23 Axel Guillaud Italia U20: 15 Pietro Celi, 14 Malik Faissal, 13 Daniele Coluzzi, 12 Riccardo Casarin (C), 11 Luca Rossi, 10 Francesco Braga, 9 Nikolaj Varotto, 8 Davide Sette, 7 Carlo Antonio Bianchi, 6 Jaheim Noel Wilson, 5 Enoch Opoku-Gyamfi, 4 Marco Spreafichi, 3 Luca Trevisan, 2 Valerio Pelli, 1 Christian Brasini A disposizione: 16 Jacopo De Rossi, 17 Giacomo Messori, 18 Erik Meroi, 19 Simone Fardin, 20 Inza Dene, 21 Alessandro Teodosio, 22 Edoardo Vitale, 23 Thomas Del Sureto
Italia U20 | 20/02/2026
Francia-Italia, Gallorini ricorda l’impresa di Beziers 2024: “Una partita indimenticabile, e che bello dominare in mischia così”
Una partita indimenticabile. A Beziers, il 23 Febbraio 2024, l’Italia under 20 ha scritto una pagina di storia del rugby italiano, battendo per la prima volta i pari età della Francia, peraltro in trasferta. Quel 23-20 in casa dei francesi (mete di Casilio, Scalabrin e Botturi, con una trasformazione e due piazzati di Pucciariello) è una partita che rimarrà per sempre nella mente di chi l’ha giocata, come racconta il player of the match di quella serata, Marcos Gallorini, pilone del Benetton: “Dominare in quel modo in mischia fu davvero incredibile, una grande soddisfazione e soprattutto una delle chiavi per battere una grandissima squadra. Fu importante non solo per avere avanzamento in campo, ma anche per riuscire a guadagnare dei calci di punizione che poi sono risultati decisivi, anche perché avevamo un ottimo calciatore come Martino Pucciariello, e quindi sapevamo che vincere le mischie in attacco ci avrebbe portato a conquistare tre punti sicuri. E poi a ogni mischia vinta si alzava il morale, esultavamo con i compagni, acquistavamo sempre più fiducia. Sicuramente le mischie sono la parte che ricordo di più di quella partita”. Alla prima mischia l’Italia andò a segno con il mediano Casilio: quanto è forte un segnale del genere? “Sicuramente è una cosa che fa la differenza, anche perché mi ricordo che fummo subito dominanti, tanto che in realtà dopo l’avanzamento pensavamo di aver già segnato, perché eravamo arrivati dentro la loro area di meta. Poi invece abbiamo visto che il pallone era schizzato fuori, ma per fortuna Lorenzo è stato bravissimo a concludere l’azione, e questo in qualche modo ci ha caricati. Da lì è cominciata una partita combattutissima, con tanti placcaggi, tanti botta e risposta. Soprattutto i trequarti hanno fatto un lavoro incredibile, perché i francesi erano veramente forti in attacco e sapevamo che un singolo placcaggio sbagliato o un errore di posizionamento poteva costarci 5 o 7 punti, perché i francesi erano bravissimi a sfruttare ogni occasione che riuscivano a creare, e siamo stati bravi a fare in modo che ne creassero poche”. Vi aspettavate di riuscire a imporvi fisicamente? “Era uno degli obiettivi che ci eravamo posti a inizio partita, perché sapevamo che se i loro avanti avessero preso il sopravvento la partita sarebbe diventata molto complicata. In questo modo, tenendoli sotto scacco dal punto di vista fisico, siamo riusciti a mantenere in mano la partita”. L’Italia non aveva iniziato benissimo quel torneo e stava giocando la partita forse più difficile, sentivate la pressione? “Avevamo fatto il miglior Sei Nazioni di sempre nel 2023, e sapevamo che comunque c’erano tante aspettative su di noi, perché venivamo da un anno importante in cui avevamo battuto anche il Sudafrica al Mondiale. Avevamo bisogno di una partita così per confermarci, anche se già con l’Irlanda avevamo fatto una bella prestazione e siamo arrivati in Francia convinti delle nostre possibilità”. L’Italia chiuse il primo tempo davanti 13-8, poi però nella ripresa rimase in 14 per 10 minuti per un cartellino giallo a Bozzo. Fu il momento più difficile della partita: come avete tenuto duro? “In quella fase è venuta fuori una delle principali qualità di quella squadra: il rapporto che c’era nel gruppo, eravamo davvero uniti, e questa cosa ci ha permesso di rimanere compatti anche con un uomo in meno. Nessuno si è tirato indietro, abbiamo tutti dato il massimo fino alla fine. E poi eravamo carichi perché già dopo 2 minuti avevamo vinto un’altra mischia: nella Francia era entrato Sascha Mistrulli, che poi l’anno scorso ha giocato con l’Italia. Quando entrò, alla prima mischia disse “adesso cambia la storia” e invece vincemmo anche quella. Eravamo abbastanza lontani dai pali, infatti stavamo per andare in touche, ma ricordo benissimo che spuntò Dolcetto – il secondo di Massimo Brunello – urlando “Tre punti! Tre punti!”. Quindi cambiammo idea e fu la scelta giusta, perché Martino mise dentro quel calcio e ci portò sul 16-8, oltre il break, che fu poi fondamentale per mantenere il vantaggio anche in 14. Per questo dicevo che Martino fu importantissimo in quella partita, non solo in campo ma anche al piede, in quel Sei Nazioni ci portò davvero tanti punti”. A metà secondo tempo poi l’Italia cambiò tutta la prima linea, e anche con i cambi continuò a dominare, fino alla meta decisiva di Botturi con la mischia che arrivò fino all’area di meta. Come hai vissuto quel finale? “Era un momento difficile perché eravamo sotto 20-16, la Francia aveva rimontato nel secondo tempo. Allo stadio le panchine erano leggermente sopra alcuni posti degli spettatori. Durante quella mischia eravamo praticamente in mezzo ai tifosi francesi che fischiavano, quindi non vedevamo bene e non riuscivamo a capire cosa stesse succedendo: ci siamo resi conto della meta quando abbiamo visto esultare i ragazzi che si stavano riscaldando in quell’area. Fu un momento di grande gioia perché avevamo sofferto molto in quel secondo tempo ed era una fase di stallo in cui sapevamo che un singolo episodio avrebbe deciso la partita”. A proposito di episodi, il finale fu da brividi, con l’ultima rimessa in attacco sbagliata dalla Francia… “In quel momento sentivo proprio la pressione di perdere una partita che meritavamo di vincere. Fare una grande partita e poi perderla così all’ultimo sarebbe stato bruttissimo, se fosse successo posso dire con certezza che avrei ancora oggi il magone a ripensarci. Avevamo dominato in mischia, avevamo combattuto, avevamo placcato: più che per il risultato in sé, sarebbe stato brutto non capitalizzare il lavoro fatto da tutti e 23 quella sera”.
Italia U20 | 20/02/2026
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