Autore: Redazione Onrugby
Sei Nazioni U20 2025: i precedenti tra Scozia e Italia
La prima partita del Sei Nazioni under 20 ha sempre qualcosa di speciale, perché serve ad indirizzare il Torneo e a decidere – per entrambe le formazioni – la strada sarà in salita o in discesa. E poi, nel caso di Scozia e Italia, a livello di numeri la partita è praticamente una sorta di spareggio. I precedenti tra Scozia e Italia Under 20 Da quando esistono le competizioni ufficiali Under 20, Scozia e Italia si sono affrontate 24 volte, con 12 vittorie a testa. Il bilancio, quindi, è totalmente pari. Se si considera invece solo il Sei Nazioni Under 20, allora l’Italia è già davanti con 9 vittorie contro le 8 scozzesi in 17 partite totali. La prima sfida ufficiale risale al 14 marzo 2008: al comunale di Mogliano l’Italia trovò la prima vittoria della sua storia al Sei Nazioni Under 20 battendo la Scozia 14-13. Gli Azzurrini hanno affrontato la Scozia 17 volte nel Sei Nazioni Under 20 (9-8 il parziale), 6 volte al Mondiale Under 20 (2-4 il parziale, con l’Italia che ha vinto le ultime 2 partite disputate, nel 2018 e nel 2019) e una alle Summer Series 2022, vincendo 34-14. La Scozia, però, non batte l’Italia dal 2020 (29-30 a Reggio Emilia), poi tutte le sfide successive sono state appannaggio degli azzurrini: 43-3 nella “bolla” di Cardiff, 27-13 a Treviso, 34-14 ancora a Treviso nelle Summer Series, poi 40-17 a Glasgow e ancora 47-14 a Monigo nel 2024. In terra scozzese, quindi, l’Italia è chiamata a confermare il suo dominio. L’ultima sconfitta in trasferta degli Azzurrini in Scozia risale al 2017, quando persero 38-17 al Broadwood Stadium di Cumbernauld. Le vittorie più belle Fra le tante vittorie, una delle più belle rimane sicuramente quella del Mondiale 2018: prima di tutto perché fino a quel momento gli Azzurrini non erano mai riusciti a battere la Scozia in quel torneo, e poi perché arrivo dopo un match tiratissimo. L’Italia va in vantaggio grazie a una mischia dominante, che al 27’ conquista una meta tecnica demolendo il pack avversario. La Scozia risponde con 2 mete in 5 minuti da parte di Dumbar e Chapman, che allunga dalla piazzola per il 13-7 dell’intervallo. Nella ripresa la meta di Dewhirst e i piazzati di Chapman sembrano chiudere la partita, ma l’Italia reagisce e segna 2 volte con D’Onofrio e Forcucci. Chapman e Rizzi muovono il tabellone dalla piazzola, poi a tempo scaduto l’Italia – in 14 per un cartellino giallo – va a segno con una maul straripante per il 27-26 finale. Nel 2021, invece, è arrivata la vittoria più larga della storia dell’Italia Under 20: a Cardiff, dove si disputava il Sei Nazioni di categoria in campo neutro, la squadra di Brunello si impose 43-3 contro la Scozia. Italia a segno con ben 6 mete: Vaccari, Pani, Neculai, Andreani, Albanese e Spagnolo. Completano il punteggio i calci di Marin e Teneggi. L’ultima sfida Nella quarta giornata del Sei Nazioni 2024 l’Italia ospita la Scozia allo Stadio Monigo di Treviso, e ci arriva sulle ali dell’entusiasmo dopo lo strepitoso successo sulla Francia campione del mondo in carica e dopo aver sfiorato l’impresa anche contro l’Irlanda. Azzurrini subito davanti con la meta di Piero Gritti e poi raggiunti subito da McVie che schiaccia dopo aver ribattuto un calcio dalla base di Jimenez. Al 26’ la Scozia passa in vantaggio con una grande giocata di Fergus Watson, che batte 3 avversari sul lato sinistro e schiaccia in bandierina per il 7-14 con cui si chiude il primo tempo. La ripresa, però, è tutta un’altra storia: Gritti sorprende la difesa scozzese e partendo dalla base della ruck pareggia, poi sale in cattedra Nicholas Gasperini che con 2 mete in 4 minuti mette in cassaforte partita e punto di bonus. L’Italia dilaga: segnano Belloni, Scalabrin e De Villiers per il 47-14 finale. Era successo anche nel 2023: primo tempo di sofferenza (10-5 per la Scozia all’intervallo) e poi dominio nella ripresa per il 17-40 finale a Glasgow.
Italia U20 | 27/01/2025
Italia: i numeri, le storie e le statistiche verso il Sei Nazioni 2025
Si avvicina il debutto dell’Italia alla 26esima edizione del Sei Nazioni, e la Nazionale Italiana si presenta all’appuntamento forte del miglior ruolino della sua storia in un anno solare: gli Azzurri hanno concluso il 2024 con un bilancio totalmente pari, forti di 5 vittorie, un pareggio e 5 sconfitte. Del resto, il 2024 è stato un anno speciale per tanti motivi, 3 su tutti che vanno ad inserirsi con pieno merito tra le statistiche della storia del rugby italiano: il miglior Sei Nazioni di sempre (2 vittorie, un pareggio e 2 sconfitte), il premio di miglior giocatore del Torneo assegnato a Tommaso Menoncello – secondo italiano a conquistarlo dopo Andrea Masi – e l’inserimento di Sergio Parisse nella Hall of Fame di World Rugby. Un po’ di storia In 96 anni di storia e 551 incontri giocati, l’Italia ha ottenuto 205 vittorie, 15 pareggi e 329 sconfitte, mettendo a segno in totale 9818 punti e subendone 13207. Nel 2024 invece, l’Italia ha segnato 244 punti subendone 283. Nel corso della sua storia l’Italia ha conquistato 27 vittorie contro squadre considerate oggi di livello Tier 1: il primo grande successo arrivò contro l’Argentina nel 1978 a Rovigo, con gli Azzurri – guidati da Pierre Villepreux – che sconfissero i Pumas 16-9. Le ultime 2 vittorie contro una Tier 1 sono arrivate nel Sei Nazioni 2024: gli Azzurri hanno sconfitto la Scozia 31-29 in un Olimpico sold out, per poi fare il bis in trasferta battendo il Galles a Cardiff per 24-21, ottenendo peraltro la seconda vittoria di fila nella capitale gallese dopo quella del 2022. La squadra Tier 1 battute più spesso è stata la Scozia con 9 vittorie, di cui 8 conquistate al Sei Nazioni. La vittoria più larga, a livello di distacco, della Nazionale Italiana risale al 18 maggio 1994: l’Italia sconfisse 104-8 la Repubblica Ceca. La peggior sconfitta della storia azzurra risale invece al 1999, quando il Sudafrica vinse 101-0 a Durban. I numeri degli Azzurri Il miglior marcatore della storia dell’Italrugby è Diego Dominguez con 983 punti (9 mete, 208 calci di punizione, 127 trasformazioni e 20 drop). Il secondo, nonché primo azzurro in attività, è Tommaso Allan con 507, frutto di ben 15 mete, 81 calci di punizione, 93 trasformazioni e un drop. Nel 2023 l’azzurro ha superato Stefano Bettarello, terzo in questa speciale classifica. Tra i giocatori ancora in attività al settimo posto c’è Paolo Garbisi, che in un anno ha guadagnato altre 3 posizioni (era decimo a inizio 2024) con 223 punti. Il prossimo da superare è Mirco Bergamasco, sesto a 256 punti. Sergio Parisse, inserito meritatamente nella Hall of Fame di World Rugby, è il giocatore più presente della storia dell’Italrugby con 142 presenze, seguito da Castrogiovanni e Zanni, entrambi a quota 119. Parisse è anche l’azzurro con più partite giocate da capitano, 93, mentre l’attuale capitano Michele Lamaro è quinto in questa speciale graduatoria con 34 partite da capitano. Le altre posizioni sono poco distanti: il mai dimenticato Marco Bollesan ha guidato l’Italia per 37 volte, Massimo Giovanelli per 38 e Marco Bortolami per 39. Il giocatore in attività con più presenze totali è Tommaso Allan, che nel match con l’Argentina delle Autumn Nations Series 2024 ha raggiunto anche Fabio Ongaro nella classifica dei giocatori più presenti in azzurro, al 15esimo posto con 81 caps. Il giocatore con più mete segnate è Marcello Cuttitta, a quota 26, seguito da Paolo Vaccari a 33 e dalla coppia formata a Carlo Cecchinato e Manrico Marchetto a 31. I primi in attività, con 15 mete, sono Tommaso Allan e Monty Ioane, undicesimi insieme a Mauro Bergamasco. I numeri dell’Italia al Sei Nazioni Dal suo ingresso nel Torneo delle Sei Nazioni, avvenuto nel 2000, l’Italia giocato 125 partite ottenendo 15 vittorie, due pareggi (nel 2006 con il Galles e nel 2024 con la Francia) e 108 sconfitte, con 1800 punti fatti e 4226 subiti. Gli Azzurri hanno battuto 8 volte la Scozia, 4 il Galles, 2 la Francia e una l’Irlanda. L’Italia ha vinto anche tre Trofei Garibaldi, conquistati battendo la Francia nel 2011 e nel 2013, mentre quello del 2024 – in seguito al pareggio di Lille – è stato assegnato a pari merito ad entrambe, che hanno tenuto il trofeo 6 mesi a testa. Per due volte un italiano ha conquistato il titolo di miglior giocatore del Sei Nazioni: Andrea Masi nel 2011 e Tommaso Menoncello nel 2024. La vittoria più larga dell’Italia al Sei Nazioni risale al 2007: 37-17 a Edimburgo contro la Scozia, in un match rimasto nella storia per quelle 3 mete segnate nei primi 7 minuti di gioco, con Mauro Bergamasco a segno per la prima volta dopo soli 16 secondi. La peggior sconfitta, in termini di distacco, risale al 2001, quando gli Azzurri persero 80-23 in Inghilterra. Nel 2007 e nel 2013 l’Italia ha ottenuto il miglior piazzamento della sua storia, quarta con 2 vittorie: nel primo caso contro Scozia e Galles, nel secondo contro Francia e Irlanda. Anche se con un piazzamento inferiore (5° posto) a livello di risultati il miglior Sei Nazioni della storia azzurra è stato quello del 2024, perché alle 2 vittorie delle altre annate citate si è aggiunto anche il pareggio con la Francia. L’unica squadra del Torneo ancora mai battuta dagli Azzurri è l’Inghilterra. Per quanto riguarda i premi individuali, per 22 volte da quando viene assegnato il premio di Player of the match è stato vinto da un azzurro: 5 volte da Sergio Parisse, 2 da Alessandro Troncon, Alessandro Zanni, Andrea Masi e Juan Ignacio Brex, una da Mirco Bergamasco, Fabio Semenzato, Martin Castrogiovanni, Luciano Orquera, Michele Campagnaro, Josh Furno, Luke McLean, Tommaso Allan e Tommaso Menoncello. Sergio Parisse è il giocatore più presente della storia del Sei Nazioni, con 69 partite giocate, davanti a Brian O’Driscoll (65), Alun Wyn Jones e Rory Best (64). Per quanto riguarda gli italiani, Parisse è davanti a Castrogiovanni (60) e Zanni (54). Il primo azzurro in attività è Tommaso Allan, con 33 partite. Proprio Tommaso Allan nel 2024 è diventato il giocatore italiano con più mete segnate nel Sei Nazioni, 8, staccando Mirco Bergamasco e Sergio Parisse. Con i 12 punti messi a segno contro l’Inghilterra nella prima giornata del 2024 il trequarti azzurro è diventato anche il giocatore con più punti segnati in totale, 165, 2 in più di Diego Dominguez, che resta però l’azzurro con più punti segnati in una singola partita: ben 29 nel successo all’esordio assoluto nel Sei Nazioni 2000 contro la Scozia, battuta 34-20. L’unico azzurro che ha fatto registrare un “full house” nel Sei Nazioni (almeno una meta, una trasformazione, un calcio di punizione e un drop nella stessa partita) è Carlo Canna, nel 2016 contro la Francia. Fuori dal Torneo, prima di lui ci erano riusciti Stefano Bettarello (nell’83 contro il Canada) e Diego Dominguez, contro l’Australia nel 1993 e contro il Sudafrica nel 2001. Nel corso di queste 25 edizioni, l’Italia ha avuto 8 capitani ufficiali: Troncon, Moscardi, De Rossi, Bortolami, Parisse, Ghiraldini, Bigi e dal 2022 Michele Lamaro.
Italia | 27/01/2025
Italia under 20: l’analisi dei convocati verso il Sei Nazioni 2025
Verso un altro appuntamento con la storia. L’Italia under 20 come ogni anno si rinnova e Roberto Santamaria ha scelto i 31 giocatori che proveranno a confermare gli ottimi risultati ottenuti dagli Azzurrini negli ultimi anni. Il tecnico, coadiuvato da Andrea Marcato e Alessandro Lodi, può contare su un gruppo eterogeneo per ruolo e provenienza, con alcuni giocatori che giocano all’estero e soprattutto con molti ragazzi versatili e interscambiabili. Da valutare il fattore esperienza, considerando che molti ragazzi sono del 2006 e che manca uno dei leader del gruppo dello scorso anno, Piero Gritti, fuori per infortunio. Gli avanti Davanti, a destra nei due test con Irlanda e Francia si sono alternati Bolognini e Vallesi, mentre a sinistra Sergio Pelliccioli può vantare già una notevole esperienza maturata tra Sei Nazioni e Mondiale di categoria. Da valutare anche il possibile impiego di Christian Brasini, Pietro Bettini e Gioele Boccato. Completano il reparto i tallonatori Caiolo-Serra e Casiraghi, con il giocatore di Chambery già impiegato da titolare durante le amichevoli di preparazione. In seconda linea Santamaria avrà diverse opzioni a disposizione, considerando che oltre ai già collaudati Midena e Redondi ci sono i 2006 Fardin e Melegari e soprattutto Giacomo Milano che può alternarsi tra seconda e terza linea. Anche il numero 8 Enoch Opoku Gyamfi può giocare in seconda all’occorrenza. Il tecnico, a seconda del match, potrà quindi scegliere le opzioni più adatte in base all’avversario. In terza linea, detto di Milano e Opoku Gyamfi, tante aspettative su Nelson Casartelli, mentre si aggiungono al gruppo Bianchi e Miranda. La mediana e i trequarti Tanta concorrenza anche in mediana: Niccolò Beni ha giocato da titolare entrambi i test di preparazione, mentre in panchina si sono alternati Matteo Bellotto e Giulio Sari. Per quanto riguarda i mediani di apertura, Santamaria ha a disposizione diverse opzioni, considerando che in teoria ben 4 giocatori possono vestire la maglia numero 10: Pietro Celi, Roberto Fasti, Gianmarco Pietramala e Alessandro Ragusi. Pietramala con la maglia azzurra ha giocato però principalmente estremo, ruolo che può ricoprire anche Celi, mentre durante l’avvicinamento al Sei Nazioni il titolare è stato Roberto Fasti. Per quanto riguarda i centri, occhi puntati su Federico Zanandrea, già protagonista con l’Italia under 20 nella scorsa stagione. Per un posto al suo fianco c’è tanta concorrenza con Edoardo Todaro, Jules Ducros e Daniele Coluzzi. Anche il triangolo allargato sarà costruito in base all’interscambiabilità di molti giocatori: oltre ai due aperture-estremi già citati, Santamaria ha schierato come estremo anche Alessandro Drago, mentre Faissal e Doumbe Lobe garantiscono velocità e imprevedibilità. Italia under 20: i convocati per il Sei Nazioni 2025 PiloniPietro BETTINI (Rugby Parabiago)Gioele BOCCATO (Verona Rugby)Christian BRASINI (Livorno Rugby)Nicola BOLOGNINI (Rugby Badia 1981)Sergio PELLICCIOLI (Rugby Petrarca)Bruno VALLESI (Rugby Viadana 1970) TallonatoriAlessio CAIOLO-SERRA (Stade Olympique Chambérien Rugby)Giacomo CASIRAGHI (Biella Rugby Club) Seconde lineeSimone FARDIN (Rugby Casale)Pietro MELEGARI (Cus Torino)Mattia MIDENA (Rugby Paese)Tommaso REDONDI (Verona Rugby) Terze lineeCarlo Antonio BIANCHI (Unione Rugby Firenze)Nelson CASARTELLI (Rugby Paese)Giacomo MILANO (Rugby Noceto FC)Antony Italo MIRANDA (Rugby Paese)Enoch OPOKU GYAMFI (Bath Rugby Academy) Mediani di mischiaMatteo BELLOTTO (Mogliano Veneto Rugby)Niccolò BENI (Biarritz Olympique)Giulio SARI (US Oyonnax Rugby) Mediani di aperturaPietro CELI (Livorno Rugby) Roberto FASTI (Rugby Casale)Gianmarco PIETRAMALA (Unione Rugby Firenze) Alessandro RAGUSI (Racing Club de France Rugby) CentriDaniele COLUZZI (Colleferro Rugby 1965)Jules DUCROS (Montpellier Herault Rugby)Edoardo TODARO (Northampton Saints Academy)Federico ZANANDREA (Mogliano Veneto Rugby) Ali/estremiAlessandro DRAGO (Mogliano Veneto Rugby)Malik FAISSAL (Rugby Parma FC 1931)Giacomo NDOUMBE LOBE (Rugby Paese)
Italia U20 | 27/01/2025
URC: Zebre, che impresa a Belfast. Il Benetton cade a Swansea
Un weekend a due facce quello che anticipa il Sei Nazioni 2025: il Benetton cade a Swansea dopo una partita caduta progressivamente nelle mani degli Ospreys, le Zebre fanno l’impresa a Belfast battendo Ulster dopo una partita strepitosa. La decima giornata di URC si chiude con il Benetton comunque in piena lotta playoff (decimo a un solo punto da Edimburgo, ottavo) mentre le Zebre salgono a quota 16 e si allontanano ulteriormente dai Dragons, ultimi a 8 punti. Decisive, a Belfast, le mete di Stavile e Da Re e il piazzato di Montemauri nel primo tempo, oltre a una difesa strepitosa e una mischia dominante. Impresa Zebre Le Zebre si presentavano a Belfast in condizioni difficili, a causa delle tante assenze (11 infortunati) e delle condizioni climatiche che in teoria avrebbero dovuto favorire Ulster. I padroni di casa, però, sbattono contro una difesa strepitosa della squadra di Brunello, che non concede punti per 60 minuti, gioca un primo tempo equilibrato (chiuso in vantaggio 3-0 col piede di Montemauri, ma avrebbero meritato anche di più) senza prendere punti nemmeno in 14 per 10 minuti a causa del giallo a Stavile, e poi deborda nella ripresa. La mischia è strepitosamente dominante, mentre Gonzalo Garcia trascina i compagni con una partita da campione – sarà meritatamente player of the match – ed è protagonista sia nella meta di Stavile, bravo a finalizzare con la sua fisicità, sia in quella di Da Re che trova un buco strepitoso nei 22 avversari, dopo un primo break di Licata. Sul 15-0 la reazione di Ulster era preventivabile, e lì viene fuori ancora una volta l’ottima difesa delle Zebre che pur concedendo qualcosa riesce a mantenere il vantaggio. Segna due volte il pilone destro Corrie Barrett, ma Ulster non riesce a costruire un’ultima azione pericolosa, arenandosi al limite dei 22 delle Zebre e venendo sopraffatto da una grande difesa dei ragazzi di Brunello, che vincono 15-14 e conquistano il terzo successo stagionale, il primo in trasferta. Detto di Garcia migliore in campo, è difficile trovare qualcuno che nelle Zebre abbia demeritato. Mischia strepitosa e dominante con Buonfiglio e Hasa da applausi, mentre Luca Bigi si fa 75 minuti da grande leader in campo. Da segnalare un’altra grande prestazione di Giovanni Licata, ormai una certezza, così come di uno Stavile sempre più determinante in attacco e in difesa (ma deve mettere a posto la disciplina) e di un Canali sempre più concreto e sicuro in sala macchina. Prestazione in crescendo per Da Re, un po’ in difficoltà nel primo tempo e invece una sicurezza nella ripresa, e autore di una meta rivelatasi alla fine decisiva. Bene anche l’esordio da titolare di Alessandro Gesi, ma tutti hanno meritato in una vittoria storica. Benetton: serata difficile Partita strana a Swansea, dove il Benetton parte benissimo, sfiora la meta con Gallo che si vede annullare una marcatura da maul per un in avanti proprio al momento di schiacciare, poi va ancora vicino alla segnatura con Izekor che commette un in avanti nei 22 gallesi. Gli Ospreys segnano alla prima occasione con Walsh, il Benetton accusa il colpo e non riesce più a trovare quell’avanzamento costante che aveva avuto nei primi 10 minuti. Progressivamente, il match finisce nelle mani dei gallesi, anche a causa dei troppi placcaggi sbagliati (29 in totale, per una percentuale di efficacia che non supera il 76%) e degli Ospreys che prendono coraggio e sfoderano una difesa sempre più concreta col passare dei minuti. L’uno-due con le mete di Kasende e Williams nel giro di 5 minuti è il secondo e decisivo colpo, e nonostante la reazione nel secondo tempo il Benetton non riesce più a rientrare in partita, fino a subire un passivo molto pesante, forse anche troppo: 43-0 per gli Ospreys.
Campionati | 27/01/2025
La storia, i numeri e le statistiche al Sei Nazioni dell’Italia Under 20
Il Sei Nazioni under 20 giunge alla sua diciottesima edizione (contando anche quella del 2020, ufficialmente non concluda a causa della pandemia) dal 2008, l’anno della svolta del rugby giovanile mondiale. Nello stesso periodo, infatti, nacquero sia la versione giovanile del Sei Nazioni sia il Mondiale under 20, che ancora oggi mette di fronte i migliori prospetti del rugby mondiale. L’Italia ha sempre partecipato a tutte le competizioni, nel caso del Mondiale 12 volte nella massima serie e 2 nel Trophy, la seconda divisione, vincendo in entrambi i casi. In totale, dal 2008 a oggi l’Italia under 20 ha giocato 157 partite, ottenendo 46 vittorie, un pareggio e 110 sconfitte, considerando il Sei Nazioni di categoria, il World Rugby under 20 Championship e le Summer Series 2022 che in quell’occasione sostituirono la rassegna mondiale. Il miglior piazzamento dell’Italia al Sei Nazioni under 20 risale al 2023, quando gli Azzurrini chiusero al terzo posto con 2 vittorie, ma ottenendo punti in tutte le partite, prima e unica selezione azzurra a riuscirci. Il record di vittorie invece risale al 2022, quando gli Azzurrini ottennero ben 3 successi contro Inghilterra, Scozia e Galles, e chiusero in classifica appaiati all’Inghilterra ma quarti per differenza punti. Al Mondiale, invece, l’Italia si è piazzata per due volte all’ottavo posto, nel 2017 e nel 2018. Alle due retrocessioni nel Trophy, la seconda divisione, nel 2009 e nel 2012 sono sempre seguite due vittorie del trofeo con l’immediato ritorno fra i “grandi”. L’ultimo piazzamento è il 10° posto del 2024, dopo il successo sull’Australia nella fase a gironi e sulla Spagna nella semifinale playout. La vittoria più larga dell’Italia risale al 2021, quando sul campo neutro di Arms Park la squadra di Brunello demolì la Scozia 43-3. La peggiore sconfitta è invece un 74-3 subito dall’Inghilterra al Sei Nazioni 2011. La Scozia è la squadra battuta più spesso dagli Azzurrini: ben 12 volte tra Sei Nazioni e Mondiali. Solo una squadra non è mai stata battuta dall’Italia under 20 in partite ufficiali: la Nuova Zelanda. Rotto invece finalmente il tabù Australia, battuta con pieno merito durante il Mondiale in Australia, in una partita vinta di forza dalla squadra del nuovo capo allenatore Roberto Santamaria, che guiderà l’Italia anche quest’anno coadiuvato dagli assistenti Andrea Marcato e Alessandro Lodi. Per quanto riguarda il Sei Nazioni, l’unica squadra ancora mai battuta all’interno del torneo è l’Irlanda, con la quale gli Azzurrini hanno vinto una sola volta al Mondiale del 2017. L’Italia under 20 è stata guidata dal 2008 al 2011 da Andrea Cavinato, dal 2011 al 2012 da Craig Green, dal 2012 al 2013 da Gianluca Guidi, dal 2013 al 2017 da Alessandro Troncon, dal 2017 al 2020 da Fabio Roselli, dal 2020 al marzo del 2024 da Massimo Brunello, e dal 2024 ad oggi da Roberto Santamaria. L’ultimo Sei Nazioni U20 Nel 2024 un Sei Nazioni in altalena, ricco di soddisfazioni ma con qualche passo falso di troppo: dopo un inizio difficile contro l’Inghilterra, l’Italia ritornò ai suoi livelli giocando una grandissima partita in Irlanda, perdendo 23-22 e sprecando una grande occasione nel finale per vincere la partita. La crescita degli Azzurrini fu costante, e alla terza giornata arrivò l’impresa: 23-20 in casa della Francia campione del mondo in carica, uno dei successi più belli della storia del rugby italiano. L’Italia fece il bis alla quarta giornata, demolendo la Scozia 47-14 e candidandosi concretamente a un posto sul podio. L’ultima partita, purtroppo, non andò come sperato: dopo un primo tempo dominato la squadra di Brunello cedette 27-15, con il tecnico arrabbiatissimo nel finale di partita per aver mancato una vittoria che sembrava alla portata. In ogni caso, l’Italia chiuse il Sei Nazioni under 20 2024 con un buon quarto posto, frutto di 2 vittorie e una sconfitta con bonus. L’Italia al Sei Nazioni U20 L’Italia under 20 esordisce al Sei Nazioni under 20, nella sua prima partita ufficiale, al Dubarry Park di Athlone, Irlanda, perdendo 6-0 contro i padroni di casa. Quell’anno arriverà anche la prima vittoria, 14-13 a Mogliano contro la Scozia. L’Italia ha ottenuto un terzo posto nel 2023 e 3 quarti posti nel 2018, nel 2022 e nell’ultima edizione del 2024. Dopo le difficoltà delle prime edizioni, gli Azzurrini sono stati sempre competitivi negli ultimi 5 anni, riuscendo sempre ad ottenere almeno una vittoria: l’ultimo “cucchiaio di legno” risale al 2017. Un caso a parte è rappresentato dal Sei Nazioni 2020, mai concluso a causa della pandemia: l’Italia vinse contro il Galles all’esordio, per poi perdere contro Francia e Scozia (di misura) prima dell’interruzione, e non riuscì a recuperare le due partite mancanti contro Irlanda e Inghilterra. La squadra battuta più volte nel Torneo è proprio la Scozia: 9 volte su 17 edizioni del Torneo, l’ultima vittoria è stata il netto 47-14 di Monigo. Nel 2013 arrivò il primo – e unico – pareggio degli Azzurrini, 25-25 contro l’Irlanda, battuta solo una volta al Mondiale ma mai al Sei Nazioni. Il primo successo al Sei Nazioni contro il Galles risale al 2018, con gli Azzurrini che vinsero 18-7 a Colwyn Bay, per poi ripetersi 2 anni dopo nello stesso stadio. Il 2022 è stato l’anno della storia: prima vittoria in assoluto contro l’Inghilterra (6-0 a Monigo), per poi fare il bis anche durante le Summer Series, e 3 vittorie totali in un Torneo da ricordare, con il podio che sfuggì solo per la differenza punti proprio contro l’Inghilterra, dopo aver battuto anche Scozia e Galles. Il 2023 è stato poi l’anno della conferma: due imprese sfiorate contro Francia e Inghilterra, poi un’altra sconfitta con bonus con l’Irlanda, infine le due vittorie contro Galles e Scozia che sono valse il primo podio dell’Italia under 20 al Sei Nazioni.
Italia U20 | 10/01/2025
Il Benetton esce alla distanza. Smith e Brex trascinano i biancoverdi contro le Zebre: l’analisi del secondo derby
Una partita durissima, alla fine della quale il Benetton porta a casa 5 punti in un tiratissimo derby contro le Zebre. La squadra di Bortolami esce alla distanza e domina gli ultimi 20 minuti nonostante l’inferiorità numerica: prima il rosso a Spagnolo, poi il giallo a Izekor, ma proprio nel momento più difficile gli ospiti sono stati in grado di prendere in mano la partita e ribaltarla, vincendo alla fine 24-12. Merito soprattutto della grande prestazione di Rhyno Smith e dell’ingresso di Nacho Brex a partita in corso, vero crocevia di una partita che fino al 60’ è stata equilibratissima. Alle Zebre non bastano l’ennesima grande partita di Licata e una prestazione di altissimo livello di Giulio Bertaccini, che in teoria sarebbe un permit ma che quest’anno non ha mai sfigurato a livello URC. L’attacco della squadra di Brunello si è affidato tantissimo alle invenzioni di Garcia e Prisciantelli, con quest’ultimo che però ha commesso due errori gravi mancando la touche su due calci di punizione a favore. Dall’altra parte ancora una volta protagonista Zuliani e Menoncello, elementi imprescindibili per i biancoverdi, il recupero del miglior giocatore del Sei Nazioni – oltre a quelli di Lamaro, Albornoz e Lorenzo Cannone dalla panchina – rappresenta la vera differenza tra il match d’andata e quello di ritorno. In difesa 17 placcaggi per Tommaso di Bartolomeo, all’ennesima conferma, mentre per il Benetton il miglior placcatore è Maile (16), autore di una doppietta. Ritmo Un derby molto diverso da quello dell’andata: ritmi molto più alti, meno errori e grande intensità negli impatti. Come preventivabile dopo le dichiarazioni della vigilia, che manifestavano grande delusione nonostante la vittoria, l’inizio del Benetton è furioso. Rhyno Smith sfiora due volte la meta, ma prima perde il pallone in avanti al momento di schiacciare, poi nella seconda occasione viene fermato da uno strepitoso salvataggio di Bertaccini, che quasi si ribalta per fermare il sudafricano ma ci riesce. Dopo la sfuriata iniziale però il match diventa molto equilibrato: le Zebre segnano una grandissima meta con Fischetti dopo l’invenzione della coppia argentina Garcia-Prisciantelli, mentre il Benetton si affida alle fasi statiche e segna 2 volte con la maul, finalizzata da Maile. Mancano punti al piede da entrambe le parti: Smith sbaglia le due trasformazioni, mentre Da Re spreca due calci di punizione non impossibili. Le Zebre sembrano poter fare la differenza nel gioco aperto, sfruttando i tanti placcaggi sbagliati del Benetton (79% di efficacia nel match) e la debordante capacità offensiva di Gesi, che prima segna la meta del controsorpasso dopo l’ennesima invenzione di Garcia, poi si dimostra migliorato anche in difesa con un grande intervento nel breakdown su Lynagh. La svolta Quando Mirco Spagnolo viene espulso per un “croc roll” al 57’ tutto sembra andare dalla parte delle Zebre, in vantaggio e con l’uomo in più, anche perché 4 minuti dopo gli uomini in più diventano due a causa del cartellino giallo a Izekor. È effettivamente il momento della svolta, ma per il Benetton, che con un’azione d’attacco furiosa – guidata e finalizzata dal subentrato Brex, altro giocatore insostituibile per i trevigiani – ribaltano una partita che a quel punto sembrava essersi messa malissimo. Il Benetton dimostra di avere maggiori energie, perché nel finale gestisce benissimo l’inferiorità numerica (che diventa parità dopo il rientro di Izekor e il giallo a Paea) e nel finale con grande cinismo trova anche la quarta meta che vale il punto di bonus. Una dimostrazione di forza importante per i biancoverdi, che rischiavano di perdere fiducia dopo la prestazione non esaltante dell’andata, e che adesso possono proiettarsi nel modo migliore verso la sfida di Champions Cup contro Bristol. Dall’altra parte le Zebre possono dirsi da un lato soddisfatte, perché nei due derby hanno dimostrato di poter giocare alla pari contro una formazione sulla carta più forte, dall’altra parte però i rimpianti sono tanti, considerando che la squadra di Brunello è stata vicina a vincere entrambe le partite. La prima, soprattutto, ma anche la seconda, considerando la doppia superiorità numerica non sfruttata.
News | 28/12/2024
Benetton-Zebre: Zuliani e Licata strepitosi nel derby delle difese. L’analisi del primo match di URC
80 minuti di tensione a Monigo, dove il primo derby della stagione di United Rugby Championship 2024-25 si decide allo scadere dopo un match tirato e combattuto dall’inizio alla fine. Decide il piazzato di Rhyno Smith per l’11-10 finale dopo una gestione difficile dell’ultimo possesso da parte delle Zebre, che erano riuscite a portarsi in vantaggio con Zambonin. Il Benetton ha provato a impostare l’incontro soprattutto sul dominio territoriale (67-33 la percentuale) tenendo lontana la squadra di Brunello dalla propria metà campo, e pur faticando a chiudere la partita è riuscito a portare a casa un successo importante. Per le Zebre arriva un punto di bonus. Il premio di Player of the Match va a Manuel Zuliani, come al solito furioso in mezzo al campo e nel punto d’incontro, ma tra i biancoverdi si è particolarmente distinto anche Louis Lynagh, autore di 3 clean breaks che ha sfiorato una meta che – se avesse tenuto il braccio in campo – sarebbe stata stratosferica. Dopo l’ottima partita contro Bath anche Toa Halafihi concede il bis: è il miglior placcatore del match con 19 interventi. Dall’altra parte grande partita di Giovanni Licata, praticamente ovunque e condottiero di una squadra che non ha mai mollato fino alla fine. Da sottolineare anche la grande partita di Hasa, miglior placcatore delle Zebre (17 placcaggi) pur giocando solo 50 minuti, con un’ottima prestazione in mischia ordinata contro giocatori di alto livello come Spagnolo e Tetaz Chaparro. Sempre pericoloso anche Simone Gesi, capace di battere 6 difensori e di rendersi sempre pericoloso in attacco pur avendo davanti Lynagh, che ha fatto una gran partita. Equilibrio È il derby delle difese, performanti e difficili da mettere, e ciò rende la partita equilibratissima e difficile da sbloccare, anche perché entrambe le squadre perdono subito un giocatore chiave: il Benetton perde Umaga (che a sua volta aveva sostituito Albornoz all’ultimo momento) e le Zebre Lucchin. Tra i più pericolosi nel primo tempo c’è Louis Lynagh, che sfiora una meta da cineteca battendo due avversari e schiacciando in volo nell’angolino destro, senza però riuscire a rimanere in campo. A sbloccare il match alla fine è Leonardo Marin, ma nell’azione della meta è decisiva soprattutto la gran carica di Negri, che apre il varco che poi crea la superiorità numerica all’esterno e permette all’utility back del Benetton di arrivare a tutta velocità puntando lo spazio e segnando. Grande lotta anche in mischia ordinata. Prima Ferrari ha la meglio su Fischetti, poi Hasa risponde contro Spagnolo, guadagnando il calcio del 5-3. Danilo Fischetti è però decisivo nel finale di primo tempo, conquistando un tenuto importantissimo interrompendo una delle azioni più pericolose del Benetton. Fiammate Dopo un primo tempo così equilibrato entrambe le squadre si affidano maggiormente al gioco aereo. Si va avanti a fiammate: nel Benetton il più pericoloso è Ratave, che costringe agli straordinari la difesa delle Zebre, ma dall’altra parte anche Simone Gesi mette in seria difficoltà i biancoverdi, creano di più (8 clean breaks totali) ma non sempre concretizzano. La disciplina però si rivela ancora una volta il tallone d’Achille delle Zebre (14 i calci concessi alla fine) e alla fine il Benetton allunga dalla piazzola, anche se poi manca il colpo del k.o. con Marin che sbaglia un piazzato agevole. La partita scorre sul filo della tensione, poi negli ultimi 10 minuti esplode. Una delle migliori azioni d’attacco delle Zebre nel match permette ad Andrea Zambonin di marcare la meta del vantaggio. A quel punto si scatena l’assalto del Benetton, che in realtà non produce frutti nonostante un break stratosferico del solito Lynagh e la pericolosità costante di Smith e Ratave. L’episodio decisivo arriva a 20 secondi dalla fine: le Zebre decidono di gestire l’ultimo possesso sotto i loro pali, ma commettono un fallo nel punto d’incontro che consente a Rhyno Smith di piazzare per l’11-10 finale.
News | 21/12/2024
URC: Zebre, che vittoria con gli Ospreys. Un punto per il Benetton a Edimburgo. L’analisi del settimo turno
Una vittoria e una sconfitta con bonus per le franchigie italiane scese in campo nella settima giornata di United Rugby Championship. A Parma le Zebre tornano al successo battendo gli Ospreys 22-17 in una partita sempre condotta dai ragazzi di Massimo Brunello, nonostante il brivido finale dopo la meta di Lloyd che aveva riaperto i giochi al 72’. Le Zebre abbandonano l’ultimo posto, superano i Dragons e raggiungono proprio i gallesi a quota 11 in classifica. A Edimburgo il Benetton sfiora una clamorosa rimonta dopo un primo tempo da dimenticare: sotto 35-0 all’intervallo, la squadra di Bortolami si è riportata sotto con una grande reazione. Cinque mete e partita addirittura riaperta, con Edimburgo che ha dovuto chiuderla negli ultimi minuti con la meta di Muncaster e il piazzato di Healy per il 50-33 finale. Ora i biancoverdi sono al 12° posto a quota 14 punti in classifica. Nulla è compromesso per i playoff: l’8° posto dista solo 4 punti. Festa a Parma Le Zebre tornano a vincere e lo fanno con una partita di grande sostanza: al Lanfranchi di Parma gli Ospreys sbattono contro una grandissima difesa, vanno sotto fin da subito e inseguono per 80 minuti senza però trovare mai il colpo del sorpasso. La squadra di Brunello è brava a sfruttare la lentezza della mediana gallese per riposizionarsi velocemente e chiudere ogni spazio. Al resto ci pensa un attacco bravo a capitalizzare le poche occasioni avute: Simone Gesi firma una doppietta, prima finalizzando un’ottima azione di tutti i trequarti delle Zebre, poi tenendo in campo un pallone difficilissimo con un gioco di prestigio prima di marcare in bandierina. Nella ripresa la meta di Trulla, dopo un’altra bellissima azione, scava il solco definitivo. Un po’ di brividi nel finale, con Lloyd che al 72’ riapre la partita per il 22-17, ma il punteggio non cambierà più e addirittura le Zebre non faranno più entrare gli Ospreys nei 22. Quella di Parma è stata anche la partita dei ritorni e dei nuovi inizi: Enrico Lucchin, dopo i 20 minuti giocati con gli Scarlets, è tornato a vestire la maglia da titolare e lo ha fatto con la solita prestazione di sostanza, dando avanzamento in attacco e placcando qualsiasi cosa in difesa. Prima da titolare per Bautista Stavile, una spina nel fianco costante per i gallesi in mezzo al campo e miglior placcatore del match con 16 interventi, mentre Nasove ha bagnato il suo esordio assoluto in maglia Zebre con un’ottima prestazione difensiva. Al fianco di Lucchin ennesima conferma per Giulio Bertaccini, sempre più a suo agio a questo livello, ma è difficile trovare una prestazione negativa nel match di Parma: premio di migliore in campo per Simone Gesi, non solo per la doppietta ma anche per la sua costante pericolosità in attacco e per l’ottima prestazione difensiva. Più volte infatti l’ala delle Zebre ha tenuto a bada Kasende, il più pericoloso degli Ospreys. Benetton a due facce È un punto particolare quello ottenuto dal Benetton nella pazza serata di Edimburgo. Da un lato, i biancoverdi erano arrivati in Scozia per giocarsi la partita e si sono ritrovati sotto 33-0 all’intervallo dopo un primo tempo non all’altezza, dall’altro con una grandissima reazione è arrivato un punto di bonus in una partita che a quel punto sembrava andata e che invece la squadra di Bortolami era addirittura riuscita a riaprire. La prima meta del Benetton nasce da un gran passaggio di Umaga su Smith – con Odogwu che finalizza – ma anche e soprattutto da un evidente cambio di marcia da parte di tutto il XV biancoverde, trascinato da un Agustín Creevy in grande spolvero. L’argentino segna due mete e in generale, con la sua leadership, rimette in pista una squadra che col passare dei minuti prende sempre più fiducia. Lo dimostra la reazione alla meta del 40-19 di Price che – dopo le tre mete del Benetton – avrebbe potuto nuovamente minare la fiducia della squadra di Bortolami, che invece ha assorbito bene il colpo e ha continuato a spingere alla ricerca del bonus. Segna subito Izekor, e il primo obiettivo è raggiunto, poi Umaga sfiora una meta che avrebbe avuto dell’incredibile con 3 calcetti uno dietro l’altro (l’ultimo fuori misura) e alla fine Fekitoa riapre per davvero i giochi. Sul 40-33 però si fa sentire la fisiologica stanchezza dopo una rincorsa incredibile, Edimburgo riesce a chiudere la partita con Muncaster e poi Healy fissa il punteggio sul definitivo 50-33. Un match a due facce per il Benetton, che si proietta alla doppia sfida di Champions contro Clermont e Bath consapevole di avere le carte in regola per giocarsela, ma anche di non potersi più permettere regali.
News | 01/12/2024
Vittoria Assicurazioni Autumn Nations Series: a Torino gli All Blacks battono una grande Italia
A Torino l'Italia gioca una gran partita al cospetto degli All Blacks, che si trovano di fronte una difesa azzurra coriacea e aggressiva che tiene aperto il match fino al 70', quando Tele'a firma la meta che chiude i giochi dopo una serata non facile per i neozelandesi. La squadra di Quesada passa in vantaggio due volte con i piazzati di Paolo Garbisi, viene raggiunta dalla meta di Roigard e nel finale di primo tempo è Will Jordan a scavare il solco definitivo. Nella ripresa l'arrembaggio azzurro infiamma lo Juventus Stadium ma la difesa degli All Blacks tiene, pur con grande fatica. Nel finale segnano Tele'a, Menoncello e poi Barrett per il definitivo 29-11 con cui la Nuova Zelanda conquista l'ultimo test delle Vittoria Assicurazioni Autumn Nations Series. La cronaca di Italia-Nuova Zelanda L'inizio del match è molto spezzettato, la Nuova Zelanda fatica ad uscire dal proprio campo ma l'Italia non ne approfitta e commette 2 errori di handling al limite dei 22. Dopo 10 minuti passati a difendere gli All Blacks rispondono, ma Ruzza è bravissimo a penetrare nella maul neozelandese e a rubare palla, poi Page-Relo trova un grandissimo 50-22 e riporta gli Azzurri (oggi in maglia bianca) in attacco: Negri vince la touche e innesca la maul dell'Italia, gli All Blacks sono costretti al fallo e Garbisi segna i primi punti del match. Dall'altra parte Beauden Barrett risponde col piazzato del 3-3. Sul calcio di rinvio, però, l'Italia ottiene subito un altro calcio di punizione per un'ostruzione di Aumua: Garbisi è preciso e riporta di nuovo in vantaggio gli Azzurri. Al 18' arriva anche una seconda opportunità per gli All Blacks, che però rinunciano ai pali e vanno in rimessa laterale. Ancora una volta la pressione italiana è furiosa e disinnesca l'attacco della squadra di Robertson. Tra i più attivi in difesa Lucchesi, Zuliani e Vintcent, ma è tutta la squadra di Quesada che mette sabbia negli ingranaggi degli All Blacks, che restano temporaneamente in 14 per un giallo a Scott Barrett per una pulizia irregolare su Fischetti. Al 24' gli All Blacks trovano la meta del vantaggio, la segna Cam Roigard con una bella iniziativa personale: il mediano di mischia neozelandese vede il buco, elude il placcaggio di Fischetti e segna per il 10-6 con trasformazione di Beauden Barrett. La squadra di Robertson, una volta recuperato Scott Barrett, prova a spingere per togliersi l'Italia di dosso, ma al 35' uno strepitoso Ioane salva prima su Will Jordan lanciato in meta, poi dopo l'offload dell'estremo neozelandese su Sititi, l'ala di Lione va a prendersi anche il numero 6 degli All Blacks con l'aiuto di Zuliani. Alla fine del primo tempo è Will Jordan a punire gli Azzurri: l'estremo trova un primo varco al limite dei 22, gli avanti danno continuità all'azione e poi è di nuovo il numero 15 a finalizzare il passaggio di Beauden Barrett. Il primo tempo si chiude sul 17-6. A inizio ripresa Quesada mette dentro Ferrari per Riccioni, e dopo 4 minuti Trulla salva provvidenzialmente su Tele'a. Poi si accende Ange Capuozzo, che squarcia la linea difensiva neozelandese e serve Ioane sul lato sinistro, la difesa degli All Blacks scala bene ma concede un fallo. Gli Azzurri vanno in rimessa laterale e vergono fermati con due falli di fila, e l'arbitro Brousset punisce Lienert-Brown con un giallo. La squadra di Quesada continua ad insistere, avanza con la maul ma gli All Blacks impacchettano il pallone e conquistano il turnover. Dall'altra parte invece è l'ottimo tenuto di Fischetti a interrompere l'avanzamento neozelandese. La squadra di Robertson fatica a trovare soluzioni in mezzo al campo e si ancora alla mischia ordinata, unico fondamentale davvero dominante della loro partita: ne fa le spese Simone Ferrari, che al 67' viene ammonito per crolli ripetuti della mischia. Subito dopo, lo Juventus Stadium tributa una meritata ovazione a Sam Cane, che esce tra gli applausi firmando la sua ultima presenza con gli All Blacks. Subito dopo è ancora uno strepitoso Ioane a salvare su Will Jordan, ma al 70' alla fine gli All Blacks marcano con Mark Tele'a dopo un gran passaggio del solito Beauden Barrett. Nel finale l'Italia con una grande reazione trova la meta dell'11-24: la segna Tommaso Menoncello dopo un offload strepitoso di Zanon. Nell'ultima occasione però Barrett raccoglie un calcetto di Capuozzo e si invola in bandierina per il definitivo 29-11 con cui si chiude il match. Il tabellino del match:Torino, Allianz StadiumVittoria Assicurazioni ANS Sabato 23.11.2024 - kick-off ore 21:10 ITALIA v NUOVA ZELANDA 11-29 (p.t. 6-17) Marcatori: PT 11’ cp Garbisi (3-0); 14’ cp B. Barrett (3-3); 16’ cp Garbisi (6-3); 23’ m. Roigard, t. B. Barrett (6-10); 38’ m. Jordan, t. B. Barrett (6-17). ST 69’ m. Tele’a, t. B. Barrett (6-24); 75’ m. Menoncello, nt (11-24); 78’ m. B. Barrett, nt (11-29) Italia: 15 Ange Capuozzo (66’ Riccioni), 14 Jacopo Trulla (71’ Zanon), 13 Juan Ignacio Brex (C), 12 Tommaso Menoncello, 11 Monty Ioane, 10 Paolo Garbisi (77’ Marin), 9 Martin Page-Relo (54’ A. Garbisi), 8 Ross Vintcent, 7 Manuel Zuliani (68’ Izekor), 6 Sebastian Negri, 5 Dino Lamb (65’ Ruzza; 74’ Lamb), 4 Federico Ruzza (51’ N. Cannone), 3 Marco Riccioni (43’ Ferrari), 2 Gianmarco Lucchesi (51’ Nicotera), 1 Danilo Fischetti (61’ Spagnolo)A disposizione: 16 Giacomo Nicotera, 17 Mirco Spagnolo, 18 Simone Ferrari, 19 Niccolò Cannone, 20 Alessandro Izekor, 21 Alessandro Garbisi, 22 Leonardo Marin, 23 Marco ZanonHead Coach: Gonzalo Quesada Nuova Zelanda: 15 Will Jordan, 14 Mark Tele’a, 13 Rieko Ioane, 12 Anton Lienert-Brown (61’ Havili), 11 Caleb Clarke 61’ McKenzie), 10 Beauden Barrett, 9 Cam Roigard (57’ Perenara), 8 Ardie Savea, 7 Sam Cane (C – 66’ Lakai), 6 Wallace Sititi, 5 Patrick Tuipulotu (51’ Vaa’i), 4 Scott Barrett (C), 3 Tyrel Lomax (54’ Newell), 2 Codie Taylor (50’ Aumua), 1 Ethan de Groot (51’ Tu’ungafasi)A disposizione: 16 Asafo Aumua, 17 Ofa Tu’ungafasi, 18 Fletcher Newell, 19 Tupou Vaa’i, 20 Peter Lakai, 21 TJ Perenara, 22 David Havili, 23 Damian McKenzieHead Coach: Scott Robertson Arbitro: Pierre Brousset (FFR)Assistenti: Nika Amashukeli (GRU), Ludovic Cayre (FFR)Quarto Uomo: Filippo Russo (FIR)TMO: Tual Trainini (FFR) Cartellini: 19’ giallo a S. Barrett (NZL); 50’ giallo a Lienert-Brown (NZL); 66’ giallo a Ferrari (ITA)Calciatori: Garbisi (ITA) 2/3; B. Barrett (NZL) 4/5Player of the Match: Will Jordan (NZL)Note: Serata fredda, terreno di gioco in perfette condizioni, spettatori 40.732. Ultima partita con gli All Blacks per Sam Cane
Italia | 23/11/2024
Vittoria Assicurazioni Autumn Nations Series: la presentazione di Italia-Nuova Zelanda
La sfida più bella, ma anche la più difficile: Italia-Nuova Zelanda non è mai una partita come le altre. Gli Azzurri tornano a sfidare gli All Blacks a poco più di un anno di distanza dalla cocente sconfitta della Rugby World Cup 2023, quando i neozelandesi vinsero 96-17. Coach Gonzalo Quesada ha parlato in conferenza stampa di una squadra diventata più matura e consapevole in questo 2024, che si chiuderà per gli Azzurri proprio allo Juventus Stadium. L’ultima prova, la più difficile, dopo un’annata storica. Come arriva l’Italia In questo 2024 l’Italia ha vinto 5 partite, ne ha perse 4 e ne ha pareggiata una. Queste Vittoria Assicurazioni Autumn Nations Series non sono state facili: contro l’Argentina è arrivata una sconfitta pesante, anche se con un distacco maggiore rispetto al valore effettivo delle due formazioni, e contro la Georgia il primo tempo degli Azzurri è stato particolarmente impegnativo, con i Lelos bravi a sfruttare le uniche 2 occasioni create. Proprio il successo contro la Georgia, però, può rappresentare un’importante iniezione di fiducia: è stata vinta una partita difficile, che non si poteva sbagliare e piena di insidie, contro una formazione che aveva puntato tutto sul pomeriggio di Genova. Da qui bisogna ripartire per un match che Gonzalo Quesada ha definito “una tempesta”: sarà una grande prova di maturità per gli Azzurri. Come arriva la Nuova Zelanda Gli All Blacks hanno avuto un 2024 altalenante: prima una bella serie con l’Inghilterra, poi un Rugby Championship sottotono e infine delle Autumn Nations Series convincenti, nonostante la sconfitta di sabato scorso con la Francia. La Nuova Zelanda, nel complesso, ha vinto 9 partite e ne ha perse 4, di cui 3 in estate, ed è in netta crescita. La squadra di Robertson vorrà sicuramente riscattare la sconfitta di misura patita a Parigi, e infatti si presenta a Torino con la miglior formazione possibile. Starà all’Italia trovare le contromisure giuste e rendere la partita difficile agli All Blacks. Tutte le informazioni per vedere Italia-Nuova Zelanda La partita tra Italia e Nuova Zelanda, valida per le Vittoria Assicurazioni Autumn Nations Series, si giocherà sabato 23 novembre alle 21.10 allo Juventus Stadium. Il match sarà trasmesso in diretta tv su Sky Sport Uno e in chiaro su Tv8, è prevista la diretta streaming su Tv8.it e su NOW. L’arbitro del match sarà il francese Pierre Brousset, con assistenti il connazionale Ludovic Cayre e il georgiano Nika Amashukeli. Al TMO il francese Tual Trainini. Le formazioni di Italia-Nuova Zelanda Italia: 15 Ange Capuozzo, 14 Jacopo Trulla, 13 Juan Ignacio Brex (capitano), 12 Tommaso Menoncello, 11 Monty Ioane, 10 Paolo Garbisi, 9 Martin Page-Relo, 8 Ross Vintcent, 7 Manuel Zuliani, 6 Sebastian Negri, 5 Dino Lamb, 4 Federico Ruzza, 3 Marco Riccioni, 2 Gianmarco Lucchesi, 1 Danilo Fischetti A disposizione: 16 Giacomo Nicotera, 17 Mirco Spagnolo, 18 Simone Ferrari, 19 Niccolò Cannone, 20 Alessandro Izekor, 21 Alessandro Garbisi, 22 Leonardo Marin, 23 Marco Zanon Nuova Zelanda: 15 Will Jordan, 14 Mark Tele’a, 13 Rieko Ioane, 12 Anton Lienert-Brown, 11 Caleb Clarke, 10 Beauden Barrett, 9 Cam Roigard, 8 Ardie Savea, 7 Sam Cane, 6 Wallace Sititi, 5 Patrick Tuipulotu, 4 Scott Barrett (capitano), 3 Tyrel Lomax, 2 Codie Taylor, 1 Ethan de Groot A disposizione: 16 Asafo Aumua, 17 Ofa Tu’ungafasi, 18 Fletcher Newell, 19. Tupou Vaa’i, 20 Peter Lakai, 21 TJ Perenara, 22 David Havili, 23 Damian McKenzie
Italia | 23/11/2024
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