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I CT Azzurri Quesada e Roselli tra i relatori del corso su Psicologia dello sport ed efficienza operativa nelle Forze Armate, organizzato dal’Esercito Italiano

Si è concluso - presso la Biblioteca Militare Centrale di Palazzo Esercito – il corso sul tema "Dalla prestazione atletica a quella militare. Psicologia dello Sport ed efficienza operativa nelle Forze Armate" giunto alla settima edizione. Un momento di confronto importante in un evento organizzato dall’Ufficio di Psicologia e Psichiatria Militare del I Reparto dello Stato Maggiore dell’Esercito dove hanno partecipato illustri ospiti del mondo Accademico, sportivo e militare, oltre agli Ufficiali Psicologi e gli Ufficiali Medici Psichiatri della Difesa, nell’ambito del programma di Educazione Continua in Medicina previsto per l’aggiornamento delle professioni sanitarie. Tra i partecipanti presenti anche il Prof. Alberto Siracusano – Presidente del Consiglio Superiore di Sanità, che ha aperto i lavori – e il Prof. Luciano Onder, giornalista conduttore televisivo e divulgatore scientifico. A rappresentare il mondo dello sport presenti Gonzalo Quesada e Fabio Roselli, Commissari Tecnici rispettivamente della Nazionale Italiana Maschile e Femminile che sono intervenuti in due momenti diversi della giornata con l’intervento di Roselli in programma nella mattinata, mentre Quesada ha aperto i lavori della seduta pomeridiana.  “Nel rugby, come in ogni sport di alto livello, l’aspetto psicologico è determinante quanto quello tecnico e fisico. Una squadra forte non è solo quella che esegue bene i gesti. Una grande squadra è quella dove ogni membro ha un altissimo livello di impegno verso la sua maglia, verso quello che rappresenta e verso i suoi compagni. Una grande squadra è quella che sa reagire alle difficoltà, quella che sa rimanere focalizzata sul piano di gioco anche dopo le azioni molto positive, quella che sa restare unita nei momenti complessi e mantenere sempre fiducia nella preparazione fatta, sul piano e strategie decise e nei loro compagni. Il mio lavoro è anche quello di aiutare i giocatori a sentirsi confidenti e responsabili: quando la testa è lucida e la fiducia è alta, anche la prestazione in campo cambia” ha dichiarato Gonzalo Quesada.  “L’aspetto psicologico col tempo – giustamente – ha avuto uno spazio sempre più importante al pari della preparazione fisica e tecnica. E’ una componente che incide realmente sulla prestazione. Oggi sul tema si ha una consapevolezza molto più ampia: la gestione delle emozioni, della pressione e della fiducia è fondamentale tanto quanto il lavoro in campo. Credo che aiutare gli atleti a stare bene mentalmente significa metterli nelle condizioni migliori per rendere, crescere e affrontare le difficoltà con maggiore equilibrio” ha sottolineato Fabio Roselli.

Nazionali | 18/12/2025

Designati gli arbitri per le sfide del Sei Nazioni 2026: Andrea Piardi dirigerà Inghilterra v Irlanda del 21 febbraio

Dublino – World Rugby ha ufficializzato le designazioni arbitrali per l’edizione 2026 del Guinness Sei Nazioni. Il match di esordio della Nazionale Italiana Maschile – in programma sabato 7 febbraio alle 15.10 contro la Scozia allo Stadio Olimpico di Roma – sarà diretto dal neozelandese Ben O’Keeffe. Una settimana più tardi – sabato 14 febbraio alle 14.10 locali – la squadra di Gonzalo Quesada sarà di scena a Dublino con il match contro i padroni di casa dell’Irlanda che sarà arbitrato da Hollie Davidson. A due anni di distanza dal pareggio contro i transalpini, l’Italia tornerà a Lille nella terza giornata del torneo: l’arbitro del match, in programma domenica 22 febbraio, sarà l’irlandese Andrew Brace. Gli Azzurri saranno di scena nuovamente allo Stadio Olimpico di Roma sabato 7 marzo alle 17.40 per affrontare l’Inghilterra: la direzione di gara sarà affidata al francese Luc Ramos. Chiusura dell’edizione 2026 del Guinness Sei Nazioni in programma a Cardiff con l’Italia che affronterà il Galles sabato 14 marzo alle 16.40 locali: l’arbitro del match sarà l’inglese Christophe Ridley. Il Guinness Sei Nazioni 2026 vedrà la presenza – nel panel arbitrale – anche dei fischietti italiani. Il bresciano Andrea Piardi sarà direttore di gara per Inghilterra-Irlanda. A completare la designazione saranno presenti anche Gianluca Gnecchi come assistente e Matteo Liperini come TMO. La prima designazione in calendario sabato 14 febbraio per Scozia-Inghilterra. Per il match che metterà in palio la Calcutta Cup, Andrea Piardi e Gianluca Gnecchi sono stati designati come assistenti, mentre Matteo Liperini come FPRO. Queste le designazioni arbitrali delle partite dell’Italia nel Guinness Sei Nazioni 2026: Italia v Scozia – 07.02.26 – ore 15.10 – Roma, Stadio OlimpicoArb. Ben O’Keeffee (NZR)AA1 James Doleman (NZR), AA2 Katsuki Furuse (JRFU)TMO Richard Kelly (NZR)FPRO Marius Van der Westhuizen (SARU) Irlanda v Italia – 14.02.26 – ore 14.10 (15.10 ITA) – Dublino, Aviva Stadium Arb. Hollie Davidson (SRU)AA1 Matthew Carley (RFU), AA2 Luc Ramos (FFR)TMO Ian Tempest (RFU)FPRO Tual Trainini (FFR) Francia v Italia – 22.02.26 – ore 16.10 – Lille, Stade Pierre Mauroy Arb. Andrew Brace (IRFU)AA1 Luke Pearce (RFU), AA2 Eoghan Cross (IRFU)TMO Olly Hodges (IRFU)FPRO Ben Whitehouse (WRU) Italia v Inghilterra – 07.03.26 – ore 17.40 – Roma, Stadio Olimpico Arb. Luc Ramos (FFR)AA1 Nic Berry (RA), AA2 Pierre Brousset (FFR)TMO Eric Gauzins (FFR)FPRO Ben Whitehouse (WRU) Galles v Italia – 14.03.26 – ore 16.40 (17.40 ITA) – Cardiff, Principality Stadium Arb. Christophe Ridley (RFU)AA1 Matteh Carley (RFU), AA2 Eoghan Cross (IRFU)TMO Mike Adamson (SRU)FPRO Eric Gauzins (FFR) Queste le designazioni degli arbitri italiani nel Guinness Sei Nazioni 2026: Scozia v Inghilterra – 14.02.26 – ore 16.40 (17.40 ITA) – Edimburgo, Scottish Gas Murrayfield AA1 Andrea Piardi, AA2 Gianluca GnecchiFPRO Matteo Liperini Inghilterra v Irlanda – 21.02.26 – ore 14.10 (15.10 ITA) – Twickenham, Allianz Stadium Arb. Andrea PiardiAA2 Gianluca GnecchiTMO Matteo Liperini Francia v Inghilterra – 14.03.26 – ore 20.10 – Stade de France, Parigi FPRO Matteo Liperini

Italia | 18/12/2025

Guinness Sei Nazioni 2026, raggiunto il traguardo dei centomila biglietti venduti per le gare interne degli Azzurri

A poco meno di due mesi dal debutto degli Azzurri di Gonzalo Quesada nel Guinness Six Nations 2026, la Federazione Italiana Rugby informa di aver superato i centomila biglietti staccati per i due appuntamenti interni dell’Italia allo Stadio Olimpico di Roma. L’Italrugby debutterà davanti al pubblico di casa sabato 7 febbraio, nella prima giornata del Torneo, ricevendo la Scozia nel match che mette subito in palio la “Cuttitta Cup”, per poi tornare davanti al pubblico di casa un mese più tardi, nella quarta giornata di sabato 7 marzo contro l’Inghilterra. Dopo il record di presenze registrato nel 2025, e con gli ultimi biglietti per le due gare interne ancora disponibili su federugby.ticketone.it - limitatissima la disponibilità per la gara del 7 marzo - il Guinness Sei Nazioni si conferma, ancora una volta, l’evento di maggior rilievo nel calendario sportivo invernale della Capitale e di tutta Europa. L’Olimpico e il Parco del Foro Italico, dal 2012 cornice del Sei Nazioni italiano, continuerà anche nel 2026 ad accogliere i tifosi italiani e stranieri nel clima di festa e divertimento impreziosito dal Terzo Tempo Peroni Nastro Azzurro Village, regalando a tutti i possessori di biglietto, la possibilità di vivere le emozioni e l’atmosfera del più antico Torneo del mondo e l’intrattenimento garantito dal villaggio per i fan che, nelle ultime stagioni, ha ospitato artisti di fama mondiale come i The Editors, Sophie & The Giants, gli Eiffel 65, Carl Brave e Steve Aoki. La prevendita per Italia v Scozia e per Italia v Inghilterra prosegue su federugby.ticketone.it e tutte le informazioni sul Terzo Tempo Peroni Nastro Azzurro Village, sui pacchetti hospitality e sull’impegno di FIR per un evento pienamente sostenibile sono consultabili su https://federugby.it/gm6n/

Italia | 16/12/2025

Quilter Nations Series, Tommaso Castello: “Con l’Australia una vittoria costruita dall’inizio, a Torino e Genova sarà una festa per i tifosi”

Le Quilter Nations Series dell’Italia si sono aperte con una vittoria entusiasmante degli Azzurri a Udine contro l’Australia, la seconda consecutiva con i Wallabies dopo quella del 2022 a Firenze. Ora però, archiviata la felicità per un risultato arrivato al termine di una prestazione di grande personalità, la mente è rivolta alle due sfide che concluderanno gli impegni dei ragazzi di Quesada  nel 2025, a cominciare da quella con il Sudafrica, per poi arrivare al Cile. Tommaso Castello, genovese, ex Azzurro ed ex Capitano delle Zebre Parma, ha analizzato opportunità e spunti che potrebbero emergere dalle due sfide -diversissime, almeno sulla carta- che aspettano l’Italia nelle prossime due settimane di finestra internazionale.  Come hai visto l’Italia nella sfida con l’Australia? “Direi che il risultato parla da sé. Credo che ormai da tempo l’Italia stia consolidando un modo di giocare che la pone al livello anche degli avversari più blasonati. Se torniamo indietro di tre anni, quando battemmo l’Australia, quella vittoria fu un po’ un one-off, un episodio estemporaneo e inaspettato. Questa volta invece è stato diverso: già da come la squadra ha impostato e gestito la partita si è visto che appartiene a quel livello. Non è stata una sorpresa. È stata una vittoria costruita, giocando a un livello superiore rispetto all’Australia in praticamente ogni fase del gioco. Secondo me l’Italia ha dimostrato solidità e appartenenza a quel livello: non un exploit estemporaneo, ma la conferma di una crescita reale. Lo si è visto nel gioco dei trequarti, nella solidità della mischia, nelle fasi statiche. È una squadra che oggi sa mantenere un livello alto con più continuità rispetto al passato”. Adesso arriva il Sudafrica: sulla carta uno scoglio ancora più grande. Che partita ti aspetti? “Il Sudafrica è il campione del mondo in carica e, di fatto, il vertice del rugby internazionale degli ultimi anni. Quindi ci aspetta una partita diversa, sia per il blasone dell’avversario sia per la sua forma attuale. Non che l’Australia non sia una grande, ma il Sudafrica ha dimostrato di essere la squadra più forte in circolazione. È chiaro che l’obiettivo, almeno all’inizio, deve essere quello di restare il più vicino possibile nel punteggio e poi vedere come si sviluppa il finale.Mi aspetto una partita più chiusa, più fisica. Contro l’Australia abbiamo mostrato una grande difesa, e contro il Sudafrica sarà ancora più importante: le fasi statiche, i punti di incontro, il rugby “vero”, quello fisico, saranno decisivi. Oggi l’Italia propone un gioco che può essere pericoloso per tutte le avversarie, Sudafrica incluso. Il talento medio dei giocatori è cresciuto molto, e alcuni – secondo me – potrebbero tranquillamente giocare in quasi tutte le nazionali del mondo. Abbiamo uno staff tecnico che valorizza al meglio le qualità individuali, e se a questo aggiungi l’aggressività fisica e la solidità viste contro l’Australia, allora sì, possiamo davvero dire la nostra anche contro i Campioni del Mondo”. Dopo il Sudafrica, le Quilter Nations Series si chiuderanno con Italia-Cile: una sfida inedita, a Genova, la tua città. Che sensazioni hai? “Ospitare la Nazionale, a prescindere dall’avversario, è sempre un evento speciale. Ricordo quando è stato siglato l’accordo per avere dei test match a Genova: io, come tanti appassionati, eravamo felicissimi. È una tradizione che la città aspettava da tempo. Il Cile è un avversario nuovo per noi, sicuramente meno abituato a questi contesti, ma da non sottovalutare. Si è guadagnato la qualificazione alla Coppa del Mondo battendo una squadra tosta come Samoa, quindi merita rispetto. Sarà una partita interessante, e forse anche l’occasione per vedere in campo alcuni giocatori che finora hanno avuto meno spazio. Ora però dobbiamo pensare al Sudafrica, poi la testa andrà al Cile: bisognerà affrontarlo con la massima attenzione, per non sottovalutarlo e per offrire al pubblico uno spettacolo all’altezza”. Per chi non segue abitualmente il rugby, può essere una buona occasione per scoprire la Nazionale dal vivo “Assolutamente sì. Da genovese ti dico che sarà una giornata speciale. Ho già tanti amici e conoscenti che non hanno mai visto una partita dal vivo e che stavolta verranno allo stadio. È un’ottima occasione per scoprire questo sport, l’atmosfera, il Terzo Tempo, tutto quello che rende unico il rugby. Poi, ovviamente, starà ai ragazzi in campo offrire il giusto spettacolo. Ma ci sono tutti gli ingredienti perché sia una grande serata di rugby”.

Nazionali | 14/11/2025

Verso le Quilter Nations Series, l’ex Capitano Azzurro Bigi: “Nazionale che cresce, a Reggio primi in classifica con un club saldo nei valori”

A una manciata di giorni dal debutto dell’Italia nelle Quilter Nations Series, a Udine contro l’Australia, anche il campionato di Serie A Elite Maschile va in pausa, e ci va con il Valorugby Emilia in testa alla classifica. Nella rosa della squadra allenata dall’ex Azzurro Marcello Violi, anche Luca Bigi. Il tallonatole, in passato in forza alla Benetton e alle Zebre, ed ex capitano della Nazionale, ha fatto il punto sul campionato che vede i reggiani al momento in testa, ma anche sulle possibilità che i ragazzi di Quesada avranno nelle sfide con i Wallabies, gli Springboks e i Condores cileni. Luca, partiamo da Reggio Emilia. Come ti stai trovando in questa nuova avventura e quanto siete soddisfatti del primato alla pausa?A Reggio mi sto trovando davvero molto bene. Sono entusiasta dell’ambiente, delle persone e della struttura che ho trovato: un club con una visione a lungo termine, ambizioso ma saldo nei valori, radicato sul territorio e con una cultura forte. Quest’anno celebriamo gli 80 anni del rugby reggiano e tutto il club sta lavorando per rendere questa ricorrenza un momento di crescita e partecipazione. Dal punto di vista sportivo siamo partiti bene: la preparazione è stata importante, il gruppo è ampio e giovane ma di qualità, sia umana che tecnica. Il club è molto attento anche alla responsabilità sociale e alla doppia carriera, quindi è un ambiente completo. Per me, che sono tornato nel club della mia città, quello dove ho iniziato a giocare, è un motivo di orgoglio. Ora arriva la pausa, ma abbiamo tre partite di Coppa Italia fondamentali: vogliamo affrontarle al massimo per restare in alto anche in quella classifica e proseguire il nostro percorso con continuità e consapevolezza. Dal punto di vista tecnico, com’è stato inserirsi in un nuovo gruppo dopo tanti anni alle Zebre?Il mio primo obiettivo è stato quello di guadagnarmi il rispetto dei compagni, entrando in punta di piedi in un gruppo già consolidato. Mi sono posto con rispetto verso le figure di riferimento dello spogliatoio, cercando di dare subito il mio contributo attraverso le azioni quotidiane. Fisicamente sto bene, e questo mi ha aiutato a essere subito dentro al progetto. Il gruppo mi ha accolto a braccia aperte: c’è molta coesione e una grande sintonia tra squadra e staff. Le linee guida del management sportivo sono chiare e condivise, e questo crea un ambiente trasparente. Certo, c’è sempre da migliorare, ma la cosa più bella è vedere il coinvolgimento di tutti i giocatori, a 360 gradi, nella vita del club: è un segno di cultura di squadra, e quest’anno vogliamo farla crescere ancora. Una curiosità: com’è ritrovarsi ad avere come allenatore un compagno di tanti anni, come Marcello Violi?Avevo già vissuto una situazione simile l’anno scorso con Dave Sisi alle Zebre, ma con Marcello è diverso: lui è entrato pienamente nel ruolo di allenatore, pur restando se stesso. Sa quando serve una battuta o un sorriso, ma anche quando bisogna essere esigenti e dire le cose come stanno. È molto attento alla squadra, senza distinzioni: che tu sia il capitano, un veterano o un giovane appena salito dalla cadetta, pretende sempre il massimo. Apprezzo molto la sua integrità, perché sono convinto che i progetti vincenti nascano prima di tutto dalle persone. Marcello gode della fiducia del club, dello staff e del gruppo, e sta facendo davvero un ottimo lavoro. Fuori dal campo ogni tanto ci scappa la battuta tra vecchi compagni, ma io rispetto totalmente la sua posizione da allenatore, come lui rispetta la mia da giocatore: fa parte di un equilibrio sano. Passando alla Nazionale: da ex capitano azzurro, come vedi oggi l’Italia e che tipo di partite ti aspetti da questa finestra internazionale?Dopo la tournée estiva ho parlato con diversi ragazzi e ho visto Gonzalo Quesada alla presentazione della stagione a Parma: sono rimasto colpito dalla solidità e dalla competitività che la squadra sta costruendo. È un gruppo che matura di partita in partita.L’Australia, che affronteremo per prima, arriva da un periodo di crescita e sarà un test tosto, ma l’Italia gioca in casa e ha ormai una struttura consolidata, con molti giocatori che stanno facendo esperienza all’estero e si stanno affermando ai massimi livelli. Mi aspetto tre partite di altissimo livello, perché la Nazionale sta trovando continuità e identità.  Ti sembra che il percorso di crescita della squadra sia ancora condiviso e in pieno sviluppo?Sì, assolutamente. È chiaro, condiviso e in continua conferma. Non riguarda solo la Nazionale, ma tutto il movimento di alto livello: le Zebre sono partite bene, Treviso è sempre più solida, e stanno emergendo tanti giovani interessanti.Penso a Belloni, a Opoku, a Todaro: sono segnali che il percorso funziona, che si sta lavorando nella direzione giusta. La crescita non è più solo teorica, si vede nelle prestazioni, nelle mini-competizioni interne durante l’anno, dal Sei Nazioni ai test estivi.Mi aspetto tre partite intense, con un’Italia solida in mischia, ruvida in difesa e capace di esprimere un gioco efficace quando l’attacco gira. Per vincere servirà giocare al 100%, senza lasciare nulla sul campo, ma sono convinto che vedremo una squadra capace di divertirsi e far divertire.

Campionati | 06/11/2025

L’ex CT Nick Mallett verso Italia v Sudafrica: “Allenare gli Azzurri è stata l’esperienza migliore della mia vita”

Nick Mallett ha la voce simpatica e musicale che aveva anche nel 2007, quando accettò l'incarico di Commissario Tecnico della Nazionale Italiana, con l'obiettivo di guidare uno sviluppo in vista della Coppa del Mondo del 2011. Oggi, a 69 anni, ha chiuso con la carriera da allenatore ed è un popolare commentatore per il broadcaster principale del suo paese, il Sudafrica. In vista della sfida tra gli Azzurri e gli Springboks, in programma il 15 novembre all'Allianz Stadium di Torino, analizza i temi tattici principali della partita, ma coglie anche l'occasione per ripercorrere le tappe fondamentali della sua esperienza sulla panchina dell'Italia: Lei ha allenato l’Italia dal 2007 al 2011: che cosa pensa della squadra di oggi? "Penso che i progressi del rugby italiano siano stati fantastici da quando le squadre sono entrate nella Celtic League, che oggi è la URC. Avere due squadre in quel campionato è stato fondamentale per rafforzare il livello internazionale dell’Italia.Do grande merito a Giancarlo Dondi, allora Presidente della Federazione, per aver spinto con determinazione in quella direzione. Fu una scelta decisiva, e una delle prime cose di cui parlai con lui quando arrivai in Italia: serviva assolutamente alzare il livello della competizione.Ricordo una partita che vidi appena arrivato. La palla era rimasta effettivamente in gioco solo per 17 minuti. Ogni volta che l’arbitro fischiava, c’era una mischia, la mischia crollava, arrivava un calcio di punizione, poi una touche, un altro errore… insomma, il tempo effettivo era molto basso. A livello internazionale, invece, avevo appena visto Australia-Inghilterra: oltre 40 minuti di palla in gioco. In pratica, un giocatore italiano in campionato giocava metà del tempo effettivo rispetto a un inglese o un australiano. Era evidente che per migliorare bisognava far giocare gli italiani ogni settimana in un contesto più competitivo, e l’ingresso nel campionato celtico fu la chiave per questo salto di qualità. L’Italia ha sempre avuto giocatori di talento — Parisse, Castrogiovanni, Masi — che però giocavano all’estero, in campionati professionistici. Il problema era per chi restava in Italia: serviva un contesto più competitivo. Giocatori come Alessandro Zanni erano molto talentuosi, ma avevano bisogno di misurarsi ogni settimana con un livello più alto.In sostanza, il talento c’era allora come c’è oggi, ma mancava la profondità. I migliori giocavano fuori, e quelli che restavano facevano fatica a compiere il salto. I primi due anni furono duri, ma negli ultimi due arrivarono ottimi risultati.Oggi credo che l’Italia abbia la capacità di battere chiunque, se gioca al meglio. Ha un pacchetto di mischia solido e una linea arretrata eccellente. Menoncello, ad esempio, è un centro straordinario, forse uno dei migliori al mondo in questo momento. Se è nella giornata giusta, l’Italia può rappresentare un problema per chiunque". Che tipo di partita si aspetta di vedere a Torino tra Italia e Sudafrica? "Credo che il Sudafrica arriverà molto concentrato a Torino. L’Italia ha messo in difficoltà gli Springboks nel primo test in estate, lavorando benissimo sul breakdown e rallentando il pallone. Nel secondo test, invece, il Sudafrica ha avuto palloni più rapidi ed è riuscito a segnare 48 punti. I sudafricani sanno che quella è una delle armi principali dell’Italia: dovranno cercare di ottenere un possesso veloce, con molto sostegno vicino al portatore. Giocheranno in modo diretto, con tanti duelli fisici, cercando calci alti per mettere sotto pressione il triangolo allargato italiano. Per l’Italia sarà fondamentale reggere in mischia. Non si possono concedere sei o sette calci di punizione contro il Sudafrica, perché il rischio è quello di ritrovasi nella propria metà campo, subire una maul e poi un’altra punizione, magari un cartellino giallo. Nel primo test in Sudafrica l’Italia fu molto intelligente: in mischia mise il pallone rapidamente in canale uno, lo fece uscire subito e riuscì a evitare che il pacchetto arretrasse. Dovranno ripetere quelle soluzioni. È tutto fattibile, ma serve grande attenzione. Le fasi statiche saranno decisive". Il Sudafrica è sembrato per anni una squadra inscalfibile, costante, tenace e resiliente. Secondo lei, qual è il segreto di questa forza e quanto dipende dal lavoro di Rassie Erasmus? "Molto del successo del Sudafrica dipende da Rassie Erasmus. È un tecnico eccezionale, con piani di lungo periodo chiari e condivisi con la squadra.Ha creato un sistema per avere tre giocatori affidabili in ogni ruolo, tutti in grado di giocare una finale mondiale. Così se un titolare si infortuna, chi entra ha già esperienza e confidenza a livello internazionale. Questo è ciò che manca all’Italia, al momento: non il talento, ma la grande profondità. È un aspetto molto importante, anche se vedo una grande crescita anche da questo punto di vista". Oggi è un apprezzato commentatore televisivo: cosa trova più difficile, giocare, allenare o commentare una partita? "Allenare è di gran lunga più difficile che giocare o commentare. Da giocatore puoi commettere un errore e poi rimediare; da commentatore analizzi, ma non sei coinvolto emotivamente nel risultato. Da allenatore invece investi tutto nella squadra, e quando sei in tribuna puoi solo guardare. Se un arbitro sbaglia o un giocatore commette un errore imprevisto, non puoi intervenire. È un’enorme tensione continua". Qual è il suo miglior ricordo nel periodo in cui è stato commissario tecnico dell’Italia? "Sono stato molto fortunato con il mio gruppo di giocatori. Ricordo di essermi detto che, per diventare un buon allenatore in Italia, dovevo prendere ragazzi come Leonardo Ghiraldini o Alessandro Zanni e migliorarli del 10% ogni anno. Dopo quattro anni, sarebbero stati il 40% migliori. È questo il mio ricordo più bello: veder crescere quei giocatori. La vittoria contro la Francia nel Sei Nazioni, la prima in casa, fu indimenticabile: il giro d’onore, la gente che cantava l’inno, un’emozione straordinaria. È stata l’unica volta in cui ho pianto da allenatore". https://www.youtube.com/watch?v=1NfK3lxot_g "E poi la partita contro gli All Blacks al San Siro, davanti a 80.000 persone: perdemmo 20-6, ma meritavamo una meta di punizione. Fu una delle migliori prestazioni della mia gestione.Fu anche importante vedere come i giocatori cambiarono percezione nei miei confronti. All’inizio pensavano fossi lì solo per concludere la carriera e guadagnare qualcosa. Ma con il tempo, imparando meglio l’italiano e conoscendoli come persone, si creò un legame vero. Il momento dell’addio, dopo il Mondiale 2011, fu molto toccante. Mi sentivo davvero amico di quei ragazzi.Allenare l’Italia è stata decisamente la migliore esperienza della mia vita".

Italia | 29/10/2025

Quilter Nations Series, gli Azzurri pronti alle sfide di novembre

Australia, Sudafrica e Cile per gli Azzurri di Quesada,  simulcast Sky Sport/Rai2 Vittoria Assicurazioni rinnova la sponsorship con FIR sino al 2028  Parte da Milano, dove venerdì 24 ottobre è stata varata dai vertici istituzionali e sportivi della Federazione Italiana Rugby, il cammino della Nazionale Italiana maschile nelle QuilterNations Series 2025. Il trittico di test-match autunnali che inaugura la stagione 2025/26 degli Azzurri di Gonzalo Quesada è stato presentato presso la sede di Vittoria Assicurazioni, main sponsor della FIR dal 2021, a pochi giorni dall’inizio del raduno di Verona che vedrà da domenica 26 ottobre gli Azzurri di Gonzalo Quesada impegnati a preparare le sfide dell’8 novembre al Bluenergy Stadium di Udine contro l’Australia, del 15 novembre all’Allianz Stadium di Torino contro il Sudafrica Campione del Mondo e del 22 novembre al “Luigi Ferraris” di Genova con il Cile, inedito avversario per l’Italrugby. I biglietti per le Quilter Nations Series sono disponibili su federugby.ticketone.it I tre test-match che vedranno impegnati Capitan Lamaro e compagni saranno trasmessi in diretta integrale in simulcast da Sky Sport e Rai Sport, e saranno disponibili in streaming su NOW, rinnovando la sinergia tra le due emittenti nel promuovere e raccontare il grande rugby al pubblico italiano. L’appuntamento di lancio delle Quiter Nations Series ha rappresentato anche l’occasione, per FIR e Vittoria Assicurazioni, di ufficializzare il rinnovo della main sponsorship: la compagnia assicurativa proseguirà nel proprio impegno a fianco del rugby italiano sino al 2028 su diversi fronti. Dalla main sponsorship delle Nazionali Seniores maschili e femminili e della Nazionale Under 20 al sostegno concreto ai settori giovanili della Federazione, con particolare riferimento alle fasce di età 12 – 15 anni, e al progetto tecnico federale verso i cosiddetti “Poli di sviluppo” nell’ambito dell’iniziativa “Sogna con Vittoria”. Si consolida, così, un rapporto che, negli anni, ha dato vita a iniziative di profondo valore sociale, come il Vittoria for Women Tour, che unisce la promozione di forme di gioco alternative come il Beach rugby con la prevenzione delle malattie oncologiche femminili.  https://www.youtube.com/live/Q7DilxEgG9s?si=f8j-9IOD-VQVhn1t Matteo Campaner, Amministratore Delegato di Vittoria Assicurazioni, ha dichiarato: “La decisione di rinnovare questa collaborazione è apparsa quasi naturale. Per tutti noi di Vittoria, la FIR, oggi, non è solo un partner commerciale, ma un compagno di viaggio con cui condividiamo valori e progetti che vanno oltre il business e con il quale vogliamo raggiungere e conquistare ancora diverse mete. Come sponsor di maglia accompagniamo gli Azzurri e le Azzurre nelle diverse competizioni internazionali che li vedono protagonisti in campo, mentre con l’iniziativa ‘Sogna con Vittoria’ confermiamo la volontà di essere presenti anche sul territorio per supportare la crescita del movimento del rugby e la diffusione della cultura assicurativa, a livello sia personale che professionale.” Andrea Duodo, Presidente della Federazione Italiana Rugby, ha aggiunto: “Mentre ci prepariamo a vivere con entusiasmo e fiducia negli Azzurri un autunno di grande rugby internazionale, siamo felici di proseguire almeno sino al 2028 nel cammino condiviso con Vittoria Assicurazioni, dando continuità a un rapporto fondato su valori condivisi e sulla volontà di crescere insieme. La nostra visione è quella di un Gioco capace di ispirare le future generazioni non solo alla pratica sportiva, ma anche a un ruolo attivo nella società civile: in tal senso siamo felici di poter collaborare con Unicef, durante le QuilterNations Series, per sostenere attivamente insieme ai broadcaster ed a tutti i nostri partner la progettualità legata alla continuità educativa attraverso donazioni per l’acquisto di’ School Box”, coinvolgendo i nostri fans che avranno modo di effettuare donazioni, m attraverso una pagina web dedicata, in occasione delle mete degli Azzurri, inaugurando un percorso che ci vedrà impegnati al fianco di Unicef almeno sino a tutto il 2027.Dopo il successo dei test 2024, siamo entusiasti di poter tornare anche quest’anno in due impianti all’avanguardia come il Bluenergy e l’Allianz ed in uno stadio che da novant’anni ospita gli incontri dell’Italia come il Ferraris per accogliere due super potenze come Australia e Sudafrica e una nazione emergente come il Cile in tre appuntamenti che appassioneranno i nostri fans e offriranno agli Azzurri dei momenti di confronto fondamentali per il ranking e per continuare a costruire il proprio percorso verso la Rugby World Cup 2027”.Gonzalo Quesada, Commissario Tecnico della Nazionale Italiana Maschile, ha aggiunto: “Ci aspetta una sfida affascinante nella finestra internazionale di novembre. Inizieremo contro Australia e Sudafrica – ha spiegato Gonzalo Quesada – due squadre reduci da un grande Rugby Championship, con quattro mesi di lavoro insieme e quasi dieci partite alle spalle prima di arrivare in Italia. Noi avremo meno tempo, ma al raduno di Verona vogliamo sfruttarlo al massimo: nessun alibi, solo concentrazione e voglia di fare bene. Dopo il tour in Namibia e Sudafrica c’è grande entusiasmo: iniziare una nuova stagione, in casa e davanti ai nostri tifosi, è una motivazione forte per tutti. La prima partita di una serie internazionale – come succede anche al Sei Nazioni – è sempre la più complessa da preparare, ma ho piena fiducia nello staff e nel gruppo. Sono certo che metteremo in campo energia, attenzione e impegno per arrivare pronti, anche con pochi allenamenti insieme. A Verona lavoreremo due giorni con il gruppo al completo, poi rilasceremo i giocatori che militano all’estero per permettere loro di tornare ai club. Ci ritroveremo tutti nella settimana della gara contro l’Australia. So che ogni giocatore darà tutto per onorare questa maglia e per regalare al nostro pubblico una prestazione di cui essere orgogliosi. Il sostegno dei tifosi sarà, come sempre, la nostra arma in più.”

Italia | 24/10/2025

Verso Italia-Australia: Un’imbarcazione FIR presente alla ‘Barcolana’ di Trieste 

Un equipaggio della Federazione Italiana Rugby ha preso parte alla cinquantasettesima edizione della Barcolana di Trieste, una delle regate più importanti a livello globale, che dal 2018 detiene il Guinness World Record per la Regata più grande del mondo.  A portare in mare una vela che ricordava l’appuntamento dell’8 novembre, quando a Udine l’Italia di Gonzalo Quesada ospiterà l’Australia (con calcio d’inizio alle 18.40 al Bluenergy Stadium), tra gli altri, il Presidente FIR Andrea Duodo, il Presidente del Comitato Regionale del Friuli Venezia-Giulia Emanuele Stefanelli, e gli Ex Azzurri Silvia Pizzati, Leonardo Ghiraldini, Matteo Mazzantini e Carlo Checchinato, rispettivamente ora consiglieri Federali e Direttore Commerciale FIR. Assieme a loro, rappresentanti del marketing e dei tecnici federali.  La partecipazione alla Barcolana rientra in un più ampio quadro di promozione della sfida che apre le Quilter Nations Series degli Azzurri. Nella giornata di giovedì 9 ottobre infatti, il CT Quesada ha incontrato i tecnici dei club del Friuli Venezia-Giulia per un clinic molto partecipato, come racconta il Presidente del comitato regionale Stefanelli. “Siamo felici - racconta - del successo di questa iniziativa in una città come Trieste, che ha avuto modo di conoscerci e di accogliere le iniziative di promozione di Italia v Australia. Ci siamo resi conto fin da subito che le persone intorno a noi erano molto curiose: siamo stati fermati sia sulla terraferma, che in mare, da curiosi e appassionati, che ci hanno chiesto informazioni. In generale, la Barcolana è una regata storica, e prenderne parte è un onore che abbiamo voluto onorare al massimo. Inoltre, avere in equipaggio dei grandi campioni come Checchinato, Pizzati o Ghiraldini, ci ha permesso di risultare immediatamente riconoscibili. Al di là di questa domenica di sole e di mare, la promozione di Italia v Australia è caratterizzata da una forte presenza sul territorio: per questo voglio ringraziare i giocatori Azzurri e il CT Quesada, sempre a disposizione per regalare delle bellissime esperienze a giocatori di tutte le età, tecnici e membri degli staff delle nostre società”. I biglietti per Italia v Australia sono disponibili su TicketOne, con promozioni dedicate ai tesserati FIR. Tutte le informazioni sono presenti nella sezione eventi di federugby.it.

Italia | 13/10/2025

I giocatori della Federazione Italiana Rugby diventano Campioni FAO 

La Federazione Italiana Rugby (FIR) entra a far parte della comunità dei Campioni dell’Organizzazione delle Nazioni Unite per l’Alimentazione e l’Agricoltura (FAO) – “FAO Champions”. Insieme, celebreranno l’80º anniversario della FAO con una missione comune: promuovere diete sane,sostenibilità, e ridurre gli sprechi alimentari attraverso la forza dello sport. Annunciata in occasione della Giornata Internazionale della Consapevolezza sulle Perdite e gli Sprechi Alimentari, la collaborazione sottolinea l’impegno collettivo del rugby nel promuovere scelte alimentari consapevoli e nel favorire la sostenibilità attraverso il linguaggio universale dello sport. Mentre la FAO celebra otto decenni di azione per una produzione migliore, una nutrizione migliore, un ambiente migliore e una vita migliore per tutti, la FIR si impegna a coinvolgere atleti, tifosi e comunità in tutta Italia e oltre nel compiere scelte alimentari consapevoli. Il 16 e 17 ottobre, la Federazione – in particolare il Presidente FIR Andrea Duodo, la Vice Presidente Antonella Gualandri, i Centurioni Leonardo Ghiraldini, Sara Barattin e Lucia Gai, insieme a giocatori delle Nazionali maggiori e delle squadre giovanili – parteciperà alla Giornata Mondiale dell’Alimentazione e alla Giornata Mondiale dell’Alimentazione per i Giovani presso la sede della FAO a Roma. All’evento, che metterà al centro i giovani, si terrà una sessione di cucina interattiva guidata dallo chef Alessandro Borghese insieme ai giocatori della FIR, un’occasione per far conoscere ai bambini cosa signfica mangiare sano, in modo divertente e pratico. https://www.youtube.com/watch?v=im3NLdvuXT0 Il Vice Direttore Generale della FAO, Maurizio Martina, ha commentato: “Lo sport unisce e ispira. Attraverso collaborazioni come questa possiamo amplificare messaggi fondamentali sull’alimentazione sana, la riduzione dello spreco alimentare e la costruzione di un futuro alimentare sicuro, insieme.” Il Presidente della FIR, Andrea Duodo, ha dichiarato: “Siamo onorati di diventare Campioni della FAO. Il rugby ci insegna che i più grandi traguardi si raggiungono con coraggio, disciplina e lavoro di squadra, principi che vogliamo sostenere nella lotta contro la fame e a favore della sostenibilità.” Il Centurione ed ex Capitano dell’Italia Leonardo Ghiraldini, oggi membro del Consiglio Federale FIR con delega alla Sostenibilità, ha aggiunto: “Il rugby è una scuola di vita. Ci insegna ad avere cura degli altri e ad agire con consapevolezza. Con questa partnership vogliamo ispirare i giovani a comprendere l’impatto delle loro scelte sulla salute, sulle comunità e sul pianeta.”

Impegno Sociale | 29/09/2025

Autumn Nations Series 2025, Italia v Samoa: gli Azzurri tornano a Genova il 22 novembre.

Biglietti disponibili su federugby.ticketone.it Il grande rugby internazionale torna a Genova: sabato 22 novembre alle ore 21.10 gli Azzurri affronteranno Samoa allo stadio Luigi Ferraris, per l’ultimo appuntamento delle Autumn Nations Series 2025. L’Italia torna ancora una volta nell’impianto del capoluogo ligure, una delle città ad aver ospitato più volte la Nazionale Italiana Maschile di Rugby, l’ultima delle quali nel 2024 contro la Georgia. Italia v Samoa chiuderà un intenso novembre di test match per la squadra guidata da Gonzalo Quesada, che aprirà la propria campagna autunnale l’8 novembre a Udine contro l’Australia e proseguirà il 15 novembre a Torino contro il Sudafrica. La collaborazione tra FIR, il Comune di Genova e Regione Liguria, protagonista nel 2025 come Regione Europea dello Sport, si rinnova grazie a un evento che riporta la Nazionale all’ombra della Lanterna, riportando gli Azzurri in una città inscindibilmente legata alla storia dell’Italrugby, sede del primo raduno azzurro nel 1929 in vista del debutto internazionale di Barcellona contro la Spagna. I biglietti per Italia v Samoa sono disponibili da oggi su federugby.ticketone.it, con tariffe speciali dedicate ai tesserati e ai Club FIR. Il dettaglio dei prezzi per Italia V Samoa Distinti Centrale: 45€ Distinti Laterali: 30€

Italia | 02/07/2025