Nazionale: Italia Maschile
Italia v Irlanda 17-22, Quesada e Brex: “Amarezza e orgoglio: grazie ai nostri splendidi tifosi per il supporto”
Dopo la sfida conclusiva del Guinness Sei Nazioni 2025, finita 17-22 in favore dell’Irlanda, il CT Azzurro Gonzalo Quesada e il Capitano di giornata Nacho Brex riflettono su quanto visto in campo e sulle opportunità di una sfida dominata dall’intensità. “La sensazione che ho -dice Quesada - è che la squadra abbia concluso il Torneo con la sua migliore prestazione. Oggi siamo stati vicini a una vittoria che sembrava incredibile, ma che poteva essere possibile. Sono fiero dei giocatori perché hanno fatto una settimana di grande lavoro, impegnandosi per mettere in campo una prestazione di livello. Sapevo che ognuno si sarebbe fidato dell’altro: sono fiero della prova. Prenderemo da ora in poi ogni momento possibile per lavorare insieme e per crescere ancora. Una cosa è sicura: siamo arrabbiati perché abbiamo fatto tanto lavoro ben sapendo che sarebbe potuta arrivare una possibilità. Sono arrabbiato perché i ragazzi meritano tanto e perché nonostante sia un buon finale di Sei Nazioni, poteva essere un momento incredibile da condividere tra squadra e tifosi”. A fargli eco è Capitan Brex, che parla di come ha vissuto in campo il momento più difficile “Quando eravamo in 14 ho parlato con i miei compagni dicendogli di focalizzarci sui nostri compiti e di provare a rimanere in piedi in difesa. Rimane l’amarezza perché non ce l’abbiamo fatta, ma siamo contenti di aver guadagnato autorevolezza. Oggi abbiamo comunque fatto un passo in avanti: siamo sicuri che coach Quesada ci farà lavorare per crescere ancora da questo punto di vista. Voglio ringraziare i tifosi, che ci hanno dato un supporto incredibile, in casa e all’estero: ci fa un piacere immenso avere tanta gente che ci segue e ci dà energia extra in campo”.
Nazionali | 15/03/2025
Guinness Sei Nazioni: l’edizione 2025 la più partecipata di sempre
Duecentomila biglietti per le tre gare in casa della NazionaleLa sfida contro l’Irlanda di sabato 15 marzo allo Stadio Olimpico di Roma chiuderà l’edizione 2025 del Guinness Sei Nazioni per l’Italia di Gonzalo Quesada e manderà in archivio il venticinquesimo anno della partecipazione italiana al più antico e prestigioso Torneo del panorama rugbistico internazionale. Roma, dopo sette settimane e tre incontri interni degli Azzurri, si appresta a salutare un’edizione del Torneo mai così sentita e partecipata dalla famiglia del rugby italiano, che ha vissuto per la prima volta il lancio globale della manifestazione in gennaio, con i sei Capitani nell’arena del Colosseo per una foto destinata a fare il giro del mondo, ottenendo la massima esposizione mediatica mai raggiunta dai precedenti eventi di presentazione. A quel momento di visibilità globale ha fatto seguito una campagna di biglietteria senza precedenti, con duecentomila biglietti staccati per le sfide degli uomini di Quesada a Galles, Francia e Irlanda e ricavi per oltre sette milioni e mezzo di euro: obiettivi mai raggiunti prima dal Sei Nazioni a Roma. Sabato 15 marzo, per l’atto conclusivo, l’Olimpico sarà esaurito in ogni ordine di posto, portando le presenze totali per l’edizione 2025 a duecentomila ingressi: un dato impreziosito dalle decine di migliaia di persone che hanno ballato, cantato e tributato un caloroso arrivederci, sul palco del Peroni Nastro Azzurro Terzo Tempo Village, allo storico Capitano dell’Italia Sergio Parisse, rendendo non solo lo Stadio simbolo della Capitale, ma tutto il Parco del Foro Italico, l’ombelico del mondo ovale nelle ultime settimane.
Nazionali | 14/03/2025
Sei Nazioni Maschile, U20, Super Rugby: il palinsesto ovale del weekend
Il fine settimana rugbistico della metà di marzo porta con sé tante partite da seguire su Sky Sport e su Rai. Apre il weekend la sfida di Super Rugby tra Highlanders e Hurricanes, trasmessa in diretta su Sky Sport Arena venerdì 14 marzo alle 7.05. A seguire, sempre venerdì sarà la volta del Sei Nazioni U20, che si conclude con le gare del quinto turno. Galles v Inghilterra andrà in onda alle 20.30 su Sky Sport Max e potrebbe vedere gli inglesi vincere il Torneo centrando il secondo grande slam consecutivo. Alle 20.45 invece, gli Azzurrini di coach Roberto Santamaria ospiteranno l’Irlanda a Monigo. La partita andrà in onda in diretta dalle 20.45 su Sky Sport Uno e in simulcast in chiaro su Rai Play, anche se alle 21.15 inizierà anche il collegamento su RaiSport. Conclude il turno, e il Sei Nazioni U20, Francia v Scozia, alle 21.15 su Sky Sport canale 253 Sabato andrà invece in onda il “Super Saturday” che assegnerà il titolo di vincente del Guinness Men’s Six Nations. Francia, Inghilterra e Irlanda si giocheranno il titolo in tre partite diverse. Iniziano gli irlandesi, ospiti all’Olimpico degli Azzurri di Quesada. Italia v Irlanda andrà in onda in diretta alle 15:15 su Sky Sport Uno e in simulcast in chiaro su Rai 2. A seguire, Galles v Inghilerra (ore 17:45 su Sky Sport Arena) e Francia v Scozia (ore 21:00 su Sky Sport Arena) Venerdì 14 marzoOre 7.05 – Super Rugby 2025 – in diretta su Sky Sport ArenaHighlanders v Hurricanes Ore 20.30 – U20 Six Nations – V turno – in diretta su Sky Sport MaxGalles v Inghilterra Ore 20.45 – U20 Six Nations – V turno – in diretta su Sky Sport Uno e in simulcast su Raiplay (in diretta dalle 21.15 anche su Rai Sport)Italia v IrlandaOre 21.15 – U20 Six Nations – V turno – in diretta su Sky Sport 253Francia v Scozia Sabato 15 marzoOre 15:15 – Guinness Men’s Six Nations – V turno – In diretta su Sky Sport Uno e in simulcast su Rai 2Italia v IrlandaOre 17:45 - Guinness Men’s Six Nations – V turno – In diretta su Sky Sport ArenaGalles v InghilterraOre 21:00 - Guinness Men’s Six Nations – V turno – In diretta su Sky Sport ArenaFrancia v Scozia
Nazionali | 13/03/2025
Andrea Taveggia, il più anziano capitano vivente degli Azzurri, omaggiato nel giorno del suo novantaduesimo compleanno
Un compleanno da ricordare per Andrea Taveggia, Azzurro numero 144 con 16 caps tra il 1954 e il 1967. L'ex giocatore di Brescia e Amatori Milano, ha infatti ricevuto dal Vice Presidente Vicario FIR, Paolo Vaccari, una maglia Azzurra, quale più anziano capitano della Nazionale Italiana vivente. La premiazione è avvenuta nel prepartita di Italia v Francia, lo scorso 23 febbraio, proprio nel giorno del novantaduesimo compleanno di Taveggia, pilone capace di segnare 728 punti nel massimo campionato italiano, risultando anche miglior marcatore del campionato 1959, con 128 punti segnati. La sua particolarità consisteva infatti nel fatto che, pur essendo un giocatore di prima linea, a lui era assegnato il compito di gestire i calci piazzati. La celebrazione di un grande capitano del passato azzurro è stato un momento denso di gratitudine, verso un giocatore che rappresenta una delle testimonianze più vivide dell'eredità del rugby italiano, a cui è stato reso merito con una cerimonia che ha visto protagonista il capitano novantaduenne Andrea Taveggia.
Nazionali | 26/02/2025
Italia v Galles 22-15, Quesada e Lamaro: “Vittoria importante, rispettato il piano di gioco prefissato”
Dopo la vittoria per 22-15 sul Galles, nella seconda giornata del Guinness Sei Nazioni, il CT Gonzalo Quesada e il Capitano Michele Lamaro analizzano la partita in conferenza stampa, una partita che vale 4 punti per gli Azzurri, conquistati davanti al pubblico di casa dello Stadio Olimpico di Roma. “Lavoriamo tanto, con tutto lo staff – ha dichiarato Quesada -per accompagnare questa bella squadra nel suo percorso di crescita. Oggi è un giorno importante, un vero punto di evoluzione e questo mi rende contento. Abbiamo giocato come avevamo pianificato: con disciplina e gestendo bene il territorio, avendo consistenza e pragmatismo per rispettare il piano di gioco. Sono fiero della squadra. Peccato per gli ultimi 10 minuti, potevamo fare meglio, ma gestire la partita in questo modo è stato importante per questo bel gruppo. Continueremo a lavorare con grande umiltà, con l’obiettivo di crescere e di continuare a farlo in questo modo “ A fargli Eco è Lamaro: “Sono molto contento di come abbiamo approcciato la gara sin dall’inizio, assorbendo un po’ di pressione dettata anche dalla pioggia battente e gestendo bene il gioco al piede. Adattarci alle condizioni esterne e gestire questo adattamento è stato importante per questa squadra, soprattutto in una partita come questa, in cui abbiamo fatto un gioco che non è quello che preferiamo in assoluto”. Strategicamente, l’Italia si è affidata spesso a Tommaso Allan e ai suoi piazzati: su questo sia Quesada che Lamaro hanno spiegato: “Abbiamo parlato molto in settimana per preparare una strategia che ci permettesse di piazzare appena possibile”, dice il CT, con il Capitano che chiarisce: “Era complicato giocare in attacco perché la palla era molto scivolosa. Inoltre sappiamo che riusciamo a mettere pressione tra i 50 e i 30 metri avversari, facendo sì che l’avversario ci conceda calci di punizione: per questo abbiamo pensato insieme di fare in modo di mettere più punti possibili. Spesso vogliamo mettere pressione e non calciare, ma è l’istinto che ci fa pensare in questo modo. Quando vedo il calciatore che mi dice che se la sente, la mia parte razionale mi fa capire che è importante andare per i pali e aumentare il distacco”. Sugli ultimi minuti e sull’importanza della vittoria nel camminio dell’Italia: “Sapevamo che la maul e il drive erano punti di forza del Galles – spiega Quesada - quindi ora analizzeremo gli ultimi minuti per capire cosa ha funzionato e cosa no: dobbiamo lavorare come sempre, ma il bilancio oggi è positivo”. “Credo che questa vittoria sia un grande traguardo che ci ha tolto un bel peso di dosso – dichiara Lamaro - e che ci permetterà per giocare con più serenità e di mettere in difficoltà le prossime avversarie, facendo valere i nostri punti di forza”.
Italia | 08/02/2025
La Nazionale U20 si allena con la Maggiore, Santamaria: “Importante per preparare la sfida con la Scozia”
Una parte del gruppo dei convocati della Nazionale U20 si è allenata, nelle giornate di venerdì e sabato al CPO Giulio Onesti di Roma, con la Nazionale Maggiore. è stato un importante momento di confronto per gli Azzurrini, che hanno potuto confrontarsi con i più grandi, ottenendo consigli preziosi e potendo garantire agli Azzurri di Quesada una controparte di livello. L'Head Coach della Nazionale U20, Roberto Santamaria, ha parlato di questo e della preparazione all'esordio nel Sei Nazioni di categoria, il 31 gennaio all'Hive Stadium di Edimburgo (in diretta dalle 20.15 su Sky Sport e in simulcast in chiaro su RaiSport. “Siamo a ridosso del nostro esordio nel Sei Nazioni U20. La nostra preparazione è iniziata a novembre – ha esordito Roberto Santamaria – con i test contro Francia e Irlanda e poi con i raduni a gennaio. Abbiamo visionato un folto numero di ragazzi. C’è tanta competitività e ci hanno messo in difficoltà con le scelte: hanno mostrato molta voglia di voler entrare all’interno del gruppo. E’ un fattore molto stimolante anche per lo staff per cercare di ottenere il massimo da ogni raduno e ogni allenamento”. “Confrontarsi con la Nazionale Maggiore Maschile prima dell’esordio al Sei Nazioni è una opportunità incredibile. Ci aiuterà ad aumentare l’intensità che troveremo poi sicuramente all’interno nel torneo contro i nostri avversari. E’ un ottimo allenamento per provare a spingerci oltre i nostri limiti. E’ stato importante per noi avere questa opportunità”. “Il nostro esordio sarà in Scozia in una partita che si prospetta durissima. Negli ultimi anni siamo riusciti a spuntarla non senza difficoltà. E’ una squadra che sta crescendo, la Scozia ha lavorato molto bene sul movimento giovanile. Ci aspetta un match molto fisico” ha concluso Santamaria.
Italia | 26/01/2025
Linee di meta: Niccolò Cannone e Paolo Ghelardi
La linea di meta è dritta, quella della vita no: come, grazie a qualcuno, la traiettoria personale di atlete e atleti è cambiata. “L’allenatore che sicuramente mi ha dato qualcosa di unico, soprattutto a livello emotivo, è stato Paolo Ghelardi detto ‘Il Ciafo’, leggenda del calcio storico e del rugby fiorentino. Ho avuto la fortuna di passare un anno e mezzo con lui. Tutti le volte che ci penso mi vengono i brividi per il modo in cui affrontava le partite, per come viveva i derby toscani. Lui aveva fatto tutta la carriera a Firenze per poi unirsi al Florentia Rugby, dove giocavo io. Prima dei derby piangeva, sentiva la partita come se dovesse giocarla anche lui insieme a noi. Non ho mai visto una persona vivere così tanto emotivamente una partita, e questa cosa ci caricava tantissimo, e ancora oggi credo che mi accomuni a lui la passione, l’emotività e la cattiveria agonistica che mettiamo in campo, oltre ovviamente all’amore smisurato che abbiamo per Firenze” – Niccolò Cannone Il rugby è amore, passione, emotività. Niccolò Cannone è la furia agonistica di fronte ai miti del rugby moderno, affrontati con rispetto ma con la consapevolezza di poter stare a quel livello. Niccolò Cannone però è anche l’emozione prima del match, le lacrime durante l’inno, l’abbraccio con i compagni, l’urlo di gioia dopo una vittoria. Non sono cose che spuntano all’improvviso, sono cose che vengono da dentro, e che vengono tirate fuori da allenatori capaci di far esprimere i bambini e i ragazzi nel modo migliore. Così ha fatto Paolo Ghelardi, detto “Il Ciafo” – 67 anni, allenatore fino al 2017 e insegnante di educazione fisica fino a quest’anno (“ora sono andato in pensione, largo ai giovani”) – che ha allenato Niccolò Cannone prima in Under 16 e poi nella Prima Squadra del Florentia Rugby, una società legata soprattutto al quartiere 4 di Firenze e nata nel 2013 dalla fusione tra il Bombo Rugby – che operava nel settore giovanile dal 1998 – e il Firenze Rugby, nato nel 2003 e storicamente legato all’attività seniores. Un club che ha sempre schierato almeno una squadra in ogni categoria, dall’Under 6 fino alla Serie C e alla Serie B, oltre alle squadre old composte da ex giocatori, genitori dei ragazzi e tanti appassionati di rugby, e che nel 2023 si è unito al Firenze Rugby 1931 formando l’Unione Rugby Firenze. Dal Florentia, oltre a Niccolò, è uscito fuori anche il fratello più piccolo, Lorenzo. Proprio Ghelardi ha raccontato la bellissima esperienza vissuta con Niccolò Cannone, oggi seconda linea del Benetton e della Nazionale, e in generale nel rugby giovanile con il Florentia, dove ha giocato e dove – seguendo un percorso simile – ha giocato anche il fratello Lorenzo: “Niccolò era il più grande e grosso di tutti già a quei tempi, ma è un ragazzo d’oro. Lui e il fratello sono di un’umiltà incredibile. Quando tornano a Firenze spesso vengono a vedere le partite, stanno insieme a noi, è una cosa molto bella. Con Niccolò ho lavorato un paio d’anni in Under 16, ancora si doveva formare del tutto rugbisticamente, ma in campo era sempre attivo, giocava sempre con il sorriso e si vedeva tutto il suo amore per il rugby e la voglia di imparare” spiega Ghelardi, che poi racconta un aneddoto curioso: “Aveva tanta fame, non solo in campo. Ricordo che la mamma gli portava delle schiacciatone grandissime da mangiare (ride, ndr). E poi c’è un’altra cosa da sottolineare, che per me è fondamentale avendo lavorato tanto con i ragazzi e avendo lavorato anche come insegnante di educazione fisica: l’educazione e il rispetto, qualità che Niccolò ha sempre avuto e che questo sport ci insegna”. E sulla sua filosofia di insegnamento, “Il Ciafo” spiega: “Un buon allenatore deve riuscire a intuire le capacità tecniche e fisiche del ragazzo per farlo esprimere e soprattutto divertire, quando è giovane. Bisogna restare allenatori e non diventare ‘addestratori’ facendo diventare i ragazzi tutti uguali, ognuno ha caratteristiche diverse e il nostro ruolo – il più difficile – è tirarle fuori lasciando che restino sempre loro stessi. Niccolò è ‘figlio’ di questa filosofia”. Proprio su questo aspetto, Ghelardi approfondisce il modo in cui ha sempre lavorato con i giovani, e con lui il Florentia: “Va fatto prima di tutto un lavoro di crescita umana. L’obiettivo che mi sono sempre posto è lasciar ‘giocare’ i ragazzi, soprattutto i più piccoli. E poi credo che fino ai 12-14 anni ai ragazzi vada insegnata soprattutto la tecnica e vadano fatti divertire, senza lasciarsi troppo condizionare dalla tattica, dai risultati immediati e dalla troppa voglia di vincere le partite a tutti i costi. Poi è chiaro, il rugby è uno sport tatticamente complicato ed è giusto che a una certa età si introduca anche quella parte, ma i ragazzi devono prima di tutto divertirsi e devono cambiare tanti ruoli. Anche perché a quell’età i bambini e i ragazzi sono delle spugne: imparano tutto. Ad esempio, anche se non l’ho allenato in prima persona, ricordo quando il fratello di Niccolò, Lorenzo Cannone, da ragazzino al Florentia giocava apertura in under 12, poi è diventato centro e poi crescendo si è trasformato in terza linea, ma è un percorso che va fatto con i tempi giusti, senza riempire la testa ai ragazzi”. Tornando a Niccolò Cannone, “Il Ciafo” racconta un altro particolare: “C’è una cosa che di lui mi ha sempre colpito - prosegue Ghelardi - ed è la sua capacità di fare sempre uno scalino in più, di crescere anno dopo anno e di migliorarsi continuamente. L’ho fatto esordire in Serie B a 17 anni, poi è andato in Accademia e ha cominciato a giocare sempre di più, così ha fatto al Petrarca, al Benetton e fino alla Nazionale. Questo fa capire la sua grande attitudine e la sua capacità di imparare”. Pensando all’emotività con cui Niccolò Cannone vive le partite, dimostrata dalle lacrime che spesso solcano il suo viso durante l’inno Nazionale, non si può non tornare ai tempi dei derby toscani con coach Ghelardi in panchina: “Anch’io vivevo le partite così, ero molto emotivo e spero di averglielo trasmesso perché è una cosa bella, fa trasparire tutto l’amore che abbiamo per il rugby”. E a proposito di emozione, ancora oggi quando gioca la Nazionale “Il Ciafo” prova delle sensazioni molto particolari: “Prima delle partite ci sentiamo sempre, e non è una cosa scontata perché giustamente potrebbe sentirsi disturbato, e invece mi ringrazia sempre e io gli faccio sempre un ‘in bocca al lupo’ prima di giocare. Ciò dimostra ancora una volta la sua umiltà e la sua riconoscenza verso gli altri. Credo sia arrivato così in alto anche per il suo carattere” ha concluso Ghelardi.
dalla base | 24/01/2025
Lancio del Sei Nazioni 2025, la carica di Quesada e Lamaro: “Aspettative più alte, ma dimentichiamo lo scorso anno e pensiamo alle prossime partite”
L’edizione 2025 del Sei Nazioni Maschile, che celebra il venticinquesimo anniversario dall’esordio dell’Italia nella competizione, con la storica vittoria contro i campioni in carica della Scozia, datato 5 febbraio 2000 (34-20 per gli Azzurri, con 29 punti segnati da Diego Dominguez, tuttora record di punti messi a referto in una sola partita con la maglia della Nazionale Italiana), è stato ufficialmente lanciato a Roma, dove tra Colosseo – sede dello shooting ufficiale – e Palazzo Brancaccio, capitani e allenatori delle sei nazionali hanno potuto parlare del torneo che sarà. L’Head Coach Gonzalo Quesada, al suo secondo Sei Nazioni sulla panchina dell’Italia, vuole mettersi alle spalle i buoni risultati del 2024 (due vittorie contro Scozia e Galles, un pareggio a Lille con la Francia). “Con lo scorso Sei Nazioni – dice Quesada - ci siamo sicuramente guadagnati una volta di più il rispetto degli avversari. Siamo pronti a competere mettendo sul campo la nostra identità e a proporre il nostro gioco: tutte le partite devono diventare un’opportunità per fare qualcosa di unico. Rappresentare l’Italia in uno dei tornei sportivi più importanti al mondo è un onore. Ho sempre guardato il torneo, anche quando non ero coinvolto. Mi ha sempre fatto vedere un livello di gioco, un’atmosfera e una passione incredibile” Sulle aspettative e sull’intensità del Sei Nazioni 2025, Quesada è chiaro: “So per certo che quest’anno sarà più difficile dell’anno scorso: nel 2024 abbiamo avuto grandi risultati. Avremo pressioni: dovremo abituarci, anche perché nel Sei Nazioni non esiste una squadra che non le abbia e a me personalmente piace averle addosso. Non vedo l’ora di ricominciare”. A fargli eco è il Capitano dell’Italia, Michele Lamaro: “Sappiamo che dovremo fare qualcosa di ancora più difficile – dice il ventiseienne numero 8 della Benetton Rugby, fresco di prima storica qualificazione agli ottavi di Champions Cup con il suo club -, le aspettative saranno ancora più alte. Dobbiamo però sempre ricordare che è un anno diverso, un Torneo diverso e con squadre in momenti diversi. Noi siamo migliorati, ma anche gli altri stanno progredendo e quindi dobbiamo lavorare giorno dopo giorno per continuare il percorso che abbiamo iniziato. Non dobbiamo guardare al passato, anche se è stato fantastico. Dobbiamo continuare in questa direzione”.
Italia | 21/01/2025
Il Sei Nazioni 2025 parte da Roma: capitani e allenatori protagonisti della foto ufficiale scattata oggi al Colosseo
Il Guinness Six Nations Maschile si arricchisce ogni anno, consolidandosi come un classico nel panorama sportivo globale. Offre intrattenimento per i tifosi e, per i giocatori, l’opportunità di scrivere i loro nomi, e quelli della loro nazione, nella storia di un torneo iconico. Gli albori del Torneo risalgono al 1883, ma il 2025 segna il 25° anniversario del Guinness Six Nations nella sua attuale configurazione, dal momento in cui l’Italia si è unita alle altre squadre nel 2000. Per celebrare questo importante traguardo, tutte le strade hanno condotto a Roma. I Capitani e gli Allenatori di ciascuna Union si sono riuniti nella capitale italiana per l’evento inaugurale che segna l’inizio del torneo. I Capitani delle nazionali hanno preso posizione nell’arena più famosa del mondo, il Colosseo, per dare il via al Six Nations 2025 e immortalare un momento iconico. Un torneo ricco di storia, ma sempre nuovoIl Six Nations porta le migliori nazionali e i migliori giocatori europei sulla scena globale. Atteso con entusiasmo ogni anno, coinvolge milioni di fan che seguono il torneo guardandolo, partecipando di persona o attraverso piattaforme digitali, come il gioco Fantasy Rugby dedicato alla competizione. Nel 2024, 185 milioni di spettatori in 64 Paesi hanno seguito le partite, mentre 4 milioni di follower sui social media hanno generato 615 milioni di visualizzazioni di video, e quasi 300.000 fan hanno partecipato al gioco Fantasy Rugby. Questi numeri pongono le basi per un’edizione 2025 imperdibile. Un campionato sempre più competitivoIl Guinness Six Nations Maschile non è mai stato così equilibrato, come dimostrano le statistiche dell’edizione 2024. Con una media di 45,9 punti per partita, 5,3 mete segnate a partita e margini di vittoria ridotti (8,9 punti in media), il torneo è diventato sempre più avvincente. Inoltre, il numero record di rimonte (5) e di vittorie da parte delle squadre meno quotate (4) evidenzia quanto il torneo sia diventato imprevedibile. Dichiarazioni dal Lancio del Torneo 2025 Tom Harrison, CEO del Six Nations Rugby, ha dichiarato:"Il Six Nations è un evento unico nel panorama sportivo, l’occasione annuale più amata del rugby. Le quindici partite, distribuite su cinque turni, rendono ogni momento cruciale, non solo per i giocatori, ma anche per i milioni di tifosi che contribuiscono a rendere speciale l’esperienza del torneo. È significativo essere a Roma per celebrare l’inizio di questa edizione e i 25 anni dall’ingresso dell’Italia nel torneo." Andrea Duodo, Presidente della Federazione Italiana Rugby, ha dichiarato: “Il 5 febbraio del 2000 è una data indimenticabile per ogni rugbista italiano, un giorno che ha cambiato per sempre il nostro sport in Italia” ha detto il Presidente della FIR, Andrea Duodo, dando il benvenuto ai presenti al lancio mondiale del Sei Nazioni. Abbiamo vissuto venticinque anni entusiasmanti, anche se non sempre facili, tra pomeriggi da dimenticare e altri che ricorderemo per tutta la vita. Abbiamo dato al Torneo giocatori straordinari, e non posso non ricordare che Sergio Parisse, con le sue sessantanove apparizioni, è l’atleta più presente negli oltre centoquarant’anni di storia del Sei Nazioni. Non voglio rovinare la sorpresa ai nostri tifosi, ma lo ritroveremo il prossimo 23 febbraio a Roma contro la Francia per il saluto che merita dalla sua gente. Oggi, per questa prima volta del lancio mondiale nel nostro Paese, possiamo guardare indietro con orgoglio a questo quarto di secolo di partecipazione italiana, ma soprattutto guardare avanti, al futuro che aspetta noi e tutto il Torneo. Il Sei Nazioni è il più grande torneo di rugby al mondo, e siamo orgogliosi che quest’anno possa partire da Roma”. Somnath Dasgupta, Direttore Marketing Globale di Guinness, ha aggiunto:"Il Guinness Six Nations Maschile è un evento globale che intreccia cultura e sport. Siamo orgogliosi di far parte della sua storia e di questa nuova fase. La nostra partnership continua con Six Nations riflette il nostro impegno condiviso per far crescere il rugby, maschile e femminile, creando momenti indimenticabili per i giocatori e i tifosi." Il 2025 segna un nuovo capitolo per il Guinness Six Nations Maschile, con un inizio di anno straordinario e il torneo femminile che inizierà a conclusione delle partite maschili. Questo offrirà mesi di esperienze imperdibili, in cui il rugby dimostrerà ancora una volta di unire le persone come nessun altro sport.
Italia | 21/01/2025
Rugby italiano in lutto: scomparso l’Azzurro 311 Paolo Ferracin
La Federazione Italiana Rugby ha appreso con profonda tristezza della scomparsa di Paolo Ferracin, Azzurro numero numero 311, avvenuta martedì 14 gennaio a soli settantuno anni. Originario di Villanova del Ghebbo, in provincia di Rovigo, proprio con la maglia rossoblù ha collezionato 132 presenze in nove stagioni, conquistando due titoli di Campione d’Italia nel 1976 e 1979. Già nel 1975 però, Ferracin, allora ventiduenne, aveva conquistato la prima apparizione con la maglia della Nazionale Italiana, debuttando il 27 aprile nella sfida di Coppa Europa in trasferta con la Romania, sotto la guida tecnica di Roy Bish. In carriera, aveva indossato la maglia numero due di tallonatore in dieci occasioni, sei delle quali nella stagione del debutto. La sua ultima apparizione internazionale il 18 novembre 1978 a Roma, nella sfida di Coppa Europa tra l'Italia, allenata da Gwyn Evans, e l'URSS. Alla famiglia Ferracin ed alla Femi-CZ Rovigo vanno le più profonde condoglianze del Presidente Andrea Duodo e del Consiglio Federale tutto. In memoria di Paolo Ferracin il Presidente federale ha disposto che un minuto di silenzio venga osservato nel fine settimana su tutti i campi d’Italia.
Italia | 14/01/2025
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