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ITALRUGBY, LAMARO VERSO LA SCOZIA: “MOSTRIAMO LA MIGLIOR VERSIONE DI NOI STESSI”

  Edimburgo (Scozia) – Una giornata con temperature tipicamente invernali ha accolto l’Italia durante il Team Run al Murrayfield Stadium che domani ospiterà il quinto ed ultimo appuntamento degli Azzurri al Guinness Six Nations 2023 in calendario contro i padroni di casa della Scozia alle 12.30 locali (13.30 italiani) che sarà trasmesso in diretta su Sky Sport Uno e TV8. “Il nostro focus è sulla partita – ha esordito Michele Lamaro nella conferenza stampa alla vigilia del match – e sulla prestazione. Il risultato è condizionato da quello che fai in campo. E’ l’unico modo con cui possiamo provare a conquistare la vittoria. Dobbiamo migliorare ulteriormente sulla gestione della partita. Il nostro obiettivo è quello di andare a Murrayfield per fare una grande partita e cercare di portarla a casa” “Abbiamo una consapevolezza maggiore rispetto all’estate scorsa. Stiamo costruendo fondamenta solide. Siamo concentrati sul nostro prossimo impegno a prescindere da quello che è successo nella scorsa partita. Vogliamo mostrare la versione migliore di noi stessi in Scozia” CLICCA QUI PER IL VIDEO DELLA CONFERENZA DI MICHELE LAMARO “In questo Sei Nazioni mi è piaciuto l’approccio che abbiamo avuto alle settimane di raduno. Dobbiamo sicuramente migliorare la gestione delle partite e in particolare i momenti difficile. Siamo stati in partita contro ogni avversario e lottiamo fino alla fine in ogni azione. Questo aspetto deve rimanere, è uno degli aspetti che vogliamo portare dietro con noi nel nostro percorso  

Italia | 17/03/2023

SEI NAZIONI 2023, SCOZIA V ITALIA: LA PREVIEW DEL MATCH

Edimburgo - Scozia-Italia apre l’ultima giornata del Sei Nazioni, quella del Super-sabato con tutte le 3 partite nello stesso giorno, una dietro l’altra. Alle 13.30 ora italiana (diretta Sky Sport Uno, Tv8 e NOW) gli Azzurri scenderanno in campo al Murrayfield di Edimburgo per conquistare finalmente una vittoria troppe volte sfiorata e poi sfuggita sul più bello in questo Torneo. Entrambe le squadre giocano un rugby offensivo e coraggioso, e metterle una di fronte all’altra potrebbe far venire fuori una delle partite più belle dell’anno. Come arriva la Scozia La Scozia non ha più velleità di vittoria del Torneo dopo la sconfitta con l’Irlanda, ma ha la possibilità di concludere al terzo posto, praticamente il primo degli umani considerando che Francia (pur con qualche passo falso) e Irlanda hanno dimostrato di essere di un altro pianeta. Le assenze di Hogg e Russell hanno costretto Townsend a cambiare un po’ di cose, ma difficilmente cambierà l’intenzione di gioco degli scozzesi, che verosimilmente apriranno il match a ritmi folli e costringeranno l’Italia a stare loro dietro. Considerata l’assenza di Russell, il giocatore più pericoloso è sicuramente Duhan Van der Merwe, inarrestabile palla in mano e fisicamente dominante, anche se ha più di qualche lacuna in difesa. Come arriva l’Italia La sconfitta di sabato scorso ha fatto male, e nessuno tra giocatori e staff lo ha nascosto, ma è anche vero che la delusione per la mancata vittoria contro il Galles non deve far dimenticare che l’Italia non è mai stata così continua nel Sei Nazioni, a livello di continuità. Gli Azzurri se la sono giocata a viso aperto con tutte le formazioni del Torneo, e hanno ancora un’importante possibilità di conquistare una vittoria prestigiosa. Inoltre, classifica alla mano, l’Italia può ancora evitare l’ultimo posto in classifica (e di conseguenza il famigerato cucchiaio di legno) vincendo la partita e poi sperando che la Francia faccia il suo dovere contro il Galles. Non facile, certo, ma questi ragazzi ci hanno fatto capire che nulla è impossibile. Gli esordi di Gesi e Manfredi daranno nuova energia al gruppo dopo le fatiche di questo Sei Nazioni, così come le opportunità dal primo minuto per Fusco e Iachizzi potrebbero portare a un ulteriore cambio di passo. Tutte le informazioni per seguire Scozia-Italia Scozia-Italia, partita di apertura dell’ultima giornata del Sei Nazioni 2023, sarà trasmessa in tv su Sky Sport Uno e in chiaro su Tv8, mentre in streaming sarà visibile su NOW e Tv8.it. Il calcio d’inizio è previsto alle ore 13.30, ma il collegamento televisivo inizierà alle 12.45. L’arbitro del match sarà l’australiano Angus Gardner, con l’inglese Matthew Carley e il gallese Craig Evans come assistenti. Il TMO sarà l’australiano Brett Cronan. Il match assegnerà anche la seconda edizione della “Cuttitta Cup”, vinta lo scorso anno dalla Scozia battendo l’Italia 33-22 a Roma. Le formazioni di Scozia-Italia Scozia: 15. Ollie Smith; 14. Kyle Steyn, 13. Huw Jones, 12. Sione Tuipulotu, 11. Duhan van der Merwe; 10. Blair Kinghorn, 9. Ben White; 8 Jack Dempsey, 7 Hamish Watson, 6 Jamie Ritchie ©; 5 Jonny Gray, 4 Sam Skinner; 3 Zander Fagerson, 2 George Turner, 1 Pierre Schoeman A disposizione: 16. Ewan Ashman, 17. Rory Sutherland, 18. WP Nel, 19. Scott Cummings, 20. Matt Fagerson, 21. Ali Price, 22. Ben Healy, 23. Cameron Redpath Italia: 15. Tommaso Allan, 14. Pierre Bruno, 13. Juan Ignacio Brex, 12. Tommaso Menoncello, 11. Simone Gesi, 10. Paolo Garbisi, 9. Alessandro Fusco, 8 Lorenzo Cannone, 7 Michele Lamaro ©, 6 Sebastian Negri, 5 Federico Ruzza, 4 Edoardo Iachizzi, 3 Marco Riccioni, 2 Giacomo Nicotera, 1 Danilo Fischetti A disposizione: 16. Marco Manfredi, 17. Federico Zani, 18. Pietro Ceccarelli, 19. Niccolo Cannone, 20. Giovanni Pettinelli, 21. Manuel Zuliani, 22. Alessandro Garbisi, 23. Luca Morisi

Italia | 17/03/2023

DUE SQUADRE VOTATE ALL’ATTACCO: L’ANALISI DELLE FORMAZIONI DI SCOZIA-ITALIA

  Edimburgo - L’ultima giornata del Sei Nazioni è così: si contano le energie rimaste, si pesca nelle riserve di benzina nelle gambe e nei muscoli e si butta il cuore oltre l’ostacolo per sfruttare l’ultima occasione concessa dal Torneo più antico del Mondo. Scozia e Italia devono far fronte entrambe a numerose assenze, schierando comunque la migliore formazione possibile. Le due squadre per certi versi si assomigliano: entrambe giocano il pallone, anche dai propri 22, prendono dei rischi sapendo di poter ottenere grandi risultati forzando la giocata, e si affidano a giocatore di grande talento e rapidità per farlo. Due esordi per l’ItaliaKieran Crowley cambia tanto rispetto alle uscite precedenti, inserendo due esordienti: Simone Gesi dall’inizio al posto di Padovani, e Marco Manfredi in panchina al posto di Luca Bigi. Per l’ala delle Zebre è un altro grande traguardo, dopo un percorso che dall’under 20 lo ha portato ad affermarsi come uno dei giocatori più promettenti dello United Rugby Championship. Il battesimo del livello internazionale non è mai facile, ma in assenza di Capuozzo serve un altro giocatore capace di battere l’avversario diretto, creando e finalizzando le occasioni: lui ha tutte le caratteristiche per farlo. Per quanto riguarda Manfredi, avrebbe potuto esordire molto prima se non fosse stato per la lunga serie di infortuni che lo ha costretto spesso a ricominciare sempre da capo. È il tipico tallonatore moderno, che lavora tanto in mezzo al campo, e queste sue qualità saranno fondamentali. Non sono però le uniche novità di formazione. Alessandro Fusco si è conquistato la prima occasione da titolare nel Sei Nazioni (la seconda totale in azzurro, dopo Lisbona la scorsa estate) dando sempre il suo contributo nei minuti finali delle partite precedenti. E in panchina c’è Alessandro Garbisi, che quest’anno al Benetton sta giocando con continuità, chissà che nella ripresa non possa trovarsi a giocare in coppia col fratello maggiore. Un altro giocatore che a suo di buoni ingressi a partita in corso si è guadagnato la maglia da titolare è Edoardo Iachizzi, fresco di firma col Benetton e autore di una bella prova nel delicato secondo tempo di sabato scorso contro il Galles. Per il resto, Crowley conferma Allan estremo, con il già citato Gesi e Bruno a formare una coppia di ali a dir poco elettrica. Menoncello ha recuperato dopo la botta contro il Galles e sarà al fianco di Brex, mentre Paolo Garbisi vestirà di nuovo la maglia numero 10. Davanti invece resta invariata la terza linea, compresi i due finisher Zuliani e Pettinelli in panchina, mentre in seconda come detto Iachizzi rileva Niccolò Cannone, pronto a subentrare. In prima linea tocca di nuovo a Riccioni dall’inizio, mentre Pietro Ceccarelli torna nei 23. Il nuovo volto della Scozia Se Kieran Crowley ha avuto più tempo per gestire le assenze di alcuni suoi pezzi pregati come Ioane, Lucchesi e per ultimo Capuozzo, Gregor Townsend si ritrova di colpo senza le sue due punte di diamante. Finn Russell in questo Sei Nazioni ha notevolmente ridotto la sua alternanza di errori e genialità (orientandosi verso le seconde): è stato il vero interruttore di questa Scozia, quando si è acceso ha risolto le partite con Inghilterra e Galles e stava per rimettere in piedi anche quella contro la Francia. La sua assenza da un lato rende la Scozia più prevedibile, dall’altro diminuisce il numero di giocate rischiose. Per Stuart Hogg invece è stato un torneo abbastanza sottotono, ma Townsend non ha mai voluto rinunciare a lui, anche per il carisma e la leadership in campo. Magari Ollie Smith – estremo di Glasgow che lo sostituirà – è maggiormente in forma, ma riuscirà a trascinare i compagni? Per quanto riguarda invece Russell, alla fine l’utility Kinghorn ha vinto il ballottaggio con Ben Healy, apertura di Munster eleggibile per la Scozia. Il talento di Edimburgo può coprire qualsiasi posizione lì dietro, ma gli Azzurri potranno e dovranno metterlo sotto pressione e costringerlo a prendere meno rischi possibili. La Scozia, come l’Italia, ha bisogno di forzare per dare il 100%, e riuscire depotenziare la loro mediana potrebbe essere la chiave giusta. L’attenzione andrà rivolta soprattutto alle due ali: Kyle Steyn e Duhan Van der Merwe stanno facendo sfracelli, e ogni pallone toccato da loro può trasformarsi in un pericolo. Occhio anche alla rodatissima coppia di centri Tuipulotu-Huw Jones, soprannominati ormai gli Huwipulotu per come si trovano a memoria in campo. Davanti si rivedono Sam Skinner e Hamish Watson dall’inizio, mentre per quanto riguarda il numero 8 Townsend ha scelto di nuovo Dempsey, con Matt Fagerson che parte dalla panchina. Le formazioni di Scozia-Italia Scozia: 15. Ollie Smith; 14. Kyle Steyn, 13. Huw Jones, 12. Sione Tuipulotu, 11. Duhan van der Merwe; 10. Blair Kinghorn, 9. Ben White; 8 Jack Dempsey, 7 Hamish Watson, 6 Jamie Ritchie ©; 5 Jonny Gray, 4 Sam Skinner; 3 Zander Fagerson, 2 George Turner, 1 Pierre Schoeman A disposizione: 16. Ewan Ashman, 17. Rory Sutherland, 18. WP Nel, 19. Scott Cummings, 20. Matt Fagerson, 21. Ali Price, 22. Ben Healy, 23. Cameron Redpath Italia: 15. Tommaso Allan, 14. Pierre Bruno, 13. Juan Ignacio Brex, 12. Tommaso Menoncello, 11. Simone Gesi, 10. Paolo Garbisi, 9. Alessandro Fusco, 8 Lorenzo Cannone, 7 Michele Lamaro ©, 6 Sebastian Negri, 5 Federico Ruzza, 4 Edoardo Iachizzi, 3 Marco Riccioni, 2 Giacomo Nicotera, 1 Danilo Fischetti A disposizione: 16. Marco Manfredi, 17. Federico Zani, 18. Pietro Ceccarelli, 19. Niccolo Cannone, 20. Giovanni Pettinelli, 21. Manuel Zuliani, 22. Alessandro Garbisi, 23. Luca Morisi  

Italia | 17/03/2023

TOWNSEND: “EVITIAMO CHE L’ITALIA RIPETA L’IMPRESA DI CARDIFF”

  Edimburgo (Scozia) - Quattro i cambi apportati dal CT della Scozia Greg Townsend alla formazione titolare che sabato 18 marzo (13.30, diretta Sky Sport e TV8) affronta l’Italia a Murrayfield nell’ultima giornata del Guinness Sei Nazioni. “L’obiettivo per la partita contro l’Italia è quello di giocare il miglior rugby del nostro Sei Nazioni. Siamo molto determinati, l’Italia sta giocando un grande rugby in attacco, difende bene, gioca con passione, dovremo assicurarci che non riescano a chiudere il Torneo come sono riusciti a fare un anno fa di questi tempi a Cardiff contro il Galles”. 15 Ollie Smith (Glasgow Warriors) 2 caps 14 Kyle Steyn (Glasgow Warriors) 9 caps 13 Huw Jones (Glasgow Warriors) 35 caps 12 Sione Tuipulotu (Glasgow Warriors) – 15 caps 11 Duhan van der Merwe (Edinburgh Rugby) 27 caps 10 Blair Kinghorn (Edinburgh Rugby) 42 caps 9 Ben White (London Irish) 13 caps 8 Jack Dempsey (Glasgow Warriors) 8 caps 7 Hamish Watson (Edinburgh Rugby) 56 caps 6 Jamie Ritchie (Edinburgh Rugby) – capitano – 40 caps 5 Jonny Gray (Exeter Chiefs) – 76 caps 4 Sam Skinner (Edinburgh Rugby) 24 caps 3 Zander Fagerson (Glasgow Warriors) 57 caps 2 George Turner (Glasgow Warriors) 34 caps 1 Pierre Schoeman (Edinburgh Rugby) 20 caps a disposizione 16 Ewan Ashman (Sale Sharks) 6 caps 17 Rory Sutherland (Ulster Rugby) 22 caps 18 WP Nel (Edinburgh Rugby) 53 caps 19 Scott Cummings (Glasgow Warriors) 24 caps 20 Matt Fagerson (Glasgow Warriors) 32 caps 21 Ali Price (Glasgow Warriors) 60 caps 22 Ben Healy (Munster) esordiente 23 Cameron Redpath (Bath Rugby) 4 caps  

Italia | 16/03/2023

ITALIA, IL XV PER IL MATCH CONTRO LA SCOZIA NELLA SFIDA CHE VALE LA “CUTTITTA CUP”

  Roma – Kieran Crowley, Commissario Tecnico della Nazionale Italiana Rugby Maschile, ha ufficializzato la formazione che sabato 18 marzo alle 12.30 locali (13.30 italiane) affronterà la Scozia al Murrayfield Stadium nella quinta ed ultima giornata del Guinness Sei Nazioni 2023, partita che sarà trasmessa in diretta su Sky Sport Uno e Tv8. Sarà il confronto numero trentacinque tra le due squadre, il numero diciassette in Scozia, ed assegnerà la “Cuttitta Cup”. Quattro i cambi nel XV titolare rispetto alla sfida contro il Galles e due esordienti in lista gara, l’ala Simone Gesi ed il secondo tallonatore Marco Manfredi, che portano potenzialmente a ventitré - nel caso Manfredi dovesse scendere in campo - sul numero i giocatori che hanno giocato per la prima volta in Nazionale sotto la gestione Crowley. (altro…)

Italia | 16/03/2023

SIMONE FAVARO: VI RACCONTO I MIEI SCOZIA-ITALIA, GLI SCOZZESI MI DICEVANO ‘PREPARATI A FARE PANCHINA

  Roma - Scozia-Italia chiuderà l’avventura degli Azzurri al Sei Nazioni 2023: il match di Murrayfield, previsto sabato prossimo alle 13.30 ora italiana (diretta Sky Sport Uno e Tv8) porta con sé tante storie del passato, alcune felici e storiche, altre invece da dimenticare. Tutti ricorderanno quell’incredibile pomeriggio di Edimburgo nel 2015, quando l’Italia rimontò la partenza sprint degli scozzesi e vinse 22-19 dopo un eroico assalto finale. Allo stesso modo, le partite con la Scozia sono legate anche ad alcune cocenti delusioni, come quella del 2013 quando l’Italia arrivò con grandi aspettative dopo aver battuto la Francia ma non riuscì a confermarsi, riportando alla luce un tema purtroppo sempre attuale che è quello della continuità. In entrambe le partite c’era in campo Simone Favaro, una delle terze linee storiche di quel decennio azzurro, che ha raccontato i momenti di quelle due sfide così diverse ma entrambe importanti per tracciare quello che può essere il futuro della Nazionale. Simone, cosa ricordi di quel pomeriggio di Murrayfield nel 2015? “Eravamo in una fase di primo ricambio generazionale. Avevamo perso alcune pedine importanti e c’erano dei ragazzi che dovevano ancora formarsi. Il rugby è un gioco dove l’aspetto psicologico è fondamentale, mi sentivo molto lucido quel giorno e avevo anche tanta voglia di rivalsa nei confronti degli scozzesi: io avevo già firmato per Glasgow, molti di loro giocavano per la nazionale scozzese quel giorno e in campo mi provocavano dicendomi ‘preparati a fare panchina da noi’”. Dopo un inizio shock (10-0 in pochi minuti per la Scozia) cosa è scattato? “È successo che siamo stati più bravi noi nei momenti chiave. Loro ci soffrivano tantissimo nelle fasi statiche, e da quelle abbiamo preso fiducia per contrastarli in tutto il resto, riprendendo la partita in mano e portandola a casa. Ricordo una grande partita di Alessandro Zanni, poi c’erano state delle belle azioni di Sergio (Parisse, ndr) e personalmente ricordo essere sceso in campo con il fuoco dentro. Mi sentivo un toro col sangue agli occhi. Fu una grande partita, e giocare in Scozia non è per niente facile. Tutti parlano di Twickenham come tempio del rugby, ma personalmente non c’è cosa più bella di giocare a Murrayfield”. Due anni prima, invece, gli Azzurri andarono a Edimburgo quasi da favoriti e steccarono la partita. Perché? “Eravamo nel primo periodo del nuovo ciclo di Brunel. Gran parte della squadra giocava all’estero ed era arrivata al Sei Nazioni abbastanza usurata, al quale si erano aggiunte le fatiche della durissima partita che vincemmo contro la Francia, dove spendemmo tante energie fisiche e mentali. Rispetto all’Italia di oggi, che ha un’età media molto più bassa della nostra, noi eravamo nel pieno della maturità e arrivammo a Edimburgo un po’ scarichi, mentre la Scozia – che in quegli anni era la nostra competitor – era molto più affamata di noi quel giorno. Ricordo che provai a dare una scossa al match con alcuni placcaggi, ma loro stavano meglio di noi fisicamente. Se li avessimo incontrati in un altro momento del Torneo forse sarebbe stata un’altra storia, perché eravamo superiori a loro e infatti quell’anno giocammo un grande Sei Nazioni vincendo contro l’Irlanda e facendo una gran partita a Twickenham. Quel giorno, però, eravamo cotti, il rugby è uno sport molto fisico e in queste occasioni ti punisce”. Quali analogie e quali differenze vedi fra la “tua” Italia e questa? “Questa squadra ha finalmente deciso di essere sfrontata come le altre squadre, a differenza nostra che invece avevamo un gioco molto diverso, soprattutto con Mallett, poi con Jacques (Brunel, ndr) ci siamo aperti un po’ di più. I ragazzi stanno facendo lo stesso percorso che ha fatto la Scozia quando 6 anni fa prese Townsend come allenatore: l’obiettivo è giocare e mettere pressione attraverso il gioco. Per quanto riguarda le analogie, riconosco la presenza di un gruppo coeso, unito e in cui ognuno sa quello che deve fare. Così come ai miei tempi da me si aspettavano i placcaggi avanzanti, da Zanni si aspettavano la quantità di lavoro, da Sergio ti aspettavi la classe e la giocata, in questo gruppo da ogni giocatore sai cosa aspettarti e cosa deve fare. Non siamo ancora al massimo livello di maturità, ma secondo me ci si arriverà, e questo vuol dire che la miglior Italia deve ancora venire. L’importante è che questi giovani non si perdono e continuino a giocare con questa fame”. Cosa deve fare questa squadra per “superare” anche i successi ottenuti da voi? “Deve trovare la continuità. Mi è piaciuto molto il discorso fatto da Paolo Garbisi dopo Italia-Irlanda, quando ha detto che non c’è da essere felici solo per aver tenuto testa all’Irlanda, e in generale l’atteggiamento dopo queste sconfitte dove comunque siamo competitivi. Dobbiamo portare l’Italia del rugby ad essere quello che l’Italia è anche negli altri sport: una squadra che primeggia. Non bisogna essere ‘sazi’ a fine partita dopo le sconfitte, anche se arrivate con una buona prestazione”  

Italia | 13/03/2023

ITALIA, GOOSEN: “DOBBIAMO FORZARE LA SCOZIA A SBAGLIARE, E POI BISOGNA FINALIZZARE”

  Roma - La delusione per la sconfitta di sabato contro il Galles c’è, ma adesso è il momento di raccogliere tutte le energie e concentrarsi sull’ultima sfida di questo Sei Nazioni 2023, a Edimburgo contro la Scozia. Gli Azzurri, al di là del passo falso dell’Olimpico, hanno dimostrato di avere le carte in regola per giocarsela con tutti, e oggi hanno cominciato il percorso di preparazione alla sfida di Murrayfield, come raccontato Marius Goosen, allenatore della difesa dell’Italrugby. Goosen, cos’è successo sabato? “Volendo riassumere: abbiamo preparato bene la partita, abbiamo creato tanto e poi non abbiamo finalizzato. Abbiamo già rivisto il match con i ragazzi, per capire quali sono le cose che possiamo migliorare in vista di sabato prossimo. Certamente ci sono comunque dei segnali molto positivi che questa partita ci lascia: abbiamo fatto 11 linebreak e battuto 38 difensori in 80 minuti, nemmeno la Francia che ha fatto 50 punti a Twickenham ha fatto così tanto. Sono dei dati impressionanti, il problema è che poi non siamo riusciti a finalizzare tutto quello che abbiamo costruito, è questa la differenza che c’è ancora tra le migliori al mondo e noi”. I problemi di finalizzazione sono stati solo tecnici o ha influito anche la pressione e l’aspetto mentale? “Sicuramente l’aspetto mentale è stato un fattore. Era la prima partita, dopo la Georgia l’estate scorsa, nella quale eravamo non dico favoriti ma comunque molto vicini sulla carta al nostro avversario. Queste aspettative hanno pesato, ma in primis noi dello staff dobbiamo fare meglio per mettere in condizioni i ragazzi di non sentire questa pressione, perché questa ci sarà sempre: è un test match e giochiamo con le migliori squadre del mondo, per cui bisogna affrontarla come un qualsiasi altro aspetto del gioco”. Ha citato la Georgia: effettivamente il primo tempo di sabato ha ricordato un po’ quello di Batumi… “In un certo senso sì, nel senso che in entrambe abbiamo fatto errori che non dovevamo fare, ma dall’altra parte a Batumi non abbiamo creato tutte queste opportunità, proponendo il nostro stile di gioco, e ci è mancata ‘solo’ la finalizzazione. Abbiamo cambiato la mentalità del nostro gioco, ed è una cosa positiva: chiaramente quando si crea così tanto poi bisogna segnare”. Come stile di gioco, la Scozia è molto più vicina all’Italia: entrambe giocano tanto, anche rischiando… “Abbiamo visto anche in Scozia-Irlanda la grandissima intensità che c’è stata nel primo tempo. Siamo entrambe squadre alle quali piace muovere la palla, anche prendendosi dei rischi. Io per primo, da allenatore della difesa, sono consapevole che giocare in questo modo porta anche a degli errori, ma anche la Scozia gioca allo stesso modo, quindi possiamo metterli sotto pressione e cercare di forzarli a sbagliare. Si può dire che vincerà chi farà meno errori? “Sì, ma speriamo di non farne nessuno” (ride, ndr) Avete in mente dei cambiamenti in vista della Scozia? Anche in base alle condizioni dei ragazzi “Intanto vogliamo far recuperare bene i giocatori. Alcuni di loro dopo la partita non si sentono ancora al 100%, del resto siamo all’ultima giornata di un Torneo molto impegnativo durante il quale non abbiamo cambiato tantissimo la formazione, quindi un po’ di stanchezza c’è. Alla fine però parliamo di ragazzi abituati a giocare ogni settimana con le franchigie o in Inghilterra e Francia, quindi sanno affrontare questi ritmi di lavoro e sicuramente saremo pronti per la Scozia, contro la quale schiereremo la miglior formazione possibile”.  

Italia | 13/03/2023

BOLLETTINO MEDICO NAZIONALE ITALIANA RUGBY MASCHILE

Roma - Lo staff medico della Nazionale Italiana Rugby Maschile ha emesso il seguente bollettino medico in seguito al match giocato contro il Galles sabato 11 marzo. Tommaso Menoncello ha eseguito accertamenti clinici che non hanno evidenziato al momento elementi significativi da segnalare. Il giocatore sarà regolarmente a disposizione dello staff tecnico durante la settimana di preparazione verso il match contro la Scozia. Eventuali altri aggiornamenti saranno comunicati nel corso del raduno.

Italia | 12/03/2023

L’ITALIA LOTTA MA NON GRAFFIA, ALL’OLIMPICO I DRAGONI PASSANO PER 17 A 29

  Roma – L’Italia meno performante di questa edizione del Torneo non regge l’urto di un Galles ferito e alla disperata ricerca del primo successo del 2023, subendo la pressione degli avversari fin dalle prime battute di un primo tempo giocato decisamente sotto lo standard messo in bella mostra negli ultimi mesi. (altro…)

Italia | 11/03/2023

SEI NAZIONI 2023, ITALIA V GALLES: LA PREVIEW DEL MATCH

Roma - Sabato 11 marzo è il giorno di Italia-Galles: inizia la quarta giornata del Sei Nazioni, forse la più attesa. Entrambe le squadre sono alla ricerca della prima vittoria nel Torneo, anche se per motivi diversi: gli Azzurri per confermarsi ancora una volta pienamente competitivi a livello mondiale, i gallesi per trovare un po’ di ossigeno nel marasma di una crisi tecnica e federale alla quale ancora non è stata trovata una soluzione definitiva. Come arriva l’Italia La squadra di Crowley ha ottenuto dalla classifica meno di quanto ha prodotto in termini di gioco: l’impresa sfiorata all’esordio contro la Francia (24-29 all’Olimpico) ha fruttato un punto di bonus, e altre soddisfazioni sembravano essere alla portata tra Inghilterra e Irlanda con un po’ più di fortuna e precisione. Comunque, per quanto poco sia, l’Italia è davanti al Galles in classifica, e a livello mentale questo conta. Se per quanto riguarda le prestazioni ormai gli Azzurri sembrano una certezza, adesso è necessario fare quel passo in più per portare a casa anche il bottino pieno. Per farlo, bisognerà evitare che il mai sopito e domo orgoglio del Galles prenda il sopravvento sulla partita, e soprattutto sarà necessario interrompere la striscia di partenze negative che nelle prime 3 sfide hanno fruttato una media di 17.3 punti a partita agli avversari nei primi 30 minuti. D’altro canto, si può dire che l’Italia ha sviluppato una capacità di restare in partita che prima d’ora raramente si era vista. Lo dimostrano i parziali dei secondi tempi: 10-10 con la Francia, 14-12 a proprio favore contro l’Inghilterra, 14-14 contro l’Irlanda. Insomma, la differenza gli avversari l’hanno fatta in partenza, e se gli azzurri riuscissero a reggere quella che si immagina sarà una partenza tutta cuore e orgoglio del Galles, la partita potrebbe mettersi sui binari giusti. L’assenza di Ange Capuozzo potrebbe farsi sentire, ma gli azzurri si sono già rivelati capaci di far fronte con la forza del gruppo alle varie indisponibilità, come già successo con Ioane e Lucchesi, e soprattutto hanno un gioco offensivo talmente vario da poter essere comuqnue pericolosi anche senza il suo giocatore più imprevedibile. Come arriva il Galles Si sapeva che sarebbe stato un torneo difficile per i gallesi, ma fino ad ora lo è stato – forse – ancor più del previsto. La squadra di Gatland sta comunque crescendo, e contro l’Inghilterra si è vista una partita differente rispetto alle prime due uscite, motivo per cui – come detto anche dal presidente Innocenti e dal capitano Michele Lamaro – è bene tenere i piedi per terra e non lasciarsi andare a facili entusiasmi. Contro il Galles bisogna sudare per 80 minuti, sempre. I gallesi devono riuscire ad amalgamare le due diversissime generazioni che Gatland sta provando a mettere insieme: una con 60 e più caps, l’altra che non supera i 10. Se il tecnico dovesse trovare la quadra, allora questa squadra potrebbe davvero fare un bel passo in avanti, anche perché riuscirebbe a valorizzare quell’esperienza che forse gli Azzurri ancora non hanno, almeno a livello di partite giocare a questo livello. Tutte le informazioni per seguire Italia-Galles Italia-Galles, partita di apertura della quarta giornata del Sei Nazioni 2023, sarà trasmessa in tv su Sky Sport Uno e in chiaro su Tv8, mentre in streaming sarà visibile su NOW e Tv8.it. Il calcio d’inizio è previsto alle ore 15.15, ma il collegamento televisivo inizierà alle 14.30. Il match sarà diretto dall’australiano Damon Murphy. Gli assistenti sono Karl Dickson (Inghilterra) e Chris Busby (Irlanda), mentre al TMO ci sarà l’irlandese Joy Neville. Le formazioni di Italia-Galles Italia: 15 Tommaso Allan; 14 Edoardo Padovani, 13 Juan Ignacio Brex, 12 Tommaso Menoncello, 11 Pierre Bruno; 10 Paolo Garbisi, 9 Stephen Varney; 8 Lorenzo Cannone, 7 Michele Lamaro ©, 6 Sebastian Negri, 5 Federico Ruzza, 4 Niccolo Cannone, 3 Simone Ferrari, 2 Giacomo Nicotera, 1 Danilo Fischetti A disposizione: 16 Luca Bigi, 17 Federico Zani, 18 Marco Riccioni, 19 Edoardo Iachizzi, 20 Giovanni Pettinelli, 21 Manuel Zuliani, 22 Alessandro Fusco, 23 Luca Morisi. Galles: 15 Liam Williams, 14 Josh Adams, 13 Mason Grady, 12 Joe Hawkins, 11 Rio Dyer, 10 Owen Williams, 9 Rhys Webb, 8 Taulupe Faletau, 7 Justin Tipuric, 6 Jac Morgan, 5 Dafydd Jenkins, 4 Adam Beard, 3 Tomas Francis, 2 Ken Owens ©, 1 Wyn Jones A disposizione: 16 Scott Baldwin, 17 Gareth Thomas, 18 Dillon Lewis, 19 Rhys Davies, 20 Tommy Reffell, 21 Tomos Williams, 22 George North, 23 Louis Rees-Zammit.

Italia | 10/03/2023