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24 Aprile 2025 - 11 mesi fa
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La Federazione Italiana Rugby ospiterà il World Rugby U20 Championship, la rassegna iridata di categoria, dal 29 giugno al 19 luglio in Lombardia e Veneto, con le sedi di Calvisano, Viadana, Verona e Rovigo scelte per accogliere le future stelle del rugby internazionale.
La Finale per il titolo di Campione del Mondo U20 si disputerà allo Stadio “Mario Battaglini” di Rovigo il 19 luglio.
Tutte le informazioni relative al World Rugby U20 Championship sono consultabili sul portale ufficiale della manifestazione.


Biglietti

I biglietti per il World Rugby U20 Championship “Italia 2025” sono disponibili su federugby.ticketone.it
Ogni biglietto darà accesso a tutte le partite previste nel corso della stessa giornata in una sede di gara.
Tessere SIAE: non sono previste gratuità per i possessori di tessere vidimate SIAE.

Tariffe World Rugby U20 Championship

Gironi e SemifinaliInt.Promo Club/U14
Rovigo, Stadio Battaglini15€10€
Verona, Payanini Center15€10€
Viadana, Stadio Zaffanella15€10€
Calvisano, Stadio “San Michele”15€10€
Finale RovigoInt.Promo Club/U14
Tribuna Ovest25€20€
Tribuna Est20€15€

Calendario e risultati

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Italia U20: un inizio difficile, una crescita costante e una bella vittoria. L’analisi del Sei Nazioni degli Azzurrini

L’Italia under 20 ha chiuso il Sei Nazioni di categoria al quinto posto con 7 punti, frutto di una vittoria e 3 bonus (due offensivi nella vittoria contro il Galles e con l’Irlanda, e uno difensivo con l’Irlanda stessa) dopo un torneo difficile ma nel quale si è vista una crescita costante partita dopo partita. Forse questo è il dato più importante e significativo: la progressione costante degli Azzurrini, che non sono partiti bene ma sono migliorati partita dopo partita, fino a cogliere una vittoria importante anche per il morale. L’inizio difficile Per l’Italia è stato un Sei Nazioni complesso, ma caratterizzato da un percorso di crescita evidente nel corso delle cinque giornate. Dopo un esordio molto difficile contro la Scozia, chiuso con una sconfitta per 36-10, gli Azzurrini hanno progressivamente alzato il livello delle proprie prestazioni, fino al successo nell’ultima giornata contro il Galles che ha permesso di evitare l’ultimo posto e di chiudere il torneo con un segnale importante. La partita inaugurale ha reso il cammino più complicato. L’Italia aveva infatti bisogno di tempo per assimilare un’idea di gioco diversa rispetto alla stagione precedente. Lo scheletro della squadra è rimasto in gran parte lo stesso – dalla cabina di regia con Braga, Celi e Fasti a Casarin, passando per Bianchi, Miranda e i piloni Brasini e Trevisan – ma l’impostazione del gioco è cambiata sensibilmente. Rispetto al rugby molto strutturato dell’anno scorso, il nuovo sistema richiede maggiore adattamento alle situazioni di gioco, con una struttura più fluida e con un ruolo più centrale delle iniziative dei trequarti. In questo contesto l’Italia ha avuto bisogno di tempo per assimilare pienamente questi principi, pagando soprattutto nella prima partita. La crescita Già nella seconda giornata a Cork contro l’Irlanda si è però vista una squadra diversa. Gli Azzurrini hanno disputato una partita molto solida contro una formazione che avrebbe poi chiuso il torneo al secondo posto, restando in gara fino alla fine e cedendo soltanto nel finale per 30-27. Il risultato lascia un certo rammarico, ma i due punti di bonus conquistati si sono rivelati fondamentali nell’economia della classifica finale. Soprattutto, quella partita ha mostrato una squadra più sicura dei propri mezzi e capace di mettere in difficoltà una delle formazioni più competitive del torneo. Nelle due sfide successive contro Francia e Inghilterra l’Italia ha confermato questo percorso di crescita. Contro i Bleus, poi dominatori del Sei Nazioni, i ragazzi guidati da Andrea Di Giandomenico sono rimasti in partita per molto tempo, riuscendo a reggere a lungo il ritmo imposto dagli avversari prima che la maggiore profondità della rosa francese emergesse nel finale. La gara contro l’Inghilterra è stata invece più difficile da interpretare dal punto di vista del risultato. Gli inglesi potevano contare su diversi giocatori già inseriti nel contesto della Premiership, ma gli Azzurrini hanno comunque dimostrato di poter competere, creando numerose occasioni senza riuscire però a concretizzarle. In diversi momenti della partita l’Italia è arrivata vicina a cambiare l’inerzia del match, pagando probabilmente un eccesso di frenesia nelle situazioni decisive. La vittoria Il successo nell’ultima giornata a Newport contro il Galles ha rappresentato quindi un passaggio importante per chiudere il torneo. Oltre a evitare l’ultimo posto in classifica, la vittoria ha dato concretezza al percorso di crescita mostrato nel corso delle settimane. Dopo un inizio complicato, gli Azzurrini sono riusciti a trovare maggiore continuità nel gioco e nelle prestazioni, arrivando all’ultima partita con maggiore fiducia. A Newport si è vista un’Italia in grado di dominare il Galles, soprattutto nel secondo tempo, con un punteggio che avrebbe potuto essere addirittura più ampio (20-13 il finale) e con quattro mete che hanno unito la capacità degli Azzurrini di essere imprevedibili in mezzo al campo – come nella marcatura di Wilson, dopo la battaglia aerea vinta da Faissal, e in quella di Fardin, che raccoglie il pallone da POD unico in mezzo al campo e apre il varco per la quarta meta – alla capacità di essere dominanti davanti, come in occasione delle mete da drive di Miranda e Pelli e in mischia ordinata. Un passaggio significativo anche in prospettiva futura: questo gruppo potrà affrontare il prossimo Mondiale di categoria in Georgia con l’esperienza accumulata nel Sei Nazioni e con la consapevolezza di poter competere a buon livello con le principali nazionali del torneo.

Italia U20 | 17/03/2026

L’Italia chiude il Sei Nazioni under 20 con una grande vittoria: Galles battuto 20-13

L’Italia under 20 si sblocca, e dopo un torneo in crescendo chiude il Sei Nazioni di categoria con una grande vittoria, superando il Galles 20-13 sotto la pioggia di Newport. Se nelle sfide precedenti gli Azzurrini avevano ceduto alla distanza, questa volta i ragazzi di Andrea di Giandomenico sono venuti fuori proprio nella ripresa, dominando la battaglia davanti e ribaltando il risultato dopo il 13-10 con cui i padroni di casa erano andati all’intervallo. L’Italia conquista anche il punto di bonus grazie alle quattro mete segnate da Miranda, Wilson, Pelli (premiato anche player of the match) e Fardin. La cronaca di Galles-Italia L’Italia mette subito pressione al Galles: Miranda va via sull’out destro e ricicla per Rossi, che con un calcetto mette in difficoltà Bowen e va poi a placcarlo nuovamente. I padroni di casa escono a fatica dalla zona rossa, ritornano in attacco sfruttando un fallo di Brasini nel raggruppamento ma sprecano tutto con un passaggio in avanti di Lucas su Edwards. Dopo 8 minuti il Galles mette un primo circoletto rosso sulla mischia: calcio di punizione conquistato e touche nei 22. La conquista gallese non è perfetta e gli Azzurrini mettono una bella pressione, poi però Emanuel ispira la bella corsa di Edwards che apre lo spazio nella linea difensiva italiana e va a marcare per il 7-0 con trasformazione di Lucas. Dall’altra parte l’Italia risponde con due break di De Novellis e Casarin sul lato destro senza però riuscire a dare continuità all’azione. Un fallo di James in pulizia consente all’Italia di ritornare nei 22 gallesi. Touche vinta da Fardin, Miranda si stacca al momento giusto e sorprende la difesa gallese: arriva la meta del 7-5. Gli Azzurrini guadagnano morale e fiducia e continuano ad insistere: Casarin conquista un bel tenuto, gioca velocemente il calcio di punizione e sorprende la difesa gallese, riportando i compagni in attacco e guadagnando un altro calcio di punizione per un fallo di Jac Pritchard nel breakdown. La squadra di Di Giandomenico trova la penaltouche nel 22 ma non riesce a finalizzare. La meta, però, è rimandata di pochissimo, perché al 33′ Varotto manda “in caccia” Faissal con un gran calcio dalla base, l’ala delle Zebre batte Bowen nel gioco aereo, si riprende il pallone e serve poi a Wilson il pallone che vale il vantaggio per 10-7. Dall’altra parte il Galles pareggia subito col piede di Lucas, e il mediano gallese a tempo scaduto trova anche il piazzato del vantaggio dalla lunga distanza: il primo tempo si chiude sul 13-10 per la squadra di casa. La pioggia e il vento rendono l’inizio della ripresa molto bloccato. Entrambe le squadre usano molto il piede. La prima occasione è per l’Italia al 47′: gli avanti fanno strada a contatto, Varotto imprime un bel ritmo all’azione ma Lucas riesce ad intercettare il passaggio di Celi e a interrompere l’azione. Al 50′ Braga trova una touche nei 22 con un gran calcio, la maul avanza e conquista un altro calcio di punizione, e sul secondo drive l’Italia va a segno con Pelli, bravo a trovare il tempo giusto per staccarsi e schiacciare. Celi non trova la trasformazione, ma gli Azzurrini sono davanti 15-13. Cambia anche l’inerzia della mischia ordinata, che adesso è dominante. Si va ancora in touche, e dopo un primo avanzamento di Miranda e Wilson è Simone Fardin ad attaccare la linea di forza, rompendo quattro placcaggi e andando a schiacciare di forza per il 20-13. Il match diventa ancora più nervoso, con il pacchetto azzurro che continua a dominare in questo secondo tempo: bella imbucata di Pelli che riporta i compagni nei 22, arriva un altro calcio di punizione con Celi che però non trova i pali. Il pacchetto azzurro continua ad imporsi e guadagna un altro calcio di punizione da drive. L’Italia va in touche nei 22, poi Braga attacca la linea, arriva in sostegno Casarin che però viene portato fuori. La touche però viene rubata da Sette e gli Azzurrini ritornano in possesso dell’ovale. È un assalto che però non porta frutti, e al 73′ il Galles ha l’opportunità di ritornare in attacco, ma il pallone viene recuperato dall’Italia in touche, con un ottimo Pelli sempre pronto a intervenire. Il Galles spinge ancora e ritorna nei 22 con una touche in attacco, ma Pelli e Meroi trovano un grandissimo placcaggio raddoppiato su Osian Williams e gli fanno scoppiare il pallone delle mani. È l’ultima azione della partita, perché l’Italia mantiene il possesso fino allo scadere e poi può finalmente festeggiare il primo successo stagionale: il Galles è battuto 20-13. Newport, Rodney Parade, 15 marzo 2026U20 Six Nations – V turnoGalles U20 v Italia U20 13-20 (13-10)Marcatori: p.t 10’ m. Edwards tr. Lucas(7-0); 25’ m. Miranda (7-5); 33’ m. Wilson (7-10); 37’ cp. Lucas (10/10); 43’ cp. Lucas (13-10) s.t. 11’m. Pelli; 15’ m. FardinGalles U20: Edwards; Scott, Lewis, Emanuel (Co-Cap), Bowen; Lucas (24’st Jones), Davies (19’pt. C. Pritchard); Kossuth (23’pt. Ridgway, 9’st O.Williams), C.James, Gwynne (Co-Cap); O.J. Wiliams, Evans (29’st Rees); J.Pritchard (17’st Godfrey), Howe (29’st Thomas), Tuckley (17’st D.James)all. Richard WhiffinItalia U20: Celi; Faissal, De Novellis (25’st Del Sureto), Casarin, Rossi (36’st Degli Antoni); Braga, Varotto (35’st Teodosio); Zanella (21’st Dene), Wilson, Miranda; Sette, Fardin; Trevisan (19’st Meroi), Pelli, Brasini (26’st Messori). A disp: Reina, Kurtiall. Andrea Di Giandomenicoarb: Gonzalo De Achaval (UAR)AA: Jamie Parr (RFU); Henry Pearson (RFU)TMO:  Paulo Duarte (FPR)Cartellini: nessunoCalciatori: Lucas (3/3); Braga (0/2); Celi (0/3)Player of the Match: Valerio Pelli (Italia)Note: Giornata piovosa e ventosaPunti in classifica: Galles U20 1; Italia U20 5

Italia U20 | 15/03/2026

Sei Nazioni U20: la presentazione di Galles-Italia

Quella di Newport è una partita di grande importanza per l’Italia, che contro il Galles proverà a sbloccarsi nell’ultima giornata del Sei Nazioni under 20. È un match chiave anche per la classifica di entrambe le squadre, con il Galles che deve difendere il quarto posto e l’Italia che invece vuole provare a scalare posizioni: al momento, i gallesi sono a quota 7, con la Scozia a 5 e l’Italia a 2, per cui è ancora tutto aperto, con gli scozzesi impegnati in Irlanda. Da una parte c’è quindi un Galles che vuole confermarsi, dall’altra un’Italia affamata e in crescita partita dopo partita: calcio d’inizio alle ore 14. Come arriva il Galles Il Galles ha disputato un buon Sei Nazioni under 20. Ha sfiorato il colpaccio con l’Inghilterra, perdendo 19-16 dopo essere stato in vantaggio 16-0, ha messo in difficoltà la Francia pur perdendo 34-24, ha battuto la Scozia 31-21 e poi non è riuscita a replicare le prestazioni precedenti contro l’Irlanda perdendo 48-33. In ogni caso, oltre al successo sulla Scozia sono arrivati tanti punti di bonus che hanno portato il Galles a quota 7, in un torneo in cui sono stati quasi sempre competitivi: i gallesi proveranno a mettere la ciliegina sulla torta cercando la seconda vittoria contro un’Italia affamata e in crescita. Come arriva l’Italia Quello degli Azzurrini è stato un bel crescendo di prestazioni, anche se manca ancora il risultato finale. Dopo la brutta partenza con la Scozia sono arrivate tre partite di livello, con il colpaccio sfiorato a Cork contro l’Irlanda (30-27 per i padroni di casa) e le due sconfitte contro Francia e Inghilterra che però hanno comunque consegnato a Di Giandomenico e al suo staff segnali molto positivi. L’Italia può e deve sbloccarsi, ritrovando fiducia e provando a mettere in difficoltà un Galles di livello ma con dei punti deboli che gli Azzurrini possono sbloccare. Tutte le informazioni per seguire Galles-Italia La sfida tra Galles e Italia apre l’ultima giornata del Sei Nazioni under 20 e si giocherà domenica 15 marzo alle ore 14 al Rodney Parade di Newport. La partita sarà trasmessa in diretta tv su Sky Sport Arena e in streaming su NOW. L’arbitro del match sarà l’argentino Gonzalo de Achaval, gli assistenti saranno gli inglesi Jamie Parr ed Henry Pearson, con il portoghese Paulo Duarte al TMO. Le formazioni di Galles-Italia Galles U20: 15 Lewis Edwards, 14 Dylan Scott, 13 Osian Darwin-Lewis, 12 Steffan Emanuel (Co-C), 11 Tom Bowen, 10 Lloyd Lucas, 9 Siôn Davies, 8 Dom Kossuth, 7 Caio James, 6 Deian Gwynne (Co-C), 5 Osian Williams, 4 Luke Evans, 3 Jac Pritchard, 2 Tom Howe, 1 George Tuckley A disposizione: 16 Oscar Thomas, 17 Dylan James, 18 Isaac Godfrey, 19 Oscar Rees, 20 Osian Williams, 21 Alex Ridgway, 22 Carter Pritchard, 23 Steff Jac Jones Italia U20: 15 Pietro Celi, 14 Malik Faissal, 13 Luca De Novellis, 12 Riccardo Casarin (C), 11 Luca Rossi, 10 Francesco Braga, 9 Nikolaj Varotto, 8 Alessandro Zanella, 7 Jaheim Noel Wilson, 6 Antony Italo Miranda, 5 Davide Sette, 4 Simone Fardin, 3 Luca Trevisan, 2 Valerio Pelli, 1 Christian Brasini A disposizione: 16 Antonio Reina, 17 Giacomo Messori, 18 Erik Meroi, 19 Thomas Kurti, 20 Inza Dene, 21 Alessandro Teodosio, 22 Giovanni Degli Antoni, 23 Thomas Del Sureto

Italia U20 | 15/03/2026

Sei Nazioni U20: Di Giandomenico lancia Zanella e ritrova Rossi. Galles, occhio ai centri Emanuel e Darwin-Lewis

Tre cambi per l’Italia, due per il Galles: queste le scelte dei due allenatori per l’ultimo match del Sei Nazioni under 20 al Rodney Parade di Newport. Andrea di Giandomenico lancia il numero otto Alessandro Zanella, terza linea del Rugby Casale all’esordio assoluto, mentre Davide Sette torna in campo dall’inizio ma stavolta si sposta in seconda linea accanto a Fardin. Torna titolare anche Luca Rossi all’ala. Dall’altra parte, il Galles deve fare a meno di Evan Minto (uscito al 24’ del match con l’Irlanda), al suo posto Kossuth, mentre ad estremo tocca a Lewis Edwards. Fasi statiche Sarà un match particolarmente combattuto davanti, e proprio le fasi statiche potrebbero essere decisive. Le due prime linee hanno giocato un buon torneo, e saranno di fronte anche nel match finale del Sei Nazioni con Brasini che troverà di fronte Pritchard, mentre Trevisan dovrà vedersela con Tuckely. Attenzione soprattutto al gran lavoro in rimessa laterale delle seconde linee Evans e Willians, mentre l’Italia propone un pacchetto più dinamico spostando Davide Sette (che ha sempre giocato numero 8 in questo torneo) in seconda linea, mentre in terza si registra l’esordio di Alessandro Zanella. Confermato Wilson, uno dei migliori nel match con l’Inghilterra: giocatore capace di fare strada in mezzo al campo e di farsi sentire nel punto d’incontro, così come Miranda. La coppia di flanker azzurra sarà come sempre pericolosissima anche in attacco, mentre dall’altra parte bisognerà fare attenzione soprattutto al co-capitano Deian Gwynne, schierato flanker (ma può giocare anche numero 8) e giocatore molto completo: ottimo ballcarrier, gran placcatore, forte fisicamente. Attenzione anche all’altro flanker Caio James, che lavora molto nel breakdown ma spesso è schierato come POD unico al largo, nel canale dei 5, perché è dotato di grandi gambe. Disinnescare in mezzo al campo gli avanti gallesi può essere la chiave per svoltare questa partita, perché poi in attacco l’Italia ha i mezzi per poter far male al Galles. Gioco aperto Se gli Azzurrini dovessero riuscire a reggere nella collisione, dietro potrebbero diventare molto pericolosi. Il ritorno di Luca Rossi garantisce ancora più elusività, mentre Casarin e De Novellis saranno chiamati come sempre a dare battaglia in mezzo al campo, attaccando per linee dirette. Di fronte troveranno una coppia di centri ben rodata con Emanuel e Darwin-Lewis. Il primo (che è anche co-capitano con Gwynne) è un classico centro “da workrate”: buon portatore di palla, gran placcatore, presente fisicamente. Il secondo invece tende più ad attaccare lo spazio, e dovranno essere bravi gli Azzurrini a leggere le sue linee di corsa. L’Italia può far male al Galles sia con le cariche per linee dirette di Casarin, sia con i cambi di fronte del doppio play (Braga apertura e Celi estremo) sia con le iniziative di Malik Faissal, l’azzurro più pericoloso in attacco. Le formazioni di Galles-Italia Galles U20: 15 Lewis Edwards, 14 Dylan Scott, 13 Osian Darwin-Lewis, 12 Steffan Emanuel (Co-C), 11 Tom Bowen, 10 Lloyd Lucas, 9 Siôn Davies, 8 Dom Kossuth, 7 Caio James, 6 Deian Gwynne (Co-C), 5 Osian Williams, 4 Luke Evans, 3 Jac Pritchard, 2 Tom Howe, 1 George Tuckley A disposizione: 16 Oscar Thomas, 17 Dylan James, 18 Isaac Godfrey, 19 Oscar Rees, 20 Osian Williams, 21 Alex Ridgway, 22 Carter Pritchard, 23 Steff Jac Jones Italia U20: 15 Pietro Celi, 14 Malik Faissal, 13 Luca De Novellis, 12 Riccardo Casarin (C), 11 Luca Rossi, 10 Francesco Braga, 9 Nikolaj Varotto, 8 Alessandro Zanella, 7 Jaheim Noel Wilson, 6 Antony Italo Miranda, 5 Davide Sette, 4 Simone Fardin, 3 Luca Trevisan, 2 Valerio Pelli, 1 Christian Brasini A disposizione: 16 Antonio Reina, 17 Giacomo Messori, 18 Erik Meroi, 19 Thomas Kurti, 20 Inza Dene, 21 Alessandro Teodosio, 22 Giovanni Degli Antoni, 23 Thomas Del Sureto

Italia U20 | 15/03/2026

Italia U20, Braga: “Dopo la Scozia siamo sempre stati competitivi. Anche contro il Galles porteremo in campo il nostro gioco”

Nonostante un Sei Nazioni under 20 complicato l’Italia sta dando segnali di crescita, e come racconta il mediano di apertura degli Azzurrini e del Valpolicella Francesco Braga, si avvicina comunque con fiducia all’ultimo match del torneo contro il Galles: “Sarà una partita importante per consolidare la fiducia che si sta creando tra i compagni e per finalizzare tutto il lavoro che stiamo facendo in queste settimane per mettere in campo questa nuova tipologia di gioco”. Da cosa si parte per costruire quest’ultima partita, dopo un Sei Nazioni complicato? “Si parte dal fatto che dopo il match contro la Scozia, che non era andato bene, siamo sempre stati competitivi, soprattutto nel primo tempo. Quello in cui dobbiamo migliorare è il finale: nel secondo tempo abbiamo sempre avuto dei momenti in cui calava l’attenzione, veniva a mancare la precisione e questo permetteva agli avversari di giocare di più. Il passaggio cruciale per poter vincere sarà mantenere l’attenzione per tutti gli 80 minuti”. Che squadra è il Galles? Dove si può mettere in difficoltà? “È una squadra dalle grandi qualità. Sicuramente premeranno tanto sui punti d’incontro e sulle fasi di conquista, provando a metterci in difficoltà in mischia e in touche. Noi però abbiamo tanta fiducia nel nostro gioco e in quello che stiamo preparando in tutte le settimane”. A prescindere dal risultato del match contro il Galles, cosa resterà di positivo di questo Sei Nazioni? “Anche se non è stato un Sei Nazioni semplice, ci portiamo dietro la consapevolezza di essere stati sempre competitivi, a parte la prima partita contro la Scozia. E questo è importante anche in ottica futura. Pensiamo all’Inghilterra: hanno molti giocatori che hanno già esordito Premiership, e tenere loro testa comunque ci dà fiducia e morale e ci fa capire che possiamo giocarci tutte le partite. Ora dobbiamo fare un ultimo salto per arrivare ai risultati”. Il tuo esordio è arrivato molto presto, allo scorso Mondiale a soli 18 anni. Come stai vivendo questa fase? “L’anno scorso la chiamata è stata inaspettata, ma ho cercato di godermela al meglio e di sfruttare ogni occasione per crescere. Il mio obiettivo di quest’anno era riconfermarmi e per fortuna sto trovando tanto minutaggio. Sto cercando di migliorare il più possibile e di integrarmi bene con il gruppo”. Una delle tue peculiarità principali è il gioco al piede, quanto ci lavori? “Tantissimo. Quasi tutti i giorni mi fermo a calciare dopo l’allenamento, provando sia i calci di spostamento, sia i piazzati, sia tutte le altre tipologie di calcio”. Su cosa invece pensi di dover migliorare? “Devo lavorare molto in difesa. Devo essere più concreto nel placcaggio, anche per una questione di fisicità, quindi ho bisogno di migliorare tanto”. Quando hai iniziato a giocare a rugby? “Ho iniziato a 7 anni nel Valpolicella. Un amico di mio papà giocava lì e ci ha proposto di venire al campo a provare. Mi è piaciuto e non ne sono più uscito. È sempre stata una grande passione, anche se fino all’under 14 l’ho sempre considerato solo un divertimento, poi mi sono reso conto che il rugby poteva diventare anche qualcosa di più. Il passaggio c’è stato con le prime convocazioni regionali in Veneto, e da lì è stato importante continuare a lavorare per crescere e poter fare sempre meglio, in modo da arrivare più in alto possibile”.

Italia U20 | 12/03/2026

Andrea Di Giandomenico: “Under 20 e Accademia due percorsi per accompagnare i giovani verso il rugby seniores. L’obiettivo è alzare il livello di tutto il movimento”

Nel percorso di sviluppo dei giovani la Nazionale Under 20 e l’Accademia Nazionale “Ivan Francescato” rappresentano due progetti distinti ma complementari. La prima è il contesto competitivo internazionale in cui verificare il potenziale dei giocatori, mentre l’Accademia è il percorso di formazione individuale che accompagna i ragazzi nella crescita verso l’alto livello, ed è un progetto ancora più a lungo termine, come spiegato dal capo allenatore Andrea Di Giandomenico, che ha fatto il punto sul progetto tecnico, sul percorso di sviluppo dei giocatori e sul ruolo del sistema accademico nella preparazione dei ragazzi alla transizione verso il rugby seniores. Coach, partiamo dall’under 20. Qual è il progetto tecnico e di crescita che state sviluppando in queste settimane? “Partendo dal punto di vista tecnico, stiamo cercando di sviluppare un gioco d’attacco che lasci grande spazio alle capacità decisionali dei giocatori, con un sistema che prevede meno situazioni chiuse. L’obiettivo è rendere i ragazzi protagonisti nell’individuazione e nello sfruttamento degli spazi, nell’ottica di ciò che rappresenta per noi l’under 20: un momento di verifica del potenziale dei ragazzi e un percorso che deve accompagnarli nel modo più completo possibile verso lo step successivo, cioè la transizione verso il rugby professionale o comunque verso il più alto livello possibile. Bisogna considerare che questo è l’ultimo anno in cui i ragazzi giocano con i pari età, poi si passa a confrontarsi con i grandi. Per questo è importante dare loro tutti gli strumenti necessari per affrontare quello che sarà il loro futuro. Più che concentrarci su una specifica struttura, l’obiettivo è metterli nelle condizioni di sapersi adattare a tutti i tipi di organizzazione, con una forte centralità della responsabilità individuale e anche collettiva”. In queste settimane si è vista un’Italia sempre in crescita dal punto di vista delle prestazioni, anche se i risultati non sono sempre stati positivi. Qual è l’equilibrio tra crescita e risultati che state cercando? “È l’occasione per chiarire prima di tutto una cosa: parlare di crescita non significa che il risultato non sia importante, assolutamente. Siamo alla ricerca dei risultati, perché anche imparare a vincere fa parte della formazione. E imparare a vincere non significa soltanto prevalere nel risultato finale di una partita, ma riuscire a vincere nelle varie zone del campo: nella conquista, nella battaglia territoriale, in tutti gli aspetti. L’obiettivo è lavorare sulla prestazione per vincere tutte le singole sfide che si verificano negli 80’, in modo da ottenere il risultato finale. Non c’è dubbio che fino a questo momento alcune prestazioni ci abbiano portato rammarico: la partita d’esordio contro la Scozia ci ha delusi sotto tutti i punti di vista, l’approccio non è stato adeguato e abbiamo condiviso tutti che quel tipo di prestazione non fosse accettabile. Ma anche nella negatività della performance abbiamo visto che in alcune situazioni – in cui la decisione finale non è stata la più efficace – avevamo già dimostrato di poter essere efficaci con il tipo di gioco che proponiamo. La partita contro l’Irlanda ci ha invece causato rammarico perché potevamo portarla a casa, e anche contro la Francia, in condizioni climatiche davvero impegnative, siamo rimasti in partita: al 50’ eravamo 17-17, poi abbiamo concesso alla Francia alcune opportunità, e quella francese è sicuramente una squadra alla quale non si possono concedere occasioni gratuite. Per tornare al punto principale: dobbiamo imparare a vincere tutte le singole sfide, perché è quello che poi ci porta al risultato finale. E non c’è dubbio che i progressi siano evidenti: l’atteggiamento dei giocatori è molto positivo, si battono, non si tirano indietro, restano concentrati e cercano di sviluppare sempre di più le aree su cui dobbiamo migliorare. Ripeto, siamo soddisfatti del lavoro che stiamo facendo, anche se chiaramente la mancanza di risultati è una cosa che non ci fa piacere”. Il gruppo dell’under 20 è formato in buona parte da ragazzi provenienti dall’Accademia Ivan Francescato. Com’è strutturato il progetto e com’è legato alla Nazionale under 20? “Intanto è importante ricordare che i centri di formazione e l’Accademia Nazionale sono progetti e percorsi specifici, sicuramente legati al progetto under 20, ma non sono la stessa cosa. L’Accademia Nazionale e, di conseguenza, anche i centri di formazione sono percorsi individuali che hanno l’obiettivo di sviluppare i giocatori. Dal punto di vista fisico, per esempio, riusciamo a offrire un lavoro di qualità e questo è un aspetto che i ragazzi portano avanti collettivamente. Tuttavia si tratta comunque di percorsi individuali di sviluppo del giocatore, che sono collegati alla squadra under 20 ma non si esauriscono in quel contesto. Il percorso dell’under 20 avrà il suo compimento con la Coppa del Mondo, è quindi un percorso di uno o massimo due anni, ed è – come dicevo – una verifica del potenziale. Il lavoro delle Accademie invece è un percorso più ampio di formazione e sviluppo dei giocatori, che punta a dare loro gli strumenti necessari per affrontare al meglio sia il progetto under 20 sia la fase successiva, cioè la transizione verso il più alto livello possibile o comunque verso un percorso sempre più professionale”. Qual è l’obiettivo principale del lavoro svolto nell’Accademia? Com’è strutturato il lavoro? “Il focus è aumentare le competenze dei giocatori in tutti gli ambiti della prestazione sportiva, che è una prestazione integrata: c’è l’aspetto fisico, c’è l’aspetto tecnico e c’è l’aspetto mentale. L’obiettivo è incrementare tutte e tre queste aree che compongono la prestazione di un giocatore all’interno dello sport. I ragazzi alloggiano all’Ostello della Gioventù di Parma, che è adiacente al campo delle Zebre, nella Cittadella del rugby. Ovviamente tra i ragazzi c’è chi frequenta la scuola e chi l’Università, quindi portano avanti parallelamente anche il loro percorso di formazione personale. Per quanto riguarda l’attività sportiva ci alleniamo tutti i giorni dal lunedì al venerdì tutte le settimane, a partire dal primo settembre. Durante il Sei Nazioni invece i ragazzi dell’Accademia che vengono convocati si allenano con l’under 20, mentre quelli non convocati giocano con i loro club di appartenenza. Inoltre, la squadra dell’Accademia ha disputato anche le partite della fase a gironi di Coppa Italia 2025-26”. Dal punto di vista del minutaggio, il fatto che non giochino tutti i fine settimana può rappresentare un impedimento o è parte del percorso? “Ovviamente tutto è migliorabile e le opportunità di giocare sono importanti, ma deve essere chiaro che questo è un percorso diverso: si tratta di un anno dedicato alla formazione individuale del giocatore, una formazione che gli permetterà poi di affrontare nel modo migliore le tappe successive del proprio sviluppo. Sulla creazione di ulteriori opportunità di gioco si può discutere, ma non credo che sia il punto centrale della questione: quello dell’Accademia è un progetto a lungo termine, magari quest’anno i ragazzi non giocano sempre, ma quest’anno serve a dare loro gli strumenti per farlo di più e meglio in futuro, e riteniamo sia un percorso efficace per lo sviluppo dei giocatori. Dai dati che abbiamo il minutaggio medio dei giocatori selezionati per la Nazionale U20 risulta comunque superiore a quello della scorsa stagione in cui non era operativa l’Accademia; e alla fine del percorso i giocatori avranno disputato tredici partite internazionali da aggiungere a quelle delle Coppa Italia”. Guardando al futuro, fra tre o quattro anni cosa vi renderà soddisfatti di questo percorso accademico? “La soddisfazione sarà legata alla qualità che trasferiremo al movimento e quanti giocatori riusciranno ad inserirsi in questo movimento in modo efficace: che sia la Nazionale Maggiore, le franchigie, la Serie A Elite o gli altri campionato nazionali. L’obiettivo è infatti alzare il livello di tutto il movimento, che sia la Serie A, l’Elite o le franchigie”.

Italia U20 | 10/03/2026

Sei Nazioni U20: l’Inghilterra batte l’Italia 37-17 a Monigo

Nella quarta giornata del Sei Nazioni under 20 l’Inghilterra batte l’Italia 37-17 a Monigo, dopo una partita a due facce. Azzurrini che hanno giocato alla pari per un’ora, poi gli inglesi nel finale sono usciti alla distanza segnando tre mete e allungando oltremisura il punteggio, alla fine particolarmente severo per i ragazzi di Di Giandomenico. Italia che era passata in vantaggio con la meta di Celi e aveva chiuso il primo tempo sotto 7-10, poi nella ripresa 20 minuti di botta e risposta, con gli Azzurrini che tengono e rispondono colpo su colpo ai ritmi altissimi imposti dagli inglesi, poi nel finale gli ospiti fanno la differenza e alla fine passano con 5 mete. La cronaca di Italia-Inghilterra U20 Due approcci diversi alla partita. Da una parte Varotto e Braga provano ad alzare il più possibile il ritmo, innescando soprattutto le cariche di Casarin, dall’altra parte invece Lucas Friday prova a mettere continuamente pressione agli Azzurrini con i suoi calci dalla base. Il primo calcio di punizione è per l’Inghilterra e arriva da una mischia ordinata, ma sulla penaltouche successiva l’Italia prima disinnesca la maul avversaria, poi Wilson con un gran turnover recupera palla. Al 13′ si accende Pater, che salta Faissal e si invola sul lato destro, ma non trova il sostegno dei compagni. Nel momento più difficile l’Italia reagisce: grande intercetto di Roda sul passaggio di Keylock, si invola oltre la metà campo e decide di calciare per poi andare a mettere pressione su Caluori, che porta l’ovale dentro l’area di meta ma non riesce ad annullarlo. Ci pensa Keylock a salvare tutto, ma è comunque mischia a 5 metri per l’Italia: prima linea stabile, poi esce Miranda che serve Varotto, bel pallone per l’imbucata di Celi che trova il buco nella difesa inglese e marca la meta del 7-0, con trasformazione di Braga. La meta cambia l’inerzia del match, con la difesa dell’Italia che adesso è avanzante: al 20′ pallone il pallone recuperato da De Novellis a metà campo riporta in attacco gli Azzurrini, poi un’ostruzione di Elliot Williams su Braga dopo un up&under di Celi concede ai ragazzi di Di Giandomenico un altro calcio di punizione. Si va in touche ai 5 metri: rimessa vinta da Wilson, drive avanzante e Valerio Pelli finalizza e schiaccia, ma la meta viene annullata per un fallo in attacco. L’Italia resiste alla reazione inglese: prima salva tutto Spreafichi con un gran placcaggio dopo un lungo multifase, poi al 28′ è bravo De Novellis a far scoppiare il pallone dalle mani di Knight, che aveva trovato un varco nella difesa azzurra. Al 35′ l’Inghilterra ha l’occasione più ghiotta, con l’ennesima imbucata di Pater arginata dall’intervento di Wilson e Roda, che lo tengono alto in area di meta. Sull’azione successiva però l’Inghilterra non perdona, con la linea di corsa di Knight che sorprende la difesa degli Azzurrini sul passaggio di Friday e si tuffa in meta per il pareggio: 7-7 con trasformazione di Keylock. Gli inglesi chiudono il primo tempo in attacco: gran carica di Treacey a riportare i compagni nei 22, poi un fallo di De Novellis concede un calcio di punizione sotto i pali e soprattutto costa al centro azzurro il cartellino giallo. Keylock piazza per il 7-10 con cui si chiude il primo tempo. Nella ripresa l’Inghilterra parte forte. Casarin salva una prima volta su Opiah, poi però l’ala inglese trova spazio sul lato destro superando Roda, trova il sostegno degli avanti e alla fine è il mediano di mischia Friday a mettersi in proprio e a schiacciare dopo aver attaccato dalla base. L’Italia reagisce subito: mischia dominante, poi con il vantaggio Pelli attacca lo spazio e serve Faissal, fermato a 5 metri dalla linea di meta. Varotto serve nuovamente Pelli che carica nuovamente e trova lo spazio per marcare il 12-17. Il secondo tempo è un continuo botta e risposta. Keylock allunga dalla piazzola e riporta l’Inghilterra oltre il break. La squadra di Di Giandomenico risponde ancora una volta immediatamente, con Faissal che va a mettere pressione su Friday, che controlla male un calcio di Braga all’altezza dei 22. L’ala delle Zebre capisce tutto, colpisce l’ovale col piede e poi va a riprenderselo per schiacciare in bandierina la meta del 17-20. Lo stesso Faissal è strepitoso anche in difesa, recuperando un pallone importantissimo nel breakdown, ma al 60′ l’Inghilterra torna nuovamente sul +8 con la meta di Kelly, che rompe prima il placcaggio di Brasini, poi quello di Bianchi e resiste al ritorno di Faissal schiacciando per il 17-25. Nel finale l’Inghilterra trova altre due mete: prima con Keylock dopo una gran giocata di Ainsworth-Cave, poi con Marsh sugli sviluppi di una maul. L’Italia non riesce più a reagire e alla fine l’Inghilterra passa 37-17. Treviso, Stadio MonigoU20 Six Nations – III turnoItalia U20 v Inghilterra U20 (7-10)Marcatori: p.t 18’ m. Celi tr. Braga (7-0); 36’m. Knight tr. Keylock (7-7); 41’ cp. Keylock (7-10)  s.t 6’ m. Friday tr. Keylock (7-17); 8’ m. Pelli (12-17); 11’ cp Keylock (12-20); 12’ m. Faissal (17-20); 20’m. Kelly  (17-27); 29’m. Keylock tr. Keylock (17-34); 23’ m. Masrsh (17-41)Italia U20: Celi (30’st Degli Antoni); Faissal, De Novellis, Casarin (Cap, 33’st Del Surety), Roda; Braga, Varotto (32’st Teodosio); Miranda, Bianchi (21’st Dene), Wilson; Fardin, Spreafichi (35’ pt. Sette); Trevisan (21’-31’ pt. Meroi; 9’st Meroi), Pelli (31’st Reina), Brasini (31’st Boccato)all. Andrea Di GiandomenicoInghilterra U20:  Pater; Caluori, Lilley (26’st Worship), Knight, Offiah; Keylock (30’st Pearson), Friday (18’ st Weimann); Treacey (Cap), Kelly (31’st Marsh), T.Williams (32’st Ogden-Metherell) ; Ainsworth-Cave, E.Williams; Streeter (9’st Tonga’uiha), Staples (24’st. Gorleku), Scola (30’st Spencer)all. Andy Titterrellarb:Gonzalo De Achaval (UAR)AA: Ru Campbell (SRU); Jonny MacKenzie (SRU)TMO:  Paulo Duarte (FPR)Cartellini: 40’ pt. giallo a De Novellis (Italia)Calciatori: Braga (1/3); Keylock (5/6); Pearson (0/1)Player of the Match: Will Knight (Inghilterra)Note: Serata fresca, 4092 spettatoriPunti in classifica: Italia U20 0; Inghilterra U20 5

Italia U20 | 06/03/2026

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