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Sei Nazioni U20, la formazione dell’Italia per la sfida di sabato a Lille con la Francia

Il terzo turno del Sei Nazioni U20 metterà di fronte Italia e Francia in una sfida in cui gli Azzurrini vorranno proseguire nel percorso di crescita all’interno della competizione. Di fronte però, i padroni di casa, primi a punteggio pieno, che a Lille proveranno a proseguire nel loro cammino.Una sfida, che sarà trasmessa sabato 21 febbraio su Sky Sport Arena, che il Capo Allenatore Andrea Di Giandomenico analizza con chiarezza:  “Ci aspetta una sfida molto stimolante. Sappiamo la qualità del nostro avversario e proprio in virtù di questo dovremo alzare la qualità della prestazione in tutte le aree del gioco. Abbiamo provato ad individuare alcuni ambiti dove poter avere delle opportunità; vedremo se avremo la qualità per coglierle”. La formazione dell’Italia U20 per la sfida con la Francia 15. Pietro CELI (Livorno Rugby)14. Malik FAISSAL (Rugby Parma FC)13. Daniele COLUZZI (Old Colleferro Rugby)12. Riccardo CASARIN (Capitano, Amatori&Union Rugby Milano)11. Luca ROSSI (Pesaro Rugby)10. Francesco BRAGA (Valpolicella Rugby)9. Nikolaj VAROTTO (Benetton Rugby Treviso)8. Davide SETTE (Rugby Experience L’Aquila)7. Carlo Antonio BIANCHI (Unione Rugby Firenze)6. Jaheim Noel WILSON (Rugby Club Pasian di Prato)5. Enoch OPOKU-GYAMFI (Bath Rugby)4. Marco SPREAFICHI (Benetton Rugby Treviso)3. Luca TREVISAN (Golden Lions)2. Valerio PELLI (Mogliano Veneto Rugby)1. Christian BRASINI (Livorno Rugby) A disposizione:16. Jacopo DE ROSSI (Livorno Rugby)17. Giacomo MESSORI (Rugby Petrarca)18. Erik MEROI (Rugby Club Pasian di Prato)19. Simone FARDIN (Rugby Casale)20. Inza DENE (Piacenza Rugby Club)21. Alessandro TEODOSIO (Fiamme Oro Rugby Roma)22. Edoardo VITALE (CUS Milano Rugby)23. Thomas DEL SURETO (Fiamme Oro Rugby Roma) Capo Allenatore: Andrea DI GIANDOMENICO
19 Febbraio 2026 - 5 ore fa
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Aristide Barraud e la sua nuova vita da artista: “Provo a portare la visione del numero 10 nei miei progetti”

Parigi, 13 novembre 2015. Una serata iniziata come tante altre: “Dove andiamo stasera?” E’ venerdì, inizia il weekend. C’è chi va a cena, chi a teatro, chi semplicemente ha approfittato di fare un giro con la sua famiglia o con i suoi amici per le vie del centro. Ma, in questa situazione, c’è un maledetto “rovescio della medaglia”. Già, perché oltre alle persone che sono uscite per una serata che sarebbe potuta essere “ordinaria”, ce ne sono altre che non hanno avuto la possibilità di rientrare a casa in seguito agli attentati terroristici che hanno colpiti la capitale francese. Una giornata che Aristide Barraud, ex mediano di apertura di Mogliano e Lyons, ricorda benissimo e che ha avuto la fortuna di poter raccontare essendo uno dei sopravvissuti a quella notte che nessuno dimenticherà: “Da quel novembre 2015 la mia vita è totalmente cambiata. Nella sua organizzazione, nel quotidiano, nella logistica. Anche il legame che ho con il tempo non è più lo stesso. Ora sono un artista e sono molto più libero rispetto a un giocatore di rugby che per forza di cose dipende da un campionato, da un ritmo di squadra. Ora per me è molto più importante la qualità del lavoro e la somma dei progetti. In questa prima fase della mia nuova carriera ho poco spazio per il riposo. Ma lo reputo una fortuna: i miei progetti sono sempre impegnativi, ricchi di bellezza e mi danno una grande gioia”. Classe 1989, trentasette anni il prossimo 17 marzo, Barraud nella sua nuova vita da artista cerca di portare quella visione fantasiosa e intraprendente che aveva in campo, senza dimenticare i suoi studi di “Storia, Tecniche ed Estetica del cinema” alla Sorbona di Parigi: “Vedo tutto quello che faccio adesso con gli occhi tipici del numero 10 cercando di dare sempre un ritmo preciso alle mie azioni. Quando scrivo, o quando sono il regista per un cortometraggio o quando immagino un progetto, ho questa visione molto più ampia mirata a come gestire le situazioni che ti portano energie positive e quelle meno positive. Capire come comunicare con la propria squadra, con i media, con le istituzioni per arrivare al massimo.  Essere un artista, alla fine, secondo me si basa su una cosa fondamentale: quello di convincere il pubblico nel credere in quel progetto, in quella storia e in quell’opera che si va a proporre. Convincere anche i finanziatori di sostenere la creazione e  il centro artistico/museo di accogliere il progetto che porta con se il mio modo di vedere il mondo. E’ qui che vedo un grande parallelismo con il numero 10 in un campo da rugby: il mediano di apertura deve convincere lo staff e la squadra di avere le capacità di guidare l’attacco nel piano di gioco. Oltre alle capacità sportive, ci vogliono altre skills come la fiducia, il body language, la comunicazione: è una somma di sfide che conosciamo da giovani e che ci accompagnano tutta la vita. Oggi vedo il rugby nei miei progetti: la voglia di creare squadra, di esplorare dei modi differenti di creare, di portare agli altri la mia fortuna di essere diventato artista, di avere una visione sempre più ampia”. Nella sua carriera rugbistica Aristide Barraud ha avuto modo di incrociare due persone che ora – in ruoli diversi – fanno parte della Nazionale Italiana Maschile: Gonzalo Quesada, Commissario Tecnico dell’Italrugby e suo ex allenatore ai tempi dello Stade Francais, e Paolo Garbisi che per un breve periodo ha seguito a Mogliano contribuendo alla crescita dell’attuale numero 10 della Nazionale Maschile focalizzandosi soprattutto sul supporto sui calci piazzati quando Garbisi era in età adolescenziale. Barraud, in uno dei suoi progetti nella nuova veste di artista, ha voluto raccontare Paolo Garbisi fuori dal campo di gioco in una intervista – pubblicata sul Magazine de L’Equipe – realizzata in una visita nelle meravigliose, storiche, stanze di Palazzo Farnese a Roma prima di Italia-Scozia: “Ho conosciuto Paolo a Mogliano. Ci siamo allenati insieme principalmente sui calci piazzati. Lo vedevo giocare e mi ricordo di aver capito subito che poteva diventare un grande numero 10 che sarebbe stato di grande aiuto per la nazionale. Nel giocatore favoloso che è diventato, vedo molto chiaro il suo talento e ancora dei margini di crescita. Sono stato spesso ridondante – come forse nel racconto presente nel servizio per l’Equipe Magazine – perchè vorrei che il mondo lo vedesse come lo vedo io: uno dei migliori di questo sport. Manca poco per arrivare all’età perfetta per la maturazione definitiva. Sono sicuro che i prossimi anni porteranno alla sua esplosione: non vedo l’ora di assistere a questa fase della sua carriera” ha sottolineato Barraud.
19 Febbraio 2026 - 6 ore fa
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Sliding Doors Azzurre: la rimonta, i piazzati e la gioia del Flaminio. Mirco Bergamasco ricorda Italia-Francia del 2011

Roma, Stadio Flaminio. È il 60’ di Italia-Francia quando Andrea Masi trova la meta dell’11-18 dopo una bellissima azione della squadra di Mallett, che sta tenendo testa a una squadra che è venuta a Roma per fare punti e provare a vincere il Sei Nazioni. Sulla piazzola, per la trasformazione, arriva Mirco Bergamasco: fino a quel momento non era stato perfetto, aveva sbagliato due calci tutto sommato agevoli, ma da posizione angolata stavolta non sbaglia. Il Flaminio esplode, l’Italia accorcia sul 13-18 e da quel momento inizia la rimonta che la porterà a battere per la prima volta la Francia al Sei Nazioni, proprio grazie ai calci di Mirco Bergamasco, che da quel momento diventerà un cecchino infallibile: altri tre piazzati, tutti perfetti, per il 22-21 finale. I piazzati In quel momento, l’Italia aveva assoluto bisogno dei punti di Mirco per ritornare sotto: “Avevo sbagliato due calci, uno addirittura centrale in cui avevo preso più terra che pallone. Ma ho sempre cercato di non focalizzarmi troppo sull’errore, di non portarmelo dietro. Ho sempre pensato al presente, al calcio successivo: inconsciamente, forse, quella trasformazione difficile mi ha dato una carica in più, ma anche se l’avessi sbagliata avrei continuato a provarci. Ero convinto delle mie capacità, tanto che subito dopo abbiamo ottenuto un altro calcio (quello del 16-18) e quando l’arbitro ha fischiato ho subito detto a Sergio Parisse ‘fammela calciare’. E nemmeno lui ha esitato, anche lui era convinto che potessi metterlo dentro. Non pensavo alla difficoltà o agli errori precedenti: pensavo solo che dovevo mettere dentro 3 punti importanti per la squadra”. La storia Dietro i calci di Mirco Bergamasco, che rimarranno per sempre legati a quella partita, c’è una storia che comincia due anni prima, quando il capo allenatore dell’Italia Nick Mallett e l’assistente Philippe Doussy (oggi skills coach degli Azzurri) decidono di provare un nuovo piazzatore: “Io piazzavo da ragazzo, poi da adulto per diversi motivi non avevo più avuto la possibilità di farlo e quindi ho deciso di lasciar perdere. Continuavo a calciare per divertimento, ma quando nel 2009 alla vigilia dei test autunnali Philippe mi disse che l’Italia stava cercando un nuovo piazzatore ci ho provato. Era una sorta di test su 25 calci da posizioni diverse: ne misi dentro 23 su 25. Ricordo che anche Tito Tebaldi, che era molto giovane, calciò molto bene e ne mise 22. Ricordo anche che, siccome non piazzavo da tanto, usai la piazzola di Luke McLean per esercitarmi. Dopo quei 23 calci Mallett disse ‘Ok, partiamo con Mirco’, e da lì è iniziato tutto”. Vacanze Romane Un anno e mezzo dopo, Mirco Bergamasco si sarebbe trovato a mettere dentro i piazzati importanti della sua carriera, dopo una partita particolare in cui l’Italia stava mettendo in grande difficoltà i francesi ma che allo stesso tempo non riusciva a sfruttare le occasioni a disposizione: “Anche se a un certo punto eravamo sotto con un certo distacco nel punteggio (6-18) sapevamo di star facendo una buona partita, di star tenendo testa alla Francia. Ci eravamo resi conto che non riuscivano a fare quello che pensavano. Era una giornata particolare, noi eravamo motivatissimi anche dal clima che si era creato. Ricordo che i giornali francesi scrissero ‘Vacanze Romane’ in relazione a quella partita, la consideravano già vinta. Molti di noi all’epoca giocavano in Francia, abbiamo preso un po’ a cuore quella cosa, ci ha dato ancora più forza per reagire. Già alla fine del primo tempo (6-11 per la Francia) ci eravamo resi conto che non erano così imbattibili come si diceva, e anche dopo aver subito un’altra meta abbiamo continuato a giocare convinti di poter lottare fino alla fine. Poi la meta di Masi ci ha dato quella spinta in più per capire che potevamo davvero ribaltare il risultato”. Il calcio decisivo e quella mischia E allora si ritorna sempre lì, ai calci di Mirco Bergamasco, che al 75’ firma il sorpasso col piazzato del 22-21: “Ricordo che il Flaminio era una bolgia. Come se tutti avessero avuto la sensazione di star vivendo qualcosa di importante: potevamo finalmente ottenere la prima vittoria con la Francia al Sei Nazioni. Abbiamo stretto i denti, abbiamo sofferto, cercando di mantenere il vantaggio. Ricordo l’ormai celebre assalto finale con la mischia: non finiva più! (Ride, ndr). Sapevamo di non poter concedere calci di punizione, perché sarebbe stata una posizione favorevole per segnare, e di non poter concedere altro avanzamento. Gli avanti hanno fatto un grande lavoro. Credo che in qualche modo certe partite siano ‘scritte’: quella dovevamo vincerla noi, quel giorno nulla avrebbe potuto fermarci. È difficile da spiegare perché ovviamente in campo non ci pensi, ci pensi dopo. Riguardando la partita, ti accorgi che nulla poteva andare in maniera diversa da com’è andata: per la settimana che avevamo vissuto, per la motivazione che avevamo, per la partita che abbiamo giocato. Dovevamo vincerla noi, e l’abbiamo vinta” conclude Mirco.
19 Febbraio 2026 - 12 ore fa
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Fir, Benetton Rugby e Queensland Reds: rafforzata la collaborazione internazionale per lo sviluppo degli atleti

Federazione Italiana Rugby, Benetton Rugby e Queensland Reds, annunciano con soddisfazione una nuova iniziativa congiunta, inserita nel percorso di collaborazione internazionale avviato tra la franchigia biancoverde e lo Stato del Queensland nel luglio 2025. La collaborazione tra Benetton Rugby e Reds, costruita su basi solide e orientata allo scambio tecnico e alla crescita dei giovani talenti, rappresenta il punto di partenza di questo progetto, che offrirà ai rispettivi atleti ulteriori opportunità di confronto ad alto livello in un contesto internazionale. In tale quadro, la franchigia del Sunshine State sarà in tour in Italia nel mese di novembre per disputare allo Stadio Monigo due incontri di grande prestigio: il primo contro l’Italia XV, in programma nel weekend del 20/21/22 novembre, e il secondo contro Benetton Rugby il weekend successivo. L’iniziativa si inserisce pienamente nella strategia federale orientata all’ampliamento e al rafforzamento della rosa della Nazionale, attraverso un numero crescente di appuntamenti di elevato livello tecnico e competitivo, fondamentali per il percorso di crescita dei giocatori italiani, e valorizza al contempo la rinnovata progettualità internazionale portata avanti da Benetton Rugby. Il match contro Italia XV si colloca inoltre nel percorso di sviluppo della seconda Nazionale azzurra, che il mese prossimo sarà impegnata nel secondo appuntamento stagionale a L’Aquila contro la nazionale cilena, dopo la gara disputata il 6 febbraio scorso a Rieti contro la Scozia ‘A’. Questa iniziativa, nata dalla collaborazione tra Benetton Rugby e Queensland Reds e condivisa con la FIR, conferma la volontà comune di investire in relazioni internazionali strutturate e di lungo periodo, capaci di generare valore tecnico, sportivo e culturale, contribuendo allo sviluppo complessivo del rugby italiano e al consolidamento dei rapporti con una delle realtà di riferimento del panorama rugbistico mondiale.
19 Febbraio 2026 - 13 ore fa
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Italrugby, Spagnolo: “Grande prestazione in Irlanda, peccato per il risultato. Furlong? Serve rispetto, è una leggenda”

Tra i tanti spunti offerti da Irlanda-Italia, l’ennesima prestazione dominante della mischia chiusa è quello che salta maggiormente all’occhio. Anche i media internazionali hanno riconosciuto il grande lavoro di crescita della prima linea dell’Italia, capace ancora una volta di mantenere lo stesso livello di prestazioni anche con i cambi e mettendo in seria difficoltà l’Irlanda in una partita che poteva finire anche diversamente dal 20-13 con cui i padroni di casa hanno portato a casa il match. Lo ha spiegato Mirco Spagnolo, pilone sinistro del Benetton e della Nazionale: “È stata una prestazione assolutamente positiva, in un campo difficile e in cui in passato abbiamo spesso fatto fatica, ma chiaramente quando finisce così rimane un po’ di rimpianto, siamo andati vicini al pareggio e avremmo potuto segnare nel finale. Peccato non esserci riusciti, sarebbe stato bello chiudere almeno con un pari una partita che abbiamo giocato bene”. Come contro la Scozia, anche con l’Irlanda c’è stato un dominio in mischia, e quella vinta al 65’ contro Furlong ha fatto il giro del web. “Sì, però mi dispiace perché credo si stia un po’ esagerando. Un conto è il video della mischia, ma sto vedendo anche tanti meme che secondo me sono irrispettosi: stiamo parlando di Furlong, una leggenda di questo sport. Un conto è l’aspetto sportivo e capisco il voler sottolineare la forza della nostra mischia, ma quando si va oltre e si fanno dei "meme" per mettere in ridicolo un pilone che ha fatto la storia del rugby non va bene”. Al di là della singola mischia, la prestazione di Dublino conferma ancora una volta la crescita costante di tutto il pacchetto. Qual è la chiave di questa evoluzione? “Sono diverse. Prima di tutto, chiaramente, il tantissimo lavoro che stiamo facendo sulla mischia e la volontà di migliorarsi sempre di più e di essere davvero dominanti. E poi credo sia importante anche l’affiatamento che si è creato: noi prime linee siamo davvero un grande gruppo, come una famiglia, siamo sempre insieme e anche quando arriva qualche ragazzo nuovo come Momo Hasa o l’anno scorso Tommaso di Bartolomeo riesce subito ad integrarsi. Lavoriamo tantissimo per diventare una cosa sola, praticamente. Poi comunque ci conosciamo tutti molto bene e lo staff è stato bravo a unire il tutto. Anche in allenamento con Moro (Andrea Moretti, allenatore degli avanti, ndr) sappiamo quando c’è da scherzare e divertirci e quando invece c’è da fare sul serio, e quando si fanno le mischie non si scherza per niente”. Come sono gli allenamenti in mischia? “Spesso le facciamo a fine allenamento. Anche perché essendo a fine allenamento siamo più stanchi e quindi riviviamo la stanchezza della partita, e come in partita devi dare tutto perché se non lo fai non c’è modo di uscirne. A ogni mischia sai di dover dare il 100%, e alla fine questa cosa ritorna anche in partita, perché il nostro obiettivo è essere dominanti”. Come vivete la concorrenza? “Secondo me è una cosa molto positiva. Intanto perché comunque siamo un gruppo molto unito, come ho detto: non è che quando Fischio (Fischetti, ndr) gioca titolare e io vado in panchina allora mi arrabbio. Anzi, è uno stimolo in più per migliorare e allo stesso tempo lui sa che c’è qualcuno dietro di lui che spinge. È una concorrenza positiva: sai che hai di fronte un ragazzo che è un tuo grande amico, ma quando si fanno le mischie contro tutti vogliamo sempre avanzare. Ad esempio, faccio spesso le mischie contro Simone Ferrari, che gioca a destra, e anche se siamo molto amici tutti vogliamo prevalere in quel momento. Alla fine la mischia è questo, e poi i risultati di tutto questo processo e di questa concorrenza forte, ma positiva, si vedono in partita”. Contro la Francia si prospetta un match completamente diverso dal punto di vista tattico, viste le caratteristiche dei Blues. Dal punto di vista della mischia, invece, che partita sarà? “Giocano in casa e stanno dominando il torneo, arriveranno sicuramente molto decisi e mi aspetto una battaglia incredibile davanti. Anche perché in Top 14 le mischie sono davvero durissime, ci sono giocatori esperti e provenienti da grandi squadre. Il nostro obiettivo, come sempre, è quello di essere il più performanti possibile e dare sempre il 100%. Lo abbiamo fatto bene in queste prime due partite ma dobbiamo continuare a farlo per tutto il Sei Nazioni”. Come si studiano i piloni avversari prima di una partita? “All’inizio si fa una revisione generale di tutti i piloni convocati dalla squadra avversaria, perché fino a due giorni prima della partita non sappiamo chi giocherà. Una volta vista la formazione, riguardiamo tutte le clip dei due piloni in lista gara, sia chi parte titolare sia chi parte dalla panchina. Poi ci sono i casi in cui ti trovi davanti un pilone che hai già affrontato altre volte, però lo studio comunque non cambia: guardi cosa fa, come attacca, come si muove in mischia e pensi a come puoi difenderti e controbattere”.
18 Febbraio 2026 - 1 giorno fa
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Nazionale U20, Rizzo: “Il gruppo è in crescita, tutto ha un peso importante, anche la strumentazione utilizzata in allenamento”

Al giro di boa del Sei Nazioni U20 2026, la Nazionale Italiana prepara la sfida alla Francia, in programma sabato sera a Lille. Una partita che metterà gli Azzurrini davanti a una formazione esperta, a dispetto della giovane età, e che chiamerà la squadra a una prova in linea col percorso di crescita che il gruppo ha intrapreso. A parlare dello sviluppo e del lavoro è il coach degli Avanti, l’ex pilone Azzurro Michele Rizzo “Dal mio punto di vista”, spiega Rizzo “I ragazzi sono in netta crescita rispetto alla prima partita contro la Scozia. Rispetto a quell’incontro, la partita con l’Irlanda ha evidenziato miglioramenti sia dal punto di vista del gioco collettivo che dei reparti. Le mischie e le rimesse laterali sono andate meglio, e l’esperienza accumulata ha permesso loro di affrontare una squadra fisica e strutturata come l’Irlanda con maggiore consapevolezza. La determinazione, la voglia e la passione che mettono in campo sono evidenti: nonostante le imprecisioni nel primo tempo, il gruppo è riuscito a recuperare e a dimostrare la propria capacità di stare alla pari, se non superiore, agli avversari”. Sulla preparazione fisica e tecnica, Rizzo parla del lavoro che viene svolto con il gruppo, che è in larghissima parte composto da atleti che fanno parte dell’Accademia Nazionale Ivan Francescato: “Dal punto di vista fisico, il lavoro quotidiano con le accademie sta dando risultati concreti. La preparazione costante permette ai ragazzi di mantenere intensità e resistenza per tutta la partita. Gli strumenti di allenamento, come quelli offerti da Aramis – scudi, body jacket, sacconi – hanno un ruolo chiave: consentono di simulare situazioni di gioco ad alta intensità riducendo il contatto diretto, proteggendo i giocatori e permettendo allenamenti più realistici e sicuri. Questo è fondamentale soprattutto durante il torneo, dove il tempo tra una partita e l’altra è limitato, perché consente di allenarsi al massimo senza sovraccaricare fisicamente i ragazzi”. In conclusione, il traguardo principale da raggiungere per il gruppo è quello della crescita, anche nell’ottica del Mondiale che si disputerà questa estate in Georgia: “L’obiettivo principale è avere ragazzi pronti e consapevoli del livello internazionale di categoria, migliorati rispetto all’inizio del Sei Nazioni e preparati per il Mondiale. Trovare una vittoria nel corso del Torneo rappresenterebbe un risultato importante, ma il percorso di crescita e la preparazione rimangono il focus centrale. Il gruppo lavora costantemente da settimane sul campo e nelle riunioni tecniche, e se tutte le componenti saranno al posto giusto, si punta a concludere il torneo consolidando la consapevolezza necessaria per il futuro”.

Italia U20 | 18/02/2026

Rugby internazionale a Vicenza: l’8 marzo alla Rugby Arena il test match tra le Nazionali Femminili U18 di Italia e Galles

Vicenza ospiterà un nuovo appuntamento del calendario internazionale giovanile femminile. Domenica 8 marzo, presso la Rugby Arena, è in programma l’incontro tra le Nazionali Femminili U18 di Italia e Galles, con calcio d’inizio alle ore 13.00 e ingresso libero. La gara, organizzata dai Rangers Rugby Vicenza ASD in collaborazione con la Federazione Italiana Rugby, rappresenta il primo match internazionale disputato nell’impianto vicentino e si inserisce nel percorso di sviluppo e valorizzazione del rugby femminile giovanile promosso dalla FIR. L’incontro offrirà un confronto di alto livello tra due selezioni di riferimento nel panorama europeo U18, confermando l’impegno federale nel sostenere la crescita tecnica e competitiva delle giovani atlete e nel favorire la diffusione del rugby su tutto il territorio nazionale. Valorizzazione del movimento femminile e del territorio L’evento assume particolare rilievo anche nel contesto del progetto di rilancio del rugby femminile portato avanti dai Rangers Rugby Vicenza, che nella stagione in corso hanno riattivato il percorso dedicato alla squadra femminile Red Rangers, rafforzando le attività di base, formazione e sviluppo. La sfida internazionale si svolge inoltre nella sede di un club che ha recentemente celebrato il 50° anniversario di attività, riconosciuto ufficialmente dalla Federazione Italiana Rugby, a testimonianza di una lunga e consolidata tradizione sportiva e formativa. Il Presidente dei Rangers Rugby Vicenza ASD, Alessandro Belluomini, ha dichiarato “Accogliere le Nazionali Femminili U18 di Italia e Galles rappresenta per il nostro club un traguardo significativo. È la prima gara internazionale alla Rugby Arena e coincide con una fase importante di rilancio del nostro progetto femminile. Un evento che valorizza il lavoro svolto sul territorio e che intendiamo condividere con la città e con tutto il movimento”. Informazioni sull’evento Italia U18 Femminile v Galles U18 FemminileData: Domenica 8 marzo 2026Orario: Calcio d’inizio ore 13.00Sede: Rugby Arena, Vicenza – Via Francesco Baracca 217Ingresso: Libero

Italia U18 femminile | 18/02/2026

Club House – Rugby Rovato 1976

Le Club House sono quel luogo dove una partita di rugby diventa rito collettivo, gioia o delusione condivisa. Un tempo sospeso che riparte a cadenzare l’esistenza dopo ottanta minuti in cui un gruppo di persone s’identifica in una maglia, quella azzurra, e spinge con il pensiero quindici ragazzi, molti dei quali in quei luoghi sono cresciuti con il pane e salamella tra le mani.  La Club House del Rugby Rovato non fa eccezione: tutti insieme soffrono, esultano e a fine partita analizzano la sconfitta o celebrano la vittoria dell’Italia. Sempre insieme. Perché nel rugby, da queste parti, anche il tifo è un fatto di squadra e quando gioca la Nazionale è l’occasione per ricordare e ricordarsi che tutto ha un senso nel vedere ‘i gnari’ giocare ai più alti livelli.  A raccontarlo è Sandro Frassine, responsabile della club house e coordinatore dei volontari: «Sono legato al Rugby Rovato da circa trent’anni. Non sono un ex giocatore, sono un genitore. Mi sono affezionato al club e ho iniziato a dare una mano, rimanendo affascinato da questo ambiente familiare».Un ambiente che vive grazie a un gruppo di volontari che anima quotidianamente la club house, con il supporto crescente anche dei giocatori stessi. «I giocatori fanno gruppo in campo – spiega Frassine – dirigenti, volontari e genitori lo fanno fuori dal campo. Ed è qui che si costruiscono i legami e l’identità del club». La storia della Club House accompagna la crescita della società. Lo ricorda Giuseppe Lanzi, dirigente del Rugby Rovato: «Un punto di ritrovo e di aggregazione. Nel rugby significa avere una marcia in più. Noi siamo fortunati perché abbiamo volontari che la fanno funzionare».Dalle prime strutture con un solo campo in erba, fino all’ampliamento con il secondo campo e il sintetico, la Club House è stata una naturale prosecuzione di questo percorso. «Ho vissuto tutte le fasi della crescita – racconta Lanzi – prima da giocatore e poi da dirigente. Questa club house è stata testimone di momenti importanti: è qui che ci si ritrova dopo le sconfitte ed è qui che si festeggiano le vittorie». Momenti che restano nella memoria collettiva del club, come la storica festa promozione ai tempi della Leonessa, culminata con l’ingresso nel Top Ten: «Qualcosa di indimenticabile», sottolinea Lanzi. E poi c’è chi la Club House la vive anche attraverso i profumi e i sapori. Come Adriano Campana, cuoco “per passione”, anzi cuciniere, come ama definirsi: «Ho iniziato a giocare a rugby al liceo, poi mi sono allontanato per lavoro. Sono tornato dopo vent’anni con i miei figli e, quasi per caso, mi sono ritrovato a cucinare qui».Non un professionista, ma un volontario che mette passione in ogni piatto. «La club house è il luogo dove nascono e si cementano amicizie. La vita può portarti lontano, puoi farti perdere di vista, ma poi ci si ritrova qui e sembra che il tempo non sia mai passato». Tra un piatto che cambia menu e un aneddoto che fa ancora ridere – come quella volta in cui un genitore rimase chiuso in bagno proprio alla vigilia di una trasferta – la Club House del Rugby Rovato continua a essere un rito collettivo. Un luogo dove il rugby non si gioca soltanto, ma si condivide. Dentro e fuori dal campo.

dalla base | 18/02/2026

Italrugby, Fischetti: “Prestazioni frutto di un lungo lavoro. Ora focus sulla Francia”

Dublino – Prosegue la preparazione della Nazionale Italiana Maschile verso il prossimo match in calendario contro la Francia domenica 22 febbraio alle 16.10 alla Decathlon Arena Stade Pierre Mauroy di Lille, partita valida per la terza giornata del Guinness Sei Nazioni 2026 che sarà trasmessa in diretta su Sky Sport Arena e in chiaro su TV8. Lavoro concentrato nella mattina con il gruppo – diviso in reparti – tra lavoro in palestra, riunioni specifiche focalizzate sul prossimo match e un allenamento collettivo con il gruppo al completo a disposizione dello staff tecnico. “Abbiamo offerto una buona prestazione a Dublino contro l’Irlanda – ha esordito Danilo Fischetti nell’incontro stampa odierno dal raduno della Nazionale Maschile – ma è chiaro che c’è un po’ di amarezza per il risultato finale. Ora il focus è unicamente sulla prossima partita”. “Le prestazioni dell’Italia? Sono frutto di un lungo lavoro fatto negli anni da giocatori e staff. Dal primo giorno che sono arrivato in Nazionale ho sempre visto tutti i miei compagni che si allenavano per provare a vincere le partite. In nessun ambito le squadre scendono in campo per ottenere risultati che non siano positivi”. “La Francia è una delle migliori squadre al mondo, è sotto gli occhi di tutti. Hanno grandi qualità individuali con un gioco alla mano di alto livello. La nostra posizione in classifica? Sogno di arrivare il più in alto possibile, ma ragioniamo sempre partita per partita” ha sottolineato Danilo Fischetti. Questo il calendario dell’Italia nel Guinness Sei Nazioni 2026: Italia v Scozia – 7 febbraio ore 15.10 – Roma, Stadio Olimpico – 18-15 (4-1) Irlanda v Italia – Dublino, Aviva Stadium – 14 febbraio ore 14.10 (locali) 20-13 (4-1) Francia v Italia – Lille, Decathlon Arena – 22 febbraio ore 16.10 Italia v Inghilterra – Roma, Stadio Olimpico – 7 Marzo ore 17.40 Galles v Italia – Cardiff, Principality Stadium – 14 Marzo ore 16.40 (locali)

Italia | 17/02/2026

Al via il corso online “Costruire il futuro dei club”: marketing, comunicazione e strumenti operativi per la crescita del rugby

Roma – Giovedì 12 marzo prende il via il corso online “Costruire il futuro dei club – Marketing, comunicazione e strumenti operativi per la crescita dei club di rugby”, un percorso formativo promosso dalla Federazione Italiana Rugby e rivolto a Dirigenti, Presidenti, Presidentesse e figure organizzative delle società rugbistiche. L’obiettivo del corso è fornire ai club, soprattutto quelli di base, strumenti concreti per rafforzare la propria struttura organizzativa, migliorare la sostenibilità economica e consolidare il ruolo delle società come presidio sportivo, educativo e sociale all’interno del territorio. Il percorso è articolato in quattro moduli online, in programma dal 12 marzo al 9 aprile, ogni giovedì dalle 18.30 alle 20.00 (ad eccezione del 2 aprile), ed è orientato alla produzione di materiali operativi immediatamente utilizzabili nella quotidianità dei club. Il primo modulo, in calendario giovedì 12 marzo, è dedicato a Marketing e comunicazione del club e affronta la costruzione di una strategia semplice, sostenibile e coerente con la dimensione della società. Dall’identità al posizionamento, dall’uso del digitale e dei social media fino alla gestione dei contatti e dei database, il modulo fornisce le basi per aumentare visibilità, rafforzare il rapporto con famiglie e atleti e migliorare l’attrattività verso sponsor e istituzioni. Il secondo appuntamento, giovedì 19 marzo, sarà focalizzato su Reclutamento, accoglienza e inserimento, con particolare attenzione al rapporto con le famiglie e alla prevenzione dell’abbandono.Il terzo modulo, giovedì 26 marzo, affronterà il tema di Sponsoring e sostenibilità economica, analizzando la costruzione di relazioni durature con partner e sponsor.Il percorso si concluderà giovedì 9 aprile con il modulo dedicato a Community e fidelizzazione, elemento centrale per la vita di un club di rugby, che non vive solo di risultati sportivi ma di relazioni, partecipazione e senso di appartenenza. Al termine del corso, i club partecipanti avranno a disposizione modelli, documenti e strumenti adattabili alla propria realtà, oltre a un metodo di lavoro chiaro e replicabile, pensato per sostenere la crescita nel medio e lungo periodo. Iscriviti cliccando qui

FIR Informa | 17/02/2026

Andrea Piardi: “Tre arbitri italiani nella stessa partita è un traguardo incredibile, ma è frutto del lavoro del movimento”

Inghilterra-Irlanda sarà una partita speciale per il movimento italiano: per la prima volta, ci saranno tre arbitri italiani nel team di una partita del Sei Nazioni. Andrea Piardi come arbitro, Gianluca Gnecchi come assistente e Matteo Liperini al TMO. La ciliegina sulla torta di un percorso che ha portato gli arbitri italiani ad essere sempre più presenti nel panorama internazionale, come dimostra lo stesso Sei Nazioni che ha visto Piardi, Gnecchi (come assistenti) e Liperini (al bunker) impegnati già nella seconda giornata in Scozia-Inghilterra. Liperini sarà al bunker anche nella sfida più attesa dell’ultima giornata: Francia-Inghilterra. “È davvero una grande soddisfazione, siamo estremamente contenti di poter formare un team di 3 arbitri italiani su 4: una cosa che qualche anno fa non avremmo mai pensato. È la dimostrazione di un movimento che lavora e che grazie al lavoro sta ottenendo questi risultati” racconta Andrea Piardi, ormai pienamente consolidato ad alti livelli e all’ennesima partita importante della sua carriera. Come si è arrivati a questo traguardo così importante “Come detto, questo risultato è frutto di un percorso che parte da lontano. Credo che l’arrivo dell’ex capo degli arbitri di World Rugby, Alain Rolland, come consulente arbitrale abbia permesso di cambiare alcune cose. C’è stata poi una grande attenzione da parte della Federazione verso gli arbitri. E tutto questo ha permesso di poter lavorare con maggiori competenze e con grande serenità, e questo fa sì che prima o poi i risultati arrivino, com’è successo”. Anche perché, al di là del Sei Nazioni, c’è anche una presenza costante da parte degli arbitri italiani in URC e nelle coppe europee… “Esatto. Questo fa capire che non si lavora solo sul singolo nome, ma è tutto un sistema che lavora ed è credibile a livello internazionale, e questo ci permette di avere tante persone nei tornei di alto livello come l’URC, la Champions Cup e la Challenge Cup. Tutto però nasce prima dall’Italia, dalla capacità di far crescere i ragazzi e farli arrivare fino ai massimi livelli nazionali come la Serie A Elite, per poi fare il ‘salto’ internazionale. Quando tutto il sistema lavora bene poi i risultati arrivano, e lo dimostrano le tante presenze degli italiani nelle partite all’estero, non solo io, Gianluca Gnecchi e Matteo Liperini ma anche Federico Vedovelli e Clara Munarini”. A livello personale, è ormai il terzo anno in cui dirigi con costanza grandi partite. Come ti fa sentire? “Sono stati due anni davvero intensi e soddisfacenti dal punto di vista professionale. È stato un sogno: la prima partita al Sei Nazioni, poi gli All Blacks, poi i test match e ancora in Sei Nazioni, fino ad arrivare a una partita dei Lions e poi ancora agli All Blacks con l’Inghilterra. È stato un percorso che mi ha arricchito dal punto di vista professionale, ed è bellissimo”. Tra queste partite, qual è quella che ti ha lasciato qualcosa di speciale? “Molto difficile scegliere, devo dirne almeno due che per me sono sullo stesso piano. La prima è sicuramente l’esordio al Sei Nazioni in Irlanda-Galles, perché era la prima volta di un arbitro italiano e perché comunque arrivare da primo arbitro in un torneo così importante ti dà un mix di emozioni davvero forte. La seconda è Australia-Lions, perché il tour dei Lions dal punto di vista delle emozioni, del contesto e della tensione è qualcosa di unico nel panorama mondiale. Per quanto partite come Inghilterra-All Blacks siano importanti, quando giocano i Lions si percepisce proprio qualcosa di diverso, anche se magari per chi non vive il mondo anglosassone è un po’ più difficile da comprendere. Quando entri nel mondo dei Lions respiri la loro tradizione, la loro cultura, e allo stesso modo ti rendi conto di quanto per la squadra che li affronta – in questo caso l’Australia – sia importante giocare contro di loro e provare a batterli. Poi ho avuto anche la fortuna di arbitrare la partita più importante della serie, perché alla fine il secondo match è quello che decide il destino di tutto il tour: o una squadra vince la serie, com’è successo ai Lions, o si va sull’1-1 e quindi la partita finale diventa poi decisiva. Mentre ero in campo avevo la consapevolezza di far parte di qualcosa di storico, ed è stato indimenticabile”.

Arbitri | 17/02/2026

Campionati

SAEF 2025 – 26 | SIA MPL Rugby Colorno v Rugby Valsugana – dodicesima giornata – 22 febbraio 2026

FIR Informa

Altri articoli

Al via il corso online “Costruire il futuro dei club”: marketing, comunicazione e strumenti operativi per la crescita del rugby

Roma – Giovedì 12 marzo prende il via il corso online “Costruire il futuro dei club – Marketing, comunicazione e strumenti operativi per la crescita dei club di rugby”, un percorso formativo promosso dalla Federazione Italiana Rugby e rivolto a Dirigenti, Presidenti, Presidentesse e figure organizzative delle società rugbistiche. L’obiettivo del corso è fornire ai club, soprattutto quelli di base, strumenti concreti per rafforzare la propria struttura organizzativa, migliorare la sostenibilità economica e consolidare il ruolo delle società come presidio sportivo, educativo e sociale all’interno del territorio. Il percorso è articolato in quattro moduli online, in programma dal 12 marzo al 9 aprile, ogni giovedì dalle 18.30 alle 20.00 (ad eccezione del 2 aprile), ed è orientato alla produzione di materiali operativi immediatamente utilizzabili nella quotidianità dei club. Il primo modulo, in calendario giovedì 12 marzo, è dedicato a Marketing e comunicazione del club e affronta la costruzione di una strategia semplice, sostenibile e coerente con la dimensione della società. Dall’identità al posizionamento, dall’uso del digitale e dei social media fino alla gestione dei contatti e dei database, il modulo fornisce le basi per aumentare visibilità, rafforzare il rapporto con famiglie e atleti e migliorare l’attrattività verso sponsor e istituzioni. Il secondo appuntamento, giovedì 19 marzo, sarà focalizzato su Reclutamento, accoglienza e inserimento, con particolare attenzione al rapporto con le famiglie e alla prevenzione dell’abbandono.Il terzo modulo, giovedì 26 marzo, affronterà il tema di Sponsoring e sostenibilità economica, analizzando la costruzione di relazioni durature con partner e sponsor.Il percorso si concluderà giovedì 9 aprile con il modulo dedicato a Community e fidelizzazione, elemento centrale per la vita di un club di rugby, che non vive solo di risultati sportivi ma di relazioni, partecipazione e senso di appartenenza. Al termine del corso, i club partecipanti avranno a disposizione modelli, documenti e strumenti adattabili alla propria realtà, oltre a un metodo di lavoro chiaro e replicabile, pensato per sostenere la crescita nel medio e lungo periodo. Iscriviti cliccando qui

FIR Informa | 17/02/2026

Lunedì 16 febbraio al via il corso online “Restiamo in gioco – Educazione, leadership e benessere nel rugby giovanile”

Finanziato da Sport e Salute, prende il via il programma formativo online “Restiamo in gioco – Educazione, leadership e benessere nel rugby giovanile”, un percorso dedicato allo sviluppo educativo dello sport giovanile. Educare attraverso lo sport, prevenire l’abbandono precoce e promuovere il benessere psicofisico dei giovani atleti: sono questi gli obiettivi al centro del progetto, che avrà inizio il 16 febbraio 2026 e si svilupperà lungo quattro mesi di attività formative, per un totale di 40 ore. Come è strutturato il webinar? Le attività, a cui sarà possibile partecipare a seguito di iscrizione qui e si svolgeranno interamente online, alterneranno lezioni teoriche, laboratori esperienziali e momenti di riflessione applicativa, valorizzando un approccio multidisciplinare e scientificamente fondato. Il programma è articolato in 4 moduli tematici, che affrontano in modo progressivo e integrato i principali snodi dello sviluppo sportivo giovanile: Rugby giovanile come contesto educativo, con riferimento ai modelli di sviluppo a lungo termine e ai benefici psicosociali della pratica sportiva; Leadership e gestione dei gruppi, con particolare attenzione alla leadership trasformazionale e alla prevenzione dei conflitti; Competenze comunicative, relazionali e di safeguarding, includendo salute mentale, prevenzione del bullismo e inclusione; Prevenzione dell’abbandono precoce, attraverso l’analisi di dati, ricerche e ricadute operative per allenatori, dirigenti e famiglie. Il progetto nasce dalla consapevolezza che il rugby giovanile rappresenti un potente contesto educativo, capace di incidere in modo significativo sullo sviluppo personale, sociale ed emotivo dei giovani. “Restiamo in gioco” intende rafforzare questo ruolo, promuovendo: la centralità del benessere dell’atleta, oltre la sola prestazione sportiva; la prevenzione dell’abbandono precoce, fenomeno sempre più rilevante nello sport giovanile; la costruzione di ambienti sportivi sicuri, inclusivi e motivanti lo sviluppo di competenze educative, relazionali e di leadership negli adulti di riferimento. Come partecipare? Il percorso online, pienamente coerente con le finalità del Bando Rugby per Tutti, è rivolto ad allenatori, dirigenti sportivi, educatori e operatori del rugby giovanile, e propone un modello di formazione avanzata che integra evidenze scientifiche, approccio educativo e applicazioni operative nel contesto sportivo. Per partecipare al corso è necessario compilare il seguente modulo Google: https://forms.gle/5yfpqHUsDjhodXs87 Al termine del percorso, a coloro che avranno frequentato almeno il 70% delle ore previste, sarà rilasciato un attestato di partecipazione ufficiale dalla Federazione Italiana Rugby. SCARICA IL PROGRAMMA DEL CORSO QUI

FIR Informa | 09/02/2026

Esercito Italiano e Federazione Italiana Rugby rinnovano il Protocollo d’Intesa


Valori condivisi, sport e formazione al centro della collaborazione
Lo Stato Maggiore dell’Esercito e la Federazione Italiana Rugby hanno rinnovato il Protocollo d’Intesa volto a rafforzare la collaborazione tra le due istituzioni, fondata su valori condivisi quali coraggio, disciplina, spirito di squadra, rispetto delle regole e impegno al servizio della collettività.
L’accordo è stato finalizzato dal Sottocapo di Stato Maggiore dell’Esercito, Generale di Corpo d’Armata Salvatore Cuoci, e dal Vice Presidente Vicario della Federazione Italiana Rugby Paolo Vaccari, con l’obiettivo di proseguire e consolidare le attività di cooperazione già avviate con il precedente protocollo del 16 gennaio 2023.
Il rinnovo dell’intesa riconosce il valore dello sport, e in particolare del rugby, quale strumento formativo ed educativo, parte integrante dell’addestramento militare e della crescita personale dei giovani. Le caratteristiche proprie del rugby, basate su lealtà, sacrificio e lavoro di squadra, trovano infatti una naturale convergenza con i principi e le pratiche della professione militare.
Nell’ambito dell’accordo, la Federazione Italiana Rugby si impegna, tra l’altro, a dedicare all’Esercito Italiano una delle partite del Torneo “Sei Nazioni”, assicurando una significativa visibilità internazionale alla Forza Armata attraverso specifiche iniziative, tra cui il cerimoniale prepartita, la presenza all’interno del “Villaggio Terzo Tempo” e attività di rappresentanza istituzionale. È inoltre prevista la realizzazione di operazioni di comunicazione congiunte per valorizzare le attività condivise.
L’Esercito Italiano, compatibilmente con le prioritarie esigenze istituzionali, fornirà il proprio concorso mediante assetti promozionali in occasione degli eventi sportivi, il supporto di unità della Forza Armata per attività addestrative e di team building a favore degli atleti delle Nazionali di rugby, nonché la messa a disposizione di sedi militari per seminari, workshop e iniziative formative. L’accordo prevede inoltre il sostegno allo sviluppo del rugby dilettantistico di base attraverso l’utilizzo di idonee strutture militari, regolato da specifici accordi dedicati.
Il Protocollo, della durata di tre anni, non comporta nuovi o imprevisti oneri economici per le parti e si inserisce nel quadro delle iniziative volte a promuovere la cultura dei valori, dello sport e del servizio al Paese, rafforzando il legame tra Forze Armate e società civile.

FIR Informa | 23/01/2026

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