Nazionale: Italia Femminile
Isabella Locatelli lascia la Nazionale: “È stata adrenalina pura”
La curiosità iniziale è che l’ultima partita di Isabella Locatelli con la maglia della Nazionale Italiana rimarrà per sempre quella culminata con la conquista del titolo di Player of the Match. Al di là della soddisfazione personale post Italia v Brasile, ultima gara della fase a gironi della Rugby World Cup 2025, per ripercorrere il filo della carriera Azzurra di Locatelli bisogna tornare indietro al 2014, allo Stadio del Rugby di Avezzano, per Italia v Scozia. In quella partita la seconda-terza linea lombarda conquistò il primo di 56 caps. Ora, questo percorso si conclude, dopo un periodo di riflessione al termine della Coppa del Mondo. Originaria di Vimercate, seconda-terza linea che nella seconda fase della sua carriera si sta riscoprendo anche trequarti, Locatelli ha vinto il campionato italiano nella stagione 2013-14, anno del suo debutto in Azzurro, con la maglia del Monza. Parte del gruppo di atlete che con la RWC 2025 ha raggiunto il traguardo delle tre partecipazioni iridate, ha saputo coniugare attività agonistica internazionale e impegno extra campo, diventando nel 2025, assieme a Francesca Granzotto, una delle due atlete capaci di laurearsi durante un raduno nel corso del Guinness Women’s Six Nations. La notizia dell’addio alla Nazionale non allontanerà però Locatelli dai campi: resterà in fatti in rosa al suo club, il Rugby Colorno, con cui sta lottando per un piazzamento nei playoff di Serie A Elite Femminile. PARMA, 20 aprile 2024: da sx: Veronica Madia, Isabella Locatelli e Rhona Lloyd entrano in campo, celebrando il raggiungimento dei 50 caps con le Nazionali di Italia (per Madia e Locatelli) e Scozia (per Lloyd) Parlando della sua scelta, Isabella racconta le sensazioni e ripercorre il suo percorso pluriennale con le Azzurre: “Sono così tante le emozioni che mi ha lasciato il rugby, che non saprei descriverle tutte, perchè comprenderebbero tutta la ruota delle emozioni di Plutchick”, dice.“È stato un percorso lungo e a volte molto complicato, che rifarei altre mille volte da capo e nello stesso modo in cui l’ho fatto. Mi ha reso felice in ogni momento, nonostante le difficoltà. A oggi, tutte le persone con cui e contro cui ho giocato mi hanno lasciato qualcosa. Dalle ragazze che hanno condiviso con me tutto il percorso a quelle che lo hanno appena iniziato, ognuna mi ha donato una parte di sé. Anche a livello internazionale ho sempre avuto la fortuna di condividere momenti meravigliosi fuori dal campo con le ragazze delle altre nazioni. Tra tutte, voglio citare Rhona Lloyd, con cui ho condiviso il mio 50° cap, promettendoci durante un viaggio a Edimburgo che, se fosse successo, saremmo entrate in campo mano nella mano. Non vorrei dimenticare che quel giorno con me c’era anche Veronica Madia a festeggiare le 50 presenze, un’atleta splendida, con cui ho trascorso tutta la vita rugbistica: dal giocare contro in selezione regionale, al farlo insieme nel rugby Colorno e in Nazionale. Il rugby mi ha dato tutto. Lascio la Nazionale con il groppo in gola, ma a volte può succedere che le cose prendano una piega diversa da quella che ci aspettiamo. Non rimpiango nulla, ho incontrato delle splendide persone, visitato posti di cui non avrei nemmeno mai saputo l’esistenza. È stata adrenalina pura”. Il Presidente Federale Andrea Duodo ha dichiarato “A Isabella, atleta e persona di grande spessore, va il ringraziamento per tutti gli anni di prezioso impegno al servizio del movimento italiano con la maglia della nostra Nazionale, con la quale ha contribuito a scrivere pagine di storia importanti e indimenticabili. Sono certo che questa seconda fase della sua carriera sportiva sarà altrettanto ricca di soddisfazioni e che il futuro le riserverà piacevoli sviluppi”
Italia Femminile | 29/01/2026
Guinness Women’s Six Nations 2026: aperta la biglietteria per le gare interne dell’Italia
La Federazione Italiana Rugby annuncia l’apertura della biglietteria per le gare interne dell’Italia nel Guinness Women’s Six Nations 2026. Le Azzurre torneranno a giocare allo Stadio Sergio Lanfranchi di Parma, che ospiterà entrambi gli incontri casalinghi della Nazionale nel Torneo. Il Guinness Sei Nazioni 2026 arriva in un momento di forte espansione del Gioco, all’indomani di una Rugby World Cup che, per numeri, partecipazione e copertura globale, ha ridefinito il panorama mondiale, fissando nuovi standard di riferimento e aumentando in modo considerevole il seguito a livello internazionale. Nel percorso delle Azzurre nel Torneo, particolare attenzione sarà rivolta alle due sfide casalinghe. La Scozia si presenterà a Parma guidata dal nuovo Head Coach Sione Fukofuka, ex Commissario Tecnico degli Stati Uniti, mentre l’Inghilterra arriverà in Emilia da campione in carica del Guinness Women’s Six Nations e campione del mondo in carica, punto di riferimento del rugby femminile internazionale. Nel corso dell’edizione 2026 del Torneo, l’Italia affronterà davanti al proprio pubblico: venerdì 25 aprile, ore 17.30 – Italia v Scozia sabato 9 maggio, ore 15.00 – Italia v Inghilterra I biglietti sono in vendita su TicketOne, con agevolazioni dedicate a famiglie, gruppi e tesserati FIR. Ulteriori informazioni sulle gare interne dell’Italia nel Guinness Women’s Six Nations 2026 e sulle iniziative collegate agli eventi di Parma saranno comunicate sui canali ufficiali della Federazione Italiana Rugby, o nella pagina dedicata, nella sezione “eventi” del sito federale federugby.it Tutte le gare dell’Italia nel Guinness Women’s Six Nations 2026 saranno trasmesse in diretta su Sky Sport. Guinness Women’s Six Nations 2026: i prezzi dei biglietti delle gare casalinghe (intero/promoclub/ridotto donne o Under 18) Tribuna Ovest (20€/10€/5€) Tribuna Est (15€/10€/5€) Tribuna Nord (10€/5€/5€) Tribuna Sud (5€)
Italia Femminile | 26/01/2026
Macron e la Federazione Italiana Rugby insieme per il progetto “Rugby Oltre le Sbarre”: una delegazione Azzurra in visita al Giallo Dozza Bologna Rugby
La nuova collaborazione in ambito di responsabilità sociale inaugurata con la consegna del materiale tecnico agli atleti del Giallo Dozza Bologna Rugby Bologna, 22 gennaio 2026 – Macron e la Federazione Italiana Rugby rinforzano ulteriormente la propria sinergia avviando una collaborazione nell’ambito del progetto di responsabilità sociale FIR “Rugby Oltre le Sbarre”: iniziativa nata con l’obiettivo di diffondere il gioco del rugby come strumento educativo e di inclusione sociale, contribuendo al percorso di risocializzazione delle persone detenute attraverso l’applicazione concreta dei valori fondanti di questo sport. Macron, che già da diversi anni sostiene attivamente diversi programmi sportivi di rieducazione all’interno delle case circondariali, ha sposato in maniera naturale il progetto “Rugby Oltre le Sbarre”, donando il materiale tecnico e vestendo tutti gli atleti coinvolti. Un elemento di grande valore dell’iniziativa risiede nell’organizzazione di momenti coordinati nei quali atlete e atleti delle Nazionali Italiane di Rugby incontrano gli atleti detenuti, condividendo momenti di gioco, confronto e convivialità. Il primo evento del 2026 di “Rugby Oltre le Sbarre” si è svolto a Bologna e ha coinvolto il Giallo Dozza Bologna Rugby, squadra che grazie alla normativa specifica rivolta alle società impegnate in progetti a forte impatto sociale partecipa al campionato federale di Serie C. Dopo gli interventi istituzionali di Macron e della Federazione Italiana Rugby gli atleti della squadra hanno avuto modo di fare una serie di esercizi con i campioni dell’ItalRugby presenti: l’atleta della Nazionale Femminile Alessandra Frangipani, i giocatori della Nazionale Maschile Simone Gesi e Jacopo Trulla e dall’Accademia FIR Fabio Salvanti e Nikolaj Varotto. Angelo Marino, Chief Brand & Communications Macron: "La leadership che Macron ha costruito nel mondo del rugby è il risultato di un allineamento profondo e autentico con i valori di questo sport. Il rugby è la disciplina in cui emerge con maggiore evidenza il valore dello spirito di squadra al servizio della crescita del singolo individuo, e il progetto Rugby Oltre le Sbarre ne rappresenta un'applicazione perfetta in ambito di responsabilità sociale. Siamo quindi orgogliosi di farne parte insieme alla Federazione Italiana Rugby e particolarmente felici che il primo evento sia stato organizzato proprio a Bologna coinvolgendo Giallo Dozza, una realtà straordinaria di cui siamo partner ormai da diversi anni". Antonella Gualandri, VicePresidente Federazione Italiana Rugby: “Rugby oltre le sbarre è uno dei progetti di responsabilità sociale di più lungo corso della nostra Federazione, in cui la squadra del carcere di Bologna ha sempre rivestito un ruolo di assoluto rilievo, contribuendo a ispirare e consolidare questa progettualità. L’impegno del nostro sponsor tecnico Macron e la partecipazione delle nostre Azzurre e dei nostri Azzurri, che stagione dopo stagione hanno sposato attivamente questo progetto, testimonia come Rugby oltre le sbarre sia entrato profondamente nel tessuto istituzionale di FIR e dei suoi più importanti portatori d’interesse, arricchendo sempre più l’offerta sportiva e formativa dell’iniziativa. Siamo orgogliosi dell’impegno delle giocatrici e dei giocatori, che si confermano i migliori testimonial delle doti formative e sociali uniche del nostro Gioco e che, con il loro impegno nel sociale e nella divulgazione dello sport, ci rendono particolarmente orgogliosi”. Matteo Carassiti, Presidente Giallo Dozza Bologna Rugby: “Il progetto di Giallo Dozza nasce dalla piena consapevolezza che il rugby non è solo uno sport, ma uno strumento di crescita personale, di responsabilità e di riscatto. Questa giornata di Rugby Oltre le Sbarre, per la quale vogliamo ringraziare Macron e la Federazione Italiana Rugby, ci permette di dare ancora più forza e dignità a questo percorso, facendo sentire i nostri atleti parte di una comunità vera, che li riconosce, li sostiene e crede nel loro quotidiano percorso di impegno a migliorarsi. È questo l’obiettivo più grande del Giallo Dozza.” Con questa collaborazione, Macron e la Federazione Italiana Rugby rafforzano il proprio impegno nel sociale, confermando il rugby come strumento concreto di educazione, crescita e inclusione, capace di andare oltre il campo di gioco e di incidere positivamente nella comunità. Anche grazie a questa iniziativa Macron conferma il proprio impegno per sostenere la crescita globale del rugby e il suo sviluppo a ogni livello. Un impegno che ha condotto il brand italiano a una posizione di leadership nello sport della palla ovale, dove il Macron Hero spicca sul petto di tre nazionali del Six Nations (Italia, Scozia e Galles), dei più importanti club a livello europeo e di arbitri e staff di World Rugby, l’organismo di governo internazionale del rugby a 15 e a 7 con cui il contratto è stato rinnovato recentemente fino al 2029. Gli appuntamenti di “Rugby Oltre le Sbarre” proseguiranno nel corso del 2026 all’interno di altri istituti penitenziari e realtà coinvolte nel progetto su tutto il territorio nazionale.
Impegno Sociale | 22/01/2026
Sara Tounesi lascia il rugby giocato: “Immensa gratitudine per questo sport”
Sara Tounesi, seconda linea della Nazionale Italiana di Rugby, ha annunciato il proprio ritiro dal rugby con effetto immediato. Classe 1995, 52 presenze con la maglia azzurra conquistate tra il 2017 e il 2025 e un’impronta profonda sul movimento del rugby femminile italiano dell’ultimo decennio, l’avanti cremonese originaria di Cicognolo, oggi tesserata per lo Stade Bordelais nell’élite 1 francese dopo una carriera che l’ha vista vestire in precedenza le maglie di Cremona, Colorno, Clermont, Sale Sharks e Montpellier, è stata campionessa d’Italia con Colorno e di Francia con il Clermont. Per condividere la decisione con le compagne di Nazionale, Tounesi ha scelto un momento particolarmente significativo: la visita della Nazionale Femminile e della Nazionale U21 Femminile al Museo del Rugby di Artena del 5 gennaio. In quell’occasione, l’atleta ha donato alla struttura l’ultima maglia dell’Italia da lei indossata, quella di Italia v Sudafrica della Rugby World Cup 2025. “Ho dato tutta me stessa al rugby, alla mia squadra e alla maglia Azzurra, provando fino all’ultimo a tornare in campo dopo il Mondiale”, ha dichiarato Tounesi, che ha poi proseguito: “Purtroppo, non sono riuscita a portare a termine il percorso di recupero intrapreso ed ho dovuto accettare a malincuore di dover assumere una decisione durissima e dolorosa, mettendo al primo posto la persona Sara prima che la rugbista. Porto con me un’immensa gratitudine per questo sport, per le persone che ho incontrato e per ogni momento vissuto”. Il Presidente Federale Andrea Duodo ha dichiarato: “A nome di tutta la famiglia del rugby italiano, voglio ringraziare Sara per l’enorme dedizione dimostrata nel corso della sua carriera. La Nazionale Femminile perde un’atleta straordinaria e una persona di grande caratura, una meravigliosa interprete dei nostri valori per l’intero corso della propria carriera. Dalla Rugby World Cup 2017 a quella del 2025, Tounesi è stata una delle leader del gruppo azzurro, affermandosi nel panorama internazionale come una delle migliori interpreti del Gioco e contribuendo al percorso di sviluppo del rugby femminile in Italia. Un esempio di abnegazione, impegno e grinta a cui va il sincero ringraziamento della Federazione e del movimento, che ha onorato in ogni singolo minuto passato sul campo e fuori da esso, contribuendo a ispirare una nuova generazione di rugbiste e rugbisti con il proprio esempio”.
Italia Femminile | 08/01/2026
Nazionale Femminile, Stevanin e Pratichetti “Il raduno congiunto è una grande opportunità, siamo determinate”
La Nazionale Femminile è in raduno congiunto con la Nazionale U21 a Roma, al CPO Giulio Onesti di Roma. Una prima volta per questa formula: 45 atlete sotto la guida dei coach Roselli e Saccà, per lavorare in vista degli impegni del 2026. le mediane di apertura Emma Stevanin e Lavinia Pratichetti (quest'ultima classe 2007, in forza all'Unione Rugby Capitolina) hanno raccontato emozioni e obiettivi di questo inizio di anno. "Le emozioni sono tantissime - dice Pratichetti, figlia dell'ex Azzurro Carlo, campione d'Italia con la Rugby Roma nel 2000, perché quello della partecipazione a questo tipo di raduni era un obiettivo che mi ero prefissata da quando ho iniziato a giocare. Ovviamente sono emozionatissima perché è il primo e lo terrò dentro, me lo ricorderò sicuramente". Stevanin traccia il perimetro delle sensazioni, per il primo raduno dopo la Coppa del Mondo: "Visto che il Mondiale era finito non benissimo per noi, avevamo un’ambizione più alta. C’è un po’ di amaro in bocca, ma stiamo cercando di ripartire, prendendo ciò che c’è stato di buono. Questa presa di coscienza è una responsabilità verso noi stesse e verso le ragazze più giovani. Non abbiamo ancora stabilito un obiettivo per il Sei Nazioni. Sicuramente vogliamo replicare e migliorare le buone prestazioni dell’anno scorso e competere con le squadre alla nostra portata". Sull'alto numero di partecipanti al raduno: "È più difficile amalgamarsi rispetto a quando entravano una o due giovani atlete, come è capitato a me al tempo, ma è una grande opportunità. I numeri permettono di fare lavori che altrimenti non potremmo fare e danno a tutte la possibilità di vedere come lavoriamo. È una responsabilità ma anche una grande opportunità. Il Mondiale non è una cosa già superata, a essere onesti. Ci stiamo lavorando, sia personalmente che come gruppo. Stiamo cercando di capire dove migliorare per non metterci nella condizione di porci obiettivi che poi non riusciamo a raggiungere. È qualcosa che stiamo ancora metabolizzando, ma abbiamo già iniziato il percorso per ripartire da ciò che c’è stato di positivo. Abbiamo fatto una preparazione molto tosta, forse come mai prima. Non vedere realizzarsi ciò che ci aspettavamo è stato duro, ma può darci l’energia per fare uno step in più o per ripartire più cariche". Pratichetti parla poi della particolarità di essere cresciuta in una famiglia di rugbisti, in cui, oltre a suo padre, anche i cugini Andrea e Matteo hanno vestito la maglia Azzurra: "(di rugby, ndr.) Se ne parla tantissimo e non è mai troppo. Sono appassionata, mio padre mi ha trasmesso questa passione. Forse per mia madre è più un problema, perché quando papà c’è si parla di rugby H24, partite, rivedere partite, sempre. Essere qui, a contatto con delle grandi giocatrici è di grande impatto. Ti confronti con atlete di altissimo livello e con tanta esperienza. Noi più giovani possiamo osservare, imparare e migliorare per dare anche supporto a loro". Stevanin parla poi della competizione interna in un ruolo, il mediano d'apertura, in cui c'è posto per una sola giocatrice in campo: "La competizione è giusta, ma può essere positiva. In campo e fuori dal campo ci si aiuta, ci si dà consigli. L’allenatore poi fa le sue scelte, ma l’obiettivo è che entrambe diano il massimo. In nazionale è la cosa più bella, perché ci aiutiamo e ci sosteniamo. Quando una parte titolare, l’altra spera faccia la miglior partita possibile. Da avversarie nel club è altrettanto bello, perché c’è qualcuno che prova a metterti in difficoltà in tutti i modi e questo fa crescere". Anche Pratichetti analizza questo aspetto, parlando della possibilità di allenarsi, pari ruolo, con Veronica Madia e proprio Emma Stevanin: "Da loro posso imparare il più possibile in questi giorni: la visione di gioco, la velocità, i movimenti in campo. Voglio imparare tutto quello che riesco".
Italia Femminile | 04/01/2026
Nazionale Femminile, le convocate per il raduno congiunto con la Nazionale U21 a Roma dal 3 al 6 gennaio
Il CT della Nazionale Femminile Fabio Roselli e il Responsabile Tecnico della Nazionale U21 Femminile Diego Saccà, con i loro rispettivi staff, hanno diramato la lista delle atlete convocate al raduno congiunto che si terrà a Centro di Preparazione Olimpica Giulio Onesti di Roma dal 3 al 6 gennaio 2026. Si tratta di una novità per i due gruppi, che si fonderanno per l’occasione: 45 atlete, tra convocate e invitate, che lavoreranno assieme mettendo a sistema l’esperienza delle atlete più grandi e il dinamismo delle più giovani, in vista di un anno, il 2026, che sarà denso di impegni per entrambe le Nazionali. Nei giorni scorsi, i tecnici della Nazionale Femminile hanno potuto lavorare con alcune delle atlete convocate al raduno, nel corso dei Day Camp che si sono tenuti a Parma, Padova e Napoli il 21 dicembre, con l’obiettivo di creare focus specifici con le atlete di rilevanza nazionale, sia seniores che juniores. Proprio questa volontà condivisa è alla base dell’organizzazione di questo ragione congiunto, nel corso del quale Roselli e Saccà potranno lavorare con un gruppo ampio, sperimentando varie soluzioni. Qui di seguito la lista delle atlete convocate e invitate: ATLETE CONVOCATE: Natascia AGGIO (Valsugana Rugby Padova)Francesca ANDREOLI (Rugby Colorno)Alia Antonietta BITONCI (Valsugana Rugby Padova)Teresa Sofia BLASKOVIC (Villorba Rugby)Gaia BUSO (Villorba Rugby)Sofia CATELLANI (Section Paloise Rugby)Elisa CECATI (Stade Rennais Rugby)Chiara CHELI (Rugby Colorno)Angelica CITTADINI (Stade Rennais Rugby)Greta COPAT (Villorba Rugby)Elettra COSTANTINI (Valsugana Rugby Padova)Alyssa D’INCA’ (Blagnac Rugby)Gaia DOSI (Rugby Colorno)Elena ERRICHIELLO (Unione Rugby Capitolina)Valeria FEDRIGHI (Rugby Colorno)Silvia FENT (Benetton Rugby Treviso)Alice FORTUNA (Valsugana Rugby Padova)Alessandra Lucrezia FRANGIPANI (Villorba Rugby)Elisa GIORDANO (Valsugana Rugby Padova)Francesca GRANZOTTO (Exeter Chiefs)Rubina Emma GRASSI (RC Toulon)Mascia JELIC (Rugby Colorno)Veronica MADIA (Blagnac Rugby)Antonella MAIONE (Neapolis Campania Felix)Sara MANNINI (Rugby Colorno)Gaia MARIS (Valsugana Rugby Padova)Lucie Jeanne MOIOLI (Montpellier Hérault Rugby)Aura MUZZO (LOU Rugby)Vittoria OSTUNI MINUZZI (Valsugana Rugby Padova)Alessia PILANI (Stade Bordelais Rugby)Alissa RANUCCINI (LOU Rugby)Gabriella SERIO (Rugby Colorno)Francesca SGORBINI (ASM Clermont Rugby)Michela SILLARI (Valsugana Rugby Padova)Desiree SPINELLI (Benetton Rugby Treviso)Sofia STEFAN (RC Toulon)Emma STEVANIN (Valsugana Rugby Padova)Margherita TONELLOTTO (Valsugana Rugby Padova)Vittoria VECCHINI (Valsugana Rugby Padova)Beatrice VERONESE (RC Toulon)Vittoria ZANETTE (LOU Rugby)Vittoria ZENI (Valsugana Rugby Padova) ATLETE INVITATE: Nicole MASTRANGELO (Unione Rugby Capitolina)Sara NEGRONI (Unione Rugby Capitolina)Lavinia PRATICHETTI (Unione Rugby Capitolina)
Italia | 23/12/2025
I CT Azzurri Quesada e Roselli tra i relatori del corso su Psicologia dello sport ed efficienza operativa nelle Forze Armate, organizzato dal’Esercito Italiano
Si è concluso - presso la Biblioteca Militare Centrale di Palazzo Esercito – il corso sul tema "Dalla prestazione atletica a quella militare. Psicologia dello Sport ed efficienza operativa nelle Forze Armate" giunto alla settima edizione. Un momento di confronto importante in un evento organizzato dall’Ufficio di Psicologia e Psichiatria Militare del I Reparto dello Stato Maggiore dell’Esercito dove hanno partecipato illustri ospiti del mondo Accademico, sportivo e militare, oltre agli Ufficiali Psicologi e gli Ufficiali Medici Psichiatri della Difesa, nell’ambito del programma di Educazione Continua in Medicina previsto per l’aggiornamento delle professioni sanitarie. Tra i partecipanti presenti anche il Prof. Alberto Siracusano – Presidente del Consiglio Superiore di Sanità, che ha aperto i lavori – e il Prof. Luciano Onder, giornalista conduttore televisivo e divulgatore scientifico. A rappresentare il mondo dello sport presenti Gonzalo Quesada e Fabio Roselli, Commissari Tecnici rispettivamente della Nazionale Italiana Maschile e Femminile che sono intervenuti in due momenti diversi della giornata con l’intervento di Roselli in programma nella mattinata, mentre Quesada ha aperto i lavori della seduta pomeridiana. “Nel rugby, come in ogni sport di alto livello, l’aspetto psicologico è determinante quanto quello tecnico e fisico. Una squadra forte non è solo quella che esegue bene i gesti. Una grande squadra è quella dove ogni membro ha un altissimo livello di impegno verso la sua maglia, verso quello che rappresenta e verso i suoi compagni. Una grande squadra è quella che sa reagire alle difficoltà, quella che sa rimanere focalizzata sul piano di gioco anche dopo le azioni molto positive, quella che sa restare unita nei momenti complessi e mantenere sempre fiducia nella preparazione fatta, sul piano e strategie decise e nei loro compagni. Il mio lavoro è anche quello di aiutare i giocatori a sentirsi confidenti e responsabili: quando la testa è lucida e la fiducia è alta, anche la prestazione in campo cambia” ha dichiarato Gonzalo Quesada. “L’aspetto psicologico col tempo – giustamente – ha avuto uno spazio sempre più importante al pari della preparazione fisica e tecnica. E’ una componente che incide realmente sulla prestazione. Oggi sul tema si ha una consapevolezza molto più ampia: la gestione delle emozioni, della pressione e della fiducia è fondamentale tanto quanto il lavoro in campo. Credo che aiutare gli atleti a stare bene mentalmente significa metterli nelle condizioni migliori per rendere, crescere e affrontare le difficoltà con maggiore equilibrio” ha sottolineato Fabio Roselli.
Nazionali | 18/12/2025
Nazionale Femminile, sono 25 le atlete contrattualizzate da FIR per l’anno solare 2026
La Federazione Italiana Rugby ha ufficializzato la lista delle ventincinque atlete contrattualizzate dall’organo di governo del rugby italiano all’interno del programma di alta prestazione della Squadra Nazionale Seniores Femminile. Il progetto di contrattualizzazione centralizzata, avviato proprio in avvicinamento alla Rugby World Cup in Nuova Zelanda nel post-pandemia, ha segnato una tappa di riferimento per il rugby femminile italiano. Un cammino proseguito nel successivo ciclo iridato e che entra, con il rinnovo 2026, nella terza fase, primo momento del percorso quadriennale verso l’appuntamento mondiale australiano. Nel 2026 il percorso prosegue, con la contrattualizzazione centralizzata a supporto delle atlete, permettendo loro di concentrarsi sull’attività sportiva di alto livello e sugli impegni internazionali. La Nazionale sarà nuovamente protagonista nel Guinness Women’s Six Nations 2026, aprendo ufficialmente il nuovo ciclo mondiale verso l’appuntamento iridato australiano del 2029. Il Direttore Tecnico FIR, Daniele Pacini, ha dichiarato: “Questo rinnovo conferma l’impegno di FIR verso lo sviluppo dell’alta prestazione femminile, offrendo alle atlete uno strumento concreto per concentrarsi con maggiore serenità sull’attività sportiva, conciliandola con maggiore efficacia con i propri percorsi scolastici o professionali. Continueremo a lavorare insieme ai nostri Club per valorizzare al meglio quanto il nostro movimento esprime per favorire l’evoluzione delle atlete, in campo e fuori. Voglio congratularmi con le atlete che entrano a far parte del progetto, firmando il loro primo contratto con la Federazione, ringraziando al contempo tutte quelle giocatrici che hanno partecipato in questi anni al percorso e che, con il loro impegno e la loro abnegazione, hanno permesso al rugby femminile italiano di consolidarsi stabilmente nella top-ten mondiale”. Queste le atlete contrattualizzate per l’anno solare 2026:(in grassetto le atlete al primo anno di contrattualizzazione) Alia Bitonci (Valsugana Rugby Padova, 10 caps)Gaia Buso (Villorba Rugby, 4 caps)Giada Corradini (Montpellier Herault Rugby, 2 caps)Alyssa D’Incà (Blagnac Rugby, 35 caps)Giordana Duca (Valsugana Rugby Padova, 60 caps)Elena Errichiello (Unione Rugby Capitolina, 1 cap)Valeria Fedrighi (Rugby Colorno, 67 caps)Elisa Giordano (Valsugana Rugby Padova, 78 caps)Francesca Granzotto (Exeter Chiefs, 24 caps)Veronica Madia (Blagnac Rugby, 60 caps)Sara Mannini (Rugby Colorno, 12 caps)Gaia Maris (Valsugana Rugby Padova, 42 caps)Aura Muzzo (LOU Rugby, 58 caps)Vittoria Ostuni Minuzzi (Valsugana Rugby Padova, 44 caps)Alissa Ranuccini (LOU Rugby, 18 caps)Beatrice Rigoni (Sale Sharks, 87 caps)Sara Seye (Ealing Trailfinders, 37 caps)Francesca Sgorbini (ASM Clermont Rugby, 37 caps)Michela Sillari (Valsugana Rugby Padova, 94 caps)Sofia Stefan (RC Toulon, 101 caps)Emma Stevanin (Valsugana Rugby Padova, 27 caps)Sara Tounesi (Stade Bordelais, 52 caps)Silvia Turani (Harlequins, 47 caps)Vittoria Vecchini (Valsugana Rugby Padova, 41 caps)Beatrice Veronese (RC Toulon, 31 caps)
Italia Femminile | 18/12/2025
Ilaria Arrighetti lascia la Nazionale: “È stata la corsia preferenziale per crescere insieme ed esprimermi per come sono realmente”
Rientrata al suo club (lo Stade Rennais) dopo la Rugby World Cup, Ilaria Arrighetti annuncia il suo addio alla Nazionale. Classe 1993, la terza linea di Cernusco sul Naviglio lascia dunque le Azzurre dopo 63 caps conquistati nel corso di tredici anni. Dall’esordio nel Sei Nazioni 2012 a Rovato, in una vittoria dell’Italia per 29-12 con la Scozia, fino all’ultima apparizione, nella RWC 2025 con la Francia, a Exeter, Arrighetti si è affermata come una delle più importanti atlete della storia del rugby italiano, e un autentico riferimento per compagne di squadra, staff, tifosi e appassionati, che hanno potuto ammirarla nel corso di tre Coppe del Mondo, in un’edizione di WXV e in ben tredici Sei Nazioni, mettendo a segno un totale di sette mete e divenendo capitana in un’occasione (in Italia v Giappone nel 2019 a L’Aquila). “La mia crescita personale è andata di pari passo con quella sportiva”, dice Arrighetti. “Il percorso in Nazionale mi ha portato a capire molto di me stessa e mi ha permesso di esprimermi per come sono realmente. Non solo i momenti belli, ma anche quelli più duri, come gli infortuni o i momenti negativi, sono stati parte del percorso. Alla fine non contano solo i numeri, ma le esperienze. Sono cresciuta con questa squadra: nel corso degli anni si sono creati rapporti indissolubili, siamo diventate adulte, abbiamo gioito e pianto, sempre insieme. E devo dire che la molla che mi ha sempre spinta in avanti è stata la volontà di poter rappresentare al meglio l’Italia. La carriera nel club è stata importante, ma quando c’è l’inno, quando scendi in campo con la maglia Azzurra, tutta la fatica fatta, tutto l’impegno e il duro lavoro trovano un significato”. Assieme alla carriera da rugbista, Arrighetti ha portato avanti quella professionale, che l’ha portata a diventare una professoressa di italiano a Rennes, città in cui vive dal 2015: “Per anni mi sono presentata dicendo che ero Ilaria Arrighetti, professoressa e rugbista per l’Italia. Ora dovrò trovare un altro modo per presentarmi alle persone (ride, ndr.). Ora seguirò le partite con lo stesso coinvolgimento e con lo stesso calore: mi vedrete festeggiare, arrabbiarmi, tifare, forse con ancor più trasporto. Porterò per sempre memorie indelebili: dal secondo posto nel Sei Nazioni 2019 fino agli scherzi ai membri dello staff durante le Coppe del Mondo, ogni momento vissuto in Nazionale ha avuto e avrà sempre un sapore unico”. Il presidente FIR, Andrea Duodo, ha dichiarato: “È sempre difficile prendere atto dell’addio alla Nazionale di atleti importanti come Arrighetti, ma queste occasioni ci danno la possibilità di rimarcare l’importanza del contributo che persone come Ilaria hanno dato all’intero movimento e a chi ha condiviso con lei una parte del percorso in Azzurro. A lei va il ringraziamento più sentito e un in bocca al lupo per i suoi prossimi impegni, che sono certo porterà avanti - come ha fatto anche con la sua carriera internazionale - con determinazione, caparbietà ed energia. La stessa energia che ha contraddistinto ogni momento della sua esperienza con la nostra Nazionale”.
Italia | 08/10/2025
Una delle tre mete di Vittoria Ostuni Minuzzi contro il Brasile candidata al premio Try of The Year ai World Rugby Awards: votazioni aperte fino all’1 ottobre
La seconda delle tre mete segnate da Vittoria Ostuni Minuzzi (Valsugana Rugby Padova, 44 caps) nella sfida conclusiva del girone D della Rugby World Cup 2025 tra Italia e Brasile è tra le candidate al premio Try of the Year ai World Rugby Awards. Per il terzo anno consecutivo dunque, la Nazionale Femminile dell’Italia rientra nella competizione per la miglior meta dell’anno: nel 2023 a trionfare fu la marcatura di Sofia Stefan contro l’Irlanda, nel 2024 fu Alyssa D’Incà a figurare nella shortlist (assieme a Lorenzo Pani, per il premio maschile), mentre quest’anno è la volta dell’estremo classe 2001 di Camposampiero, che ha concluso nel migliore dei modi un’azione collettiva iniziata dal break preso in velocità da Valeria Fedrighi. A contendersi il prestigioso riconoscimento con Ostuni Minuzzi sono l’inglese Jess Breach, la neozelandese Maia Joseph e la figiana Kolora Lomani, scelte da un panel composto dalle ex atlete e ex atleti Rachel Burford, Lena Corson, Dean Mumm e Conrad Smith. Sarà possibile votare fino all’1 ottobre nel sondaggio che accompagna il post di annuncio delle candidate, a questo link (clicca qui)
Italia | 29/09/2025
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