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Italrugby, Spagnolo: “Grande prestazione in Irlanda, peccato per il risultato. Furlong? Serve rispetto, è una leggenda”

Italia Nazionali News |

Tra i tanti spunti offerti da Irlanda-Italia, l’ennesima prestazione dominante della mischia chiusa è quello che salta maggiormente all’occhio. Anche i media internazionali hanno riconosciuto il grande lavoro di crescita della prima linea dell’Italia, capace ancora una volta di mantenere lo stesso livello di prestazioni anche con i cambi e mettendo in seria difficoltà l’Irlanda in una partita che poteva finire anche diversamente dal 20-13 con cui i padroni di casa hanno portato a casa il match. Lo ha spiegato Mirco Spagnolo, pilone sinistro del Benetton e della Nazionale: “È stata una prestazione assolutamente positiva, in un campo difficile e in cui in passato abbiamo spesso fatto fatica, ma chiaramente quando finisce così rimane un po’ di rimpianto, siamo andati vicini al pareggio e avremmo potuto segnare nel finale. Peccato non esserci riusciti, sarebbe stato bello chiudere almeno con un pari una partita che abbiamo giocato bene”.

Come contro la Scozia, anche con l’Irlanda c’è stato un dominio in mischia, e quella vinta al 65’ contro Furlong ha fatto il giro del web.

“Sì, però mi dispiace perché credo si stia un po’ esagerando. Un conto è il video della mischia, ma sto vedendo anche tanti meme che secondo me sono irrispettosi: stiamo parlando di Furlong, una leggenda di questo sport. Un conto è l’aspetto sportivo e capisco il voler sottolineare la forza della nostra mischia, ma quando si va oltre e si fanno dei “meme” per mettere in ridicolo un pilone che ha fatto la storia del rugby non va bene”.

Al di là della singola mischia, la prestazione di Dublino conferma ancora una volta la crescita costante di tutto il pacchetto. Qual è la chiave di questa evoluzione?

“Sono diverse. Prima di tutto, chiaramente, il tantissimo lavoro che stiamo facendo sulla mischia e la volontà di migliorarsi sempre di più e di essere davvero dominanti. E poi credo sia importante anche l’affiatamento che si è creato: noi prime linee siamo davvero un grande gruppo, come una famiglia, siamo sempre insieme e anche quando arriva qualche ragazzo nuovo come Momo Hasa o l’anno scorso Tommaso di Bartolomeo riesce subito ad integrarsi. Lavoriamo tantissimo per diventare una cosa sola, praticamente. Poi comunque ci conosciamo tutti molto bene e lo staff è stato bravo a unire il tutto. Anche in allenamento con Moro (Andrea Moretti, allenatore degli avanti, ndr) sappiamo quando c’è da scherzare e divertirci e quando invece c’è da fare sul serio, e quando si fanno le mischie non si scherza per niente”.

Come sono gli allenamenti in mischia?

“Spesso le facciamo a fine allenamento. Anche perché essendo a fine allenamento siamo più stanchi e quindi riviviamo la stanchezza della partita, e come in partita devi dare tutto perché se non lo fai non c’è modo di uscirne. A ogni mischia sai di dover dare il 100%, e alla fine questa cosa ritorna anche in partita, perché il nostro obiettivo è essere dominanti”.

Come vivete la concorrenza?

“Secondo me è una cosa molto positiva. Intanto perché comunque siamo un gruppo molto unito, come ho detto: non è che quando Fischio (Fischetti, ndr) gioca titolare e io vado in panchina allora mi arrabbio. Anzi, è uno stimolo in più per migliorare e allo stesso tempo lui sa che c’è qualcuno dietro di lui che spinge. È una concorrenza positiva: sai che hai di fronte un ragazzo che è un tuo grande amico, ma quando si fanno le mischie contro tutti vogliamo sempre avanzare. Ad esempio, faccio spesso le mischie contro Simone Ferrari, che gioca a destra, e anche se siamo molto amici tutti vogliamo prevalere in quel momento. Alla fine la mischia è questo, e poi i risultati di tutto questo processo e di questa concorrenza forte, ma positiva, si vedono in partita”.

Contro la Francia si prospetta un match completamente diverso dal punto di vista tattico, viste le caratteristiche dei Blues. Dal punto di vista della mischia, invece, che partita sarà?

“Giocano in casa e stanno dominando il torneo, arriveranno sicuramente molto decisi e mi aspetto una battaglia incredibile davanti. Anche perché in Top 14 le mischie sono davvero durissime, ci sono giocatori esperti e provenienti da grandi squadre. Il nostro obiettivo, come sempre, è quello di essere il più performanti possibile e dare sempre il 100%. Lo abbiamo fatto bene in queste prime due partite ma dobbiamo continuare a farlo per tutto il Sei Nazioni”.

Come si studiano i piloni avversari prima di una partita?

“All’inizio si fa una revisione generale di tutti i piloni convocati dalla squadra avversaria, perché fino a due giorni prima della partita non sappiamo chi giocherà. Una volta vista la formazione, riguardiamo tutte le clip dei due piloni in lista gara, sia chi parte titolare sia chi parte dalla panchina. Poi ci sono i casi in cui ti trovi davanti un pilone che hai già affrontato altre volte, però lo studio comunque non cambia: guardi cosa fa, come attacca, come si muove in mischia e pensi a come puoi difenderti e controbattere”.