L’Italia è pronta a debuttare nella ventisettesima edizione del Sei Nazioni: la squadra azzurra si presenta all’appuntamento dopo un 2025 in cui ha ottenuto quattro vittorie, due delle quali di grandissimo peso: Galles, Namibia, Australia e Cile. Sarà anche il 97esimo anno di storia della Nazionale Italiana, che debuttò ufficialmente il 20 maggio 1929 a Barcellona contro la Spagna (9-0 per i padroni di casa), mentre la prima vittoria in assoluto arrivò 9 giorni dopo nella rivincita di Milano contro gli iberici. Anche nel 2025 l’Italia si è confermata tra le migliori dieci squadre al mondo, chiudendo l’anno proprio al decimo posto del World Rugby Ranking, conquistando anche la seconda fascia nel sorteggio della Rugby World Cup 2027, che la vedrà di fronte a Sudafrica, Georgia e Romania.
Un po’ di storia
In 97 anni di storia e 562 incontri giocati l’Italia ha ottenuto 209 vittorie, 15 pareggi e 338 sconfitte, mettendo a segno in totale 9892 punti e subendone 13277. Nel 2025, invece, l’Italia ha segnato 278 punti, subendone 351. Nel corso della sua storia l’Italia ha conquistato 29 vittorie contro squadre considerate Tier 1: il primo grande successo arrivò contro l’Argentina nel 1978 a Rovigo, con gli Azzurri – guidati da Pierre Villepreux – che sconfissero i Pumas 16-9. Le ultime due vittorie contro una Tier 1 sono arrivate proprio nel 2025: 22-15 al Galles nel Sei Nazioni (seconda vittoria di fila contro i gallesi e quarta nelle ultime tre partite) e 26-19 all’Australia nelle Quilter Nations Series, anche qui la seconda di fila contro i Wallabies. La squadra Tier 1 battuta più spesso è stata la Scozia con nove vittorie, di cui otto conquistate al Sei Nazioni. La vittoria più larga, a livello di distacco, della Nazionale Italiana risale al 18 maggio 1994: l’Italia sconfisse 104-8 la Repubblica Ceca. La peggior sconfitta della storia azzurra risale invece al 1999, quando il Sudafrica vinse 101-0 a Durban.
Nel 2026 l’Italia giocherà dodici partite: le cinque del Sei Nazioni contro Scozia (in casa), Irlanda (in trasferta), Francia (in trasferta), Inghilterra (in casa) e Galles (in trasferta) e le sei del nuovo National Championship. Gli Azzurri giocheranno tre match in trasferta nell’Emisfero Sud a luglio contro Giappone, Nuova Zelanda e Australia, per poi sfidare in casa a novembre Sudafrica, Argentina e Fiji. L’ultima partita è prevista tra il 27 e il 29 novembre a Twickenham contro la pari classificata della graduatoria dell’Emisfero Sud del torneo.
I numeri degli Azzurri
Il miglior marcatore della storia dell’Italrugby è Diego Dominguez con 983 punti (9 mete, 208 calci di punizione, 127 trasformazioni e 20 drop). Il secondo, nonché primo azzurro in attività, è Tommaso Allan con 552, frutto di ben 15 mete, 92 calci di punizione, 99 trasformazioni e un drop. Nel 2023 l’azzurro ha superato Stefano Bettarello, terzo in questa speciale classifica con 483 punti. Tra i giocatori in attività al quinto posto c’è Paolo Garbisi, che nel 2025 ha superato anche Mirco Bergamasco e Ramiro Pez salendo a quota 266 punti segnati. Il giocatore più vicino adesso è Luigi Troiani, al quarto posto con 294 punti.
Sergio Parisse, inserito meritatamente nella Hall of Fame di World Rugby, è il giocatore più presente della storia dell’Italrugby con 142 presenze, seguito da Castrogiovanni e Zanni, entrambi a quota 119. Parisse è anche l’azzurro con più partite giocate da capitano, 93, mentre l’attuale capitano Michele Lamaro è al secondo posto in questa speciale graduatoria con 39 partite da capitano, appaiato a Marco Bortolami. Subito dietro ci sono Massimo Giovanelli con 37 partite e Marco Bollesan con 36. Il giocatore in attività con più presenze totali è Tommaso Allan, con 87 partite disputate in azzurro: è al dodicesimo posto, a sole 2 partite da Mirco Bergamasco e McLean.
Il giocatore con più mete segnate è Marcello Cuttitta, a quota 26, seguito da Paolo Vaccari a 33 e dalla coppia formata a Carlo Cecchinato e Manrico Marchetto a 31. Tra i giocatori in attività il più prolifico è Monty Ioane, che nel 2025 ha guadagnato ulteriori posizioni salendo a quota 19, appaiando al quarto posto Alessandro Troncon.
I numeri dell’Italia al Sei Nazioni
Dal suo ingresso nel Torneo delle Sei Nazioni, avvenuto nel 2000, l’Italia giocato 130 partite ottenendo 16 vittorie, due pareggi (nel 2006 con il Galles e nel 2024 con la Francia) e 112 sconfitte, con 1906 punti fatti e 4414 subiti. Gli Azzurri hanno battuto otto volte la Scozia, cinque il Galles, due la Francia e una l’Irlanda. L’Italia ha vinto anche tre Trofei Garibaldi, conquistati battendo la Francia nel 2011 e nel 2013, mentre quello del 2024 – in seguito al pareggio di Lille – è stato assegnato a pari merito ad entrambe, che hanno tenuto il trofeo sei mesi a testa. Gli Azzurri hanno conquistato anche la Cuttitta Cup nel 2024, battendo la Scozia all’Olimpico. Per due volte un italiano ha conquistato il titolo di miglior giocatore del Sei Nazioni: Andrea Masi nel 2011 e Tommaso Menoncello nel 2024.
La vittoria più larga dell’Italia al Sei Nazioni risale al 2007: 37-17 a Edimburgo contro la Scozia, in un match rimasto nella storia per quelle tre mete segnate nei primi sette minuti di gioco, con Mauro Bergamasco a segno per la prima volta dopo soli sedici secondi. La peggior sconfitta, in termini di distacco, risale al 2001, quando gli Azzurri persero 80-23 in Inghilterra. Nel 2007 e nel 2013 l’Italia ha ottenuto il miglior piazzamento della sua storia, quarta con due vittorie: nel primo caso contro Scozia e Galles, nel secondo contro Francia e Irlanda. Anche se con un piazzamento inferiore (quinto posto) a livello di risultati il miglior Sei Nazioni della storia azzurra è stato quello del 2024, perché alle due vittorie delle altre annate citate si è aggiunto anche il pareggio con la Francia. L’unica squadra del Torneo ancora mai battuta dagli Azzurri è l’Inghilterra.
Per quanto riguarda i premi individuali, per 23 volte da quando viene assegnato il premio di Player of the match è stato vinto da un azzurro: 5 volte da Sergio Parisse, 2 da Alessandro Troncon, Alessandro Zanni, Andrea Masi e Juan Ignacio Brex, una da Mirco Bergamasco, Fabio Semenzato, Martin Castrogiovanni, Luciano Orquera, Michele Campagnaro, Josh Furno, Luke McLean, Tommaso Allan, Tommaso Menoncello e Lorenzo Cannone.
Sergio Parisse è il giocatore più presente della storia del Sei Nazioni, con 69 partite giocate, davanti a Cian Healy (67), Brian O’Driscoll (65), Alun Wyn Jones e Rory Best (64). Per quanto riguarda gli italiani, Parisse è davanti a Castrogiovanni (60) e Zanni (54). Il primo azzurro in attività è Tommaso Allan, con 38 partite, e nel 2025 ha superato Santiago Dellapè conquistando il tredicesimo. Proprio Tommaso Allan nel 2024 è diventato il giocatore italiano con più mete segnate nel Sei Nazioni, otto, staccando Mirco Bergamasco e Sergio Parisse. Tommaso Allan è anche il miglior marcatore azzurro nella storia del Sei Nazioni, con 210 punti segnati. Al secondo posto Diego Dominguez con 163, che resta però l’azzurro con più punti segnati in una singola partita: ben 29 nel successo all’esordio assoluto nel Sei Nazioni 2000 contro la Scozia, battuta 34-20.
L’unico azzurro che ha fatto registrare un “full house” nel Sei Nazioni (almeno una meta, una trasformazione, un calcio di punizione e un drop nella stessa partita) è Carlo Canna, nel 2016 contro la Francia. Fuori dal Torneo, prima di lui ci erano riusciti Stefano Bettarello (nell’83 contro il Canada) e Diego Dominguez, contro l’Australia nel 1993 e contro il Sudafrica nel 2001. Nel corso di queste 25 edizioni, l’Italia ha avuto otto capitani ufficiali: Alessandro Troncon, Alessandro Moscardi, Andrea De Rossi, Marco Bortolami, Sergio Parisse, Leonardo Ghiraldini, Luca Bigi e dal 2022 Michele Lamaro.
Completa la registrazione