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Italia, Niccolò Cannone: “Quella difesa da 30 fasi rispecchia la nostra identità. Con l’Irlanda servirà ancora di più”

Italia Nazionali News |

È il minuto 85’, siamo alla 30esima fase di un assalto scozzese che sotto il diluvio di Roma sembra non finire mai, poi Niccolò Cannone arpiona Max Williamson, lo tiene alto, arrivano Hasa, Di Bartolomeo e gli altri. Il pallone non esce più, e l’Italia può finalmente festeggiare: per la seconda volta consecutiva, a Roma sono gli Azzurri a battere la Scozia per 18-15, dopo una grandissima difesa e una partita difficilissima da gestire, anche per il repentino cambio di condizioni meteo. “Il modo in cui abbiamo difeso nel finale rispecchia l’identità della nostra squadra” racconta Niccolò Cannone, seconda linea dell’Italia e del Benetton: “Non era la prima volta che ci trovavamo in questa situazione, e bisogna sapersi muovere perché si viaggia su un filo sottilissimo. Da un lato devi dare tutto te stesso, sacrificare ogni singola goccia di energia rimasta, ma dall’altro devi rimanere sempre concentrato e non perdere mai il controllo, perché non puoi concedere nessun fallo agli avversari in quella zona del campo. Però siamo una squadra di grande carattere, non molliamo mai e alla fine questo si è visto”.

Prima un grande inizio e un parziale di 12-0, con l’Italia sempre pericolosa muovendo il pallone, poi la battaglia sotto il nubifragio: com’è stato affrontare due partite in una?

“Eravamo preparati all’eventualità della pioggia e sapevamo che quando sarebbe arrivata avremmo dovuto giocare in maniera diversa. Non è cambiata la base del nostro gioco però: le nostre sequenze non sono state stravolte. Bisognava ovviamente adattarsi, e in questo siamo stati molto bravi. Anche se a un certo punto avevamo 12 punti di vantaggio non ci siamo mai rilassati, anche perché a questi livelli puoi ritrovarti dietro nel giro di un secondo, basta una distrazione. Però avevamo fin da subito la consapevolezza di potercela fare, quella non è mai mancata”.

La mischia è cominciata alla pari per i primi 30 minuti, poi l’Italia ha preso il sopravvento e ha dominato. Quanto è stato importante?

“Abbiamo fatto una grande partita davanti, non solo in mischia ma anche in touche, soprattutto in difesa. In attacco potevamo gestire meglio alcune situazioni, ma nel complesso la nostra mischia è stata sicuramente positiva. Va dato merito soprattutto alle nostre prime linee, che sono state fantastiche, e poi a tutto il pacchetto perché tutti gli 8 giocatori, compresi i subentrati, hanno fatto un grande lavoro. Sapevamo che poteva essere un nostro punto di forza e siamo stati bravi a sfruttarlo”.

Come sottolineato anche da Gonzalo Quesada, l’unico neo di questa partita è stato la disciplina. E adesso si va in Irlanda, contro una squadra tra le più brave a costringere gli avversari al fallo…

“Abbiamo preso 16 calci contro, di cui tantissimi evitabili, soprattutto quelli legati al fuorigioco. A Dublino non possiamo permetterci dei numeri così, perché concedere un singolo calcio di punizione all’Irlanda significa darle l’opportunità di metterci sotto pressione venendo a giocare nel nostro campo. È qualcosa che possiamo controllare e ci stiamo lavorando molto. Anche se abbiamo battuto una delle migliori squadre al mondo, perché la Scozia lo è, ma sappiamo comunque che per giocare a Dublino dovremo fare molto meglio di quanto abbiamo fatto la scorsa settimana. Sicuramente aver vinto aiuta e il morale è alto, domenica ci siamo riposati ma non vedevamo l’ora di tornare a lavorare per preparare le prossime partite, c’è davvero tanta voglia in gruppo”.

Le trasferte in Irlanda sono sempre state complicate per l’Italia: cosa rende difficile giocare a Dublino?

“L’Irlanda è sempre una squadra particolarmente difficile da affrontare: statistiche alla mano, i loro avanti sono i migliori al mondo nel muovere il pallone, per cui devi avere sempre gli occhi aperti chiunque di loro abbia il possesso, perché hanno tantissime opzioni in attacco. Sfortunatamente in questi anni non siamo riusciti a fare delle prestazioni importanti in trasferta, noi faremo di tutto affinché le cose vadano diversamente e per offrire la miglior versione di noi stessi. Mi aspetto una partita durissima: l’Irlanda gioca in casa dopo una sconfitta pesante (36-14 con la Francia, ndr) per cui arriveranno con il coltello tra i denti. Noi dobbiamo farci trovare pronti, sarà durissima ma non vediamo l’ora di giocare”.