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Italia, Lynagh ritrova la Scozia dopo due anni: “Quella vittoria fu un’emozione incredibile”

Italia Nazionali News |

Due anni fa Louis Lynagh faceva il suo esordio in una delle partite più importanti della storia recente dell’Italia, che superò la Scozia 31-29 in un Olimpico strapieno. Due anni dopo Italia e Scozia sono di nuovo lì, a Roma, in uno stadio sold out. Nel mezzo sono successe tante cose, ma gli Azzurri sono pronti a giocarsi un’altra partita importante all’esordio nel Sei Nazioni 2026. L’ala del Benetton e dell’Italia ha ricordato quella giornata memorabile, ma anche analizzato come le due squadre arriveranno al match di sabato 7 febbraio.

Louis, cosa ricordi di quel giorno a Roma?

“Ricordo lo stadio Olimpico pieno, come lo sarà quest’anno, contro una Scozia veramente forte che si stava giocando il Sei Nazioni. Fu una partita particolare per me, l’emozione del primo cap, la vittoria, non ricordo tantissimo di quegli 80 minuti: ricordo molto bene invece la sensazione che ho provato negli spogliatoi dopo la vittoria, davvero incredibile, difficile da descrivere. È stata una bellissima sensazione e spero di riuscire a riprovarla sabato. E poi tornare a vincere in casa dopo 9 anni, in quel clima e in quello stadio è stata una sensazione unica”.

Primo cap e anche prima meta in azzurro, ed era una meta pesante…

“Sì, Paolo Garbisi ha visto lo spazio in profondità, l’ho chiamato e lui ha fatto un grandissimo calcio. A quel punto dovevo solo raccoglierlo e correre, non è stato molto difficile (ride, ndr), c’è molto merito di Paolo in quella meta. Era una giocata preparata? No, è stata un’idea venuta al momento, abbiamo visto lo spazio e Paolo ha messo la palla lì”.

C’era anche la tua famiglia lì. Cosa ti hanno detto alla fine della partita?

“È stato bello vederli così orgogliosi e felici dopo la partita. Mi hanno detto di continuare a divertirmi e che erano orgogliosi di me, ma anche di prepararmi per la partita successiva. Mio padre guarda sempre molto avanti, è sempre proiettato alla prossima partita, e ha ragione perché vincere è molto bello ma poi sei chiamato sempre a ripeterti la settimana dopo”.

Con tuo padre parli molto di rugby e delle tue prestazioni?

“Parliamo molto di rugby ma non è mai intervenuto nella mia carriera, mi ha sempre lasciato libero di seguire la mia strada, senza mai essere insistente e senza influenzarmi. Quando gli chiedo qualcosa ovviamente parliamo molto, così come se lui vuole farmi notare qualcosa me lo dice senza problemi, ma mi ha sempre lasciato molto libero: è stato molto importante”.

In cosa pensi di essere particolarmente migliorato in questi due anni?

“Sicuramente il gioco aereo, un’abilità fondamentale per giocare nel triangolo allargato. Penso che ora sia una delle mie abilità migliori ed è quella in cui sono migliorato di più. E poi ho lavorato molto sulla mia velocità: lo scorso anno ho dovuto saltare il Sei Nazioni per un infortunio, e ho approfittato di questo tempo per lavorare ulteriormente su questo aspetto, e ora mi sento molto più forte e più veloce. A 25 anni credo di essere arrivato a un buon punto, ma sento di poter anche fare un ulteriore salto in avanti nella mia carriera, e spero di riuscire a ottenere sempre più presenze con l’Italia”.

Questa Scozia è diversa da quella di due anni fa? Quali sono gli aspetti a cui dovrete fare più attenzione?

“Credo non sia cambiato molto. Rimaniamo due squadre molto simili, anche se magari esprimiamo il nostro gioco in forme diverse, ma entrambi vogliamo attaccare gli spazi e abbiamo un pacchetto di mischia molto fisico e combattivo e dei trequarti talentuosi e veloci. Ovviamente loro hanno Finn Russell che è fenomenale, e poi ci sono Tuipulotu e Kinghorn: hanno tanti giocatori pericolosi, dobbiamo esserne consapevoli e regolarci di conseguenza. Però anche noi siamo molto forti e pericolosi dietro: Nacho Brex e Tommy Menoncello formano una grande coppia di centri, e poi abbiamo Monty Ioane che è molto forte. È importante far arrivare loro palloni veloci e di qualità per renderci pericolosi in attacco”.

Cosa serve all’Italia per vincere questa partita?

“Dobbiamo impedire a Finn Russell di giocare la sua partita, mettergli pressione, togliergli opzioni. Russell è il fulcro del loro gioco, se glielo portiamo via porteremo via un elemento importante dell’attacco scozzese. Allo stesso tempo, però, non dobbiamo focalizzarci solo su di lui, ma dobbiamo essere pronti su ogni iniziativa dei loro giocatori. Quando abbiamo la palla, come detto, dobbiamo essere in grado di creare azioni veloci, con un lavoro nel breakdown che ci permetta di avere possessi di qualità. Allo stesso tempo, però, dobbiamo avere anche un gioco al piede efficace che ci permetta di avere altre opzioni nei momenti in cui non riusciamo ad avanzare: sicuramente il gioco aereo sarà fondamentale in questo senso”.