In occasione della sfida del Guinness Sei Nazioni tra Italia e Inghilterra, quarta giornata del Sei Nazioni 2026 in programma sabato 7 marzo allo Stadio Olimpico di Roma, la Federazione Italiana Rugby aggiunge un nuovo tassello alla propria visione di un Torneo altamente inclusivo e sostenibile, introducendo nel cerimoniale prepartita la traduzione degli inni nazionali nella lingua dei segni.
Per la gara tra Italia e Inghilterra Bianca Bifano e Chiara Vecchione Foa, allieve del Coro Mani Bianche della scuola primaria dell’Istituto Omnicomprensivo ISISS “Magarotto”, accompagneranno, rendendoli accessibili sui maxischermi dello Stadio Olimpico, l’esecuzione da parte della Banda dell’Esercito di “God Save the King” e del “Canto degli Italiani”, consentendo al pubblico presente di seguire simultaneamente gli ultimi palpitanti momenti che precedono il calcio d’inizio e, al contempo, riaffermando l’impegno della FIR e di Six Nations Ltd. per la piena accessibilità e inclusione del più antico e prestigioso torneo di rugby al mondo.
Il coro opera secondo la modalità “Segni e Voci”: mentre le voci cantano, le mani dei coristi — avvolte nei caratteristici guanti bianchi — si librano in aria traducendo la musica in “note visive” attraverso la Lingua dei Segni in questo caso Italiana e Britannica (BSL British Sign Language), trasformandosi in un potente strumento di abbattimento delle barriere culturali, dimostrando che la musica è un linguaggio universale capace di includere e valorizzare ogni diversità.
Un’iniziativa che arricchisce di ulteriore significato il momento più emozionante del prepartita, rendendo ancora più inclusiva la cornice dell’Olimpico.
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