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Irlanda-Italia: Quesada dà fiducia al gruppo che ha battuto la Scozia, Farrell ne cambia sette. L’analisi delle formazioni

Italia Nazionali News |

Da una parte il capo allenatore dell’Italia Gonzalo Quesada conferma in blocco il XV che ha battuto la Scozia, sostituendo solo l’indisponibile Brex con Lorenzo Pani, dall’altra parte Andy Farrell cambia completamente l’assetto della sua Irlanda, sostituendo ben 7 giocatori rispetto al match perso contro la Francia. Due approcci completamente diversi che introducono una partita ricca di spunti tattici. L’Italia si è dimostrata una squadra completa, forte nelle fasi statiche e nel gioco aperto, ma è stata anche molto indisciplinata (16 i falli commessi) mentre l’Irlanda dopo aver sofferto tantissimo nel primo tempo di Parigi si è affidata ai suoi avanti e ha trovato una grande reazione, mettendo all’angolo i francesi con i suoi lunghi multifase, e si presenta al match di Dublino con una formazione fresca e rinnovata.

Piede

Se già normalmente il gioco al piede rappresenta un fattore chiave delle sfide con l’Irlanda, in questa occasione lo è ancora di più: sia perché la squadra di Farrell ha calciato tanto nel primo tempo con la Francia, ma senza riuscire a vincere la battaglia tattica al piede (e virando poi verso un piano di gioco diverso e più funzionale) sia perché l’Italia contro la Scozia ha usato benissimo il piede, alternandosi con Garbisi e Marin in mezzo al campo e mettendo pressione agli avversari con i calci dalla base di Fusco. Proprio in vista di una partita dove il piede sarà importantissimo, Quesada ha riproposto dall’inizio Lorenzo Pani, l’azzurro con la gittata più ampia a disposizione. Dall’altra parte l’Irlanda ritrova però un giocatore pericolosissimo in questo senso: James Lowe, dotato di un grande piede, oltre che di notevoli abilità offensive.

Multifase

La scelta di calciare tanto dell’Irlanda deriva anche dalle difficoltà legate agli infortuni: senza tanti giocatori chiave, per la squadra di Farrell diventava difficile impostare 80 minuti incentrati sul possesso e su lunghe azioni multifase, come sempre fatto negli ultimi anni. Dall’altra parte, però, la migliore Irlanda a Parigi si è vista proprio quando ha cominciato a mantenere di più il possesso, punendo gli errori difensivi di una Francia fino a quel momento perfetta. È questo uno degli interrogativi chiave del match di Dublino: quanta “benzina” ha l’Irlanda per giocare come vorrebbe? Sicuramente i cambi daranno una grande mano. Il ritorno di Lowe darà qualità all’attacco irlandese, mentre davanti Farrell cambia tantissimo: capitan Doris si sposta a flanker, mentre partono dall’inizio Conan da numero otto e Izuchukwu (esordio al Sei Nazioni) a completare il reparto, mentre in seconda linea sarà Ryan ad affiancare McCarthy. Confermata invece la prima linea con Loughman, Sheehan e Clarkson.

L’Italia ha sempre sofferto tantissimo le azioni prolungate degli irlandesi, che di conseguenza potrebbero decidere di mantenere molto di più il possesso rispetto a Parigi. Dall’altra parte, gli Azzurri hanno già dimostrato contro la Scozia di poter difendere per lunghi periodi di gioco senza cedere: lo dimostra la grande tenuta per 29 fasi durante l’assalto finale scozzese, ma anche i 226 placcaggi totali riusciti, con un’efficacia dell’86%. Questa Italia, quindi, può difendersi anche contro le logoranti iniziative irlandesi, ma non potrà permettersi di concedere 16 calci di punizione come contro la Scozia: ogni fallo sarà un’opportunità per l’Irlanda di impostare un drive pericolosissimo in attacco, e a quel punto anche una difesa ben strutturata come quella azzurra rischia di andare in difficoltà. Anche per questo Quesada ha cambiato la struttura della panchina, portando un avanti in più (Odiase) e inserendo in lista gara Paolo Odogwu, centro (e all’occorrenza ala) in grado di garantire avanzamento e velocità.

Gioco aperto e pressione

Gli Azzurri hanno già dimostrato di poter fare molto male nel gioco aperto, in particolare sui lanci di gioco. Il doppio regista (che rimane anche con Marin al posto di Brex) garantisce imprevedibilità alla manovra italiana, come in occasione della prima meta scozzese quando Garbisi si è spostato sul lato sinistro e invece la squadra di Quesada ha attaccato a destra con Brex, che ha poi servito Lynagh con il piede. Dall’altra parte ci sarà un’Irlanda molto diversa da quella vista a Parigi: confermata la coppia di centri McCloskey-Ringrose (una delle note migliori del match con la Francia), Farrell ritrova il pericolosissimo Lowe e dall’altra parte lancia Baloucoune, ala di Ulster all’esordio al Sei Nazioni e con 8 mete all’attivo in questa stagione. Un’incognita a livello tattico e fisico, considerando il suo 1.92 di altezza per oltre 100 kg: un giocatore meno elusivo rispetto a O’Brien, ma fisicamente molto pericoloso.

L’Italia è riuscita a battere la Scozia anche disinnescando Finn Russell, e ora dovrà fare lo stesso con un giocatore altrettanto talentuoso: Sam Prendergast. Al suo fianco però non c’è Gibson Park, apparso un po’ stanco con la Francia, ma Craig Casey, che garantisce maggiore freschezza ma che può essere messo sotto pressione dagli Azzurri. Dall’altra parte, l’Italia deve aspettarsi un’Irlanda furiosa davanti, con Doris, Conan e Izuchukwu a lottare su ogni pallone e a rallentare i possessi azzurri su ogni punto d’incontro: per costruire occasioni e avere palloni veloci il pacchetto di mischia azzurro sarà chiamato a un grande lavoro nel breakdown.

Le formazioni di Irlanda-Italia

Irlanda: 15 Jamie Osborne, 14 Robert Baloucoune, 13 Garry Ringrose, 12 Stuart McCloskey, 11 James Lowe, 10 Sam Prendergast, 9 Craig Casey, 8 Jack Conan, 7 Caelan Doris (C), 6 Cormac Izuchukwu, 5 James Ryan, 4 Joe McCarthy, 3 Thomas Clarkson, 2 Dan Sheehan, 1 Jeremy Loughman

A disposizione: 16 Rónan Kelleher, 17 Tom O’Toole, 18 Tadhg Furlong, 19 Edwin Edogbo, 20 Tadhg Beirne, 21 Nick Timoney, 22 Jamison Gibson-Park, 23 Jack Crowley

Italia: 15 Lorenzo Pani, 14 Louis Lynagh, 13 Tommaso Menoncello, 12 Leonardo Marin, 11 Monty Ioane, 10 Paolo Garbisi, 9 Alessandro Fusco, 8 Lorenzo Cannone, 7 Manuel Zuliani, 6 Michele Lamaro (C), 5 Andrea Zambonin, 4 Niccolò Cannone, 3 Simone Ferrari, 2 Giacomo Nicotera, 1 Danilo Fischetti

A disposizione: 16 Tommaso Di Bartolomeo, 17 Mirco Spagnolo, 18 Muhamed Hasa, 19 Federico Ruzza, 20 Riccardo Favretto, 21 David Odiase, 22 Alessandro Garbisi, 23 Paolo Odogwu