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[VIDEO] LE TRE ROSE, L’ESEMPIO DI MAXIME MBANDA’ E L’IMPEGNO PER I MALATI COVID PDF Stampa E-mail
Impegno Sociale
Lunedì 11 Maggio 2020 13:16

Squadra 2019 2

 

Roma - De “Le Tre Rose”, la squadra di Casale Monferrato in provincia di Alessandria formata in larga parte da richiedenti asilo nel nostro Paese, la comunità del rugby italiano conosce numerosi aspetti.

E’ stato il Club guidato da Paolo Pensa, nelle passate stagioni, a creare le condizioni per la nascita del Progetto Migranti, una delle numerose iniziative di CSR supportate attivamente dalla Federazione Italiana Rugby, ispirando la nascita di altre realtà analoghe sino ad indurre l’organo di governo del rugby italiano a modifiche regolamentari per la partecipazione a pieno titolo all’attività nazionale.

Come tutte le Società d’Italia, anche Le Tre Rose sono state costrette a interrompere l’attività sportiva durante il lockdown per coronavirus, ma questo non ha impedito a molti degli atleti tesserati per il Club piemontese - seguendo l’ispirazione del flanker azzurro Maxime Mbandà, divenuto negli anni amico e ambasciatore del Club  - di attivarsi al servizio della comunità del Monferrato. Con la collaborazione della Società, sono molti i tesserati de Le Tre Rose impegnati nel servizio civile o in altre attività di supporto al territorio ad essere scesi in campo durante la pandemia da Covid-19: Mohamed Jobe e Abdoul Gafarou sono due degli atleti de Le Tre Rose che ci hanno voluto raccontare, insieme a Paolo Pensa, come il rugby ha cambiato la propria vita e come li abbia aiutati nella scelta di impegnarsi come volontari.

Li abbiamo intervistati per la nostra rubrica “Mondo ovale responsabile” che, in questi due mesi, ci ha raccontato alcune iniziative di responsabilità sociale dei nostri Club e dei nostri tesserati.

 

 

 



“Le Tre Rose Rugby ringraziano Samanta Duca e DUCA’S per il supporto alla propria attività”

 

 

 



 
RUGBISTE IN PRIMA LINEA NELL’EMERGENZA COVID 19 PDF Stampa E-mail
Impegno Sociale
Lunedì 27 Aprile 2020 09:07

muzzo madia

 

Quest’oggi vi proponiamo la storia di Veronica Madia, apertura dell’Italdonne e capitano delle Furie Rosse di Colorno, e delle Campionesse in carica del Villorba Rugby, le Ricce, in prima linea nell’emergenza Covid 19.

Veronica che lavora da quattro anni come operatrice socio sanitario in una RSA, racconta l'emergenza sanitaria in atto dal punto di vista di una professionista del settore.

Aura, tre quarti della Nazionale Femminile di Rugby,  insieme alle compagne del Villorba Rugby ha dato vita all'asta online #SostegnoOltreLeSbarre, ispirata all'iniziative delle detenute del carcere della Giudecca che ha preso parte al progetto Rugby Oltre Le Sbarre.

E poi si parla, ovviamente, anche di rugby...


 
PROMOSSA DALLE RICCE DI VILLORBA UN ASTA IN FAVORE DELLA CROCE ROSSA PDF Stampa E-mail
Impegno Sociale
Giovedì 23 Aprile 2020 17:34

 

villorba astaLe ragazze dell'Arredissima Villorba promuovono un'asta benefica online

Il forzato stop al campionato non ferma le “ricce” dell’ArredissimA Villorba Rugby, che in questi giorni lontane dai campi di gioco pensano anche agli altri.

Lo fanno organizzando un'asta online per raccogliere denaro a favore della Croce Rossa Italiana che, come molti, oggi si batte per sconfiggere il corona virus. 

“La FIR – spiegano – aveva donato nel 2018, materiale della Nazionale utile per il progetto “Rugby oltre le sbarre” presso il carcere della Giudecca, dove è stata organizzata l'anno scorso un'amichevole di touch tra le "Belle Dentro" (la squadra femminile del carcere), le ragazze del Venezia Rugby e quelle del Villorba. Il progetto, purtroppo, a settembre 2019 non è ripartito, ma parte del materiale è ancora a disposizione. Le detenute, nelle scorse settimane, proprio quando sono scoppiate rivolte in molti istituti circondariali d'Italia, hanno voluto lanciare un messaggio diverso dagli altri e lo hanno fatto attraverso una lettera: “Per far sentire la nostra voce – hanno scritto – che pare non essere udita, in segno di non violenza e di solidarietà abbiamo deciso di raccogliere dei fondi a favore dell'ospedale dell'Angelo di Mestre raccogliendo un euro a detenuta”.
 
Da questo gesto di solidarietà le “ricce” hanno preso spunto per lanciare il progetto, mettendo all’asta calzettoni, maglie azzurre, palloni, e dare al loro messaggio ancora più voce. “Quel che raccoglieremo abbiamo deciso di destinarlo alla Croce Rossa Italiana. Il lancio dell'iniziativa è pronto: abbiamo registrato nei giorni scorsi un video promo con il quale lanciare l’iniziativa. Crediamo che questo sia un bel modo per far sentire che il mondo del rugby femminile è vicino in questi difficili momenti a chi si sta adoperando per il bene comune. Speriamo che in molti ci seguano sui social e l'hashtag ufficiale #sostegnoltrelesbarre che molti aderiscano all'asta on line”.

PER DONARE CLICCA QUI

 

 
UN VIRUS TRA RUGBY, TESTA E CUORE PDF Stampa E-mail
Impegno Sociale
Mercoledì 22 Aprile 2020 16:31

beppe pesaro14 aprile 2020 - Se l'attuale fosse un periodo di "normalità", sarei a condividerlo con i Detenuti e utilizzando un pallone da rugby.

Tuttavia, in questo frangente di vita sospesa, sono Loro ad allenarmi idealmente, trasmettendo il senso delle privazioni... grandi o piccole che siano.

Allenare non significa comandare, vincere, pensare con il principio "io sono il capo, decido e gli altri faranno".

Allenare significa guidare, sostenere, creare emozioni, lavorare per la crescita degli individui di ogni età.

Allenare è anche saltare oltre le frustrazioni del momento, anteponendo il forte "NOI" al piccolo "IO".

Tento d'insegnare questo, ma poi messo alla prova dalla solitudine di questo periodo, mi capita di sbagliare.

Fraintendo una promessa, confondo le mie stesse parole, permettendo all'egoismo di avere la meglio.

Così, arriva il placcaggio, duro, inesorabile, di quelli che "ti spengono" e lasciano stesi a terra.

Il gesto lo compiono le parole di Chi stimo profondamente e che rappresenta quel senso di Libertà assoluto, puro… cercato da sempre.

Resto vuoto e, da terra, la prospettiva torna diversa.

Per la prima volta, sono costretto a vacillare, ad "indietreggiare per prendere la rincorsa", nel tentativo di riguadagnare una fiducia che ho sgualcito: in maniera nuova, diversa e necessaria.

Per tale circostanza non esiste metafora: è questo l'allenamento che insegna il vero rispetto dei propositi e delle intese.

E per sempre.

di Giuseppe De Rosa (Allenatore rugby, Case Circondariali Pesaro e Rimini)

 

 
L'UNIONE RUGBY SAN BENEDETTO IN PRIMA LINEA PER L'EMERGENZA COVID 19 PDF Stampa E-mail
Impegno Sociale
Venerdì 10 Aprile 2020 13:31

sanbenedetto covid19Ci sono notizie positive anche in questo periodo delicato e di emergenza, storie fatte di solidarietà, altruismo e forte senso di appartenenza alla nostra comunità.

E’ il caso dell’Unione Rugby San Benedetto che in questi giorni si trova in prima linea, non sul campo da gioco bensì nel dare sostegno all’Asur Area Vasta 5.

La società sportiva si è resa disponibile con il suo staff di atleti e collaboratori, a sostenere le attività di chi opera quotidianamente sul territorio per combattere contro il Covid-19 ed ha subito aderito alla richiesta ricevuta dall’ospedale Madonna del Soccorso I di San Benedetto del Tronto.

I ragazzi del rugby, rispettando le misure di sicurezza anti-covid, sono al lavoro per stoccare, trasportare e gestire la distribuzione delle uova di Pasqua donate dal gruppo Gabrielli a tutto il personale dell’Asur, con una postazione della Croce Verde interna alla struttura ospedaliera.

Il giovane presidente dell’associazione Edoardo Spinozzi si è così espresso: “Poter vedere un sorriso sui volti stanchi e provati di coloro che ci stanno garantendo un indispensabile servizio sanitario non ha eguali e poter fare qualcosa per portare gioia anche ai bambini e ai familiari di chi lavora per tutti noi, correndo gravissimi rischi è fonte di grande orgoglio per la società.

D’altronde il ‘sostegno’ è un principio del gioco del rugby, come la sicurezza sul campo e fuori dal campo, principio che trova attuazione anche in situazioni sociali d’emergenza. La società in questo vuole contribuire con le forze a sua disposizione per dare supporto e coraggio in una fase tanto delicata.

Così Spinozzi conclude: “E anche se è certamente poco, è importante che tutti rispettiamo il ruolo a noi assegnato.”

 

 


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