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Nazionale Femminile, la formazione dell’Italia per la sfida d’esordio nel Guinness Women’s Six Nations contro l’Inghilterra

L’Italia pronta alla sua gara d’esordio nel Guinness Sei Nazioni Femminile 2025. Avversaria delle Azzurre, e padrona di casa, sarà l’Inghilterra, numero 1 del ranking mondiale e detentrice del titolo. Allo York Community Stadium, domenica 23 marzo (con calcio d’inizio alle 16 e diretta su Sky Sport Arena e in simulcast su Rai 2) le Azzurre di Fabio Roselli, anche lui al debutto nella competizione, giocheranno una gara che si preannuncia intensa. Per farlo, il CT ha scelto una formazione che schiera in prima linea Turani-Gurioli (alla prima da titolare nel Sei Nazioni) -Seye, con Fedrighi e Duca in seconda linea e il terzetto Veronese-Locatelli-Sgorbini in terza. Mediana affidata all’esperienza della capitana di giornata Sofia Stefan e di Veronica Madia, con Rigoni e D’Incà come centri e nel triangolo allargato Granzotto, Muzzo (che celebrerà il traguardo dei 50 caps in Azzurro) e Ostuni Minuzzi. In panchina torna Giada Franco, a due anni di distanza dall’ultima presenza in Nazionale e ora pienamente recuperata dall’infortunio al ginocchio. Assieme a Lei anche Vecchini, Stecca, Maris, Tounesi, Stevanin, Capomaggi e l’esordiente Alia Bitonci, mediana di mischia classe 2006 del Valsugana Rugby Padova.  LA FORMAZIONE AZZURRA PER INGHILTERRA V ITALIA  15. Vittoria OSTUNI MINUZZI (Valsugana Rugby Padova, 37 caps)14. Aura MUZZO (Villorba Rugby, 49 caps)13. Alyssa D’INCÀ (Villorba Rugby, 26 caps)12. Beatrice RIGONI (Sale Sharks, 79 caps)11. Francesca GRANZOTTO (Unione Rugby Capitolina, 16 caps)10. Veronica MADIA (Rugby Colorno, 52 caps)9. Sofia STEFAN (Capitana, Sale Sharks, 91 caps)8. Francesca SGORBINI (ASM Romagnat Rugby, 28 caps)7. Isabella LOCATELLI (Rugby Colorno, 51 caps)6. Beatrice VERONESE (Valsugana Rugby Padova, 22 caps)5. Giordana DUCA (Valsugana Rugby Padova, 52 caps)4. Valeria FEDRIGHI (Rugby Colorno, 58 caps)3. Sara SEYE (Ealing Trailfinders, 27 caps)2. Laura GURIOLI (Villorba Rugby, 13 caps)1. Silvia TURANI (Harlequins, 37 caps) A disposizione:16. Vittoria VECCHINI (Valsugana Rugby Padova, 31 caps)17. Emanuela STECCA (Villorba Rugby, 13 caps)18. Gaia MARIS (Valsugana Rugby Padova, 32 caps)19. Sara TOUNESI (Montpellier Herault Rugby, 43 caps)20. Giada FRANCO (Rugby Colorno, 32 caps)21. Alia BITONCI (Valsugana Rugby Padova, esordiente)22. Emma STEVANIN (Valsugana Rugby Padova, 19 caps)23. Beatrice CAPOMAGGI (Villorba Rugby, 19 caps)

Italia Femminile | 21/03/2025

Verso Inghilterra v Italia, Silvia Turani: “Loro un ingranaggio perfetto, sta a noi cercare di inceppare il meccanismo”

Mentre mancano sempre meno ore all'esordio della Nazionale Femminile nell'edizione 2025 del Guinness Six Nations, e le Azzurre preparano a parma la trasferta a York, Silvia Turani, pilone delle Harlequins con 37 caps con l'Italia, analizza le chiavi di una partita insidiosa, in casa della squadra numero 1 del ranking mondiale, che dalla finale della Rugby World Cup 2022 non ha mai più perso e che è detentrice delle ultime sei edizioni del Sei Nazioni."Ci aspettano 80 minuti di battaglia - dice Turani -, ma credo sia molto stimolante partire subito con con l'Inghilterra. Hanno una profondità di rosa importante, però, a prescindere dai piloni che decideranno di schierare, saranno atlete contro le quali sia io che Sara Seye abbiamo giocato tutto il campionato, partita dopo partita. Più o meno sappiamo cosa aspettarci, in termini di sfida e di intensità, il che è sicuramente interessante". Sulle sensazioni dopo i primi giorni di allenamento con coach Roselli, Turani spiega: "Ha le idee molto chiare e questo ci è sicuramente utile. Stiamo lavorando bene con lui e con tutto lo staff, con l'obiettivo di costruire una nostra identità. C'è molta trasparenza tra le aspettative dello staff nei nostri confronti e viceversa: questo ci aiuterà molto. Stare in raduno insieme per cinque settimane su sei, nel corso del Sei Nazioni, ci sarà utile e agevolerà questo percorso di crescita. Personalmente iniziare con l'Inghilterra mi piace perché ci permette di confrontarci subito con la squadra più forte del mondo. Avere la Francia come penultima partita, è interessante, perché è un secondo banco di prova importante. Allo stesso tempo sia Irlanda sia Scozia stanno lavorando bene, l'hanno dimostrato negli ultimi anni, e anche il Galles è una squadra interessante. Giocarci contro all'ultima giornata, proprio perché anche loro hanno avuto un cambio di guida tecnica, con l'ex allenatore di Gloucester che ora è sulla loro panchina, potrebbe riservare delle sorprese sul piano del gioco". Tornando alla sfida di domenica, Turani analizza la chiave tattica dell'incontro: "Loro sono un ingranaggio che funziona bene, sono efficaci, ma sono abbastanza legate ai processi e alla ricerca della perfezione in questi ultimi. L'obiettivo sarà quindi di mettere sabbia nel loro ingranaggio e vedere un po' come sabotarlo con una difesa aggressiva e con il lavoro sul breakdown creando opportunità e cogliendole". "Penso che l'insistere sulla forza mentale - riflette Turani - in questa settimana sia stato molto importante per me. Comunque ti ritrovi all'inizio di un Sei Nazioni sapendo che giochi la prima partita dopo una settimana di raduno, quindi realisticamente hai 4-5 sedute di campo a disposizione con tanti input nuovi, con metodologie di allenamento diverse, e devi saper capire cosa apprendere subito e su cosa invece lavorare per renderlo tuo su uno spazio temporale più ampio. Probabilmente fra tre mesi l'aspetto mentale sarà concentrato sull'attraversare la preparazione fisica che porta al Mondiale, però il fatto di essere sempre pronte per la sfida del momento ci dà quel quid di forza in più".

Nazionali | 20/03/2025

Sei Nazioni Femminile, URC,  Serie A Elite Maschile, Super Rugby: il palinsesto ovale del weekend

Appena smaltite le emozioni del Sei Nazioni Maschile, il fine settimana del rugby in tv porta sugli schermi diversi appuntamenti. Spicca su tutti l’esordio delle Azzurre nel Guinness Sei Nazioni a York contro l’Inghilterra. La gara sarà trasmessa in diretta su Sky Sport Arena e in simulcast in chiaro per la prima volta su Rai 2.Il fine settimana è però caratterizzato anche dalle sfide di URC tra Sharks e Zebre e tra Benetton ed Edimburgo, in diretta sy Sky Sport Arena. La Serie A Elite Maschile vedrà Viadana e Colorno protagoniste della gara trasmessa sui canali Rai. Di scena anche il Super Rugby, ma anche le altre gare di Serie A Elite Maschile, in differita sul canale YouTube FIR, tra cui il derby d’Italia tra Rovigo e Petrarca.  Qui di seguito il dettaglio delle gare trasmesse in tv:  Sabato 22 marzo Ore 7:00 – Super Rugby – in diretta su Sky Sport Arena Blues v CrusadersOre 13:40 – Serie A Elite Maschile – in diretta su Rai Play (dalle 14:30 in diretta anche su Rai Sport) Rugby Viadana v HBS Rugby Colorno  Ore 13:45 – United Rugby Championship – in diretta su Sky Sport ArenaSharks v Zebre Parma Ore 16:00 - United Rugby Championship – in diretta su Sky Sport ArenaBenetton Rugby Treviso v Edinburgh Rugby Domenica 23 marzo Ore 9:00 – Guinness Women’s Six Nations – in differita su Sky Sport ArenaIrlanda v Francia Ore 10:30 – Guinness Women’s Six Nations – in differita su Sky Sport ArenaScozia v Galles Ore 16:00 – Guinness Women’s Six Nations – in diretta su Sky Sport Arena e in Simulcast in diretta in chiaro su Rai 2Inghilterra v Italia

Campionati | 20/03/2025

Diabete di tipo 1 e rugby: l’esempio di Mattia

Dare la possibilità ai compagni di sostenerlo nel momento del bisogno.E’ quanto fatto da Mattia Napolitano, giovane rugbista che da quest’anno gioca nell’Under 14 del Cernusco Rugby e che fino all’anno scorso giocava nell’Under 12 del Fennec Fox Rugby di Gessate.Mattia ha il diabete di tipo 1, una patologia cronica che accompagna chi ne soffre per tutta la vita.Con il diabete di tipo 1 purtroppo non si scherza e bisogna saper riconoscere i segnali che la malattia presenta per evitare conseguenze che, in alcuni casi, possono essere tragiche.Per questo Mattia ha voluto incontrare i propri compagni di squadra e i loro genitori per raccontare il diabete di tipo 1 e metterli nelle condizioni di poterlo aiutare nel momento in cui dovesse trovarsi in difficoltà.Ha preparato un power point molto semplice, ma estremamente efficace, e insieme ai propri genitori Stefano Napolitano e Monica Perrello ha radunato la squadra in club house e spiegato nel dettaglio cosa fare nel caso di necessità.Ha parlato sempre lui e la platea è stata ad ascoltare con attenzione. Il diabete di tipo 1 è una patologia che si presenta spesso in età infantile, è caratterizzatadalla presenza di elevati valori di glucosio nel sangue chiamata iperglicemia. Questo avviene perché i propri anticorpi riconoscono come agenti estranei le cellule beta del pancreas che producono insulina.L’insulina ha il compito di abbassare la glicemia nel sangue e la sua quantità si riduce fino ad azzerarsi: così esordisce il diabete.La terapia consiste nella misurazione e la somministrazione continua di insulina tramite iniezioni o macchinetta di infusione chiamata Micro infusore.Per chi è affetto da diabete giovanile, lo sport costituisce uno strumento terapeutico che regola la glicemia e il metabolismo, migliora il benessere psicologico e aumenta la fiducia e il senso di controllo sulla malattia. Certo richiede adattamenti nella terapia e nella dieta, ma questo stimola nel bambino diabetico l'autogestione della glicemia e la collaborazione con il medico e gli educatori.Mattia con il suo gesto ha rafforzato il senso di squadra e integrazione, trasformando una sfida personale in una opportunità di crescita collettiva.Per Questo Mattia ha vinto una delle due borse di studio del concorso nazionale “In campo con Fede”, in memoria di Federico Doga, associazione che ha come obiettivo sensibilizzare i giovani sui valori di altruismo e condivisione.

dalla base | 20/03/2025

Insieme contro lo spreco alimentare: FIR ed Equoevento trasformano il cibo in solidarietà

Nel corso delle tre partite del Sei Nazioni Maschile disputate allo Stadio Olimpico di Roma, appena concluse, la Federazione Italiana Rugby ha rinnovato il proprio impegno sociale attraverso la collaborazione ormai consolidata con Equoevento, organizzazione no-profit impegnata nella lotta allo spreco alimentare, nella riduzione dei rifiuti e della conseguenziale diminuzione delle emissioni di CO2 e nel sostegno agli enti caritatevoli, Partner Sociale del Sei Nazioni 2025. Grazie al protocollo d'intesa firmato a gennaio 2025, che vedrà FIR ed Equoevento impegnati per i prossimi 4 anni nella raccolta e ridistribuzione agli enti caritatevoli degli alimenti non consumati all'interno degli eventi FIR, quest’anno la raccolta delle eccedenze, che ormai da alcuni anni era concentrata nelle aree Hospitality, è stata estesa al Peroni Nastro Azzurro Terzo Tempo Village, punto di incontro fondamentale per gli appassionati di rugby e per il pubblico presente all'evento. Durante le tre partite disputate allo Stadio Olimpico, Equoevento, attraverso il lavoro dei volontari e delle volontarie di Equoevento, supportati dai volontari di Servizio Civile FIR, ha potuto recuperare circa 1.690 porzioni di cibo, evitando che circa 254 kg di alimenti venissero gettati. I pasti raccolti sono stati donati alla mensa Vo.Re.Co. di Roma, permettendo di condividere le stesse pietanze offerte agli ospiti e ai tifosi anche alle persone in difficoltà. L'azione congiunta tra FIR ed Equoevento, volta anche a sensibilizzare il pubblico, attraverso le attività interno stadio organizzate, a combattere lo spreco alimentare, si inserisce in un più ampio quadro di iniziative sociali portate avanti dalla Federazione, e inserite nel contenitore ‘’Mondo Ovale Responsabile’’, con l'obiettivo di rendere gli eventi sportivi sempre più sostenibili e solidali. FIR insieme ad Equoevento contro lo spreco alimentare Raccolta delle volontarie di Equoevento delle eccedenze alimentari Aree Hospitality Evento Sei Nazioni 2025, Stadio Olimpico, Roma Raccolta delle volontarie di Equoevento delle eccedenze alimentari Aree Hospitality Evento Sei Nazioni 2025, Stadio Olimpico, Roma Raccolta dei volontari e delle volontarie Euqoevento e FIR delle eccedenze alimentari al Peroni Nastro Azzurro Terzo Tempo Village Evento Sei Nazioni 2025, Stadio Olimpico, Roma Raccolta dei volontari di Euqoevento delle eccedenze alimentari al Peroni Nastro Azzurro Terzo Tempo Village Evento Sei Nazioni 2025, Stadio Olimpico, Roma Raccolta dei volontari e delle volontarie Euqoevento e FIR delle eccedenze alimentari al Peroni Nastro Azzurro Terzo Tempo Village Evento Sei Nazioni 2025, Stadio Olimpico, Roma Raccolta dei volontari e delle volontarie Euqoevento e FIR delle eccedenze alimentari al Peroni Nastro Azzurro Terzo Tempo Village Evento Sei Nazioni 2025, Stadio Olimpico, Roma Raccolta dei volontari e delle volontarie Euqoevento e FIR delle eccedenze alimentari al Peroni Nastro Azzurro Terzo Tempo Village Evento Sei Nazioni 2025, Stadio Olimpico, Roma Raccolta dei volontari di Euqoevento delle eccedenze alimentari al Peroni Nastro Azzurro Terzo Tempo Village Evento Sei Nazioni 2025, Stadio Olimpico, Roma

FIR per il Sociale | 20/03/2025

Italia U18, gli Azzurrini convocati per il match contro il Galles

Roma – Paolo Grassi, Responsabile Tecnico della Nazionale Italiana Under 18, ha ufficializzato la lista degli atleti convocati per il raduno in calendario a L’Aquila in preparazione al match contro i pari età del Galles in programma sabato 29 marzo alle 13.15 allo Stadio Fattori. Gli Azzurrini si ritroveranno nel primo pomeriggio di lunedì 24 marzo nel Capoluogo abruzzese per iniziare ufficialmente la settimana di raduno. Nelle giornate di martedì, mercoledì e giovedì sono in calendario gli allenamenti, mentre venerdì è in programma il captain’s run allo Stadio Fattori che sabato ospiterà il match tra l’Italia e il Galles. Questo l’elenco degli atleti convocati: Augusto ALESSANDRI (Livorno Rugby) Stefano ALFONSETTI (Rugby Experience L’Aquila) Mattia ANDRETTI (Mogliano Veneto Rugby) Abdoul Nourd BANTANGO (Oaklands College) Francesco BRAGA (Valpolicella Rugby) Edoardo D’AMMANDO (Livorno Rugby) Luca DE NOVELLIS (Pesaro Rugby) Jacopo DE ROSSI (Livorno Rugby) Giovanni DEGLI ANTONI (Rubgy Parma F.C. 1931) Federico FORTI (Valsugana Rugby Junior Padova) Christian GERMANO’ (Fiamme Oro Rugby) David LUISATO (Benetton Rugby) Giovanni MARZOTTO (Benetton Rugby) Emiliano MASTROPASQUA (Amatori & Union Rugby Milano) Giacomo MESSORI (Petrarca Rugby) Cesare MOCHI (SGS College THORNBURY RFC Massimo MOLINA (Rugby L’Aquila 2021) Filippo PARZANI (Petrarca Rugby) Jacopo SALA (Rugby Parabiago) Fabio SALVANTI (Unione Rugby Firenze) Alessio SCARAMAZZA (Rugby L’Aquila 2021) Davide SETTE (Rugby L’Aquila 2021) Lorenzo SICILIANO (Unione Rugby Capitolina) Michael STOJKOVSKI (Rugby Club Pasian di Prato) Edoardo VITALE (Cus Milano Rugby) Jaheim Noel WILSON (Rugby Club Pasian di Prato)

Italia | 19/03/2025

Giada Franco: “Che bello tornare, dell’Italia mi mancava tutto. La prima con l’Inghilterra? Una sfida per tutte”

Era il 55’ di Italia-Galles, 29 aprile 2023: Giada Franco è costretta ad abbandonare il campo per un infortunio al ginocchio. È l’inizio di un percorso lunghissimo che la tiene lontana dai campi per oltre un anno: poi il ritorno con la maglia di Colorno, e adesso la convocazione in Nazionale, per tornare a sognare quella maglia azzurra che non indossa da due anni. Adesso, Giada Franco è felice: “Sto molto bene, sono contenta e felice di essere in raduno, è una delle cose che mi sono mancate di più. Stare insieme alle ragazze, vivere con loro la preparazione alle partite, lavorare sul campo, fuori, è tutto speciale. Mi è mancato tutto questo”. Quali sono state le difficoltà principali di questi due anni? “Oltre ai problemi fisici, che ovviamente sono l’aspetto principale quando si ha un infortunio, ha inciso molto anche il fattore mentale. Quando il tuo corpo non riesce a fare ciò che la tua mente vorrebbe è sempre frustrante, ti mette molto in difficoltà. Adesso, però, sono fiera di me stessa ed essere tornata in raduno per me vuol dire già tanto”. Sei sempre stata convinta di riuscire a tornare? “No, ho avuto davvero paura di non poter tornare più in campo. E per questo devo ringraziare tantissimo tutte le persone che mi hanno seguita in questi due anni, come i fisioterapisti e i preparatori. Non mi sono affidata a un mental coach ma col senno di poi avrei dovuto (ride, ndr)”. Tornando al campo, che aria si respira in raduno? “Il clima è molto positivo, c’è davvero tanto entusiasmo. Abbiamo voglia di ricominciare e il nuovo coach (Fabio Roselli, ndr) ha portato nuovi stimoli. Siamo un gruppo che ha voglia di imparare ancora, di mettersi in gioco, di migliorare e di scendere in campo”. Quali sono gli obiettivi per questo Sei Nazioni? “Stiamo iniziando a costruire quello che sarà un anno molto impegnativo, con la Rugby World Cup ad agosto e settembre, e ovviamente il nostro obiettivo è quello di performare al meglio in tutte le 5 partite, perché parliamo di uno dei tornei più importanti del mondo. Tutti vorrebbero giocare il Sei Nazioni e vogliamo farlo al meglio. Per ora il focus è sulla performance: trovare la nostra strada su come vogliamo giocare, i risultati poi verranno come conseguenza delle prestazioni”. Com’è iniziare con l’Inghilterra? Meglio trovarla prima o dopo? “Personalmente credo che iniziare con l’Inghilterra sia una bella sfida. Sono le migliori al mondo, le conosciamo bene e sappiamo quanto siano pericolose in tutti gli aspetti del gioco. Affrontarle subito è un modo per riadattarci subito al livello internazionale, e poi come tutte le squadre anche loro alla prima partita non avranno ancora tutti gli automatismi rodati come potrebbero esserlo in seguito, e affrontando una squadra così strutturata penso possa essere un aiuto”.

Italia Femminile | 19/03/2025

Ritorno dei Festival Under 18 del Sei Nazioni per il 2025: una piattaforma di sviluppo fondamentale per il rugby femminile e maschile

I Festival Under 18 del Sei Nazioni tornano nel 2025, con il Wellington College in Inghilterra a ospitare il Festival Femminile dal 11 al 19 aprile e Vichy in Francia come palcoscenico per il Festival Maschile, che si terrà dal 10 al 18 aprile. I Festival rappresentano una piattaforma di sviluppo cruciale per il rugby femminile e maschile, offrendo ai giovani giocatori, allenatori e ufficiali di gara l’opportunità di acquisire esperienza internazionale, condividere conoscenze tra le squadre e vivere un ambiente competitivo ad alte prestazioni. I Festival Under 18 sono anche un trampolino di lancio fondamentale per intraprendere o proseguire il percorso nel rugby, che porta al livello Under 20 e apre la strada per seguire le orme di chi brilla sui palcoscenici del Sei Nazioni a livello senior. Il Festival Maschile di quest’anno vedrà la partecipazione di Georgia e Spagna, come parte dell’impegno continuo per utilizzare questa piattaforma a supporto delle nazioni emergenti e promuovere lo sviluppo del gioco a livello globale. Oltre all’azione sul campo, i Festival stanno attirando l'attenzione dei tifosi, con 2.000 nuovi iscritti al canale YouTube del Sei Nazioni U20, che ha trasmesso i Festival lo scorso anno, generando quasi 3 milioni di impressioni. Il canale offrirà anche quest’anno l'accesso ai Festival, oltre a contenuti dedicati e copertura sui canali social di Six Nations Rugby. Con la crescita anno dopo anno del Guinness Women’s Six Nations e l'inizio di un anno di grande rilevanza per il rugby femminile con il campionato 2025, il Festival Femminile Under 18 rappresenta un punto chiave nel percorso di sviluppo per le giovani giocatrici, ispirate dai successi delle atlete senior che si esibiscono nel Women’s Championship. Per il Festival Femminile al Wellington College, ogni squadra giocherà un totale di cinque partite. Le giornate di gara 1 e 2 prevederanno match da 35 minuti, con 12 partite in programma in questi giorni. Nella Giornata 3, ogni squadra giocherà una partita da 70 minuti. L’ingresso per tutte e tre le giornate sarà gratuito. Il Festival Maschile, che si terrà a Vichy, sede della squadra di Fédérale 3 RC Vichy, presso lo Stade Municipal Louis Darragon, prevede tre giornate di gara: giovedì 10, lunedì 14 e venerdì 18 aprile, con ciascuna squadra che giocherà tre partite da 70 minuti. Nel 2024, i Festival Under 18 del Sei Nazioni hanno visto la partecipazione di oltre 380 giocatori e più di 120 allenatori e membri dello staff, con l’edizione del 2025 che punta a costruire sullo slancio generato dagli eventi precedenti. L’impatto dei Festival va ben oltre il campo. Dal 2018, oltre 280 giocatori sono passati dai Festival Under 18 al Sei Nazioni Under 20, dimostrando che questi eventi sono un trampolino di lancio cruciale per i giovani talenti. Julie Paterson, Chief of Rugby di Six Nations Rugby, ha commentato:"I Festival Under 18 del Sei Nazioni sono una piattaforma di sviluppo di enorme importanza per giocatori, allenatori, staff di supporto e ufficiali di gara. I Festival si sono affermati nel calendario, creando chiarezza e coerenza per quanto riguarda le opportunità di acquisire esperienza internazionale di valore. Con la Georgia e la Spagna che porteranno il loro stile unico e la loro energia al Festival Maschile quest’anno, si aggiunge una nuova dimensione alla competizione, dimostrando la collaborazione tra le nazioni per supportare lo sviluppo e alzare il livello complessivo del gioco. I Festival offrono un'esperienza internazionale di rugby unica, e un grande ringraziamento va alla FFR e alla RFU per ospitare i Festival di quest’anno.” I tifosi possono assistere a ciascuno dei festival in Inghilterra e Francia, con accesso gratuito per l’evento femminile, e biglietti disponibili per tutte e tre le giornate del Festival maschile, al prezzo di 10€ per una giornata di gara o 20€ per tutte e tre le giornate.

Italia U18 | 19/03/2025

Italia femminile: un bel mix di esperienza e giovani talenti. L’analisi delle convocate per il Sei Nazioni 2025

Sono 34 le azzurre scelte dal nuovo capo allenatore dell’Italia femminile, Fabio Roselli, per affrontare il Sei Nazioni 2025, primo importante obiettivo stagionale delle Azzurre, che esordiranno domenica 23 contro l’Inghilterra (diretta Rai/Sky). Coach Roselli, ex Zebre e Italia maschile under 20, ha scelto 20 avanti e 14 trequarti, potendo contare su tante giocatrici in grado di coprire più ruoli, con la possibilità di variare le carte in tavola a seconda della partita. Le avanti Davanti c’è la conferma di Silvia Turani, la più esperta delle prime linee: dovrebbe giocare a sinistra, ma all’occorrenza può coprire tutti i ruoli della prima linea. A sinistra possibilità anche per Gaia Maris, sempre presente nel gruppo azzurro, con Emanuela Stecca a disposizione del tecnico. A destra c’è l’ormai rodata Sara Seye, con le giovani Alessia Pilani e Vittoria Zanette a giocarsi l’altro posto in lista gara. Per quanto riguarda la maglia numero 2, il tecnico ha confermato Vittoria Vecchini e Laura Gurioli, aggiungendo però la possibile esordiente Desiree Spinelli del Benetton Treviso. Per quanto riguarda la seconda e la terza linea, Roselli avrà ha disposizione tante giocatrici intercambiabili, e la concorrenza nel ruolo sarà agguerritissima. In seconda il tecnico può contare sulla furia di Sara Tounesi, sull’esperienza di Fedrighi e Duca e sulla duttilità di Frangipani e Locatelli, che all’occorrenza possono giocare anche in terza linea, così come fatto spesso da Tounesi nelle ultime due stagioni. In terza si registra anche il grande ritorno di Giada Franco, lontana dalla maglia azzurra per quasi due anni a causa di un grave infortunio. Presente ovviamente la capitana Elisa Giordano, con l’esperta Arrighetti e la confermatissima Sgorbini, mentre tornano in azzurro Alissa Ranuccini e Beatrice Veronese. La mediana Dietro Sofia Stefan, come sempre confermata nel gruppo azzurro, Fabio Roselli potrà scegliere tra la possibile esordiente Alia Bitonci – che si è già messa in luce in under 20 – e l’utility back Francesca Granzotto, che può giocare numero 9 ma che potrebbe essere impiegata principalmente nel triangolo allargato. Per la maglia numero 10 invece ci sarà ancora una volta un ballottaggio tra Veronica Madia ed Emma Stevanin. Le trequarti Il reparto arretrato delle azzurre alterna la grande esperienza di giocatrici esperte a giovani esordienti o quasi. Dietro la coppia di centri Rigoni-Sillari scalpita Sara Mannini (già tra le migliori nel WXV 2024) e le possibili esordienti Aggio – che può fare anche l’ala – e Corradini. Alyssa D’Incà può fare sia il centro che l’ala, ma è più probabile vederla nel triangolo allargato, dove ci saranno anche Vittoria Ostuni Minuzzi (principalmente estremo), Aura Muzzo (ala), Beatrice Capomaggi (estremo) e la già citata Granzotto, che può coprire praticamente tutti i ruoli dal 9 al 15. Le convocate dell’Italia per il Sei Nazioni femminile 2025 PiloniGaia MARIS (Valsugana Rugby Padova, 32 caps)Alessia PILANI (Rugby Colorno, 7 caps)Sara SEYE (Ealing Trailfinders, 27 caps)Emanuela STECCA (Villorba Rugby, 13 caps)Silvia TURANI (Harlequins, 37 caps)Vittoria ZANETTE (LOU Rugby, 1 cap) TallonatriciLaura GURIOLI (Villorba Rugby, 13 caps)Desiree SPINELLI (Benetton Rugby Treviso, esordiente)Vittoria VECCHINI (Valsugana Rugby Padova, 31 caps) Seconde lineeGiordana DUCA (Valsugana Rugby Padova, 52 caps)Valeria FEDRIGHI (Rugby Colorno, 58 caps)Alessandra FRANGIPANI (Villorba Rugby, 11 caps)Isabella LOCATELLI (Rugby Colorno, 51 caps)Sara TOUNESI (Montpellier Herault Rugby, 43 caps) Terze lineeIlaria ARRIGHETTI – Stade Rennais Rugby (62 caps)Giada FRANCO (Rugby Colorno, 32 caps)Elisa GIORDANO (Valsugana Rugby Padova, 69 caps) – CapitanaAlissa RANUCCINI – Rugby Colorno (10 caps)Francesca SGORBINI (ASM Romagnat Rugby, 28 caps)Beatrice VERONESE (Valsugana Rugby Padova, 22 caps) Mediane di mischiaAlia BITONCI (Valsugana Rugby Padova, esordiente)Sofia STEFAN (Sale Sharks, 91 caps) Mediane di aperturaVeronica MADIA (Rugby Colorno, 52 caps)Emma STEVANIN (Valsugana Rugby Padova, 19 caps) CentriNatascia AGGIO (Valsugana Rugby Padova, esordiente)Giada CORRADINI (Rugby Colorno, esordiente)Sara MANNINI (Rugby Colorno, 4 caps)Beatrice RIGONI (Sale Sharks, 79 caps)Michela SILLARI (Valsugana Rugby Padova, 87 caps) Ali/estremiBeatrice CAPOMAGGI (Villorba Rugby, 19 caps)Alyssa D’INCA’ (Villorba Rugby, 26 caps)Francesca GRANZOTTO (Unione Rugby Capitolina, 16 caps)Aura MUZZO (Villorba Rugby, 49 caps)Vittoria OSTUNI MINUZZI (Valsugana Rugby Padova, 37 caps)

Italia Femminile | 19/03/2025

Linee di Meta: Francesca e Pierluigi Sgorbini

Pesaro, Bologna, Colorno e Clermont: sono le quattro tappe del viaggio di Francesca Sgorbini, partita dalla “spiaggia dei rugbisti” di Fano, attratta da dei bambini che giocavano con una palla ovale, e arrivata fino alla Nazionale Italiana e a conquistare un campionato italiano e uno francese. Alle Formiche Rugby Pesaro, dove tutto è cominciato, Sgorbini ha continuato ad allenarsi anche durante un primo periodo di stop forzato, e anche durante la stagione al Rugby Bologna - una delle più belle e impegnative della sua carriera, anche a causa della distanza – completava gli allenamenti nella sua città Natale. Poi è arrivato Colorno, la squadra del grande salto, dello scudetto e di un’ambiente che l’ha formata ad alti livelli, fino al trasferimento al Romagnat di Clermont dove ha vinto anche il campionato francese. Un viaggio lunghissimo, impegnativo, che però Francesca ha vissuto con il supporto di una bellissima famiglia alle spalle, una famiglia che in questo caso è stata davvero il 16esimo uomo in campo. Gli inizi: la spiaggia, il volley e le Formiche Pesaro Francesca Sgorbini ha scoperto il rugby per caso, a 6 anni, in vacanza a Fano: “Andavamo al mare lì, vicino alla cosiddetta ‘spiaggia dei rugbisti’, dove vedevo sempre dei bambini giocare a rugby. Ho cominciato a giocare con loro, mi sono appassionata e alla fine dell’estate ho chiesto ai miei genitori di poter iniziare. All’inizio i miei genitori, soprattutto mia madre, erano un po’ titubanti, però io ero convinta. Faccio il primo allenamento con le Formiche Rugby Pesaro sotto il diluvio, nel fango, e quando finisco mamma mi chiede ‘non ti è piaciuto, vero?’. E invece rispondo che è la cosa più bella del mondo”. “Da lì non ha più smesso, anche se contemporaneamente continuava a giocare a pallavolo” racconta papà Pier Luigi: “Poi a 12 anni, quando non ci sono più le squadre miste, ha dovuto smettere per un periodo perché a Pesaro non c’era la squadra femminile. Nonostante questo ha comunque continuato ad allenarsi con i ragazzi, pur senza poter giocare, mentre scendeva in campo nel volley. A un certo punto, però, ha fatto una scelta chiara: mi disse ‘babbo, voglio giocare a rugby’, e a quel punto ho cominciato a cercare in giro quali squadre potessero avere un’under 16 femminile, e siamo andati a Bologna, dove ci ha accolti il responsabile del settore giovanile Lucio Bini, una grande persona. Ricordo il primo viaggio, 150 km di macchina con una coda infinita, ma ne è valsa la pena. A Bologna abbiamo trovato una squadra meravigliosa dove abbiamo davvero respirato l’essenza del rugby giocato, del divertimento e della famiglia. Proprio per questo ci tengo a ricordare l’allenatore di quella squadra, Marco Minardi, che è scomparso troppo presto in un incidente stradale. Una persona stupenda”. Bologna e Colorno: le gioie, le difficoltà e il sogno che si avvera Non è stato un anno facile, considerando la distanza da Pesaro, ma Francesca Sgorbini voleva giocare a rugby a tutti i costi e ci è riuscita. Racconta papà Pier: “La mattina andava a scuola, poi la accompagnavamo in stazione, si allenava e la riaccompagnavano alla stazione per tornare a casa, arrivava alle 11 di sera. Faceva un allenamento a settimana lì oltre alle partite, e per il resto della settimana si allenava con i ragazzi del Rugby Pesaro, che quindi ha avuto un ruolo importantissimo anche in questo periodo particolare”. In quel periodo il sostegno della famiglia è stato fondamentale, come sempre nel corso della carriera di Francesca, che racconta: “Quando si è giovani il supporto dei genitori è fondamentale, quando a 12 anni sono stata costretta a smettere per un periodo ho vissuto una fase complicata, anche perché era da poco scomparsa mia nonna, e avere una famiglia così unita è stato fondamentale. Quando ho sentito il bisogno di dedicarmi solo al rugby sono stati importantissimi. A Bologna è stata dura perché tornavo la sera alle 11, ma mi piaceva tantissimo: quando andavo in campo riuscivo a liberarmi e ad essere felice”. A Bologna, oltre a vivere un’esperienza stupenda, Sgorbini dimostra anche di avere le carte in regola per andare avanti: “Dopo questo bellissimo anno – racconta Pier Luigi – il profilo di Francesca ha cominciato a destare interesse, e abbiamo cominciato a capire dove potesse continuare il suo percorso. In questo frangente siamo stati aiutati da due persone importanti: Ruben Reggiani, un fotografo che veniva spesso a vedere le partite, e all’attuale consigliera Erika Morri. Secondo loro Colorno poteva essere il posto giusto per proseguire, e dopo il solito viaggio della speranza in macchina (ride, ndr) abbiamo incontrato il presidente Ivano Iemmi e l’allenatore del Colorno femminile Christian Prestera, altre due persone importanti nella crescita di Francesca. Proprio coach Prestera dopo un triangolare con Villorba e Valsugana mi disse ‘Francesca può arrivare ad ottimi livelli’. A Parma è andata a vivere in collegio, dove ha continuato a studiare: anche lì non è stato tutto facile, ma è diventata subito titolare e quell’anno Colorno vinse lo scudetto”. Un altro elemento fondamentale per arrivare a Colorno, come racconta Francesca, fu Nicola Boccarossa: “Lui giocava a Colorno e veniva da Pesaro, fu lui a mettermi in contatto con la società. Poi c’è stato il solito viaggio in macchina e da lì è cominciato tutto. Era un sogno perché a 16 anni mi sono trovata a contatto tutti i giorni con ragazze che giocavano già in Nazionale, e poi stavo andando a vivere fuori di casa per giocare a rugby, per inseguire il mio sogno”. Veder andar via di casa una figlia così presto, a 16 anni, non è una cosa da poco, ma su questo aspetto Pier Luigi Sgorbini è sempre stato convinto: “Non è stato facile, sicuramente, ma in famiglia abbiamo sempre cercato di dare questo imprinting sia a Francesca sia a Luca, suo fratello. Abbiamo sempre voluto che facesse ciò che riteneva fosse meglio per lei, non abbiamo mai voluto forzarla: ovviamente siamo stati sempre presenti alle partite, anche in trasferta, facendo viaggi lunghi, ma comunque è stato giusto che facesse la sua vita e il suo percorso, senza sostituirci alle sue scelte ma seguendola e aiutandola”. Ricorda Francesca: “È stata tosta, perché comunque mi sono trovata a vivere da sola a 16 anni, soprattutto il primo anno sentivo molto la mancanza della mia famiglia. Però i miei genitori ci sono sempre stati, anche in trasferta. Ricordo una partita in veneto in cui c’era un solo spettatore: mio padre. Era venuto fin lì per me. Così come mio nonno, il padre di mio padre, veniva con lui per seguirmi. E poi ovviamente non si può prescindere dal sostegno economico che mi hanno dato per poter stare fuori, hanno creduto nel mio sogno e una delle cose più belle è proprio essere riuscita a ripagare la loro fiducia”. Verso la Francia: Romagnat Dopo lo scudetto con Colorno è arrivato l’ultimo e deciso passo avanti, quello verso la Francia. Racconta Francesca: “I miei genitori mi hanno sempre lasciato molto libera. Fino a quel momento però avevo vissuto tutto con l’incoscienza di chi è giovane. Non mi rendevo davvero conto di quello che stava succedendo: alla fine andavo a scuola e poi giocavo a rugby, quello che mi piaceva. Quando poi c’è stato il passaggio successivo, con il trasferimento al Romagnat di Clermont, credo di aver preso realmente consapevolezza di quello che stavo vivendo. Quando mio padre mi accompagnò in aeroporto ho cominciato a sentire un po’ di ansia: stavo andando in un posto completamente nuovo, senza conoscere la lingua. Non ho visto spesso mio padre piangere, ma quel giorno anche lui aveva le lacrime agli occhi, lì mi sono reso conto della portata di ciò che stavo facendo, ma anche lì lui continuava a ripetermi che sarebbe andato tutto bene, lo ha sempre fatto. Anche lì, comunque, sono sempre stati presenti: ricordo i tanti viaggi in macchina di mamma e papà per venire a vedermi e a salutarmi. Ci sono stati momenti duri per me e anche per loro, e mi riferisco agli infortuni più gravi che ho avuto, e penso sia complicato per un genitore vedere una figlia che sta male, che soffre e che è anche lontanissima da casa. Mi hanno sempre spinto a dare il massimo, ad avere coraggio e a non tirarmi mai indietro anche in questi periodi: mi sono sempre stati vicini anche da lontano, anche con dei piccoli pensieri come potevano essere un uovo di Pasqua o un regalino. Non li ringrazierò mai abbastanza”.

dalla base | 19/03/2025