©2023 Federazione Italiana Rugby

Linee di meta: Michele Lamaro e Marco Sepe

“Difficile identificare, tra i tanti, un momento in particolare che mi lega a Marco Sepe, una delle persone più importanti nella mia crescita rugbistica e mio allenatore nelle giovanili del Primavera Rugby. Ricordo quando feci un intervento in ruck e lui disse a mia nonna “Vede, Michele non ha paura”, e questa cosa le rimase talmente impressa da ripetermela sempre. In qualche modo è entrata dentro di me. E poi ricordo quanto ci spingesse ad essere felici di giocare insieme, indipendentemente dal risultato” – Michele Lamaro Una vita al Primavera, prima da giocatore e poi – dopo un infortunio – da allenatore delle giovanili. Proprio all’inizio di questa seconda vita sportiva, Marco Sepe – che adesso lavora a Londra – ha incontrato il piccolo Michele Lamaro: “Ho iniziato a giocare a rugby nel 1993 alla Primavera, facendo tutto il percorso delle giovanili fino all’under 18, quando un infortunio mi ha portato a smettere e a diventare allenatore. Ho cominciato nel 2004, e proprio nella prima squadra che ho allenato ho trovato Michele”. Proprio il Primavera Rugby, club storico nato a Roma nel 1976 proprio con l’obiettivo di occuparsi fin da subito dei più piccoli, come spiegherà poi anche Sepe, è il luogo dove l’attuale capitano della Nazionale è cresciuto per ben 8 anni. “È sempre stato un bambino vivace, vispo, sveglissimo, ricettivo” racconta Sepe: “A 6 anni praticamente era già un capitano. Ricordo uno dei primi tornei in trasferta che facemmo ai tempi: la sera vado a fare il controllo delle stanze, tutti i bambini avevano il pigiama, lui era sotto le coperte con maglietta, pantaloncini e calzettoni per il giorno dopo. Gli chiedo: ‘Non ti metti il pigiama?’. E lui mi dice: ‘No, preferisco così, domani mattina devo solo lavarmi e fare colazione e sono pronto’. Praticamente un soldato! (ride, ndr). E poi era assolutamente autonomo fin da piccolo, al massimo veniva il fratello Pietro a controllare, ma aveva una maturità impressionante”. “Un’altra cosa che mi ha sempre impressionato è la sua capacità di trovare soluzioni, di adattarsi ai problemi e di migliorarsi continuamente. Quando non gli veniva una cosa si arrabbiava, ma ascoltava i consigli degli allenatori e ci provava finché non ci riusciva. Pur essendo sempre stato molto completo da bambino non era velocissimo. Per lavorare sulla velocità facevo fare ai bambini un esercizio di propriocettività, una sorta di ‘acchiapparella’ uno contro uno scalzi, in cui ogni bambino doveva riuscire a toccare quello che aveva di fronte. Lui già a 7 anni, per sopperire alla mancanza di velocità, utilizzava dei cambi di direzione per sbilanciare l’avversario e non farsi prendere: in due anni non è mai stato preso da nessuno. Poi a 7 anni giocava già in under 9, disputammo un torneo importante e a un certo punto Michele andò via aprendo un intervallo, si trovò davanti l’ultimo avversario: fece un doppio cambio di passo, destra-sinistra e destra-sinistra due volte, il bambino si siede per terra e lui va a fare meta. L’allenatore della squadra avversaria viene da me urlando davanti a tutti: ‘Non è possibile, questo bambino è più grande, dovrebbero squalificarvi’. Io lo abbraccio e gli dico ‘Amico mio, lo sai che lui ha 7 anni? È il più piccolo di tutti’. È rimasto scioccato”. Quando ci si ritrova, soprattutto nelle categorie giovanili, con un bambino così forte, il lavoro degli allenatori e delle società diventa fondamentale per fare in modo che cresca nella maniera giusta e che allo stesso tempo anche tutti i compagni possano migliorare senza esserne oscurati. Spiega Sepe: “Sotto questo aspetto il Primavera Rugby è sempre stato l’ambiente giusto, del resto questo club era nato nel 1976 proprio per occuparsi del settore giovanile del Cus Roma, e il nome stesso – Primavera – rimanda alla formazione dei giovani. Io dico sempre che tutti partono dallo stesso punto. Poi ovviamente c’è chi ha qualcosa in più, ma la cosa importante è far percepire loro che sono ancora bambini, devono vivere l’esperienza in modo sano, che sia la gioia di una vittoria o la delusione di una sconfitta. In questo poi Michele non ha mai creato problemi, anzi, era già un capitano nel senso più positivo del termine, perché trascinava in maniera sana e positiva anche gli altri bambini, che si appoggiavano a lui. Faceva dei discorsi incredibili, in cerchio con i compagni, già a 7-8 anni, era uno spettacolo, e spingeva tutti gli altri bambini a impegnarsi di più”. “Tutto questo – prosegue Sepe – rappresenta perfettamente ciò che è lo spirito del Primavera, che ha sempre dato una grandissima attenzione ai ragazzi e ai bambini. Noi abbiamo sempre lavorato cercando di sviluppare l’aspetto umano allo stesso modo di quello sportivo. La Primavera magari ha vinto pochi trofei, ma è sempre stata una squadra in grado di far crescere i ragazzi nel modo giusto. Dalla Primavera è uscito anche Ludovico Nitoglia, e anche mio fratello Michele Sepe è partito da qui ed è arrivato a ottenere 3 caps con la Nazionale”. Infine, Sepe conclude con un aneddoto legato proprio al racconto introduttivo fatto da Lamaro: “La nonna era molto presente. Non viveva a Roma ma veniva spessissimo per veder giocare lui e il fratello Pietro. Una volta siamo andati tutti insieme a una partita dell’Italia under 18 in cui era in campo Pietro e in tribuna c’era anche Georges Coste. Fu bellissimo perché Coste parlava solo con la nonna, appassionatissima (ride, ndr). Al di là dell’aneddoto, però, è una cosa molto indicativa: Michele è cresciuto così perché ha avuto alle spalle una famiglia che gli ha fatto vivere lo sport in maniera sana, senza imposizioni o pressioni”.

dalla base | 07/03/2025

25 anni di Sei Nazioni – Incontri nella storia: Inghilterra v Italia

Twickenham, 25 chilometri dal centro di Londra, 25 anni luce dentro la leggenda: più che cattedrale, fortezza e come tutte le fortezze, anche quelle che hanno la fama di inespugnabili, destinate a cadere. Non solo l’hanno conquistata le tre grandi degli antipodi, ma anche l’Argentina (la prima volta con una full house di Todeschini) e più di recente anche le Fiji. Francia, Galles e Scozia là, nella contea del Middlesex, hanno scritto e tramandato pagine memorabili. Dodici anni or sono, 10 marzo 2013, non è andata lontana dall’impresa l’Italia, quando riuscì a zittire gli 82.000 cantori, costretti a un sommesso brusio, mettendo da parte una sicurezza che può sconfinare nell’arroganza. Una partita scandita dai calci di Toby Flood, da quelli di un altro “cordobes” dal piede prezioso, Luciano Orquera, dalla meta di Luke McLean che alla fine sarebbe risultata l’unica in quel pomeriggio di fine inverno. Nel punteggio, 18-11, abitano l’orgoglio e il rimpianto.   Sul pianeta proibito era sbarcato nel ’52 Paolo Rosi: Rosslyn Park-Resto d’Europa per il 75° anniversario del vecchio club. “Una finta a destra, una finta a sinistra e so’ annato in mezzo ai pali”, raccontava The Voice del rugby, dell’atletica, del pugilato e sembrava una saga: Twickenham era una Mecca, una Shangri-la, una fortezza Bastiani del rugby. “Nel marzo del ’74 giocammo in Inghilterra con Middlesex, Sussex e Oxfordshire, tutte perse con onore e pacche sulle spalle. Il sabato c’era Inghilterra-Galles e ci portarono a Twickenham. Trattamento di lusso: nel cestino da viaggio c’era fagiano in gelatina e una mezza di Moet Chandon”: la testimonianza è di Marco Bollesan, capitano di un’Italia che andò a misurare progressi che parevano vagiti. Twickenham era là e sembrava esserci sempre stato, grigio e solenne, la casa del rugby inglese, il posto della Rosa, il luogo dove un vecchio capitano di radici parmigiane e piemontesi, Lawrence Dallaglio, disse che “qui nessuno è benvenuto”. Nel ’99 Twickenham ancora severo maestro. “Perché? Gridai a Leonard che mi aveva incornato alla schiena come un caprone togliendomi il respiro. Rispose con un grugnito”: ed è il racconto di un Mauro Bergamasco 20enne, spedito nella mischia per una solenne batosta, 67-7. Due anni dopo sarebbe andata anche peggio: 80-23, dopo un primo tempo giocato alla pari e un secondo che pareva la Zattera della Medusa. “Solo le squadre mediocri si accontentano di sconfitte con il minimo scarto”: la premessa di quel che avverrà è di Sergio Parisse, capitano in eterno.

News | 07/03/2025

Italrugby, sei cambi nel XV per la sfida all’Inghilterra

Roma – Gonzalo Quesada, Commissario Tecnico della Nazionale Italiana Maschile, ha ufficializzato la formazione che affronterà l’Inghilterra domenica 9 marzo alle 16 italiane all’Allianz Twickenham Stadium, partita valida per la quarta giornata del Guinness Sei Nazioni 2025 e che sarà trasmessa in diretta su Sky Sport Uno e in chiaro su Rai 2. Sarà il confronto numero 32 tra le due squadre con tutti i precedenti in favore dei padroni di casa, unica squadra mai battuta dagli Azzurri all’interno del torneo di rugby più antico del mondo. Sei i cambi nel XV titolare guidato da Quesada alla sua prima presenza a Twickenham dal CT della Nazionale Italiana Maschile. Nel triangolo allargato Ange Capuozzo torna a vestire la maglia numero 15 con il rientro di Ioane all’ala – dopo lo stop per infortunio contro la Francia – e l’inserimento di Gallagher, che scenderà per la prima volta in campo nel Sei Nazioni. Collaudata la coppia di centri formata da Brex e Menoncello, mentre in cabina di regia insieme a Paolo Garbisi ci sarà Stephen Varney che collezionerà la sua prima presenza stagionale con la maglia dell’Italia.  In terza linea insieme a capitan Lamaro e Sebastian Negri ci sarà Ross Vintcent – al primo cap da titolare nel 2025 – con la maglia numero 8. Confermata in seconda linea la coppia formata da Ruzza e Niccolò Cannone, mentre in prima linea rientra Riccioni nel XV titolare con Nicotera e Fischetti a completare il reparto. Pronti a subentrare dalla panchina Lucchesi, Spagnolo, Ferrari, Favretto, Zuliani, Lorenzo Cannone, Page-Relo e Allan. Arbitrerà il match il fischietto irlandese Andrew Brace.  Per la trasferta inglese non saranno presenti Lamb, Hasa, Gesi, Trulla, Bertaccini, Marin e Izekor. Viaggeranno con la squadra Zilocchi, Di Bartolomeo, Alessandro Garbisi, Zanon e Matteo Canali con la seconda linea in forza alle Zebre che ha raggiunto Roma nella mattinata odierna in seguito ad un risentimento muscolare subito da Izekor nell’ultimo allenamento della settimana. Questa la formazione che scenderà in campo: 15 Ange CAPUOZZO (Stade Toulousain, 26 caps) 14 Monty IOANE (Lione, 37 caps) 13 Juan Ignacio BREX (Benetton Rugby, 44 caps) 12 Tommaso MENONCELLO (Benetton Rugby, 26 caps) 11 Matt GALLAGHER (Benetton Rugby, 2 caps) 10 Paolo GARBISI (Toulon, 45 caps) 9 Stephen VARNEY (Vannes, 30 caps) 8 Ross VINTCENT (Exeter Chiefs, 12 caps) 7 Michele LAMARO (Benetton Rugby, 46 caps) – capitano 6 Sebastian NEGRI (Benetton Rugby, 61 caps) 5 Federico RUZZA (Benetton Rugby, 62 caps) 4 Niccolò CANNONE (Benetton Rugby, 50 caps) 3 Marco RICCIONI (Saracens, 32 caps) 2 Giacomo NICOTERA (Stade Francais, 31 caps) 1 Danilo FISCHETTI (Zebre Parma, 50 caps) A disposizione 16 Gianmarco LUCCHESI (Toulon, 31 caps) 17 Mirco SPAGNOLO (Benetton Rugby, 12 caps) 18 Simone FERRARI (Benetton Rugby, 62 caps) 19 Riccardo FAVRETTO (Benetton Rugby, 5 caps) 20 Manuel ZULIANI (Benetton Rugby, 30 caps) 21 Lorenzo CANNONE (Benetton Rugby, 26 caps) 22 Martin PAGE-RELO (Lione, 16 caps) 23 Tommaso ALLAN (Perpignan, 84 caps)

Italia | 07/03/2025

Sei Nazioni U20: l’Italia opera 6 cambi. Inghilterra, occhio a Bracken. L’analisi delle formazioni

Per la delicata sfida con l’Inghilterra il capo allenatore dell'Italia under 20 Santamaria modifica l’assetto del reparto trequarti e opera in totale 6 cambi nella formazione titolare: dietro spazio ad Alessandro Drago, all’esordio, con Ducros che diventa primo centro accanto a Todaro. In mediana prima da titolare per Bellotto, mentre davanti occasioni importanti per Bianchi, Midena, Corvasce (anche lui all’esordio) e Pelliccioli. Nell'Inghilterra sono 5 invece i cambi di coach Mapletoft, che rischiera il primo centro titolare Allison dopo un turno di riposo con la Scozia e cambia completamente la mediana, con Hanson 9 e Bellamy 10. Davanti gli ultimi due cambi riguardano la prima linea, con il pilone sinistro Oliver Scola e il tallonatore Louie Gulley che partono dall’inizio. L’assetto offensivo Se a livello quantitativo i cambi operati da Santamaria nel reparto trequarti sono soltanto due, le reali modifiche sono molte di più. Alessandro Drago esordisce all’ala con Ducros che si sposta a primo centro creando una inedita coppia con Todaro. Il giocatore di Montpellier ha caratteristiche diverse da Zanandrea, che parte dalla panchina, e quella di Santamaria potrebbe essere una mossa che cambia l’assetto offensivo di un’Italia che ha faticato a sfruttare le tante occasioni create. Anche se si prospetta una partita particolarmente dura sul piano fisico, una delle chiavi del match potrebbe essere la sfida tra le ali Faissal e Bracken, con l’inglese (già 2 mete coi Saracens quest’anno in Premiership Rugby Cup) che è al momento il miglior giocatore del torneo per metri guadagnati (219) e per linebreaks (7, con Faissal a quota 5). Inoltre, l’inversione di ruolo tra Pietro Celi e Roberto Fasti – con il primo apertura e il secondo estremo – propone un’alternanza in cabina di regia che servirà a dare meno punti di riferimento possibili agli avversari e a creare maggiori opzioni d’attacco per i compagni. In mediana grande occasione per Matteo Bellotto: il mediano di mischia del Mogliano era entrato per due volte a partita in corso contro Scozia e Francia, ma stavolta partirà dall’inizio in un ruolo dove finora non c’è stato un vero e proprio titolare fisso, con lo stesso Bellotto ad alternarsi insieme a Celi e Sari. Battaglia Mapletoft conferma in terza linea i due inglesi più pericolosi nel punto d’incontro: George Timmins e Kane James vantano 2 turnover a testa mentre il primo è anche uno dei giocatori più presenti nelle ruck difensive, con 15 interventi. Proprio Timmis è anche molto abrasivo e in grado di disturbare i possessi avversari, oltre ad essere un punto di riferimento – insieme a Burrow – in rimessa laterale. Per gli Azzurri sarà fondamentale il lavoro delle terze linee con Milano, Casartelli e Bianchi chiamati a dare battaglia in mezzo al campo, mentre Opoku (terzo in assoluto per numero di cariche, 32, dopo gli irlandesi McCarthy e Corrigan) dovrà sfruttare la sua fisicità per mettere in difficoltà una difesa inglese che fino a questo momento ha concesso pochissimo agli avversari. Non è un caso che, vista la fisicità dell’Inghilterra, Roberto Santamaria abbia optato per un 6+2 in panchina, con a disposizione giocatori che sono già stati titolari in alcune occasioni come Casiraghi, Bolognini, Redondi, Beni e Zanandrea, in modo da mantenere una certa continuità di rendimento per 80 minuti. Sarà fondamentale, visto che l’Inghilterra è una squadra che può colpire in qualsiasi momento. Le formazioni di Inghilterra-Italia Inghilterra: 15 George Pearson, 14 Jack Bracken, 13 Angus Hall, 12 Nic Allison, 11 Campbell Ridl, 10 Josh Bellamy, 9 Dom Hanson, 8 Kane James, 7 George Timmins, 6 Junior Kpoku, 5 Tom Burrow (capitano), 4 Olamide Sodeke, 3 Tye Raymont, 2 Louie Gulley, 1 Oli Scola A disposizione: 16 Kepu Tuipulotu, 17 Ralph McEachran, 18 Tubuna Maka, 19 Oscar Beckerleg, 20 Connor Treacey, 21 Joe Davis, 22 Ollie Davies, 23 Jack Kinder Italia: 15 Roberto Fasti, 14 Alessandro Drago, 13 Edoardo Todaro, 12 Jules Ducros, 11 Malik Faissal, 10 Pietro Celi, 9 Matteo Bellotto, 8 Giacomo Milano (capitano), 7 Nelson Casartelli, 6 Carlo Antonio Bianchi, 5 Enoch Opoku, 4 Mattia Midena, 3 Bruno Vallesi, 2 Nicolò Corvasce, 1 Sergio Pelliccioli A disposizione: 16 Giacomo Casiraghi, 17 Gioele Boccato, 18 Nicola Bolognini, 19 Pietro Melegari, 20 Simone Fardin, 21 Tommaso Redondi, 22 Niccolò Beni, 23 Federico Zanandrea

Italia U20 | 06/03/2025

L’Italia verso l’Inghilterra, Ruzza: “Niente panico dopo la Francia. Stiamo lavorando su cosa non ha funzionato”

L’Italia è in cerca di riscatto: la squadra di Quesada ha cominciato la preparazione al match di Twickenham contro l’Inghilterra (calcio d’inizio alle 16 di domenica 9 marzo, diretta Rai/Sky) e vuole rimettersi in carreggiata dopo la sconfitta con la Francia. La preparazione al match con gli inglesi parte ovviamente dalla revisione e dall’analisi degli errori commessi contro i Bleus, come spiega Federico Ruzza, seconda linea dell’Italia e del Benetton: “Il lunedì è stato dedicato alla revisione del match con la Francia, e poi siamo partiti subito con la preparazione della sfida con l’Inghilterra. Dovevamo fare chiarezza su alcune cose: magari è superfluo, ma dopo una partita dal risultato così sfavorevole è importante guardarsi in faccia, ripercorrere il match e capire cosa è successo. Chiaramente il risultato è molto brutto da vedere, ma non bisogna farsi prendere dal panico: disperarsi non serve a niente, è importante capire cosa non è andato bene e ritornare a lavorare bene come abbiamo fatto finora”. Cosa non ha funzionato contro la Francia? “Sicuramente siamo mancati in alcune situazioni importanti. Ci è mancata la precisione nell’esecuzione, nella circolazione difensiva, in alcune fasi statiche dove di solito siamo molto precisi e domenica scorsa invece siamo mancati. Abbiamo avuto difficoltà anche a livello fisico, e riguardando la partita è parso ancora più evidente come questo abbia permesso alla Francia di esprimere tutte le sue qualità, e a quel punto diventa difficile fermarli”. Eppure l’Italia in alcuni tratti della partita è stata anche pericolosa. È mancata la continuità? “È stata una partita un po’ strana rispetto magari ad altre sconfitte. Anche se nel primo tempo abbiamo commesso degli errori che hanno reso difficile poi fermare i francesi, avevamo mostrato qualità. Se c’è una cosa sicura è che abbiamo approcciato la settimana nel migliore dei modi, la concentrazione è altissima e dobbiamo lavorare su tutto ciò che è in nostro controllo, preparando la nostra esecuzione nei minimi dettagli: chiaramente poi la domenica hai un avversario davanti, ma più cose saremo in grado di controllare più saremo performanti negli 80 minuti”. Come si affronta questa Inghilterra? “È una squadra matura, che ha fatto un percorso importante e che dopo un periodo di difficoltà ha raggiunto risultati importanti. Sono una squadra molto pragmatica, sanno quando usare il pallone, come mettere sotto pressione l’avversario con il gioco al piede per poi sfruttare le grandi qualità dei loro interpreti, primo tra tutti Marcus Smith. Sarà fondamentale l’aspetto del territorio e del gioco al piede, perché sono molto bravi a guadagnare campo attraverso i calci”. A proposito di interpreti, com’è battagliare in touche con Itoje? “È molto stimolante. Bisogna trovare sempre delle soluzioni diverse, è bello preparare delle partite contro avversari così forti perché ti spinge a cercare sempre qualcosa di nuovo, ad andare oltre. Lui è un giocatore molto ‘scomodo’ e competente in tutti gli aspetti del gioco: è forte in touche, in attacco, in difesa. Inoltre è molto forte nella difesa del drive, sa come ‘sporcare’ il gioco con la sua intelligenza rugbistica. Affrontare giocatori come lui è molto stimolante”.

Italia | 06/03/2025

Italia U20, la formazione per la sfida di Bath con l’Inghilterra

Dopo una settimana di stop, il Sei Nazioni U20 è pronto a tornare in campo con le gare del penultimo turno. L’Italia di coach Santamaria sarà di scena a Bath, dove venerdì 7 marzo, con calcio d’inizio alle 20.45 italiane e diretta su Sky Sport e Rai, sfiderà l’Inghilterra. Coach Santamaria e il suo staff hanno optato per una formazione in cui figurano diversi atleti Under 19. Lo stesso tecnico degli Azzurrini spiega così le scelte: “In settimana, dopo aver rivisto la partita con la Francia ci siamo concentrati su noi stessi. L’Inghilterra è una squadra forte, che avrà dalla sua anche il pubblico di casa. Dobbiamo capitalizzare le occasioni che avremo, essendo più cinici. I ragazzi hanno tanta voglia di riscatto: sarà una partita dura ma cerchiamo una reazione. Vogliamo una performance che ci soddisfi, contro un avversario fisico, che ha dominato in mischia fin qui e che ci metterà alla prova. Sarà un test molto probante per noi, un test che ci farà capire a che punto siamo e come vorremo proseguire nel nostro percorso”. Inghilterra v Italia sarà arbitrata dallo statunitense Lex Weiner. Gli assistenti saranno i gallesi Ben Breakspear e Mike English, mentre il TMO sarà gestito dallo scozzese Sam Grove-White. 15. Roberto Fasti (Rugby Casale)14. Alessandro Drago (Mogliano Veneto Rugby)13. Edoardo Todaro (Northampton Saints Academy)12. Jules Ducros (Montpellier Herault Rugby)11. Malik Faissal (Rugby Parma FC 1931)10. Pietro Celi (Livorno Rugby)9. Matteo Bellotto (Mogliano Veneto Rugby)8. Giacomo Milano (Capitano, Rugby Noceto FC)7. Nelson Casartelli (Rugby Paese)6. Carlo Antonio Bianchi (Unione Rugby Firenze)5. Enoch Opoku-Gyamfi (Bath Rugby Academy)4. Mattia Midena (Rugby Paese)3. Bruno Vallesi (Rugby Viadana 1970)2. Nicolò Michele Corvasce (SS Lazio Rugby 1927)1. Sergio Pelliccioli (Rugby Petrarca) A disposizione16. Giacomo Casiraghi (Biella Rugby)17. Gioele Boccato (Verona Rugby)18. Nicola Bolognini (Rugby Badia 1981)19. Pietro Melegari (Cus Torino)20. Simone Fardin (Rugby Casale)21. Tommaso Redondi (Verona Rugby)22. Niccolò Beni (Biarritz Olympique)23. Federico Zanandrea (Mogliano Veneto Rugby)Head Coach: Roberto Santamaria

Italia U20 maschile | 05/03/2025

Guinness Men’s Six Nations: la formazione dell’Inghilterra per la partita di Twickenham con l’Italia

Il CT dell’Inghilterra Maschile, Steve Borthwick, ha annunciato la formazione che domenica 9 marzo scenderà in campo a Twickenham l’Italia (calcio d’inizio alle 16:00, diretta su Sky Sport e simulcast in chiaro su Rai 2), nel quarto turno del Guinness Men’s Six Nations 2025La squadra sarà capitanata da Maro Itoje e vedrà tra i titolari Jamie George, pronto a celebrare il suo centesimo cap con la maglia della nazionale della rosa rossa. La formazione dell'Inghilterra per la sfida con l'Italia 15. Elliot Daly (Saracens, 71 caps)14. Tommy Freeman (Northampton Saints, 18 caps)13. Ollie Lawrence (Bath Rugby, 34 caps)12. Fraser Dingwall (Northampton Saints, 2 caps)11. Ollie Sleightholme (Northampton Saints, 7 caps)10. Fin Smith (Northampton Saints, 9 caps)9. Alex Mitchell (Northampton Saints, 21 caps)8. Tom Willis (Saracens, 4 caps)7. Ben Earl (Saracens, 40 caps)6. Tom Curry (Sale Sharks, 59 caps)5. Ollie Chessum (Leicester Tigers, 26 caps)4. Maro Itoje (Saracens, 91 caps) – Capitano3. Will Stuart (Bath Rugby, 48 caps)2. Jamie George (Saracens, 99 caps) 1. Ellis Genge (Bristol Bears, 69 caps)  Replacements: 16. Luke Cowan-Dickie (Sale Sharks, 47 caps)17. Fin Baxter (Harlequins, 8 caps)18. Joe Heyes (Leicester Tigers, 10 caps)19. Ted Hill (Bath Rugby, 3 caps)20. Chandler Cunningham-South (Harlequins, 13 caps)21. Ben Curry (Sale Sharks, 9 caps)22. Jack van Poortvliet (Leicester Tigers, 16 caps)23. Marcus Smith (Harlequins, 42 caps)

Nazionali | 05/03/2025

Sei Nazioni 2025: i precedenti tra Inghilterra e Italia

L’Italia torna a Twickenham, uno degli stadi più belli del rugby mondiale, per sfidare l’unico tabù rimasto nel Sei Nazioni: l’Inghilterra, l’unica squadra europea ancora mai battuta dagli Azzurri. La squadra di Quesada lo scorso anno ci è andata vicina, giocando un grande primo tempo e poi perdendo di misura 27-24, e ci riproverà quest’anno a Londra. I precedenti tra Inghilterra e Italia Inghilterra e Italia hanno giocato in totale 31 partite, tutte vinte dagli inglesi, anche se in teoria tra i precedenti ci sarebbe anche un pareggio per 15-15 in un match disputato a Roma nel 1986. Per quella partita, però, solo la Federazione Italiana Rugby riconobbe il “cap” quindi non è considerata tra gli incontri ufficiali. L’Italia ha segnato 380 punti all’Inghilterra, subendone 1224. Inghilterra-Italia si è giocata per 25 volte nel Sei Nazioni, per 3 volte alla Rugby World Cup, una volta durante le qualificazioni mondiali e in due test match. A Twickenham Il primo incontro ufficiale tra Inghilterra e Italia si è giocato proprio a Twickenham, nella Rugby World Cup 1991. In quell’occasione gli inglesi vinsero 36-6, ma si parlò moltissimo della prestazione degli Azzurri: coraggiosa per molti ma considerata “ostruzionistica” dalla stampa inglese. La prima volta a Londra al Sei Nazioni risale invece al 2001, una partita particolare con gli Azzurri che giocano un ottimo primo tempo, andando all’intervallo sotto 33-23 e poi cedono nella ripresa perdendo 80-23. Se per quanto riguarda Roma tutti ricordano l’epico match del 2012, quando sotto la neve gli Azzurri andarono vicinissimi al successo, perdendo in rimonta 19-15 dopo essere andati in vantaggio con le mete di Venditti e Benvenuti, a Twickenham gli Azzurri hanno più volte sfiorato il colpaccio, pur senza riuscirci. In particolare, i rimpianti per l’impresa sfiorata appartengono al 2013 e al 2017. Nella prima occasione l’Italia di Jacques Brunel replicò la grande prestazione dell’anno prima all’Olimpico: l’Inghilterra, in grande difficoltà, si affidò esclusivamente ai calci di Owen Farrell senza segnare alcuna meta, mentre gli Azzurri risposero con la meta di McLean ma sprecarono tante occasioni per il sorpasso, perdendo 18-11. Anche la partita del 2017, in qualche modo, rimarrà sempre nella storia del rugby azzurro per via della “fox”, una particolare strategia pensata da Conor O’Shea e dal suo staff, che sfruttava una zona grigia del regolamento dell’epoca: non entrando nei raggruppamenti non si formava la linea del fuorigioco, e i giocatori italiani erano quindi liberi di andare a mettere pressione oltre il raggruppamento. L’Italia chiuse il primo tempo in vantaggio, ma sprecò tutto subendo 2 mete nei primi 5 minuti nella ripresa, e pur accorciando le distanze con la meta di Campagnaro non riuscì più a recuperare su un’Inghilterra che dilagò negli ultimi 10 minuti per il 36-15 finale. Il giorno dopo, però, nessuno parlava del risultato, ma solo di come gli Azzurri avevano messo nel sacco l’Inghilterra. L’ultima sfida All’Olimpico, lo scorso anno, l’Italia è andata vicinissima alla vittoria, dominando il primo tempo e chiudendolo in vantaggio 17-14 con le mete di Alessandro Garbisi e Tommaso Allan, con l’Inghilterra che resta attaccata al punteggio grazie ai calci di Ford. Nella ripresa è la meta di Mitchell a cambiare le carte in tavola, con ancora Ford ad allungare il vantaggio. Nel finale la meta di Ioane regala il punto di bonus all’Italia, il primo contro l’Inghilterra nell’era del nuovo punteggio, per il 24-27 finale.

Italia | 05/03/2025

Italia Femminile, scelta la rosa delle Azzurre per il Guinness Women’s Six Nations 2025

FabIio Roselli, pronto all’esordio alla guida della Nazionale Femminile dell’Italia, ha comunicato una lista di 30 atlete che prenderanno parte all’edizione 2025 del Guinness Women’s Six Nations, che vedrà le Azzurre esordire in trasferta a York il 23 marzo, in casa delle campionesse in carica dell’Inghilterra.Quest’anno, il Sei Nazioni Femminile avrà una novità: tutte le partite del torneo saranno trasmesse da Sky Sport, ma quelle dell’Italia saranno trasmesse per la prima volta in simulcast e in chiaro sulle reti Rai. Lo staff tecnico della Nazionale Femminile comunicherà nei prossimi giorni la lista delle atlete convocate per il raduno in preparazione delle prime due gare del torneo. Coach Roselli, CT delle Azzurre dall’1 gennaio 2025, ha dichiarato: “Non vediamo l’ora di iniziare la preparazione al Sei Nazioni 2025. Tutti noi, staff e  atlete,  siamo entusiasti e vogliamo metterci subito al lavoro in vista dell’esordio del 23 marzo. Il nostro è un gruppo ampio, che terrà conto di tante atlete che non figurano in questa lista, ma che sono sicuro che come sempre potranno dare il loro importante contributo, soprattutto in un anno importante come questo, che ci vedrà impegnate nel Sei Nazioni e nella Coppa del Mondo. Questa Italia è una squadra che ha tanta voglia di raccontare sul campo la sua storia e di mostrare la sua identità, con l’obiettivo di emozionare”. La lista delle Atlete per il Guinness Women’s Six Nations 2025 AVANTIIlaria Arrighetti - Stade Rennais Rugby (62 caps)Giordana Duca - Valsugana Rugby Padova (52 Caps)Valeria Fedrighi - Rugby Colorno (58 caps)Giada Franco - Rugby Colorno (32 caps)Alessandra Frangipani - Villorba Rugby (11 caps)Elisa Giordano (Capitana) - Valsugana Rugby Padova (69 caps)Laura Gurioli - Villorba Rugby (13 caps)Isabella Locatelli - Rugby Colorno (51 caps)Gaia Maris - Valsugana Rugby Padova (32 caps)Alessia Pilani - Rugby Colorno (7 caps)Alissa Ranuccini - Rugby Colorno (10 caps)Sara Seye - Ealing Trailfinders (27 caps)Francesca Sgorbini - ASM Romagnat Rugby (28 caps)Emanuela Stecca - Villorba Rugby (13 caps)Sara Tounesi - Montpellier Herault Rugby (43 caps)Silvia Turani – Harlequins (37 caps)Vittoria Vecchini - Valsugana Rugby Padova (31 caps)Beatrice Veronese - Valsugana Rugby Padova (22 caps) TREQUARTI Alia Bitonci - Valsugana Rugby Padova (esordiente)Beatrice Capomaggi - Villorba Rugby (19 caps)Alyssa D’Incà - Villorba Rugby (26 caps)Francesca Granzotto - Unione Rugby Capitolina (16 caps)Veronica Madia - Rugby Colorno (52 caps)Sara Mannini - Rugby Colorno (4 caps)Aura Muzzo - Villorba Rugby (49 caps)Vittoria Ostuni Minuzzi - Valsugana Rugby Padova (37 caps)Beatrice Rigoni - Sale Sharks (79 caps)Michela Sillari - Valsugana Rugby Padova (87 caps)Sofia Stefan - Sale Sharks (91 caps)Emma Stevanin - Valsugana Rugby Padova (19 caps)

Italia Femminile | 05/03/2025

Italrugby, Lorenzo Cannone: “La disciplina contro l’Inghilterra sarà fondamentale”

Roma – Una giornata tipicamente primaverile ha fatto da sfondo all’allenamento mattutino della Nazionale Maschile che prosegue la preparazione verso il match contro l’Inghilterra in calendario domenica 9 marzo alle 16 italiane all’Allianz Twickenham Stadium, partita valida per la quarta giornata del Guinness Sei Nazioni 2025 che sarà trasmessa in diretta su Sky Sport Uno e in chiaro su Rai 2. Lavoro collettivo e poi diviso in reparti nel quartier generale romano dell’Italia – il Centro di Preparazione Olimpica “Giulio Onesti” – con il gruppo al completo a disposizione dello staff tecnico guidato da Gonzalo Quesada. Nel pomeriggio seduta di lavoro in palestra che chiude la giornata. “L’Inghilterra tende a rallentare molto i palloni e ne rubano tanti – ha dichiarato Lorenzo Cannone nell’incontro stampa odierno – sono primi nei turnover. Hanno giocatori di grandissima qualità, le loro terze linee sono molto dinamiche e le trovi sempre in giro per il campo. Dovremo provare ad anticiparli quanto più possibile”. “Loro giocano molto sulla linea, alcune volte mettono le mani in ruck mentre altre volte rimangono sullo spazio. Hanno tanti modi per cercare di recuperare il pallone e dovremo essere molto attenti alla disciplina che sarà un aspetto fondamentale” ha sottolineato la terza linea azzurra. La giornata di mercoledì 5 marzo sarà libera da impegni sportivi con il gruppo che riprenderà gli allenamenti nella mattina di giovedì 6 marzo. La formazione dell’Italia sarà ufficializzata venerdì 7 marzo alle 13.30, mentre la partenza per l’Inghilterra è in calendario nel pomeriggio con arrivo all’aeroporto di Heathrow alle 18.10 locali. I giornataScozia v Italia 31-19 II giornataItalia v Galles 22-15 III giornataItalia v Francia 24-73 IV giornata09.03.25 – ore 16.00Inghilterra v Italia – Allianz Twickenham Stadium V giornata15.03.25 – ore 15.15Italia v Irlanda – Roma, Stadio Olimpico

Italia | 04/03/2025