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Giada Franco: “Che bello tornare, dell’Italia mi mancava tutto. La prima con l’Inghilterra? Una sfida per tutte”
Era il 55’ di Italia-Galles, 29 aprile 2023: Giada Franco è costretta ad abbandonare il campo per un infortunio al ginocchio. È l’inizio di un percorso lunghissimo che la tiene lontana dai campi per oltre un anno: poi il ritorno con la maglia di Colorno, e adesso la convocazione in Nazionale, per tornare a sognare quella maglia azzurra che non indossa da due anni. Adesso, Giada Franco è felice: “Sto molto bene, sono contenta e felice di essere in raduno, è una delle cose che mi sono mancate di più. Stare insieme alle ragazze, vivere con loro la preparazione alle partite, lavorare sul campo, fuori, è tutto speciale. Mi è mancato tutto questo”. Quali sono state le difficoltà principali di questi due anni? “Oltre ai problemi fisici, che ovviamente sono l’aspetto principale quando si ha un infortunio, ha inciso molto anche il fattore mentale. Quando il tuo corpo non riesce a fare ciò che la tua mente vorrebbe è sempre frustrante, ti mette molto in difficoltà. Adesso, però, sono fiera di me stessa ed essere tornata in raduno per me vuol dire già tanto”. Sei sempre stata convinta di riuscire a tornare? “No, ho avuto davvero paura di non poter tornare più in campo. E per questo devo ringraziare tantissimo tutte le persone che mi hanno seguita in questi due anni, come i fisioterapisti e i preparatori. Non mi sono affidata a un mental coach ma col senno di poi avrei dovuto (ride, ndr)”. Tornando al campo, che aria si respira in raduno? “Il clima è molto positivo, c’è davvero tanto entusiasmo. Abbiamo voglia di ricominciare e il nuovo coach (Fabio Roselli, ndr) ha portato nuovi stimoli. Siamo un gruppo che ha voglia di imparare ancora, di mettersi in gioco, di migliorare e di scendere in campo”. Quali sono gli obiettivi per questo Sei Nazioni? “Stiamo iniziando a costruire quello che sarà un anno molto impegnativo, con la Rugby World Cup ad agosto e settembre, e ovviamente il nostro obiettivo è quello di performare al meglio in tutte le 5 partite, perché parliamo di uno dei tornei più importanti del mondo. Tutti vorrebbero giocare il Sei Nazioni e vogliamo farlo al meglio. Per ora il focus è sulla performance: trovare la nostra strada su come vogliamo giocare, i risultati poi verranno come conseguenza delle prestazioni”. Com’è iniziare con l’Inghilterra? Meglio trovarla prima o dopo? “Personalmente credo che iniziare con l’Inghilterra sia una bella sfida. Sono le migliori al mondo, le conosciamo bene e sappiamo quanto siano pericolose in tutti gli aspetti del gioco. Affrontarle subito è un modo per riadattarci subito al livello internazionale, e poi come tutte le squadre anche loro alla prima partita non avranno ancora tutti gli automatismi rodati come potrebbero esserlo in seguito, e affrontando una squadra così strutturata penso possa essere un aiuto”.
Italia Femminile | 19/03/2025
Italia femminile: un bel mix di esperienza e giovani talenti. L’analisi delle convocate per il Sei Nazioni 2025
Sono 34 le azzurre scelte dal nuovo capo allenatore dell’Italia femminile, Fabio Roselli, per affrontare il Sei Nazioni 2025, primo importante obiettivo stagionale delle Azzurre, che esordiranno domenica 23 contro l’Inghilterra (diretta Rai/Sky). Coach Roselli, ex Zebre e Italia maschile under 20, ha scelto 20 avanti e 14 trequarti, potendo contare su tante giocatrici in grado di coprire più ruoli, con la possibilità di variare le carte in tavola a seconda della partita. Le avanti Davanti c’è la conferma di Silvia Turani, la più esperta delle prime linee: dovrebbe giocare a sinistra, ma all’occorrenza può coprire tutti i ruoli della prima linea. A sinistra possibilità anche per Gaia Maris, sempre presente nel gruppo azzurro, con Emanuela Stecca a disposizione del tecnico. A destra c’è l’ormai rodata Sara Seye, con le giovani Alessia Pilani e Vittoria Zanette a giocarsi l’altro posto in lista gara. Per quanto riguarda la maglia numero 2, il tecnico ha confermato Vittoria Vecchini e Laura Gurioli, aggiungendo però la possibile esordiente Desiree Spinelli del Benetton Treviso. Per quanto riguarda la seconda e la terza linea, Roselli avrà ha disposizione tante giocatrici intercambiabili, e la concorrenza nel ruolo sarà agguerritissima. In seconda il tecnico può contare sulla furia di Sara Tounesi, sull’esperienza di Fedrighi e Duca e sulla duttilità di Frangipani e Locatelli, che all’occorrenza possono giocare anche in terza linea, così come fatto spesso da Tounesi nelle ultime due stagioni. In terza si registra anche il grande ritorno di Giada Franco, lontana dalla maglia azzurra per quasi due anni a causa di un grave infortunio. Presente ovviamente la capitana Elisa Giordano, con l’esperta Arrighetti e la confermatissima Sgorbini, mentre tornano in azzurro Alissa Ranuccini e Beatrice Veronese. La mediana Dietro Sofia Stefan, come sempre confermata nel gruppo azzurro, Fabio Roselli potrà scegliere tra la possibile esordiente Alia Bitonci – che si è già messa in luce in under 20 – e l’utility back Francesca Granzotto, che può giocare numero 9 ma che potrebbe essere impiegata principalmente nel triangolo allargato. Per la maglia numero 10 invece ci sarà ancora una volta un ballottaggio tra Veronica Madia ed Emma Stevanin. Le trequarti Il reparto arretrato delle azzurre alterna la grande esperienza di giocatrici esperte a giovani esordienti o quasi. Dietro la coppia di centri Rigoni-Sillari scalpita Sara Mannini (già tra le migliori nel WXV 2024) e le possibili esordienti Aggio – che può fare anche l’ala – e Corradini. Alyssa D’Incà può fare sia il centro che l’ala, ma è più probabile vederla nel triangolo allargato, dove ci saranno anche Vittoria Ostuni Minuzzi (principalmente estremo), Aura Muzzo (ala), Beatrice Capomaggi (estremo) e la già citata Granzotto, che può coprire praticamente tutti i ruoli dal 9 al 15. Le convocate dell’Italia per il Sei Nazioni femminile 2025 PiloniGaia MARIS (Valsugana Rugby Padova, 32 caps)Alessia PILANI (Rugby Colorno, 7 caps)Sara SEYE (Ealing Trailfinders, 27 caps)Emanuela STECCA (Villorba Rugby, 13 caps)Silvia TURANI (Harlequins, 37 caps)Vittoria ZANETTE (LOU Rugby, 1 cap) TallonatriciLaura GURIOLI (Villorba Rugby, 13 caps)Desiree SPINELLI (Benetton Rugby Treviso, esordiente)Vittoria VECCHINI (Valsugana Rugby Padova, 31 caps) Seconde lineeGiordana DUCA (Valsugana Rugby Padova, 52 caps)Valeria FEDRIGHI (Rugby Colorno, 58 caps)Alessandra FRANGIPANI (Villorba Rugby, 11 caps)Isabella LOCATELLI (Rugby Colorno, 51 caps)Sara TOUNESI (Montpellier Herault Rugby, 43 caps) Terze lineeIlaria ARRIGHETTI – Stade Rennais Rugby (62 caps)Giada FRANCO (Rugby Colorno, 32 caps)Elisa GIORDANO (Valsugana Rugby Padova, 69 caps) – CapitanaAlissa RANUCCINI – Rugby Colorno (10 caps)Francesca SGORBINI (ASM Romagnat Rugby, 28 caps)Beatrice VERONESE (Valsugana Rugby Padova, 22 caps) Mediane di mischiaAlia BITONCI (Valsugana Rugby Padova, esordiente)Sofia STEFAN (Sale Sharks, 91 caps) Mediane di aperturaVeronica MADIA (Rugby Colorno, 52 caps)Emma STEVANIN (Valsugana Rugby Padova, 19 caps) CentriNatascia AGGIO (Valsugana Rugby Padova, esordiente)Giada CORRADINI (Rugby Colorno, esordiente)Sara MANNINI (Rugby Colorno, 4 caps)Beatrice RIGONI (Sale Sharks, 79 caps)Michela SILLARI (Valsugana Rugby Padova, 87 caps) Ali/estremiBeatrice CAPOMAGGI (Villorba Rugby, 19 caps)Alyssa D’INCA’ (Villorba Rugby, 26 caps)Francesca GRANZOTTO (Unione Rugby Capitolina, 16 caps)Aura MUZZO (Villorba Rugby, 49 caps)Vittoria OSTUNI MINUZZI (Valsugana Rugby Padova, 37 caps)
Italia Femminile | 19/03/2025
Ritorno dei Festival Under 18 del Sei Nazioni per il 2025: una piattaforma di sviluppo fondamentale per il rugby femminile e maschile
I Festival Under 18 del Sei Nazioni tornano nel 2025, con il Wellington College in Inghilterra a ospitare il Festival Femminile dal 11 al 19 aprile e Vichy in Francia come palcoscenico per il Festival Maschile, che si terrà dal 10 al 18 aprile. I Festival rappresentano una piattaforma di sviluppo cruciale per il rugby femminile e maschile, offrendo ai giovani giocatori, allenatori e ufficiali di gara l’opportunità di acquisire esperienza internazionale, condividere conoscenze tra le squadre e vivere un ambiente competitivo ad alte prestazioni. I Festival Under 18 sono anche un trampolino di lancio fondamentale per intraprendere o proseguire il percorso nel rugby, che porta al livello Under 20 e apre la strada per seguire le orme di chi brilla sui palcoscenici del Sei Nazioni a livello senior. Il Festival Maschile di quest’anno vedrà la partecipazione di Georgia e Spagna, come parte dell’impegno continuo per utilizzare questa piattaforma a supporto delle nazioni emergenti e promuovere lo sviluppo del gioco a livello globale. Oltre all’azione sul campo, i Festival stanno attirando l'attenzione dei tifosi, con 2.000 nuovi iscritti al canale YouTube del Sei Nazioni U20, che ha trasmesso i Festival lo scorso anno, generando quasi 3 milioni di impressioni. Il canale offrirà anche quest’anno l'accesso ai Festival, oltre a contenuti dedicati e copertura sui canali social di Six Nations Rugby. Con la crescita anno dopo anno del Guinness Women’s Six Nations e l'inizio di un anno di grande rilevanza per il rugby femminile con il campionato 2025, il Festival Femminile Under 18 rappresenta un punto chiave nel percorso di sviluppo per le giovani giocatrici, ispirate dai successi delle atlete senior che si esibiscono nel Women’s Championship. Per il Festival Femminile al Wellington College, ogni squadra giocherà un totale di cinque partite. Le giornate di gara 1 e 2 prevederanno match da 35 minuti, con 12 partite in programma in questi giorni. Nella Giornata 3, ogni squadra giocherà una partita da 70 minuti. L’ingresso per tutte e tre le giornate sarà gratuito. Il Festival Maschile, che si terrà a Vichy, sede della squadra di Fédérale 3 RC Vichy, presso lo Stade Municipal Louis Darragon, prevede tre giornate di gara: giovedì 10, lunedì 14 e venerdì 18 aprile, con ciascuna squadra che giocherà tre partite da 70 minuti. Nel 2024, i Festival Under 18 del Sei Nazioni hanno visto la partecipazione di oltre 380 giocatori e più di 120 allenatori e membri dello staff, con l’edizione del 2025 che punta a costruire sullo slancio generato dagli eventi precedenti. L’impatto dei Festival va ben oltre il campo. Dal 2018, oltre 280 giocatori sono passati dai Festival Under 18 al Sei Nazioni Under 20, dimostrando che questi eventi sono un trampolino di lancio cruciale per i giovani talenti. Julie Paterson, Chief of Rugby di Six Nations Rugby, ha commentato:"I Festival Under 18 del Sei Nazioni sono una piattaforma di sviluppo di enorme importanza per giocatori, allenatori, staff di supporto e ufficiali di gara. I Festival si sono affermati nel calendario, creando chiarezza e coerenza per quanto riguarda le opportunità di acquisire esperienza internazionale di valore. Con la Georgia e la Spagna che porteranno il loro stile unico e la loro energia al Festival Maschile quest’anno, si aggiunge una nuova dimensione alla competizione, dimostrando la collaborazione tra le nazioni per supportare lo sviluppo e alzare il livello complessivo del gioco. I Festival offrono un'esperienza internazionale di rugby unica, e un grande ringraziamento va alla FFR e alla RFU per ospitare i Festival di quest’anno.” I tifosi possono assistere a ciascuno dei festival in Inghilterra e Francia, con accesso gratuito per l’evento femminile, e biglietti disponibili per tutte e tre le giornate del Festival maschile, al prezzo di 10€ per una giornata di gara o 20€ per tutte e tre le giornate.
Italia U18 | 19/03/2025
Linee di Meta: Francesca e Pierluigi Sgorbini
Pesaro, Bologna, Colorno e Clermont: sono le quattro tappe del viaggio di Francesca Sgorbini, partita dalla “spiaggia dei rugbisti” di Fano, attratta da dei bambini che giocavano con una palla ovale, e arrivata fino alla Nazionale Italiana e a conquistare un campionato italiano e uno francese. Alle Formiche Rugby Pesaro, dove tutto è cominciato, Sgorbini ha continuato ad allenarsi anche durante un primo periodo di stop forzato, e anche durante la stagione al Rugby Bologna - una delle più belle e impegnative della sua carriera, anche a causa della distanza – completava gli allenamenti nella sua città Natale. Poi è arrivato Colorno, la squadra del grande salto, dello scudetto e di un’ambiente che l’ha formata ad alti livelli, fino al trasferimento al Romagnat di Clermont dove ha vinto anche il campionato francese. Un viaggio lunghissimo, impegnativo, che però Francesca ha vissuto con il supporto di una bellissima famiglia alle spalle, una famiglia che in questo caso è stata davvero il 16esimo uomo in campo. Gli inizi: la spiaggia, il volley e le Formiche Pesaro Francesca Sgorbini ha scoperto il rugby per caso, a 6 anni, in vacanza a Fano: “Andavamo al mare lì, vicino alla cosiddetta ‘spiaggia dei rugbisti’, dove vedevo sempre dei bambini giocare a rugby. Ho cominciato a giocare con loro, mi sono appassionata e alla fine dell’estate ho chiesto ai miei genitori di poter iniziare. All’inizio i miei genitori, soprattutto mia madre, erano un po’ titubanti, però io ero convinta. Faccio il primo allenamento con le Formiche Rugby Pesaro sotto il diluvio, nel fango, e quando finisco mamma mi chiede ‘non ti è piaciuto, vero?’. E invece rispondo che è la cosa più bella del mondo”. “Da lì non ha più smesso, anche se contemporaneamente continuava a giocare a pallavolo” racconta papà Pier Luigi: “Poi a 12 anni, quando non ci sono più le squadre miste, ha dovuto smettere per un periodo perché a Pesaro non c’era la squadra femminile. Nonostante questo ha comunque continuato ad allenarsi con i ragazzi, pur senza poter giocare, mentre scendeva in campo nel volley. A un certo punto, però, ha fatto una scelta chiara: mi disse ‘babbo, voglio giocare a rugby’, e a quel punto ho cominciato a cercare in giro quali squadre potessero avere un’under 16 femminile, e siamo andati a Bologna, dove ci ha accolti il responsabile del settore giovanile Lucio Bini, una grande persona. Ricordo il primo viaggio, 150 km di macchina con una coda infinita, ma ne è valsa la pena. A Bologna abbiamo trovato una squadra meravigliosa dove abbiamo davvero respirato l’essenza del rugby giocato, del divertimento e della famiglia. Proprio per questo ci tengo a ricordare l’allenatore di quella squadra, Marco Minardi, che è scomparso troppo presto in un incidente stradale. Una persona stupenda”. Bologna e Colorno: le gioie, le difficoltà e il sogno che si avvera Non è stato un anno facile, considerando la distanza da Pesaro, ma Francesca Sgorbini voleva giocare a rugby a tutti i costi e ci è riuscita. Racconta papà Pier: “La mattina andava a scuola, poi la accompagnavamo in stazione, si allenava e la riaccompagnavano alla stazione per tornare a casa, arrivava alle 11 di sera. Faceva un allenamento a settimana lì oltre alle partite, e per il resto della settimana si allenava con i ragazzi del Rugby Pesaro, che quindi ha avuto un ruolo importantissimo anche in questo periodo particolare”. In quel periodo il sostegno della famiglia è stato fondamentale, come sempre nel corso della carriera di Francesca, che racconta: “Quando si è giovani il supporto dei genitori è fondamentale, quando a 12 anni sono stata costretta a smettere per un periodo ho vissuto una fase complicata, anche perché era da poco scomparsa mia nonna, e avere una famiglia così unita è stato fondamentale. Quando ho sentito il bisogno di dedicarmi solo al rugby sono stati importantissimi. A Bologna è stata dura perché tornavo la sera alle 11, ma mi piaceva tantissimo: quando andavo in campo riuscivo a liberarmi e ad essere felice”. A Bologna, oltre a vivere un’esperienza stupenda, Sgorbini dimostra anche di avere le carte in regola per andare avanti: “Dopo questo bellissimo anno – racconta Pier Luigi – il profilo di Francesca ha cominciato a destare interesse, e abbiamo cominciato a capire dove potesse continuare il suo percorso. In questo frangente siamo stati aiutati da due persone importanti: Ruben Reggiani, un fotografo che veniva spesso a vedere le partite, e all’attuale consigliera Erika Morri. Secondo loro Colorno poteva essere il posto giusto per proseguire, e dopo il solito viaggio della speranza in macchina (ride, ndr) abbiamo incontrato il presidente Ivano Iemmi e l’allenatore del Colorno femminile Christian Prestera, altre due persone importanti nella crescita di Francesca. Proprio coach Prestera dopo un triangolare con Villorba e Valsugana mi disse ‘Francesca può arrivare ad ottimi livelli’. A Parma è andata a vivere in collegio, dove ha continuato a studiare: anche lì non è stato tutto facile, ma è diventata subito titolare e quell’anno Colorno vinse lo scudetto”. Un altro elemento fondamentale per arrivare a Colorno, come racconta Francesca, fu Nicola Boccarossa: “Lui giocava a Colorno e veniva da Pesaro, fu lui a mettermi in contatto con la società. Poi c’è stato il solito viaggio in macchina e da lì è cominciato tutto. Era un sogno perché a 16 anni mi sono trovata a contatto tutti i giorni con ragazze che giocavano già in Nazionale, e poi stavo andando a vivere fuori di casa per giocare a rugby, per inseguire il mio sogno”. Veder andar via di casa una figlia così presto, a 16 anni, non è una cosa da poco, ma su questo aspetto Pier Luigi Sgorbini è sempre stato convinto: “Non è stato facile, sicuramente, ma in famiglia abbiamo sempre cercato di dare questo imprinting sia a Francesca sia a Luca, suo fratello. Abbiamo sempre voluto che facesse ciò che riteneva fosse meglio per lei, non abbiamo mai voluto forzarla: ovviamente siamo stati sempre presenti alle partite, anche in trasferta, facendo viaggi lunghi, ma comunque è stato giusto che facesse la sua vita e il suo percorso, senza sostituirci alle sue scelte ma seguendola e aiutandola”. Ricorda Francesca: “È stata tosta, perché comunque mi sono trovata a vivere da sola a 16 anni, soprattutto il primo anno sentivo molto la mancanza della mia famiglia. Però i miei genitori ci sono sempre stati, anche in trasferta. Ricordo una partita in veneto in cui c’era un solo spettatore: mio padre. Era venuto fin lì per me. Così come mio nonno, il padre di mio padre, veniva con lui per seguirmi. E poi ovviamente non si può prescindere dal sostegno economico che mi hanno dato per poter stare fuori, hanno creduto nel mio sogno e una delle cose più belle è proprio essere riuscita a ripagare la loro fiducia”. Verso la Francia: Romagnat Dopo lo scudetto con Colorno è arrivato l’ultimo e deciso passo avanti, quello verso la Francia. Racconta Francesca: “I miei genitori mi hanno sempre lasciato molto libera. Fino a quel momento però avevo vissuto tutto con l’incoscienza di chi è giovane. Non mi rendevo davvero conto di quello che stava succedendo: alla fine andavo a scuola e poi giocavo a rugby, quello che mi piaceva. Quando poi c’è stato il passaggio successivo, con il trasferimento al Romagnat di Clermont, credo di aver preso realmente consapevolezza di quello che stavo vivendo. Quando mio padre mi accompagnò in aeroporto ho cominciato a sentire un po’ di ansia: stavo andando in un posto completamente nuovo, senza conoscere la lingua. Non ho visto spesso mio padre piangere, ma quel giorno anche lui aveva le lacrime agli occhi, lì mi sono reso conto della portata di ciò che stavo facendo, ma anche lì lui continuava a ripetermi che sarebbe andato tutto bene, lo ha sempre fatto. Anche lì, comunque, sono sempre stati presenti: ricordo i tanti viaggi in macchina di mamma e papà per venire a vedermi e a salutarmi. Ci sono stati momenti duri per me e anche per loro, e mi riferisco agli infortuni più gravi che ho avuto, e penso sia complicato per un genitore vedere una figlia che sta male, che soffre e che è anche lontanissima da casa. Mi hanno sempre spinto a dare il massimo, ad avere coraggio e a non tirarmi mai indietro anche in questi periodi: mi sono sempre stati vicini anche da lontano, anche con dei piccoli pensieri come potevano essere un uovo di Pasqua o un regalino. Non li ringrazierò mai abbastanza”.
dalla base | 19/03/2025
Nicotera e Vintcent, i procedimenti disciplinari per i due Azzurri
Gli atleti della Nazionale Italiana Maschile Giacomo Nicotera e Rosa Vintcent sono comparsi davanti a una commissione disciplinare indipendente a seguito dei cartellini rossi loro comminati in occasione della quinta e ultima giornata del Guinness Sei Nazioni 2025. Di seguito l’esito delle udienze disciplinari:Il numero 16 italiano, Giacomo Nicotera, è comparso davanti a una Commissione disciplinare indipendente questo pomeriggio tramite collegamento video dopo aver ricevuto un cartellino rosso per un atto di gioco scorretto contrario alla Legge 9.20 (a) nella partita tra Italia e Irlanda di sabato 15 marzo 2025. La Commissione disciplinare indipendente era presieduta da Simon Thomas (Galles), affiancato dall'ex giocatore internazionale Martyn Wood (Inghilterra) e dall'ex arbitro Val Toma (Romania). La Commissione disciplinare ha confermato il cartellino rosso emesso al giocatore e, applicando le disposizioni sanzionatorie di World Rugby, ha stabilito che il punto di ingresso intermedio di sei settimane/partite era appropriato. La Commissione ha applicato fattori attenuanti riducendo di due settimane il punto di ingresso da sei settimane, riducendo così la sanzione finale a quattro settimane/partite. La sospensione riguarderà le seguenti partite:22 marzo 2025 – Stade Francais vs Bayonne, Top 1429 marzo 2025 – Montpellier vs Stade, Top 1419/20 aprile 2025 – Stade Francais vs Tolosa, Top 1426/27 aprile 2025 – Racing 92 vs Stade Francais, Top 14 Il numero 21 dell'Italia, Ross Vintcent, è comparso davanti a un comitato disciplinare indipendente questo pomeriggio tramite collegamento video dopo aver ricevuto un cartellino rosso per un atto di gioco scorretto contrario alla regola 9.13 nella partita tra Italia e Irlanda di sabato 15 marzo 2025. Il comitato disciplinare indipendente era presieduto da Simon Thomas (Galles), affiancato dall'ex giocatore internazionale Martyn Wood (Inghilterra) e dall'ex arbitro Val Toma (Romania). Il Comitato disciplinare ha confermato il cartellino rosso emesso al giocatore e, applicando le disposizioni sanzionatorie di World Rugby, ha stabilito che il punto di ingresso intermedio di sei settimane/partite era appropriato. Alla luce del fatto che il giocatore ha ammesso di aver commesso un atto di gioco scorretto come anche altri fattori attenuanti, e’ stata applicata la riduzione completa del 50% della sanzione, riducendo così la sanzione finale a tre settimane/partite La sospensione riguarderà le seguenti partite:22 marzo 2025 – Bristol Bears contro Exeter Chiefs, Premiership29 marzo 2025 – Exeter Chiefs contro Newcastle Falcons, Premiership19 aprile 2025 – Exeter Chiefs contro Bath Rugby, Premiership* * Al giocatore è stato inoltre concesso il permesso di presentare domanda per partecipare al Coaching Intervention Programme di World Rugby per sostituire la partita finale della sua sanzione, che mira a modificare tecniche specifiche e problemi tecnici che hanno contribuito al fallo di gioco. Ulteriori informazioni sono disponibili qui.
Italia | 19/03/2025
Italia: una difesa da perfezionare e un attacco che dà fiducia. L’analisi del Sei Nazioni degli Azzurri
L’Italia ha chiuso il Sei Nazioni 2025 al quinto posto con una vittoria, 4 sconfitte e 5 punti, maturati dal successo contro il Galles e dal bonus conquistato contro l’Irlanda. Gli Azzurri hanno quindi confermato il piazzamento del 2024, pur con qualche punto in meno, rimanendo per il secondo anno di fila davanti al Galles (battendolo nello scontro diretto per la terza volta in quattro anni) e – pur in un torneo tra alti e bassi – confermando di poter essere una squadra pericolosa per tutte le avversarie. Le novità in attacco L’Italia ha giocato un Sei Nazioni in crescendo soprattutto dal punto di vista dell’attacco. La squadra di Quesada non era riuscita ad esprimersi al meglio contro la Scozia, poi con il Galles è stata costretta a cambiare piano di gioco all’ultimo momento a causa del maltempo, giocando una partita di grande carattere nonostante le condizioni poco favorevoli. Contro Francia, Inghilterra e Irlanda però si sono visti i lanci di gioco su cui Quesada puntava tantissimo e hanno portato a un grande miglioramento della pericolosità offensiva degli Azzurri, con giocatori come Menoncello e Capuozzo sempre protagonisti e un Monty Ioane che si è calato bene nel ruolo di “disturbatore”, andando a disturbare la ricezione degli avversari sui calci dalla base e sugli un&under. Le difficoltà nei secondi tempi D’altro canto, il problema principale del Sei Nazioni dell’Italia è stato la difesa, in particolare nel secondo tempo. Gli Azzurri hanno sempre giocato delle prime frazioni di livello, tenendo testa ai ritmi folli imposti da Scozia e Francia, dominando il Galles e giocando alla pari con Inghilterra e Irlanda. Gli errori commessi nella ripresa, però, sono costati tanto in termini di punteggio, con Francia e Inghilterra che nel secondo tempo hanno preso il largo sfruttando ogni minimo errore degli Azzurri e chiudendo con dei distacchi anche eccessivi rispetto al valore mostrato dall’Italia in questo Sei Nazioni. Proprio le difficoltà nel secondo tempo hanno impedito all’Italia di conquistare più punti di quanti ne ha effettivamente ottenuti, considerando che gli Azzurri sono andati vicini al bonus difensivo con la Scozia e a una sola meta da quello offensivo con Francia e Inghilterra. Alla fine, anche le statistiche confermano l’Italia come quinta forza del torneo, essendo quinta anche per numero di punti fatti (106) e per numero di punti subiti (188). Gioco al piede Tra i miglioramenti principali, va sicuramente registrato quello nel gioco al piede. L’Italia è la seconda squadra del torneo per numero di calci (160 contro i 183 dell’Inghilterra) e spesso è riuscita a vincere la battaglia aerea o a mettere pressione ai ricevitori, in particolare contro Galles e Irlanda. Inoltre, grazie soprattutto alla precisione di Tommaso Allan, l’Italia è stata la seconda squadra del Sei Nazioni (dietro all’Inghilterra) per percentuale di riuscita nei piazzati, comprese le trasformazioni: gli Azzurri hanno piazzato con l’81.48% di efficacia. Crescita e continuità In questo senso, proprio nell’ultima partita contro l’Irlanda si è registrata la crescita che serviva, con l’Italia che non solo è riuscita a fare il suo gioco per 80 minuti (pur avendone giocati 30 con un uomo in meno) ma che è anche cresciuta nel finale di partita, accorciando con la meta di Varney e attaccando nel finale alla ricerca della meta del pareggio e del possibile sorpasso. Esattamente quello che serviva a Quesada e al suo staff per impostare al meglio il prosieguo del 2025, nonostante la palpabile delusione per una vittoria che a un certo punto sembrava alla portata, come dichiarato dal tecnico stesso. Proprio sulla continuità gli Azzurri dovranno continuare a lavorare: ad esempio, la percentuale di efficacia nei placcaggi è tutto sommato buona (85.52%, quarta nel torneo) ma è stata condizionata dai secondi tempi contro Francia e Inghilterra, altrimenti sarebbe stata ancora più alta. Infatti, l’Italia è la formazione che ha effettuato più placcaggi nel Sei Nazioni 2025 (839) ma anche quella che ne ha sbagliati di più (142)
Italia | 18/03/2025
Il Guinness Women’s Six Nations 2025 lanciato alla stampa italiana al Macron Campus di Bologna: “Un torneo importante e una sfida da affrontare con determinazione”
L’edizione 2025 del Guinness Women’s Six Nations, che per l’Italia prenderà il via alle 16 di domenica 23 marzo a York contro l’Inghilterra campionessa in carica, è stata lanciata ufficialmente alla stampa nazionale stamattina, nella Sala dei Sogni del Macron Campus di Bologna, alla presenza della Vice Capitana Sofia Stefan, del CT Fabio Roselli, dei vertici federali e dei rappresentanti di sponsor e partner. Il CEO di Macron, Gianluca Pavanello, padrone di casa dell’evento, ha così commentato la scelta di collaborare per la presentazione del Sei Nazioni Femminile: “Il Macron Campus è la casa di tutti gli sport, e il rugby rappresenta una grande fetta della nostra storia passata, presente e futura. Siamo felici di ospitare la Nazionale Femminile alla vigilia di una nuova stimolante avventura in un torneo così prestigioso, nel quale le atlete azzurre si sono sempre rese protagoniste di eccellenti prestazioni. Macron e Nazionale femminile sono due storie strettamente legate all’Emilia-Romagna e questo rende ancora più speciale questo incontro”. La Vice Presidente FIR, Antonella Gualandri, ha dichiarato: "Non vediamo l'ora di fare il tifo per la nostra Nazionale Femminile in questo Sei Nazioni. Le Azzurre stanno lavorando duramente per arrivare al meglio e per farci emozionare. Grazie a Macron per aver ospitato questo evento di lancio e per tutto il supporto. Siamo felici si poter presentare l'edizione del 2025 del Sei Nazioni in Emilia-Romagna, poco distante da Parma, dove l'Italia gioca le sue gare interne, segno di una collaborazione strategica, in coerenza con le progettualità federali. In un anno importante come questo, che per le Azzurre porterà anche alla Coppa del Mondo, questo assume ancor più significato. Voglio ringraziare anche il nostro main sponsor Vittoria Assicurazioni per la collaborazione e il sostegno in un cammino strategico e denso di significato come quello verso l'empowerment femminile: il Vittoria for Women Beach Tour rappresenta in questo senso un progetto virtuoso che porta il rugby dagli appassionati e che dimostra la varietà di possibilità esplorabili con un pallone ovale tra le mani. Grazie ai nostri broadcasters: Sky, che da anni segue la Nazionale Femminile, con una copertura sempre crescente, e Rai, che quest'anno per la prima volta trasmetterà in chiaro le gare delle Azzurre nel Sei Nazioni. Questa attenzione da parte di entrambi agevola lo sviluppo del Movimento e porta il rugby in tutte le case degli appassionati". Luciano Chillemi, Responsabile Comunicazione Istituzionale e Customer Care di Vittoria Assicurazioni, ha voluto annunciare il proseguimento del Vittoria For Women Tour, che sarà in programma anche nell’estate 2025, ma non senza prima dimostrare vicinanza alla Nazionale Femminile: “Essere al fianco della Nazionale Femminile per noi non rappresenta solo la riconferma della solidità della collaborazione tra Vittoria e la FIR, ma anche il serio impegno assunto dalla Compagnia a favore delle donne. Una responsabilità che in questi anni, insieme alla Federazione, si è sviluppata non solo nel pieno sostegno alle giocatrici, ma anche in una serie di azioni volte a sensibilizzare l’opinione pubblica sul tema della prevenzione legata in particolare alle malattie oncologiche femminili. Un’attenzione che si rinnova di anno in anno e che trova la sua massima espressione nel Vittoria for Women Tour che quest’anno compie tre anni”. Giammaria Manghi, Coordinatore delle Politiche Sportive della Regione Emilia-Romagna, ha voluto rinnovare il supporto della Regione che ospita le Azzurre: “Il progetto Sport Valley rende l’Emilia-Romagna casa dello sport. Il rugby non fa eccezione: in questo senso, siamo orgogliosi che uno dei più prestigiosi tornei al mondo, il Sei Nazioni, si disputi allo Stadio Lanfranchi di Parma e che le atlete e lo staff della Nazionale Femminile trovino nel nostro territorio l’accoglienza e le strutture per lavorare in serenità e per rincorrere sogni e obiettivi di altissimo profilo. Non vediamo l’ora che arrivi il 30 marzo per assistere alla prima gara casalinga delle nostre Azzurre, per cui, sono certo, il tifo non mancherà”. Silvia Pizzati, Consigliera Federale ed ex Azzurra, ha dichiarato: “La visione strategica di FIR, volta alla crescita del movimento femminile, si articola anche attraverso diverse iniziative a sostegno delle atlete. Quest’anno avremo due Azzurre che si laureeranno durante il Sei Nazioni e questo ci rende pieni di orgoglio, anche in considerazione del fatto che sono entrambe atlete contrattualizzate da FIR. In questo senso, poter ridurre il carico di pressione delle atlete, con una contrattualizzazione centralizzata, è sicuramente un passo in avanti che può significare molto. Il Sei Nazioni, specie nell’anno della Coppa del Mondo, può essere un grande volano di crescita, sospinto anche dalla trasmissione su due broadcaster prestigiosissimi quali Sky e Rai”. Passando agli aspetti sportivi: il CT Fabio Roselli ha voluto fare il quadro, a due mesi dalla sua nomina alla guida della Nazionale Femminile: “Essere alla guida di questo gruppo è una sfida che ho colto fin da subito con grande entusiasmo e devo dire che lo stesso entusiasmo è ciò che ho ricevuto sin dai primi momenti da parte di atlete e staff, tutti vogliosi di lavorare per una crescita condivisa. Affronteremo il Sei Nazioni con l’obiettivo di raccontare la nostra identità e con la voglia di dimostrare chi siamo. La prima gara ci mette davanti la squadra numero 1 del ranking mondiale, ma è una sfida che ci stimola a prepararci ancora meglio e a trovare già dall’esordio una chiave collettiva che possa essere efficace”. La Vicecapitana Azzurra, Sofia Stefan, giocatrice con più caps nel gruppo (91 presenze con la maglia dell’Italia), ha parlato della sua esperienza in un torneo che negli anni ha cambiato pelle ed è cresciuto: “In questi anni il Sei Nazioni ha avuto uno sviluppo notevole, sia dentro che fuori dal campo. Lo sviluppo ci pone davanti a delle sfide, perché cambiano i ritmi, gli approcci e i contesti, ma questo è il bello: saper trovare la chiave per adattarsi all’evoluzione senza snaturare il nostro DNA. Siamo felici di poter tornare in campo con la maglia della Nazionale dopo qualche mese, con la consapevolezza che il nostro anno sportivo ci chiamerà a impegni di livello assoluto, tra cui la Coppa del Mondo. Ma stiamo mettendo tutti i presupposti per sfruttare ogni opportunità”. Sulla trasmissione delle gare del Guinness Women’s Six Nations 2025 in chiaro sulle reti Rai, Stefan ha poi scherzato: “Finalmente mia nonna potrà vedermi in tv!” I PROSSIMI IMPEGNI DELLE AZZURREDomenica 23 marzo 2025, ore 16:00, York, York Community Stadium, Guinness Women’s Six Nations I giornataInghilterra v ItaliaDomenica 30 marzo 2025, ore 16:00, Parma, Stadio Sergio Lanfranchi, Guinness Women’s Six Nations II giornataItalia v IrlandaDomenica 13 aprile 2025, ore 16:00, Edimburgo, Hive Stadium, Guinness Women’s Six Nations III giornataScozia v ItaliaSabato 19 aprile 2025, ore 14:00, Parma, Stadio Sergio Lanfranchi, Guinness Women’s Six Nations IV giornataItalia v FranciaSabato 26 aprile 2025, ore 13:15, Parma, Stadio Sergio Lanfranchi, Guinness Women’s Six Nations V giornataItalia v GallesSabato 23 agosto 2025, ore 21:15, Exeter, Sandy Park, Rugby World Cup England 2025 – I giornataFrancia v ItaliaDomenica 31 agosto 2025, ore 16:30, York, York Community Stadium, Rugby World Cup England 2025 – II giornataItalia v SudafricaDomenica 7 settembre 2025, ore 15:00, Northampton, Franklin’s Garden, Rugby World Cup England 2025 – III giornataItalia v Brasile
Italia Femminile | 18/03/2025
Sei Nazioni femminile 2025: i precedenti tra Inghilterra e Italia
Il Sei Nazioni femminile 2025 dell’Italia comincia con la partita più difficile, quella contro l’Inghilterra: un tabù non solo per le Azzurre ma per tante altre formazioni che contro le inglesi non sono mai riuscite a vincere. Sarà l’esordio ufficiale di Fabio Roselli sulla panchina della Nazionale femminile al Community Stadium di York. Inghilterra-Italia femminile: i precedenti Inghilterra e Italia si sono incontrate 25 volte in partite ufficiali, con le inglesi che hanno vinto in tutte le occasioni. Le Azzurre hanno segnato 138 punti contro i 1263 dell’Inghilterra. La prima sfida risale al 1988, quando in Coppa Europa le inglesi vinsero 32-9. Nel 1991 il primo incontro al Mondiale (25-9 per l’Inghilterra nella fase a gironi), poi con l’ingresso dell’Italia nel Sei Nazioni femminile, avvenuto nel 2007, le due squadre hanno iniziato ad incontrarsi ogni anno. Il primo incontro nel Torneo, che risale a quell’anno, finì 23-0 per le inglesi a Twickenham. L’ultima sfida, lo scorso anno, si è invece conclusa 0-48. L’impresa sfiorata C’è stata un’occasione in cui l’Italia ha dato realmente l’impressione di poter fare l’impresa e battere l’Inghilterra. Nel Sei Nazioni 2016 le Azzurre ospitarono le inglesi ad Ivrea in una partita che per loro si rivelò difficilissima: dopo 26 secondi l’Italia passò in vantaggio con lo splendido break di Maria Grazia Cioffi. L’Inghilterra reagì ribaltando il risultato e portandosi sul 7-14, ma un’invenzione di Rigoni per la corsa di Stefan permise alle Azzurre di accorciare le distanze con la meta del 12-14. Le inglesi chiusero il primo tempo con la marcatura di Clapp, ma nella ripresa arrivò l’immediata risposta con Elisa Giordano. Il secondo tempo fu di grande tensione per le inglesi, sorprese da un’Italia così arrembante: solo nell’ultimo quarto di partita riuscirono a venire a capo di un match complicatissimo, vincendo 33-24, con Este a siglare la quarta meta per l’Italia. L’ultima sfida Nell’ultima sfida, al Lanfranchi di Parma, l’Italia ha ceduto nella ripresa dopo un gran primo tempo nel quale aveva tenuto le inglesi sullo 0-0 per oltre mezz’ora. Le ospiti, in 14 dal 10’ per l’espulsione di Beckett, faticano a sfondare il muro azzurro e passano in vantaggio solo al 31’ con Botterman, per poi marcare al 36’ con Ward e chiudere il primo tempo sul 10-0. Nella ripresa, però, viene fuori la maggiore cilindrata delle inglesi che segnano con Atkin-Davies, Kildunne, Rowland, Carson, ancora Kildunne e Powell per il 48-0 finale.
Italia Femminile | 18/03/2025
Guinness Sei Nazioni 2025, Tommaso Menoncello candidato a MVP del torneo
Dublino – Tommaso Menoncello candidato al premio di MVP dell’edizione 2025 del Guinness Sei Nazioni 2025. Il trequarti azzurro – unico candidato confermato nella ristretta rosa di giocatori nominati nel 2025 – ha vinto il trofeo nell’edizione 2024 del Sei Nazioni con il 33% delle preferenze superando Bundee Aki, Ben Earl e Duhan Van der Merwe. Tra le motivazioni che hanno portato alla conferma di Tommaso Menoncello tra le nominations del miglior giocatore del torneo ci sono le statistiche in suo favore, tra cui i 59 placcaggi e due mete segnate nell’edizione 2025 del torneo contro Francia – allo stadio Olimpico di Roma – e nell’iconico Twickenham contro l’Inghilterra. Insieme al giocatore del Benetton Rugby che ha raggiunto 28 caps in maglia azzurra in lizza per il premio c’è una short list composta tutta da giocatori nel reparto dei trequarti: Louis Bielle-Biarrey fresco vincitore del torneo con la Francia, l’inglese Tommy Freeman e lo scozzese Blair Kinghorn. Il vincitore del premio sarà deciso, come di consueto, dai tifosi che avranno la possibilità di votare l’MVP dell’edizione 2025 del Guinness Sei Nazioni fino alle 23 (italiane) di lunedì 24 marzo. Questo il link per esprimere il proprio voto: https://www.sixnationsrugby.com/it/m6n/notizia/vota-il-miglior-giocatore-del-sei-nazioni-2025
Italia | 17/03/2025
Un Sei Nazioni U20 in crescendo per l’Italia. L’analisi del torneo degli Azzurrini
L’Italia under 20 ha chiuso il Sei Nazioni 2025 di categoria al quarto posto con 2 vittorie, 3 sconfitte e 10 punti, maturati dai successi conquistati con Scozia e Irlanda e dai bonus difensivi acquisiti contro Galles e Inghilterra. Anche se il match con i Dragoni rimane un rimpianto, come raccontato dallo stesso capitano Giacomo Milano, alla fine gli Azzurrini sono riusciti ad essere competitivi per tutto il torneo, ad esclusione del passo falso con la Francia, e hanno sfiorato il podio giocandoselo fino alla fine. Il Sei Nazioni under 20 2025 degli Azzurrini può quindi dirsi positivo, anche in virtù della presenza di tantissimi ragazzi classe 2006 che quindi saranno a disposizione anche il prossimo anno, e rappresenta un bel trampolino di lancio per il prossimo Mondiale di categoria che si disputerà proprio in Italia e che vedrà la squadra di Santamaria di fronte a Nuova Zelanda, Irlanda e Georgia nel girone C. Italia under 20: un Sei Nazioni in crescendo L’Italia under 20 ha giocato un Sei Nazioni in crescendo, compattando il gruppo giornata dopo giornata e migliorando sempre di più i propri automatismi. La vittoria sulla Scozia, nella prima partita, nasce non solo da questa attitudine caratteriale ma anche dalle qualità tecniche dei ragazzi in campo, in particolare i trequarti. Scozia-Italia è stata la partita che ha rivelato al mondo la coppia di centri Todaro-Zanandrea e il talento di Malik Faissal, tra i migliori del torneo. Quando l’Italia è riuscita ad attaccare palla in mano avendo possessi di qualità è stata sempre pericolosa, come dimostra la bellissima meta firmata da Alessandro Drago contro l’Irlanda, ma anche la splendida marcatura del primo vantaggio con l’Inghilterra, nata da un break di Opoku e finalizzata dal calcetto di Fasti per Faissal. Un altro aspetto particolarmente in crescita riguarda la mischia ordinata, che ha cominciato il torneo in sofferenza e lo ha concluso guadagnando dei calci di punizione a favore. Continuità Pur nelle difficoltà l’Italia è riuscita ad avere una certa continuità, unita alla capacità di sapersi rialzare nei momenti più difficili: nei primi 30 minuti di Edimburgo all’esordio sembrava che la Scozia potesse prendere in mano la partita, ma la reazione degli uomini di Santamaria è stata esemplare. Allo stesso modo, dopo la brutta partita contro la Francia gli Azzurrini sono stati in grado di fare il salto di qualità che serviva, portando a casa un bonus con l’Inghilterra (e sfiorando il secondo) e poi battendo l’Irlanda con un grandissimo primo tempo e una ripresa di difesa e resistenza, mancando il podio per un soffio, a causa della sorprendente vittoria del Galles sugli inglesi che ha sparigliato la classifica. In ogni caso, gli Azzurrini hanno confermato il quarto posto dello scorso anno, dimostrando ancora una volta di essere una squadra sempre competitiva. Il prossimo passo, però, sarà confermare questa competitività anche in un torneo come il Mondiale dove si gioca ogni 5 giorni, di conseguenza il recupero fisico e il turnover diventano dei fattori chiave per poter andare avanti nel torneo. La gestione del risultato In vista del Mondiale casalingo, ci sono degli aspetti che l’Italia può e deve migliorare per poter fare un ulteriore salto di qualità. Il primo riguarda la gestione delle partite nelle situazioni di vantaggio: sia contro il Galles sia contro l’Irlanda gli Azzurrini non sono riusciti a chiudere la partita quando sarebbe servito, subendo poi il ritorno degli avversari. Nel match finale contro gli irlandesi quello di Santamaria era ormai un gruppo compatto e in grado di resistere anche per lunghi tratti contro i multifase avversari, contro il Galles invece questo calo è costato una partita alla portata che avrebbe cambiato la classifica finale. Anche da queste sconfitte, però, si può imparare tanto, e quanto acquisito dai ragazzi in queste 5 partite sarà fondamentale per la loro crescita nel breve termine (pensando al mondiale, e per la generazione 2006 anche al prossimo Sei Nazioni) e nel lungo termine, pensando al percorso che li porterà tra i grandi.
Italia U20 | 17/03/2025
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