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Sei Nazioni U20: Italia col doppio play. Scozia, occhio alla prima linea. L’analisi delle formazioni
Subito una scelta importante per il nuovo capo allenatore dell’Italia under 20 Andrea di Giandomenico, che per la sfida con la Scozia schiera due numeri 10: Roberto Fasti all’apertura e Pietro Celi ad estremo. I due si erano alternati in cabina di regia durante il Sei Nazioni 2025, poi Celi era stato costretto a rinunciare al Mondiale a causa di un infortunio. Al fianco di Fasti ci sarà il mediano di mischia Teodosio, già impiegato nel test con l’Irlanda, mentre oltre a capitan Casarin sono presenti anche i due vice-capitani Faissal e Opoku, che hanno già esordito anche a livello di club con Zebre e Bath. Dall’altra parte attenzione soprattutto alla prima linea, che è la stessa che ha già giocato da titolare lo scorso Sei Nazioni, con il tallonatore Joe Roberts e i piloni McKenna e Lafferty. La Scozia, però, perde il suo capitano e numero 10: Ross Wolfenden non ci sarà a causa di una concussion, con il ruolo di leader affidato proprio a Roberts. Opzioni offensive Sono tante le opzioni in attacco per l’Italia. Di Giandomenico si è sempre distinto per un gioco più destrutturato, e lo dimostra anche la formazione schierata con due numeri 10 (Fasti e Celi) e con Luca Rossi all’ala, che può giocare anche mediano di mischia. Tanta fantasia e tante opportunità per farsi vedere in attacco, dove c’è tanta aspettativa ovviamente su Malik Faissal, il giocatore con più esperienza avendo già esordito con le Zebre sia in URC sia in Challenge Cup andando in meta in entrambe le competizioni. L’Italia, comunque, avrà anche la possibilità di attaccare per linee dirette: capitan Casarin ha già dimostrato al Mondiale di poter fare la differenza a contatto, e davanti c’è Enoch Opoku (che ha esordito con l’Italia Seniores a novembre, contro il Cile) come ball-carrier principale e con due flanker già rodati a livello under 20: Bianchi e Miranda. Lato scozzese, attenzione soprattutto all’ala Nairn Moncrieff, già autore di una meta nel Sei Nazioni U20 nel match vinto l’anno scorso contro il Galles. Mischia Il pericolo principale è rappresentato dalla mischia scozzese: McKenna, Roberts e Lafferty avevano già messo in difficoltà l’Italia lo scorso anno a Edimburgo, e a Treviso troveranno nuovamente di fronte gli Azzurrini, con un ulteriore anno in più di esperienza. Per Brasini (che ha già giocato con l’Italia lo scorso anno), Dinarte e Meroi reggere in prima linea sarà un compito difficile ma fondamentale per non dare alla Scozia una piattaforma su cui basare il proprio gioco. Disinnescare la mischia significa avere un tempo di gioco in più per difendere e soprattutto non concedere calci di punizione che potrebbero valere punti preziosi. Dall’altra parte, la Scozia potrebbe maggiormente pagare in terza linea, dove ci sono tre giocatori al debutto: Utterson e Purvis erano nel gruppo allargato del 2025 ma non hanno mai esordito, mentre Sam Byrd arriva dalla Scozia under 19. Le panchine La volontà della Scozia di imporsi davanti è evidente anche dalle scelte di coach Fergus Pringle, che si affida a un 6+2 in panchina con i due piloni di riserva (Pearce e Stewart) già provati e rodati al Mondiale under 20. Panchina 5+3 invece per l’Italia, con Varotto mediano di mischia di riserva, Vitale che può coprire i ruoli di estremo, apertura e centro mentre Roda potrà subentrare all’ala. Le formazioni di Italia-Scozia under 20 Italia U20: 15 Pietro Celi, 14 Malik Faissal, 13 Daniele Coluzzi, 12 Riccardo Casarin (C), 11 Luca Rossi, 10 Roberto Fasti, 9 Alessandro Teodosio, 8 Davide Sette, 7 Carlo Antonio Bianchi, 6 Antony Italo Miranda, 5 Enoch Opoku-Gyamfi, 4 Simone Fardin, 3 Erik Meroi, 2 Ettore Dinarte, 1 Christian Brasini A disposizione: 16 Valerio Pelli, 17 Giacomo Messori, 18 Leonardo Tosi, 19 Jaheim Noel Wilson, 20 Marco Spreafichi, 21 Nikolaj Varotto, 22 Edoardo Vitale, 23 Tommaso Roda Scozia U20: 15 Henry Widdowson, 14 Nairn Moncrieff (VC), 13 Campbell Waugh, 12 Henry Kesterton, 11 Rory McHaffie, 10 Jake Dalziel, 9 Hamish MacArthur, 8 Rory Purvis, 7 Jack Utterson, 6 Sam Byrd, 5 Alfie Blackett, 4 Christian Lindsay, 3 Ollie Blyth-Lafferty, 2 Joe Roberts (C), 1 Oliver McKenna A disposizione: 16 Jamie McAughtrie, 17 Will Pearce, 18 Jamie Stewart, 19 Fin Ronnie, 20 Harvey Preston, 21 Oliver Finlayson-Russell, 22 Adam McKenzie, 23 Calum Jessop
Italia U20 | 04/02/2026
Sei Nazioni U20, la formazione dell’Italia per la sfida d’esordio contro i pari età della Scozia
Mentre si avvicina l’esordio della Nazionale Italiana U20 Maschile nel Sei Nazioni di categoria 2026 – in programma venerdì 6 febbraio alle 20.15 allo Stadio Monigo di Treviso contro la Scozia – lo staff tecnico guidato dal Capo Allenatore Andrea Di Giandomenico ha ufficializzato la formazione che scenderà in campo. Alla sua prima gara ufficiale alla guida dell’U20, Di Giandomenico sceglie un XV che vede tra i protagonisti il capitano Casarin, l’ala Faissal – già impiegata in stagione con le Zebre in URC – e la seconda linea Opoku-Gyamfi, che ha già fatto il suo esordio con la Nazionale Maggiore durante le Quilter Nations Series. Davanti a loro troveranno una Scozia pronta a dare filo da torcere e a mettere in campo una prestazione ad alta intensità. “Abbiamo lavorato molto bene in questa settimana di preparazione, tutto il gruppo è focalizzato ed entusiasta di cominciare il Torneo”, dichiara Di Giandomenico, che prosegue: “La selezione dei giocatori ci ha posto più di un dubbio vista l'attitudine di tutti. Abbiamo fatto le nostre scelte e siamo pronti ad affrontare una squadra che ha mostrato importanti miglioramenti nelle ultime stagioni. Possiamo anticipare qualcosa del loro gioco, ma sarà soprattutto la capacità di adattamento e la confidenza che riusciremo a trovare nel nostro a rendere efficace la nostra prestazione”. Italia U20 v Scozia U20 sarà trasmessa in diretta su Sky Sport alle ore 20.15 di venerdì 6 febbraio, i biglietti per la sfida di Monigo sono in vendita su federugby.ticketone.it La formazione dell’Italia U20 per la sfida con la Scozia 15. Pietro CELI (Livorno Rugby)14. Malik FAISSAL (Rugby Parma FC)13. Daniele COLUZZI (Old Colleferro Rugby)12. Riccardo CASARIN (Capitano, Amatori&Union Rugby Milano)11. Luca ROSSI (Pesaro Rugby)10. Roberto FASTI (Benetton Rugby Treviso)9. Alessandro TEODOSIO (Fiamme Oro Rugby Roma)8. Davide SETTE (Rugby Experience L’Aquila)7. Carlo Antonio BIANCHI (Unione Rugby Firenze)6. Antony Italo MIRANDA (Mogliano Veneto Rugby)5. Enoch OPOKU-GYAMFI (Bath Rugby, 1 cap con la Nazionale Maggiore)4. Simone FARDIN (Rugby Casale)3. Erik MEROI (Rugby Club Pasian di Prato)2. Ettore DINARTE (Valpolicella Rugby)1.Christian BRASINI (Livorno Rugby) A disposizione 16. Valerio PELLI (Mogliano Veneto Rugby)17. Giacomo MESSORI (Rugby Petrarca)18. Leonardo TOSI (Livorno Rugby)19. Jaheim Noel WILSON (Rugby Club Pasian di Prato) 20. Marco SPREAFICHI (Benetton Rugby Treviso)21.Nikolaj VAROTTO (Benetton Rugby Treviso)22. Edoardo VITALE (CUS Milano Rugby)23. Tommaso RODA (Piacenza Rugby Club) Capo Allenatore: Andrea DI GIANDOMENICO
Italia U20 maschile | 04/02/2026
Italrugby, Samuele Locatelli tra il diabete e la Nazionale: “Continuate a inseguire i vostri sogni”
Verona – Il sogno di chi amava soltanto giocare con i suoi amici che, nell’arco di pochi anni, ha rischiato di trasformarsi in qualcosa di più complicato. In mezzo il rugby, la voglia di continuare e il supporto costante della famiglia a dare sicurezza. Samuele Locatelli, classe 2001 e 25 anni il prossimo 30 luglio. All’età di 5 anni ha incontrato la palla ovale a casa sua, a Lecco. Sei anni più tardi una conoscenza di cui avrebbe fatto volentieri a meno: il diabete di tipo 1. Un malattia autoimmune cronica di cui Samuele non ha alcun timore o problema a parlarne, anzi: condividere la sua esperienza può aiutare altre persone a proseguire il proprio cammino verso il raggiungimento degli obiettivi prefissati, sportivi o meno che siano. Cresciuto nel Rugby Lecco, un trascorso al CDFP di Milano per poi tornare nuovamente nella società dove ha mosso i primi passi. Il passaggio poi al Viadana, squadra dove ha iniziato a consolidare la propria carriera arrivando a giocarsi due finali Scudetto e ottenendo il riconoscimento come miglior giocatore della Serie A Elite nella stagione 2023/24. Nella stagione successiva un primo assaggio di URC con le Zebre per poi entrare stabilmente nella rosa della franchigia emiliana all’inizio della stagione corrente. La sua tenacia, mista alle buone prestazioni, lo hanno portato ad avere l’attenzione dello staff tecnico della Nazionale Italiana Maschile che lo ha convocato per il raduno di Verona e in preparazione alla partita contro la Scozia valida per l’esordio al Guinness Sei Nazioni, il torneo di Rugby più antico al mondo. Non un punto di arrivo, sia chiaro. Ma una chiamata che lo spinge a fare ancora di più e che evidenzia come al mondo di oggi, con le giuste precauzioni, si può fare sport ad alto livello con questo tipo di patologia: “Anche Henry Slade, trequarti dell’Inghilterra, ha il diabete di tipo 1 e ha giocato una serie di partite con una delle Nazionali più competitive in circolazione. I primi tempi sono stati complicati, ma con l’avanzare degli anni le tecnologie si sono evolute e ti aiutano a monitorare al meglio il tutto. Con l’abitudine poi riesci a gestire sempre meglio la situazione” commenta Locatelli. “Bisogna tenere sotto controllo una serie di valori, come ad esempio l’ipoglicemia. Potrebbe succedere in partita, ma lo staff medico ha sempre una sorta di astuccio dedicato alle mie esigenze. Sulla nutrizione cerco di essere quanto più attento possibile seguendo un piano alimentare basico ma preciso”. A chi dovesse trovarsi nella sua stessa situazione, Samuele non ha dubbi sui consigli: “Non fermarsi e continuare ad inseguire i propri sogni. Non deve essere un ostacolo: si tratta di una piccola difficoltà in più da affrontare e con le giuste precauzioni si può oltrepassare. Suggerisco di vederla, pian piano con il tempo, come una “nuova normalità”. Sono sempre stato aperto a parlare di questo argomento e sono contento, eventualmente, di poter aiutare con la mia esperienza chiunque si trovi nella mia situazione. Non si tratta di nulla di sbagliato: va affrontato nel miglior modo possibile”. Sulla sua prima esperienza nei raduni della Nazionale Italiana ha dichiarato: “E’ un ambiente bellissimo, in primis dal punto di vista umano. A parte alcuni compagni delle Zebre, che già conoscevo, ho trovato persone super disponibili che ti mettono a tuo agio e cercano di farti lavorare serenamente. La cura del dettaglio mi ha impressionato in ogni settore: dal punto di vista tecnico, la preparazione fisica, il supporto del nutrizionista e dello staff medico per i miei bisogni e tutto quello che riguarda l’extra campo con una programmazione minuziosa che tiene conto anche di supporto, consigli e una attenzione costante al giocatore a 360 gradi”. Il tutto, senza dimenticare le sue passioni come la musica: “Ascolto un po’ di tutto, non riesco a stare senza. Di recente mi sono appassionato anche alla cucina. Sono onesto, non ho molta manualità. E’ una passione tramandata da mia madre: ci sto provando” ha concluso Samuele.
Italia | 04/02/2026
Sliding Doors Azzurre: l’esordio, la prima vittoria, un nuovo capitolo. Alessandro Troncon racconta Italia-Scozia del 2000
È il 5 febbraio del 2000, ed è una data storica per il rugby italiano e non solo: l’Italia esordisce ufficialmente al Sei Nazioni. Il torneo di rugby più antico del mondo chiude un capitolo di storia durato 90 anni (il Cinque Nazioni si è giocato dal 1910 al 1999) per aprirne uno nuovo, con gli Azzurri protagonisti. L’appuntamento con la storia è in un Flaminio gremito, e di fronte c’è la Scozia, che l’ultimo Cinque Nazioni l’ha vinto: “Per noi era un appuntamento con la storia, ma lo abbiamo vissuto sapendo che lo avevamo conquistato con i risultati, nessuno ci aveva regalato nulla. Sapevamo di dover dimostrare di poter stare a quel livello. Sono quelle cose che desideri per tanto tempo e che dopo Grenoble ’97 ci siamo resi conto di poter realmente ottenere, sono cose che percepisci, che ascolti, ma poi capisci di averle ottenute solo quando ce le hai davvero in mano. E quel giorno a Roma ci siamo resi conto di essere arrivati lì, dove volevamo” racconta Alessandro Troncon, mediano di mischia dell’Italia che in quella partita fu anche il capitano, dopo “l’investitura” da parte di Massimo Giovanelli: “Fu un’emozione nell’emozione stessa della partita, un onore ma anche una grande responsabilità, che mi ha portato a trasmettere ancora più energia agli altri. Anche se in realtà quel gruppo era talmente motivato che tutti trasmettevano qualcosa agli altri, con il loro esempio o con le loro parole, e questa secondo me è stata una delle chiavi di quella vittoria”. L’ingresso nel rugby che conta Per la Scozia, l’obiettivo era mettere subito le cose in chiaro: erano i campioni in carica e arrivarono al Flaminio con l’intenzione di dimostrare ai nuovi arrivati come funzionava il torneo. La realtà, però, fu ben diversa: “Loro avevano vinto il Cinque Nazioni, mentre noi venivamo da un periodo complicato dopo il Mondiale 1999, dove non avevamo ottenuto risultati. Probabilmente la Scozia non si aspettava quel tipo di impatto da parte nostra: il comportamento, l’atteggiamento, la volontà, la determinazione nel voler dimostrare che c’era un motivo se eravamo entrati nel Sei Nazioni. Lo abbiamo fatto facendo una partita cinica, quadrata, senza troppi fronzoli, come voleva il nostro allenatore Brad Johnstone, che aveva portato un gioco molto essenziale, basato sui principi e sulla battaglia davanti. Siamo stati molto bravi a difendere e a battagliare nel punto d’incontro, per poi finalizzare tutto grazie alla qualità di Diego che ci ha permesso di portare sempre a casa qualcosa quando attaccavamo, tra calci di punizione, drop e trasformazioni”. Il match è combattuto soprattutto in mezzo al campo. L’Italia mette anima e corpo nel contrastare una Scozia tanto rapida quanto imprecisa, che al di là delle accelerazioni fulminee di Metcalfe si ritrova imbrigliata nella ragnatela sapientemente tessuta dai padroni di casa, con Diego Dominguez (che alla fine metterà a segno 29 punti su 34 nel 34-20 finale) che risponde colpo su colpo ai calci di Townsend e alla meta di Bulloch, tanto che all’intervallo sono gli Azzurri a chiudere davanti 12-10. L’impressione è che la Scozia abbia forse più qualità, ma che l’Italia possa andare avanti così fino alla fine, lottando punto a punto. Il secondo tempo, invece, dice addirittura un’altra cosa: l’Italia domina, prende il largo e stravince la partita. L’intervallo Negli spogliatoi, racconta Troncon, non c’è stato bisogno di dirsi molte parole. È bastato che la consapevolezza di potercela fare entrasse naturalmente in un ambiente sempre più carico. Lì è arrivato il punto di rottura della partita, in quello spogliatoio: “Non ci siamo detti nulla di particolare, non è ‘scattato’ realmente qualcosa, più che altro abbiamo acquisito davvero la consapevolezza di potercela fare, di poter lottare alla pari con i campioni in carica, di poter vincere la partita. Ognuno di noi voleva dimostrare che eravamo lì per un motivo, non solo perché avevamo vinto delle partite negli anni precedenti o perché serviva una squadra in più per motivi economici: noi eravamo lì perché lo meritavamo, e dopo quel primo tempo avevamo capito di poter andare fino in fondo a quella partita”. E così fu, perché nella ripresa l’Italia costruisce punto su punto un vantaggio che toccherà i 19 punti, con un Diego Dominguez scatenato, un Troncon che alimenta le fiammate azzurre e degli avanti in grado di rispondere colpo su colpo a degli scozzesi sempre più impotenti di fronte a una squadra così combattiva: “Non eravamo solo aggressivi. Eravamo anche e soprattutto lucidi, perché nonostante fosse un match molto ruvido siamo sempre rimasti solidi, anche quando facevamo degli errori. Abbiamo gestito bene il vantaggio, senza fronzoli ma senza mai cedere nulla”. Quel calcetto L’ultimo e definitivo punto di rottura della partita vede protagonista ancora Alessandro Troncon: calcetto dalla base che manda nel pallone Logan, che regala una rimessa laterale agli Azzurri, in vantaggio 27-13 a 4 minuti dalla fine. Ne nasce un vero e proprio assalto, con l’Italia che pianta le tende nei cinque metri avversari e la Scozia cede di schianto, fino alla meta di De Carli che chiude definitivamente la questione. Finì 34-20, fu un trionfo: “Forse prima di iniziare il Sei Nazioni, al di fuori di noi, in pochi avrebbero creduto che avremmo potuto battere i campioni in carica, ma noi ci credevamo e lo abbiamo dimostrato nell’arco di tutta la partita. Sapevamo quali erano i nostri punti forti e su cosa avremmo potuto fare leva per portare la partita dalla nostra parte. Volevamo vincere e lo abbiamo fatto: nel primo tempo ci siamo resi conto che potevamo farcela, e nel secondo lo abbiamo fatto davvero” racconta Troncon.
Italia | 04/02/2026
Italia, Lynagh ritrova la Scozia dopo due anni: “Quella vittoria fu un’emozione incredibile”
Due anni fa Louis Lynagh faceva il suo esordio in una delle partite più importanti della storia recente dell’Italia, che superò la Scozia 31-29 in un Olimpico strapieno. Due anni dopo Italia e Scozia sono di nuovo lì, a Roma, in uno stadio sold out. Nel mezzo sono successe tante cose, ma gli Azzurri sono pronti a giocarsi un’altra partita importante all’esordio nel Sei Nazioni 2026. L’ala del Benetton e dell’Italia ha ricordato quella giornata memorabile, ma anche analizzato come le due squadre arriveranno al match di sabato 7 febbraio. Louis, cosa ricordi di quel giorno a Roma? “Ricordo lo stadio Olimpico pieno, come lo sarà quest’anno, contro una Scozia veramente forte che si stava giocando il Sei Nazioni. Fu una partita particolare per me, l’emozione del primo cap, la vittoria, non ricordo tantissimo di quegli 80 minuti: ricordo molto bene invece la sensazione che ho provato negli spogliatoi dopo la vittoria, davvero incredibile, difficile da descrivere. È stata una bellissima sensazione e spero di riuscire a riprovarla sabato. E poi tornare a vincere in casa dopo 9 anni, in quel clima e in quello stadio è stata una sensazione unica”. Primo cap e anche prima meta in azzurro, ed era una meta pesante… “Sì, Paolo Garbisi ha visto lo spazio in profondità, l’ho chiamato e lui ha fatto un grandissimo calcio. A quel punto dovevo solo raccoglierlo e correre, non è stato molto difficile (ride, ndr), c’è molto merito di Paolo in quella meta. Era una giocata preparata? No, è stata un’idea venuta al momento, abbiamo visto lo spazio e Paolo ha messo la palla lì”. C’era anche la tua famiglia lì. Cosa ti hanno detto alla fine della partita? “È stato bello vederli così orgogliosi e felici dopo la partita. Mi hanno detto di continuare a divertirmi e che erano orgogliosi di me, ma anche di prepararmi per la partita successiva. Mio padre guarda sempre molto avanti, è sempre proiettato alla prossima partita, e ha ragione perché vincere è molto bello ma poi sei chiamato sempre a ripeterti la settimana dopo”. Con tuo padre parli molto di rugby e delle tue prestazioni? “Parliamo molto di rugby ma non è mai intervenuto nella mia carriera, mi ha sempre lasciato libero di seguire la mia strada, senza mai essere insistente e senza influenzarmi. Quando gli chiedo qualcosa ovviamente parliamo molto, così come se lui vuole farmi notare qualcosa me lo dice senza problemi, ma mi ha sempre lasciato molto libero: è stato molto importante”. In cosa pensi di essere particolarmente migliorato in questi due anni? “Sicuramente il gioco aereo, un’abilità fondamentale per giocare nel triangolo allargato. Penso che ora sia una delle mie abilità migliori ed è quella in cui sono migliorato di più. E poi ho lavorato molto sulla mia velocità: lo scorso anno ho dovuto saltare il Sei Nazioni per un infortunio, e ho approfittato di questo tempo per lavorare ulteriormente su questo aspetto, e ora mi sento molto più forte e più veloce. A 25 anni credo di essere arrivato a un buon punto, ma sento di poter anche fare un ulteriore salto in avanti nella mia carriera, e spero di riuscire a ottenere sempre più presenze con l’Italia”. Questa Scozia è diversa da quella di due anni fa? Quali sono gli aspetti a cui dovrete fare più attenzione? “Credo non sia cambiato molto. Rimaniamo due squadre molto simili, anche se magari esprimiamo il nostro gioco in forme diverse, ma entrambi vogliamo attaccare gli spazi e abbiamo un pacchetto di mischia molto fisico e combattivo e dei trequarti talentuosi e veloci. Ovviamente loro hanno Finn Russell che è fenomenale, e poi ci sono Tuipulotu e Kinghorn: hanno tanti giocatori pericolosi, dobbiamo esserne consapevoli e regolarci di conseguenza. Però anche noi siamo molto forti e pericolosi dietro: Nacho Brex e Tommy Menoncello formano una grande coppia di centri, e poi abbiamo Monty Ioane che è molto forte. È importante far arrivare loro palloni veloci e di qualità per renderci pericolosi in attacco”. Cosa serve all’Italia per vincere questa partita? “Dobbiamo impedire a Finn Russell di giocare la sua partita, mettergli pressione, togliergli opzioni. Russell è il fulcro del loro gioco, se glielo portiamo via porteremo via un elemento importante dell’attacco scozzese. Allo stesso tempo, però, non dobbiamo focalizzarci solo su di lui, ma dobbiamo essere pronti su ogni iniziativa dei loro giocatori. Quando abbiamo la palla, come detto, dobbiamo essere in grado di creare azioni veloci, con un lavoro nel breakdown che ci permetta di avere possessi di qualità. Allo stesso tempo, però, dobbiamo avere anche un gioco al piede efficace che ci permetta di avere altre opzioni nei momenti in cui non riusciamo ad avanzare: sicuramente il gioco aereo sarà fondamentale in questo senso”.
Italia | 03/02/2026
Macron e la Federazione Italiana Rugby lanciano la capsule collection “Rosso Garibaldi”
Sull’onda del successo riscosso dal Third Kit 2025/26 e a pochi giorni dall’esordio della Nazionale nel Guinness Six Nations 2026, Macron e FIR presentano una capsule collection ispirata al Rosso Garibaldi: i capi sono già in vendita su macron.com. Dopo l’ottima accoglienza riservata al Third Kit 2025/26 in “Rosso Garibaldi”, Macron e la Federazione Italiana Rugby aprono il periodo del Guinness Six Nations 2026 con il lancio di una capsule collection esclusiva. Alla divisa da gioco, disponibile sia in versione Authentic che in versione replica, si affiancano ora un’Anthem Jacket e una maglia da allenamento, declinate nelle stesse tonalità simboliche che caratterizzano la maglia gara. Una collezione pensata per rafforzare l’identità visiva dell’ItalRugby anche fuori dal campo e che sarà indossata dalla Nazionale Maschile in occasione della sfida contro la Francia il prossimo 22 febbraio, in un appuntamento dal forte valore simbolico legato al Trofeo Garibaldi, e da quella Femminile l’11 aprile nella partita del Guinness Women’s Six Nations. I capi della capsule collection sono disponibili in vendita su macron.com, nella sezione dedicata alla Nazionale Italiana di Rugby.
Italia | 03/02/2026
Sei Nazioni U20: l’edizione 2026 presentata in Comune a Treviso. Di Giandomenico: “Un’opportunità di crescita per questo gruppo”. Biglietti in vendita su TicketOne, le gare degli Azzurrini in diretta su Sky Sport
La Nazionale Italiana U20 e la Città di Treviso tornano protagoniste nei mesi di febbraio e marzo con il Sei Nazioni U20 2026. L’edizione del Torneo è stata presentata ufficialmente nella Sala Guadagnin di Palazzo Rinaldi, sede del Comune di Treviso. Il Sei Nazioni U20 segue l’ultimo grande evento internazionale dedicato alle future stelle del rugby mondiale organizzato in Italia: il World Rugby U20 Championship, che la scorsa estate ha visto protagoniste le città di Verona, Rovigo, Calvisano e Viadana. Ora, allo Stadio Monigo, gli Azzurrini saranno impegnati in due gare interne del Torneo: contro la Scozia giovedì 6 febbraio alle ore 20.15 e, alla stessa ora, contro l’Inghilterra giovedì 6 marzo. Il Presidente Federale Andrea Duodo ha ribadito l’importanza del rapporto tra la Federazione Italiana Rugby, il Comune di Treviso e Benetton Rugby:“Voglio ringraziare il Comune di Treviso e Benetton Rugby per l’ospitalità e l’accoglienza in una città che vive di rugby. Grazie anche al lavoro del Comitato Veneto e al Presidente Raccamari per gli sforzi organizzativi e per non far mancare mai presenza, visione e professionalità. La Nazionale Maschile U20 è centrale nel percorso di crescita degli atleti e disputare le gare interne a Treviso, polo internazionale del rugby, ha per noi un valore particolare. Sono certo che sarà un’edizione del Sei Nazioni U20 interessante ed entusiasmante”. Il Sindaco di Treviso, Mario Conte, che ha aperto la conferenza di presentazione del Sei Nazioni U20, ha dichiarato: “Treviso torna ad essere casa dell’Italrugby e il Sei Nazioni Under 20 riporta allo Stadio Monigo il grande rugby internazionale, confermando la nostra città come punto di riferimento per questo sport. È un’opportunità importante per Treviso, perché eventi di questo livello generano valore, attraggono attenzione e rafforzano la vocazione sportiva del territorio, permettendoci anche di vedere da vicino il futuro del rugby italiano e internazionale, fatto di giovani atleti, talento e crescita. Appuntamenti come questi trasmettono valori fondamentali come il rispetto, lo spirito di squadra e la responsabilità, elementi essenziali per costruire una comunità più coesa e un nuovo modello sociale”. Il neopresidente di Benetton Rugby, l’ex Azzurro Antonio Pavanello, ha aggiunto: “È per noi motivo di grande orgoglio ospitare ancora una volta allo Stadio Monigo la Nazionale Italiana Under 20. Monigo non è solo la casa del Benetton Rugby, ma un luogo che da sempre vive di rugby, di passione e di crescita, e poter accogliere qui i migliori giovani talenti italiani rappresenta un onore speciale. Crediamo profondamente nel valore del settore giovanile e nello sviluppo dei ragazzi che rappresentano il futuro del nostro movimento. Offrire loro un palcoscenico come Monigo significa dare spazio al talento, all’impegno e ai sogni di una nuova generazione di atleti che hanno l’opportunità di mettersi in mostra davanti al pubblico e di compiere un passo importante nel loro percorso sportivo.Siamo felici che ancora una volta questo stadio possa essere teatro di emozioni, crescita e orgoglio azzurro”. La parola è poi passata all’High Performance Manager della FIR, Stephen Aboud, e al nuovo Capo Allenatore dell’Italia U20, Andrea Di Giandomenico:“Il Sei Nazioni U20 è per noi una grande opportunità di crescita – ha dichiarato il tecnico –. Voglio ringraziare Roberto Santamaria per il lavoro svolto con parte di questo gruppo. Partiamo con una sfida intensa: stiamo lavorando al meglio per farci trovare pronti”. Entusiasmo anche nelle parole del Capitano degli Azzurrini, Riccardo Casarin:“È per me un onore ricoprire questo ruolo di responsabilità e sono sicuro che i miei compagni mi agevoleranno al massimo. Non vediamo l’ora di scendere in campo: questi giorni di raduno a Treviso stanno andando molto bene, l’atmosfera è positiva e c’è grande voglia di metterci alla prova”. Tutte le gare dell’Italia nel Sei Nazioni U20 saranno trasmesse in diretta su Sky Sport. I biglietti per le gare interne degli Azzurrini sono disponibili su federugby.ticketone.it.
Italia U20 maschile | 03/02/2026
Riccardo Casarin, il nuovo capitano dell’Italia U20: “Un onore. Parisse era il mio idolo”
Anche l’Italia under 20 si avvicina all’esordio stagionale, previsto venerdì 6 febbraio a Monigo contro la Scozia. Il nuovo capitano degli Azzurrini sarà Riccardo Casarin, centro dell’Amatori Milano e dell’Accademia Ivan Francescato. Un onore ma anche una grande responsabilità, che l’azzurrino aveva già intuito negli ultimi tempi: “È stata una cosa graduale. Lavorando già in accademia con Andrea di Giandomenico e vedendoci tutti i giorni, un po’ me l’aveva fatto capire. Già in una partita di Coppa Italia mi aveva fatto fare il capitano, e poi mi chiedeva come andavano determinate dinamiche di squadra, quindi avevo già un po’ il ruolo di ‘tramite’ tra il gruppo e lo staff. Quando poi Andrea mi ha nominato capitano per il test con l’Irlanda avevo capito che avrei potuto svolgere questo ruolo anche durante il Sei Nazioni. È un onore e un privilegio, e voglio farlo al meglio”. Com’è nata la passione per il rugby? “È nata un po’ per caso e un po’ per passione familiare, visto che mio zio ha giocato e allenato e i miei cugini giocavano a rugby. Io però l’ho scoperto diversamente, a 7 anni, grazie a un’attività che facevano a Milano e si chiamava ‘Rugby nei parchi’. Un giorno ci sono andato, mi è piaciuto e ho deciso di continuare, e alla fine ho fatto tutto il percorso con l’Amatori Milano, da quando ho iniziato fino ad oggi”. Qual è stato il tuo primo punto di riferimento rugbistico? “Come per molti della mia generazione, Sergio Parisse. Alla fine quando ho ‘scoperto’ il rugby lui era all’apice della sua carriera, era il giocatore di riferimento per il rugby italiano, e quando ho iniziato è diventato subito il mio idolo. Poi crescendo è stato un’ispirazione anche dal punto di vista tecnico, perché comunque anche se sono un centro mi piace molto attaccare per linee dirette e cercare il contatto” Qual è stato il momento in cui ti sei reso conto che questa passione poteva diventare anche qualcosa di più? “Il primo momento in cui ho capito che stava diventando più di uno sport risale alle prime convocazioni per le selezioni regionali, e poi chiaramente quando sono entrato in Accademia. Da piccolo ovviamente un po’ lo speri, è il tuo sogno, ma quando sono entrato in Accademia e mi sono reso conto di quanto stavo migliorando sia dal punto di vista tecnico che fisico ho capito che potevo avere delle possibilità. E poi ovviamente c’è stato il Mondiale under 20, il mio esordio: ero molto teso perché prima di Italia-Nuova Zelanda non avevo mai giocato 80 minuti in Nazionale. Poi però quando sono entrato in campo è scomparso tutto, ho pensato solo a giocare e a dare il meglio”. Com’è arrivata la chiamata in azzurro? “Avevo già fatto il raduno per il Sei Nazioni under 20 dell’anno scorso, anche se poi non è arrivata la convocazione. Credo che quei mesi siano stati fondamentali per la mia crescita, perché ho giocato praticamente sempre tra juniores e prima squadra dell’Amatori Milano, e questo mi ha aiutato a progredire in fretta, e poi è arrivata la chiamata dell’Italia under 19 che è stata un altro importante passo avanti. Probabilmente in questi mesi sono riuscito a fare quel ‘salto’ che serviva per arrivare in Nazionale”. L’Italia under 20 è sempre accompagnata da tante aspettative, per via dei risultati che ottiene ogni anno. Come si gestisce questa pressione e – da capitano – come si aiuta il gruppo a gestirla? “Principalmente cerco di essere d’esempio e aiutare soprattutto chi è alle prime esperienze in Nazionale e magari non ha mai avuto tutte queste aspettative prima d’ora. Anche solo parlare in camera o dopo l’allenamento di quello che ci aspetta in campo aiuta a prepararsi alla pressione, perché giocare in stadi come Monigo o Lille davanti a tanti spettatori e davanti alle televisioni di tutta Europa chiaramente porta delle pressioni che dobbiamo essere bravi a gestire. Credo sia umano avere un po’ di pressione prima di eventi così importanti, ma la cosa fondamentale è poi trasformarla in energia positiva quando si va in campo. Ovviamente il rugby è uno sport di squadra e alla fine non c’è soltanto un capitano, ma un gruppo di leader che aiutano tutti: mi confronto molto ovviamente con Enoch e Malik, che sono i due vicecapitani, ma anche con Pietro Celi e Roberto Fasti che sono i numeri 10 e i leader tecnici del gruppo, e con Christian Brasili che è il leader della mischia ed è un po’ il nostro motivatore”. Cosa cambierà dal punto di vista del gioco rispetto all’anno scorso e cosa ti aspetti dalla Scozia? “Anche se le under 20 cambiano ogni anno, alla fine la Scozia è sempre una squadra che lascia tutto in campo e rende le partite difficili, è una loro caratteristica, e anche l’anno scorso è stato così, quindi sappiamo che non sarà una partita semplice. Dal nostro punto di vista, Andrea sta portando un gioco più destrutturato rispetto all’anno scorso: sfidiamo l’uomo più spesso e siamo più portati a provare la giocata, ma per contro dobbiamo stare molto attenti a non isolarci o sfilacciarci, perché è molto più facile che succeda se non facciamo attenzione. Ma anche in Accademia ci siamo resi conto che quando collettivamente facciamo le cose nel modo giusto vengono fuori delle azioni molto belle”. Vi siete posti un obiettivo? “In termini di risultati no. Chiaramente vogliamo sempre fare meglio e l’obiettivo principale è essere in qualche modo la migliore under 20 possibile: provare a fare di più, migliorarsi sempre di anno in anno. Noi cerchiamo di portare in campo quello che facciamo in allenamento, e se le cose vengono come devono venire sappiamo di avere la possibilità di giocarcela con tutti”.
Italia U20 | 03/02/2026
Rugby World Cup Australia 2027, ufficializzato il calendario dei Gironi
Sidney – World Rugby ha ufficializzato il calendario della Rugby World Cup 2027 in calendario in Australia. La Nazionale Italiana Maschile farà il suo esordio – nel Girone B – contro i Campioni del Mondo in carica del Sudafrica domenica 3 ottobre alle 14.15 locali (5.45 italiane) ad Adelaide. Poco più di una settimana dopo – a Sidney – la squadra guidata da Gonzalo Quesada affronterà la Romania lunedì 11 ottobre alle 19.45 locali (10.45 italiane). Gli Azzurri chiuderanno il Girone B con la domenica 17 ottobre alle 12.15 locali (3.15 italiane) a Newcastle contro la Georgia. Questo il calendario delle partite del Girone B: Sudafrica v Italia – 03.10.27 – ore 14.15 (5.45 ITA) – Adelaide, Adelaide Oval Italia v Romania – 11.10.27 – ore 19.45 (10.45 ITA) – Sidney, Sidney Football Stadium Italia v Georgia – 17.10.27 – ore 12.15 (3.15 ITA) – Newcastle, Newcastle Stadium
Italia | 02/02/2026
Italia: l’analisi dei convocati per il Sei Nazioni 2026
Sono 33 i giocatori scelti da Gonzalo Quesada per iniziare il Sei Nazioni 2026: il tecnico preparerà il primo match tra Italia e Scozia con 18 avanti e 15 trequarti, tra i quali si trovano tanti giocatori con caratteristiche diverse. Nonostante i tanti infortuni, alcuni di questi recuperabili nel corso del torneo, Quesada ha a disposizione un gruppo eterogeneo e completo, nel quale pescare a seconda delle esigenze tecniche. Gli avanti In prima linea ci sono due piloni sinistri, due piloni destri e un utility, Hasa, che nelle ultime stagioni ha giocato di più a sinistra ma che può coprire entrambi i ruoli, soprattutto in assenza dell’infortunato Riccioni. Al posto del pilone dei Saracens è stato convocato Giosué Zilocchi, che con il confermato Simone Ferrari completa il reparto di destra. A sinistra, oltre al già citato Hasa, possono giocare Danilo Fischetti e Mirco Spagnolo, due giocatori giunti a piena maturazione anche a livello internazionale. Confermati i tre tallonatori visti alle Quilter Nations Series e nel tour estivo, con Giacomo Nicotera che fa parte del gruppo dei 4 capitani scelti da Quesada, mentre Tommaso di Bartolomeo e Pablo Dimcheff si confermano in crescita. In seconda linea Quesada farà tanto affidamento su Niccolò Cannone, 58 caps e nel gruppo dei capitani azzurri. Confermato anche l’esperto Federico Ruzza e un Andrea Zambonin in rampa di lancio dopo le ottime prestazioni di novembre e un minutaggio importante in PREM con Exeter. Riccardo Favretto in questo gruppo può fare da “jolly”: può coprire tutti i ruoli dal 4 all’8, in seconda e terza linea. Quesada può utilizzarlo come ricambio di Cannone, in concorrenza con Ruzza e Zambonin o come alternativa in terza linea, soprattutto come flanker. Anche in terza linea c’è tanta concorrenza: confermati il capitano Michele Lamaro, Manuel Zuliani, Lorenzo Cannone, Alessandro Izekor e David Odiase, mentre gli infortuni di Negri e Vintcent hanno aperto la strada alla convocazione di Samuele Locatelli, a completare un pacchetto di sei terze linee più Favretto. Lorenzo Cannone è l’unico “8” di ruolo, ma in tanti – da Lamaro al già citato Favretto, fino ad Odiase – possono giocare terza centro in caso di necessità. Tanta concorrenza anche per i due posti da flanker, anche perché Quesada ha a disposizione giocatori molto diversi tra loro: Lamaro è stato per due volte (2022 e 2024) il miglior placcatore del Sei Nazioni, Zuliani è uno specialista del breakdown, così come Locatelli sta crescendo molto in questo fondamentale, mentre Izekor e Odiase possono portare tanta fisicità in campo. La mediana In mediana, Quesada ha ritrovato Martin Page-Relo dopo un infortunio, e avrà a disposizione quelli che ormai sono i 4 mediani collaudati ad alto livello: Stephen Varney sta facendo una grande stagione ad Exeter e già a novembre si è dimostrato in grande forma, mentre l’italo-francese dovrà recuperare per tornare al 100% ma è un giocatore di grande continuità, oltre ad essere un importante aiuto nel gioco al piede e dalla piazzola, con i suoi calci dalla lunga distanza. Tra i quattro mediani Alessandro Fusco è col maggiore impatto dal punto di vista del ritmo, e viene spesso utilizzato a gara in corso in azzurro, anche per via della sua duttilità: può giocare ala e Quesada, nel tour estivo, lo aveva designato come possibile “secondo 10” in caso di problemi a Da Re nelle sfide col Sudafrica. Come Fusco a Parma, anche Alessandro Garbisi sta giocando con grande continuità al Benetton, alternandosi in maniera costante con Andy Uren. In assenza di Tommaso Allan, infortunato – ma forse recuperabile lungo il Sei Nazioni – Gonzalo Quesada ha chiamato Paolo Garbisi e Giacomo Da Re, oltre a Leonardo Marin che pur essendo inserito in lista come centro può giocare anche da numero 10. Garbisi è ormai titolare azzurro da 5 anni e rappresenta una garanzia assoluta in termini di gestione del gioco, oltre ad avere delle qualità difensive notevoli. Giacomo Da Re è stato rilanciato dal tour estivo in Sudafrica, e Quesada ha sempre espresso parole importanti su di lui. L’utilizzo di Marin potrebbe essere legato anche alla sua duttilità, potendo giocare praticamente in tutti i ruoli dal 10 al 15. I trequarti Per quanto riguarda i centri, ci si aspetta come sempre tanto dalla coppia Menoncello-Brex, confermatissima. Dietro di loro scalpita proprio Leonardo Marin, che sta giocando con continuità al Benetton in questo ruolo e garantisce un’importante alternativa a Brex come secondo playmaker. Tra i convocati ci sono anche Damiano Mazza (presente anche in autunno, seppur non schierato) e Paolo Odogwu, che torna in Nazionale dopo aver giocato con la Namibia questa estate e può ricoprire i ruoli di centro e ala, ed è reduce da prestazioni di peso al Benetton. Il numero di scelte nel triangolo allargato è stato ridotto dagli infortuni: prima Allan e Capuozzo, poi Todaro. Ci sono due estremi di ruolo: Lorenzo Pani e Matt Gallagher, dalle caratteristiche molto diverse, anche se entrambi dotati di un gran piede. Il primo più fantasioso e propositivo in attacco, il secondo più presente in fase di gestione del gioco tattico e sulle palle alte. Quesada ha già detto che sceglierà in base al tipo di partita. Per quanto riguarda le ali, Monty Ioane e Louis Lynagh rappresentano ormai delle garanzie, e hanno avuto una prima parte di stagione positiva. I convocati dell’Italia per il Sei Nazioni 2026 PiloniSimone FERRARI (Benetton Rugby, 69 caps)Danilo FISCHETTI (Northampton Saints 58 caps)Muhamed HASA (Zebre Parma 4 caps)Mirco SPAGNOLO (Benetton Rugby, 19 caps)Giosuè ZILOCCHI (Benetton Rugby, 24 caps) TallonatoriTommaso DI BARTOLOMEO (Zebre Parma, 6 caps)Pablo DIMCHEFF (Colomiers Rugby, 3 caps)Giacomo NICOTERA (Stade Français, 36 caps) Seconde LineeNiccolò CANNONE (Benetton Rugby, 58 caps)Riccardo FAVRETTO (Benetton Rugby, 8 caps)Federico RUZZA (Benetton Rugby, 67 caps)Andrea ZAMBONIN (Exeter Chiefs, 14 caps) Terze LineeLorenzo CANNONE (Benetton Rugby, 33 caps)Alessandro IZEKOR (Benetton Rugby, 8 caps)Michele LAMARO (Benetton Rugby, 49 caps)Samuele LOCATELLI (Zebre Parma, esordiente)David ODIASE (Zebre Parma, 3 caps)Manuel ZULIANI (Benetton Rugby, 38 caps) Mediani di mischiaAlessandro FUSCO (Zebre Parma, 20 caps)Alessandro GARBISI (Benetton Rugby, 19 caps)Martin PAGE-RELO (Bordeaux, 21 caps)Stephen VARNEY (Exeter Chiefs, 36 caps) Mediani di aperturaGiacomo DA RE (Zebre Parma, 6 caps)Paolo GARBISI (Toulon, 49 caps) CentriJuan Ignacio BREX (Toulon, 49 caps)Leonardo MARIN (Benetton Rugby, 17 caps)Damiano MAZZA (Zebre Parma, esordiente)Tommaso MENONCELLO (Benetton Rugby, 34 caps)Paolo ODOGWU (Benetton Rugby, 7 caps) Ali/EstremiMatt GALLAGHER (Benetton Rugby, 3 caps)Monty IOANE (Lione, 42 caps)Louis LYNAGH (Benetton Rugby, 9 caps)Lorenzo PANI (Zebre Parma, 8 caps)
Italia | 02/02/2026
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