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Sei Nazioni under 20: la presentazione di Italia-Scozia

Come l’anno scorso il Sei Nazioni under 20 dell’Italia comincia contro la Scozia: a Edimburgo nel 2025 finì 22-10 per gli Azzurrini, chiamati a confermarsi in una partita difficile che inaugura il nuovo ciclo con il capo allenatore Andrea di Giandomenico. Nell’ultimo Sei Nazioni gli Azzurrini si sono classificati al quarto posto, sfiorando il podio, con due vittorie, per poi chiudere il Mondiale al settimo posto. Gli scozzesi invece hanno chiuso quinti l’ultimo Sei Nazioni di categoria e decimi il Mondiale. Italia e Scozia si affronteranno venerdì 6 febbraio a Monigo alle 20.15, diretta Sky Sport Max. Come arriva l’Italia C’è tanta curiosità su come l’Italia scenderà in campo contro la Scozia. Gli ultimi precedenti sono stati sempre a favore degli Azzurrini, che non perdono dal 2020, ma ogni anno a livello under 20 le cose cambiano rapidamente, e la squadra di Andrea di Giandomenico dovrà farsi trovare pronta. La prima partita, poi, è sempre la più ricca di incognite, perché si conosce pochissimo della squadra avversarie ed è necessario non farsi mai trovare impreparati. Certamente gli Azzurrini possono basarsi a un gruppo in cui sono presenti diversi giocatori già rodati in under 20: Casarin, Faissal, Opoku (che ha esordito anche in Nazionale Maggiore), Brasini, Bianchi, Miranda, Celi, Fasti, Fardin. I risultati del 2025 sono stati convincenti, con il settimo posto Mondiale miglior risultato di sempre nella storia azzurra: adesso però c’è bisogno di confermarsi. Come arriva la Scozia La Scozia è uscita da una fase di crisi a livello under 20, culminata con la retrocessione nel Trophy del Mondiale e il mancato ritorno al primo colpo nel Championship, il massimo livello del torneo giovanile. Gli scozzesi però sono tornati competitivi nel 2025, battendo il Galles al Sei Nazioni e chiudendo il Mondiale al decimo posto dopo aver superato l’Irlanda. Si prospetta quindi una sfida difficile per l’Italia, soprattutto perché la Scozia può contare sulla stessa prima linea che già nel 2025 aveva messo in difficoltà tante squadre. Tutte le informazioni per seguire Italia-Scozia under 20 Italia e Scozia si affronteranno venerdì 6 febbraio alle 20.15 allo Stadio Monigo di Treviso: diretta tv su Sky Sport Max e diretta streaming su NOW. Quaterna arbitrale tutta francese: l’arbitro del match sarà Kevin Bralley, con Evan Urruzmendi e Damien Dauvissat assistenti. Al TMO Julien Castaignede. Le formazioni di Italia-Scozia under 20 Italia U20: 15 Pietro Celi, 14 Malik Faissal, 13 Daniele Coluzzi, 12 Riccardo Casarin (C), 11 Luca Rossi, 10 Roberto Fasti, 9 Alessandro Teodosio, 8 Davide Sette, 7 Carlo Antonio Bianchi, 6 Antony Italo Miranda, 5 Enoch Opoku-Gyamfi, 4 Simone Fardin, 3 Erik Meroi, 2 Ettore Dinarte, 1 Christian Brasini A disposizione: 16 Valerio Pelli, 17 Giacomo Messori, 18 Leonardo Tosi, 19 Jaheim Noel Wilson, 20 Marco Spreafichi, 21 Nikolaj Varotto, 22 Edoardo Vitale, 23 Tommaso Roda Scozia U20: 15 Henry Widdowson, 14 Nairn Moncrieff (VC), 13 Campbell Waugh, 12 Henry Kesterton, 11 Rory McHaffie, 10 Jake Dalziel, 9 Hamish MacArthur, 8 Rory Purvis, 7 Jack Utterson, 6 Sam Byrd, 5 Alfie Blackett, 4 Christian Lindsay, 3 Ollie Blyth-Lafferty, 2 Joe Roberts (C), 1 Oliver McKenna A disposizione: 16 Jamie McAughtrie, 17 Will Pearce, 18 Jamie Stewart, 19 Fin Ronnie, 20 Harvey Preston, 21 Oliver Finlayson-Russell, 22 Adam McKenzie, 23 Calum Jessop

Italia U20 | 06/02/2026

Sei Nazioni: Quesada schiera Marin ad estremo. Townsend col doppio mediano di mischia. L’analisi delle formazioni

Non mancano le sorprese nelle formazioni di Italia e Scozia che si sfideranno sabato 7 febbraio a Roma (calcio d’inizio ore 15.15, diretta Sky/Tv8) nella prima giornata del Sei Nazioni. Gonzalo Quesada punta sulla fantasia di Leonardo Marin, schierato ad estremo, con Lynagh e Ioane confermatissimi alle ali, mentre in mediana tocca ad Alessandro Fusco affiancare Paolo Garbisi. Il numero 9 delle Zebre torna titolare in maglia azzurra dopo il tour estivo 2025. Dall’altra parte, invece, Townsend sorprende tutti e schiera Jamie Dobie all’ala: il giocatore dei Glasgow Warriors è principalmente un numero 9, ma nel club viene utilizzato spesso anche in questo ruolo. Si accomoda in panchina invece Darcy Graham, che è un’ala pura e può cambiare le carte in tavola a partita in corso. L’altra sorpresa è rappresentata da Tom Jordan, schierato ad estremo al posto di Kinghorn, che alla vigilia sembrava favorito. Anche Jordan, come Marin, è un utility back che in passato ha giocato sia centro che apertura in Nazionale, e questo renderà il match ancora più imprevedibile. Incognite Buona parte del gioco della Scozia passa chiaramente da Finn Russell, l’uomo più importante. Di solito, però, l’obiettivo del campione scozzese è aprire gli spazi non solo per le imbucate dei centri Tuipulotu e Jones, ma anche fare il modo che il pallone arrivi alle forti ali scozzesi, che solitamente sono Van der Merwe e Graham. La scelta di schierare un’ala più fisica come Steyn e un mediano adattato come Dobie invece può cambiare le carte in tavola, rendendo ulteriormente imprevedibile l’attacco scozzese, così come potrebbe farlo Tom Jordan, che ha caratteristiche diverse rispetto a Kinghorn e garantisce un’altra opzione in cabina di regia. Una scelta simile a quella degli Azzurri, con Quesada che gioca la carta Marin. Nel 2025 nel ruolo di estremo si sono alternati Ange Capuozzo e Tommaso Allan, entrambi assenti per infortunio: l’estremo di ruolo è a disposizione in panchina, ed è Lorenzo Pani, ma Quesada ha deciso di partire con un utility back che garantisce un’ulteriore opzione in fase di impostazione. Marin è un giocatore particolarmente duttile, capace di coprire ogni ruolo dal 10 al 15, e nel corso degli 80 minuti potrebbe anche cambiare posizione. Inoltre è un giocatore di grande fantasia, che può garantire una certa imprevedibilità in attacco. Battaglia Prima di muovere il pallone bisognerà vincere la battaglia in mezzo al campo. Italia e Scozia sono due squadre notoriamente furiose nel breakdown ed entrambe usano tanti uomini nel punto d’incontro per sporcare i possessi avversari e provare a recuperare palla quando possibile. In questo senso, Quesada ha preferito ovviare all’assenza di un ballcarrier “puro” come Negri con una terza linea più dinamica possibile, con Lamaro e Zuliani insieme e Lorenzo Cannone numero 8. Il tecnico potrebbe poi cambiare le cose a partita in corso, avendo scelto per la panchina Riccardo Favretto, uno degli avanti più fisicamente prestanti a sua disposizione. Entrambe le formazioni, inoltre, si affidano molto ai propri centri: nell’Italia Brex è il regista del reparto trequarti, mentre Menoncello può usare tutto il suo talento sia attaccando per linee dirette, sia provando a cercare gli spazi in accelerazione; nella Scozia invece c’è Tuipulotu che attacca spesso per linee dirette, con Huw Jones invece più elusivo. Entrambe le coppie di centri saranno molto sollecitate in difesa, e quella che si dimostrerà più solida potrebbe fare la differenza anche nel risultato finale. Fasi statiche Se si parla di battaglia, non si può non pensare alla mischia ordinata, uno dei fondamentali in cui l’Italia è cresciuta di più negli ultimi anni. La prima linea titolare è quella di sempre, così come la panchina, ad eccezione dell’infortunato Riccioni con Hasa al suo posto. Dall’altra parte anche Townsend non fa esperimenti: ci sono Schoeman e Fagerson, con McBeth e Millar Mills dalla panchina. In un confronto che si prospetta equilibrato la prevalenza di uno dei due pacchetti potrebbe indirizzare il match da una parte e dall’altra. Per quanto riguarda la rimessa laterale si attende una conferma importante da parte di Andrea Zambonin, chiamato a giocarsela contro due giocatori esperti come Cummings e Gilchrist. Nel Sei Nazioni 2025 la percentuale di rimesse laterali vinte è stata praticamente identica: 90% per l’Italia, 90.5% per la Scozia, ma anche una sola rimessa vinta nel momento giusto può fare la differenza. Piede e ripartenze L’incognita principale riguarda il gioco al piede. Nessuna delle due squadre ha schierato un estremo “puro”, considerando che Marin e Jordan sono entrambi aperture e centri, e anche i due mediani d’apertura Garbisi e Russell non sono giocatori da lunga battaglia tattica: entrambi tendono piuttosto a usare il piede per sorprendere la difesa avversaria. Il gioco al piede, quindi, potrebbe essere molto più legato alla volontà di mettere pressione agli avversari e di riconquistare il pallone, ed essere quindi affidato ai due numeri 9: Fusco da una parte e White (o Dobie) dall’altra. Anche perché entrambe le formazioni sanno come ripartire velocemente: Steyn (e ancor di più Graham dalla panchina) e Ioane sono due giocatori difficili da fermare, e basta un calcio sbagliato dagli avversari per innescarli. La presenza in panchina di Pani, giocatore in grado di creare scompiglio nelle difese avversarie, può rappresentare un’ulteriore opzione, soprattutto nel finale di partita quando gli spazi potrebbero aumentare. Le formazioni di Italia-Scozia Italia: 15 Leonardo Marin, 14 Louis Lynagh, 13 Juan Ignacio Brex, 12 Tommaso Menoncello, 11 Monty Ioane, 10 Paolo Garbisi, 9 Alessandro Fusco, 8 Lorenzo Cannone, 7 Manuel Zuliani, 6 Michele Lamaro (C), 5 Andrea Zambonin, 4 Niccolò Cannone, 3 Simone Ferrari, 2 Giacomo Nicotera, 1 Danilo Fischetti A disposizione: 16 Tommaso Di Bartolomeo, 17 Mirco Spagnolo, 18 Muhamed Hasa, 19 Federico Ruzza, 20 Riccardo Favretto, 21 Alessandro Garbisi, 22 Giacomo Da Re, 23 Lorenzo Pani Scozia: 15 Tom Jordan, 14 Kyle Steyn, 13 Huw Jones, 12 Sione Tuipulotu (C), 11 Jamie Dobie, 10 Finn Russell, 9 Ben White, 8 Jack Dempsey, 7 Rory Darge, 6 Matt Fagerson, 5 Grant Gilchrist, 4 Scott Cummings, 3 Zander Fagerson, 2 Ewan Ashman, 1 Pierre Schoeman A disposizione: 16 George Turner, 17 Nathan McBeth, 18 Elliot Millar Mills, 19 Max Williamson, 20 Gregor Brown, 21 George Horne, 22 Adam Hastings, 23 Darcy Graham

Italia | 06/02/2026

Il Sei Nazioni 2026 all’insegna dell’inclusione, la solidarietà e l’ecosostenibilità

Roma - La Federazione Italiana Rugby conferma il proprio impegno, quello dei propri Club e degli stakeholder coinvolti, di rendere le due partite interne del Sei Nazioni 2026, un evento sostenibile e inclusivo.  Il Sei Nazioni si conferma così non solo una competizione di alto livello internazionale, ma anche una piattaforma capace di generare valore sociale, ambientale, culturale e educativo per il territorio e la comunità. ISO 20121 – Un sistema di gestione di evento sostenibile Il Sei Nazioni di Roma è un evento gestito in modo sostenibile e il cui Sistema di gestione è certificato secondo lo standard internazionale ISO20121 per gli eventi sostenibili. Lo standard consente di monitorare e migliorare gli impatti ambientali, sociali ed economici dell’evento, garantendo trasparenza, responsabilità e coinvolgimento attivo degli stakeholder. Clicca qui per vedere tutte le iniziative sostenibili.  UNICEF – Una meta che vale di più Prosegue la collaborazione tra Federazione Italiana Rugby e UNICEF con l’iniziativa “Una Meta per il Futuro”, che trasforma ogni meta della Nazionale Italiana in un contributo concreto a sostegno dei diritti dell’infanzia. Le risorse raccolte supportano programmi di istruzione, protezione e assistenza umanitaria per bambini e bambine in contesti di emergenza, rafforzando il ruolo dello sport come strumento di solidarietà e responsabilità sociale. Per il Sei Nazioni 2026 è stato attivato l’SMS solidale che permetterà a tutti i tifosi e le tifose, allo Stadio e da casa, di donare inviando un SMS al 45525. FAO - ONU Prosegue la collaborazione tra FIR e FAO, annunciata in occasione della Giornata Internazionale della Consapevolezza sulle Perdite e gli Sprechi Alimentari, che sottolinea l’impegno collettivo del rugby nel promuovere scelte alimentari consapevoli e nel favorire la sostenibilità attraverso il linguaggio universale dello sport. La FIR si impegna a coinvolgere atleti, tifosi e comunità in tutta Italia e oltre nel compiere scelte alimentari consapevoli con contenuti multimediali realizzati in collaborazione con FAO. AWORLD – Gaming per la sostenibilità  Piattaforma ufficiale della campagna delle Nazioni Unite ActNow, che, attraverso sfide di gruppo e premi, aiuta gli utenti a ridurre il proprio impatto ambientale e adottare comportamenti più eco-sostenibili nella vita quotidiana. Per partecipare, basta scaricare l'App AWorld, cercare la community FIR, Rugby&Sustainability e partecipare alla Missione sul Sei Nazioni: una sfida a punti per misurare il proprio impegno per rendere il nostro sport più sostenibile! Ma non solo: completando le Missioni e guadagnando gemme si potrà ottenere uno sconto Macron per il merchandising del Rugby.  POLO SALUTE E PREVENZIONE – visite gratuite con Mo4Mo, Policlinico Gemelli e la Fondazione Progetti del Cuore Mo4Mo, associazione Partner Sociale FIR da alcuni anni in occasione del Sei Nazioni, per questa edizione effettuerà visite urologiche maschili gratuite presso il piano terra dello Stadio Centrale del Tennis del Foro Italico, lato Viale delle Olimpiadi, dalle ore 12:30 alle ore 14:30. Quest’anno, il polo salute e prevenzione si arricchisce della presenza del Policlinico Gemelli che effettuerà gratuitamente il longevity check up con screening per valutare fattori di rischio, massa muscolare e performance cognitive al piano terra dello Stadio Centrale del Tennis Foro Italico, lato Viale dei Gladiatori, dalle ore 10:00 alle ore 15:00. Inoltre, nel Villaggio sarà possibile effettuare prevenzione cardiologica grazie alla presenza dell’ambulatorio mobile della Fondazione Progetti del Cuore, che attraverso la loro iniziativa HOPE,che rientra nel programma di attività dell’associazione, è impegnata nella promozione della prevenzione e della cultura della salute cardiovascolare su tutto il territorio nazionale. L’ambulatorio si troverà su Via del Giavellotto e sarà attivo dalle 10:00 alle 15:30.  EQUOEVENTO - Lotta allo spreco alimentare  Partner Sociale del Sei Nazioni, che da anni si occupa di combattere lo spreco alimentare raccogliendo le eccedenze alimentari dell’evento, generate nelle aree Hospitality e nei Food del Villaggio al termine di ogni partita, che vengono così donati ad enti caritatevoli.  Solo nella scorsa edizione Del Torneo, Equoevento ha potuto recuperare circa 1.690 porzioni di cibo e evitando che circa 254 kg di alimenti venissero gettati, riducendo rifiuti ed emissioni di CO₂ e trasformando una buona pratica ambientale in un gesto concreto di solidarietà. Inclusione e accessibilità  MondOvale Responsabile garantisce servizi dedicati per persone con disabilità, tra cui settori riservati, accompagnamento, Quiet Room, spazio riservato a minori con spettro autistico, e audiodescrizione per ciechi e ipovedenti.  Ambiente e mobilità sostenibile Durante le giornate di gara molta attenzione viene posta alla raccolta differenziata e ad attività di sensibilizzazione dedicate, come i cartelli che in prossimità dei bidoni ricordano al pubblico che il bicchiere della birra Peroni è compostabile e va smaltito nell’organico. In collaborazione con Roma Mobilità e ATAC viene promosso l’utilizzo del trasporto pubblico e della mobilità sostenibile, con stalli per bici, monopattini e car sharing, contribuendo alla riduzione dell’impatto ambientale legato agli spostamenti. Vivi il Sei Nazioni in modo responsabile La Federazione Italiana Rugby invita tifosi, partner e stakeholder a partecipare attivamente al progetto MondOvale Responsabile, adottando comportamenti sostenibili, utilizzando il trasporto pubblico, riducendo gli sprechi, sostenendo le iniziative solidali e valorizzando il patrimonio culturale del territorio. Ogni gesto conta: il Sei Nazioni 2026 è un’esperienza da vivere dentro e fuori dal campo, nel segno del rispetto, dell’inclusione e della responsabilità

FIR per il Sociale | 06/02/2026

Italrugby, Quesada: “Scozia squadra pericolosa. Emozionante giocare con lo stadio Olimpico pieno”

Roma – Ufficializzata la formazione dell’Italia che affronterà la Scozia sabato 7 febbraio alle 15.10 allo Stadio Olimpico di Roma, partita che sarà trasmessa in diretta su Sky Sport Uno, in chiaro su TV8 e in streaming su TV8. Sul match contro la Scozia, prima giornata del torneo, Quesada ha sottolineato: “Se penso alla partita contro l’Inghilterra di due anni fa che abbiamo perso di pochi punti… mi ha fatto “impazzire”. C’erano tantissime cose positive in quella partita, ma si poteva vincere e non abbiamo vinto, anche se l’ambiente in generale era contento della gara disputata. Adesso arriviamo a giocare contro la Scozia, che ha dichiarato più volte di puntare al Sei Nazioni, in una maniera differente, vista dagli altri. Oggi possiamo pensare di giocarcela davvero contro di loro, senza sorprese. E’ strano pensare che per qualcuno la vittoria della Scozia sarebbe una sorpresa: sono una grande squadra”. Sulla pericolosità della Scozia e le partite giocate nella finestra autunnale: “Abbiamo visto le partite e le abbiamo analizzate: la Scozia ha fatto cose importanti per 55-60 minuti col pallone in mano. Con l’Argentina erano 21-0, poi l’Argentina è stata brava a rimanere in partita e a trovare con la panchina la forza di ribaltare l’incontro, soprattutto grazie alla prestazione di Santiago Carreras: sono andati all’arrembaggio non avendo più nulla da perdere e l’hanno ribaltata. Non dimentichiamo però che anche noi siamo stati capaci negli ultimi anni di rimontare: a Roma due anni fa perdevamo 3-14, l’anno scorso a Murrayfield 14-0, in entrambe le circostanze dopo pochi minuti. In un caso abbiamo vinto e in un caso abbiamo perso, abbiamo analizzato le situazioni con attenzione”. Sulle scelte di formazione, in particolare in panchina: “Stare sul 6+2 ci piace molto, anche perché il rugby di oggi va in quella direzione. Di solito avendo Page-Relo e Allan andiamo verso quella strada, anche perché sono comunque tutti piazzatori. Questo è un fattore da non sottovalutare: i piazzatori servono sempre, sono partite del Sei Nazioni e soprattutto in questo caso si potrebbero giocare su pochi punti, quindi abbiamo deciso di portare Giacomo Da Re, che lo sa fare e che può coprire più di un ruolo. Vedendo come siamo messi e tutti gli elementi che la partita potrebbe portaci a utilizzare e a interpretare abbiamo pensato che il 5+3 fosse la cosa migliore: non vogliamo prendere rischi anche sui ruoli. Federico Ruzza e Favretto ci daranno duttilità in seconda e terza linea e nella linea arretrata abbiamo giocatori che sanno ricoprire diverse posizioni. Dobbiamo essere una squadra organizzata in tutte le circostanze, eventualmente anche per infortuni, cartellini o altro. Non vogliamo fare troppi adattamenti, ma avere soluzioni”. Sullo Stadio Olimpico pieno ha dichiarato: “Giocheremo davanti alle nostre famiglie, in uno stadio pieno: sarà qualcosa di incredibile. Sappiamo che ci saranno anche tanti scozzesi, sarà una partita importante. Speriamo di essere di ispirazione per i giovani, che è uno dei nostri obiettivi. Sentiamo che i tifosi ci supportano: è una bella responsabilità, ma anche un’enorme gioia e motivazione” ha concluso Quesada.

Italia | 05/02/2026

FIR e AWorld: rinnovata la collaborazione per un rugby d’impatto. La community della sostenibilità scende in campo per il Sei Nazioni 2026

La Federazione Italiana Rugby è lieta di annunciare il rinnovo della collaborazione con AWorld, la piattaforma ufficiale a supporto della campagna delle Nazioni Unite ActNow. Dopo la community FIR, Rugby & Sostenibilità lanciata durante il World Rugby U-20 Championship 2025, la collaborazione si rafforza e si proietta verso il prestigioso palcoscenico del Guinnes Sei Nazioni 2026. Il legame tra FIR e AWorld non è più solo una novità digitale, ma una sinergia che invita l’intera famiglia del rugby — atleti, staff, volontari e l'incredibile pubblico del Sei Nazioni — a confermare il proprio ruolo di "giocatori attivi" nel cambiamento climatico e sociale. Un impegno certificato: lo standard ISO20121 Il Torneo Sei Nazioni rappresenta un’importante occasione per scendere in campo insieme a FIR. In linea con la Certificazione ISO20121, fiore all’occhiello delle partite giocate a Roma, invitiamo tutti i tifosi ad adottare azioni concrete durante i match day e nella vita quotidiana: Seguire le regole della corretta raccolta differenziata. Aderire al principio delle 3R (riduci, ricicla, riutilizza). Prediligere la mobilità sostenibile per raggiungere lo stadio. Favorire l'accessibilità e l'inclusione, valori cardine del DNA rugbistico. Partecipa alla sfida: l’obiettivo 2026 A partire da oggi, attraverso la piattaforma AWorld, tutti i membri della community possono dare il proprio contributo tangibile: Registrare le proprie azioni sostenibili quotidiane. Partecipare ai "Team Challenge" legati alle sfide del Sei Nazioni. Accumulare punti per scalare la classifica della sostenibilità e sbloccare ricompense esclusive nel marketplace virtuale. Raggiungere l’obiettivo collettivo: quest'anno puntiamo a superare le 5.000 attività sostenibili registrate durante il periodo del torneo. Attraverso questo rinnovo, la FIR ribadisce i propri valori autentici: partecipazione, inclusione e sostenibilità, trasformando la passione per la palla ovale in un motore di impatto reale e misurabile per il pianeta. Fai meta nel Marketplace: guadagna gemme e premi La tua partecipazione non fa bene solo al pianeta, ma ti premia direttamente: Ogni attività completata ti permette di guadagnare punti XP e scalare la classifica. Completando le Missioni specifiche potrai accumulare gemme. Con 500 gemme potrai ottenere uno sconto Macron per l'acquisto del merchandising ufficiale Azzurro! Vuoi fare la differenza? Scarica o aggiorna AWorld dagli store digitali, accedi alla community FIR "Rugby&Sostenibilità" e inizia a certificare le tue azioni. Ogni piccolo gesto conta per la meta finale.

News | 05/02/2026

Italrugby, il XV per la sfida alla Scozia

Roma – Gonzalo Quesada, Commissario Tecnico della Nazionale Italiana Maschile, ha ufficializzato la formazione che affronterà la Scozia sabato 7 febbraio alle 15.10 allo Stadio Olimpico di Roma, match valido per la prima giornata del Guinness Sei Nazioni 2026. La partita sarà trasmessa in diretta su Sky Sport Uno, in chiaro su TV8 e in streaming su NowTv. Sarà il confronto numero 39 tra le due squadre con l’ultimo confronto allo Stadio Olimpico di Roma che sorride agli Azzurri, primo successo dell’era Quesada con la Nazionale Maschile. Sarà un match speciale per tre atleti che avranno l’onore di entrare in campo prima della squadra: Michele Lamaro, Juan Ignacio Brex e Paolo Garbisi toccheranno quota 50 caps nel match d’esordio del torneo. Inedito triangolo allargato con Marin nel ruolo di estremo e Ioane-Lynagh. Torna la coppia di centri formata da Brex e Menoncello, mentre le chiavi della mediana saranno affidate a Paolo Garbisi e Alessandro Fusco che ha collezionato il primo cap da titolare nel Sei Nazioni proprio contro la Scozia nel 2023 a Edimburgo. In terza linea – insieme a capitan Lamaro – ci saranno Lorenzo Cannone e Zuliani. In seconda linea Zambonin e Niccolò Cannone, mentre in prima linea scenderanno in campo Ferrari, Nicotera e Fischetti. Prima convocazione in lista gara – nel Guinness Sei Nazioni – per Di Bartolomeo, Hasa e Da Re. Insieme ai tre giocatori in forza alle Zebre, pronti a subentrare dalla panchina Spagnolo, Ruzza, Favretto, Alessandro Garbisi e Pani. Non sarà disponibile per la partita Martin Page-Relo: il mediano di mischia in forza al Bordeaux non ha recuperato dal suo infortunio ed è rientrato al suo club di appartenenza, mentre Stephen Varney in settimana ha svolto allenamento differenziato per recuperare da un infortunio muscolare agli adduttori. Dirigerà il match il fischietto neozelandese Ben O’Keeffe. Questa la formazione che scenderà in campo: 15 Leonardo MARIN (Benetton Rugby, 17 caps) 14 Louis LYNAGH (Benetton Rugby, 9 caps) 13 Juan Ignacio BREX (Tolone, 49 caps) 12 Tommaso MENONCELLO (Benetton Rugby, 34 caps) 11 Monty IOANE (Lione, 42 caps) 10 Paolo GARBISI (Tolone, 49 caps) 9 Alessandro FUSCO (Zebre Parma, 20 caps) 8 Lorenzo CANNONE (Benetton Rugby, 33 caps) 7 Manuel ZULIANI (Benetton Rugby, 38 caps) 6 Michele LAMARO (Benetton Rugby, 49 caps) – capitano 5 Andrea ZAMBONIN (Exeter Chiefs, 14 caps) 4 Niccolò CANNONE (Benetton Rugby, 58 caps) 3 Simone FERRARI (Benetton Rugby, 69 caps) 2 Giacomo NICOTERA (Stade Français, 36 caps) 1 Danilo FISCHETTI (Northampton Saints 58 caps) A disposizione 16 Tommaso DI BARTOLOMEO (Zebre Parma, 6 caps) 17 Mirco SPAGNOLO (Benetton Rugby, 19 caps) 18 Muhamed HASA (Zebre Parma 4 caps) 19 Federico RUZZA (Benetton Rugby, 67 caps) 20 Riccardo FAVRETTO (Benetton Rugby, 8 caps) 21 Alessandro GARBISI (Benetton Rugby, 19 caps) 22 Giacomo DA RE (Zebre Parma, 6 caps) 23 Lorenzo PANI (Zebre Parma, 8 caps)

Italia | 05/02/2026

Italia XV: annunciata la formazione iniziale che affronterà la Scozia “A”

(Rieti) - Il Responsabile Tecnico dell’Italia XV, Massimo Brunello, ha scelto la formazione iniziale che affronterà domani la Scozia "A" allo stadio “Manlio Scopigno” di Rieti, con fischio d’inizio alle ore 18:30. Si tratta della seconda Nazionale valida ai fini dell’eleggibilità internazionale, funzionale allo sviluppo del Progetto Tecnico Federale, con l’obiettivo di ampliare la base dalla quale il Commissario Tecnico Gonzalo Quesada potrà attingere in vista delle future esigenze della selezione Maggiore. Il commento del Responsabile Tecnico Massimo Brunello: “È un impegno severo perché la Scozia presenta una buona formazione, cosa che pensiamo di aver fatto anche noi. È un test stimolante, siamo motivati e vogliamo disputare una buona partita. Il campo è in ottime condizioni e speriamo che sia anche uno spettacolo piacevole da vedere”. Arbitrerà l’incontro Daniele Pompa; gli assistenti saranno Gabriel Chirnoaga ed Edoardo Pelliccioni. Quarto uomo Francesco Pier’Antoni, quinto ufficiale Emanuele Tomò. Italia XV 15  Mirko BELLONI  (Zebre Parma, 2 caps) 14  Leonardo Antonio SODO MIGLIORI (Fiamme Oro Rugby Roma) 13  Francois Carlo MEY (Soyaux Angoulême) 12  Giulio BERTACCINI (Zebre Parma, 4 caps) 11  Simone GESI (Zebre Parma, 5 caps) 10  Giovanni MONTEMAURI (Zebre Parma) 9      Lorenzo CITTON (Rugby Petrarca) 8      Davide RUGGERI (Zebre Parma) K 7      Nelson CASARTELLI (Mogliano Veneto Rugby) 6      Giulio MARINI (Benetton Rugby Treviso) 5      Alessandro ORTOMBINA (Zebre Parma) 4      Matteo CANALI (Zebre Parma, 2 caps) 3      Marcos Francesco GALLORINI (Benetton Rugby Treviso) 2      Nicholas GASPERINI (Benetton Rugby Treviso) 1      Destiny Aminu (Benetton Rugby Treviso) Replacement: 16  Giovanni QUATTRINI (Zebre Parma) 17  Luca FRANCESCHETTO (Zebre Parma) 18  Fabio Maria MOROSI (Fiamme Oro Rugby Roma) 19  Alex MATTIOLI (Racing Paris) 20  Giacomo FERRARI (Zebre Parma) 21  Cristiano Giuseppe Carlo TIZZANO (Mogliano Veneto Rugby) 22  Simone BRISIGHELLA (Valorugby Emilia) 23  Alessandro Forcucci (Fiamme Oro Rugby Roma) Scozia “A” 15. Harry PATERSON (Edinburgh Rugby)14. Kyle ROWE (Glasgow Warriors)13. Ollie SMITH (Glasgow Warriors)12. Cameron REDPATH (Bath Rugby)11. Arron REED  (Sale Sharks)10. Fergus BURKE  (Saracens) VK 9. Gus WARR  (Sale Sharks)8. Alexander MASIBAKA (Montpellier)7. Freddy DOUGLAS (Edinburgh Rugby)6. Andy ONYEAMA-CHRISTIE (Saracens) VK5. Alex CRAIG (Glasgow Warriors)4. Jonny GRAY (Union Bordeaux Bègles) K3. D’arcy RAE  (Edinburgh Rugby)2. Gregor HIDDLESTON – (Glasgow Warriors)1. Rory SUTHERLAND (Glasgow Warriors) Replacement16. Harri MORRIS (Edinburgh Rugby)17. Alec HEPBURN (Scarlets)18. Will HURD (Leicester Tigers)19. Magnus BRADBURY (Edinburgh Rugby)20. Euan FERRIE (Glasgow Warriors)21. Josh BAYLISS (Bath Rugby)22. Ben AFSHAR (Glasgow Warriors)23. Dan LANCASTER (Glasgow Warriors)

Italia A | 05/02/2026

Paolo Garbisi: “L’Under 20 è un passaggio fondamentale, ma è importante non sentirsi ‘arrivati’. Godetevela col sorriso”

Per molti ragazzi l’under 20 è un passaggio fondamentale, la prima vera “finestra” sul mondo del rugby internazionale. Tanti ragazzi che oggi fanno parte del nucleo della Nazionale maggiore sono passati dal Sei Nazioni under 20, come Paolo Garbisi, che ricorda con grande piacere quei due anni di crescita e di formazione: “È un’esperienza bellissima, perché è comunque la prima volta che fai un po’ le stesse cose che fanno i grandi. Giochi il Sei Nazioni negli stessi weekend della Maggiore, giochi un vero Mondiale, è un po’ il momento in cui anche le cose cominciano a diventare davvero serie. L’under 20 è un primo assaggio di quello che sarà poi l’alto livello, ed è una cosa molto stimolante e divertente. Ho avuto la fortuna di vivere due anni con due gruppi fantastici, con risultati magari altalenanti, ma siamo sempre stati competitivi: questo porta anche ad apprezzare di più il percorso”. La tua annata visse un periodo particolare, visto che nel 2020 il Sei Nazioni U20 si fermò a metà a causa del Covid… “Fu un enorme dispiacere, non solo per il torneo in sé ma per tutte le opportunità perdute. Ricordo che eravamo in raduno a Roma e ci avevano già detto che avremmo dovuto fare un allenamento congiunto con la Nazionale Maggiore in vista della quarta giornata contro l’Irlanda, quindi eravamo tutti felicissimi, non vedevamo l’ora di stare in campo insieme ai grandi. L’allenamento credo fosse previsto giovedì, ma già a inizio settimana ci mandarono a casa a causa del Covid: fu un periodo strano, tra il dispiacere di non poter giocare il Sei Nazioni e il dubbio di non sapere cosa sarebbe successo”. Ti è dispiaciuto non finire lì in modo lineare quel percorso? “Chiaramente sì, perché avrei voluto concludere il percorso con i ragazzi con cui l’avevo iniziato. Col senno di poi, è anche vero che non finire il Sei Nazioni mi ha permesso di concluderlo poi con la Nazionale Maggiore, esordendo a ottobre con l’Italia seniores contro l’Irlanda. Diciamo che nella sfortuna alla fine sono stato fortunato, ma chiaramente all’inizio il dispiacere è stato tanto, anche perché ovviamente non avevo la minima idea che pochi mesi dopo avrei esordito in Nazionale”. Il tuo è stato un salto rapidissimo: titolare nella prima uscita del Benetton della stagione 20-21, e poi titolare anche in Nazionale. Come l’hai vissuto? “È stato davvero tutto velocissimo. A giugno ho saputo che non avrei ricominciato con il Petrarca ma che mi sarei trasferito al Benetton, ma sapevo di essere la terza apertura dietro Tommy Allan e Ian Keatley, quindi sicuramente non mi aspettavo di giocare la prima partita. È stato tutto un insieme di fattori: Allan si fece male, Keatley stava per diventare padre ed è tornato in Irlanda, e sono rimasto solo io. È stato subito un primo balzo importante, ma pur avendo esordito col Benetton non mi aspettavo di essere chiamato in Nazionale, tantomeno di giocare subito. È stato un susseguirsi di eventi inaspettati. Alla fine mi hanno portato tanta gioia, tanto onore, perché alla fine il mio obiettivo è sempre stato arrivare in Nazionale”. Quanto ha inciso il tuo percorso in under 20 in questo “salto” così rapido? “Penso sia stata una tappa molto importante, perché come detto è il primo vero assaggio dell’alto livello, anche per il tipo di tornei che si giocano e per i contesti che si vivono, sia al Sei Nazioni sia al Mondiale. Dall’altro lato è comunque importante ricordare che c’è un divario grande tra l’under 20 e la Nazionale Seniores, per cui è un passaggio che deve essere trattato con la massima accuratezza e con la coscienza – da parte di noi ragazzi – che si tratta di una fase di passaggio comunque ancora lontana dall’altissimo livello. L’under 20 è importantissima ma deve essere considerata un punto di partenza dal quale continuare a migliorarsi sempre di più per cercare di arrivare al livello successivo. È importante non sentirsi mai “arrivati”, perché si rischia poi di subire l’impatto con quello che è il mondo professionistico. È un consiglio che mi permetto di dare ai ragazzi, ma principalmente per evitare che poi possano rimanerci male: non bisogna pensare che tutto poi arriverà in automatico solo perché si è arrivati in under 20, non bisogna pensare che sia sufficiente. Comunque tutte le nazionali precedenti impongono che ci sia un cambio di generazione di anno in anno, cosa che ovviamente non c’è in Nazionale Maggiore. Quindi è ovviamente a livello numerico più facile far parte di quelle nazionali dove ogni anno cambiano i giocatori, mentre invece a livello Seniores c’è un gruppo già consolidato nel quale devi provare ad entrare”. Che cosa ti disse Franco Smith quando ti disse che avresti giocato titolare contro l’Irlanda? “Mi disse una cosa che mi rimarrà sempre, fu un messaggio molto speciale. Mi disse che in Sudafrica c’è un detto: “If you are good enough, you are old enough”, se sei abbastanza bravo sei anche abbastanza grande. Era un modo per dirmi di non preoccuparmi, perché se ero arrivato fin lì me lo meritavo: è stato un modo per darmi fiducia e togliermi pressione. E poi mi ha detto di stare tranquillo e cercare di divertirmi”. Qual è stato invece il momento più bello della tua esperienza in under 20? “Il Mondiale in Argentina. Ne ho parlato più volte anche con mio fratello Alessandro, che purtroppo ha avuto la sfortuna di capitare nelle annate in cui a causa del Covid non si è giocato, è davvero un peccato per lui e per tutta la sua generazione aver perso questa esperienza. Ho avuto la fortuna di giocarlo in Argentina, un Paese che non avevo mai visitato prima, e fu un’esperienza incredibile: ti rendi conto che stai facendo qualcosa di bello, di importante, ci sono tutte le migliori nazioni del mondo, gli All Blacks, il Sudafrica, tutte quelle delle Sei Nazioni. Poi al tempo – non so se sia ancora così – c’erano due o tre squadre nello stesso hotel, quindi dopo tre o quattro settimane insieme finivi per creare legami importanti anche con ragazzi di altre Nazionali”. Quali altri consigli daresti a un ragazzo alla prima esperienza in under 20? “Come detto, oltre a stare attenti a non sentirsi mai “arrivati” perché il percorso è ancora lungo, credo che quella dell’under 20 sia un’esperienza da affrontare con l’idea di dare veramente tutto, ma bisogna anche godersela appieno. Può durare un anno, per i più fortunati al massimo due, quindi è breve ma molto intensa, ed è una cosa che a prescindere dalla carriera che si farà ci si porterà dietro per tutta la vita. Bisogna sempre avere in testa il fatto che ci sono tantissimi ragazzi che aspirano a giocare nell’Italia under 20, quindi è giusto spingere ogni giorno per dimostrare di meritare questa opportunità. Allo stesso tempo, però, è importante affrontare tutto col sorriso e con impegno allo stesso tempo: per dirla in modo semplice, l’under 20 è veramente una figata”.

Italia U20 | 05/02/2026

Come funziona il TMO? Il rapporto con l’arbitro, il margine di intervento e la preparazione della partita con Matteo Liperini

Il TMO (Television Match Official) è ormai diventato un elemento chiave del rugby moderno ed è un sostegno fondamentale all’arbitro, soprattutto quando si tratta di dettagli che possono cambiare la partita: un contatto con la testa, un avanti prima della linea di meta, un fallo pericoloso da valutare. Matteo Liperini, arbitro e soprattutto TMO di tante partite importanti, ha raccontato nei dettagli come funziona il contatto costante con l’arbitro prima, durante e dopo il match, come si prepara una partita e come si interviene nel modo migliore su una decisione dubbia. In questo Sei Nazioni Liperini sarà TMO in Inghilterra-Irlanda (con Andrea Piardi arbitro e Gianluca Gnecchi assistente) e sarà al bunker, un ruolo che nel giro di due anni è già diventato un altro elemento chiave del rugby internazionale, in Scozia-Inghilterra e Francia-Inghilterra. Quando può intervenire il TMO? “Il TMO segue un protocollo World Rugby ben specifico, che definisce le aree di gioco in cui può o non può entrare. In linea generale il TMO interviene in due situazioni fondamentali: l’antigioco – colpi alla testa, gioco violento o pericoloso, falli contro lo spirito del gioco che in inglese vengono definiti ‘cynical’ – e le situazioni di meta, in cui si interviene per verificare se una marcatura è stata segnata, se c’è un grounding, se c’è stato un fallo in attacco o un in avanti. Ovviamente nel protocollo ci sono tante piccole sfaccettature, ma il TMO interviene principalmente in queste due situazioni. Negli ultimi anni questo protocollo si è evoluto: ad esempio, per verificare se c’era stato un in avanti in una situazione di meta si poteva intervenire fino a 3 fasi prima della marcatura, adesso invece la finestra di ingresso del TMO è molto più ampia ed è legata all’inizio della fase di possesso che ha portato alla meta. Per esempio: se una squadra ha la palla, commette un in avanti ma continua a giocare, anche per 15 fasi, e poi segna, il TMO può intervenire. Se una squadra perde il pallone in avanti, continua a giocare, poi perde il possesso e dopo un’altra azione lo riconquista e segna, a quel punto il TMO non può intervenire, perché c’è stato un passaggio di possesso con l’avversario. Inoltre, adesso il TMO può intervenire anche nelle situazioni in cui bisogna valutare se un placcaggio è stato completato o meno”. Com’è il rapporto tra arbitro e TMO? Ci si interfaccia già prima della partita? "Allora, il rapporto TMO-arbitro è fondamentale e lo testimonia, per esempio, il rapporto che io ho personalmente con Andrea Piardi. È un rapporto che si crea man mano, acquisendo esperienza ed empatia: quando andiamo in campo con Andrea troviamo quella sintonia per cui io so sempre cosa lui vuole da me e lui sa cosa io voglio da lui, sappiamo cosa aspettarci l’uno dall’altro e sappiamo quando dobbiamo stare zitti e quando intervenire. È una cosa che si crea con il tempo e con tanto lavoro dietro, con l’esperienza e con le partite. Il lavoro di preparazione pre-partita è lo stesso con tutti i direttori di gara: verifichiamo principalmente le situazioni di gioco più probabili, simuliamo dei processi in modo da poter arrivare alla stessa decisione. Ad esempio, guardiamo un’azione e ci chiediamo ‘per me è rosso, per te?’. E poi si lavora sul processo: cosa consideriamo antigioco, su cosa devo intervenire, su cosa vuoi che invece non intervenga. Si lavora così: clip dopo clip. Ovviamente nel caso di Andrea partiamo già da una conoscenza fuori dal campo e da una sintonia creata negli anni, con un arbitro nuovo invece questa sintonia bisogna crearla: il ruolo del TMO è legato alle cosiddette “live call”, le chiamate live durante la partita, e con un arbitro nuovo devi capire se vuole un certo tipo di chiamata, se vuole un mio intervento in un determinato momento della partita, su come vuole affrontare la formal review, ovvero il momento in cui l’arbitro e gli assistenti vanno allo schermo a verificare una situazione”. Quando è il TMO a decidere di intervenire e quando invece è l’arbitro a chiamarlo? "Io posso entrare a chiamare l’arbitro ogni volta che dal video vedo qualcosa che l’arbitro non ha visto, ovviamente sempre riferita alle situazioni in cui il TMO può intervenire, come dicevamo prima. Per esempio: l’arbitro vede il pallone a terra e assegna la meta, io dal video, col frame by frame, vedo che la meta non c’è perché c’è un in avanti prima o perché c’è un piede in touche o per qualsiasi altra situazione irregolare, e a quel punto intervengo. L’arbitro invece può chiamare me quando già in campo ha un dubbio: per esempio vede due giocatori che corrono verso l’area di meta, cadono insieme e non è riuscito a capire chi ha schiacciato. A quel punto l’arbitro ferma il gioco, viene da me e dice: ‘Non ho visto chi ha schiacciato e se è meta, guardiamola insieme’” Come funziona la revisione sul campo? “Una volta che si arriva a vedere le immagini sullo schermo il processo di ‘formal review’ inizia sempre con la visione delle immagini a velocità normale. Noi al TMO dobbiamo fare attenzione a non esagerare col rallentatore, perché il frame by frame è il peggior nemico dell’arbitro e tante situazioni vengono snaturate quando si guardano fotogramma per fotogramma. Per questo il processo TMO inizia sempre con il ‘live speed’, poi eventualmente si rallenta, si cambiano gli angoli, ma prima di prendere una decisione l’azione va rivista sempre un’ultima volta a velocità reale”. Qual è il “limite” che il TMO si pone nel provare a far cambiare idea all’arbitro, se ritiene che sia giusto farlo? "Personalmente entro sempre ogni qualvolta che per me – dal video – la decisione presa dall’arbitro è chiaramente sbagliata. Ovviamente riferendomi solo alle già citate situazioni in cui possiamo intervenire, quindi antigioco e segnatura di una meta. Durante la ‘formal review’ c’è un confronto: per esempio l’arbitro può dire ‘per me non c’è contatto con la testa’, e io posso dirgli ‘no, guarda, c’è chiaramente un contatto con la testa. Guarda questo angolo’. Chiaramente è importante ricordare che la decisione finale spetta sempre e comunque all’arbitro: io posso ‘sfidarlo’ tra virgolette, ma è giusto che alla fine decida lui”. In questo Sei Nazioni farai anche due partite da bunker: come funziona questo nuovo ruolo? "Il bunker è un secondo TMO, spesso – anche dal punto di vista del posizionamento – si trova spalla a spalla con il primo TMO, pur avendo i propri schermi. Il lavoro principale del bunker consiste nel verificare se un cartellino giallo può rimanere tale o se invece la gravità del fallo è tale da richiedere un cartellino rosso da 20 minuti. Una volta estratto il giallo e fatto il segnale del bunker, noi abbiamo 8 minuti di tempo per decidere. Il bunker non ha alcun tipo di contatto diretto con l’arbitro, ma solo con il TMO”. Anche in questo caso, qual è il margine di intervento del bunker? "World Rugby ci fornisce dei playbook, dei processi e delle scalette definite da seguire. Seguendo i fatti bisognerebbe arrivare automaticamente alla decisione finale. Si va per punti. Ad esempio, se c’è un possibile ‘croc roll’, che è uno degli interventi più rivisti, si parte chiedendoci se c’è un ‘twist’, quindi il movimento del croc roll: se la risposta è ‘sì’ allora ci si chiede se è fatto con velocità e con forza, se la risposta è sì ci si chiede poi se il giocatore cade sulle gambe. Questi tre punti portano al cartellino rosso da 20 minuti, se invece manca qualcosa si rimane sul giallo. Come bunker abbiamo a disposizione 8 minuti, con tutte le camere disponibili per rivedere i replay e analizzare i fatti per arrivare alla decisione migliore”. Il bunker può solo elevare il giallo a rosso da 20 minuti o può assegnare anche rossi permanenti? "No, il bunker può solo fare l’upgrade da cartellino giallo a rosso da 20 minuti. Non può assegnare cartellini rossi permanenti" Come si sviluppa il rapporto arbitro–TMO dopo la partita? "C’è tantissimo confronto. Sia l’arbitro che il TMO rivedono le loro partite, identificano determinate situazioni da analizzare e poi ci confrontiamo insieme su cosa poteva essere fatto meglio e cosa invece abbiamo fatto bene. Personalmente faccio tantissimo lavoro dopo le partite, è un modo anche per migliorare il rapporto e la sintonia con l’arbitro in vista di occasioni future in cui lavoreremo di nuovo insieme. Anche per questo, con arbitri come Andrea Piardi con cui lavoro molto spesso ormai ci conosciamo come le nostre tasche. Anche quando discutiamo, questa discussione è comunque un motivo di crescita, perché l’arbitro può far vedere al TMO alcuni punti di vista diversi e viceversa”.

Arbitri | 05/02/2026

Sei Nazioni U20: Italia col doppio play. Scozia, occhio alla prima linea. L’analisi delle formazioni

Subito una scelta importante per il nuovo capo allenatore dell’Italia under 20 Andrea di Giandomenico, che per la sfida con la Scozia schiera due numeri 10: Roberto Fasti all’apertura e Pietro Celi ad estremo. I due si erano alternati in cabina di regia durante il Sei Nazioni 2025, poi Celi era stato costretto a rinunciare al Mondiale a causa di un infortunio. Al fianco di Fasti ci sarà il mediano di mischia Teodosio, già impiegato nel test con l’Irlanda, mentre oltre a capitan Casarin sono presenti anche i due vice-capitani Faissal e Opoku, che hanno già esordito anche a livello di club con Zebre e Bath. Dall’altra parte attenzione soprattutto alla prima linea, che è la stessa che ha già giocato da titolare lo scorso Sei Nazioni, con il tallonatore Joe Roberts e i piloni McKenna e Lafferty. La Scozia, però, perde il suo capitano e numero 10: Ross Wolfenden non ci sarà a causa di una concussion, con il ruolo di leader affidato proprio a Roberts. Opzioni offensive Sono tante le opzioni in attacco per l’Italia. Di Giandomenico si è sempre distinto per un gioco più destrutturato, e lo dimostra anche la formazione schierata con due numeri 10 (Fasti e Celi) e con Luca Rossi all’ala, che può giocare anche mediano di mischia. Tanta fantasia e tante opportunità per farsi vedere in attacco, dove c’è tanta aspettativa ovviamente su Malik Faissal, il giocatore con più esperienza avendo già esordito con le Zebre sia in URC sia in Challenge Cup andando in meta in entrambe le competizioni. L’Italia, comunque, avrà anche la possibilità di attaccare per linee dirette: capitan Casarin ha già dimostrato al Mondiale di poter fare la differenza a contatto, e davanti c’è Enoch Opoku (che ha esordito con l’Italia Seniores a novembre, contro il Cile) come ball-carrier principale e con due flanker già rodati a livello under 20: Bianchi e Miranda. Lato scozzese, attenzione soprattutto all’ala Nairn Moncrieff, già autore di una meta nel Sei Nazioni U20 nel match vinto l’anno scorso contro il Galles. Mischia Il pericolo principale è rappresentato dalla mischia scozzese: McKenna, Roberts e Lafferty avevano già messo in difficoltà l’Italia lo scorso anno a Edimburgo, e a Treviso troveranno nuovamente di fronte gli Azzurrini, con un ulteriore anno in più di esperienza. Per Brasini (che ha già giocato con l’Italia lo scorso anno), Dinarte e Meroi reggere in prima linea sarà un compito difficile ma fondamentale per non dare alla Scozia una piattaforma su cui basare il proprio gioco. Disinnescare la mischia significa avere un tempo di gioco in più per difendere e soprattutto non concedere calci di punizione che potrebbero valere punti preziosi. Dall’altra parte, la Scozia potrebbe maggiormente pagare in terza linea, dove ci sono tre giocatori al debutto: Utterson e Purvis erano nel gruppo allargato del 2025 ma non hanno mai esordito, mentre Sam Byrd arriva dalla Scozia under 19. Le panchine La volontà della Scozia di imporsi davanti è evidente anche dalle scelte di coach Fergus Pringle, che si affida a un 6+2 in panchina con i due piloni di riserva (Pearce e Stewart) già provati e rodati al Mondiale under 20. Panchina 5+3 invece per l’Italia, con Varotto mediano di mischia di riserva, Vitale che può coprire i ruoli di estremo, apertura e centro mentre Roda potrà subentrare all’ala. Le formazioni di Italia-Scozia under 20 Italia U20: 15 Pietro Celi, 14 Malik Faissal, 13 Daniele Coluzzi, 12 Riccardo Casarin (C), 11 Luca Rossi, 10 Roberto Fasti, 9 Alessandro Teodosio, 8 Davide Sette, 7 Carlo Antonio Bianchi, 6 Antony Italo Miranda, 5 Enoch Opoku-Gyamfi, 4 Simone Fardin, 3 Erik Meroi, 2 Ettore Dinarte, 1 Christian Brasini A disposizione: 16 Valerio Pelli, 17 Giacomo Messori, 18 Leonardo Tosi, 19 Jaheim Noel Wilson, 20 Marco Spreafichi, 21 Nikolaj Varotto, 22 Edoardo Vitale, 23 Tommaso Roda Scozia U20: 15 Henry Widdowson, 14 Nairn Moncrieff (VC), 13 Campbell Waugh, 12 Henry Kesterton, 11 Rory McHaffie, 10 Jake Dalziel, 9 Hamish MacArthur, 8 Rory Purvis, 7 Jack Utterson, 6 Sam Byrd, 5 Alfie Blackett, 4 Christian Lindsay, 3 Ollie Blyth-Lafferty, 2 Joe Roberts (C), 1 Oliver McKenna A disposizione: 16 Jamie McAughtrie, 17 Will Pearce, 18 Jamie Stewart, 19 Fin Ronnie, 20 Harvey Preston, 21 Oliver Finlayson-Russell, 22 Adam McKenzie, 23 Calum Jessop

Italia U20 | 04/02/2026