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Sei Nazioni: una grandissima Italia spaventa l’Irlanda, che vince 20-13 a Dublino

Un'Italia meravigliosa sogna l'impresa a Dublino, chiude il primo tempo in vantaggio, combatte nella ripresa e cede solo nel finale, conquistando comunque il punto di bonus difensivo. All'Aviva Stadium passa l'Irlanda 20-13, rimontando il 5-10 con cui gli Azzurri erano andati all'intervallo. La squadra di Quesada gioca alla pari contro un'Irlanda che soffre in mischia per tutta la partita e viene trascinata dall'esperienza di Gibson Park, cambio decisivo nell'economia del risultato finale. Italia a segno con la meta di Nicotera sugli sviluppi di una maul e con i piazzati di Garbisi, per l'Irlanda mete di Osborne, Conan e Baloucoune, con un piazzato di Crowley. Gli Azzurri torneranno in campo domenica 22 a Lille contro la Francia per la terza giornata del Sei Nazioni 2026. La cronaca di Irlanda-Italia Italia subito attiva in difesa, con Ioane, Zuliani e Ferrari tra i più attivi a mettere sotto pressione i padroni di casa, in particolare Prendergast. In mischia il primo colpo è irlandese, con Clarkson che mette in difficoltà Fischetti: l'Irlanda va in touche e conquista un altro penalty, Sheehan gioca alla mano ma viene punito per aver tentato di saltare un placcaggio. Dall'altra parte l'Italia risponde: calcio passaggio di Garbisi su Lynagh che vince la battaglia aerea con Ringrose, arriva Marin che con un offload serve Menoncello, il cui calcio però è troppo lungo ed esce. Subito dopo gli Azzurri rimangono temporaneamente in 14 per un giallo a Lynagh per avanti volontario. Con l'uomo in più l'Irlanda accelera. Al 15' Lamaro salva miracolosamente recuperando un pallone nel raggruppamento a 5 metri dalla linea di meta, poi al 17' McCloskey evita il placcaggio di Zuliani e in caduta riesce a servire Osborne per la prima marcatura del match. Dall'altra parte sugli sviluppi di una touche Izuchukwu tocca Zambonin mentre è ancora in aria e gli Azzurri vanno per i pali: Garbisi firma il 5-3. Recuperato Lynagh l'Italia sfiora anche il vantaggio: grande giocata di Pani che supera la prima linea di difesa con un calcetto per se stesso, apre il campo ma non trova l'offload per Lamaro che avrebbe avuto la strada spianata verso i pali. Al 32' è l'Irlanda a restare in 14 per un giallo a Casey per un placcaggio alto su Lorenzo Cannone. L'Italia va in touche, la maul inizialmente non ingrana ma arrivano anche i trequarti e gli Azzurri prendono l'abbrivio, poi Nicotera è bravissimo a staccarsi al momento giusto e a schiacciare per la meta del vantaggio. Garbisi trasforma per il 10-5. Cambia anche l'inerzia della mischia ordinata, con la prima linea irlandese che al 37' cede di schianto e concede un altro calcio all'Italia, che torna in attacco ma spreca con Menoncello e Lynagh che non si capiscono. Sulla successiva mischia, con introduzione irlandese, è ancora l'Italia a fare la differenza e a conquistare un altro penalty: si va in touche, pallone vinto da Zambonin ma la maul stavolta viene disinnescata dai padroni di casa, che chiudono il primo tempo sotto 10-5. A inizio ripresa Farrell mette dentro Furlong, l'Irlanda spinge subito e alla prima occasione trova la meta del pareggio: touche "furba" letta bene dall'Italia, ma i padroni di casa insistono e con una serie di cariche vanno a segno con Jack Conan per il 10-10, con Prendergast che non trova la trasformazione. Dall'altra parte Marin con una grandissima giocata trova Pani all'esterno, portato fuori di un soffio da Osborne. La squadra di Quesada però ha molto più possesso rispetto al primo tempo e al 52' ha una grandissima opportunità: finta strepitosa di Menoncello che passa in mezzo a due e poi serve Lynagh che va a schiacciare in bandierina, ma il passaggio del centro azzurro è considerato in avanti e la meta viene annullata. Dall'altra parte è ancora Lamaro a salvare tutto con un grande turnover nei suoi 22, in una partita che è un continuo botta e risposta. Al 58' però è l'Irlanda a tornare in vantaggio: stop di piede "calcistico" di Lowe che dà il via a una lunghissima azione coi trequarti irlandesi, poi Baloucoune attacca in prima persona rompendo il placcaggio di Pani e va a segnare la meta del 17-10 con trasformazione di Crowley. L'Irlanda è nel momento migliore della partita: Gibson Park alza il ritmo e l'Italia fa più fatica a reggere le accelerazioni dei padroni di casa, che al 63' vanno oltre il break con il piede di Crowley per il 20-10. La mischia italiana però anche con i cambi continua ad essere dominante, e al 66' Garbisi accorcia le distanze dalla piazzola e riporta gli Azzurri entro il break di distacco. Al 76' l'Italia ha una grandissima occasione per pareggiare, con uno splendido calcetto di Garbisi che innesca la corsa di Menoncello, ma il centro azzurro non riesce a controllare il pallone a un passo dalla linea di meta. Il finale è un assalto azzurro: 20 fasi di battaglia, con l'Irlanda che però rosicchia metri e alla fine recupera l'ovale con l'intercetto di Lowe su Ioane. L'ala dell'Irlanda addirittura si invola verso la metà campo avversaria, i padroni di casa cercano la meta del bonus che però non arriva: finisce 20-13, con un'Italia che esce comunque a testa altissima dall'Aviva Stadium. Dublino, Aviva Stadium, 14 febbraio 2026Guinness Men’s Six Nations - I turnoIrlanda v Italia 20-13 (5-10)Marcatori: p.t 17’ m. Osborne tr. S.Prendergast (5-0); 21’ cp. P.Garbisi (5-3); 33’m. Nicotera tr. P.Garbisi (5-10) s.t 3’m. Conan (10-10); 18’m. Baloucoune tr. Crowley (17-10); 23’cp. Crowley (20-10); 27’ cp. P. Garbisi (20-13)Irlanda: Osborne; Baloucoune, Ringrose, McCloskey, Lowe; S.Prendergast (15’st Crowley), Casey (12’st Gibson-Park); Conan, Doris (Cap), Izuchukwu (19’st  Timoney); Ryan (30’st Edogbo), McCarthy (12’st Beirne); Clarkson (1’st Furlong), Sheehan (12’st Kelleher), Loughman (27’st O’Toole)all. Andy FarrellItalia: Pani; Lynagh, Menoncello, Marin (27’st Odogwu), Ioane; P.Garbisi, Fusco (23’st A.Garbisi); L.Cannone (27’st Odiase), Zuliani, Lamaro (Cap); Zambonin (21’st Ruzza), N.Cannone (27’st Favretto); Ferrari (19’st Hasa), Nicotera (19’st Di Bartolomeo), Fischetti (19’st Spagnolo)all. Gonzalo Quesadaarb: Hollie Davidson (SRU)AA: Matthew Carley (RFU); Luc Ramos (FFR)TMO: Ian Tempest (RFU)Cartellini:  11’pt. Giallo a Lynagh (Italia): 32’pt. Giallo a Casey (Irlanda)Calciatori:  S.Prendergast (0/2); P.Garbisi (3/3); Crowley (2/2)Player of the Match: Baloucoune (Irlanda)Note: Giornata fredda, stadio sold out, prima partita diretta da una donna nel Sei Nazioni Maschile, esordio con l’Irlanda per EdogboPunti in classifica: Irlanda 4; Italia 1

Italia | 14/02/2026

Sei Nazioni: la presentazione di Irlanda-Italia

L’Italia cerca conferme in una delle partite più difficili del suo Sei Nazioni, contro l’Irlanda all’Aviva Stadium di Dublino, un campo in cui gli Azzurri hanno spesso fatto fatica nella storia recente del torneo. La squadra di Quesada arriva però da un importantissimo successo con la Scozia e col morale alle stelle dopo aver vinto 3 delle ultime 4 partite giocate, avendo battuto anche Australia e Cile a novembre. Dall’altra parte l’Irlanda è in cerca di riscatto dopo la sconfitta con la Francia, e in casa è da sempre una squadra difficilissima da battere. Inoltre, nel Sei Nazioni non ha mai perso contro gli Azzurri tra le mura amiche (solo una volta a Roma, nel 2013). Sarà una partita difficile, ma anche un’occasione per confermare la prestazione dell’Olimpico: si gioca alle 15.10 all’Aviva Stadium di Dublino. Come arriva l’Irlanda La squadra di Andy Farrell sta vivendo un momento particolare: tantissimi infortuni hanno influenzato le scelte di formazione per il match contro la Francia, perso 36-14 con una bella reazione nel secondo tempo che però non è bastata a risollevare una partita iniziata male. L’Irlanda scenderà in campo all’Aviva Stadium consapevole di non poter più sbagliare, tanto che Cian Prendergast ha dichiarato che il discorso Sei Nazioni è tutt’altro che chiuso: per rimanere in corsa, però, è obbligatorio vincere contro un’Italia forte e in grande forma. La squadra di Farrell ha cambiato in corsa piano di gioco a Parigi: i tanti calci del primo tempo non hanno sortito gli effetti sperati, e mantenendo maggiormente il possesso nella ripresa gli irlandesi sono riusciti a rendersi pericolosi e a riaprire un match che sembrava chiuso. A Dublino, l’Irlanda giocherà una partita molto improntata alla battaglia fisica, provando a sporcare i possessi dell’Italia nel punto d’incontro e cercando di avere più possesso possibile. Come arriva l’Italia Il successo contro la Scozia ha confermato la competitività degli Azzurri, reduci da 3 vittorie nelle ultime 4 partite giocate. Contro l’Irlanda, soprattutto in trasferta, è sempre durissima e lo sarà anche questa volta, soprattutto perché la squadra di Farrell è già spalle al muro e giocherà con la cattiveria tipica delle partite decisive. Gli Azzurri devono però approfittare del lato positivo di questa situazione, giocando liberi di testa – ma concentrati – sapendo che tutta la pressione sarà sull’Irlanda, che da un lato potrebbe soffrire le potenti accelerazioni azzurre, ma dall’altro può fare male con i suoi lunghi multifase. Sarà importante soprattutto migliorare la disciplina, l’unico neo sottolineato da Gonzalo Quesada dopo il match contro la Scozia: bisognerà necessariamente diminuire il numero di falli (16 quelli commessi a Roma) per evitare di concedere occasioni all’Irlanda troppo facilmente. Tutte le informazioni per seguire Irlanda-Italia La sfida del Sei Nazioni tra Irlanda e Italia si giocherà sabato 14 febbraio alle 15.10 all’Aviva Stadium di Dublino e sarà trasmessa in diretta su Sky Sport Uno e in chiaro su Tv8, diretta streaming su NOW e Tv8.it. L’irlandese Hollie Davidson dirigerà il match, coadiuvata dagli assistenti Matthew Carley (Inghilterra) e Luc Ramos (Francia). Al TMO l’inglese Ian Tempest, al bunker il francese Tual Trainini. Le formazioni di Irlanda-Italia Irlanda: 15 Jamie Osborne, 14 Robert Baloucoune, 13 Garry Ringrose, 12 Stuart McCloskey, 11 James Lowe, 10 Sam Prendergast, 9 Craig Casey, 8 Jack Conan, 7 Caelan Doris (C), 6 Cormac Izuchukwu, 5 James Ryan, 4 Joe McCarthy, 3 Thomas Clarkson, 2 Dan Sheehan, 1 Jeremy Loughman A disposizione: 16 Rónan Kelleher, 17 Tom O’Toole, 18 Tadhg Furlong, 19 Edwin Edogbo, 20 Tadhg Beirne, 21 Nick Timoney, 22 Jamison Gibson-Park, 23 Jack Crowley Italia: 15 Lorenzo Pani, 14 Louis Lynagh, 13 Tommaso Menoncello, 12 Leonardo Marin, 11 Monty Ioane, 10 Paolo Garbisi, 9 Alessandro Fusco, 8 Lorenzo Cannone, 7 Manuel Zuliani, 6 Michele Lamaro (C), 5 Andrea Zambonin, 4 Niccolò Cannone, 3 Simone Ferrari, 2 Giacomo Nicotera, 1 Danilo Fischetti A disposizione: 16 Tommaso Di Bartolomeo, 17 Mirco Spagnolo, 18 Muhamed Hasa, 19 Federico Ruzza, 20 Riccardo Favretto, 21 David Odiase, 22 Alessandro Garbisi, 23 Paolo Odogwu

Italia | 14/02/2026

Sei Nazioni U20: l’Italia sogna il colpaccio a Cork, ma l’Irlanda passa 30-27

Una partita tiratissima, con l'Italia brava a rispondere colpo su colpo a ogni marcatura dell'Irlanda, ma alla fine sono i padroni di casa a passare 30-27: quattro mete per parte e due trasformazioni, alla fine decide un calcio di punizione in più, quello di Wood al 63' che aveva portato gli irlandesi sul temporaneo 30-22. Un match a due facce per gli Azzurrini, che quando sono riusciti ad accelerare sono stati pericolosissimi, ma hanno sofferto le iniziative palla in mano dell'Irlanda in una partita sostanzialmente alla pari e decisa dai dettagli e dalla mischia, che nel finale ha visto i padroni di casa prevalere. L'Italia porta a casa 2 punti dopo aver sognato di espugnare Cork e tornerà in campo sabato 21 febbraio contro la Francia. La cronaca di Irlanda-Italia Irlanda subito in vantaggio con il piede di Ryan, che capitalizza un calcio di punizione concesso per fallo di Fardin. I padroni di casa perdono subito McNeice per infortunio, dentro Hayes, mentre l'Italia prova ad accelerare cambiando spesso fronte di gioco e guadagna terreno con i calci di Braga, ma spreca la prima rimessa laterale in attacco. Dall'altra parte l'Irlanda resiste alla prima sfuriata azzurra e al 13' colpisce: Moloney trova un varco all'interno della linea azzurra e attacca dalla propria metà campo, batte in velocità Casarin e poi serve Barrett in sostegno per la meta del 10-0 con trasformazione di Wood. L'Italia risponde con un gran turnover di Opoku che riporta tutti nei 22 irlandesi: Casarin attacca subito la linea, poi Opoku carica dritto per dritto ma la difesa irlandese risponde presente e vanifica l'azione italiana. La squadra di Di Giandomenico però insiste e al 20' va a marcare con una bellissima azione corale: pallone recuperato da Opoku, tanti passaggi e veloci e all'altezza con Braga a distribuire velocemente il pallone, poi Teodosio apre un primo spazio attaccando in prima persona, Casarin allarga bene per Rossi che batte in velocità Byrne e marca alla bandiera. Braga trasforma: 10-7. Gli Azzurrini prendono in mano la partita ma sprecano due occasioni chiave, e dall'altra parte Carney attacca l'interno di Coluzzi a metà campo e crea il primo break, poi Noah Byrne assorbe la difesa italiana con una corsa di taglio e serve Ryan con un offload per la meta del 15-7. La risposta però è immediata. L'Italia sfrutta l'indisciplina irlandese per tornare in attacco: touche vinta da Sette, maul avanzante e Valerio Pelli finalizza per la seconda meta, con Braga che trasforma per il 15-14. Il ritmo si alza e anche la successiva risposta irlandese è immediata, con la squadra di Di Giandomenico che difende bene ma concede un calcio di punizione per un placcaggio alto di Brasini: Wood va in touche, ma la difesa azzurra da maul è ottima e poi Casarin risolve tutto con un altro turnover. Dall'altra parte Braga non perdona e con un gran piazzato porta l'Italia in vantaggio sul 17-15 con cui si chiude il primo tempo. Anche nel secondo tempo parte meglio l'Irlanda, che punisce l'Italia con un'altra ripartenza fulminea, creando il due contro due all'esterno con Carney che con un calcetto lancia la corsa di Moloney, che batte in velocità Coluzzi e segna la meta del 20-17 con Wood che non trasforma. Ancora una volta l'Italia ribatte colpo su colpo, e al 50' ritorna in attacco con un drive di nuovo nettamente avanzante: l'Irlanda retrocede, soffre e alla fine fa crollare la maul. Finn paga per tutti e viene ammonito. L'Italia continua a insistere, e dopo 50 minuti di sostanziale parità la mischia azzurra prende un primo vantaggio. Opoku carica e arriva corto, poi Teodosio serve bene Pelli che trova lo spazio per schiacciare: 22-20. Il pack irlandese reagisce e nella prima mischia dopo la meta subita la prima linea di casa fa la differenza e conquista un calcio di punizione per tornare nei 22. Arriva un secondo penalty, l'Irlanda lo gioca alla mano e va a segno con la carica Neill per il 27-22. Al 62', proprio mentre Finn ritorna in campo, Sette viene ammonito per un placcaggio non chiuso: Wood piazza per il 30-22. L'Irlanda dimostra di aver cambiato l'inerzia della mischia ordinata ma non capitalizza la superiorità numerica. Al 67' con un gran tenuto Bianchi conquista il calcio che riporta l'Italia ai 5 metri: ancora una maul avanzante e Jacopo De Rossi finalizza per la quarta meta, con Braga che non trova la trasformazione, 30-27. Gli Azzurrini tengono duro con un'altra grande difesa di fronte a un'azione irlandese furiosa: lunghissima serie di raccogli e vai, poi O'Shea e Blaney non si capiscono e il seconda linea irlandese perde il pallone in avanti. Al 78' Casarin sorprende tutti giocando un calcio di punizione veloce e arriva fino a 10 metri dalla linea di meta, poi però la difesa di casa risponde presente e conquista il calcio di punizione che vale la partita. Cork, Virgin Media Park, 13 febbraio 2026U20 Six Nations - II turnoIrlanda U20 v Italia U20 30-27 (15-17)Marcatori: p.t 3’ cp Wood (3-0); 13’ m. Barrett tr. Wood (10-0); 20’ m. Rossi tr. Braga (10-7); 32’m. Ryan (15-7); 35’ m. Pelli tr. Braga (15-14); 41’ cp. Braga (15-17) s.t 6’m. Moloney (20-17); 15’ m. Pelli (20-22); 20’ m. Neill tr. Wood (27-22); 33’cp Wood (30-22); 28’ m. De Rossi (30-27)Irlanda U20: Byrne; Moloney, Carney (37’st O’Sullivan), O’Leary, Ryan; Wood (29’st O’Shea), Barrett (29’st O’Dwyer); O’Connell (11’st Blaney), Neill, Finn; Walsh, McNeice (6’-14’pt.Hayes; 21 st Hayes); Bishti (Cap, 29’st McClean)), Fitzpatrick (18’st Handle), Doyle (29’st Foley)all. Andrew BrowneItalia U20: Vitale (26’st Scaramazza); Faissal, Coluzzi (26’st Del Sureto), Casarin (Cap), Rossi; Braga, Teodosio (21’st Varotto); Sette (33’st Wilson), Bianchi, Miranda; Opoku-Gyamfi (26’st Spreafichi), Fardin; Trevisan (11’st Tosi), Pelli (26’st De Rossi), Brasini (26’st Messori)all. Andrea Di Giandomenicoarb: Luke Rogan (USAR)AA: Robin Kaluzniak (RC); Mike Lawrenson (USAR)TMO: Dan Jones (RFU)Cartellini: 11’ st giallo a Finn (Irlanda); 22’st giallo a Sette (Italia)Calciatori:  Wood (4/6); Braga (3/4)Note: Serata FreddaPunti in classifica: Irlanda U20 5; Italia U20 2

Italia U20 | 13/02/2026

Italrugby, Lamaro verso l’Irlanda: “Obiettivo principale migliorare la prestazione partita dopo partita”

Dublino – Una giornata con temperature rigide e una pioggia leggera ha fatto da sfondo al captain’s run della Nazionale Italiana Maschile che domani – sabato 14 febbraio alle 14.10 locali (15.10 italiane) – affronterà l’Irlanda all’Aviva Stadium di Dublino nel match valido per la seconda giornata del Guinness Sei Nazioni 2026. La partita sarà trasmessa in diretta su Sky Sport Uno, in chiaro su TV8 e in streaming su NOWtv. “Vogliamo arrivare a Dublino e fare la nostra partita. Loro hanno avuto qualche giorno in più per allenarsi – ha esordito Michele Lamaro –  e sono reduci da una sconfitta nella prima giornata. Sarà dura: dobbiamo prepararci al meglio ed essere pronti ad affrontare una battaglia. Vogliamo provare ad avere continuità di prestazione”. “Nel secondo tempo con la Scozia non siamo riusciti ad essere sempre dominanti nel gioco aereo, e l’Irlanda invece lo ha reso una delle sue armi più efficaci. Ci verranno a sfidare sotto questo aspetto e dovremo farci trovare pronti: non solo chi riceverà il pallone, ma anche tutti noi intorno dovremo essere pronti sui palloni che rimbalzeranno a terra”. “Obiettivi troppo a lungo termine possono distogliere lo sguardo da quello che effettivamente possiamo controllare. Il nostro obiettivo principale è di migliorare partita dopo partita la nostra prestazione. Ovviamente non smettiamo mai di sognare e scendiamo sempre in campo per vincere, ma come abbiamo sempre detto il risultato passa dalla prestazione, e quella di Dublino dovrà essere ancora migliore di quella contro la Scozia”. Clicca qui per il Media Bin FIR “Ci sono giocatori che hanno acquisito sempre più esperienza, perché alla fine per fare partite come quella di sabato con la Scozia serve avere in campo dei giocatori in grado di riconoscere le situazioni e prendere delle contromisure in un arco temporale davvero breve. E questo ha fatto la differenza nell’adattarsi alla pioggia. Sapere che i primi 20 minuti sarebbero stati cruciali ed eseguire tutto al 100% in quella fase di gioco deriva dall’esperienza, così come il saper gestire il risultato nel secondo tempo” ha concluso il capitano azzurro.

Italia | 13/02/2026

Sei Nazioni U20: la presentazione di Irlanda-Italia

Irlanda-Italia è la sfida del riscatto. Entrambe le squadre vengono da una sconfitta e vogliono ricominciare nel migliore dei modi. L’Irlanda è stata battuta 50-21 dalla Francia, mentre l’Italia viene da una sconfitta per 36-10 contro la Scozia: sono due squadre che non sono ancora riuscite a mostrare il loro potenziale, esprimendo solo a tratti il proprio gioco. Gli Azzurrini, nel secondo tempo di Treviso, hanno dimostrato di poter essere pericolosi attaccando gli spazi, mentre gli irlandesi sono riusciti a portare a casa punti quando hanno avuto tanto possesso. Si gioca al Virgin Media Park di Cork, calcio d’inizio alle 20.45. Come arriva l’Irlanda Contro la Francia gli irlandesi sono andati subito in difficoltà, subendo 4 mete nei primi 33 minuti. Poi quando il ritmo si è abbassato l’Irlanda è riuscita ad avere più possesso e a quel punto è diventata più pericolosa, andando a marcare e rimanendo attaccata alla partita fino all’ultimo quarto, quando i Bleus hanno dilagato per il 50-21 finale. La squadra di Browne ha comunque dimostrato di avere degli avanti solidi e pericolosi, e una struttura di gioco che può portare a dei risultati importanti. Come arriva l’Italia Gli Azzurrini sono riusciti ad esprimere il loro gioco solo a tratti, contro una Scozia apparsa molto solida e brava a mettere pressione alla squadra di Di Giandomenico. Il gioco dell’Italia ha grandi potenzialità, ma per essere applicato va eseguito con grande precisione, e sicuramente una settimana in più di lavoro garantirà agli Azzurrini maggiore sicurezza nell’esecuzione del piano di gioco. Sarà importante sfruttare i momenti chiave della partita: contro la Scozia, nonostante le difficoltà iniziali, l’Italia aveva dato l’impressione di poter riaprire la partita, e dopo la meta di Coluzzi ha avuto diverse occasioni per tornare sotto break. Non aver capitalizzato quel momento favorevole alla fine ha permesso alla Scozia di riprendere il largo: contro l’Irlanda servirà la massima concentrazione per finalizzare ogni opportunità. Tutte le informazioni per seguire Irlanda-Italia under 20 La sfida tra Irlanda e Italia under 20 si giocherà venerdì 13 febbraio alle 20.45 e sarà trasmessa in diretta tv su Sky Sport Arena e in streaming su NOW e SkyGo. L’arbitro del match sarà lo statunitense Luke Rogan, con il connazionale Mike Lawrenson e il canadese Robin Kaluzniak assistenti. Al TMO l’inglese Dan Jones. Le formazioni di Irlanda-Italia under 20 Irlanda U20: 15 Noah Byrne, 14 Derry Moloney, 13 Rob Carney, 12 James O’Leary, 11 Daniel Ryan, 10 Tom Wood, 9 Christopher Barrett, 8 Diarmaid O’Connell, 7 Josh Neill, 6 Joe Finn, 5 Donnacha McGuire, 4 Dylan McNeice, 3 Sami Bishti (C), 2 Lee Fitzpatrick, 1 Max Doyle A disposizione: 16 Rian Handley, 17 Christian Foley, 18 Blake McClean, 19 Ben Blaney, 20 Billy Hayes, 21 James O’Dwyer, 22 Charlie O’Shea, 23 Johnny O’Sullivan Italia U20: 15 Edoardo Vitale, 14 Malik Faissal, 13 Daniele Coluzzi, 12 Riccardo Casarin (C), 11 Luca Rossi, 10 Francesco Braga, 9 Alessandro Teodosio, 8 Davide Sette, 7 Carlo Antonio Bianchi, 6 Antony Italo Miranda, 5 Enoch Opoku-Gyamfi, 4 Simone Fardin, 3 Luca Trevisan, 2 Valerio Pelli, 1 Christian Brasini A disposizione: 16 Jacopo De Rossi, 17 Giacomo Messori, 18 Leonardo Tosi, 19 Jaheim Noel Wilson, 20 Marco Spreafichi, 21 Nikolaj Varotto, 22 Thomas Del Sureto, 23 Alessio Scaramazza

Italia U20 | 13/02/2026

Hollie Davidson fa (di nuovo) la storia: in Irlanda v Italia sarà la prima donna a dirigere nel Sei Nazioni Maschile 

Ad Aboyne, paese di poco meno di tremila abitanti a meno di cinquanta km da Aberdeen, in quella parte di entroterra scozzese posto di fronte al Mare del Nord, si conduce una vita serena. Quella tipica dei piccoli centri abitati: una vita che si adatta alle peculiarità del clima, ma che è scandita da pochi, semplici riti sociali condivisi e ripetuti. E così, ad Aboyne come in tutta la Scozia, i pub si riempiono di tifosi quando la nazionale scende in campo nel Sei Nazioni. Dai boschi vicini, dai casolari di campagna, dai palazzi nobili dell’austera Edimburgo e della Glasgow più industriale, dai quattro angoli di tutto il paese, migliaia di tifose e di tifosi si riuniscono in una cerimonia collettiva che torna a ripetersi ogni anno, tra febbraio e marzo.  Sabato 14 febbraio però, solo qualche manciata di ore prima che a Murrayfield Scozia e Inghilterra scendano in campo per giocarsi l’edizione numero 133 della Calcutta Cup, nei pub di Aboyne tutti faranno il tifo per una sola persona tra le oltre cinquantun mila che popoleranno l’Aviva Stadium di Dublino in occasione di Irlanda v Italia. Sì, perché in quell’occasione una figlia dell’Aberdeenshire, forse la più illustre a essere mai nata nella cittadina, scriverà la storia del rugby per l’ennesima volta. Hollie Davidson è una pioniera per mille motivi: ha diretto due finali consecutive della Rugby World Cup Femminile e una finale di Challenge Cup Maschile, ma è stata anche la prima donna ad arbitrare una squadra Tier 1 in un test match internazionale - sempre l’Italia, contro il Portogallo nel 2022 - nonché il primo arbitro professionista in assoluto nella storia della Scottish Rugby Union. Ora diventerà anche la prima donna a dirigere una sfida di Guinness Men’s Six Nations, quando darà il fischio d’inizio alla sfida tra la squadra di coach Farrell e gli Azzurri. E se è difficile provare a comprendere gli sforzi e il lavoro quotidiano di qualunque persona che arrivi a quel livello nello sport - anche come arbitro -, mettersi nei panni di Davidson è esercizio ancor più complesso.  Una carriera promettente da mediana di mischia, bruscamente interrotta nel 2012 per un grave infortunio a una spalla e, con questo, il sogno dell’esordio in nazionale maggiore che sfuma a un passo da quel cap blu con il cardo, simbolo di una storia secolare che si perpetua nelle gesta delle giocatrici e dei giocatori di oggi.  Eppure la fine non è la fine. Eppure quel dramma sportivo diventa la leva di un volo ascensionale a una velocità folle. I successi, le promozioni, i traguardi, le Coppe del Mondo, i Giochi Olimpici, il Sei Nazioni Femminile e, ora, quello Maschile. Seconda direttrice scozzese dopo Jim Fleming a ricevere, nel 2025, il titolo di arbitro dell’anno, Hollie Davidson è lanciata verso un nuovo punto luminoso in una carriera di tutto rispetto, da prima tra le prime.  Irlanda v Italia assume dunque un senso particolare non solo per i quarantasei giocatori in campo; non solo per gli staff tecnici, le tifose e i tifosi, gli sponsor, le tv e tutta una serie di nonne e nonni apprensivi che sono davanti allo schermo a fare il tifo per questo o quel giocatore. Irlanda v Italia del 14 febbraio 2026 sarà indimenticabile anche per i meno di tremila abitanti di Aboyne, che dal pub esulteranno vedendo il fischietto tra le mani di Hollie Davidson, e pure per chi dovrà - e avrebbe dovuto farlo molti anni fa - aggiornare la pagina Wikipedia del paese a due passi da Aberdeen, creando finalmente una sezione “personaggi celebri” e inserendovi Hollie Davidson - Pioniera dell’arbitraggio nel rugby.

Nazionali | 13/02/2026

Irlanda-Italia: Quesada dà fiducia al gruppo che ha battuto la Scozia, Farrell ne cambia sette. L’analisi delle formazioni

Da una parte il capo allenatore dell’Italia Gonzalo Quesada conferma in blocco il XV che ha battuto la Scozia, sostituendo solo l’indisponibile Brex con Lorenzo Pani, dall’altra parte Andy Farrell cambia completamente l’assetto della sua Irlanda, sostituendo ben 7 giocatori rispetto al match perso contro la Francia. Due approcci completamente diversi che introducono una partita ricca di spunti tattici. L’Italia si è dimostrata una squadra completa, forte nelle fasi statiche e nel gioco aperto, ma è stata anche molto indisciplinata (16 i falli commessi) mentre l’Irlanda dopo aver sofferto tantissimo nel primo tempo di Parigi si è affidata ai suoi avanti e ha trovato una grande reazione, mettendo all’angolo i francesi con i suoi lunghi multifase, e si presenta al match di Dublino con una formazione fresca e rinnovata. Piede Se già normalmente il gioco al piede rappresenta un fattore chiave delle sfide con l’Irlanda, in questa occasione lo è ancora di più: sia perché la squadra di Farrell ha calciato tanto nel primo tempo con la Francia, ma senza riuscire a vincere la battaglia tattica al piede (e virando poi verso un piano di gioco diverso e più funzionale) sia perché l’Italia contro la Scozia ha usato benissimo il piede, alternandosi con Garbisi e Marin in mezzo al campo e mettendo pressione agli avversari con i calci dalla base di Fusco. Proprio in vista di una partita dove il piede sarà importantissimo, Quesada ha riproposto dall’inizio Lorenzo Pani, l’azzurro con la gittata più ampia a disposizione. Dall’altra parte l’Irlanda ritrova però un giocatore pericolosissimo in questo senso: James Lowe, dotato di un grande piede, oltre che di notevoli abilità offensive. Multifase La scelta di calciare tanto dell’Irlanda deriva anche dalle difficoltà legate agli infortuni: senza tanti giocatori chiave, per la squadra di Farrell diventava difficile impostare 80 minuti incentrati sul possesso e su lunghe azioni multifase, come sempre fatto negli ultimi anni. Dall’altra parte, però, la migliore Irlanda a Parigi si è vista proprio quando ha cominciato a mantenere di più il possesso, punendo gli errori difensivi di una Francia fino a quel momento perfetta. È questo uno degli interrogativi chiave del match di Dublino: quanta “benzina” ha l’Irlanda per giocare come vorrebbe? Sicuramente i cambi daranno una grande mano. Il ritorno di Lowe darà qualità all’attacco irlandese, mentre davanti Farrell cambia tantissimo: capitan Doris si sposta a flanker, mentre partono dall’inizio Conan da numero otto e Izuchukwu (esordio al Sei Nazioni) a completare il reparto, mentre in seconda linea sarà Ryan ad affiancare McCarthy. Confermata invece la prima linea con Loughman, Sheehan e Clarkson. L’Italia ha sempre sofferto tantissimo le azioni prolungate degli irlandesi, che di conseguenza potrebbero decidere di mantenere molto di più il possesso rispetto a Parigi. Dall’altra parte, gli Azzurri hanno già dimostrato contro la Scozia di poter difendere per lunghi periodi di gioco senza cedere: lo dimostra la grande tenuta per 29 fasi durante l’assalto finale scozzese, ma anche i 226 placcaggi totali riusciti, con un’efficacia dell’86%. Questa Italia, quindi, può difendersi anche contro le logoranti iniziative irlandesi, ma non potrà permettersi di concedere 16 calci di punizione come contro la Scozia: ogni fallo sarà un’opportunità per l’Irlanda di impostare un drive pericolosissimo in attacco, e a quel punto anche una difesa ben strutturata come quella azzurra rischia di andare in difficoltà. Anche per questo Quesada ha cambiato la struttura della panchina, portando un avanti in più (Odiase) e inserendo in lista gara Paolo Odogwu, centro (e all’occorrenza ala) in grado di garantire avanzamento e velocità. Gioco aperto e pressione Gli Azzurri hanno già dimostrato di poter fare molto male nel gioco aperto, in particolare sui lanci di gioco. Il doppio regista (che rimane anche con Marin al posto di Brex) garantisce imprevedibilità alla manovra italiana, come in occasione della prima meta scozzese quando Garbisi si è spostato sul lato sinistro e invece la squadra di Quesada ha attaccato a destra con Brex, che ha poi servito Lynagh con il piede. Dall’altra parte ci sarà un’Irlanda molto diversa da quella vista a Parigi: confermata la coppia di centri McCloskey-Ringrose (una delle note migliori del match con la Francia), Farrell ritrova il pericolosissimo Lowe e dall’altra parte lancia Baloucoune, ala di Ulster all’esordio al Sei Nazioni e con 8 mete all’attivo in questa stagione. Un’incognita a livello tattico e fisico, considerando il suo 1.92 di altezza per oltre 100 kg: un giocatore meno elusivo rispetto a O’Brien, ma fisicamente molto pericoloso. L’Italia è riuscita a battere la Scozia anche disinnescando Finn Russell, e ora dovrà fare lo stesso con un giocatore altrettanto talentuoso: Sam Prendergast. Al suo fianco però non c’è Gibson Park, apparso un po’ stanco con la Francia, ma Craig Casey, che garantisce maggiore freschezza ma che può essere messo sotto pressione dagli Azzurri. Dall’altra parte, l’Italia deve aspettarsi un’Irlanda furiosa davanti, con Doris, Conan e Izuchukwu a lottare su ogni pallone e a rallentare i possessi azzurri su ogni punto d’incontro: per costruire occasioni e avere palloni veloci il pacchetto di mischia azzurro sarà chiamato a un grande lavoro nel breakdown. Le formazioni di Irlanda-Italia Irlanda: 15 Jamie Osborne, 14 Robert Baloucoune, 13 Garry Ringrose, 12 Stuart McCloskey, 11 James Lowe, 10 Sam Prendergast, 9 Craig Casey, 8 Jack Conan, 7 Caelan Doris (C), 6 Cormac Izuchukwu, 5 James Ryan, 4 Joe McCarthy, 3 Thomas Clarkson, 2 Dan Sheehan, 1 Jeremy Loughman A disposizione: 16 Rónan Kelleher, 17 Tom O’Toole, 18 Tadhg Furlong, 19 Edwin Edogbo, 20 Tadhg Beirne, 21 Nick Timoney, 22 Jamison Gibson-Park, 23 Jack Crowley Italia: 15 Lorenzo Pani, 14 Louis Lynagh, 13 Tommaso Menoncello, 12 Leonardo Marin, 11 Monty Ioane, 10 Paolo Garbisi, 9 Alessandro Fusco, 8 Lorenzo Cannone, 7 Manuel Zuliani, 6 Michele Lamaro (C), 5 Andrea Zambonin, 4 Niccolò Cannone, 3 Simone Ferrari, 2 Giacomo Nicotera, 1 Danilo Fischetti A disposizione: 16 Tommaso Di Bartolomeo, 17 Mirco Spagnolo, 18 Muhamed Hasa, 19 Federico Ruzza, 20 Riccardo Favretto, 21 David Odiase, 22 Alessandro Garbisi, 23 Paolo Odogwu

Italia | 13/02/2026

Cork, Lille e Newport: tre storie per tre stadi. Le sedi delle trasferte dell’Italia under 20

Cork, Lille e Newport: tre città completamente diverse, tre stadi completamente diversi, ma che a loro modo hanno scritto un pezzo di storia dello sport, e non solo. Come da tradizione, gli anni pari sono quelli delle tre partite in trasferta per l’Italia under 20, che affronterà l’Irlanda a Virgin Media Park di Cork (conosciuto da sempre come Musgrave Park), la Francia allo Stadium Lille Metropole di Lille (ex Stadium Nord) e il Galles al Rodney Parade di Newport. Tre stadi che racchiudono un’infinità di storie, che a volte vanno ben oltre il rugby. Cork: la torba in tempi di guerra, le sedie di Lansdowne Road e gli All Blacks La prima idea di Musgrave Park (oggi Virgin Media Park) nasce nel 1938, quando il Munster Branch acquistò questo pezzo di terra a Ballyphehane, un sobborgo di Cork. Soffiavano già venti di guerra, ma nel giro di due anni la Federazione Irlandese (IRFU) riuscì comunque a mettere insieme un piccolo padiglione con due campi. E su quei campi si giocò fin da subito, con l’inaugurazione del 10 novembre 1940 con il match tra il “Munster Branch President’s XV” e il “Branch Honorary Secretary XV”. Chiaramente, però, in quei tempi di rugby non se ne poteva parlare più di tanto, e infatti durante la Seconda Guerra Mondiale il campo posteriore di Musgrave Park fu utilizzato come deposito di torba, un combustibile fondamentale in quegli anni durissimi. Terminata la guerra, arrivò il momento di rendere Musgrave Park uno stadio vero e proprio, e per farlo furono utilizzate le vecchie sedie in legno del West Stand di Lansdowne Road. Una sorta di “passaggio di consegne”, considerando che in questo stadio – così piccolo e così ricco di storia – sarebbero state scritte pagine indelebili di questo sport. Proprio a Musgrave Park Munster divenne la prima provincia irlandese a battere una grande squadra dell’Emisfero Sud, superando 11-8 l’Australia il 25 gennaio 1967. Il capitano di quel Munster non era uno qualunque: era Tom Kiernan, che 11 anni dopo, da allenatore, si tolse una soddisfazione ancora più grande, battere gli All Blacks nell’altra “casa” della Red Army, Thomond Park. Gli stessi All Blacks che 5 anni prima, nel 1973, si erano salvati per il rotto della cuffia proprio a Musgrave Park, in una partita incredibile pareggiata 3-3 e ripresa per i capelli soltanto con un piazzato a tempo scaduto. Oggi il Virgin Media Park (per un periodo anche Irish Independent Park) è la casa di Munster, dei Dolphin, del Sundays Well e dell’Irlanda under 20, che affronterà proprio a Cork l’Italia, in uno stadio dal fascino unico. Lille: rugby, calcio, atletica e… Pavarotti e i Pink Floyd Da Lille è passato davvero il mondo, e non è un’iperbole. Dal rugby al calcio passando per l’atletica, fino a un pezzo di storia della musica mondiale, da Luciano Pavarotti ai Pink Floyd. Del resto, il Lille Metropole (o Stadium Nord, agli inizi) nasce come impianto multifunzionale nel 1976. Il rugby ci arriva dopo, ma lo fa nel modo più rappresentativo: con la Rugby World Cup e con gli All Blacks, che in quello stadio eliminarono il Canada nei quarti di finale del 1991. Da lì in poi, il Lille Metropole ha sempre accolto il grande rugby: nel 1992 arrivarono gli Springboks a sfidare i French Barbarians, e lo Stade Français ci ha giocato alcune partite di grande peso, come la semifinale di Heineken Cup del 2001 contro Munster. Dal 2004 e fino al completamento dello Stade Pierre-Mauroy, nel 2012, è stato anche casa del LOSC Lille di calcio. Dal Lille Metropole non sono passati solo i grandi campioni dello sport, ma hanno suonato e cantato anche delle leggende della musica: nel 1988 i Pink Floyd riempirono l’allora Stadium Nord durante il tour di A Momentary Lapse of Reason Tour, per certi versi uno dei più particolari, visto che fu il primo dopo l’addio del bassista e cantante Roger Waters, ma fu anche la prima tournee dopo ben 7 anni. Era infatti dal tour di “The Wall” (1981) che i Pink Floyd non facevano concerti. Al Lille Metropole hanno cantato anche il cantante e attore francese Johnny Hallyday, tra gli artisti più amati di sempre in Francia, e il leggendario Luciano Pavarotti nel 2002. Rodney Parade: la prima in notturna, il memoriale ai caduti e i 31.000 per gli Springboks Rodney Parade, storico impianto dei Dragons a Newport, entrò nella storia già nel 1879 (era nato solo 2 anni prima) quando fu il primo stadio del Galles a ospitare una partita in notturna, grazie a un sistema di illuminazione a gas. Sotto queste luci così particolari, e un po’ tremolanti, si sfidarono Newport e Cardiff in un contesto che ai tempi sembrava quasi fantascienza. Rodney Parade era nato nel 1877 su un terreno concesso dal visconte di Tredegar al Newport Athletic Club: si giocava a rugby, ma anche a cricket, in una Newport che stava crescendo come città industriale e portuale. E arrivò anche la Nazionale Gallese, che tra il 1884 e il 1912 giocò sei volte a Rodney Parade, prima di prendere come riferimento principale l’Arms Park di Cardiff. A Newport, comunque, sono passati anche gli Springboks (con un’affluenza record di 31.000 spettatori nel 1952, col Sudafrica che vinse 12-6 contro Newport) e gli All Blacks, battuti proprio dalla squadra di casa per 3-0 nel 1963, una delle vittorie più incredibili e indimenticabili della storia del rugby gallese. Rodney Parade, però, non è solo sport. Dopo la Prima Guerra Mondiale, il Newport Athletic Club volle lasciare un segno permanente dei propri caduti: tra il 1923 e il 1924 vennero inaugurati i Memorial Gates, all’ingresso dello stadio. Un vero e proprio portale attraverso cui tifosi e giocatori continuano a passare da oltre un secolo. Nel 2020 questi cancelli sono stati ufficialmente riconosciuti come edificio tutelato (Grade II), a conferma del valore storico e civile del luogo. Oggi Rodney Parade è più compatto e piccolo, ma continua a rimanere un luogo in cui si può percepire ad ogni passo un pezzo di storia del rugby, e forse del mondo.

Italia U20 | 13/02/2026

Italrugby, Quesada: “Irlanda squadra che calcia di più al mondo. Sarà un match molto duro”

Dublino – La Nazionale Italiana Maschile è arrivata a Dublino dove sabato 14 febbraio alle 14.10 locali (15.10 italiane) affronterà l’Irlanda all’Aviva Stadium nel match valido per la seconda giornata del Guinness Sei Nazioni 2026. La partita sarà trasmessa in diretta su Sky Sport Uno, in chiaro su TV8 e in streaming su NOWtv. “L’Irlanda è la squadra che calcia più nel mondo – ha dichiarato Gonzalo Quesada nella consueta conferenza post annuncio formazione –  e quella che recupera anche più calci: in questo sono i più forti. Abbiamo deciso di dare fiducia a Lorenzo Pani. A novembre ha lavorato duro, si è allenato tutto il periodo con la nazionale senza mai scendere in campo. Poi è cresciuto tanto e arriva da due o tre ottime partite con le Zebre. Quello che abbiamo visto in allenamento ci ha fatto sentire che meritava questa opportunità. Alcune sue qualità saranno importanti sabato.” “Noi siamo una delle poche squadre che hanno già un numero dieci mancino, quindi a volte per noi è anche meglio quando l’estremo è destro. In ogni caso ci organizziamo: Leonardo Marin avrà situazioni in cui usare il piede destro, e anche Menoncello ha un piede di grande qualità”. Sui mediani di mischia azzurri ha sottolineato: “Onestamente, non ho una gerarchia, soprattutto tra i numeri nove. Guardando questi due anni, il primo a essere titolare è stato Alessandro Garbisi, quando gli altri erano disponibili. È vero che Alessandro Fusco, per infortuni o perché altri erano davanti, non ha giocato l’ultimo Sei Nazioni. Ma adesso è stato convocato, gli altri tre erano stati convocati (Martin Page-Relo e poi Garbisi), per le prestazioni nei rispettivi club. Poi Martin si è infortunato e Alessandro è arrivato in raduno, si è allenato in modo eccellente e questo ci ha permesso di considerarlo una vera opzione. Varney si è allenato con noi: è la terza settimana. A Verona non si era allenato, ma nelle ultime due settimane sì, anche se con qualche cautela. La realtà è che questa settimana, pur allenandosi, abbiamo sentito – e anche lui – che non era ancora al 100%”. “Sappiamo che la partita che arriva sarà molto dura: la scelta migliore è avere sei avanti. Sappiamo che l’Irlanda arriva con un bisogno di ritrovare fiducia, quindi sarà una partita che davanti sarà durissima. Odiase? È il giocatore che ha la più grande capacità fisica per affrontare quello che pensiamo possa arrivare nel corso del match”. Sul rientro di Paolo Odogwu: “Per noi era più importante avere Paolo. Può coprire centro e ala ed è in grande forma” ha concluso Quesada.

Italia | 12/02/2026

Italia: Pani estremo e Marin centro le novità di Quesada per Dublino

Roma – Gonzalo Quesada, Commissario Tecnico della Nazionale Italiana Maschile, ha ufficializzato la formazione che affronterà l’Irlanda sabato 14 febbraio alle 14.10 (15.10 italiane) all’Aviva Stadium di Dublino. Il match degli Azzurri – valido per la seconda giornata del Guinness Sei Nazioni 2026 – sarà trasmesso in diretta su Sky Sport Uno, in chiaro su TV8 e in streaming su NowTv. Sarà il confronto numero trentanove tra le due squadre e il decimo all’Aviva Stadium di Dublino. Un solo cambio nel XV titolare rispetto alla vittoria contro la Scozia all’esordio nel torneo. Inedito triangolo allargato con Lorenzo Pani che, a quasi due anni di distanza dall’ultima presenza da titolare, torna a vestire la maglia numero 15 con alle ali confermati Ioane e Lynagh. Coppia di centri formata da Menoncello e Marin, scesi in campo insieme a novembre contro il Cile. Le chiavi della mediana saranno affidate nuovamente a Paolo Garbisi e Alessandro Fusco. Confermata la terza linea formata da Lorenzo Cannone, capitan Lamaro e Zuliani che raggiunge quota 40 caps in Azzurro. In seconda linea Zambonin e Niccolò Cannone, mentre in prima linea scenderanno in campo Ferrari – player of the match contro la Scozia – Nicotera e Fischetti. Pronti a subentrare dalla panchina Di Bartolomeo, Spagnolo, Hasa, Ruzza, Favretto, Odiase, Alessandro Garbisi e Odogwu. L’arbitro del match sarà Hollie Davidson: la direttrice di gara scozzese aveva diretto il match dell’Italia contro il Portogallo nel 2022 – sua prima direzione di gara in un match internazionale maschile – e quella di Dublino sarà la sua prima direzione arbitrale nel Guinness Sei Nazioni maschile. Questa la formazione che scenderà in campo: 15 Lorenzo PANI (Zebre Parma, 9 caps)14 Louis LYNAGH (Benetton Rugby, 10 caps)13 Tommaso MENONCELLO (Benetton Rugby, 35 caps)12 Leonardo MARIN (Benetton Rugby, 18 caps)11 Monty IOANE (Lyon Olympique, 43 caps)10 Paolo GARBISI (Toulon RC, 50 caps)9 Alessandro FUSCO (Zebre Parma, 21 caps)8 Lorenzo CANNONE (Benetton Rugby, 34 caps)7 Manuel ZULIANI (Benetton Rugby, 39 caps)6 Michele LAMARO (Benetton Rugby, 50 caps) – capitano5 Andrea ZAMBONIN (Exeter Chiefs, 15 caps)4 Niccolò CANNONE (Benetton Rugby, 59 caps)3 Simone FERRARI (Benetton Rugby, 70 caps)2 Giacomo NICOTERA (Stade Français, 37 caps)1 Danilo FISCHETTI (Northampton Saints 59 caps) a disposizione16 Tommaso DI BARTOLOMEO (Zebre Parma, 7 caps)17 Mirco SPAGNOLO (Benetton Rugby, 20 caps)18 Muhamed HASA (Zebre Parma 5 caps)19 Federico RUZZA (Benetton Rugby, 68 caps)20 Riccardo FAVRETTO (Benetton Rugby, 9 caps)21 David ODIASE (Zebre Parma, 3 caps)22 Alessandro GARBISI (Benetton Rugby, 20 caps)23 Paolo ODOGWU (Benetton Rugby, 7 caps)

Italia | 12/02/2026