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Sliding Doors Azzurre: l’esordio, la prima vittoria, un nuovo capitolo. Alessandro Troncon racconta Italia-Scozia del 2000

È il 5 febbraio del 2000, ed è una data storica per il rugby italiano e non solo: l’Italia esordisce ufficialmente al Sei Nazioni. Il torneo di rugby più antico del mondo chiude un capitolo di storia durato 90 anni (il Cinque Nazioni si è giocato dal 1910 al 1999) per aprirne uno nuovo, con gli Azzurri protagonisti. L’appuntamento con la storia è in un Flaminio gremito, e di fronte c’è la Scozia, che l’ultimo Cinque Nazioni l’ha vinto: “Per noi era un appuntamento con la storia, ma lo abbiamo vissuto sapendo che lo avevamo conquistato con i risultati, nessuno ci aveva regalato nulla. Sapevamo di dover dimostrare di poter stare a quel livello. Sono quelle cose che desideri per tanto tempo e che dopo Grenoble ’97 ci siamo resi conto di poter realmente ottenere, sono cose che percepisci, che ascolti, ma poi capisci di averle ottenute solo quando ce le hai davvero in mano. E quel giorno a Roma ci siamo resi conto di essere arrivati lì, dove volevamo” racconta Alessandro Troncon, mediano di mischia dell’Italia che in quella partita fu anche il capitano, dopo “l’investitura” da parte di Massimo Giovanelli: “Fu un’emozione nell’emozione stessa della partita, un onore ma anche una grande responsabilità, che mi ha portato a trasmettere ancora più energia agli altri. Anche se in realtà quel gruppo era talmente motivato che tutti trasmettevano qualcosa agli altri, con il loro esempio o con le loro parole, e questa secondo me è stata una delle chiavi di quella vittoria”. L’ingresso nel rugby che conta Per la Scozia, l’obiettivo era mettere subito le cose in chiaro: erano i campioni in carica e arrivarono al Flaminio con l’intenzione di dimostrare ai nuovi arrivati come funzionava il torneo. La realtà, però, fu ben diversa: “Loro avevano vinto il Cinque Nazioni, mentre noi venivamo da un periodo complicato dopo il Mondiale 1999, dove non avevamo ottenuto risultati. Probabilmente la Scozia non si aspettava quel tipo di impatto da parte nostra: il comportamento, l’atteggiamento, la volontà, la determinazione nel voler dimostrare che c’era un motivo se eravamo entrati nel Sei Nazioni. Lo abbiamo fatto facendo una partita cinica, quadrata, senza troppi fronzoli, come voleva il nostro allenatore Brad Johnstone, che aveva portato un gioco molto essenziale, basato sui principi e sulla battaglia davanti. Siamo stati molto bravi a difendere e a battagliare nel punto d’incontro, per poi finalizzare tutto grazie alla qualità di Diego che ci ha permesso di portare sempre a casa qualcosa quando attaccavamo, tra calci di punizione, drop e trasformazioni”. Il match è combattuto soprattutto in mezzo al campo. L’Italia mette anima e corpo nel contrastare una Scozia tanto rapida quanto imprecisa, che al di là delle accelerazioni fulminee di Metcalfe si ritrova imbrigliata nella ragnatela sapientemente tessuta dai padroni di casa, con Diego Dominguez (che alla fine metterà a segno 29 punti su 34 nel 34-20 finale) che risponde colpo su colpo ai calci di Townsend e alla meta di Bulloch, tanto che all’intervallo sono gli Azzurri a chiudere davanti 12-10. L’impressione è che la Scozia abbia forse più qualità, ma che l’Italia possa andare avanti così fino alla fine, lottando punto a punto. Il secondo tempo, invece, dice addirittura un’altra cosa: l’Italia domina, prende il largo e stravince la partita. L’intervallo Negli spogliatoi, racconta Troncon, non c’è stato bisogno di dirsi molte parole. È bastato che la consapevolezza di potercela fare entrasse naturalmente in un ambiente sempre più carico. Lì è arrivato il punto di rottura della partita, in quello spogliatoio: “Non ci siamo detti nulla di particolare, non è ‘scattato’ realmente qualcosa, più che altro abbiamo acquisito davvero la consapevolezza di potercela fare, di poter lottare alla pari con i campioni in carica, di poter vincere la partita. Ognuno di noi voleva dimostrare che eravamo lì per un motivo, non solo perché avevamo vinto delle partite negli anni precedenti o perché serviva una squadra in più per motivi economici: noi eravamo lì perché lo meritavamo, e dopo quel primo tempo avevamo capito di poter andare fino in fondo a quella partita”. E così fu, perché nella ripresa l’Italia costruisce punto su punto un vantaggio che toccherà i 19 punti, con un Diego Dominguez scatenato, un Troncon che alimenta le fiammate azzurre e degli avanti in grado di rispondere colpo su colpo a degli scozzesi sempre più impotenti di fronte a una squadra così combattiva: “Non eravamo solo aggressivi. Eravamo anche e soprattutto lucidi, perché nonostante fosse un match molto ruvido siamo sempre rimasti solidi, anche quando facevamo degli errori. Abbiamo gestito bene il vantaggio, senza fronzoli ma senza mai cedere nulla”. Quel calcetto L’ultimo e definitivo punto di rottura della partita vede protagonista ancora Alessandro Troncon: calcetto dalla base che manda nel pallone Logan, che regala una rimessa laterale agli Azzurri, in vantaggio 27-13 a 4 minuti dalla fine. Ne nasce un vero e proprio assalto, con l’Italia che pianta le tende nei cinque metri avversari e la Scozia cede di schianto, fino alla meta di De Carli che chiude definitivamente la questione. Finì 34-20, fu un trionfo: “Forse prima di iniziare il Sei Nazioni, al di fuori di noi, in pochi avrebbero creduto che avremmo potuto battere i campioni in carica, ma noi ci credevamo e lo abbiamo dimostrato nell’arco di tutta la partita. Sapevamo quali erano i nostri punti forti e su cosa avremmo potuto fare leva per portare la partita dalla nostra parte. Volevamo vincere e lo abbiamo fatto: nel primo tempo ci siamo resi conto che potevamo farcela, e nel secondo lo abbiamo fatto davvero” racconta Troncon.

Italia | 04/02/2026

Italia, Lynagh ritrova la Scozia dopo due anni: “Quella vittoria fu un’emozione incredibile”

Due anni fa Louis Lynagh faceva il suo esordio in una delle partite più importanti della storia recente dell’Italia, che superò la Scozia 31-29 in un Olimpico strapieno. Due anni dopo Italia e Scozia sono di nuovo lì, a Roma, in uno stadio sold out. Nel mezzo sono successe tante cose, ma gli Azzurri sono pronti a giocarsi un’altra partita importante all’esordio nel Sei Nazioni 2026. L’ala del Benetton e dell’Italia ha ricordato quella giornata memorabile, ma anche analizzato come le due squadre arriveranno al match di sabato 7 febbraio. Louis, cosa ricordi di quel giorno a Roma? “Ricordo lo stadio Olimpico pieno, come lo sarà quest’anno, contro una Scozia veramente forte che si stava giocando il Sei Nazioni. Fu una partita particolare per me, l’emozione del primo cap, la vittoria, non ricordo tantissimo di quegli 80 minuti: ricordo molto bene invece la sensazione che ho provato negli spogliatoi dopo la vittoria, davvero incredibile, difficile da descrivere. È stata una bellissima sensazione e spero di riuscire a riprovarla sabato. E poi tornare a vincere in casa dopo 9 anni, in quel clima e in quello stadio è stata una sensazione unica”. Primo cap e anche prima meta in azzurro, ed era una meta pesante… “Sì, Paolo Garbisi ha visto lo spazio in profondità, l’ho chiamato e lui ha fatto un grandissimo calcio. A quel punto dovevo solo raccoglierlo e correre, non è stato molto difficile (ride, ndr), c’è molto merito di Paolo in quella meta. Era una giocata preparata? No, è stata un’idea venuta al momento, abbiamo visto lo spazio e Paolo ha messo la palla lì”. C’era anche la tua famiglia lì. Cosa ti hanno detto alla fine della partita? “È stato bello vederli così orgogliosi e felici dopo la partita. Mi hanno detto di continuare a divertirmi e che erano orgogliosi di me, ma anche di prepararmi per la partita successiva. Mio padre guarda sempre molto avanti, è sempre proiettato alla prossima partita, e ha ragione perché vincere è molto bello ma poi sei chiamato sempre a ripeterti la settimana dopo”. Con tuo padre parli molto di rugby e delle tue prestazioni? “Parliamo molto di rugby ma non è mai intervenuto nella mia carriera, mi ha sempre lasciato libero di seguire la mia strada, senza mai essere insistente e senza influenzarmi. Quando gli chiedo qualcosa ovviamente parliamo molto, così come se lui vuole farmi notare qualcosa me lo dice senza problemi, ma mi ha sempre lasciato molto libero: è stato molto importante”. In cosa pensi di essere particolarmente migliorato in questi due anni? “Sicuramente il gioco aereo, un’abilità fondamentale per giocare nel triangolo allargato. Penso che ora sia una delle mie abilità migliori ed è quella in cui sono migliorato di più. E poi ho lavorato molto sulla mia velocità: lo scorso anno ho dovuto saltare il Sei Nazioni per un infortunio, e ho approfittato di questo tempo per lavorare ulteriormente su questo aspetto, e ora mi sento molto più forte e più veloce. A 25 anni credo di essere arrivato a un buon punto, ma sento di poter anche fare un ulteriore salto in avanti nella mia carriera, e spero di riuscire a ottenere sempre più presenze con l’Italia”. Questa Scozia è diversa da quella di due anni fa? Quali sono gli aspetti a cui dovrete fare più attenzione? “Credo non sia cambiato molto. Rimaniamo due squadre molto simili, anche se magari esprimiamo il nostro gioco in forme diverse, ma entrambi vogliamo attaccare gli spazi e abbiamo un pacchetto di mischia molto fisico e combattivo e dei trequarti talentuosi e veloci. Ovviamente loro hanno Finn Russell che è fenomenale, e poi ci sono Tuipulotu e Kinghorn: hanno tanti giocatori pericolosi, dobbiamo esserne consapevoli e regolarci di conseguenza. Però anche noi siamo molto forti e pericolosi dietro: Nacho Brex e Tommy Menoncello formano una grande coppia di centri, e poi abbiamo Monty Ioane che è molto forte. È importante far arrivare loro palloni veloci e di qualità per renderci pericolosi in attacco”. Cosa serve all’Italia per vincere questa partita? “Dobbiamo impedire a Finn Russell di giocare la sua partita, mettergli pressione, togliergli opzioni. Russell è il fulcro del loro gioco, se glielo portiamo via porteremo via un elemento importante dell’attacco scozzese. Allo stesso tempo, però, non dobbiamo focalizzarci solo su di lui, ma dobbiamo essere pronti su ogni iniziativa dei loro giocatori. Quando abbiamo la palla, come detto, dobbiamo essere in grado di creare azioni veloci, con un lavoro nel breakdown che ci permetta di avere possessi di qualità. Allo stesso tempo, però, dobbiamo avere anche un gioco al piede efficace che ci permetta di avere altre opzioni nei momenti in cui non riusciamo ad avanzare: sicuramente il gioco aereo sarà fondamentale in questo senso”.

Italia | 03/02/2026

Macron e la Federazione Italiana Rugby lanciano la capsule collection “Rosso Garibaldi”

Sull’onda del successo riscosso dal Third Kit 2025/26 e a pochi giorni dall’esordio della Nazionale nel Guinness Six Nations 2026, Macron e FIR presentano una capsule collection ispirata al Rosso Garibaldi: i capi sono già in vendita su macron.com. Dopo l’ottima accoglienza riservata al Third Kit 2025/26 in “Rosso Garibaldi”, Macron e la Federazione Italiana Rugby aprono il periodo del Guinness Six Nations 2026 con il lancio di una capsule collection esclusiva.  Alla divisa da gioco, disponibile sia in versione Authentic che in versione replica, si affiancano ora un’Anthem Jacket e una maglia da allenamento, declinate nelle stesse tonalità simboliche che caratterizzano la maglia gara. Una collezione pensata per rafforzare l’identità visiva dell’ItalRugby anche fuori dal campo e che sarà indossata dalla Nazionale Maschile in occasione della sfida contro la Francia il prossimo 22 febbraio, in un appuntamento dal forte valore simbolico legato al Trofeo Garibaldi, e da quella Femminile l’11 aprile nella partita del Guinness Women’s Six Nations. I capi della capsule collection sono disponibili in vendita su macron.com, nella sezione dedicata alla Nazionale Italiana di Rugby.

Italia | 03/02/2026

Rugby World Cup Australia 2027, ufficializzato il calendario dei Gironi

Sidney – World Rugby ha ufficializzato il calendario della Rugby World Cup 2027 in calendario in Australia. La Nazionale Italiana Maschile farà il suo esordio – nel Girone B – contro i Campioni del Mondo in carica del Sudafrica domenica 3 ottobre alle 14.15 locali (5.45 italiane) ad Adelaide. Poco più di una settimana dopo – a Sidney – la squadra guidata da Gonzalo Quesada affronterà la Romania lunedì 11 ottobre alle 19.45 locali (10.45 italiane). Gli Azzurri chiuderanno il Girone B con la domenica 17 ottobre alle 12.15 locali (3.15 italiane) a Newcastle contro la Georgia. Questo il calendario delle partite del Girone B: Sudafrica v Italia – 03.10.27 – ore 14.15 (5.45 ITA) – Adelaide, Adelaide Oval Italia v Romania – 11.10.27 – ore 19.45 (10.45 ITA) – Sidney, Sidney Football Stadium Italia v Georgia – 17.10.27 – ore 12.15 (3.15 ITA) – Newcastle, Newcastle Stadium

Italia | 02/02/2026

Italia: l’analisi dei convocati per il Sei Nazioni 2026

Sono 33 i giocatori scelti da Gonzalo Quesada per iniziare il Sei Nazioni 2026: il tecnico preparerà il primo match tra Italia e Scozia con 18 avanti e 15 trequarti, tra i quali si trovano tanti giocatori con caratteristiche diverse. Nonostante i tanti infortuni, alcuni di questi recuperabili nel corso del torneo, Quesada ha a disposizione un gruppo eterogeneo e completo, nel quale pescare a seconda delle esigenze tecniche. Gli avanti In prima linea ci sono due piloni sinistri, due piloni destri e un utility, Hasa, che nelle ultime stagioni ha giocato di più a sinistra ma che può coprire entrambi i ruoli, soprattutto in assenza dell’infortunato Riccioni. Al posto del pilone dei Saracens è stato convocato Giosué Zilocchi, che con il confermato Simone Ferrari completa il reparto di destra. A sinistra, oltre al già citato Hasa, possono giocare Danilo Fischetti e Mirco Spagnolo, due giocatori giunti a piena maturazione anche a livello internazionale. Confermati i tre tallonatori visti alle Quilter Nations Series e nel tour estivo, con Giacomo Nicotera che fa parte del gruppo dei 4 capitani scelti da Quesada, mentre Tommaso di Bartolomeo e Pablo Dimcheff si confermano in crescita. In seconda linea Quesada farà tanto affidamento su Niccolò Cannone, 58 caps e nel gruppo dei capitani azzurri. Confermato anche l’esperto Federico Ruzza e un Andrea Zambonin in rampa di lancio dopo le ottime prestazioni di novembre e un minutaggio importante in PREM con Exeter. Riccardo Favretto in questo gruppo può fare da “jolly”: può coprire tutti i ruoli dal 4 all’8, in seconda e terza linea. Quesada può utilizzarlo come ricambio di Cannone, in concorrenza con Ruzza e Zambonin o come alternativa in terza linea, soprattutto come flanker. Anche in terza linea c’è tanta concorrenza: confermati il capitano Michele Lamaro, Manuel Zuliani, Lorenzo Cannone, Alessandro Izekor e David Odiase, mentre gli infortuni di Negri e Vintcent hanno aperto la strada alla convocazione di Samuele Locatelli, a completare un pacchetto di sei terze linee più Favretto. Lorenzo Cannone è l’unico “8” di ruolo, ma in tanti – da Lamaro al già citato Favretto, fino ad Odiase – possono giocare terza centro in caso di necessità. Tanta concorrenza anche per i due posti da flanker, anche perché Quesada ha a disposizione giocatori molto diversi tra loro: Lamaro è stato per due volte (2022 e 2024) il miglior placcatore del Sei Nazioni, Zuliani è uno specialista del breakdown, così come Locatelli sta crescendo molto in questo fondamentale, mentre Izekor e Odiase possono portare tanta fisicità in campo. La mediana In mediana, Quesada ha ritrovato Martin Page-Relo dopo un infortunio, e avrà a disposizione quelli che ormai sono i 4 mediani collaudati ad alto livello: Stephen Varney sta facendo una grande stagione ad Exeter e già a novembre si è dimostrato in grande forma, mentre l’italo-francese dovrà recuperare per tornare al 100% ma è un giocatore di grande continuità, oltre ad essere un importante aiuto nel gioco al piede e dalla piazzola, con i suoi calci dalla lunga distanza. Tra i quattro mediani Alessandro Fusco è col maggiore impatto dal punto di vista del ritmo, e viene spesso utilizzato a gara in corso in azzurro, anche per via della sua duttilità: può giocare ala e Quesada, nel tour estivo, lo aveva designato come possibile “secondo 10” in caso di problemi a Da Re nelle sfide col Sudafrica. Come Fusco a Parma, anche Alessandro Garbisi sta giocando con grande continuità al Benetton, alternandosi in maniera costante con Andy Uren. In assenza di Tommaso Allan, infortunato – ma forse recuperabile lungo il Sei Nazioni – Gonzalo Quesada ha chiamato Paolo Garbisi e Giacomo Da Re, oltre a Leonardo Marin che pur essendo inserito in lista come centro può giocare anche da numero 10. Garbisi è ormai titolare azzurro da 5 anni e rappresenta una garanzia assoluta in termini di gestione del gioco, oltre ad avere delle qualità difensive notevoli. Giacomo Da Re è stato rilanciato dal tour estivo in Sudafrica, e Quesada ha sempre espresso parole importanti su di lui. L’utilizzo di Marin potrebbe essere legato anche alla sua duttilità, potendo giocare praticamente in tutti i ruoli dal 10 al 15. I trequarti Per quanto riguarda i centri, ci si aspetta come sempre tanto dalla coppia Menoncello-Brex, confermatissima. Dietro di loro scalpita proprio Leonardo Marin, che sta giocando con continuità al Benetton in questo ruolo e garantisce un’importante alternativa a Brex come secondo playmaker. Tra i convocati ci sono anche Damiano Mazza (presente anche in autunno, seppur non schierato) e Paolo Odogwu, che torna in Nazionale dopo aver giocato con la Namibia questa estate e può ricoprire i ruoli di centro e ala, ed è reduce da prestazioni di peso al Benetton. Il numero di scelte nel triangolo allargato è stato ridotto dagli infortuni: prima Allan e Capuozzo, poi Todaro. Ci sono due estremi di ruolo: Lorenzo Pani e Matt Gallagher, dalle caratteristiche molto diverse, anche se entrambi dotati di un gran piede. Il primo più fantasioso e propositivo in attacco, il secondo più presente in fase di gestione del gioco tattico e sulle palle alte. Quesada ha già detto che sceglierà in base al tipo di partita. Per quanto riguarda le ali, Monty Ioane e Louis Lynagh rappresentano ormai delle garanzie, e hanno avuto una prima parte di stagione positiva. I convocati dell’Italia per il Sei Nazioni 2026 PiloniSimone FERRARI (Benetton Rugby, 69 caps)Danilo FISCHETTI (Northampton Saints 58 caps)Muhamed HASA (Zebre Parma 4 caps)Mirco SPAGNOLO (Benetton Rugby, 19 caps)Giosuè ZILOCCHI (Benetton Rugby, 24 caps) TallonatoriTommaso DI BARTOLOMEO (Zebre Parma, 6 caps)Pablo DIMCHEFF (Colomiers Rugby, 3 caps)Giacomo NICOTERA (Stade Français, 36 caps) Seconde LineeNiccolò CANNONE (Benetton Rugby, 58 caps)Riccardo FAVRETTO (Benetton Rugby, 8 caps)Federico RUZZA (Benetton Rugby, 67 caps)Andrea ZAMBONIN (Exeter Chiefs, 14 caps) Terze LineeLorenzo CANNONE (Benetton Rugby, 33 caps)Alessandro IZEKOR (Benetton Rugby, 8 caps)Michele LAMARO (Benetton Rugby, 49 caps)Samuele LOCATELLI (Zebre Parma, esordiente)David ODIASE (Zebre Parma, 3 caps)Manuel ZULIANI (Benetton Rugby, 38 caps) Mediani di mischiaAlessandro FUSCO (Zebre Parma, 20 caps)Alessandro GARBISI (Benetton Rugby, 19 caps)Martin PAGE-RELO (Bordeaux, 21 caps)Stephen VARNEY (Exeter Chiefs, 36 caps) Mediani di aperturaGiacomo DA RE (Zebre Parma, 6 caps)Paolo GARBISI (Toulon, 49 caps) CentriJuan Ignacio BREX (Toulon, 49 caps)Leonardo MARIN (Benetton Rugby, 17 caps)Damiano MAZZA (Zebre Parma, esordiente)Tommaso MENONCELLO (Benetton Rugby, 34 caps)Paolo ODOGWU (Benetton Rugby, 7 caps) Ali/EstremiMatt GALLAGHER (Benetton Rugby, 3 caps)Monty IOANE (Lione, 42 caps)Louis LYNAGH (Benetton Rugby, 9 caps)Lorenzo PANI (Zebre Parma, 8 caps)

Italia | 02/02/2026

Italia: tutti i numeri di 97 anni di storia e le statistiche al Sei Nazioni

L’Italia è pronta a debuttare nella ventisettesima edizione del Sei Nazioni: la squadra azzurra si presenta all’appuntamento dopo un 2025 in cui ha ottenuto quattro vittorie, due delle quali di grandissimo peso: Galles, Namibia, Australia e Cile. Sarà anche il 97esimo anno di storia della Nazionale Italiana, che debuttò ufficialmente il 20 maggio 1929 a Barcellona contro la Spagna (9-0 per i padroni di casa), mentre la prima vittoria in assoluto arrivò 9 giorni dopo nella rivincita di Milano contro gli iberici. Anche nel 2025 l’Italia si è confermata tra le migliori dieci squadre al mondo, chiudendo l’anno proprio al decimo posto del World Rugby Ranking, conquistando anche la seconda fascia nel sorteggio della Rugby World Cup 2027, che la vedrà di fronte a Sudafrica, Georgia e Romania. Un po’ di storia In 97 anni di storia e 562 incontri giocati l’Italia ha ottenuto 209 vittorie, 15 pareggi e 338 sconfitte, mettendo a segno in totale 9892 punti e subendone 13277. Nel 2025, invece, l’Italia ha segnato 278 punti, subendone 351. Nel corso della sua storia l’Italia ha conquistato 29 vittorie contro squadre considerate Tier 1: il primo grande successo arrivò contro l’Argentina nel 1978 a Rovigo, con gli Azzurri – guidati da Pierre Villepreux – che sconfissero i Pumas 16-9. Le ultime due vittorie contro una Tier 1 sono arrivate proprio nel 2025: 22-15 al Galles nel Sei Nazioni (seconda vittoria di fila contro i gallesi e quarta nelle ultime tre partite) e 26-19 all’Australia nelle Quilter Nations Series, anche qui la seconda di fila contro i Wallabies. La squadra Tier 1 battuta più spesso è stata la Scozia con nove vittorie, di cui otto conquistate al Sei Nazioni. La vittoria più larga, a livello di distacco, della Nazionale Italiana risale al 18 maggio 1994: l’Italia sconfisse 104-8 la Repubblica Ceca. La peggior sconfitta della storia azzurra risale invece al 1999, quando il Sudafrica vinse 101-0 a Durban. Nel 2026 l’Italia giocherà dodici partite: le cinque del Sei Nazioni contro Scozia (in casa), Irlanda (in trasferta), Francia (in trasferta), Inghilterra (in casa) e Galles (in trasferta) e le sei del nuovo National Championship. Gli Azzurri giocheranno tre match in trasferta nell’Emisfero Sud a luglio contro Giappone, Nuova Zelanda e Australia, per poi sfidare in casa a novembre Sudafrica, Argentina e Fiji. L’ultima partita è prevista tra il 27 e il 29 novembre a Twickenham contro la pari classificata della graduatoria dell’Emisfero Sud del torneo. I numeri degli Azzurri Il miglior marcatore della storia dell’Italrugby è Diego Dominguez con 983 punti (9 mete, 208 calci di punizione, 127 trasformazioni e 20 drop). Il secondo, nonché primo azzurro in attività, è Tommaso Allan con 552, frutto di ben 15 mete, 92 calci di punizione, 99 trasformazioni e un drop. Nel 2023 l’azzurro ha superato Stefano Bettarello, terzo in questa speciale classifica con 483 punti. Tra i giocatori in attività al quinto posto c’è Paolo Garbisi, che nel 2025 ha superato anche Mirco Bergamasco e Ramiro Pez salendo a quota 266 punti segnati. Il giocatore più vicino adesso è Luigi Troiani, al quarto posto con 294 punti. Sergio Parisse, inserito meritatamente nella Hall of Fame di World Rugby, è il giocatore più presente della storia dell’Italrugby con 142 presenze, seguito da Castrogiovanni e Zanni, entrambi a quota 119. Parisse è anche l’azzurro con più partite giocate da capitano, 93, mentre l’attuale capitano Michele Lamaro è al secondo posto in questa speciale graduatoria con 39 partite da capitano, appaiato a Marco Bortolami. Subito dietro ci sono Massimo Giovanelli con 37 partite e Marco Bollesan con 36. Il giocatore in attività con più presenze totali è Tommaso Allan, con 87 partite disputate in azzurro: è al dodicesimo posto, a sole 2 partite da Mirco Bergamasco e McLean. Il giocatore con più mete segnate è Marcello Cuttitta, a quota 26, seguito da Paolo Vaccari a 23 e dalla coppia formata a Carlo Cecchinato e Manrico Marchetto a 21. Tra i giocatori in attività il più prolifico è Monty Ioane, che nel 2025 ha guadagnato ulteriori posizioni salendo a quota 19, appaiando al quarto posto Alessandro Troncon. I numeri dell’Italia al Sei Nazioni Dal suo ingresso nel Torneo delle Sei Nazioni, avvenuto nel 2000, l’Italia giocato 130 partite ottenendo 16 vittorie, due pareggi (nel 2006 con il Galles e nel 2024 con la Francia) e 112 sconfitte, con 1906 punti fatti e 4414 subiti. Gli Azzurri hanno battuto otto volte la Scozia, cinque il Galles, due la Francia e una l’Irlanda. L’Italia ha vinto anche tre Trofei Garibaldi, conquistati battendo la Francia nel 2011 e nel 2013, mentre quello del 2024 – in seguito al pareggio di Lille – è stato assegnato a pari merito ad entrambe, che hanno tenuto il trofeo sei mesi a testa. Gli Azzurri hanno conquistato anche la Cuttitta Cup nel 2024, battendo la Scozia all’Olimpico. Per due volte un italiano ha conquistato il titolo di miglior giocatore del Sei Nazioni: Andrea Masi nel 2011 e Tommaso Menoncello nel 2024. La vittoria più larga dell’Italia al Sei Nazioni risale al 2007: 37-17 a Edimburgo contro la Scozia, in un match rimasto nella storia per quelle tre mete segnate nei primi sette minuti di gioco, con Mauro Bergamasco a segno per la prima volta dopo soli sedici secondi. La peggior sconfitta, in termini di distacco, risale al 2001, quando gli Azzurri persero 80-23 in Inghilterra. Nel 2007 e nel 2013 l’Italia ha ottenuto il miglior piazzamento della sua storia, quarta con due vittorie: nel primo caso contro Scozia e Galles, nel secondo contro Francia e Irlanda. Anche se con un piazzamento inferiore (quinto posto) a livello di risultati il miglior Sei Nazioni della storia azzurra è stato quello del 2024, perché alle due vittorie delle altre annate citate si è aggiunto anche il pareggio con la Francia. L’unica squadra del Torneo ancora mai battuta dagli Azzurri è l’Inghilterra. Per quanto riguarda i premi individuali, per 23 volte da quando viene assegnato il premio di Player of the match è stato vinto da un azzurro: 5 volte da Sergio Parisse, 2 da Alessandro Troncon, Alessandro Zanni, Andrea Masi e Juan Ignacio Brex, una da Mirco Bergamasco, Fabio Semenzato, Martin Castrogiovanni, Luciano Orquera, Michele Campagnaro, Josh Furno, Luke McLean, Tommaso Allan, Tommaso Menoncello e Lorenzo Cannone. Sergio Parisse è il giocatore più presente della storia del Sei Nazioni, con 69 partite giocate, davanti a Cian Healy (67), Brian O’Driscoll (65), Alun Wyn Jones e Rory Best (64). Per quanto riguarda gli italiani, Parisse è davanti a Castrogiovanni (60) e Zanni (54). Il primo azzurro in attività è Tommaso Allan, con 38 partite, e nel 2025 ha superato Santiago Dellapè conquistando il tredicesimo. Proprio Tommaso Allan nel 2024 è diventato il giocatore italiano con più mete segnate nel Sei Nazioni, otto, staccando Mirco Bergamasco e Sergio Parisse. Tommaso Allan è anche il miglior marcatore azzurro nella storia del Sei Nazioni, con 210 punti segnati. Al secondo posto Diego Dominguez con 163, che resta però l’azzurro con più punti segnati in una singola partita: ben 29 nel successo all’esordio assoluto nel Sei Nazioni 2000 contro la Scozia, battuta 34-20. L’unico azzurro che ha fatto registrare un “full house” nel Sei Nazioni (almeno una meta, una trasformazione, un calcio di punizione e un drop nella stessa partita) è Carlo Canna, nel 2016 contro la Francia. Fuori dal Torneo, prima di lui ci erano riusciti Stefano Bettarello (nell’83 contro il Canada) e Diego Dominguez, contro l’Australia nel 1993 e contro il Sudafrica nel 2001. Nel corso di queste 25 edizioni, l’Italia ha avuto otto capitani ufficiali: Alessandro Troncon, Alessandro Moscardi, Andrea De Rossi, Marco Bortolami, Sergio Parisse, Leonardo Ghiraldini, Luca Bigi e dal 2022 Michele Lamaro.

Italia | 02/02/2026

Italrugby, invitato Thomas Dominguez al raduno di Roma

Roma – Iniziata ufficialmente a Roma la settimana in preparazione a Italia-Scozia, match in calendario sabato 7 febbraio alle 15.10 allo Stadio Olimpico di Roma che aprirà il Guinness Sei Nazioni 2026 per gli Azzurri. La partita sarà trasmessa in diretta su Sky Sport Uno e in chiaro su TV8. Mattinata intensa per la squadra guidata da Gonzalo Quesada presso il CPO Giulio Onesti, quartier generale degli Azzurri in preparazione al torneo di rugby più antico del mondo. Dopo una riunione che ha coinvolto tutta la squadra, il gruppo azzurro si è spostato sul campo per il primo allenamento settimanale provando gli schemi in vista dell’esordio contro la Scozia. A seguire, tutta la squadra ha svolto un lavoro in palestra. Nel pomeriggio sono in calendario attività di recupero. Al raduno di Roma è stato invitato anche Thomas Dominguez, mediano di mischia in forza alle Zebre. Classe 1999, figlio d’arte con papà Diego che ha scritto la storia in maglia Azzurra, ha raggiunto il gruppo nella capitale svolgendo regolarmente la seduta odierna insieme ai suoi compagni di squadra. “Siamo focalizzati sulla nostra performance – ha dichiarato Tommaso Di Bartolomeo nell’incontro stampa odierno – e a tutte le variabili che possiamo controllare. Conosciamo la Scozia e tutte le insidie che può portare un match del genere. Avremo anche a sostenerci uno Stadio Olimpico pieno: il supporto dei tifosi non è banale ma è un fattore molto importante per noi”. “La competizione interna è uno degli aspetti importanti per la crescita della squadra. Tutti puntiamo ad entrare in lista gara e avere l’onore di rappresentare la Nazionale. Uno degli aspetti principali della forza di questo gruppo è quello di essere unito anche fuori dal campo” ha sottolineato il tallonatore della Nazionale e delle Zebre. Questo il calendario dell’Italia nel Guinness Sei Nazioni 2026: Italia v Scozia – 7 febbraio ore 15.10 – Roma, Stadio Olimpico Irlanda v Italia – Dublino, Aviva Stadium – 14 febbraio ore 14.10 (locali) Francia v Italia – Lille, Decathlon Arena – 22 febbraio ore 16.10 Italia v Inghilterra – Roma, Stadio Olimpico – 7 Marzo ore 17.40 Galles v Italia – Cardiff, Principality Stadium – 14 Marzo ore 16.40 (locali)

Italia | 02/02/2026

Italrugby, gli Azzurri convocati per l’esordio contro la Scozia nel Guinness Sei Nazioni 2026

Roma – Gonzalo Quesada, Commissario Tecnico della Nazionale Italiana Maschile, ha ufficializzato la lista degli atleti convocati per il raduno di Roma in preparazione alla partita contro la Scozia – valida per la prima giornata del Guinness Sei Nazioni 2026 – in calendario sabato 7 febbraio alle 15.10 allo Stadio Olimpico. La diretta del match è prevista su Sky Sport Uno e in chiaro su TV8. L’Italrugby si ritroverà a Roma nel pomeriggio odierno presso il Centro di Preparazione Olimpica Giulio Onesti, quartier generale degli Azzurri durante il torneo. Nella lista degli atleti convocati torna Page-Relo, mentre tra gli invitati c’è il nome di Albert Batista, ala delle Zebre. "Il gruppo si è allenato molto bene a Verona lavorando intensamente al Payanini Center, nelle consuete condizioni ottimali che ci offre il centro, verso l'esordio nel torneo contro la Scozia. Nella rosa dei convocati ritroviamo Page-Relo, assente inizialmente, e avremo l'opportunitá di avere nuovamente in allenamento Brex che ha avuto una settimana incentrata soprattutto sul recupero. Non avremo l'infortunato Todaro: ha lavorato con una attitudine impeccabile e speriamo di poterlo rivedere il prima possibile sul campo. Abbiamo fatto una valutazione più ampia per sostituirlo: sono stati valutati atleti che saranno impegnati con l'Italia XV, nazionale che ha una importanza strategica per FIR. Al fine di consentire allo staff guidato da Massimo Brunello di lavorare al meglio verso l'impegno contro la Scozia A e non alterare la rosa a sua disposizione, abbiamo deciso di invitare al raduno Albert Batista che si unirá oggi al gruppo a Roma" ha dichiarato Quesada. Questo il calendario dell’Italia nel Guinness Sei Nazioni 2026: Italia v Scozia – 7 febbraio ore 15.10 – Roma, Stadio Olimpico Irlanda v Italia – Dublino, Aviva Stadium – 14 febbraio ore 14.10 (locali) Francia v Italia – Lille, Decathlon Arena – 22 febbraio ore 16.10 Italia v Inghilterra – Roma, Stadio Olimpico – 7 Marzo ore 17.40 Galles v Italia – Cardiff, Principality Stadium – 14 Marzo ore 16.40 (locali) Gli Azzurri convocati: Piloni Simone FERRARI (Benetton Rugby, 69 caps) Danilo FISCHETTI (Northampton Saints 58 caps) Muhamed HASA (Zebre Parma 4 caps) Mirco SPAGNOLO (Benetton Rugby, 19 caps) Giosuè ZILOCCHI (Benetton Rugby, 24 caps) Tallonatori Tommaso DI BARTOLOMEO (Zebre Parma, 6 caps) Pablo DIMCHEFF (Colomiers Rugby, 3 caps) Giacomo NICOTERA (Stade Français, 36 caps) Seconde Linee Niccolò CANNONE (Benetton Rugby, 58 caps) Riccardo FAVRETTO (Benetton Rugby, 8 caps) Federico RUZZA (Benetton Rugby, 67 caps) Andrea ZAMBONIN (Exeter Chiefs, 14 caps) Terze Linee Lorenzo CANNONE (Benetton Rugby, 33 caps) Alessandro IZEKOR (Benetton Rugby, 8 caps) Michele LAMARO (Benetton Rugby, 49 caps) Samuele LOCATELLI (Zebre Parma, esordiente) David ODIASE (Zebre Parma, 3 caps) Manuel ZULIANI (Benetton Rugby, 38 caps) Mediani di mischia Alessandro FUSCO (Zebre Parma, 20 caps) Alessandro GARBISI (Benetton Rugby, 19 caps) Martin PAGE-RELO (Bordeaux, 21 caps) Stephen VARNEY (Exeter Chiefs, 36 caps) Mediani di apertura Giacomo DA RE (Zebre Parma, 6 caps) Paolo GARBISI (Toulon, 49 caps) Centri Juan Ignacio BREX (Toulon, 49 caps) Leonardo MARIN (Benetton Rugby, 17 caps) Damiano MAZZA (Zebre Parma, esordiente) Tommaso MENONCELLO (Benetton Rugby, 34 caps) Paolo ODOGWU (Benetton Rugby, 7 caps) Ali/Estremi Matt GALLAGHER (Benetton Rugby, 3 caps) Monty IOANE (Lione, 42 caps) Louis LYNAGH (Benetton Rugby, 9 caps) Lorenzo PANI (Zebre Parma, 8 caps) Invitato Albert BATISTA (Zebre Parma, esordiente) Atleti non considerati per infortunio: Tommaso ALLAN (Perpignan, 87 caps) Ange CAPUOZZO (Stade Toulousain, 31 caps) Gianmarco LUCCHESI (Toulon, 33 caps) Sebastian NEGRI (Benetton Rugby, 65 caps) Marco RICCIONI (Saracens, 36 caps) Edoardo TODARO (Northampton Saints, 1 cap) Jacopo TRULLA (Zebre Parma, 17 caps) Ross VINTCENT (Exeter Chiefs, 19 caps)

Italia | 01/02/2026

Bollettino Medico Nazionale Italiana Maschile

Verona – Lo staff medico della Nazionale Italiana Maschile ha condiviso il seguente bollettino medico: Nel corso del raduno a Verona, Edoardo Todaro ha riportato un infortunio al ginocchio. Gli esami strumentali effettuati hanno evidenziato una lesione del legamento crociato anteriore destro. Il giocatore farà rientro presso il proprio club di appartenenza dove proseguirà il percorso di recupero e la riabilitazione seguito dallo staff medico del Northampton in sinergia con quello della Nazionale Maschile.

Italia | 31/01/2026

Italrugby, allenamento congiunto con l’Italia U20. Quesada: “Momento di crescita reciproca”

Verona – Ultimo giorno di raduno a Verona per la Nazionale Italiana Maschile in preparazione al Guinness Sei Nazioni 2026. Gli Azzurri affronteranno la Scozia sabato 7 febbraio alle 15.10 allo Stadio Olimpico di Roma, prima partita degli Azzurri nel torneo che sarà trasmessa in diretta Sky Sport Uno e TV8. Una giornata ricca di spunti dove la Nazionale Italiana Maschile si è allenata insieme all'Italia U20 in vista del rispettivo esordio all’interno del Sei Nazioni. Mattinata dedicata al lavoro in palestra e alle skills dove i due gruppi hanno lavorato fianco a fianco condividendo metodologie e approcci al lavoro con scambio continuo di informazioni. Nel pomeriggio allenamento collettivo con entrambe le squadre impegnate sul campo del Payanini Center. “Abbiamo chiuso a Verona un raduno molto intenso. Già a novembre – prima delle Nations Series – abbiamo scelto di iniziare qui la preparazione e per noi era importante iniziare il cammino verso il Guinness Sei Nazioni in una struttura come il Payanini Center che ci da la possibilità di prepararci al meglio verso gli appuntamenti che ci attendono sul campo. La giornata trascorsa insieme alla Nazionale U20 ha una grande valenza a 360 gradi: è stato un momento di grande scambio reciproco di informazioni. Abbiamo avuto modo di avere una visione allargata dei giocatori a disposizione e, oltre che sul presente, lavorare con lo staff degli Azzurrini ci da l’opportunità di avere uno sguardo sui futuri prospetti del rugby italiano. C’è un confronto costante con Andrea Di Giandomenico mirato al raggiungimento degli obiettivi a medio-lungo termine e crescere insieme” ha sottolineato Gonzalo Quesada. “E’ stata una giornata di lavoro molto interessante sotto vari punti di vista. Potersi confrontare con la Nazionale Maggiore Maschile, a una settimana esatta dall’inizio del torneo, è stato un importante test per tutti noi per valutare lo stato della squadra e capire le aree di sviluppo in vista dell’esordio del torneo. Ho visto i ragazzi molto motivati e concentrati nel vivere un contesto che un domani potrebbe rappresentare il proprio futuro. C’è stato un confronto costante con lo staff, in ogni settore, che per noi è stato prezioso” ha dichiarato Andrea Di Giandomenico

Italia | 30/01/2026