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Aristide Barraud e la sua nuova vita da artista: “Provo a portare la visione del numero 10 nei miei progetti”

Parigi, 13 novembre 2015. Una serata iniziata come tante altre: “Dove andiamo stasera?” E’ venerdì, inizia il weekend. C’è chi va a cena, chi a teatro, chi semplicemente ha approfittato di fare un giro con la sua famiglia o con i suoi amici per le vie del centro. Ma, in questa situazione, c’è un maledetto “rovescio della medaglia”. Già, perché oltre alle persone che sono uscite per una serata che sarebbe potuta essere “ordinaria”, ce ne sono altre che non hanno avuto la possibilità di rientrare a casa in seguito agli attentati terroristici che hanno colpiti la capitale francese. Una giornata che Aristide Barraud, ex mediano di apertura di Mogliano e Lyons, ricorda benissimo e che ha avuto la fortuna di poter raccontare essendo uno dei sopravvissuti a quella notte che nessuno dimenticherà: “Da quel novembre 2015 la mia vita è totalmente cambiata. Nella sua organizzazione, nel quotidiano, nella logistica. Anche il legame che ho con il tempo non è più lo stesso. Ora sono un artista e sono molto più libero rispetto a un giocatore di rugby che per forza di cose dipende da un campionato, da un ritmo di squadra. Ora per me è molto più importante la qualità del lavoro e la somma dei progetti. In questa prima fase della mia nuova carriera ho poco spazio per il riposo. Ma lo reputo una fortuna: i miei progetti sono sempre impegnativi, ricchi di bellezza e mi danno una grande gioia”. Classe 1989, trentasette anni il prossimo 17 marzo, Barraud nella sua nuova vita da artista cerca di portare quella visione fantasiosa e intraprendente che aveva in campo, senza dimenticare i suoi studi di “Storia, Tecniche ed Estetica del cinema” alla Sorbona di Parigi: “Vedo tutto quello che faccio adesso con gli occhi tipici del numero 10 cercando di dare sempre un ritmo preciso alle mie azioni. Quando scrivo, o quando sono il regista per un cortometraggio o quando immagino un progetto, ho questa visione molto più ampia mirata a come gestire le situazioni che ti portano energie positive e quelle meno positive. Capire come comunicare con la propria squadra, con i media, con le istituzioni per arrivare al massimo.  Essere un artista, alla fine, secondo me si basa su una cosa fondamentale: quello di convincere il pubblico nel credere in quel progetto, in quella storia e in quell’opera che si va a proporre. Convincere anche i finanziatori di sostenere la creazione e  il centro artistico/museo di accogliere il progetto che porta con se il mio modo di vedere il mondo. E’ qui che vedo un grande parallelismo con il numero 10 in un campo da rugby: il mediano di apertura deve convincere lo staff e la squadra di avere le capacità di guidare l’attacco nel piano di gioco. Oltre alle capacità sportive, ci vogliono altre skills come la fiducia, il body language, la comunicazione: è una somma di sfide che conosciamo da giovani e che ci accompagnano tutta la vita. Oggi vedo il rugby nei miei progetti: la voglia di creare squadra, di esplorare dei modi differenti di creare, di portare agli altri la mia fortuna di essere diventato artista, di avere una visione sempre più ampia”. Nella sua carriera rugbistica Aristide Barraud ha avuto modo di incrociare due persone che ora – in ruoli diversi – fanno parte della Nazionale Italiana Maschile: Gonzalo Quesada, Commissario Tecnico dell’Italrugby e suo ex allenatore ai tempi dello Stade Francais, e Paolo Garbisi che per un breve periodo ha seguito a Mogliano contribuendo alla crescita dell’attuale numero 10 della Nazionale Maschile focalizzandosi soprattutto sul supporto sui calci piazzati quando Garbisi era in età adolescenziale. Barraud, in uno dei suoi progetti nella nuova veste di artista, ha voluto raccontare Paolo Garbisi fuori dal campo di gioco in una intervista – pubblicata sul Magazine de L’Equipe – realizzata in una visita nelle meravigliose, storiche, stanze di Palazzo Farnese a Roma prima di Italia-Scozia: “Ho conosciuto Paolo a Mogliano. Ci siamo allenati insieme principalmente sui calci piazzati. Lo vedevo giocare e mi ricordo di aver capito subito che poteva diventare un grande numero 10 che sarebbe stato di grande aiuto per la nazionale. Nel giocatore favoloso che è diventato, vedo molto chiaro il suo talento e ancora dei margini di crescita. Sono stato spesso ridondante – come forse nel racconto presente nel servizio per l’Equipe Magazine – perchè vorrei che il mondo lo vedesse come lo vedo io: uno dei migliori di questo sport. Manca poco per arrivare all’età perfetta per la maturazione definitiva. Sono sicuro che i prossimi anni porteranno alla sua esplosione: non vedo l’ora di assistere a questa fase della sua carriera” ha sottolineato Barraud.

Italia | 19/02/2026

Sliding Doors Azzurre: la rimonta, i piazzati e la gioia del Flaminio. Mirco Bergamasco ricorda Italia-Francia del 2011

Roma, Stadio Flaminio. È il 60’ di Italia-Francia quando Andrea Masi trova la meta dell’11-18 dopo una bellissima azione della squadra di Mallett, che sta tenendo testa a una squadra che è venuta a Roma per fare punti e provare a vincere il Sei Nazioni. Sulla piazzola, per la trasformazione, arriva Mirco Bergamasco: fino a quel momento non era stato perfetto, aveva sbagliato due calci tutto sommato agevoli, ma da posizione angolata stavolta non sbaglia. Il Flaminio esplode, l’Italia accorcia sul 13-18 e da quel momento inizia la rimonta che la porterà a battere per la prima volta la Francia al Sei Nazioni, proprio grazie ai calci di Mirco Bergamasco, che da quel momento diventerà un cecchino infallibile: altri tre piazzati, tutti perfetti, per il 22-21 finale. I piazzati In quel momento, l’Italia aveva assoluto bisogno dei punti di Mirco per ritornare sotto: “Avevo sbagliato due calci, uno addirittura centrale in cui avevo preso più terra che pallone. Ma ho sempre cercato di non focalizzarmi troppo sull’errore, di non portarmelo dietro. Ho sempre pensato al presente, al calcio successivo: inconsciamente, forse, quella trasformazione difficile mi ha dato una carica in più, ma anche se l’avessi sbagliata avrei continuato a provarci. Ero convinto delle mie capacità, tanto che subito dopo abbiamo ottenuto un altro calcio (quello del 16-18) e quando l’arbitro ha fischiato ho subito detto a Sergio Parisse ‘fammela calciare’. E nemmeno lui ha esitato, anche lui era convinto che potessi metterlo dentro. Non pensavo alla difficoltà o agli errori precedenti: pensavo solo che dovevo mettere dentro 3 punti importanti per la squadra”. La storia Dietro i calci di Mirco Bergamasco, che rimarranno per sempre legati a quella partita, c’è una storia che comincia due anni prima, quando il capo allenatore dell’Italia Nick Mallett e l’assistente Philippe Doussy (oggi skills coach degli Azzurri) decidono di provare un nuovo piazzatore: “Io piazzavo da ragazzo, poi da adulto per diversi motivi non avevo più avuto la possibilità di farlo e quindi ho deciso di lasciar perdere. Continuavo a calciare per divertimento, ma quando nel 2009 alla vigilia dei test autunnali Philippe mi disse che l’Italia stava cercando un nuovo piazzatore ci ho provato. Era una sorta di test su 25 calci da posizioni diverse: ne misi dentro 23 su 25. Ricordo che anche Tito Tebaldi, che era molto giovane, calciò molto bene e ne mise 22. Ricordo anche che, siccome non piazzavo da tanto, usai la piazzola di Luke McLean per esercitarmi. Dopo quei 23 calci Mallett disse ‘Ok, partiamo con Mirco’, e da lì è iniziato tutto”. Vacanze Romane Un anno e mezzo dopo, Mirco Bergamasco si sarebbe trovato a mettere dentro i piazzati importanti della sua carriera, dopo una partita particolare in cui l’Italia stava mettendo in grande difficoltà i francesi ma che allo stesso tempo non riusciva a sfruttare le occasioni a disposizione: “Anche se a un certo punto eravamo sotto con un certo distacco nel punteggio (6-18) sapevamo di star facendo una buona partita, di star tenendo testa alla Francia. Ci eravamo resi conto che non riuscivano a fare quello che pensavano. Era una giornata particolare, noi eravamo motivatissimi anche dal clima che si era creato. Ricordo che i giornali francesi scrissero ‘Vacanze Romane’ in relazione a quella partita, la consideravano già vinta. Molti di noi all’epoca giocavano in Francia, abbiamo preso un po’ a cuore quella cosa, ci ha dato ancora più forza per reagire. Già alla fine del primo tempo (6-11 per la Francia) ci eravamo resi conto che non erano così imbattibili come si diceva, e anche dopo aver subito un’altra meta abbiamo continuato a giocare convinti di poter lottare fino alla fine. Poi la meta di Masi ci ha dato quella spinta in più per capire che potevamo davvero ribaltare il risultato”. Il calcio decisivo e quella mischia E allora si ritorna sempre lì, ai calci di Mirco Bergamasco, che al 75’ firma il sorpasso col piazzato del 22-21: “Ricordo che il Flaminio era una bolgia. Come se tutti avessero avuto la sensazione di star vivendo qualcosa di importante: potevamo finalmente ottenere la prima vittoria con la Francia al Sei Nazioni. Abbiamo stretto i denti, abbiamo sofferto, cercando di mantenere il vantaggio. Ricordo l’ormai celebre assalto finale con la mischia: non finiva più! (Ride, ndr). Sapevamo di non poter concedere calci di punizione, perché sarebbe stata una posizione favorevole per segnare, e di non poter concedere altro avanzamento. Gli avanti hanno fatto un grande lavoro. Credo che in qualche modo certe partite siano ‘scritte’: quella dovevamo vincerla noi, quel giorno nulla avrebbe potuto fermarci. È difficile da spiegare perché ovviamente in campo non ci pensi, ci pensi dopo. Riguardando la partita, ti accorgi che nulla poteva andare in maniera diversa da com’è andata: per la settimana che avevamo vissuto, per la motivazione che avevamo, per la partita che abbiamo giocato. Dovevamo vincerla noi, e l’abbiamo vinta” conclude Mirco.

Italia | 19/02/2026

Italrugby, Spagnolo: “Grande prestazione in Irlanda, peccato per il risultato. Furlong? Serve rispetto, è una leggenda”

Tra i tanti spunti offerti da Irlanda-Italia, l’ennesima prestazione dominante della mischia chiusa è quello che salta maggiormente all’occhio. Anche i media internazionali hanno riconosciuto il grande lavoro di crescita della prima linea dell’Italia, capace ancora una volta di mantenere lo stesso livello di prestazioni anche con i cambi e mettendo in seria difficoltà l’Irlanda in una partita che poteva finire anche diversamente dal 20-13 con cui i padroni di casa hanno portato a casa il match. Lo ha spiegato Mirco Spagnolo, pilone sinistro del Benetton e della Nazionale: “È stata una prestazione assolutamente positiva, in un campo difficile e in cui in passato abbiamo spesso fatto fatica, ma chiaramente quando finisce così rimane un po’ di rimpianto, siamo andati vicini al pareggio e avremmo potuto segnare nel finale. Peccato non esserci riusciti, sarebbe stato bello chiudere almeno con un pari una partita che abbiamo giocato bene”. Come contro la Scozia, anche con l’Irlanda c’è stato un dominio in mischia, e quella vinta al 65’ contro Furlong ha fatto il giro del web. “Sì, però mi dispiace perché credo si stia un po’ esagerando. Un conto è il video della mischia, ma sto vedendo anche tanti meme che secondo me sono irrispettosi: stiamo parlando di Furlong, una leggenda di questo sport. Un conto è l’aspetto sportivo e capisco il voler sottolineare la forza della nostra mischia, ma quando si va oltre e si fanno dei "meme" per mettere in ridicolo un pilone che ha fatto la storia del rugby non va bene”. Al di là della singola mischia, la prestazione di Dublino conferma ancora una volta la crescita costante di tutto il pacchetto. Qual è la chiave di questa evoluzione? “Sono diverse. Prima di tutto, chiaramente, il tantissimo lavoro che stiamo facendo sulla mischia e la volontà di migliorarsi sempre di più e di essere davvero dominanti. E poi credo sia importante anche l’affiatamento che si è creato: noi prime linee siamo davvero un grande gruppo, come una famiglia, siamo sempre insieme e anche quando arriva qualche ragazzo nuovo come Momo Hasa o l’anno scorso Tommaso di Bartolomeo riesce subito ad integrarsi. Lavoriamo tantissimo per diventare una cosa sola, praticamente. Poi comunque ci conosciamo tutti molto bene e lo staff è stato bravo a unire il tutto. Anche in allenamento con Moro (Andrea Moretti, allenatore degli avanti, ndr) sappiamo quando c’è da scherzare e divertirci e quando invece c’è da fare sul serio, e quando si fanno le mischie non si scherza per niente”. Come sono gli allenamenti in mischia? “Spesso le facciamo a fine allenamento. Anche perché essendo a fine allenamento siamo più stanchi e quindi riviviamo la stanchezza della partita, e come in partita devi dare tutto perché se non lo fai non c’è modo di uscirne. A ogni mischia sai di dover dare il 100%, e alla fine questa cosa ritorna anche in partita, perché il nostro obiettivo è essere dominanti”. Come vivete la concorrenza? “Secondo me è una cosa molto positiva. Intanto perché comunque siamo un gruppo molto unito, come ho detto: non è che quando Fischio (Fischetti, ndr) gioca titolare e io vado in panchina allora mi arrabbio. Anzi, è uno stimolo in più per migliorare e allo stesso tempo lui sa che c’è qualcuno dietro di lui che spinge. È una concorrenza positiva: sai che hai di fronte un ragazzo che è un tuo grande amico, ma quando si fanno le mischie contro tutti vogliamo sempre avanzare. Ad esempio, faccio spesso le mischie contro Simone Ferrari, che gioca a destra, e anche se siamo molto amici tutti vogliamo prevalere in quel momento. Alla fine la mischia è questo, e poi i risultati di tutto questo processo e di questa concorrenza forte, ma positiva, si vedono in partita”. Contro la Francia si prospetta un match completamente diverso dal punto di vista tattico, viste le caratteristiche dei Blues. Dal punto di vista della mischia, invece, che partita sarà? “Giocano in casa e stanno dominando il torneo, arriveranno sicuramente molto decisi e mi aspetto una battaglia incredibile davanti. Anche perché in Top 14 le mischie sono davvero durissime, ci sono giocatori esperti e provenienti da grandi squadre. Il nostro obiettivo, come sempre, è quello di essere il più performanti possibile e dare sempre il 100%. Lo abbiamo fatto bene in queste prime due partite ma dobbiamo continuare a farlo per tutto il Sei Nazioni”. Come si studiano i piloni avversari prima di una partita? “All’inizio si fa una revisione generale di tutti i piloni convocati dalla squadra avversaria, perché fino a due giorni prima della partita non sappiamo chi giocherà. Una volta vista la formazione, riguardiamo tutte le clip dei due piloni in lista gara, sia chi parte titolare sia chi parte dalla panchina. Poi ci sono i casi in cui ti trovi davanti un pilone che hai già affrontato altre volte, però lo studio comunque non cambia: guardi cosa fa, come attacca, come si muove in mischia e pensi a come puoi difenderti e controbattere”.

Italia | 18/02/2026

Italrugby, Fischetti: “Prestazioni frutto di un lungo lavoro. Ora focus sulla Francia”

Dublino – Prosegue la preparazione della Nazionale Italiana Maschile verso il prossimo match in calendario contro la Francia domenica 22 febbraio alle 16.10 alla Decathlon Arena Stade Pierre Mauroy di Lille, partita valida per la terza giornata del Guinness Sei Nazioni 2026 che sarà trasmessa in diretta su Sky Sport Arena e in chiaro su TV8. Lavoro concentrato nella mattina con il gruppo – diviso in reparti – tra lavoro in palestra, riunioni specifiche focalizzate sul prossimo match e un allenamento collettivo con il gruppo al completo a disposizione dello staff tecnico. “Abbiamo offerto una buona prestazione a Dublino contro l’Irlanda – ha esordito Danilo Fischetti nell’incontro stampa odierno dal raduno della Nazionale Maschile – ma è chiaro che c’è un po’ di amarezza per il risultato finale. Ora il focus è unicamente sulla prossima partita”. “Le prestazioni dell’Italia? Sono frutto di un lungo lavoro fatto negli anni da giocatori e staff. Dal primo giorno che sono arrivato in Nazionale ho sempre visto tutti i miei compagni che si allenavano per provare a vincere le partite. In nessun ambito le squadre scendono in campo per ottenere risultati che non siano positivi”. “La Francia è una delle migliori squadre al mondo, è sotto gli occhi di tutti. Hanno grandi qualità individuali con un gioco alla mano di alto livello. La nostra posizione in classifica? Sogno di arrivare il più in alto possibile, ma ragioniamo sempre partita per partita” ha sottolineato Danilo Fischetti. Questo il calendario dell’Italia nel Guinness Sei Nazioni 2026: Italia v Scozia – 7 febbraio ore 15.10 – Roma, Stadio Olimpico – 18-15 (4-1) Irlanda v Italia – Dublino, Aviva Stadium – 14 febbraio ore 14.10 (locali) 20-13 (4-1) Francia v Italia – Lille, Decathlon Arena – 22 febbraio ore 16.10 Italia v Inghilterra – Roma, Stadio Olimpico – 7 Marzo ore 17.40 Galles v Italia – Cardiff, Principality Stadium – 14 Marzo ore 16.40 (locali)

Italia | 17/02/2026

Italrugby, gli Azzurri convocati per la Francia

Dublino – Gonzalo Quesada, Commissario Tecnico della Nazionale Italiana Maschile, ha ufficializzato la lista degli atleti convocati per il raduno in preparazione a Francia-Italia, match in calendario a Lille domenica 22 febbraio alle 16.10 alla Decathlon Arena Stade Pierre Mauroy. La partita, valida per la terza giornata del Guinness Sei Nazioni 2026, sarà trasmessa in diretta su Sky Sport Arena e in chiaro su TV8. Nella lista dei convocati rientrano Martin Page-Relo e Giulio Bertaccini. Assente Stephen Varney: il mediano di mischia in forza ad Exeter non ha completato il recupero dall’infortunio all’adduttore sinistro e non sarà disponibile per il match contro la Francia. Il giocatore è rientrato presso il proprio club di appartenenza per proseguire il percorso riabilitativo in sinergia con lo staff medico della Nazionale Maschile. L’Italrugby proseguirà a Dublino la preparazione verso il prossimo match contro la Francia. La partenza per Lille è in programma venerdì 20 febbraio. Lo stesso giorno, alle 15.30, sarà annunciata la formazione che affronterà i transalpini nel match che assegnerà il Trofeo Garibaldi. Questo il calendario dell’Italia nel Guinness Sei Nazioni 2026: Italia v Scozia – 7 febbraio ore 15.10 – Roma, Stadio Olimpico – 18-15 (4-1) Irlanda v Italia – Dublino, Aviva Stadium – 14 febbraio ore 14.10 (locali) 20-13 (4-1) Francia v Italia – Lille, Decathlon Arena – 22 febbraio ore 16.10 Italia v Inghilterra – Roma, Stadio Olimpico – 7 Marzo ore 17.40 Galles v Italia – Cardiff, Principality Stadium – 14 Marzo ore 16.40 (locali) Gli Azzurri convocati: Piloni Simone FERRARI (Benetton Rugby, 71 caps) Danilo FISCHETTI (Northampton Saints 60 caps) Muhamed HASA (Zebre Parma 6 caps) Mirco SPAGNOLO (Benetton Rugby, 21 caps) Giosuè ZILOCCHI (Benetton Rugby, 24 caps) Tallonatori Tommaso DI BARTOLOMEO (Zebre Parma, 8 caps) Pablo DIMCHEFF (Colomiers Rugby, 3 caps) Giacomo NICOTERA (Stade Français, 38 caps) Seconde Linee Niccolò CANNONE (Benetton Rugby, 60 caps) Riccardo FAVRETTO (Benetton Rugby, 10 caps) Federico RUZZA (Benetton Rugby, 69 caps) Andrea ZAMBONIN (Exeter Chiefs, 16 caps) Terze Linee Lorenzo CANNONE (Benetton Rugby, 35 caps) Alessandro IZEKOR (Benetton Rugby, 8 caps) Michele LAMARO (Benetton Rugby, 51 caps) Samuele LOCATELLI (Zebre Parma, esordiente) David ODIASE (Zebre Parma, 4 caps) Manuel ZULIANI (Benetton Rugby, 40 caps) Mediani di mischia Alessandro FUSCO (Zebre Parma, 22 caps) Alessandro GARBISI (Benetton Rugby, 21 caps) Martin PAGE-RELO (Bordeaux, 21 caps) Mediani di apertura Giacomo DA RE (Zebre Parma, 6 caps) Paolo GARBISI (Toulon, 51 caps) Centri Giulio BERTACCINI (Zebre Parma, 4 caps) Leonardo MARIN (Benetton Rugby, 19 caps) Damiano MAZZA (Zebre Parma, esordiente) Tommaso MENONCELLO (Benetton Rugby, 36 caps) Paolo ODOGWU (Benetton Rugby, 8 caps) Ali/Estremi Ange CAPUOZZO (Stade Toulousain, 31 caps) Matt GALLAGHER (Benetton Rugby, 3 caps) Monty IOANE (Lione, 44 caps) Louis LYNAGH (Benetton Rugby, 11 caps) Lorenzo PANI (Zebre Parma, 10 caps) Atleti non considerati per infortunio/in fase di recupero/Motivazioni familiari: Tommaso ALLAN (Perpignan, 87 caps) Juan Ignacio BREX (Toulon, 50 caps) Gianmarco LUCCHESI (Toulon, 33 caps) Sebastian NEGRI (Benetton Rugby, 65 caps) Marco RICCIONI (Saracens, 36 caps) Edoardo TODARO (Northampton Saints, 1 cap) Jacopo TRULLA (Zebre Parma, 17 caps) Stephen VARNEY (Exeter Chiefs, 36 caps) Ross VINTCENT (Exeter Chiefs, 19 caps)

Italia | 16/02/2026

Italrugby, Olly in visita agli Azzurri a Dublino dopo il match con l’Irlanda

Dublino – La Nazionale Italiana Maschile, nella seconda giornata del Guinness Sei Nazioni 2026, è stata superata con il risultato di 20-13 all’Aviva Stadium di Dublino dall’Irlanda. Un match combattuto che ha visto la squadra guidata da Gonzalo Quesada chiudere il primo tempo in vantaggio sul punteggio di 10-5. Nella seconda frazione di gioco è arrivata la rimonta dei padroni di casa con il forcing azzurro nel finale che ha tenuto con il fiato sospeso tutti gli appassionati di rugby presenti a Dublino. Tra gli spettatori che hanno assistito al match dell’Aviva Stadium era presente anche Federico Olivieri, noto al grande pubblico con il nome d’arte Olly. Classe 2001, 25 anni il prossimo 5 maggio, Federico prima di essere un cantante di successo – ed essere salito alla ribalta dei media nazionali e internazionali per la vittoria al Festival di Sanremo nel 2025 – ha un trascorso sui campi di rugby con il Cus Genova. Nel pre-partita è stato ospite a bordo campo in avvicinamento al match che ha vissuto sugli spalti insieme ai tanti tifosi italiani e irlandesi presenti. Al termine della partita Olly ha raggiunto l’Italrugby, invitato dagli Azzurri, nel quartier generale della Nazionale a Dublino. “E’ un sogno per me essere qui. Da bambino immaginavo di vivere questi momenti che adesso sto vivendo in veste diversa. Ho visto una squadra che sul campo ha dato tutto: è bello vedere dei ragazzi, giovani, che in campo si battono per difendere i colori della propria nazione con una passione incredibile. Sono davvero felice di aver potuto salutare tutto il gruppo” ha dichiarato Federico Olivieri. Al termine della consueta riunione di squadra, Michele Lamaro – capitano della Nazionale Maschile – ha introdotto Federico all’interno del consueto cerchio: “La sua discrezione e il suo approccio verso la squadra mi hanno colpito. Apprezzo molto il modo in cui si è posto: anche se abbiamo offerto una buona prestazione, si tratta comunque di una sconfitta. La sua sensibilità verso il momento specifico ci ha colpiti. E’ una persona speciale con cui abbiamo avuto la fortuna di condividere esperienze e passare insieme la serata nel post partita. Sarà sempre il benvenuto nella nostra famiglia” ha dichiarato Michele Lamaro.

Italia | 15/02/2026

Italrugby, Nicotera: “Match duro contro l’Irlanda, ripartiamo con segnali positivi”

Dublino – Giornata di recupero per la Nazionale Italiana Maschile che nella giornata di ieri – sabato 14 febbraio – è stata superata, in rimonta, dall’Irlanda con il risultato di 20-13 all’Aviva Stadium di Dublino nel match valido per la seconda giornata del Guinness Sei Nazioni 2026. Gli Azzurri, dopo aver chiuso in vantaggio il primo tempo con il parziale di 10-5, nei primi minuti della ripresa sono stati rimontati dai padroni di casa. Il finale di partita ha tenuto lo stadio con il fiato sospeso con l’Italia che ha provato a pareggiare il risultato con una azione prolungata oltre all’ottantesimo minuto. “E’ stata una partita dura e abbiamo offerto una buona prestazione. Alla fine del primo tempo – ha dichiarato Giacomo Nicotera – ci siamo parlati sulle cose che non andavano bene e provare a correggerle. L’Irlanda ha difeso bene. Ci sono tanti segnali positivi che ci portiamo verso la prossima partita”. “Contro la Francia, parlando del reparto degli avanti, sarà importante la mischia chiusa. Dovremo cercare di essere concentrati e provare ad aumentare la pressione” ha dichiarato il tallonatore Azzurro. La Nazionale Maschile resterà a Dublino dove proseguirà la preparazione verso il match contro la Francia valido per la terza giornata del Guinness Sei Nazioni 2026. Gli Azzurri si sposteranno venerdì 20 febbraio a Lille dove domenica 22 febbraio, alle 16.10 allo Stadio Pierre Mauroy, contenderanno ai transalpini il Trofeo Garibaldi. Questo il calendario completo delle partite dell’Italia: Italia v Scozia – 7 febbraio ore 15.10 – Roma, Stadio Olimpico – 18-15 (4-1) Irlanda v Italia – Dublino, Aviva Stadium – 14 febbraio ore 14.10 (locali) – 20-13 (4-1) Francia v Italia – Lille, Decathlon Arena – 22 febbraio ore 16.10 Italia v Inghilterra – Roma, Stadio Olimpico – 7 marzo ore 17.40 Galles v Italia – Cardiff, Principality Stadium – 14 marzo ore 16.40 (locali)

Italia | 15/02/2026

Sei Nazioni, Quesada: a questa prestazione devo dare il valore che merita

Dublino - All'Aviva Stadium di Dublino la Nazionale Italiana Maschile è stata superata con il risultato di 20-13 dall'Irlanda - dopo aver concluso il primo tempo in vantaggio - nel match valido per la seconda giornata del Guinness Sei Nazioni 2026 Il Commissario Tecnico dell'Italia Gonzalo Quesada e il capitano Michele Lamaro, hanno incontrato la stampa nel dopo partita: “Io sono consapevole di chi avevamo di fronte e della loro situazione, per questo devo dare a questa prestazione il valore che merita - ha commentato il CT - Non siamo ancora in grado di fare zero errori in una partita ma sono comunque orgoglioso di ciò che hanno fatto i ragazzi. Andiamo via con un punto bonus meritatissimo, il pareggio era alla nostra portata: il rimbalzo in mezzo ai pali e la meta annullata sono episodi che non ci hanno premiato. La sconfitta fa male, ma vedo molti più aspetti positivi rispetto a quelli negativi”. Sulla stessa lunghezza d’onda il capitano azzurro Michele Lamaro: “La differenza con il passato sta tutta nel riuscire a competere anche quando non performiamo al 100%. Non è una cosa che si riesce a fare sempre: come la settimana scorsa, anche oggi non abbiamo disputato una partita perfetta. Ma abbiamo giocato bene, mettendo in campo tutto quello che avevamo, sfruttando le occasioni e mettendo pressione all’Irlanda. Questo fa sì che la nostra prestazione sia tra le più belle”. Poi la chiosa finale: “Sono molto orgoglioso di questa squadra. Vogliamo creare qualcosa di importante. A volte è difficile. Non siamo supereroi. Ma crediamo nel nostro lavoro e siamo felici della percezione che stiamo avendo verso l’esterno: iniziamo ad avere rispetto da parte delle altre squadre”.

Italia | 14/02/2026

Sei Nazioni: una grandissima Italia spaventa l’Irlanda, che vince 20-13 a Dublino

Un'Italia meravigliosa sogna l'impresa a Dublino, chiude il primo tempo in vantaggio, combatte nella ripresa e cede solo nel finale, conquistando comunque il punto di bonus difensivo. All'Aviva Stadium passa l'Irlanda 20-13, rimontando il 5-10 con cui gli Azzurri erano andati all'intervallo. La squadra di Quesada gioca alla pari contro un'Irlanda che soffre in mischia per tutta la partita e viene trascinata dall'esperienza di Gibson Park, cambio decisivo nell'economia del risultato finale. Italia a segno con la meta di Nicotera sugli sviluppi di una maul e con i piazzati di Garbisi, per l'Irlanda mete di Osborne, Conan e Baloucoune, con un piazzato di Crowley. Gli Azzurri torneranno in campo domenica 22 a Lille contro la Francia per la terza giornata del Sei Nazioni 2026. La cronaca di Irlanda-Italia Italia subito attiva in difesa, con Ioane, Zuliani e Ferrari tra i più attivi a mettere sotto pressione i padroni di casa, in particolare Prendergast. In mischia il primo colpo è irlandese, con Clarkson che mette in difficoltà Fischetti: l'Irlanda va in touche e conquista un altro penalty, Sheehan gioca alla mano ma viene punito per aver tentato di saltare un placcaggio. Dall'altra parte l'Italia risponde: calcio passaggio di Garbisi su Lynagh che vince la battaglia aerea con Ringrose, arriva Marin che con un offload serve Menoncello, il cui calcio però è troppo lungo ed esce. Subito dopo gli Azzurri rimangono temporaneamente in 14 per un giallo a Lynagh per avanti volontario. Con l'uomo in più l'Irlanda accelera. Al 15' Lamaro salva miracolosamente recuperando un pallone nel raggruppamento a 5 metri dalla linea di meta, poi al 17' McCloskey evita il placcaggio di Zuliani e in caduta riesce a servire Osborne per la prima marcatura del match. Dall'altra parte sugli sviluppi di una touche Izuchukwu tocca Zambonin mentre è ancora in aria e gli Azzurri vanno per i pali: Garbisi firma il 5-3. Recuperato Lynagh l'Italia sfiora anche il vantaggio: grande giocata di Pani che supera la prima linea di difesa con un calcetto per se stesso, apre il campo ma non trova l'offload per Lamaro che avrebbe avuto la strada spianata verso i pali. Al 32' è l'Irlanda a restare in 14 per un giallo a Casey per un placcaggio alto su Lorenzo Cannone. L'Italia va in touche, la maul inizialmente non ingrana ma arrivano anche i trequarti e gli Azzurri prendono l'abbrivio, poi Nicotera è bravissimo a staccarsi al momento giusto e a schiacciare per la meta del vantaggio. Garbisi trasforma per il 10-5. Cambia anche l'inerzia della mischia ordinata, con la prima linea irlandese che al 37' cede di schianto e concede un altro calcio all'Italia, che torna in attacco ma spreca con Menoncello e Lynagh che non si capiscono. Sulla successiva mischia, con introduzione irlandese, è ancora l'Italia a fare la differenza e a conquistare un altro penalty: si va in touche, pallone vinto da Zambonin ma la maul stavolta viene disinnescata dai padroni di casa, che chiudono il primo tempo sotto 10-5. A inizio ripresa Farrell mette dentro Furlong, l'Irlanda spinge subito e alla prima occasione trova la meta del pareggio: touche "furba" letta bene dall'Italia, ma i padroni di casa insistono e con una serie di cariche vanno a segno con Jack Conan per il 10-10, con Prendergast che non trova la trasformazione. Dall'altra parte Marin con una grandissima giocata trova Pani all'esterno, portato fuori di un soffio da Osborne. La squadra di Quesada però ha molto più possesso rispetto al primo tempo e al 52' ha una grandissima opportunità: finta strepitosa di Menoncello che passa in mezzo a due e poi serve Lynagh che va a schiacciare in bandierina, ma il passaggio del centro azzurro è considerato in avanti e la meta viene annullata. Dall'altra parte è ancora Lamaro a salvare tutto con un grande turnover nei suoi 22, in una partita che è un continuo botta e risposta. Al 58' però è l'Irlanda a tornare in vantaggio: stop di piede "calcistico" di Lowe che dà il via a una lunghissima azione coi trequarti irlandesi, poi Baloucoune attacca in prima persona rompendo il placcaggio di Pani e va a segnare la meta del 17-10 con trasformazione di Crowley. L'Irlanda è nel momento migliore della partita: Gibson Park alza il ritmo e l'Italia fa più fatica a reggere le accelerazioni dei padroni di casa, che al 63' vanno oltre il break con il piede di Crowley per il 20-10. La mischia italiana però anche con i cambi continua ad essere dominante, e al 66' Garbisi accorcia le distanze dalla piazzola e riporta gli Azzurri entro il break di distacco. Al 76' l'Italia ha una grandissima occasione per pareggiare, con uno splendido calcetto di Garbisi che innesca la corsa di Menoncello, ma il centro azzurro non riesce a controllare il pallone a un passo dalla linea di meta. Il finale è un assalto azzurro: 20 fasi di battaglia, con l'Irlanda che però rosicchia metri e alla fine recupera l'ovale con l'intercetto di Lowe su Ioane. L'ala dell'Irlanda addirittura si invola verso la metà campo avversaria, i padroni di casa cercano la meta del bonus che però non arriva: finisce 20-13, con un'Italia che esce comunque a testa altissima dall'Aviva Stadium. Dublino, Aviva Stadium, 14 febbraio 2026Guinness Men’s Six Nations - I turnoIrlanda v Italia 20-13 (5-10)Marcatori: p.t 17’ m. Osborne tr. S.Prendergast (5-0); 21’ cp. P.Garbisi (5-3); 33’m. Nicotera tr. P.Garbisi (5-10) s.t 3’m. Conan (10-10); 18’m. Baloucoune tr. Crowley (17-10); 23’cp. Crowley (20-10); 27’ cp. P. Garbisi (20-13)Irlanda: Osborne; Baloucoune, Ringrose, McCloskey, Lowe; S.Prendergast (15’st Crowley), Casey (12’st Gibson-Park); Conan, Doris (Cap), Izuchukwu (19’st  Timoney); Ryan (30’st Edogbo), McCarthy (12’st Beirne); Clarkson (1’st Furlong), Sheehan (12’st Kelleher), Loughman (27’st O’Toole)all. Andy FarrellItalia: Pani; Lynagh, Menoncello, Marin (27’st Odogwu), Ioane; P.Garbisi, Fusco (23’st A.Garbisi); L.Cannone (27’st Odiase), Zuliani, Lamaro (Cap); Zambonin (21’st Ruzza), N.Cannone (27’st Favretto); Ferrari (19’st Hasa), Nicotera (19’st Di Bartolomeo), Fischetti (19’st Spagnolo)all. Gonzalo Quesadaarb: Hollie Davidson (SRU)AA: Matthew Carley (RFU); Luc Ramos (FFR)TMO: Ian Tempest (RFU)Cartellini:  11’pt. Giallo a Lynagh (Italia): 32’pt. Giallo a Casey (Irlanda)Calciatori:  S.Prendergast (0/2); P.Garbisi (3/3); Crowley (2/2)Player of the Match: Baloucoune (Irlanda)Note: Giornata fredda, stadio sold out, prima partita diretta da una donna nel Sei Nazioni Maschile, esordio con l’Irlanda per EdogboPunti in classifica: Irlanda 4; Italia 1

Italia | 14/02/2026

Sei Nazioni: la presentazione di Irlanda-Italia

L’Italia cerca conferme in una delle partite più difficili del suo Sei Nazioni, contro l’Irlanda all’Aviva Stadium di Dublino, un campo in cui gli Azzurri hanno spesso fatto fatica nella storia recente del torneo. La squadra di Quesada arriva però da un importantissimo successo con la Scozia e col morale alle stelle dopo aver vinto 3 delle ultime 4 partite giocate, avendo battuto anche Australia e Cile a novembre. Dall’altra parte l’Irlanda è in cerca di riscatto dopo la sconfitta con la Francia, e in casa è da sempre una squadra difficilissima da battere. Inoltre, nel Sei Nazioni non ha mai perso contro gli Azzurri tra le mura amiche (solo una volta a Roma, nel 2013). Sarà una partita difficile, ma anche un’occasione per confermare la prestazione dell’Olimpico: si gioca alle 15.10 all’Aviva Stadium di Dublino. Come arriva l’Irlanda La squadra di Andy Farrell sta vivendo un momento particolare: tantissimi infortuni hanno influenzato le scelte di formazione per il match contro la Francia, perso 36-14 con una bella reazione nel secondo tempo che però non è bastata a risollevare una partita iniziata male. L’Irlanda scenderà in campo all’Aviva Stadium consapevole di non poter più sbagliare, tanto che Cian Prendergast ha dichiarato che il discorso Sei Nazioni è tutt’altro che chiuso: per rimanere in corsa, però, è obbligatorio vincere contro un’Italia forte e in grande forma. La squadra di Farrell ha cambiato in corsa piano di gioco a Parigi: i tanti calci del primo tempo non hanno sortito gli effetti sperati, e mantenendo maggiormente il possesso nella ripresa gli irlandesi sono riusciti a rendersi pericolosi e a riaprire un match che sembrava chiuso. A Dublino, l’Irlanda giocherà una partita molto improntata alla battaglia fisica, provando a sporcare i possessi dell’Italia nel punto d’incontro e cercando di avere più possesso possibile. Come arriva l’Italia Il successo contro la Scozia ha confermato la competitività degli Azzurri, reduci da 3 vittorie nelle ultime 4 partite giocate. Contro l’Irlanda, soprattutto in trasferta, è sempre durissima e lo sarà anche questa volta, soprattutto perché la squadra di Farrell è già spalle al muro e giocherà con la cattiveria tipica delle partite decisive. Gli Azzurri devono però approfittare del lato positivo di questa situazione, giocando liberi di testa – ma concentrati – sapendo che tutta la pressione sarà sull’Irlanda, che da un lato potrebbe soffrire le potenti accelerazioni azzurre, ma dall’altro può fare male con i suoi lunghi multifase. Sarà importante soprattutto migliorare la disciplina, l’unico neo sottolineato da Gonzalo Quesada dopo il match contro la Scozia: bisognerà necessariamente diminuire il numero di falli (16 quelli commessi a Roma) per evitare di concedere occasioni all’Irlanda troppo facilmente. Tutte le informazioni per seguire Irlanda-Italia La sfida del Sei Nazioni tra Irlanda e Italia si giocherà sabato 14 febbraio alle 15.10 all’Aviva Stadium di Dublino e sarà trasmessa in diretta su Sky Sport Uno e in chiaro su Tv8, diretta streaming su NOW e Tv8.it. L’irlandese Hollie Davidson dirigerà il match, coadiuvata dagli assistenti Matthew Carley (Inghilterra) e Luc Ramos (Francia). Al TMO l’inglese Ian Tempest, al bunker il francese Tual Trainini. Le formazioni di Irlanda-Italia Irlanda: 15 Jamie Osborne, 14 Robert Baloucoune, 13 Garry Ringrose, 12 Stuart McCloskey, 11 James Lowe, 10 Sam Prendergast, 9 Craig Casey, 8 Jack Conan, 7 Caelan Doris (C), 6 Cormac Izuchukwu, 5 James Ryan, 4 Joe McCarthy, 3 Thomas Clarkson, 2 Dan Sheehan, 1 Jeremy Loughman A disposizione: 16 Rónan Kelleher, 17 Tom O’Toole, 18 Tadhg Furlong, 19 Edwin Edogbo, 20 Tadhg Beirne, 21 Nick Timoney, 22 Jamison Gibson-Park, 23 Jack Crowley Italia: 15 Lorenzo Pani, 14 Louis Lynagh, 13 Tommaso Menoncello, 12 Leonardo Marin, 11 Monty Ioane, 10 Paolo Garbisi, 9 Alessandro Fusco, 8 Lorenzo Cannone, 7 Manuel Zuliani, 6 Michele Lamaro (C), 5 Andrea Zambonin, 4 Niccolò Cannone, 3 Simone Ferrari, 2 Giacomo Nicotera, 1 Danilo Fischetti A disposizione: 16 Tommaso Di Bartolomeo, 17 Mirco Spagnolo, 18 Muhamed Hasa, 19 Federico Ruzza, 20 Riccardo Favretto, 21 David Odiase, 22 Alessandro Garbisi, 23 Paolo Odogwu

Italia | 14/02/2026