Gonzalo Quesada e Michele Lamaro vengono accolti nella sala stampa dello Stadio Olimpico con un applauso da parte dei giornalisti che hanno assistito alla prima storica vittoria dell’Italia contro l’Inghilterra. A parte l’entusiasmo però, il focus rimane sulla partita:
“Prima della partita e in tutta la settimana abbiamo provato a mantenere la concentrazione e per gestire le alte aspettative”, spiega Quesada, che prosegue: “Eravamo consapevoli della difficoltà della partita di oggi: nel primo tempo sono stati bravi a metterci in difficoltà, ma abbiamo reagito e siamo stati bravi a rimanere nei piani. I ragazzi hanno fatto una lavoro enorme: ero già fiero di loro, ma ogni volta mi rendono sempre più orgoglioso del lavoro che stiamo facendo. In una partita come questa bisognava tenere duro e gestire bene anche nei momenti in cui abbiamo sentito la pressione inglese”
A fargli eco è Lamaro, che parla della pressione del prepartita e della capacità di gestire le fasi di gara più complesse:
“Ci sono stati dei momenti nella partita in cui sembravamo un po’ spenti e loro hanno ripreso un po’ le energie. In quei momenti ci siamo guardati negli occhi e abbiamo detto che dovevamo resistere e guadagnare ogni centimetro possibile. Un altro momento difficile è stato quando siamo rimasti in 14: lì abbiamo trovato la forza per lavorare e continuare a tenere duro. Siamo entrati in campo con una tensione addosso palpabile, ma ci abbiamo creduto in ogni secondo. Avevamo la condizione che avremmo potuto battere questa Inghilterra e alla fine ce l’abbiamo fatta. Oggi sentivamo le aspettative, sentivamo il peso del passato. sapevamo che era un’occasione che dovevamo cogliere, e lo abbiamo fatto”.
Prima di concludere poi, Quesada racconta un aneddoto: “Abbiamo fatto un asado con Martin Castrogiovanni in settimana, ieri abbiamo chiesto a Diego Dominguez di venire a fare la consegna maglie, perché volevamo che ci fosse un passaggio di consegne”.
Sulla prossima sfida poi, il CT Azzurro avverte: “Ora ci aspetta un’altra sfida dura a Cardiff: sono molto contento però, perché oggi per questo gruppo è stato un traguardo enorme”.
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