©2023 Federazione Italiana Rugby

Torna indietro

Francia-Italia, Gallorini ricorda l’impresa di Beziers 2024: “Una partita indimenticabile, e che bello dominare in mischia così”

Italia U20 Nazionali News |

Una partita indimenticabile. A Beziers, il 23 Febbraio 2024, l’Italia under 20 ha scritto una pagina di storia del rugby italiano, battendo per la prima volta i pari età della Francia, peraltro in trasferta. Quel 23-20 in casa dei francesi (mete di Casilio, Scalabrin e Botturi, con una trasformazione e due piazzati di Pucciariello) è una partita che rimarrà per sempre nella mente di chi l’ha giocata, come racconta il player of the match di quella serata, Marcos Gallorini, pilone del Benetton: “Dominare in quel modo in mischia fu davvero incredibile, una grande soddisfazione e soprattutto una delle chiavi per battere una grandissima squadra. Fu importante non solo per avere avanzamento in campo, ma anche per riuscire a guadagnare dei calci di punizione che poi sono risultati decisivi, anche perché avevamo un ottimo calciatore come Martino Pucciariello, e quindi sapevamo che vincere le mischie in attacco ci avrebbe portato a conquistare tre punti sicuri. E poi a ogni mischia vinta si alzava il morale, esultavamo con i compagni, acquistavamo sempre più fiducia. Sicuramente le mischie sono la parte che ricordo di più di quella partita”.

Alla prima mischia l’Italia andò a segno con il mediano Casilio: quanto è forte un segnale del genere?

“Sicuramente è una cosa che fa la differenza, anche perché mi ricordo che fummo subito dominanti, tanto che in realtà dopo l’avanzamento pensavamo di aver già segnato, perché eravamo arrivati dentro la loro area di meta. Poi invece abbiamo visto che il pallone era schizzato fuori, ma per fortuna Lorenzo è stato bravissimo a concludere l’azione, e questo in qualche modo ci ha caricati. Da lì è cominciata una partita combattutissima, con tanti placcaggi, tanti botta e risposta. Soprattutto i trequarti hanno fatto un lavoro incredibile, perché i francesi erano veramente forti in attacco e sapevamo che un singolo placcaggio sbagliato o un errore di posizionamento poteva costarci 5 o 7 punti, perché i francesi erano bravissimi a sfruttare ogni occasione che riuscivano a creare, e siamo stati bravi a fare in modo che ne creassero poche”.

Vi aspettavate di riuscire a imporvi fisicamente?

“Era uno degli obiettivi che ci eravamo posti a inizio partita, perché sapevamo che se i loro avanti avessero preso il sopravvento la partita sarebbe diventata molto complicata. In questo modo, tenendoli sotto scacco dal punto di vista fisico, siamo riusciti a mantenere in mano la partita”.

L’Italia non aveva iniziato benissimo quel torneo e stava giocando la partita forse più difficile, sentivate la pressione?

“Avevamo fatto il miglior Sei Nazioni di sempre nel 2023, e sapevamo che comunque c’erano tante aspettative su di noi, perché venivamo da un anno importante in cui avevamo battuto anche il Sudafrica al Mondiale. Avevamo bisogno di una partita così per confermarci, anche se già con l’Irlanda avevamo fatto una bella prestazione e siamo arrivati in Francia convinti delle nostre possibilità”.

L’Italia chiuse il primo tempo davanti 13-8, poi però nella ripresa rimase in 14 per 10 minuti per un cartellino giallo a Bozzo. Fu il momento più difficile della partita: come avete tenuto duro?

“In quella fase è venuta fuori una delle principali qualità di quella squadra: il rapporto che c’era nel gruppo, eravamo davvero uniti, e questa cosa ci ha permesso di rimanere compatti anche con un uomo in meno. Nessuno si è tirato indietro, abbiamo tutti dato il massimo fino alla fine. E poi eravamo carichi perché già dopo 2 minuti avevamo vinto un’altra mischia: nella Francia era entrato Sascha Mistrulli, che poi l’anno scorso ha giocato con l’Italia. Quando entrò, alla prima mischia disse “adesso cambia la storia” e invece vincemmo anche quella. Eravamo abbastanza lontani dai pali, infatti stavamo per andare in touche, ma ricordo benissimo che spuntò Dolcetto – il secondo di Massimo Brunello – urlando “Tre punti! Tre punti!”. Quindi cambiammo idea e fu la scelta giusta, perché Martino mise dentro quel calcio e ci portò sul 16-8, oltre il break, che fu poi fondamentale per mantenere il vantaggio anche in 14. Per questo dicevo che Martino fu importantissimo in quella partita, non solo in campo ma anche al piede, in quel Sei Nazioni ci portò davvero tanti punti”.

A metà secondo tempo poi l’Italia cambiò tutta la prima linea, e anche con i cambi continuò a dominare, fino alla meta decisiva di Botturi con la mischia che arrivò fino all’area di meta. Come hai vissuto quel finale?

“Era un momento difficile perché eravamo sotto 20-16, la Francia aveva rimontato nel secondo tempo. Allo stadio le panchine erano leggermente sopra alcuni posti degli spettatori. Durante quella mischia eravamo praticamente in mezzo ai tifosi francesi che fischiavano, quindi non vedevamo bene e non riuscivamo a capire cosa stesse succedendo: ci siamo resi conto della meta quando abbiamo visto esultare i ragazzi che si stavano riscaldando in quell’area. Fu un momento di grande gioia perché avevamo sofferto molto in quel secondo tempo ed era una fase di stallo in cui sapevamo che un singolo episodio avrebbe deciso la partita”.

A proposito di episodi, il finale fu da brividi, con l’ultima rimessa in attacco sbagliata dalla Francia…

“In quel momento sentivo proprio la pressione di perdere una partita che meritavamo di vincere. Fare una grande partita e poi perderla così all’ultimo sarebbe stato bruttissimo, se fosse successo posso dire con certezza che avrei ancora oggi il magone a ripensarci. Avevamo dominato in mischia, avevamo combattuto, avevamo placcato: più che per il risultato in sé, sarebbe stato brutto non capitalizzare il lavoro fatto da tutti e 23 quella sera”.