Non mancano le sorprese nelle formazioni di Italia e Scozia che si sfideranno sabato 7 febbraio a Roma (calcio d’inizio ore 15.15, diretta Sky/Tv8) nella prima giornata del Sei Nazioni. Gonzalo Quesada punta sulla fantasia di Leonardo Marin, schierato ad estremo, con Lynagh e Ioane confermatissimi alle ali, mentre in mediana tocca ad Alessandro Fusco affiancare Paolo Garbisi. Il numero 9 delle Zebre torna titolare in maglia azzurra dopo il tour estivo 2025. Dall’altra parte, invece, Townsend sorprende tutti e schiera Jamie Dobie all’ala: il giocatore dei Glasgow Warriors è principalmente un numero 9, ma nel club viene utilizzato spesso anche in questo ruolo. Si accomoda in panchina invece Darcy Graham, che è un’ala pura e può cambiare le carte in tavola a partita in corso. L’altra sorpresa è rappresentata da Tom Jordan, schierato ad estremo al posto di Kinghorn, che alla vigilia sembrava favorito. Anche Jordan, come Marin, è un utility back che in passato ha giocato sia centro che apertura in Nazionale, e questo renderà il match ancora più imprevedibile.
Incognite
Buona parte del gioco della Scozia passa chiaramente da Finn Russell, l’uomo più importante. Di solito, però, l’obiettivo del campione scozzese è aprire gli spazi non solo per le imbucate dei centri Tuipulotu e Jones, ma anche fare il modo che il pallone arrivi alle forti ali scozzesi, che solitamente sono Van der Merwe e Graham. La scelta di schierare un’ala più fisica come Steyn e un mediano adattato come Dobie invece può cambiare le carte in tavola, rendendo ulteriormente imprevedibile l’attacco scozzese, così come potrebbe farlo Tom Jordan, che ha caratteristiche diverse rispetto a Kinghorn e garantisce un’altra opzione in cabina di regia. Una scelta simile a quella degli Azzurri, con Quesada che gioca la carta Marin. Nel 2025 nel ruolo di estremo si sono alternati Ange Capuozzo e Tommaso Allan, entrambi assenti per infortunio: l’estremo di ruolo è a disposizione in panchina, ed è Lorenzo Pani, ma Quesada ha deciso di partire con un utility back che garantisce un’ulteriore opzione in fase di impostazione. Marin è un giocatore particolarmente duttile, capace di coprire ogni ruolo dal 10 al 15, e nel corso degli 80 minuti potrebbe anche cambiare posizione. Inoltre è un giocatore di grande fantasia, che può garantire una certa imprevedibilità in attacco.
Battaglia
Prima di muovere il pallone bisognerà vincere la battaglia in mezzo al campo. Italia e Scozia sono due squadre notoriamente furiose nel breakdown ed entrambe usano tanti uomini nel punto d’incontro per sporcare i possessi avversari e provare a recuperare palla quando possibile. In questo senso, Quesada ha preferito ovviare all’assenza di un ballcarrier “puro” come Negri con una terza linea più dinamica possibile, con Lamaro e Zuliani insieme e Lorenzo Cannone numero 8. Il tecnico potrebbe poi cambiare le cose a partita in corso, avendo scelto per la panchina Riccardo Favretto, uno degli avanti più fisicamente prestanti a sua disposizione. Entrambe le formazioni, inoltre, si affidano molto ai propri centri: nell’Italia Brex è il regista del reparto trequarti, mentre Menoncello può usare tutto il suo talento sia attaccando per linee dirette, sia provando a cercare gli spazi in accelerazione; nella Scozia invece c’è Tuipulotu che attacca spesso per linee dirette, con Huw Jones invece più elusivo. Entrambe le coppie di centri saranno molto sollecitate in difesa, e quella che si dimostrerà più solida potrebbe fare la differenza anche nel risultato finale.
Fasi statiche
Se si parla di battaglia, non si può non pensare alla mischia ordinata, uno dei fondamentali in cui l’Italia è cresciuta di più negli ultimi anni. La prima linea titolare è quella di sempre, così come la panchina, ad eccezione dell’infortunato Riccioni con Hasa al suo posto. Dall’altra parte anche Townsend non fa esperimenti: ci sono Schoeman e Fagerson, con McBeth e Millar Mills dalla panchina. In un confronto che si prospetta equilibrato la prevalenza di uno dei due pacchetti potrebbe indirizzare il match da una parte e dall’altra. Per quanto riguarda la rimessa laterale si attende una conferma importante da parte di Andrea Zambonin, chiamato a giocarsela contro due giocatori esperti come Cummings e Gilchrist. Nel Sei Nazioni 2025 la percentuale di rimesse laterali vinte è stata praticamente identica: 90% per l’Italia, 90.5% per la Scozia, ma anche una sola rimessa vinta nel momento giusto può fare la differenza.
Piede e ripartenze
L’incognita principale riguarda il gioco al piede. Nessuna delle due squadre ha schierato un estremo “puro”, considerando che Marin e Jordan sono entrambi aperture e centri, e anche i due mediani d’apertura Garbisi e Russell non sono giocatori da lunga battaglia tattica: entrambi tendono piuttosto a usare il piede per sorprendere la difesa avversaria. Il gioco al piede, quindi, potrebbe essere molto più legato alla volontà di mettere pressione agli avversari e di riconquistare il pallone, ed essere quindi affidato ai due numeri 9: Fusco da una parte e White (o Dobie) dall’altra. Anche perché entrambe le formazioni sanno come ripartire velocemente: Steyn (e ancor di più Graham dalla panchina) e Ioane sono due giocatori difficili da fermare, e basta un calcio sbagliato dagli avversari per innescarli. La presenza in panchina di Pani, giocatore in grado di creare scompiglio nelle difese avversarie, può rappresentare un’ulteriore opzione, soprattutto nel finale di partita quando gli spazi potrebbero aumentare.
Le formazioni di Italia-Scozia
Italia: 15 Leonardo Marin, 14 Louis Lynagh, 13 Juan Ignacio Brex, 12 Tommaso Menoncello, 11 Monty Ioane, 10 Paolo Garbisi, 9 Alessandro Fusco, 8 Lorenzo Cannone, 7 Manuel Zuliani, 6 Michele Lamaro (C), 5 Andrea Zambonin, 4 Niccolò Cannone, 3 Simone Ferrari, 2 Giacomo Nicotera, 1 Danilo Fischetti
A disposizione: 16 Tommaso Di Bartolomeo, 17 Mirco Spagnolo, 18 Muhamed Hasa, 19 Federico Ruzza, 20 Riccardo Favretto, 21 Alessandro Garbisi, 22 Giacomo Da Re, 23 Lorenzo Pani
Scozia: 15 Tom Jordan, 14 Kyle Steyn, 13 Huw Jones, 12 Sione Tuipulotu (C), 11 Jamie Dobie, 10 Finn Russell, 9 Ben White, 8 Jack Dempsey, 7 Rory Darge, 6 Matt Fagerson, 5 Grant Gilchrist, 4 Scott Cummings, 3 Zander Fagerson, 2 Ewan Ashman, 1 Pierre Schoeman
A disposizione: 16 George Turner, 17 Nathan McBeth, 18 Elliot Millar Mills, 19 Max Williamson, 20 Gregor Brown, 21 George Horne, 22 Adam Hastings, 23 Darcy Graham
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