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Italia, Marin: “La meta all’Inghilterra rimarrà per sempre dentro di me. E in questo Sei Nazioni sono cresciuto tanto”

Quando al 71’ di Italia-Inghilterra Leonardo Marin riceve palla da Menoncello, autore della solita strepitosa imbucata, e vola in meta per il vantaggio azzurro, tutto l’Olimpico capisce che sta per succedere qualcosa di magico. E lo sapeva anche lo stesso Marin, uno dei protagonisti di un Sei Nazioni storico: “Quando Tommy è partito e poi mi ha dato il pallone non ho pensato a niente, ero totalmente concentrato sull’azione. Quando mi sono rialzato dopo aver segnato, però, ho sentito il boato dell’Olimpico, i miei compagni addosso che esultavano, quella è stata un’emozione incredibile. Di solito non esulto molto, cerco sempre di rimanere totalmente concentrato sulla partita, ma l’emozione c’è stata. Poi quando è finita, invece, mi sono finalmente lasciato andare, rimarrà per sempre un ricordo bellissimo”. Questo è il Sei Nazioni in cui stai giocando con maggiore continuità. È un po’ il torneo della tua definitiva maturazione? “Forse sì, possiamo dire così. È il Sei Nazioni in cui sto giocando di più insieme a quello del 2022, dove iniziai da estremo e poi giocai le ultime tre partite da centro, ma avevo compiuto 20 anni a febbraio, ero molto giovane e non ero probabilmente ancora maturo, soprattutto per il ruolo di centro. Adesso mi sento cresciuto: ho lavorato tanto e mi sono allenato duramente per arrivare fin qui”. Hai trovato la tua definitiva sistemazione a centro, anche se comunque anche in questo Sei Nazioni hai giocato estremo. “Sono arrivato a stabilizzarmi in un ruolo ed è quello che volevo fare da tanto tempo, ma sarò sempre disponibile per qualsiasi cosa di cui la squadra o lo staff abbiano bisogno. Quando Gonzalo mi ha proposto di giocare estremo la prima partita ero contento e ho detto di essere pronto, era un’opportunità importante per me e come sempre ho cercato di dare il massimo per la squadra. Il Sei Nazioni è qualcosa di speciale, e giocare per questa maglia è unico, totalmente diverso da tutto il resto: qualsiasi opportunità di giocare va colta. Ovviamente, come detto, mi piace l’idea di stabilizzarmi in un ruolo, in questo caso il primo centro, ma resto sempre pronto e sono sempre felice di giocare, in qualsiasi posizione”. Sei entrato nel momento più caldo di Italia-Inghilterra, quando gli inglesi sembravano poter prendere in mano il match e invece c’è stata una grande risposta da parte vostra. Come l’hai vissuto? “Quando sono entrato ho cercato di guardare il meno possibile il tabellone del punteggio, concentrandomi solo sulla prestazione e su quello che dovevo fare, senza pensare a niente che non riguardasse il gioco. Poi è chiaro, quando con i calci di Paolo abbiamo cominciato ad avvicinarci sempre di più tutti sapevamo che a quel punto avremmo potuto vincere. Ma era la partita che ci aspettavamo, sapevamo che sarebbe stato un match combattuto fino all’ultimo. Chiaramente possiamo fare meglio dal punto di vista della prestazione, dobbiamo fare meglio, però sicuramente questa partita e quella meta rimarranno per sempre nella mia mente”. L’Italia chiude il Sei Nazioni in Galles, in una partita dove fin dall’inizio del torneo gli Azzurri sono considerati favoriti. Come si gestisce questo tipo di aspettativa? “Sicuramente è diverso, perché di solito siamo sempre considerati gli ‘underdog’, ma dobbiamo ricordare prima di tutto che il Galles è cresciuto molto e viene da due prestazioni importanti contro Scozia e Irlanda, e poi tutto passerà come sempre dalla nostra prestazione in campo. Rispetto alle partite precedenti potremmo avere più possesso: questo significa che dovremo essere bravi a gestire delle situazioni in cui terremo il pallone per più fasi e sfruttare le occasioni che riusciremo a costruire, lavorando tanto sulla qualità dei passaggi. Sicuramente sarà una partita caratterizzata da grande pressione, perché comunque il Galles farà di tutto per provare a vincere e – come detto – è una squadra molto cresciuta rispetto all’inizio del torneo, quindi sarà una sfida dura”. Tornando un po’ indietro, puoi giocare in tutti i ruoli dal 10 al 15: c’è stato un momento in cui ti sei reso conto di essere diventato un utility back o è stato un cambiamento graduale? “È stato tutto molto graduale. Da piccolo giocavo un po’ centro e un po’ estremo, poi c’è stato un periodo in cui mi sono stabilizzato soprattutto all’apertura, ma ho sempre detto di sì a qualsiasi impiego e a qualsiasi ruolo. Adesso mi trovo bene a fare il centro, quello che devo fare è continuare a lavorare per migliorare, soprattutto in difesa: difendere da centro è diverso, e l’aspetto difensivo è fondamentale in questo ruolo, e va approcciato in maniera diversa rispetto a quando si gioca apertura o estremo. Sto lavorando anche per migliorare fisicamente. Con Tommaso Menoncello e Nacho Brex parliamo e ci confrontiamo”.
11 Marzo 2026 - 17 ore fa
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Italrugby, Lucchesi: “Consapevoli del valore del Galles. Concentrato sul rientrare al meglio”

Roma – Prosegue la preparazione della Nazionale Italiana Maschile verso il match contro il Galles in calendario sabato 14 marzo alle 16.40 locali (17.40 italiane) al Principality Stadium di Cardiff. La partita, valida per la quinta ed ultima giornata del Guinness Sei Nazioni 2026, sarà trasmessa in diretta su Sky Sport Uno, in chiaro su TV8 e in streaming su NOWTv. Mattinata di lavoro per la squadra guidata da Gonzalo Quesada iniziata con la consueta riunione prima di spostarsi sul campo 1 del CPO Giulio Onesti di Roma, quartier generale degli Azzurri nella capitale durante il Sei Nazioni, con il gruppo al completo che dopo la sessione in campo ha chiuso la mattinata con una seduta di allenamento in palestra. “Siamo molto contenti del risultato contro l’Inghilterra – ha dichiarato Gianmarco Lucchesi nell’incontro stampa odierno – perché abbiamo lavorato tanto per arrivarci. Però siamo anche consapevoli che il Galles è una squadra che sta crescendo e che nelle ultime due partite ha offerto prestazioni di altissimo livello, restando in gara per tutti gli ottanta minuti. Sappiamo quindi che ci aspetta un’altra partita difficile”. “L’atmosfera del Principality è qualcosa che aiuta loro, ma secondo me aiuta anche noi: giocare in quello stadio è sempre bello e motivante. Detto questo, le cose a cui dobbiamo fare più attenzione sono le loro qualità difensive e offensive, perché non stanno giocando male neppure in attacco. Per vincere bisogna portare la prestazione in campo, a prescindere da ciò che dicono i giornali o dai pronostici”. Sul suo rientro nel gruppo Azzurro ha dichiarato: “Io adesso sto bene fisicamente. Ho ritrovato una certa solidità e, piano piano, sto cercando di ritrovare continuità in campo. Non è stato facile: è stato un anno lungo, pieno di stop e infortuni, ma fa parte di questo lavoro. Ora mi concentro per tornare al meglio possibile”. “Rispetto a quando avevo lasciato questo gruppo, la differenza è che oggi c’è più consapevolezza delle nostre qualità. E la squadra è riuscita a dimostrarle con più costanza, settimana dopo settimana: secondo me è questo che ha fatto la differenza. Io penso che questo gruppo abbia sempre avuto queste qualità e che abbia sempre potuto sviluppare prestazioni e vittorie di questo tipo. Come per tutte le cose, però, serve tempo: è un processo. Ci sono giornate bellissime da festeggiare, ma non è la fine e non è il punto d’arrivo del percorso che vogliamo fare a livello collettivo” ha concluso Lucchesi. Questo il calendario dell’Italia nel Guinness Sei Nazioni 2026: Italia v Scozia – 7 febbraio ore 15.10 – Roma, Stadio Olimpico – 18-15 (4-1) Irlanda v Italia – Dublino, Aviva Stadium – 14 febbraio ore 14.10 (locali) – 20-13 (4-1) Francia v Italia – Lille, Decathlon Arena Stade Pierre Mauroy – 22 febbraio ore 16.10 – 33-8 (5-0) Italia v Inghilterra – Roma, Stadio Olimpico – 7 Marzo ore 17.40 – 23-18 (4-1) Galles v Italia – Cardiff, Principality Stadium – 14 Marzo ore 16.40 (locali)
10 Marzo 2026 - 2 giorni fa
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Andrea Di Giandomenico: “Under 20 e Accademia due percorsi per accompagnare i giovani verso il rugby seniores. L’obiettivo è alzare il livello di tutto il movimento”

Nel percorso di sviluppo dei giovani la Nazionale Under 20 e l’Accademia Nazionale “Ivan Francescato” rappresentano due progetti distinti ma complementari. La prima è il contesto competitivo internazionale in cui verificare il potenziale dei giocatori, mentre l’Accademia è il percorso di formazione individuale che accompagna i ragazzi nella crescita verso l’alto livello, ed è un progetto ancora più a lungo termine, come spiegato dal capo allenatore Andrea Di Giandomenico, che ha fatto il punto sul progetto tecnico, sul percorso di sviluppo dei giocatori e sul ruolo del sistema accademico nella preparazione dei ragazzi alla transizione verso il rugby seniores. Coach, partiamo dall’under 20. Qual è il progetto tecnico e di crescita che state sviluppando in queste settimane? “Partendo dal punto di vista tecnico, stiamo cercando di sviluppare un gioco d’attacco che lasci grande spazio alle capacità decisionali dei giocatori, con un sistema che prevede meno situazioni chiuse. L’obiettivo è rendere i ragazzi protagonisti nell’individuazione e nello sfruttamento degli spazi, nell’ottica di ciò che rappresenta per noi l’under 20: un momento di verifica del potenziale dei ragazzi e un percorso che deve accompagnarli nel modo più completo possibile verso lo step successivo, cioè la transizione verso il rugby professionale o comunque verso il più alto livello possibile. Bisogna considerare che questo è l’ultimo anno in cui i ragazzi giocano con i pari età, poi si passa a confrontarsi con i grandi. Per questo è importante dare loro tutti gli strumenti necessari per affrontare quello che sarà il loro futuro. Più che concentrarci su una specifica struttura, l’obiettivo è metterli nelle condizioni di sapersi adattare a tutti i tipi di organizzazione, con una forte centralità della responsabilità individuale e anche collettiva”. In queste settimane si è vista un’Italia sempre in crescita dal punto di vista delle prestazioni, anche se i risultati non sono sempre stati positivi. Qual è l’equilibrio tra crescita e risultati che state cercando? “È l’occasione per chiarire prima di tutto una cosa: parlare di crescita non significa che il risultato non sia importante, assolutamente. Siamo alla ricerca dei risultati, perché anche imparare a vincere fa parte della formazione. E imparare a vincere non significa soltanto prevalere nel risultato finale di una partita, ma riuscire a vincere nelle varie zone del campo: nella conquista, nella battaglia territoriale, in tutti gli aspetti. L’obiettivo è lavorare sulla prestazione per vincere tutte le singole sfide che si verificano negli 80’, in modo da ottenere il risultato finale. Non c’è dubbio che fino a questo momento alcune prestazioni ci abbiano portato rammarico: la partita d’esordio contro la Scozia ci ha delusi sotto tutti i punti di vista, l’approccio non è stato adeguato e abbiamo condiviso tutti che quel tipo di prestazione non fosse accettabile. Ma anche nella negatività della performance abbiamo visto che in alcune situazioni – in cui la decisione finale non è stata la più efficace – avevamo già dimostrato di poter essere efficaci con il tipo di gioco che proponiamo. La partita contro l’Irlanda ci ha invece causato rammarico perché potevamo portarla a casa, e anche contro la Francia, in condizioni climatiche davvero impegnative, siamo rimasti in partita: al 50’ eravamo 17-17, poi abbiamo concesso alla Francia alcune opportunità, e quella francese è sicuramente una squadra alla quale non si possono concedere occasioni gratuite. Per tornare al punto principale: dobbiamo imparare a vincere tutte le singole sfide, perché è quello che poi ci porta al risultato finale. E non c’è dubbio che i progressi siano evidenti: l’atteggiamento dei giocatori è molto positivo, si battono, non si tirano indietro, restano concentrati e cercano di sviluppare sempre di più le aree su cui dobbiamo migliorare. Ripeto, siamo soddisfatti del lavoro che stiamo facendo, anche se chiaramente la mancanza di risultati è una cosa che non ci fa piacere”. Il gruppo dell’under 20 è formato in buona parte da ragazzi provenienti dall’Accademia Ivan Francescato. Com’è strutturato il progetto e com’è legato alla Nazionale under 20? “Intanto è importante ricordare che i centri di formazione e l’Accademia Nazionale sono progetti e percorsi specifici, sicuramente legati al progetto under 20, ma non sono la stessa cosa. L’Accademia Nazionale e, di conseguenza, anche i centri di formazione sono percorsi individuali che hanno l’obiettivo di sviluppare i giocatori. Dal punto di vista fisico, per esempio, riusciamo a offrire un lavoro di qualità e questo è un aspetto che i ragazzi portano avanti collettivamente. Tuttavia si tratta comunque di percorsi individuali di sviluppo del giocatore, che sono collegati alla squadra under 20 ma non si esauriscono in quel contesto. Il percorso dell’under 20 avrà il suo compimento con la Coppa del Mondo, è quindi un percorso di uno o massimo due anni, ed è – come dicevo – una verifica del potenziale. Il lavoro delle Accademie invece è un percorso più ampio di formazione e sviluppo dei giocatori, che punta a dare loro gli strumenti necessari per affrontare al meglio sia il progetto under 20 sia la fase successiva, cioè la transizione verso il più alto livello possibile o comunque verso un percorso sempre più professionale”. Qual è l’obiettivo principale del lavoro svolto nell’Accademia? Com’è strutturato il lavoro? “Il focus è aumentare le competenze dei giocatori in tutti gli ambiti della prestazione sportiva, che è una prestazione integrata: c’è l’aspetto fisico, c’è l’aspetto tecnico e c’è l’aspetto mentale. L’obiettivo è incrementare tutte e tre queste aree che compongono la prestazione di un giocatore all’interno dello sport. I ragazzi alloggiano all’Ostello della Gioventù di Parma, che è adiacente al campo delle Zebre, nella Cittadella del rugby. Ovviamente tra i ragazzi c’è chi frequenta la scuola e chi l’Università, quindi portano avanti parallelamente anche il loro percorso di formazione personale. Per quanto riguarda l’attività sportiva ci alleniamo tutti i giorni dal lunedì al venerdì tutte le settimane, a partire dal primo settembre. Durante il Sei Nazioni invece i ragazzi dell’Accademia che vengono convocati si allenano con l’under 20, mentre quelli non convocati giocano con i loro club di appartenenza. Inoltre, la squadra dell’Accademia ha disputato anche le partite della fase a gironi di Coppa Italia 2025-26”. Dal punto di vista del minutaggio, il fatto che non giochino tutti i fine settimana può rappresentare un impedimento o è parte del percorso? “Ovviamente tutto è migliorabile e le opportunità di giocare sono importanti, ma deve essere chiaro che questo è un percorso diverso: si tratta di un anno dedicato alla formazione individuale del giocatore, una formazione che gli permetterà poi di affrontare nel modo migliore le tappe successive del proprio sviluppo. Sulla creazione di ulteriori opportunità di gioco si può discutere, ma non credo che sia il punto centrale della questione: quello dell’Accademia è un progetto a lungo termine, magari quest’anno i ragazzi non giocano sempre, ma quest’anno serve a dare loro gli strumenti per farlo di più e meglio in futuro, e riteniamo sia un percorso efficace per lo sviluppo dei giocatori. Dai dati che abbiamo il minutaggio medio dei giocatori selezionati per la Nazionale U20 risulta comunque superiore a quello della scorsa stagione in cui non era operativa l’Accademia; e alla fine del percorso i giocatori avranno disputato tredici partite internazionali da aggiungere a quelle delle Coppa Italia”. Guardando al futuro, fra tre o quattro anni cosa vi renderà soddisfatti di questo percorso accademico? “La soddisfazione sarà legata alla qualità che trasferiremo al movimento e quanti giocatori riusciranno ad inserirsi in questo movimento in modo efficace: che sia la Nazionale Maggiore, le franchigie, la Serie A Elite o gli altri campionato nazionali. L’obiettivo è infatti alzare il livello di tutto il movimento, che sia la Serie A, l’Elite o le franchigie”.
10 Marzo 2026 - 2 giorni fa
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Tommaso Menoncello candidato per il premio MVP del IV Turno del Guinness Men’s Six Nations 2026

La storica vittoria dell'Italia con l'Inghilterra di sabato 7 marzo ha portato entusiasmo, ma anche riconoscimenti per alcuni dei protagonisti Azzurri. È il caso di Tommaso Menoncello: Player of the Match della sfida e ora tra i candidati per il premio di MVP del IV turno del Guinness Men's Six Nations 2026. Menoncello, autore di una meta e di un assist per Leonardo Marin, se la vedrà con Jack Conan (Irlanda), Alex Mann (Galles) e Kyle Steyn (Scozia). Clicca qui per votare per Tommaso Menoncello
10 Marzo 2026 - 2 giorni fa
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La meta di Leonardo Marin candidata al premio Try of the Round del quarto turno del Guinness Men’s Six Nations 2026

La meta segnata da Leonardo Marin al 72' di Italia v Inghilterra del 7 marzo è tra le marcature candidate per il premio Try of the Round per il IV turno del Guinness Men's Six Nations 2026. La meta del trequarti di Benetton Rugby ha riportato l'Italia in testa, fissando, dopo la trasformazione di Paolo Garbisi, il risultato sul 23-18 definitivo con cui gli Azzurri hanno regolato i conti, battendo per la prima volta nella storia l'Inghilterra. Candidate, assieme a quella di Marin, le mete di Rhys Carre (Galles, v Irlanda); Dupont (Francia, v Scozia) e Steyn (Scozia, v Francia) Clicca qui per votare per Leonardo Marin
10 Marzo 2026 - 2 giorni fa
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FIR insieme a Pam Panorama: l’intervista al Dott. Alessio Montagnoli, nutrizionista della Nazionale Maschile

La Federazione Italiana Rugby e Pam Panorama uniscono le forze in una partnership fondata su valori condivisi: forza, passione e qualità. Pam Panorama è partner ufficiale per la fornitura delle carni delle Squadre Nazionali Seniores Maschili e Femminili e della Nazionale Under 20, per accompagnare gli Azzurri e le Azzurre in un percorso che celebra eccellenza sportiva, gioco di squadra e corretta alimentazione. Alla base dell’accordo c’è un impegno concreto verso qualità, sicurezza e attenzione nutrizionale: proprio come sul campo servono preparazione, dedizione e spirito di sacrificio, anche nella scelta delle materie prime contano autenticità, trasparenza e cura. Attraverso questa collaborazione, Pam Panorama contribuisce al sostegno delle performance delle Nazionali italiane di rugby e promuove al tempo stesso una cultura della buona alimentazione, fondata su equilibrio, responsabilità e qualità certificata. Con l’obiettivo di contribuire alla divulgazione di una corretta cultura alimentare, il Dottor Alessio Montagnoli, nutrizionista della Nazionale Italiana di Rugby, risponde ad alcune delle domande più comuni relative al consumo di carne in ambito sportivo, con particolare riferimento alla sua esperienza nel rugby Montagnoli segue l’alimentazione e l’integrazione degli atleti durante i raduni, occupandosi della costruzione dei menù di squadra in base all’organizzazione di allenamenti e partite; lavora a stretto contatto con le cucine delle strutture che ospitano la Nazionale, con l’obiettivo di garantire sempre materie prime di qualità, il giusto apporto di macronutrienti e un corretto timing dei pasti – perché anche a tavola si costruisce la performance. Quali sono le principali caratteristiche nutrizionali della carne? La carne è composta principalmente da proteine ad alto valore biologico, cioè in grado di fornire tutti gli amminoacidi essenziali necessari all’organismo. A seconda dell’animale e del taglio scelto, può contenere quantità diverse di grassi, mentre i carboidrati sono praticamente assenti. La carne è inoltre una fonte importante di micronutrienti fondamentali come il ferro-eme – una forma di ferro altamente biodisponibile – lo zinco e le vitamine del gruppo B, in particolare la vitamina B12. Perché il consumo di carne è utile per un/a rugbista? Per uno sport come il rugby, che unisce forza esplosiva e resistenza prolungata, la carne rappresenta un alimento particolarmente funzionale. Gli amminoacidi essenziali supportano la costruzione e la riparazione della massa muscolare, il ferro contribuisce a una corretta ossigenazione dei tessuti, mentre le vitamine del gruppo B e lo zinco giocano un ruolo chiave nel metabolismo energetico, nel sistema immunitario e nei processi di recupero. La carne è inoltre una fonte naturale di creatina, molto utile negli sport di potenza. Quanta carne consuma un/un’atleta di rugby? Non esiste una quantità uguale per tutti: ogni atleta ha abitudini, corporatura e stile di vita diversi. È però evidente che, rispetto alla popolazione generale, un rugbista ha un fabbisogno calorico, proteico e di micronutrienti decisamente più elevato. In un’alimentazione onnivora, questo si traduce spesso in un consumo di carne mediamente superiore rispetto a chi non pratica sport ad alto livello. Che differenza c’è tra carne bianca e carne rossa? La principale differenza riguarda la concentrazione di emoglobina e mioglobina, le proteine coinvolte nel trasporto e nello stoccaggio del ferro nel muscolo. Le carni rosse, come manzo e vitello, ne contengono una quantità maggiore e risultano quindi più ricche di ferro. Le carni bianche, come pollo e tacchino, sono generalmente più leggere e digeribili. Va però sempre considerato il taglio scelto: esistono carni rosse molto magre e carni bianche più ricche di grassi. Come vengono scelte le carni nei menù della Nazionale maschile? Uno dei criteri principali è la digeribilità. I tagli più leggeri vengono utilizzati nei pasti che precedono allenamenti e partite, mentre carni più strutturate o leggermente più grasse trovano spazio nei pasti lontani dall’attività sportiva, quando l’organismo ha più tempo per digerire e recuperare. La provenienza dell’animale incide sulla qualità della carne? Sì, in modo determinante. Da un animale allevato correttamente, in salute e nel rispetto dei suoi ritmi naturali, deriva un tessuto muscolare di qualità superiore. Questo si traduce in una carne migliore sia dal punto di vista nutrizionale sia qualitativo, particolarmente adatta alle esigenze di un atleta di alto livello.

News | 11/03/2026

Italia v Inghilterra, i numeri del successo sulle piattaforme social di FIR: oltre 30.000.000 di visualizzazioni e crescita del 4.4% in tre giorni

Chi era presente allo Stadio Olimpico di Roma, o chi ha seguito da casa, difficilmente dimenticherà le emozioni della sfida tra Italia e Inghilterra, una partita che ha scritto una pagina importante della storia del rugby e, più in generale, dello sport azzurro. Il 23-18 maturato sabato 7 marzo, grazie alle mete di Tommaso Menoncello e Leonardo Marin e ai punti al piede di Paolo Garbisi, ha portato con sé risultati rilevanti anche sul fronte della copertura media e social di un evento — il Sei Nazioni — che di anno in anno si consolida come un appuntamento ormai tradizionale dell’inizio dell’anno sportivo e che, complice la vittoria degli Azzurri, ha registrato una crescita significativa in termini di esposizione. Analizzando i dati emerge infatti che il volume di copertura sulle testate nazionali nei giorni compresi tra sabato 7 marzo e lunedì 9 marzo ha generato una reach potenziale di 650 mila copie cartacee distribuite tra quotidiani generalisti nazionali, quotidiani sportivi, free press e testate locali. Il dato non include la reach digitale né i passaggi TV e radio relativi alla vittoria dell’Italia sull’Inghilterra. Il sentiment delle notizie risulta positivo per il 94%, mentre il restante 6% è neutro — rientrano in questa categoria i passaggi nei palinsesti televisivi o le brevi che riportavano semplicemente risultato e marcatori della partita. Il percepito del brand FIR/Nazionale si associa a una gestione tecnica di alto livello e a un percorso di crescita costante nel tempo.I temi dominanti negli articoli dedicati alla vittoria dell’Olimpico sono orgoglio, professionalità, eroismo e storia, mentre tra le parole più ricorrenti emergono “sogno”, “impresa”, “fenomeni”, “sold out” e “modello”.Una vittoria che travalica quindi la dimensione puramente sportiva e che trova spazio anche sulle testate non specializzate, trasformandosi in un vero e proprio fenomeno di costume: alcune hanno scelto di riportare la notizia anche in prima pagina nel day after, come nel caso di Il Tempo e Libero oltre che dei tre principali quotidiani sportivi nazionali, che hanno dato evidenza alla prima vittoria di sempre sugli inventori del Gioco dalle rispettive prime pagine. Sul fronte social, i numeri certificano una crescita senza precedenti. Tra il 6 e il 9 marzo si registrano 8 milioni di visualizzazioni e 271.127 interazioni su Facebook, con una crescita, rispetto allo stesso periodo degli anni precedenti, dell’819%, mentre su Instagram si contano 21,5 milioni di visualizzazioni, 1,1 milioni di interazioni e 13.404 nuovi follower nello stesso intervallo temporale, con una crescita del 757% rispetto ai precedenti e un +4.4% sul totale dei followers alla data del 6 marzo.Per quanto riguarda i singoli post: la grafica del full time ha superato 61 mila like, generando oltre 1.500 commenti e circa 18 mila condivisioni, mentre il video più visto, con 1.689.391 visualizzazioni e circa 92mila interazioni nette, è quello dell’Inno Nazionale eseguito anche nella lingua dei segni nel prepartita in campo. A questi dati si aggiungono i contenuti non direttamente prodotti da FIR, che hanno contribuito a rendere la vittoria sull’Inghilterra una notizia non verticale — limitata alla community del rugby — ma orizzontale e di pubblico dominio. Dal post su X del premio Oscar Russell Crowe, che subito dopo il fischio finale ha scritto: “Bellissima vittoria per gli azzurri. Che stagione sta vivendo l’Italia. Next week… everything to play for”, alle parole della leggenda del tennis azzurro Adriano Panatta, che alla Domenica Sportiva su Rai 1 ha definito Italia-Inghilterra “una partita che andrebbe fatta vedere nelle scuole”. Uniti a questi interventi, anche i contenuti social dei comici Lillo Petrolo — presente all’Olimpico — Francesco Fanucchi, Turbopaolo e Luca Ravenna, oltre ai commenti del rapper Ensi e del portiere della Roma Pierluigi Gollini: interazioni che contribuiscono ad ampliare ulteriormente la platea, raggiungendo un pubblico sempre più ampio e trasversale. Audience Report ITAvENG 2026Download

Italia | 11/03/2026

FIR e Dipartimento di Amministrazione Penitenziaria rinnovano il protocollo per rafforzare il progetto “Rugby oltre le sbarre”

È stato sottoscritto il 7 marzo scorso, presso la Sala Stampa dello Stadio Olimpico di Roma, il Protocollo d’intesa tra il Dipartimento dell’Amministrazione Penitenziaria (DAP) e la Federazione Italiana Rugby (FIR), volto a rafforzare e ampliare il progetto “Rugby Oltre le Sbarre” negli istituti penitenziari italiani. A firmare l’accordo sono stati il Capo del Dipartimento dell’Amministrazione Penitenziaria Stefano Carmine De Michele e il Presidente della Federazione Italiana Rugby Andrea Duodo. Il Protocollo, valido per l’intero quadriennio olimpico in corso fino a dicembre 2028, consolida una collaborazione già avviata con successo negli anni precedenti e finalizzata alla promozione di percorsi sportivi, formativi ed educativi rivolti alla popolazione detenuta e al personale dell’Amministrazione Penitenziaria. L’intesa si inserisce nel quadro delle finalità rieducative della pena previste dall’articolo 27 della Costituzione e riconosce nello sport, e nel rugby in particolare, uno strumento efficace di crescita personale, responsabilizzazione e reinserimento sociale. La disciplina rugbistica, fondata su lealtà, rispetto delle regole, solidarietà e spirito di squadra, rappresenta un modello educativo capace di incidere positivamente sui percorsi trattamentali. Tra gli obiettivi principali del Protocollo: il potenziamento delle attività sportive negli istituti penitenziari; l’organizzazione di corsi per arbitri e tecnici, con possibilità di conseguire qualifiche federali ufficiali; la partecipazione delle squadre penitenziarie ai campionati federali, con gare disputate all’interno degli istituti; l’attivazione di percorsi di tirocinio anche esterni, nei casi previsti dall’Ordinamento penitenziario; il monitoraggio dell’impatto del progetto attraverso la raccolta e l’analisi di dati relativi al benessere psico-fisico, alla socialità interna e ai percorsi di reinserimento; programmi dedicati al benessere del personale dell’Amministrazione Penitenziaria. Il Protocollo prevede inoltre l’istituzione di un Comitato tecnico-scientifico paritetico, composto da rappresentanti del DAP e della FIR, con il compito di pianificare, monitorare e valutare le attività progettuali sul territorio. “Rugby Oltre le Sbarre” conferma così la propria vocazione a essere non soltanto un progetto sportivo, ma un’esperienza concreta di responsabilità, appartenenza e ricostruzione identitaria, capace di offrire opportunità reali di formazione e qualificazione professionale. Con l’estensione dell’accordo, giustizia e sport rinnovano un’alleanza strategica per promuovere inclusione, legalità e coesione sociale, nella convinzione che il rispetto delle regole e il gioco di squadra possano rappresentare un ponte tra il tempo della detenzione e il futuro nella comunità civile.

FIR per il Sociale | 10/03/2026

Guinness Sei Nazioni, partnership FIR-Plastic Free per ridurre l’impatto della plastica

La tutela dell’ambiente entra sempre più nel mondo dello sport. In occasione della partita tra Italia e Inghilterra del Guinness Sei Nazioni 2026, disputata sabato al Foro Italico di Roma, Plastic Free Onlus, associazione di volontariato impegnata nel contrastare l’inquinamento da plastica, e Federazione Italiana Rugby (FIR) hanno sottoscritto un accordo di collaborazione volto a promuovere iniziative di sensibilizzazione ambientale e strategie concrete per ridurre l’impatto della plastica negli eventi sportivi. Durante l’evento allo stadio, i volontari di Plastic Free sono stati presenti con attività di informazione e sensibilizzazione rivolte al pubblico, invitando tifosi e appassionati ad adottare comportamenti più sostenibili e a prestare attenzione alla corretta raccolta differenziata. In particolare, l’attività si è concentrata sulla promozione della compostabilità dei bicchieri utilizzati durante la manifestazione e sull’utilizzo di materiali biocompostabili, riducendo così l’impatto ambientale dell’evento. La firma dell’accordo rappresenta l’avvio di una collaborazione destinata a svilupparsi nel tempo con attività congiunte rivolte alla comunità del rugby italiano, agli sportivi e ai tifosi. L’intesa mira a creare un canale stabile di cooperazione tra le due realtà per diffondere la cultura della sostenibilità nel mondo dello sport, attraverso iniziative educative, campagne di comunicazione, eventi di pulizia ambientale e momenti di sensibilizzazione rivolti a società sportive, atleti e appassionati. “Eventi di questa portata dimostrano che è possibile organizzare manifestazioni sportive più sostenibili senza rinunciare alla qualità e alla partecipazione – dichiara Lorenzo Zitignani, direttore generale di Plastic Free Onlus – Dobbiamo rendere sempre più diffusi e ‘di moda’ gesti sostenibili e consapevoli, come preferire materiali compostabili alla plastica che, una volta dispersa nell’ambiente, genera inquinamento e finisce nella catena alimentare, arrivando poi nei nostri stessi organismi. Allo stesso modo, scegliere un posacenere portatile invece di gettare un mozzicone di sigaretta a terra è un gesto semplice ma importante. Eventi con una forte concentrazione di persone ci aiutano a comprendere quanto possano pesare comportamenti scorretti sull’ambiente. Ma vale anche il contrario: una scelta responsabile replicata da migliaia di persone genera un effetto positivo straordinario. Un gesto – aggiunge – ripetuto da miliardi di persone fa la differenza. È questo il messaggio che vogliamo portare anche nel mondo del rugby: ogni gesto conta, a casa come durante una manifestazione sportiva”. Leonardo Ghiraldini, ex Capitano della Nazionale Italiana Rugby e oggi Consigliere Federale con delega alla sostenibilità e alla responsabilità sociale, ha detto: “L’impegno della Federazione Italiana Rugby verso lo sviluppo di eventi sostenibili e nel supportate attivamente lo sviluppo di una cultura collettiva sono un aspetto fondante della nostra visione di governance. L’accordo con Plastic Free si inserisce con coerenza in questo percorso di miglioramento, avviato con il conseguimento – già negli anni scorsi – della certificazione di sostenibilità ISO20121 che caratterizza gli eventi di FIR allo Stadio Olimpico”. La collaborazione tra Plastic Free e Federazione Italiana Rugby si inserisce in un percorso più ampio di attenzione alla sostenibilità degli eventi sportivi. Il protocollo firmato prevede attività di sensibilizzazione ambientale rivolte alla comunità del rugby, la presenza di punti informativi Plastic Free durante i principali eventi federali e la promozione di strategie per la riduzione della plastica monouso nelle manifestazioni sportive.

Azzurri per il sociale | 10/03/2026

Tanto azzurro nei “Team of the Week” proposti dalla stampa estera

Roma – Le prestazioni offerte dalla Nazionale Italiana Maschile nella quarta e penultima giornata del Guinness Six Nations 2026, nella storica vittoria contro l’Inghilterra all’Olimpico, hanno ricevuto ampi riconoscimenti da parte della stampa estera, con diversi giocatori Azzurri inseriti nei “Team of the Week” pubblicati da alcune delle principali testate di rugby internazionali.Le selezioni settimanali diffuse da media di riferimento come Planet Rugby, The Independent, RugbyPass, iNews e Ruck hanno infatti premiato più protagonisti della prestazione dell’Italia, sottolineando il contributo della squadra guidata dal Commissario Tecnico Gonzalo Quesada nel turno appena concluso del torneo.Tra i giocatori maggiormente citati figura il centro Tommaso Menoncello, player of the match della gara disputata contro l’Inghilterra, presente in più selezioni della settimana e indicato da alcune testate come uno dei migliori giocatori del turno. Il trequarti azzurro si è distinto per l’impatto offensivo e per l’efficacia nelle linee di corsa, risultando determinante nella creazione di avanzamento e nella finalizzazione delle opportunità costruite dall’attacco italiano.Importanti riconoscimenti sono arrivati anche per il pacchetto di mischia. Il seconda linea Niccolò Cannone è stato inserito in alcune formazioni ideali per il contributo nelle fasi statiche e nel lavoro difensivo, con una prestazione caratterizzata da un elevato numero di placcaggi completati e da presenza costante nelle cuore della manovra azzurra.Il numero otto Lorenzo Cannone è stato a sua volta indicato tra i migliori avanti del turno per la capacità di garantire avanzamento con la palla in mano e continuità nelle fasi dinamiche, distinguendosi per volume di gioco e partecipazione nelle sequenze offensive dell’Italia.Tra i giocatori evidenziati nelle analisi della stampa internazionale anche il centro Juan Ignacio Brex, apprezzato per la qualità del lavoro difensivo nel canale dei trequarti e per la leadership mostrata nell’organizzazione della linea, e l’estremo Lorenzo Pani, autore di una prestazione solida nelle coperture profonde e nella gestione delle ricezioni da calcio.Le citazioni riservate agli Azzurri nelle principali analisi internazionali confermano l’impatto delle prestazioni offerte dalla Nazionale Italiana nel quarto turno del torneo e rappresentano un ulteriore segnale della crescita del gruppo nel contesto del Sei Nazioni.La Nazionale si prepara ora all’ultima giornata del Guinness Six Nations 2026 con l’obiettivo di proseguire il percorso di sviluppo intrapreso e consolidare i progressi mostrati nel corso della competizione.

Italia | 09/03/2026

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Al via il corso online “Costruire il futuro dei club”: marketing, comunicazione e strumenti operativi per la crescita del rugby

Roma – Giovedì 12 marzo prende il via il corso online “Costruire il futuro dei club – Marketing, comunicazione e strumenti operativi per la crescita dei club di rugby”, un percorso formativo promosso dalla Federazione Italiana Rugby e rivolto a Dirigenti, Presidenti, Presidentesse e figure organizzative delle società rugbistiche. L’obiettivo del corso è fornire ai club, soprattutto quelli di base, strumenti concreti per rafforzare la propria struttura organizzativa, migliorare la sostenibilità economica e consolidare il ruolo delle società come presidio sportivo, educativo e sociale all’interno del territorio. Il percorso è articolato in quattro moduli online, in programma dal 12 marzo al 9 aprile, ogni giovedì dalle 18.30 alle 20.00 (ad eccezione del 2 aprile), ed è orientato alla produzione di materiali operativi immediatamente utilizzabili nella quotidianità dei club. Il primo modulo, in calendario giovedì 12 marzo, è dedicato a Marketing e comunicazione del club e affronta la costruzione di una strategia semplice, sostenibile e coerente con la dimensione della società. Dall’identità al posizionamento, dall’uso del digitale e dei social media fino alla gestione dei contatti e dei database, il modulo fornisce le basi per aumentare visibilità, rafforzare il rapporto con famiglie e atleti e migliorare l’attrattività verso sponsor e istituzioni. Il secondo appuntamento, giovedì 19 marzo, sarà focalizzato su Reclutamento, accoglienza e inserimento, con particolare attenzione al rapporto con le famiglie e alla prevenzione dell’abbandono.Il terzo modulo, giovedì 26 marzo, affronterà il tema di Sponsoring e sostenibilità economica, analizzando la costruzione di relazioni durature con partner e sponsor.Il percorso si concluderà giovedì 9 aprile con il modulo dedicato a Community e fidelizzazione, elemento centrale per la vita di un club di rugby, che non vive solo di risultati sportivi ma di relazioni, partecipazione e senso di appartenenza. Al termine del corso, i club partecipanti avranno a disposizione modelli, documenti e strumenti adattabili alla propria realtà, oltre a un metodo di lavoro chiaro e replicabile, pensato per sostenere la crescita nel medio e lungo periodo. Iscriviti cliccando qui

FIR Informa | 17/02/2026

Lunedì 16 febbraio al via il corso online “Restiamo in gioco – Educazione, leadership e benessere nel rugby giovanile”

Finanziato da Sport e Salute, prende il via il programma formativo online “Restiamo in gioco – Educazione, leadership e benessere nel rugby giovanile”, un percorso dedicato allo sviluppo educativo dello sport giovanile. Educare attraverso lo sport, prevenire l’abbandono precoce e promuovere il benessere psicofisico dei giovani atleti: sono questi gli obiettivi al centro del progetto, che avrà inizio il 16 febbraio 2026 e si svilupperà lungo quattro mesi di attività formative, per un totale di 40 ore. Come è strutturato il webinar? Le attività, a cui sarà possibile partecipare a seguito di iscrizione qui e si svolgeranno interamente online, alterneranno lezioni teoriche, laboratori esperienziali e momenti di riflessione applicativa, valorizzando un approccio multidisciplinare e scientificamente fondato. Il programma è articolato in 4 moduli tematici, che affrontano in modo progressivo e integrato i principali snodi dello sviluppo sportivo giovanile: Rugby giovanile come contesto educativo, con riferimento ai modelli di sviluppo a lungo termine e ai benefici psicosociali della pratica sportiva; Leadership e gestione dei gruppi, con particolare attenzione alla leadership trasformazionale e alla prevenzione dei conflitti; Competenze comunicative, relazionali e di safeguarding, includendo salute mentale, prevenzione del bullismo e inclusione; Prevenzione dell’abbandono precoce, attraverso l’analisi di dati, ricerche e ricadute operative per allenatori, dirigenti e famiglie. Il progetto nasce dalla consapevolezza che il rugby giovanile rappresenti un potente contesto educativo, capace di incidere in modo significativo sullo sviluppo personale, sociale ed emotivo dei giovani. “Restiamo in gioco” intende rafforzare questo ruolo, promuovendo: la centralità del benessere dell’atleta, oltre la sola prestazione sportiva; la prevenzione dell’abbandono precoce, fenomeno sempre più rilevante nello sport giovanile; la costruzione di ambienti sportivi sicuri, inclusivi e motivanti lo sviluppo di competenze educative, relazionali e di leadership negli adulti di riferimento. Come partecipare? Il percorso online, pienamente coerente con le finalità del Bando Rugby per Tutti, è rivolto ad allenatori, dirigenti sportivi, educatori e operatori del rugby giovanile, e propone un modello di formazione avanzata che integra evidenze scientifiche, approccio educativo e applicazioni operative nel contesto sportivo. Per partecipare al corso è necessario compilare il seguente modulo Google: https://forms.gle/5yfpqHUsDjhodXs87 Al termine del percorso, a coloro che avranno frequentato almeno il 70% delle ore previste, sarà rilasciato un attestato di partecipazione ufficiale dalla Federazione Italiana Rugby. SCARICA IL PROGRAMMA DEL CORSO QUI

FIR Informa | 09/02/2026

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