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Quesada punta su Pani, Borthwick rilancia Daly: l’analisi delle formazioni di Italia-Inghilterra

Italia Nazionali News |

Gonzalo Quesada conferma la formazione che ha ben figurato nelle prime tre giornate, con soli tre cambi: rientra Nacho Brex accanto a Menoncello, con Lorenzo Pani che ritorna a giocare estremo e con Alessandro Garbisi alla prima da titolare in questo Sei Nazioni. Gli Azzurri ritrovano anche Tommaso Allan, che ritorna in azzurro dopo l’infortunio subito contro il Sudafrica che lo ha tenuto fuori fino alla scorsa settimana. Tanti cambi invece nell’Inghilterra, ben 9: alcuni costretti dagli infortuni (Spencer al posto di Mitchell e Freeman che da ala si sposta al centro al posto di Lawrence), altri invece frutto di scelte tecniche e della volontà di cambiare le carte in tavola dopo due sconfitte, con Elliot Daly preferito a Steward e Fin Smith al posto di Ford, con Marcus Smith in panchina.

Piede

Tra i tanti cambi nell’Inghilterra quello che colpisce di più riguarda Elliot Daly, giocatore dal piede potente e preciso. La scelta di schierarlo titolare dà già un primo indirizzo alla partita, che potrebbe essere molto incentrata sulla battaglia territoriale e sul gioco aereo, fondamentale dove l’estremo inglese è fortissimo. La risposta di Quesada è Lorenzo Pani, che dopo Dublino torna titolare ed è un giocatore che per caratteristiche può fare il lavoro che serve per rispondere colpo su colpo ai tentativi dell’estremo inglese di guadagnare metri al piede. Anche perché dall’altro lato, la presenza di Fin Smith al posto di Ford lascia presagire un’Inghilterra che in mezzo al campo proverà a giocare di più e in maniera un po’ meno strutturata rispetto alle prime partite. La volontà di Borthwick di cambiare rotta dopo una prima parte di Sei Nazioni deludente si evince anche dal ritorno di Cadan Murley, che non giocava con l’Inghilterra dall’estate scorsa, mentre Freeman continua a giocare secondo centro, ruolo dove potrebbe dare ancora di più considerando la sua capacità di battere il primo avversario.

Gestione

L’incognita principale del match è rappresentata dal cambio dei due mediani di mischia: obbligatorio per l’Inghilterra, con Mitchell infortunato, e scelta tecnica invece per l’Italia. Entrambe le decisioni, però, dimostrano una volontà di voler gestire la partita in un certo punto. Borthwick sceglie infatti Ben Spencer, giocatore di grandissima esperienza e più continuo rispetto a Van Poortvliet, che ha più “colpi” ma non ha la stessa costanza. Stessa cosa per Quesada, che schiera dall’inizio Alessandro Garbisi, giocatore più “di gestione” e meno offensivo rispetto a Fusco, che partirà dalla panchina come impact player. Si prospetta quindi un match dove, una volta terminata la prima battaglia tattica al piede, ci sarà la volontà di tenere il pallone per tante fasi in mezzo al campo, per poi eventualmente restituire il possesso (o contenderlo) con i calci dalla base dei due numeri 9. Entrambe le squadre, inoltre, hanno a disposizione tanti giocatori che possono accendere la partita all’improvviso: il ritorno di Brex aggiunge tante opzioni in cabina di regia e potrebbe ulteriormente ispirare le accelerazioni di Menoncello, mentre da Monty Ioane ci si aspetta sempre tanto avanzamento palla in mano. Dall’altra parte – detto di Freeman – Fin Smith può inventarsi una grande giocata in qualsiasi momento, mentre Seb Atkinson (la novità principale della formazione di Borthwick) è un giocatore dotato di una velocità impressionante, e se ha spazio potrebbe diventare pericolosissimo.

Mischia

La battaglia davanti sarà importantissima, anche perché Italia e Inghilterra si sono dimostrate due squadre particolarmente competitive in mischia, e questo significa che la battaglia tra le due prime linee potrebbe anche rivelarsi pari. In ogni caso, per entrambe le formazioni sarà fondamentale avere una mischia quantomeno stabile per poi giocare il pallone, per cui ogni minimo segnale di cedimento da una parte e dall’altra potrebbe indirizzare la partita. Quesada conferma la coppia di flanker Lamaro-Zuliani, che da esperimento si è trasformata in un vero e proprio punto di forza degli Azzurri, con le capacità difensive di entrambi che garantiscono tantissimo lavoro nel placcaggio e nel punto d’incontro, insieme a Lorenzo Cannone che al momento è il miglior placcatore del torneo con 49 placcaggi riusciti. Dall’altra parte Ben Earl è il giocatore con più carries in tutto il torneo (58) e con più metri guadagnati dopo il contatto (73) e sarà sicuramente l’avanti più utilizzato dall’Inghilterra per scardinare la prima linea di difesa azzurra. Per quanto riguarda le fasi statiche, se la mischia potrebbe essere una battaglia alla pari, in rimessa laterale ci sono molte più incognite: l’Italia è quella che ne ha vinte di meno (79,6%, contro il 94% dell’Inghilterra) ma è anche quella che ne ha rubate di più in assoluto agli avversari.

Le formazioni di Italia-Inghilterra

Italia: 15 Lorenzo Pani, 14 Louis Lynagh, 13 Juan Ignacio Brex, 12 Tommaso Menoncello, 11 Monty Ioane, 10 Paolo Garbisi, 9 Alessandro Garbisi, 8 Lorenzo Cannone, 7 Manuel Zuliani, 6 Michele Lamaro (C), 5 Andrea Zambonin, 4 Niccolò Cannone, 3 Simone Ferrari, 2 Giacomo Nicotera, 1 Danilo Fischetti

A disposizione: 16 Tommaso Di Bartolomeo, 17 Mirco Spagnolo, 18 Muhamed Hasa, 19 Federico Ruzza, 20 Riccardo Favretto, 21 Alessandro Fusco, 22 Leonardo Marin, 23 Tommaso Allan

Inghilterra: 15 Elliot Daly, 14 Tom Roebuck, 13 Tommy Freeman, 12 Seb Atkinson, 11 Cadan Murley, 10 Fin Smith, 9 Ben Spencer, 8 Ben Earl, 7 Tom Curry, 6 Guy Pepper, 5 Alex Coles, 4 Maro Itoje (C), 3 Joe Heyes, 2 Jamie George, 1 Ellis Genge.

A disposizione: 16 Luke Cowan Dickie, 17 Bevan Rodd, 18 Trevor Davison, 19 Ollie Chessum, 20 Sam Underhill, 21 Henry Pollock, 22 Jack van Poortvliet, 23 Marcus Smith.