MCKINLEY, FAVARO E CASTROGIOVANNI A "GIOCHI SENZA BARRIERE" Stampa
Impegno Sociale
Giovedì 27 Giugno 2019 06:18

barriere 2Una calda atmosfera avvolge lo Stadio dei Marmi il 12 giugno; l’estate è alle porte, ma in realtà il calore giunge dall’entusiasmo e dalla numerosa partecipazione a Giochi Senza Barriere, molto di più di un semplice evento sportivo.

Un ragazzone bello e grosso corre dentro ad una struttura rotonda che costituisce una parte di quello che è un grande bruco di cartone, e rischia di romperla per portare la sua squadra alla vittoria. Ad un occhio molto attento potrebbe sembrare che alcuni dei suoi compagni di squadra non abbiano un arto, ma nessuno ci fa caso. Nel gioco precedente un altro ragazzo bello e grosso corre spingendo una carrozzina con dentro una ragazzina dai bei capelli biondi, Beatrice Vio, con la voglia di vincere a tutti i costi.

Il ragazzone del bruco è l’Azzurro Ian McKinley,  giocatore del Benetton Rugby, 8 presenze in Nazionale, ed esperto di “lotta alle barriere”; mentre il compagno di squadra di Beatrice – per gli amici Bebe (ormai per tutti) – è Martin Castrogiovanni, stella del Rugby del recente passato e della Tv del presente, competitivo e incredibilmente divertente. 

castrobarriereIan e Martin giocano in squadre diverse, ma sono dalla stessa parte di tutti gli altri, giocano senza barriere. Il titolo della manifestazione, arrivata alla nona edizione grazie alla instancabile energia dell’Associazione art4sport ONLUS, parla da solo: si gioca senza alcun tipo di ostacolo, divisione, impedimento. Art4sport Onlus nasce a Mogliano Veneto, in seguito alla difficile e coraggiosa storia di Bebe Vio, grande appassionata di sport che non si è arresa alla sua invalidità, diventando campionessa di scherma paralimpica, mondiale ed europea, e Modello di Coraggio e forza interiore per le nuove generazioni. Bebe non ha gli arti eppure nessuno ci fa caso. Così come tutto il pubblico presente all’evento non nota quali ragazzi in campo abbiano una protesi e quali no. Art4sport ONLUS, creata dai genitori di Bebe, vuole migliorare la qualità della vita di bambini e ragazzi che portano protesi di arto, e quella delle loro famiglie. L’Associazione crede nello sport come terapia per il recupero fisico e psicologico dei tanti bambini e ragazzi e ogni anno, dal 2011, bambini e ragazzi con protesi e non, e stelle del mondo dello spettacolo e dello sport giocano insieme per sottolineare come non esistano barriere. forbarriere

Presenti all’appuntamento di quest’anno anche l’ex Azzurro Simone Favaro con una rappresentanza delle Fiamme Oro, a testimonianza di come il mondo del Rugby sia sempre sensibile nell’abbattere le barriere. 

La serata, intitolata quest’anno Wondermad – Siamo tutti stranamente normali, è stata presentata dal Trio Medusa, e ha visto parteciparvi star della TV, come Luciana Littizzetto, Paolo Ruffini e Rudy Zerbi, come giudici, e come Giorgio Pasotti, Martina Colombari, Diana del Bufalo, Frank Matano, come giocatori; e star del mondo dello sport, come Kristian Ghedina, Oney Tapia, Carlo Molfetta, Fabio Borini, Marco Mordente, Nainggolan Radja e Mirco Scarantino. I partecipanti, divisi in 8 squadre, si sono sfidati in tanti giochi sul prato dello Stadio dei Marmi che per l’occasione ricordava il mondo di Alice nel Paese delle Meraviglie, mentre i Clown in corsia hanno animato il pubblico sugli spalti. 

Prima di dare via ai giochi il saluto del Presidente del Coni, Giovanni Malagò, e del Presidente del Cip, Luigi Pancalli, evidenzia come il mondo dello sport italiano voglia eliminare ogni tipo di barriera; Malagò spinge correndo la carrozzina di Pancalli per arrivare prima sul palco.

E ’un’immagine che rimane impressa pari a quella di Martin Castrogiovanni che per non essere eliminato dal gioco lancia Bebe Vio con tutta la carrozzina verso il traguardo, creando uno dei momenti più divertenti della serata. 

A sfida finita la squadra vincitrice è una sola, ma poco importa. Il sorriso sulla bocca degli altri partecipanti e del pubblico parla chiaro, si sono divertiti tutti, e nessuno, guardando le squadre sfidarsi, si è soffermato sulle protesi dei giocatori. 

A fine serata anche il pubblico scende in campo per festeggiare i vincitori e fare foto con i propri beniamini.

mcleanbarriereI compagni di squadra di Ian gli chiedono un autografo e una foto, lui accontenta tutti sorridente e allegro; il 29enne irlandese conosce la sensazione di chi vuole importi delle barriere. Nel 2010 perse in parte l’uso dell’occhio sinistro giocando, ma tornò in campo e divenne promotore di speciali occhiali protettivi che gli permettono di giocare  nel Pro14 e nel 6 Nazioni al sicuro da ulteriori infortuni all’occhio. 

Intanto, Martin corre a destra e a sinistra per fare foto con ogni bambino, ragazzo o genitore che gli si avvicina.

Siamo tutti stranamente normali. Ma non tutti siamo eroi, come chi ogni giorno si sveglia e non vede barriere, ma soltanto opportunità.