RWC FRANCE 2023, ITALIA NEL GIRONE A CON ALL BLACKS E FRANCIA PDF Stampa E-mail
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Lunedì 14 Dicembre 2020 13:38

 

gironi mondiale 2023Parigi – Si è concluso a Parigi – per la prima volta nella storia via web – il sorteggio dei gironi della decima edizione della Rugby World Cup in calendario in Francia nel 2023, la seconda organizzata in terra francese dopo il 2007.

L’Italia, inserita nel Gruppo A , affronterà gli All Blacks, i padroni di casa della Francia e le due squadre provenienti dal continente americano e africano.

Per la settima volta la Nazionale Italiana Rugby troverà nel proprio percorso mondiale gli All Blacks, la seconda consecutiva dopo la Rugby World Cup in Giappone dello scorso anno con il match dell’ultimo turno – contro i Campioni del Mondo del 2015- non disputato a causa del tifone Hagibis. Secondo confronto in assoluto al Mondiale per l’Italrugby contro la Francia dopo il 2015 dove nel mondiale inglese gli Azzurri – guidati da Jacques Brunel – affrontarono i transalpini a Twickenham il 19 settembre del 2015 nel match inaugurale del Girone.

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WORLD RUGBY AWARDS: SERGIO PARISSE NEL XV IDEALE DEL DECENNIO PDF Stampa E-mail
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Lunedì 07 Dicembre 2020 14:46

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Roma - Sergio Parisse, storico capitano della Nazionale Italiana Rugby, 142 apparizioni in maglia azzurra tra il 2002 ed il 2019 di cui 96 alla guida di Italrugby, è stato inserito da World Rugby, la federazione internazionale, nella formazione ideale del decennio 2010-2019 annunciata questa sera in occasione dei World Rugby Awards, la tradizionale cerimonia di fine anno tenutasi in questa occasione nella sola modalità virtuale.

Il numero otto del Tolone è l’unico italiano e uno dei quattro europei inseriti nel XV eletto da un panel di esperti composto da Maggie Alphonsi (Inghilterra), Fiona Coghlan (Irlanda), Thierry Dusatoir (Francia), Brian O’Driscoll (Irlanda), George Gregan (Australia), Richie McCaw (Nuova Zelanda), Melodie Robinson (Nuova Zelanda), John Smith (Sudafrica) e dal CT dell’Inghilterra Campione del Mondo 2003, Clive Woodward. 

Insieme a Parisse figurano nel XV del decennio, tra gli altri, gli stessi O’Driscoll e McCaw - l’unico atleta nella storia ad aver sollevato due volte la Rugby World Cup - l’ala sudafricana Bryan Habana e l’apertura degli All Blacks Daniel Carter, recordman di punti sulla scena internazionale.

Sergio è, senza ombra di dubbio, uno dei più grandi giocatori ad aver indossato la maglia azzurra. In diciassette anni di carriera internazionale è evoluto sino a divenire uno dei più grandi giocatori di questo inizio millennio. Il suo inserimento nella formazione ideale del decennio di World Rugby è un riconoscimento alla sua straordinaria carriera e all’incredibile impegno che ha messo al servizio dell’Italia ogni volta che è sceso in campo” ha detto il Presidente della FIR, Alfredo Gavazzi.

Ogni minuto giocato con l’Italia è stato un onore e un privilegio” ha detto Sergio Parisse “ed essere inserito tra i migliori atleti dell’ultimo decennio è un riconoscimento per tutti i compagni con cui ho avuto l’opportunità di condividere il campo e la maglia azzurra e spero possa ispirare i giovani italiani che si stanno affacciando sulla scena dei test o si stanno avvicinando al nostro sport. Guardo i nomi di questa squadra ideale e non posso non pensare che sarebbe stato fantastico poter scendere in campo tutti assieme almeno una volta, dopo esserci confrontati da avversari sul campo in tante occasioni. Ringrazio World Rugby e gli esperti che hanno votato la formazione ideale del decennio per la stima che hanno dimostrato nei confronti del mio rugby e per quanto spero di aver dato all’Italia in questi anni”.

Il XV ideale del decennio scelto dal panel di esperti World Rugby: 

15 Ben SMITH (Nuova Zelanda)
14 George NORTH (Galles)
13 Brian O’DRISCOLL (Irlanda)
12 Ma’a NONU (Nuova Zelanda)
11 Bryan HABANA (Sudafrica)
10 Dan CARTER (Nuova Zelanda)
9 Conor MURRAY (Irlanda)
8 Sergio PARISSE (Italia) 
7 Richie MCCAW (Nuova Zelanda)
6 David POCOCK (Australia)
5 Sam WHITELOCK (Nuova Zelanda)
4 Brodie RETALLICK (Nuova Zelanda)
3 Owen FRANKS (Nuova Zelanda)
2 Bismarck DU PLESSIS (Sudafrica)
1 Tendai MTAWARIRA (Sudafrica) 

 

 
EPCR E SKY ITALIA, ACCORDO PER LA MESSA IN ONDA DI HEINEKEN CHAMPIONS CUP E CHALLENGE CUP PDF Stampa E-mail
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Lunedì 07 Dicembre 2020 12:11

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EPCR, organo responsabile dell’organizzazione dell’Heineken Champions Cup e dell’European Rugby Challenge Cup, ha ufficializzato un accordo per la cessione dei diritti televisivi con Sky Italia. 

L’accordo biennale con l’emittente satellitare italiana consentirà la messa in onda di cinque incontri settimanali delle due competizioni europee su Sky Sport e in streaming su NowTV, incluse le due partite che, in ogni turno, vedranno impegnate nella fase a gironi della Challenge Cup Benetton Rugby e Zebre Rugby Club. 

Sky Sport 24 e il sito skysport.it garantiranno inoltre ampia copertura editoriale per la nuova stagione 2020/21 al via venerdì 11 dicembre e che si concluderà a Marsiglia con il weekend dedicato alle Finali a maggio 2021.

Il Direttore Generale di EPCR Vincent Gaillard ha detto: “Siamo felici che, per le prossime due stagioni, l’accordo co Sky Italia consenta alla vasta e fedele comunità del rugby italiano di seguire in diretta le Coppe Europee. Il nostro obiettivo è di garantire una grande esperienza in diretta, attraverso una gamma di piattaforme di messa in onda lineari e OTT, e l’accordo con Sky Italia ci permette di raggiungerlo in un mercato molto importante per EPCR”.

Marzio Perrelli, VP Esecutivo di Sky Sport, ha dichiarato: “L’accordo con EPCR sottolinea la grande importanza che da sempre il rugby riveste per Sky: una disciplina che incarna valori sportivi essenziali e coinvolge un vasto numero di appassionati. Le due principali competizioni europee rafforzeranno la programmazione di Sky Sport, portando sugli schermi alcuni tra i migliori giocatori e competizioni di altissimo livello. Questo accordo assicura una grande copertura per le due franchigie italiane e agevola la diffusione del Gioco nel nostro Paese. E’ un contenuto che contribuisce allo sviluppo dei grandi sport italiani e internazionali, dal calcio ai motori, dal basket al tennis e molto altro ancora”.

 
AUTUMN NATIONS CUP, AZZURRI FERMATI 38-18 DAL GALLES CHIUDONO SESTI PDF Stampa E-mail
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Sabato 05 Dicembre 2020 19:59

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Llanelli (Galles) -  L’Italia di Franco Smith chiude l’Autumn Nations Cup 2020 al sesto posto, battuta per 38-18 dal Galles nella giornata conclusiva al Parc-Y-Scarlets di Llanelli, una delle capitali della tradizione rugbistica del Principato.

Per tre quarti di gara Bigi e compagni, dopo la prestazione di Parigi, tornano a mostrare i progressi già intravisti contro l’Inghilterra nel recupero del Sei Nazioni e confermati per larghi tratti del match di Firenze contro la Scozia, ma pagano un ultimo quarto di gara in cui l’esperienza gallese e alcuni errori difensivi permetto ad Alun-Wyn Jones e compagni di riprendere il controllo di una gara che sembrava in procinto di scivolare loro dalle mani.

Partita dai molti volti quella di questa sera tra i Dragoni di Pivac e gli Azzurri di Smith, con i padroni di casa che sembrano destinati a dominare la gara dopo che, nei primi diciassette minuti, vanno in meta prima al sesto con Hardy e al diciassettesimo con Parry, allungando sul 14-0.

Gli Azzurri sono bravi a mantenere la concentrazione ed attenersi al piano di gioco, accorciano prima con Garbisi al ventottesimo e quattro minuti dopo Zanon raccoglie un’invenzione di Canna al piede per schiacciare in meta. L’apertura azzurra prima trasforma, poi allo scadere porta i suoi a una sola lunghezza di distanza dopo che l’ala gallese Adams, su un turnover che innesca il contrattacco azzurro, impedisce il riciclo dell’ovale e costringe Barnes a estrarre il cartellino giallo.

In avvio di ripresa, pur in superiorità, l’Italia concede un piazzato agevole a Sheedy e l’apertura dei Dragoni, oggi implacabile dalla piazzola con uno score del 100%, fa respirare i suoi. Ma è l’Italia che sembra avere il pallino del gioco e al nono minuto Meyer, nell’inusuale posizione di ala, accelera e manda a gambe all’aria il placcatore: meta e Azzurri in vantaggio 17-18. 

Sembra poter essere il colpo del ko per la squadra di casa, l’episodio in grado di cambiare l’inerzia del match, invece il Galles ricostituita la parità numerica prima respinge un paio di assalti italiani, poi al diciassettesimo trova un varco con Faletau, ariete pericolosissimo, che innesca la cavalcata di Gareth Davies. Il mediano di mischia gallese si invola e riporta i suoi a sei lunghezze di vantaggio. 

Alla mezzora è invece North a sfondare a pochi passi dalla linea di meta italiana: Barnes non è certo del toccato, il ricorso al TMO non è risolutivo ma il direttore di gara inglese convalida la marcatura che scava un divario difficile da colmare.

La meta di Tipuric cinque minuti dopo chiude i conti, con un 38-18 che consegna il quinto posto dell’Autumn Nations Cup al Galles ed il titolo di Player of the Match al numero otto dei rossi Faletau, decisivo nel mettere costantemente i rossi sul piede avanzante nel corso degli ottanta minuti di gioco.

L’Italia rientrerà domani a Roma, chiudendo dopo sei settimane la lunga finestra internazionale di questo autunno. Prossima tappa, per la squadra di Franco Smith, il Guinness Sei Nazioni 2021.

Llanelli, Parc-Y-Scarlets - sabato 5 dicembre
Autumn Nations Cup, Play-off 5° posto 
Galles v Italia 38-18
Marcatori: p.t. 6’ m. Hardy tr. Sheedy (7-0); 17’ m. Parry tr. Sheedy (14-0); 28’ cp. Garbisi (14-3); 32’ m. Zanon tr. Garbisi (14-10); 39’ cp. Garbisi (14-13); s.t. 6’ cp. Sheedy (17-13); 9’ m. Meyer (17-18); 17’ m. Davies G. tr. Sheedy (24-18); 30’ m. North tr. Sheedy (31-18) ; 36’ m. Tipuric tr. Sheedy (38-18)
Galles: Williams L. (18’ p.t. Lloyd, 18’ st. Holmes); Adams, North, Davies J., Rees-Zammit; Sheedy, Hardy (10’ st. Davies G.); Faletau, Tipuric, Botham (10’ st. Wainwright); Jones A.W. (22’ st. Dee), Rowlands (14’ Hill); Francis (28’ st. Brown), Parry, Smith (14’ st. Jones W.)
all. Pivac
Italia: Trulla; Sperandio (14’ st. Mori), Zanon (36’ st. Allan), Canna, Ioane*; Garbisi, Varney (30’ st. Palazzani); Steyn, Meyer, Mbandà (22’ st. Lamaro); Cannone N. (36’ st. Stoian), Lazzaroni; Zilocchi (30’ st. Ceccarelli), Bigi (cap, 22’ st. Ghiraldini), Fischetti (36’ st. Ferrari)
all. Smith
arb. Barnes (Inghilterra)
Cartellini: 38’ pt. giallo Adams (Galles)
Calciatori: Sheedy (Galles) 6/6; Garbisi (Italia) 3/4.
Player of the Match: Faletau (Galles) 

 

 
ACCADDE IL…12 MARZO 2011 PDF Stampa E-mail
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Mercoledì 25 Novembre 2020 14:07

 

itavfra2011bergamircoLA RIMONTA AZZURRA CHE VALSE IL TROFEO GARIBALDI

Di quel dodici marzo del duemilaundici, chi sedeva appollaiato sugli spalti del Flaminio o si tormentava le unghie davanti alla televisione, ricorda soprattutto fotogrammi.

Cinquanta minuti e trentaquattro secondi sul cronometro: Nick Mallett, CT sudafricano dell’Italrugby, abbandona il posto in tribuna stampa, scende le scale verso il campo, chiama a sé Sergio Parisse, che quattro anni prima ha nominato capitano.

La Francia ha appena allungato sul 18-6, avviata verso la prosecuzione di una serie positiva che gli Azzurri hanno interrotto solo una volta, nel 1997 a Grenoble, crocevia della storia del rugby italiano. 

Non ci sono microfoni a catturare il rapido conciliabolo tra l’ex allenatore degli Springboks ed il capitano azzurro, pochi secondi che le telecamere mandano una manciata di secondi dopo la meta di Parra che sembra aver scavato il divario, consegnando ai galletti l’ipoteca sul match.

Sergio svelerà il retroscena qualche tempo dopo: “Nick disse di insistere col nostro gioco. Una crepa nel loro approccio, qualcosa che aveva fiutato lui, che stavamo fiutando noi”

Per chi c’era, il ricordo di quegli ultimi venticinque minuti è offuscato dall’ottovolante di emozioni, con Mirco Bergamasco che sbaglia due volte il piazzato del 9-18, l’Italia che sembra destinata a scivolare verso una nuova delusione. 



Cinquantottesimo minuto: l’onda azzurra che monta, “Mozzarella” Semenzato che manda in meta Masi. Il minore dei fratelli Bergamasco che registra la mira e non sbaglia più un colpo mentre là davanti, in prima linea, Castrogiovanni, Ghiraldini e Perugini fanno passare un brutto quarto d’ora a Marconnet, Guirado e Ducalcon. 

L’energia del Flaminio diventa l’uomo in più. Sessantaseiesimo minuto: anche quando Parra fa respirare la Francia, riportandola sul 16-21, sembra che l’inerzia percepita da Mallett penda dalla parte italiana. 

Vittorio Munari, che insieme ad Antonio Raimondi commenta la partita su Sky Sport, conferma senza saperlo il Nick-pensiero quando - sessantotto minuti e ventotto secondi - Andrea Masi accelera per  rilanciare l’attacco italiano: “Sai che c’è solo una squadra in campo?”.

Sessantanove minuti e cinquantasette secondi. Nel Flaminio quasi congelato il “puff” che accompagna l’impatto dello scarpino da gioco di BergaMirco sul pallone dalla piazzola precede di qualche secondo una nuova esplosione del pubblico.

Settanta minuti precisi: palla in mezzo ai pali, 19-21 e dieci minuti da giocare.

Al settantaquattresimo Mirco torna sulla piazzola e sa che non può sbagliare, che può essere l’unica opportunità buona. Quella di una vita. Palla che passa in mezzo ai pali, diversi mancamenti sugli spalti, i piedi dei trentacinquemila appassionati ad passo dal colpo apoplettico che pestano sulle strutture mobili che ampliano la capienza dello Stadio dedicato al Grande Torino. 22-21.

Settantottesimo minuto: “Mamma che bolgia” dice Munari. Mamma che bolgia, il Flaminio che canta l’Inno di Mameli attaccato a quel punticino di speranza mentre la Francia attacca all’arma bianca, alla ricerca di un piazzato per ribaltare il risultato. 

Settantanove e cinquantanove: Nick Mallett, impietrito, braccia conserte sulle scale della tribuna mentre Parra inserisce il pallone nell’ultima mischia della partita, Andrea Masi viene eletto Man of the Match ma rischia di non contare, di non servire a nulla.

Ottantuno e dieci: Nick scende in campo mentre Lawrence, l’arbitro, ordina il reset della mischia.

Harinordoquy si stacca dalla base palla in mano, carica verso i ventidue italiani, vuole la punizione. Paul Derbyshire gli si attacca ai garretti, lo mette giù. “Non la tengono. Non la tengono questa palla” ulula Munari.

Ottantunesimo e cinquantanove secondi. “E’ rubata”, esala Raimondi. Fischio finale. 

E quello che succede dopo, per una manciata di minuti, non se lo ricorda nessuno. 

 

 

 


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