Rugby Integrato

In coerenza con i principi d’inclusione tipici del Gioco, FIR promuove la partecipazione all’attività rugbystica ad atleti con disabilità psichiche e intellettive.

Ad oggi sono undici le Società censite che hanno creato squadre di Rugby Integrato che svolgono regolare attività in tutta Italia e all’estero. Di seguito l'elenco:

Atipici Rugby BariPontedera Bellaria RugbyBufali Rossi TeamU.S. Primavera RugbyUnione Rugby CapitolinaRugby Lions CremonaChivasso RugbyRoccia Rubano RugbyPolisportiva SieciZebre Gialle Rugby Touch Integrato; ASD Sport Rugby and Friendship; Torvaianica Rugby 


PER CONOSCERE I PROGETTI DI RUGBY INTEGRATO CLICCA QUI

FIR, nell’ottica di sostenere le diverse realtà e offrire una modalità di gioco condivisa,  ha inoltre partecipato con successo al Bando Erasmus della Comunità Europea e sino al 2019 sarà impegnata al fianco di IMAS, dell’Università di Salamanca, della Federazione spagnola di Rugby, del Club belga Rugby Vlaanderen, dei Sunday’s Well Rebels Rugby Football Club irlandesi e dell'Associazione "Per Formare" in un programma di formazione per allenatori al fine di promuovere il modello Mixed Ability fondato sull'interazione di giocatori disabili e non disabili su base paritaria nel gioco del rugby a pieno contatto.

FIR infine, per includere le diverse specificità di approccio all’inclusione, ha attivato una Convenzione con l’Organizzazione Special Olympics Italia per rendere accessibile la pratica del rugby anche ai Team Special e la partecipazione ai Giochi Olimpici Special.

 



DA PONTEDERA A CORK: FIR RACCOGLIE LA SFIDA DEL RUGBY INTEGRATO. PDF Print E-mail
Impegno Sociale
Wednesday, 19 June 2019 17:12
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MixarLe parole dell’interlocutore di questa mattina si aggirano per il piazzale dell’Unione Rugby Capitolina. È un luogo caro a molti per l’armonia che sa evocare tra suoni, luc­e e natura: mai un calo di espressività, mai un elemento che prevalga sull’altro: proporzioni perfette per ricordare o dimenticare chi siamo, a seconda della giornata.  Un’identità che cambia solo in apparenza col passare delle stagioni: che si giochi a maggio con i tigli nelle narici, a gennaio, infagottati nei kway in una bolla di vapore acqueo, o a metà giugno, nel campo rarefatto dall’aria incandescente.

Daniele Pacini, Responsabile Tecnico del Rugby di Base e del progetto Mixar, introduce gli argomenti seduto ad un tavolo di fronte al campo, perfettamente a proprio agio con la nuvola chiassosa di urla dei bambini che giocano a rugby. Con lo sguardo traverso, un misto di timidezza e rappresentazione appassionata delle proprie convinzioni, sintetizza una breve lectio sulla storia di uno sport che trasuda fascino solo dalla forma del pallone, sulle sue radici storiche, la sua diffusione e suoi scopi. 

Esordisce col racconto di Pontedera, manifestazione di sport integrato svoltasi lo scorso maggio in tre giornate dedicate alle varie discipline. Un’occasione per i ragazzi del Mixar di dire la loro divertendosi e un momento d’incontro per le società coinvolte provenienti da otto regioni d’Italia, da Bari e Treviso, passando per Roma, Sieci, Colorno e Cremona. Considerate le distanze non è frequente giocare in maniera continuativa, ecco perché un torneo a cinque squadre, con ben quattro partite ciascuna.

Per Fir un’ottima opportunità per riunire la maggioranza dei club italiani che fanno rugby integrato e indire una riunione di progetto. L’assegnazione del bando Erasmus di partenariato europeo nel 2017 con altre quattro nazioni, Irlanda, Spagna, Inghilterra e Belgio, ha schiuso la prima fase di disseminazione prevista dal progetto Mixar: lo scopo, favorire il contatto del maggior numero di società che fanno rugby integrato e creare una rete e un sistema di confronto per lo sviluppo di tale attività e il miglioramento della pratica.

Ottimo l’esito del torneo sotto il profilo della partecipazione, bellissimo il terzo tempo con musica dal vivo fino a tarda notte. Positivi i feedback di approvazione di tutte le componenti: giocatori, facilitatori di rugby integrato, allenatori ed educatori che portano avanti in maniera specialistica il progetto. 

La vision di FIR e il “manuale condiviso”

Si arriva al punto: Fir ha assunto un tratto distintivo, una tesi di fondo sul rugby integrato, che porta avanti con consapevolezza e aderenza agli scopi.

“La visione di Fir del rugby integrato è una filosofia molto particolare in cui ogni club segue un percorso specifico: chi ha un approccio scientifico, legato alla psichiatria, e quindi lavora in contatto con università e centri ospedalieri per il recupero e il sostegno dei ragazzi, chi un approccio soltanto inclusivo e non ha la possibilità o non vuole operare in maniera così approfondita. Fir non sposa l’uno o l’altro di questi approcci: porta avanti la propria visione del rugby quale strumento di inclusività: le famiglie e chi ne fa parte, sono sostenuti nella crescita personale attraverso questo sport”.

Nel cuore del rugby integrato risiede l’opportunità di andare ben oltre le scelte dei club e la pratica sportiva, consentendo ai cosiddetti normodotati di crescere come persone.

A genitori e allenatori, la sfida a migliorare fuori e dentro il campo: affinare la sensibilità, approfondire gli strumenti di conoscenza dell’altro, sono alcuni degli elementi su cui questa pratica induce a riflettere. Se in squadra ad esempio è presente un ragazzo sordomuto, ci si relazionerà con lui in campo trovando forme comunicative adatte alle sue caratteristiche. 

Fir si ripromette di approfondire la sensibilità del movimento, migliorando le competenze specifiche dello sport; l’evento di Pontedera riflette al meglio questa filosofia comune, lasciando alla pratica il compito di mostrare come il rugby integrato mitighi gli eccessi di agonismo presenti nella cultura sportiva:

“A un certo punto una squadra non riteneva di poter giocare una partita con placcaggio e i due allenatori hanno deciso di giocare a rugby al tocco: tutti si sono adeguati”.

Durante una recente riunione, si è parlato dell’idea di un “manuale condiviso”, frutto di tutte le esperienze delle varie organizzazioni: La premessa è che a unire sia proprio il nostro sport: nella diversità di approccio, ognuno interpreta la partita adeguandosi alle esigenze dell’altro. Non vogliamo arrivare alla definizione di un regolamento rigido (ad esempio sulla percentuale di facilitatori che deve essere presente). La sua funzione è rendere consapevoli i club che intraprendono questo percorso, delle opportunità e competenze base relative alla pratica, per minimizzarne i rischi.

Fir pensa a una struttura nazionale di supporto alla formazione di responsabili all’interno dei club: alle singole realtà poi il compito di approfondire tematiche comuni”

La vision firmata Fir tratteggia un’etica nuova che è insieme umile e ambiziosa: umile per la scelta di mediazione e di accettazione di tutti i diversi approcci che contiene, ambiziosa perché da questa accoglienza ritiene di poter far nascere un percorso coerente e importante per chi lo intraprende e per la società.

Chi scende in campo per un allenamento Mixar compie allo stesso modo un gesto di umiltà e coraggio: considera essenziale l’attenzione e l’ascolto dell’altro e ne fa un prezioso strumento di avanzamento individuale nel gioco e nella vita. I limiti propri e altrui, la paura, il senso di inefficacia e il tentativo di integrare questi stati d’animo, diventano risorse: contano quanto la forza, l’agonismo e il raggiungimento dell’obiettivo.

Iniziative nazionali e internazionali

Il progetto europeo prevede un ultimo meeting che si terrà a Roma, i primi di novembre, alla presenza dei quattro partner europei: includerà un torneo e un convegno, a suggellare la fase finale del bando, con l’avvio all’incremento e sviluppo del rugby integrato.

“Allo stato attuale dieci società in Italia praticano il rugby integrato. Tre sono nate proprio in questo anno e mezzo in cui abbiamo avviato il progetto europeo: il nostro obiettivo è raddoppiare il numero delle squadre e aumentarne la densità nelle aree finora meno coinvolte”.

Aumentare la competizione riduce il rischio della disaffezione “se io gioco 5 volte l’anno, il rischio di abbandonare lo sport perché non mi diverto o perché trovo qualcosa che mi appassioni di più è più alto che se riesco a giocare dodici quindici competizioni l’anno.”

Attraverso quali forme (campionati, circuiti di tornei, eccetera) dare continuità al percorso sportivo integrato, si delineerà in corso d’opera, cercando un compromesso tra autogestione dei club e centralizzazione: la struttura di Fir servirà ad assicurarsi che gli eventi abbiano luogo regolarmente, lasciando alle esigenze di ogni singolo club la definizione dei calendari.

Un appuntamento di respiro internazionale è previsto a Cork nel 2020, organizzato da Imas, la prima organizzazione con sede in Inghilterra, impegnata a creare un sistema di rugby integrato, partner della rosa europea di cui si è detto. L’evento durerà una settimana e accoglierà club da tutto il mondo, i più distanti dalla Nuova Zelanda, che ha visto finaliste la squadra irlandese del Sunday’s Well Rebels e quella argentina dei Pumpas XV.

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CONCLUSO A GERT (BELGIO) IL 4° MEETING MIX.A.R. PDF Print E-mail
Impegno Sociale
Friday, 07 June 2019 11:51
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Mixar

Dal 5 al 7 giugno si è svolto a Gent (Belgio) il quarto e penultimo meeting di MIX.A.R., acronimo di Mixed Ability Rugby for All e del quale FIR è capofila, un progetto che ha lo scopo di sviluppare un rugby integrato per persone con disabilità cognitive giocando full-contact.

Ospiti del Rugby Vlaanderen, ovvero la Rugby Union delle Fiandre, tutti i partner europei si sono ritrovati per valutare i processi del lavoro iniziato oltre un anno fa e l'impatto che questi stanno avendo nelle rispettive realtà nazionali.

Come evento collaterale alla riunione prettamente amministrativa, c'è stato un torneo internazionale di Mixed Ability con diverse squadre provenienti dall'Italia, dall'Inghilterra e dall'Irlanda, con i club partner del progetto (Rugby Chivasso, Sunday' Well Rebels e i Bumbles targati Imas) principali protagonisti.

Ogni partner ha organizzato o organizzerà nei prossimi mesi un proprio torneo nazionale dove poter disseminare le best practices apprese dalle diverse esperienze che nei precedenti appuntamenti di Salamanca (Spagna), Bradford (Inghilterra) e Cork (Irlanda) sono state condivise. In Italia questa iniziativa si è avuta lo scorso 18 maggio con i diversi club della rete italiana di rugby integrato che si sono ritrovati a Pontedera per il torneo che ha visto partecipi 7 team provenienti da 6 regioni: Pontedera, Colorno, Cremona, Roma, Bari, Trevsio e Sieci. Un momento particolarmente emozionante e formativo che ha visto anche la partecipazione del responsabile del Rugby di Base e coordinatore del progetto MIX.A.R. Daniele Pacini.

Il prossimo step del progetto riguarderà il meeting conclusivo di Roma, in programma dal 7 al 9 novembre 2019, nel quale oltre ad un torneo conclusivo con partecipati almeno una formazione per ogni partner si valuterà la disseminazione dei valori del progetto, riguardanti la partecipazione e l'inclusione.

GUARDA IL VIDEO DEDICATO AL PROGETTO MIX.A.R.
Realizzato da FIR in collaborazione con Irida Produzioni e con la partecipazione di tutti gli stakeholders coinvolti del Progetto MIXAR, il filmato mira ad informare in modo chiaro e fattuale circa le finalità del percorso avviato dalla Federazione per sviluppare, con il contributo di tutti gli stakeholders presentati nel video, un programma di formazione per allenatori al fine di promuovere il modello Mixed Ability, fondato sull'interazione di atleti di tutte le abilità nel gioco del rugby a pieno contatto.

 

 

 
LA FEDERAZIONE ITALIANA RUGBY PREMIATA AL FESTIVAL DEL CINEMA SPORTIVO DI NIZZA PDF Print E-mail
Impegno Sociale
Thursday, 30 May 2019 10:02
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MixarRoma – L’inclusività del gioco come tratto caratterizzante del rugby e parte integrante della visione del rugby di FIR, da due anni alla guida del progetto europeo MIXAR, mirato a sviluppare un programma di formazione per allenatori per promuovere il modello Mixed Ability, fondato sull'interazione tra giocatori con diverse capacità cognitive su base paritaria nel gioco del rugby a pieno contatto.

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PROGETTO OLTRE META A FANO L'11 E 12 MAGGIO PDF Print E-mail
Impegno Sociale
Tuesday, 07 May 2019 13:55
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programma fanoOltre la meta, progetto-evento che avrà luogo l’11 e il 12 maggio presso il Campo Rugby di Fano, nasce con la volontà di restituire al territorio quanto emerso a seguito di un lavoro di sensibilizzazione sul Mixed Ability effettuato nei 5 mesi precedenti al fine di costruire una rete a livello regionale.

La due giorni, promossa dal Fano Rugby e Urbino Rugby con Libera.Mente Onlus e l’Associazione Omphalos – Autismo & Famiglie, ha ottenuto il patrocinio della Fir e del Comitato Regionale Marche, e vedrà la partecipazione dei Romanes Wheelchair Rugby Roma e degli Atipici Rugby Bari.

Il progetto-evento alternerà momenti di gioco a momenti di approfondimento e riflessione sul Mixed Ability, con l’intervento di Massimo Cavallin, educatore psichiatrico e referente del progetto di rugby integrato “ASD Zebre Gialle” e Mauro D’Alonzo, psichiatra e referente Atipici Rugby.

Per il programma dell’evento clicca qui https://www.facebook.com/oltrelametarugby/ 

 

 
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Progetti Rugby Integrato

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Mixed Ability Guide

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Convenzione Special Olympics

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