Rugby oltre le sbarre

 

Il Rugby è proposto e praticato, con il coordinamento di FIR, da Società tutor o singoli allenatori, all’interno di circa 18 Istituti di Pena sul territorio nazionale con l’obiettivo di contribuire, attraverso l’applicazione concreta dei valori educativi del rugby – il rispetto delle regole, dell’avversario, dell’arbitro, il sostegno del compagno - alla risocializzazione del detenuto.

I risultati delle esperienze, dimostrano indubbi effetti benefici sul consolidamento dei rapporti umani all’interno del Carcere, attraverso una nuova percezione dell’altro, offrendo anche una nuova rete che può risultare preziosa in vista del loro reinserimento nella società civile.

Due squadre (La Drola di Torino,Giallo Dozza di Bologna) composte da detenuti, partecipano al Campionato Italiano di Serie C, grazie alla disponibilità delle restanti squadre partecipanti di disputare tutti gli incontri all’interno dei rispettivi istituti. Un’ulteriore opportunità di formazione che definiamo IN&OUT.
 

 



SUCCESSO DELLE PECORE NERE DEL CARCERE DI LIVORNO CONTRO LO ZOO VASARI DI AREZZO NEL CAMPIONATO OLD PDF Stampa E-mail
Impegno Sociale
Venerdì 17 Gennaio 2020 08:13

pecore nereNel pomeriggio di questo assolato secondo sabato del 2020, la rappresentativa delle ‘Pecore Nere’ - la squadra composta da atleti detenuti nel carcere livornese de ‘Le Sughere’ - al proprio terzo impegno ufficiale nella pool B del campionato Old toscano, ha superato 6-0 gli aretini dello Zoo Vasari. Alla presenza, tra gli altri di Carlo Alberto Mazzerbo, Direttore dell’istituto penitenziario labronico, e di Germana De Angelis, del Progetto Carceri Rugby nel Sociale, fondatrice del progetto Bisonti del carcere di Frosinone e attualmente responsabile del progetto di Rebibbia a Roma, le due compagini hanno dato vita ad una partita ricca di spunti. L’incontro, arbitrato dal livornese Claudio Castagnoli, si è svolto sulla distanza di 50’ (due tempi da 25’ l’uno).

Le ‘Pecore Nere’ hanno impiegato appena 18 secondi dopo il calcio d’inizio per sbloccare la situazione con la meta, in azione personale, del proprio primo centro. La seconda meta è giunta al 17’, in velocità: a bersaglio sull’out destro il mediano di apertura. 2-0 all’intervallo. Nella ripresa, altre quattro marcature per la scatenata formazione allenata dal terzetto Soriani - Niccolai - Lenzi. Hanno schiacciato l’ovale oltre la fatal linea bianca, sempre al termine di attacchi dinamici, l’estremo, nuovamente il primo centro, il seconda linea (spostato nella ripresa nel ruolo di secondo centro) ed il trequarti ala sinistra. Al termine, a bordo campo, ottimo ‘terzo tempo’ preparato dagli stessi detenuti. Per le ‘Pecore Nere’ - che nella circostanza nell’arco del confronto hanno ruotato 23 atleti; solo 13 quelli a referto per gli avversari - si tratta della seconda vittoria consecutiva.,dopo il pareggio, 2-2 colto nella giornata di apertura del campionato con gli Allupins Prato, si è imposta 4-1 sui Sorci Verdi Prato e, appunto, ha liquidato 6-0 lo Zoo Vasari Arezzo.

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"RUGBY OLTRE LE SBARRE", DERBY TRA GIALLO DOZZA E DROLA PDF Stampa E-mail
Impegno Sociale
Martedì 26 Novembre 2019 06:24

 

rolsRoma – Sarà un derby speciale quello che andrà in scena giovedì 28 novembre alle 14 presso il carcere Dozza di Bologna. A sfidarsi saranno la squadra Giallo Dozza – formata dai detenuti della stessa casa circondariale della città felsinea – e quella della Drola di Torino, composta da detenuti de “Le Vallette”, l’istituto di pena del capoluogo piemontese.

Incipit dai contenuti prettamente sportivi, ma il contesto va ben oltre quello del campo e i punti conquistati al di fuori hanno una valenza più ampia rispetto a quelli che il rettangolo da gioco mette in palio. La partita in calendario a Bologna nel primo pomeriggio di giovedì è, infatti, una sfida tra le due realtà che hanno sposato per prima il progetto “Rugby oltre le sbarre”.

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VII° RUGBY TORINO AFFIANCA LA DROLA RUGBY NEL PROGETTO OVALE OLTRE LE SBARRE PDF Stampa E-mail
Impegno Sociale
Mercoledì 16 Ottobre 2019 08:44

 

 

firma drola torino tugbyPer la prima volta il progetto Ovale oltre le sbarre esce dal carcere e viene accolto da una società sportiva del territorio: la VII° Rugby Torino è partner de La Drola per il supporto tecnico

Il protocollo d’intesa tra la ASD VII° Rugby Torino e L’Ovale oltre le sbarre segna una svolta nel progetto che dal 2011 promuove in carcere il gioco del rugby come strumento di riabilitazione per il reinserimento socio-lavorativo dei detenuti. Per la prima volta una società sportiva del territorio, la ASD VII° Rugby Torino, che conta 200 tesserati, 8 squadre dagli under 8 alla Senior, mette a disposizione la sua competenza tecnica per sostenere la prima squadra in Italia composta da soli detenuti.

Illustrato dal direttore della Casa Circondariale Lorusso e Cutugno Domenico Minervini, il protocollo d’intesa voluto dall'Amministrazione Penitenziaria è teso a implementare il rendimento dei giocatori e la loro motivazione, ingredienti fondamentali per il processo formativo che la pratica del gioco attiva nei detenuti rugbysti.

La validità del progetto, che ha trovato origine proprio nel carcere torinese, è stata riconosciuta dal
Dipartimento dell’Attività Penitenziaria nazionale tanto da promuoverne la diffusione nelle realtà penitenziarie di tutta Italia per favorire il percorso di aggregazione sociale e abbattimento delle tensioni dei detenuti. Il contributo della Federazione Italiana Rugby consente poi che le squadre che si costituiscono nelle diverse carceri possano disputare i campionati regionali.

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LA SQUADRA DEL CARCERE DI LIVORNO, LE PECORE NERE, GIOCHERA’ LE COMPETIZIONI OLD 2019/2020 ORGANIZZA PDF Stampa E-mail
Impegno Sociale
Venerdì 11 Ottobre 2019 09:12

pecore nere livornoIl progetto “Rugby Oltre le Sbarre” segna un’altra importante meta: la squadra nata nel carcere di Livorno “Le Sughere” parteciperà alle competizioni Old 2019/2020 che inizieranno a novembre. La squadra, composta dai detenuti dell’alta sicurezza, allenata da Manrico Soriani e Michele Niccolai, sarà il primo esempio in Toscana di squadra di rugby formata da detenuti che parteciperà ad una competizione.

Un risultato importante per i ragazzi e gli allenatori che da anni si allenano con costanza all’interno del carcere, e che fino ad ora potevano contare soltanto sulle amichevoli che di tanto in tanto venivano organizzate per permettere ai ragazzi di mettersi alla prova.

Adesso, invece, faranno parte di un vero e proprio torneo, arricchendo il progetto con la formazione IN e OUT, grazie all’ingresso degli avversari in occasione di ogni partita. Infatti, le Pecore Nere giocheranno in casa tutte le partite, così come avviene già a Torino e a Bologna dove le squadre composte soltanto da detenuti, la Drola e la Dozza, partecipano al campionato di serie C2.

La squadra è stata presentata ufficialmente il 24 settembre scorso nel carcere di Livorno, con una conferenza stampa alla quale erano presenti, oltre ovviamente agli allenatori, il direttore del carcere, Carlo Mazzerbo, il Presidente del Comitato Regionale Toscano, Riccardo Bonaccorsi, Arienno Marconi dell’Associazione Amatori Rugby Toscana, che partecipa al progetto, il Delegato provinciale Coni, Giovanni Giannone, il garante dei detenuti Giovanni De Peppo, il commissario della polizia penitenziaria di Livorno Marco Garghella e l'assessore al sociale del Comune Andrea Raspanti.

Un’altra bella pagina di storia per il progetto Rugby Oltre le sbarre che si sta diffondendo a macchia d’olio nelle carceri italiane come veicolo per la riabilitazione dei detenuti attraverso i valori del rugby, reso oggi ancora più concreto dalla Circolare dedicata al gioco del rugby diffusa l’11 settembre scorso dal Dipartimento dell’Amministrazione Penitenziaria tra tutte le carceri del territorio italiano; e dalla vittoria del bando della Presidenza del Consiglio dei Ministri “Inclusione Sociale attraverso lo sport” in capo a Drola, Dozza e Bisonti di Roma, attivi nel carcere di Rebibbia, per promuovere la loro attività all’interno delle carceri e favorire un percorso di sviluppo del progetto in tutte le sue specificità.

“Sostegno sempre” recita il motto delle Pecore Nere, stampato anche sul retro della t-shirt ufficiale della squadra, ad evidenziare il valore cardine del rugby grazie al quale nascono e si sviluppano progetti come questo.

 
FIR E DAP ANCORA INSIEME PER IL “RUGBY OLTRE LE SBARRE” PDF Stampa E-mail
Impegno Sociale
Venerdì 20 Settembre 2019 12:21

 

rolsRoma - La stagione dente dai detenuti degli istituti di detenzione dei capoluoghi di Piemonte ed Emilia-Romagna, le due Società rappresentano la massima espressione del progetto “Rugby oltre le sbarre” che ha nella Federazione Italiana Rugby e nel Dipartimento di Polizia Penitenziaria i principali promotori e portatori d’interesse.


Sviluppato nel corso delle ultime stagioni sulla scorta dell’esperienza positiva di Drola e Giallo Dozza, il progetto “Rugby oltre le sbarre”, sostenuto dal protocollo sottoscritto tra FIR e Ministero dell’Interno,  ha visto sempre più istituti di pena avvicinarsi e inserire la pratica del rugby nei propri percorsi di formazione e re-inserimento dedicati ai detenuti, apprezzando i positivi riscontri ottenuti dalla pratica del Gioco attraverso la comprensione e l’applicazione concreta dei valori che lo caratterizzano. Diciotto oggi gli Istituti dove, attraverso la collaborazione delle Società del territorio e della FIR, il rugby è regolarmente praticato.

Nel contempo le 2 società, insieme ai Bisonti del Carcere di Rebibbia di Roma, si sono aggiudicati il Bando della Presidenza del Consiglio “Inclusione Sociale attraverso lo sport” per un percorso di sviluppo del progetto in tutte le sue specificità e le cui risultanze potranno essere a disposizione del DAP e di tutto il movimento rugbystico.

Proprio in questi giorni il Dipartimento di Amministrazione Penitenziaria ha diffuso a tutte le carceri italiane una Circolare volta a sensibilizzare un numero sempre crescente di strutture a valutare l’inserimento del Gioco del Rugby nei propri programmi trattamentali, evidenziandone il notevole impatto formativo: “La mission di FIR - ha commentato il Presidente federale Alfredo Gavazzi - è quella di diffondere il Gioco ed i suoi valori fondanti nel nostro Paese, senza distinzione di ceto o condizione, garantendo un contributo positivo alla società civile. Come imprenditore, ho potuto negli anni apprezzare lo straordinario ruolo educativo e formativo derivante dalla pratica del rugby, e la replicabilità di quanto lo sport può insegnare anche lontano dal campo. In tal senso, la collaborazione con il DAP e la sensibilizzazione alla pratica e alla diffusione del rugby negli istituti di pena è pienamente coerente con i nostri obiettivi e non posso che augurarmi di vedere il nostro sport contribuire sempre più al reinserimento nel tessuto sociale di chi ha compreso i propri errori e, come ogni atleta, desidera divenire una versione migliore di se”.

 

 

 
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