Rugby oltre le sbarre

 

Il Rugby è proposto e praticato, con il coordinamento di FIR, da Società tutor o singoli allenatori, all’interno di circa 15 Istituti di Pena sul territorio nazionale con l’obiettivo di contribuire, attraverso l’applicazione concreta dei valori educativi del rugby – il rispetto delle regole, dell’avversario, dell’arbitro, il sostegno del compagno - alla risocializzazione del detenuto.

I risultati delle esperienze, dimostrano indubbi effetti benefici sul consolidamento dei rapporti umani all’interno del Carcere, attraverso una nuova percezione dell’altro, offrendo anche una nuova rete che può risultare preziosa in vista del loro reinserimento nella società civile.

Due squadre (La Drola di Torino, Giallo Dozza di Bologna) composte da detenuti, partecipano al Campionato Italiano di Serie C, grazie alla disponibilità delle restanti squadre partecipanti di disputare tutti gli incontri all’interno dei rispettivi istituti. Un’ulteriore opportunità di formazione che definiamo IN&OUT.

CLICCA QUI per il protocollo d’intesa tra Federazione Italiana Rugby e il Dipartimento dell’Amministrazione Penitenziaria

 

 



IL CARCERE ACCOGLIE LA FORMAZIONE DI ALLIEVI ARBITRI RUGBY PDF Stampa E-mail
Impegno Sociale
Venerdì 22 Marzo 2019 07:22

 

4d7e3798-c17e-4bce-9cb4-c4bed1fd9a1fLo Sport svolge un ruolo insostituibile nella promozione della persona, essenziale per riacquistare un ruolo positivo nella società: responsabilizza al valore delle regole coloro che le hanno violate e propone la possibilità di esserne garanti sui campi da gioco.

Ecco quindi che un corso gratuito per allievi arbitri rugby, svolto all'interno del carcere, aperto anche alla comunità libera, assume un significato innovativo e coraggioso, non esente da difficoltà che dovranno trovare giusta soluzione; sarà la Casa Circondariale di Pesaro ad ospitare tale formazione, articolandola in lezioni d'aula che si svolgeranno nelle giornate del 16, 23 marzo e 6, 13 aprile.

Accogliendo la proposta del gruppo sportivo “EXTRA - Social Rugby”, che da tre anni propone nell'Istituto la pratica e la conoscenza del gioco, la Direzione ha così scelto d'incrementare le proprie attività trattamentali, cogliendone l'alto valore educativo e ponendo questa come prima esperienza nazionale nel suo genere.

«Con tale scelta - dichiara la Dr.ssa Enrichetta Vilella, responsabile dell'Area Pedagogica di Villa Fastiggi- intendiamo valorizzare l'impegno formativo-educativo del carcere di Pesaro a favore dei detenuti, in conformità con il dettato costituzionale e relativamente alla funzione della esecuzione della pena, tenuto conto dei valori di condivisione, appartenenza e rispetto che caratterizzano la disciplina sportiva del Rugby».


L'attività rientra nel protocollo firmato tra la Federazione Italiana Rugby e il Dipartimento dell'Amministrazione Penitenziaria che mira non solo al miglioramento della condizione psico-fisica della popolazione detenuta, ma anche al riconoscimento delle diversità culturali e dei rapporti interpersonali.


«Abbiamo offerto con convinzione il patrocinio a tale iniziativa – sostiene la Dr.ssa Daniela De Angelis, coordinatrice F.I.R. per i Progetti di Responsabilità Sociale- ritenendola peculiare per il consolidamento del protocollo “Rugby oltre le sbarre” che ad oggi coinvolge quindici istituti sparsi sul territorio nazionale e con numerose altre realtà in attesa di aggiungersi».


Sarà comunque necessario vagliare un programma che conceda ai detenuti abilitati al ruolo di allievo arbitro la possibilità di dirigere partite all’interno dei penitenziari che ospitano squadre non solo agonistiche e, con il ritorno in libertà, l’opportunità di essere inseriti in sezioni arbitrali tramite deroghe specifiche alle vigenti normative.


Convinto anche il sostegno del Comitato Rugby Marche e del suo Presidente, Maurizio Longhi, che affida la didattica a Giuseppe Biocca e Davide Gatta, rispettivamente coordinatore regionale C.N.Ar. e responsabile della formazione, entrambi arbitri nazionali.


«Nel nostro sport - spiega Biocca- l'arbitro è considerato un partecipante al gioco, uno che scende in campo per divertirsi assieme a giocatori e spettatori; deve però assicurare l'incolumità fisica dei partecipanti, garantendo l'equa contesa del pallone e in questo sta il suo essere giudice incontestabile dei fatti e delle regole. Anche da neofiti, il corso rappresenta il canale giusto per conoscere il gioco e apprendere quanto serve per interpretarlo al meglio... riservando anche molte occasioni di crescita professionale!».

Una scommessa importante anche per i partecipanti che arriveranno dall'esterno, decisi a vincere la diffidenza verso la realtà carceraria e chi la popola, con la sospensione del giudizio personale e la condivisione alla pari di un'esperienza sportiva.
Che non è solo scoperta di un ruolo nuovo, ma anche - e soprattutto - di un diverso compito.  

Informazioni alla pagina Facebook “EXTRA - Social Rugby”.

 

 
REBIBBIA OSPITA I VALORI DEL RUGBY TOUCH PDF Stampa E-mail
Impegno Sociale
Mercoledì 13 Febbraio 2019 13:25

IMG 4588di Maria Palombella (UR Capitolina)

Non sappiamo quanto Mandela, nel suo celebre speech a Monaco nel 2000 avesse in mente la sua personale, interminabile esperienza carceraria nel dire “lo sport ha il potere di risvegliare la speranza dove prima c’era solo disperazione”. 

Se la disperazione è l’assenza di prospettiva,  l’incapacità di vedere il  futuro,  vederlo “oltre le sbarre” è più difficile.

 La risposta della Fir è efficace e significativa: diversi anni fa, nelle carceri di Torino e Bologna nascono le squadre di rugby  la Drola e la Dozza nell’alveo del progetto “Ovale oltre le sbarre”; partecipano al campionato federale C2  e consacrano la diffusione di questo sport e dei suoi valori  in tutte le sue varianti, a seconda delle strutture a disposizione.

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GROSSETO-PECORE NERE: UNA BELLA GIORNATA DI SPORT ED AMICIZIA PDF Stampa E-mail
Impegno Sociale
Martedì 11 Dicembre 2018 10:41

grossetoll Grosseto si è imposto per cinque mete a zero, ma ben più del dato tecnico e delle marcature realizzate nell’arco della partita (un ‘test-match’, visto che nel gioco del rugby non si può mai parlare di ‘amichevole’), quello vissuto in questa ventosa seconda domenica del mese di dicembre è stato un momento di grande partecipazione emotiva.

L’evento, reso possibile grazie alla sensibilità delle direzione e del personale della casa circondariale ‘Le Sughere’ di Livorno, si è consumato sul campo sportivo dello stesso istituto di massima sicurezza. Ad assistere alla partita l’assessore al turismo della Regione Toscana (ex rugbista) Stefano Cioffo, l’assessore allo sport del Comune di Livorno Andrea Morini, il vicepresidente della FIR Nino Saccà, il responsabile FIR per i progetti di responsabilità sociale, Stefano Cantoni, il segretario della stessa Federazione Claudio Perruzza, il referente di FIR per la strategia e responsabilità sociale, Daniela De Angelis, i consiglieri del comitato toscano della FIR Luca Sardelli e Marco Bertotti, in rappresentanza dell’Associazione Amatori Rugby Toscana Arienno Marconi, il garante dei detenuti Giovanni De Peppo, il funzionario dell’area giuridica pedagogica del carcere labronico Patrizia Citti, e, in rappresentanza dei Lions Amaranto Livorno – la società che da quattro anni rende possibile il progetto di una palla ovale da far rotolare all’interno del carcere – il presidente Mauro Fraddanni e l’addetto stampa Fabio Giorgi.

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