Rugby oltre le sbarre

 Il Rugby è proposto e praticato, con il coordinamento di FIR, da Società tutor o singoli allenatori, all’interno di circa 16 Istituti di Pena sul territorio nazionale con l’obiettivo di contribuire, attraverso l’applicazione concreta dei valori educativi del rugby – il rispetto delle regole, dell’avversario, dell’arbitro, il sostegno del compagno - alla risocializzazione del detenuto.

I risultati delle esperienze, dimostrano indubbi effetti benefici sul consolidamento dei rapporti umani all’interno del Carcere, attraverso una nuova percezione dell’altro, offrendo anche una nuova rete che può risultare preziosa in vista del loro reinserimento nella società civile.

Due squadre (La Drola  di Torino, Giallo Dozza di Bologna) composte da detenuti, partecipano al Campionato Italiano di Serie C, grazie alla disponibilità delle restanti squadre partecipanti di disputare tutti gli incontri all’interno dei rispettivi istituti.

Una squadra (Le Pecore Nere di Livorno) composta da detenuti, partecipa al Torneo Amatoriale OLD toscano. Un’ulteriore opportunità di formazione che definiamo IN&OUT.

In uno degli Istituti che partecipano al progetto, la Casa Circondariale di Pesaro, è stato svolto un corso di arbitro di rugby dedicato ai detenuti, ma aperto anche alla comunità libera, che ha diplomato 14 direttori di gara, di cui nove detenuti.

Il 2 febbraio 2018 la FIR sigla un Protocollo con il DAP per promuovere il Rugby in carcere, al quale segue l’11 settembre 2019 una Circolare sull’attività del Rugby diffusa dal DAP a tutti gli istituti penitenziari italiane per diffondere ulteriormente il progetto.

Istituti di Pena dove il progetto è attualmente attivo:

C.C. Lorusso e Cutugno – Torino (e-mail: This e-mail address is being protected from spambots. You need JavaScript enabled to view it ; This e-mail address is being protected from spambots. You need JavaScript enabled to view it );
C.C. Dozza – Bologna (e-mail: This e-mail address is being protected from spambots. You need JavaScript enabled to view it );
I.P.M. Beccaria – Carcere Bollate – C.C. San Vittore, Milano (e-mail: This e-mail address is being protected from spambots. You need JavaScript enabled to view it );
C.C. Monza (e-mail: This e-mail address is being protected from spambots. You need JavaScript enabled to view it );
C.R. Verziano – C.C. Canton Mombello, Brescia – C.C. Montorio, Verona (e-mail: This e-mail address is being protected from spambots. You need JavaScript enabled to view it );
C.C. Due Palazzi – Padova (e-mail: This e-mail address is being protected from spambots. You need JavaScript enabled to view it );
C.C. Villa Fastiggi – Pesaro (e-mail: This e-mail address is being protected from spambots. You need JavaScript enabled to view it );
C.C. Rimini (e-mail: This e-mail address is being protected from spambots. You need JavaScript enabled to view it );
C.C. Le Sughere – Livorno (e-mail: This e-mail address is being protected from spambots. You need JavaScript enabled to view it );
C.C. Pasquale De Santis – Porto Azzurro (e-mail: This e-mail address is being protected from spambots. You need JavaScript enabled to view it );
C.C. Rebibbia – Roma ( This e-mail address is being protected from spambots. You need JavaScript enabled to view it );
C.C. Civitavecchia (e-mail: This e-mail address is being protected from spambots. You need JavaScript enabled to view it ).

 

 

 



IL RUGBY OLTRE LE SBARRE: DOVE LA PALLA OVALE DIVENTA OCCASIONE DI RISCATTO PDF Print E-mail
Impegno Sociale
Thursday, 17 September 2020 12:30
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serghei vitali“Ci sono cose che solo il rugby riesce ad insegnarti” … Sono parole di Walter Rista, Presidente dell’Associazione Onlus “Ovale oltre le Sbarre”, promotrice al fianco del penitenziario “La Drola” di Torino e del suo direttore Pietro Buffa, del progetto federale “Il Rugby nelle Carceri”, iniziativa che ad oggi porta la palla ovale in 18 istituti penitenziari italiani. Nato quasi per caso nel 2010, il progetto ha permesso l’abbassamento dal 70% al 20% del tasso di recidiva per i detenuti coinvolti, sviluppando un trend positivo che ha sensibilmente abbassato i costi governativi relativi al mantenimento dei carcerati.

“E’ buffo vedere fin dove ci siamo spinti ripensando a come nacque tutto questo”, racconta Walter Rista. “Ero in Argentina con un mio amico tanti anni fa, quando col pullman facemmo un incidente con un altro pullman. Noi scendemmo subito in strada, mentre dall’altro pullman ci accorgemmo che non scendeva nessuno. Solo qualche minuto dopo, quando vedemmo che i passeggeri erano tutti incatenati, ci rendemmo conto che era un pullman di carcerati. Ripensai per settimane alle facce di quei ragazzi … Fu davvero un episodio che mi rimase impresso nella memoria, al punto che mi dissi che quando sarei andato in pensione avrei fatto qualcosa per aiutare i detenuti. Un sogno divenuto reale quando ho conosciuto il direttore de “La Drola” Pietro Buffa, col quale abbiamo tentato l’esperimento di organizzare una partita dimostrativa all’interno del penitenziario. Il giorno dopo, 130 detenuti che ci chiedevano di poter cominciare a giocare a rugby, ci ha convinti che eravamo sulla strada giusta. L’obiettivo dichiarato del progetto? Far capire alle persone che questi ragazzi non sono un voto a perdere, ma esseri umani in cerca di un’occasione per riscattarsi”.

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UN VIRUS TRA RUGBY, TESTA E CUORE PDF Print E-mail
Impegno Sociale
Wednesday, 22 April 2020 16:31
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beppe pesaro14 aprile 2020 - Se l'attuale fosse un periodo di "normalità", sarei a condividerlo con i Detenuti e utilizzando un pallone da rugby.

Tuttavia, in questo frangente di vita sospesa, sono Loro ad allenarmi idealmente, trasmettendo il senso delle privazioni... grandi o piccole che siano.

Allenare non significa comandare, vincere, pensare con il principio "io sono il capo, decido e gli altri faranno".

Allenare significa guidare, sostenere, creare emozioni, lavorare per la crescita degli individui di ogni età.

Allenare è anche saltare oltre le frustrazioni del momento, anteponendo il forte "NOI" al piccolo "IO".

Tento d'insegnare questo, ma poi messo alla prova dalla solitudine di questo periodo, mi capita di sbagliare.

Fraintendo una promessa, confondo le mie stesse parole, permettendo all'egoismo di avere la meglio.

Così, arriva il placcaggio, duro, inesorabile, di quelli che "ti spengono" e lasciano stesi a terra.

Il gesto lo compiono le parole di Chi stimo profondamente e che rappresenta quel senso di Libertà assoluto, puro… cercato da sempre.

Resto vuoto e, da terra, la prospettiva torna diversa.

Per la prima volta, sono costretto a vacillare, ad "indietreggiare per prendere la rincorsa", nel tentativo di riguadagnare una fiducia che ho sgualcito: in maniera nuova, diversa e necessaria.

Per tale circostanza non esiste metafora: è questo l'allenamento che insegna il vero rispetto dei propositi e delle intese.

E per sempre.

di Giuseppe De Rosa (Allenatore rugby, Case Circondariali Pesaro e Rimini)

 

 
UN GIORNO DA PECORE NERE PDF Print E-mail
Impegno Sociale
Tuesday, 11 February 2020 14:00
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pecore nereDi David Lubrano.

Due squadre schierate in mezzo al campo. Da una parte tredici uomini con indosso la maglia azzurra con lo scudetto tricolore in bella mostra sul petto. Dall’altra, altri tredici uomini stretti in maglie biancorosse. In mezzo una palla ovale.

Nel sabato della prima giornata del Torneo del 6 Nazioni questa potrebbe essere l’immagine del calcio d’inizio dell’incontro tra Galles e Italia. Ma non siamo al Sei  Nazioni. Si sta per disputare la quarta giornata del campionato Old, torneo di rugby  riservato a giocatori over 35 fino all’età che “uno ce la fa a stare in campo”.

Il terreno di gioco dove sono schierate le due squadre non è l’avveniristico Millenium Stadium di Cardiff. E’ il campetto da calcio malconcio della Casa Circondariale di Livorno.  Anche questo ha un fondo di colore verde ma al posto dell’erba gallese perfettamente curata, c’è un rivestimento in sintetico usurato dagli anni che se cadi a terra è come passare sulla carta vetrata.

Neanche le squadre sono quelle che sembrano. I giocatori con la maglia rossa non sono i Dragoni gallesi.  Sono i Ribolliti, formazione Old  legata al Firenze Rugby 1931. Gli altri indossano la maglia azzurra della Nazionale donata dalla Federazione Rugby ma il colore che portano dentro è un altro. Sono le Pecore Nere, la formazione composta  dai detenuti del carcere di Livorno allenata da Manrico Soriani, Michele Niccolai allenatori dei Lions Amaranto e Mario Lenzi

Solo questo potrebbe rappresentare un affascinante parallelo di una giornata di sport.

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Rassegna stampa Rugby oltre le sbarre

copertina rassegna stampa rugby oltre le sbarre

Lettere dal carcere

copertina lettere dal carcere

IL PROGETTO RUGBY OLTRE LE SBARRE

opertina progetto carceri

IL PROTOCOLLO FIR DAP

copertina il prtocollo dap


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