Italia U 20


SEI NAZIONI U20, L'INGHILTERRA SUPERA 27-17 GLI AZZURRINI E CONQUISTA IL TROFEO PDF Stampa E-mail
Nazionali Azzurre
Martedì 13 Luglio 2021 16:49

menoncello italia u20 inghilterra 2021Cardiff – L’Inghilterra supera 27-17 l’Italia nel quinto ed ultimo turno del Sei Nazioni U20 conquistando il Trofeo con annesso Grande Slam nell’edizione 2021. Partita che gli inglesi mettono nella propria direzione chiudendo sul 17-0 la prima frazione di gioco. Nella ripresa gli Azzurrini, mai domi, tentano la rimonta con una grande prestazione di squadra arrivando sul momentaneo 22-17 per il XV di Dickens che riesce a centrare il successo grazie anche ai due cartellini gialli rimediati nel finale dall’Italia. La squadra di Brunello in attesa di conoscere il proprio piazzamento finale (al momento quarto posto con il Galles che questa sera potenzialmente potrebbe superare gli Azzurrini), chiude il torneo con 7 punti in classifica.

Partono bene gli inglesi che al 5’ sbloccano il risultato con una meta di Bailey che si infila tra le maglie azzurre sul lato destro d’attacco con Mathews che centra una trasformazione non semplice che vale il momentaneo 7-0. Lo stesso numero 10 inglese pochi minuti più tardi centra i pali su calcio piazzato da circa 30 metri che vale il 10-0 all’11’. Al 15’ arriva la seconda meta inglese con Bates che finalizza un’azione in velocità. Al 21’ gli Azzurrini vanno vicinissimi alla prima marcatura ma a pochi centimetri dalla linea di meta perdono il possesso dell’ovale. Molto chiuso il finale del primo tempo con entrambe le squadre che non concedono spazi e con il risultato che resta sul 17-0 all’intervallo.

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MIRCO SPAGNOLO, ANELLO DI CONGIUNZIONE TRA CHECCO CAMPOSAMPIERO E CARDIFF PDF Stampa E-mail
Nazionali Azzurre
Lunedì 12 Luglio 2021 14:02

spagnolo italia u20 2021C come Cardiff. C come Checco Camposampiero. Cosa hanno in comune la capitale del Galles e il club di rugby del piccolo comune nel padovano? Così, su due piedi, sembrerebbe nulla. O forse qualcosa. L’indizio risiede nella palla ovale.

“Cosa vorresti fare da grande?” E’ una delle frasi che ognuno di noi avrà sentito nella propria vita (insieme a “hai il/la fidanzato/a?” pronunciato dal parente di turno, che non vedi da tanto tempo, a Natale. Ma questa è un’altra storia). C’è chi sogna di essere uno sportivo affermato, chi l’astronauta, chi il medico, chi cerca di ripercorrere le orme dei propri genitori.

C’è anche chi, invece, nelle proprie attività cerca di avere un filo diretto con i figli. Ed è quello che è successo ad Antonio Cavallin, fondatore del Checco Camposampiero Rugby, club nato in seguito ad un doppio fattore legato ai suoi figli: il più grande, Attilio, curioso di cimentarsi con la palla ovale nei primi anni della sua vita; il secondo, Francesco, scomparso tragicamente in un pomeriggio di aprile nel 2007.Un dramma improvviso che inevitabilmente ti cambia la vita.

“Trasformare il veleno il medicina” è uno dei principi cardine della pratica buddista. Ed è da qui che tutto è ripartito in modo diverso: cercare di risolvere una situazione difficile e dolorosa modificandola in qualcosa di positivo. Perché in un mondo dove tutti aspirano ad essere eroi, Antonio ha scelto di essere Robin lavorando dietro le quinte e creando qualcosa di nuovo per i circa 12.000 abitanti di Camposampiero dove i veri protagonisti sono i tanti bambini che da quel 2007 hanno iniziato ad affollare il campo da rugby del comune padovano.

“E’ nato tutto da una sfida personale – ha dichiarato Antonio Cavallin a federugby.it – e abbiamo altri obiettivi da raggiungere. Siamo partiti con cinque bambini, ora abbiamo Mirco Spagnolo che è cresciuto da noi e sta disputando il Sei Nazioni Under 20 con prestazioni importanti. Il sogno è quello di diventare una realtà di riferimento per il rugby nel padovano”.

“A stagione in corso, nel febbraio 2015, Mirco si è avvicinato al Checco Camposampiero. Ci siamo accorti subito delle sue potenzialità: aveva tanta voglia di fare e doti fisiche non indifferenti. Si è inserito a perfezione nel contesto ed è amico di tutti. Ha giocato anche per un periodo con mio figlio Attilio. E’ un gran lavoratore: quando giocava da noi si divideva tra il campo, lo studio e il supporto all’attività lavorativa dei genitori. Ogni volta che è in zona passa sempre a salutarci, è rimasto molto legato al club”.

“In ogni partita dell’Italia al Sei Nazioni Under 20 i suoi ex compagni si sono riuniti per fare il tifo per gli Azzurrini e sostenere, anche se a distanza, Mirco. Non c’è mai stata invidia da parte di nessuno nei suoi confronti ma solo sentimento di orgoglio nel vederlo indossare la maglia Azzurra” ha concluso Antonio Cavallin

Dal piccolo club di rugby della provincia di Padova al Sei Nazioni Under 20 nella “bolla di Cardiff” e la prossima sfida all'Inghilterra. Un percorso, quello di Mirco Spagnolo, che lo ha portato ad affrontare alcune tra le migliori squadre a livello giovanili nel panorama rugbistico mondiale: “Mi sono avvicinato al rugby per caso. Ne avevo sempre sentito parlare. Quando ho provato… non sono andato più via dal campo. Giocare a Camposampiero è stato davvero speciale. Sono molto legato ai miei ex compagni e a tutte le persone che lavorano per il club. Quando i miei genitori non potevano accompagnarmi agli allenamenti c’era sempre un membro della società che si rendeva disponibile per portare i giocatori al campo”.

“Sono una persona che cerca di approcciarsi sempre in modo umile e con la voglia di imparare, soprattutto negli ambienti nuovi dove non conosco bene le dinamiche. Cerco di prendere spunto dagli atleti più esperti di me negli allenamenti: non si smette mai di crescere e di migliorarsi. Spero con il lavoro di riuscire a vestire anche la maglia della Nazionale Italiana Maggiore”.

La meta alla Scozia è stata la ciliegina sulla torta in una partita memorabile per l’Italia U20: “La prima persona che ho sentito è stato il ragazzo di mia sorella. Prima di partire per il Galles scherzosamente mi ha chiesto “La segni una meta per me?”. Era inevitabile il messaggio di rito. E’ stato emozionante ricevere anche l’affetto della mia famiglia e del Checco Camposampiero che posso considerare come una seconda casa”.

“Il mio sogno? Sto vivendo una esperienza bellissima, sognavo di vestire la maglia Azzurra e ora sono qui. Ne ho altri che spero di realizzare, non mi accontento facilmente” ha concluso Mirco dal raduno dell’Italia U20 a Cardiff.

Generazioni di persone sono cresciute con i “Classici” di Walt Disney. “Se puoi sognarlo, puoi farlo” era la frase cult dell’imprenditore cinematografico di Chicago che ha dato vita all’omonima casa di produzione che ha realizzato storie animate che hanno scritto pagine importanti nella storia del cinema.

Alla fine, tutto torna. E… se puoi sognarlo, puoi farlo.

 
SEI NAZIONI U20, IL XV DEGLI AZZURRINI PER LA SFIDA ALL'INGHILTERRA PDF Stampa E-mail
Nazionali Azzurre
Lunedì 12 Luglio 2021 12:34

 

formazione italia inghilterra u20 2021Cardiff – Massimo Brunello, Responsabile Tecnico della Nazionale Italiana Under 20, ha ufficializzato la formazione che domani alle 13.45 locali (14.45 italiane) all’Arms Park di Cardiff affronterà l’Inghilterra nel quinto ed ultimo turno del Sei Nazioni Under 20. La partita sarà trasmessa in diretta su Sky Sport Arena.

Sei i cambi nel XV titolare degli Azzurrini rispetto all’ultima partita contro l’Irlanda. Triangolo allargato formato da Pani, Gesi e Manoncello – spostato all’ala – con Schiabel dal primo minuto a fare coppia con Drago al centro. Cambia la mediana con Ferrarin e Garbisi schierati titolari.

In terza linea insieme a capitan Andreani e a Cannone ci sarà Cenedese. In seconda linea Boschetti farà coppia con Piantella, mentre in prima linea Baldelli partirà dal primo minuto insieme a Rizzoli e Neculai.

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SEI NAZIONI U20, L'IRLANDA SUPERA IN RIMONTA 30-23 GLI AZZURRINI NELLA QUARTA GIORNATA PDF Stampa E-mail
Nazionali Azzurre
Mercoledì 07 Luglio 2021 16:20

 

italia u20 irlanda u20  2021Cardiff – Non basta un gran primo tempo all’Italia U20 che all’Arms Park di Cardiff viene superata dai pari età dell’Irlanda, in rimonta, con il risultato di 23-30 nella quarta giornata del Sei Nazioni di categoria.

Inizio scoppiettante del match con l’Irlanda che sblocca il risultato al 4’ con la meta di De Buitlear e gli Azzurrini che ristabiliscono l’equilibrio pochi istanti più tardi con Gesi che sfrutta al meglio la sua velocità per andare in meta sul lato mancino d’attacco con un’azione solitaria. Il buon momento della squadra di Brunello prosegue e, dopo il giallo rimediato da Postlethwaite, Di Bartolomeo centra il sorpasso al 13’ finalizzando al meglio una maul in posizione centrale. Nonostante l’inferiorità numerica l’Irlanda torna di nuovo in vantaggio con la fisicità di Saunderson che va in meta in mezzo ai pali con Doak che realizza la prima trasformazione del match che vale il momentaneo 10-12 al 16’. Sul ribaltamento di fronte arriva il contro sorpasso dell’Italia con Marin che con un cambio di passo trova il varco giusto nella difesa avversaria con lo stesso numero dieci azzurro che trasforma la sua meta spostando il parziale sul 17-12. Nel finale di tempo Marin centra i pali in due occasioni su calcio piazzato (la seconda da 48 metri) chiudendo la prima frazione di gioco sul 23-12 per l’Italia.

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GARBISI E CANNONE: FOCUS SULL'UNDER 20 CON L'OBIETTIVO "FRATERNO" DELL'ITALRUGBY PDF Stampa E-mail
Nazionali Azzurre
Martedì 06 Luglio 2021 14:24

garbisi alessandro sei nazioni 2021Compagni di squadra una volta, fratelli per sempre. 

Potrebbe suonare un po’ retorico, in realtà è uno di quegli assunti che chi ha vissuto uno spogliatoio di rugby conosce benissimo, e che semplicemente rendono il rugby… il rugby.

Capita a volte che quel legame non sia solo spirituale ma anche di sangue: la storia del rugby italiano è disseminata di dinastie come quella dei Francescato, dei Piazza, dei Pavin, dei Gesi, dei Cuttitta, dei Bergamasco… E poi ancora delle quattro sorelle Cavina, di Valentina e Veronica Schiavon, o delle situazioni miste come quelle di Matteo, Marco e Martina Barbini, di Federico e Valentina Ruzza, di Massimo e Maria Grazia Cioffi.

Una linea di continuità ora affidata agli alfieri della Generazione Z, quella con tutti e due i piedi nel nuovo millennio: Cannone, Garbisi, Firenze, Venezia, Lorenzo, Alessandro. In questa Under 20 pronta all’esame di maturità contro l’Irlanda, una miscela di ingredienti diversi eppur simili rende “Fanno” e Ale contemporaneamente fratelli di spogliatoio e di altri due Azzurri, Niccolò e Paolo, già tra i grandi anche se giovanissimi, resi più maturi della loro età proprio dal fatto di avere due “fratellini” lanciatissimi sulle loro tracce.

DI IRLANDA

Lorenzo: “Siamo carichi, il match con la Scozia ci ha resi consapevoli di quale livello possiamo gestire, e dopo la brutta sconfitta iniziale col Galles e l’amaro ancora non digerito di quella con la Francia, contro una squadra forte e completa come l’Irlanda abbiamo voglia di dimostrare davvero chi siamo, a noi stessi prima ancora che agli altri”. 

Alessandro: “Dopo i primi due match c’era tanto rammarico, ma non ci siamo mai abbattuti, continuando a lavorare sugli aspetti tecnici che ci avevano creato più problemi. Con la Scozia questo lavoro è emerso tutto, adesso contro l’Irlanda cerchiamo continuità, sempre con la stessa cura ai dettagli che anche questa settimana non è mancata”.

DI FRATELLANZA

Lorenzo: “Con mio fratello mi sento regolarmente, fin dal mio primo giorno di rugby mi ha incoraggiato e regalato consigli, e, quando meritati tipo dopo la Scozia, anche complimenti. Il rugby mi è entrato nel cuore esattamente la prima volta che ho visto Niccolò giocare, ero piccolino e lui mi sembrava già grande anche se abbiamo meno di tre anni di differenza. Ero a bordo campo e ho deciso che quello doveva essere anche il mio sport: tra Bombo e Florentia abbiamo condiviso propaganda e giovanili, poi l’Accademia federale, infine il passaggio in Veneto, col Petrarca. Anche le maglie azzurre sono state le stesse, e adesso che Treviso mi ha fatto l’onore di richiedermi, il prossimo obiettivo è dare il massimo lì per puntare alla Nazionale. Nessuna volontà di copiare mio fratello, ma il destino ci ha messo sullo stesso binario e io non voglio perdermi nemmeno una fermata”. 

Alessandro: “Giocare con Paolo, oltre che un onore e un piacere, rimane per me un obiettivo, ma anche se siamo fratelli e ci sosteniamo a vicenda da sempre, abbiamo sempre considerato i nostri due percorsi paralleli ma individuali, che si incrociano solo fino ad un certo punto. Di sicuro, uno di questi punti d’incrocio è la nostra famiglia: i nostri genitori sono sempre stati a sostegno di entrambi, ci hanno accompagnato ovunque per vederci giocare, in tutte le condizioni meteo possibili, dedicandoci sabati, domeniche e praticamente tutte le Feste comandate. A loro dobbiamo tantissimo, e questo vale per tutti e due”.

DI CO-INQUILINI

Lorenzo: “Come già da mesi, a Treviso condividerò l’appartamento con Niccolò: andiamo piuttosto d’accordo, nessun problema, anzi, sfrutterò la cosa per chiedergli qualche dritta su due aree di gioco che gli invidio, il ball-carrying e la rimessa laterale. Anche perché a 21 anni devo fare più minutaggio possibile a questo livello per alzare il mio, e averlo a portata di mano può essere utile”.

Alessandro: “Abitando entrambi in famiglia, continueremo a restare co-inquilini ancora un bel po’ nella nostra abitazione di Martellago, tra Venezia e Mirano. Essendo piuttosto maniacali sui dettagli delle nostre partite, argomenti per discutere non ne mancano mai, sfrutteremo la convivenza per lavorare anche a casa”.

DI HOBBY

Lorenzo: “Una sola parola, pesca. E se proprio devo metterne un’altra, barca. E’ una passione grande, che mi aiuta a lavorare su pazienza e concentrazione, e che mi fa stare bene come nessun’altra”.

Alessandro: “Una sola parola, sport. E se proprio devo metterne un’altra, sport. Sono onnivoro, lo seguo e mi piace studiarlo in tutte le sue forme. Ora tra la Nazionale di calcio e quella di basket mi sto proprio perdendo, in entrambi i casi stanno ottenendo risultati e reputazione grazie a spirito di squadra e forza del gruppo, qui in Under 20 è esattamente la stessa cosa e questo ci fa sicuramente da stimolo a puntare sempre più in alto, valorizzando ancor di più questa nostra caratteristica”. 

DI PIATTI 

Lorenzo: “Da pescatore e appassionato di mare scelgo diretto uno spaghetto o risotto allo scoglio, anche in questo caso stessa scelta di mio fratello…”

Alessandro: “Sarò veloce e forse un po’ banale, ma per me la pizza è imbattibile, punto”.

 


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