Italia


LORENZO CITTADINI SI RITIRA DAL RUGBY GIOCATO PDF Print E-mail
Nazionali Azzurre
Friday, 19 June 2020 13:31
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fotosportit 50106 prRoma - Un altro Azzurro di lungo corso annuncia l’addio all rugby: dopo Alessandro Zanni, festeggiato ieri sera in diretta sui canali FIR, anche per il pilone destro bresciano è tempo di iniziare un nuovo capitolo della propria carriera: lo attende un ruolo da allenatore degli avanti al Kawasaki Calvisano, il Club che lo lanciò giovanissimo verso la scena internazionale. 

Una carriera da globetrotter della palla ovale per il gigante lombardo, 125 chili distribuiti su 191 centimetri, sceso in campo in tutti i principali campionati europei: il Guinness PRO14 con il biancoverde della Benetton Rugby, la Premiership inglese con gli Wasps, Bayonne e poi Stade Francais nel TOP14 transalpino.

Atleta numero 591 nella storia della Nazionale, “Il Citta” ha esordito con l’Italia nel febbraio 2008 a Dublino, nella partita contro l’Irlanda che aveva dato il via alla gestione di Nick Mallett alla guida di Italrugby: quasi due anni dopo, superato un gravissimo infortunio a tibia e perone subito in Eccellenza che ne aveva messo a rischio la carriera, era tornato per la sua seconda apparizione durante il tour sudafricano dell’estate, scendendo in campo nei due testi di Witbank e East London e diventando, negli anni a venire, l’alter-ego di Martin Castrogiovanni per la maglia numero tre della Nazionale, con cinquantotto presenze collezionate sino al Sei Nazioni 2017. 

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“LA PRIMA. METE DA RICORDARE”: NUOVA VIDEO-RUBRICA PER I CANALI FIR PDF Print E-mail
Nazionali Azzurre
Thursday, 18 June 2020 11:21
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Roma - 
Una nuova rubrica digital per accompagnare l’estate, in vista della ripresa dell’attività agonistica.  

Su ,  e  FIR da martedì 23 giugno prende il via un viaggio a ritroso attraverso le prime mete internazionali di alcuni tra i volti più noti del rugby azzurro contemporaneo.

Per gli appassionati di lungo corso, come per i più giovani tra i supporter di Italrugby, una chance per rivivere i passi sul palcoscenico dei test-match di atleti iconici come Sergio Parisse, Andrea Masi o Mauro Bergamasco o delle più giovani stelle del rugby italiano come Mattia Bellini e Matteo Minozzi, due tra i più prolifici trequarti della nuova generazione azzurra.

Uno strumento di engagement per andare alla riscoperta di mete storiche e curiosità su alcune tra le carriere azzurre più simboliche dell’ultimo quarto di secolo: in quanti ricordano la meta al debutto internazionale di Andrea Masi nella sua L’Aquila contro la Spagna nel 1999 o la marcatura-lampo di Leonardo Sarto alla Scozia nel tour sudafricano del 2013, neanche un minuto dopo aver indossato la maglia dell’Italrugby per la prima volta?

 
ALESSANDRO ZANNI LASCIA IL RUGBY GIOCATO PDF Print E-mail
Nazionali Azzurre
Tuesday, 16 June 2020 11:58
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GIOVEDI’ ALLE 19 IL TRIBUTO IN DIRETTA SU FACEBOOK E YOUTUBE FIR

Roma - 
Alessandro Zanni ha sempre parlato poco. 

In campo e fuori, con buona pace di chi ha provato ad estorcergli interviste lungo una carriera che ha attraversato - con un ruolo da protagonista - gli ultimi quindici anni del rugby italiano.

Da bravo “furlan”, ha preferito mettere giù la testa e macinare lavoro, fossero infinite sedute di palestra, ripetute di corsa sul campo, schemi in touche.  

Così, adesso che è arrivato il momento di dire basta, diventa facile rimettere ordine nei numeri che hanno contraddistinto una delle carriere più prestigiose nel panorama del rugby internazionale, anche se il diretto interessato probabilmente preferirebbe fare finta di niente. 

Il flanker udinese dell’Italia e della Benetton Rugby ha annunciato oggi il ritiro dal rugby giocato dopo aver difeso la maglia azzurra in centodiciannove occasioni, il biancoverde di Treviso in centotrentasei, il giallonero di Calvisano in ottantasei: fanno trecentoquaratuno partite ad alto livello. 

Trecentoquarantadue, contando l’apparizione con il bianconero dei Barbarians nel 2013 a Twickenham contro l’Inghilterra: un onore che non poteva non essere concesso a chi ha saputo incarnare perfettamente la sportmanship che ha sempre contraddistinto il club a inviti nato nel 1890 a Bradford.

Nel mezzo, quattro partecipazioni alla Rugby World Cup (Francia 2007, Nuova Zelanda 2011, Inghilterra 2015, Giappone 2019), quattordici campagne del Sei Nazioni, una candidatura a MVP del Torneo nel 2013, tre uscite da Man of the Match con l’Italia, le sorprendenti cinquantotto apparizioni consecutive per la Nazionale tra novembre 2008 e febbraio 2014, un record che assume un valore ancor più rilevante per chi vive nella trincea della terza linea.

E, ancora, la capacità di reinventarsi seconda linea a trentaquattro anni, dopo un lungo stop per infortunio, cedendo la maglia numero sei in favore della numero quattro. Sino all’ultima uscita il 22 febbraio scorso all’Olimpico, contro la Scozia, in coppia con Niccolò Cannone: a dividerli, quattordici anni di differenza. 

Alfredo Gavazzi, Presidente della Federazione Italiana Rugby, ha reso omaggio alla carriera di Alessandro Zanni: “Conosco Alessandro sin da quando, giovanissimo, arrivò a Calvisano da Udine dopo essersi messo in mostra con le Nazionali giovanili. Educato, serio, determinato: fu chiaro da subito che era un giovane destinato a grandi cose nel nostro sport. Avrebbe esordito in Nazionale pochi mesi dopo, a Prato, contro Tonga: da allora, sino ad oggi, un punto di riferimento. Quindici anni di carriera internazionale. Mai sopra le righe, sempre al servizio dell’azzurro. Un professionista esemplare, un uomo di grande serietà. A Treviso nel nuovo ruolo di preparatore atletico saprà conquistare da subito il rispetto di atleti vecchi e nuovi, non ho dubbi. Per esperienza e per approccio, una grande risorsa per tutto il movimento. Ci mancherà vederlo in campo, parlo a nome di ogni appassionato. Il rugby italiano gli è grato e debitore”.

Ricordo i primi raduni con l’Italia sotto John Kirwan, l’esordio con Tonga con Pierre Berbizier al comando, la vittoria al Flaminio contro la Francia sotto Nick Mallett, la gioia provata a Roma insieme a Jacques Brunel quando battemmo l’Irlanda davanti a settantacinquemila spettatori. Momenti indelebili, come tanti altri che hanno contraddistinto gli ultimi due anni con Conor prima e con Franco, negli ultimi mesi: hanno creduto in me in un ruolo al quale sono arrivato nella fase finale della mia carriera e di questo non posso che ringraziarli.Ho sempre lavorato per ripagare la fiducia di tutti i tecnici che mi hanno concesso il privilegio di vestire la maglia della Nazionale. A trentasei anni è arrivato il momento di guardare oltre, ringrazio la Benetton Rugby per queste undici stagioni in cui ha creduto in me come atleta e per aver deciso di continuare a farlo nel mio nuovo ruolo di assistente preparatore: spero di poter scendere in campo in agosto nei due derby con le Zebre che dovrebbero concludere il Guinness PRO14, per salutare il pubblico di Monigo. Sopratutto, vorrei ringraziare l’Italia, il pubblico del Flaminio e dell’Olimpico, le migliaia di tifosi che ci hanno sempre fatto sentire il loro affetto in ogni parte del mondo. Grazie a loro ho vissuto un’avventura unica, la stessa che spero rappresenti il sogno di ogni bambina o bambino che prende per la prima volta in mano una palla ovale” ha detto Alessandro Zanni commentando il proprio ritiro dal rugby agonistico.

Alessandro Zanni
Nato a: Udine
il: 31 gennaio 1984
Ruolo: flanker/seconda linea
Esordio in Nazionale: Italia v Tonga 48-0 (Prato, 12 novembre 2005)
Punti segnati: 20 (4 mete)
Caps: 119
Caps Sei Nazioni: 54
Caps Rugby World Cup: 11
Honours: Italia, Barbarians, Italia “A”, Italia U21, Italia U19
Man of the Match internazionali: 3 (Ita v Eng 2010, Ita v Ire 2013, Ita v Fji 2013)

Giovedì 18 giugno alle ore 19 Alessandro Zanni sarà il protagonista del FIRTalks settimanale, in onda in diretta sulla pagina  e sul canale  ufficiali della FIR, per ripercorrere insieme agli appassionati la propria carriera e rispondere alle domande dei sostenitori della Nazionale.

 

 


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