“IL RUGBY OLTRE LE SBARRE” A TARANTO PDF Stampa E-mail
Impegno Sociale
Mercoledì 01 Giugno 2016 10:23

 

rugby oltre sbarre 1Taranto - Se il rugby è scuola di vita, qualsiasi scenario può essere adatto a rappresentarne i valori e la sua valenza ricreativa e al contempo formativa.

È anche per questo che il Presidente del Club Amatori Taranto Rugby, congiuntamente a Grazio Menga, Presidente del Comitato Regionale Pugliese Federazione Rugby, hanno dato vita al progetto di integrazione e recupero “Il rugby oltre le sbarre”, all’interno della Casa Circondariale di Taranto.

A partire dall’ultima settimana di maggio, infatti, ogni martedì per cinque settimane, un gruppo di diciotto detenuti parteciperà a lezioni teoriche e pratiche sul gioco del rugby, assieme allo staff tecnico dell’Amatori Taranto.

 

Il corso si svolgerà in due fasi: la prima prettamente teorica, che prevede la spiegazione e l’acquisizione delle regole del gioco del rugby, la seconda di carattere pratico, che vedrà i detenuti cimentarsi con reali situazioni di gioco all’interno del cortile di passeggio, vista la mancanza di una vera e propria struttura sportiva all’interno del carcere.

Al termine delle “lezioni”, sarà giocata una partita a ranghi misti tra detenuti e giocatori dell’Amatori Taranto, con, a seguire, il terzo tempo, così caro ai giocatori della pallaovale e a tutti i suoi seguaci.

Per questa esperienza è stato individuato un gruppo scelto tra reclusi che fruiscono di un regime a “custodia aperta” e detenzione massima di 5 anni. “Il carcere” evidenzia Stefania Baldassarri, direttrice della Casa Circondariale di Taranto, “risponde in maniera positiva agli stimoli che vengono dall’esterno. Ci auguriamo di creare una squadra stabile di rugby, una valida alternativa al calcio, che a volte crea eccessive conflittualità”.

“Si tratta della prima esperienza del genere al Sud al di sotto di Napoli” come spiega il Presidente del Comitato Regionale Puglia, “l’obiettivo è quello di riuscire ad iscrivere una squadra del carcere ad un campionato regolare, come avviene in altre regioni d’Italia”.

L’esperienza di Taranto costituisce, per la Puglia, un validissimo apripista per altre analoghe esperienze, sia all’interno della stessa struttura tarantina, che allargando il progetto anche a Bari.

 

 
 

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