"I GUERRIERI DEL PACIFICO: STORIE DI RUGBY, TATUAGGI E SPACCA-TESTE" PDF Stampa E-mail
La FIR Informa
Venerdì 25 Ottobre 2019 10:05

La ricorrenza della XXXII Olimpiade, che avrà luogo in Giappone, a Tokyo, dal 24 luglio al 9 agosto 2020, rappresenta un’irrinunciabile occasione per avviare una riflessione sul ruolo delle pratiche ludiche e agonistiche nell’evoluzione della civiltà umana e sulla rappresentazione che tali attività hanno avuto all’interno delle istituzioni museali.

Lo sport e gli studi ad esso associati infatti non vanno considerati esclusivamente come una fredda analisi giornalistica di dati inerenti alle prestazioni atletiche, ai risultati degli incontri agonistici disputati o alle classifiche delle squadre impegnate in un determinata disciplina. Lo sport costituisce un fenomeno molto più complesso e pervasivo che ha caratterizzato, secondo forme e modalità differenti, l’intera storia dell’umanità, rappresentando dunque una chiave di lettura fondamentale per comprenderne gli aspetti più profondi.

La rilevanza di queste tematiche ha spinto il Museo delle Civiltà a farsi promotore di una serie di eventi ed esposizioni dal titolo “Lo sport, museo del mondo. Aspettando le Olimpiadi…”, che, a partire dal mese di ottobre 2019 per la durata di un anno, accompagneranno il pubblico alla scoperta delle antiche e moderne attività sportive, dei popoli che le hanno prodotte e delle società in cui si sono radicate. Attraverso lo sviluppo di un approccio interdisciplinare – aspetto che caratterizza fin dalla sua fondazione il museo – verrà proposto un percorso che interseca la dimensione antropologica ed etnografica con quella storica e museografica, fornendo ai visitatori uno strumento nuovo e originale per approcciarsi al grande evento mediatico delle Olimpiadi di Tokyo di 2020.

La prima tappa di questo lungo itinerario sarà l’esposizione “I guerrieri del Pacifico. Storie di rugby, tatuaggi e spacca-teste”, una mostra dedicata al mondo del rugby e alle isole dell’oceano Pacifico. Lo svolgimento dei campionati mondiali di rugby – anch’essi in Giappone – tra i mesi di settembre e novembre 2019, rappresenta infatti uno stimolo a conoscere meglio quei popoli e quelle culture che si sono imposti ai vertici mondiali della disciplina. Nuova Zelanda, Fiji, Samoa e Tonga sono diventati un vero e proprio emblema del rugby e della palla ovale. Nondimeno, al di là del richiamo mediatico rappresentato dall’interpretazione spettacolare di questo sport offerta dalle nazioni del Pacifico o dall’ancor più impressionante esecuzione delle danze prima di ogni match, appare fondamentale conoscere le radici profonde di queste culture.

L’esposizione presentata, attraverso il catalizzatore dello sport, vuole promuovere tra i visitatori del museo un approccio storico, antropologico ed etnografico alla conoscenza di popoli così lontani dalla cultura occidentale, fornendo degli strumenti che possano aiutare a comprendere i motivi per i quali il rugby ha avuto una così grande diffusione tra gli abitanti delle isole del Pacifico. L’esposizione sarà visitabile nelle sale del Museo delle Civiltà (Roma, piazza Guglielmo Marconi 14) dal 22 ottobre al 5 dicembre. L’inaugurazione avrà luogo il 22 ottobre alle ore 16.30.

Responsabile scientifico del progetto: Claudio Mancuso ( Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo. )

 
 

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