Joom!Fish config error: Default language is inactive!
 
Please check configuration, try to use first active language

CSR

 

 

 



MAXIME MBANDA’ IN VISITA A “LE TRE ROSE NERE” PDF Print E-mail
CSR
Tuesday, 11 April 2017 18:05
There are no translations available.

 

110417

Casale Monferrato (Alessandria) – Maxime Mbandà ha fatto visita oggi al Club piemontese de “Le Tre Rose Nere” di Casale Monferrato, la Società iscritta al Campionato regionale di Serie C e composta in massima parte da richiedenti asilo.

Il flanker italo-congolese della Nazionale Italiana Rugby e delle Zebre Rugby, 24 anni compiuti ieri, aveva regalato a “Le Tre Rose” la maglia del proprio esordio azzurro dello scorso giugno a San Josè contro gli Stati Uniti ed oggi – concluso l’allenamento mattutino a Colorno con la franchigia del Nord-Ovest – ha raggiunto la provincia di Alessandria per incontrare lo staff e gli atleti della Società che, da alcune stagioni, partecipa con una speciale deroga di FIR all’attività regionale con una squadra interamente composta da atleti extracomunitari, nel nostro Paese come richiedenti asilo.

Mbandà, 8 presenze con l’Italia e sempre in campo nel recente 6 Nazioni, ha dapprima incontrato il sindaco di Casale Monferrato per un primo benvenuto a nome della comunità locale e successivamente ha incontrato lo staff e gli atleti de “Le Tre Rose” assistendo dal campo all’allenamento serale.

Il rugby è uno straordinario strumento di aggregazione ed integrazione, e Le Tre Rose Nere rappresentano un bellissimo esempio di come il nostro sport sappia unire uomini e donne di ogni razza e provenienza. Incontrare questi ragazzi e vederli lavorare insieme sul campo, poter condividere con loro la mia esperienza di atleta dell’Italia, è stata un’esperienza emozionante e formativa. Ovunque questi ragazzi proseguiranno il proprio cammino, in Italia o altrove in Europa, sono certo che porteranno sempre con sé quanto il rugby ha saputo dare loro” ha dichiarato Maxime Mbandà a margine dell’incontro.   

 

 
La squadra di rugby del carcere di Bologna in anteprima alla Cineteca di Bologna PDF Print E-mail
CSR
Monday, 27 March 2017 10:26
There are no translations available.

Dopo il Festival dei Popoli a Firenze e in attesa di presentarlo in Svizzera, in concorso con l'International Premiere il 22 aprile al Festival Internazionale "Vision du réel International Film Festival" a Nyon, uno dei più importanti festival internazionali del genere documentario, in concorso ufficiale nella sezione Grand Angle - una selezione del miglior cinema mondiale contemporaneo destinata a far scoprire al grande pubblico, in anteprima internazionale, film di cineasti rinomati presentati in altri grandi festival internazionali - La Prima Meta, debutta il  30 marzo alle ore 20 alla Cineteca di Bologna nel Cinema Lumiere. Il film lungometraggio su Giallo Dozza, la squadra di rugby della Casa Circondariale Dozza di Bologna prosegue  poi con 18 date in tutta la regione Emilia Romagna, all'interno della rassegna, Doc in tour 2017. Nella serata a Bologna in sala saranno presenti la regista e produttrice Enza Negroni, la produttrice Giovanna Canè, l’allenatore Max Zancuoghi, alcuni giocatori del Giallo Dozza in permesso speciale e la direttrice del carcere Claudia Clementi. Presenta il film Anna Di Martino (Programmazione Cinema Lumière).

Protagonista del film documentario, selezionato come uno dei migliori progetti, al pitching di Bio to B del Biografilm 2015,  la squadra Giallo Dozza formata da 40 detenuti di nazionalità diverse, con pene da 4 anni all’ergastolo, senza precedenti esperienze rugbistiche. La squadra è iscritta al campionato ufficiale F.I.R. di serie C2 sotto la guida del tenace coach. Con l’arrivo di tre giovani detenuti, il film segue le vicende dei Giallo Dozza nel corso del suo primo campionato, giocato forzatamente sempre in casa. Tra allenamenti estenuanti e i ritmi lenti della quotidianità in cella, il film racconta il difficile cammino dei detenuti per raggiungere la meta non solo in campo ma anche nella vita con una ritrovata dignità sociale: un sofferto inno allo sport, alla condizione umana, in tutte le sue complesse latitudini.

 

Due le motivazioni che hanno spinto Enza Negroni a girare La prima meta. Da un lato approfondire il processo di inclusione attraverso il rugby di detenuti di diverse nazionalità, con la formazione di un tessuto sociale multietnico, come solo il carcere riesce a rappresentare. Dall’altro, l’utilizzo della forma documentaristica che permette di raccontare l’esperienza della vita carceraria, senza mediazioni, raccontando il tentativo di emergere da un forte disagio.

Al secondo lungometraggio dopo il fortunato ‘Jack frusciante è uscito dal gruppo’ con gli allora esordienti Stefano Accorsi e Violante Placido, Enza Negroni in questi anni ha girato numerosi mediometraggi di genere documentario, passati per importanti festival e per le principali reti televisive italiane. Tra questi, Viaggio intorno a Thelonius Monk, con Stefano Benni per Feltrinelli; Le acque dell’anima con Bjorn Larsson e Istanbul con Nedim Gursel per Rai Educational; Lo chiamavamo Vicky, dedicato a Pier Vittorio Tondelli, presentato in concorso internazionale al Biografilm Festival; e per Rai 150 anni, due documentari storici, Letture dal Risorgimento e Visioni d’Italia.

Sul set de La prima meta ha lavorato una troupe molto affiatata. Accanto alla regista, la produttrice Giovanna Canè con alle spalle una lunga carriera professionale in Italia e all’estero (tra gli ultimi lavori coordinatrice per Ispettore Coliandro, Romanzo Criminale e Quo Vadis Baby); Corrado Iuvara, montatore del cortometraggio A casa mia di Mario Piredda che ha vinto il David di Donatello 2017 e di  See you in Texas di Vito Palmieri, premio della giuria allo Shanghai international film festival e premio del pubblico al Biografilm Festival Italia,   e il direttore della fotografia Roberto Cimatti (a.i.c.) da anni ai più alti livelli della fotografia cinematografica, con registi quali Amir Naderi (Monte) Giorgio Diritti (Il Vento fa il suo giro, L’Uomo che verrà, Un giorno devi andare); Giuseppe Piccioni (Il rosso e il blu) e molti altri.

La prima meta è prodotto da Giovanna Canè per Oltre il Ponte e Enza Negroni per Edenrock in collaborazione con Regione Emilia Romagna e realizzato con il contributo di I.B.C Movie, Unipol Banca, Illumia; con il supporto tecnico e logistico di Associazione Giallo Dozza, Bologna Rugby 1928, Ministero della Giustizia, Provveditorato Regionale Amministrazione Penitenziaria Emilia Romagna, Casa Circondariale Dozza di Bologna.

 
PROGETTO CARCERI, PROSEGUE L'IMPEGNO DI FIR PER LA PRATICA DEL RUGBY NEGLI ISTITUTI PENITENZIARI PDF Print E-mail
CSR
Wednesday, 15 March 2017 15:36
There are no translations available.

cantoniRoma - Si è tenuto sabato l’incontro tra  Stefano Cantoni, Consigliere Federale FIR responsabile del “Progetto Carceri”, ed i rappresentanti delle associazioni e delle società sportive  attive all’interno delle case circondariali italiane per la pratica del rugby.

“Un momento di confronto” - come sottolinea Stefano Cantoni -  “per far emergere le esigenze di coloro che già operano all’interno degli istituti penitenziari e far sì che il progetto già avviato possa essere declinato tenendo conto delle necessità sia delle squadre che partecipano al campionato che di quelle che non prendono parte a competizioni agonistiche”.

L’intento è quello di predisporre, con il coinvolgimento del  il Ministero di Giustizia ed il Coni, una strategia comune che possa sostenere queste realtà e che favorisca il processo di inserimento del rugby in altri istituti penitenziari italiani, con il fine di renderlo sempre più un momento di socializzazione prima e di reinserimento sociale poi per i detenuti.

Altro aspetto di rilievo nella progettazione sarà il coinvolgimento delle autorità scolastiche per realizzare occasioni d’incontro e di ascolto tra la popolazione studentesca e i detenuti rugbysti, così come già avviene in alcune delle esperienze del territorio.

Il Progetto Carceri, quindi un “percorso in&out”, con un duplice obiettivo:  opportunità per chi è dentro le mura, ma anche per chi è fuori. Un racconto di errori finalizzato alla sensibilizzazione dei giovani, coinvolti in un sempre più preoccupante corto circuito, su comportamenti che possono portare conseguenze gravi e inimmaginabili .    

CLICCA QUI PER VEDERE L'INCONTRO TRA I RAGAZZI DELL'ACCADEMIA DI TORINO E LA SQUADRA DE "LA DROLA"

In virtù della crescente importanza che il Progetto sta assumendo all’interno delle iniziative di responsabilità sociale sviluppate da FIR, grazie al contenuto valoriale che lo caratterizza,si manifesta l’esigenza di individuare ulteriori partner con lo scopo di sostenere quegli istituti che non dispongono di strutture e materiale idonei per la pratica del rugby.

 
GLI AZZURRI IN VISITA AL POLICLINICO GEMELLI PDF Print E-mail
CSR
Wednesday, 08 March 2017 22:02
There are no translations available.

 

IMG 5327Oggi pomeriggio i nazionali dell’Italrugby, alla vigilia del match del Torneo Sei Nazioni di sabato contro la Francia, hanno portato doni, gioco e allegria ai bambini ricoverati nei reparti di Oncologia Pediatrica e  Neurochirurgia Infantile  del Policlinico.

E il team medico del Policlinico da venerdì a domenicaal Village, in campo e sulle tribune assicurerà assistenza sanitaria ad atleti e pubblico in stretta  sinergia con la Sicurezza della Federazione Italiana Rugby.    

Roma, 8 marzo 2017 – Meta della solidarietà dell’Italrugby per i piccoli pazienti del Policlinico Universitario Agostino Gemelli di Roma. Questo pomeriggio una delegazione della Nazionale Italiana di rugby al termine degli allenamenti in preparazione della sfida di sabato con la Francia per il Sei Nazioni ha raggiunto il Policlinico Gemelli per giocare un incontro cui non avrebbero mai voluto mancare. Quello con i bambini ricoverati nei reparti di Oncologia Pediatrica e di Neurochirurgia Infantile dell’ospedale universitario.

I nazionali Pietro Ceccarelli, Marcello Violi e Francesco Minto, accompagnati da dirigenti  della Federazione Italiana Rugby hanno fatto visita ai piccoli degenti accolti e accompagnati nei reparti pediatrici da Enrico Zampedri, Direttore Generale del Policlinico e Giorgio Meneschincheri, responsabile delle Relazioni Esterne del Gemelli.

"È sempre un piacere ritrovare la vicinanza della Federazione Italiana Rugby e della sua nazionale – ha detto il Direttore Generale Zampedri -. Anche oggi siamo molto grati agli atleti dell’Italrugby che hanno voluto portare allegria e sollievo ai nostri piccoli degenti impegnati nella loro partita per la guarigione e sostenuti dal massimo impegno dei nostri medici e operatori sanitari”.

Nel corso della visita, organizzata in collaborazione con le associazioni di volontariato Coccinelle per l'Oncologia Pediatrica Onlus e L'Albero della Vita, promosse e sostenute da Luigi Piselli, Antonella Guido e dall’oncologo pediatra del Gemelli Antonio Ruggiero, i nazionali di rugby si sono intrattenuti con i bimbi e ragazzi ricoverati, parlando di sport, di giochi e della prossima partita della Nazionale, improvvisando uno speciale allenamento in tutte le stanze di degenza con una preziosa palla ovale con tutte le firme dei campioni della nazionale. A ogni bambino hanno fatto dono del berretto blu a righe nere della FIR.

"Queste visite – ha detto il professor Riccardo Riccardi, Direttore dell’Unità Operativa Complessa di Oncologia Pediatrica del Policlinico - sono sempre un momento di vitalità per i nostri bambini. I giocatori di rugby sono atleti giovani e forti dal punto di vista non solo fisico, ma anche morale che sanno fare compagnia e portare sollievo ogni volta che vengono a trovarci".

Questo nuovo incontro, dopo quello dello scorso anno, si inserisce nello stretto e proficuo rapporto di collaborazione tra la Federazione Italiana Rugby (FIR) e la Fondazione Policlinico Universitario A. Gemelli che nel 2016 hanno sottoscritto una convenzione biennale per la gestione di tutte le attività mediche di emergenza sanitaria e di pronto soccorso a favore di pubblico, atleti, loro accompagnatori e del personale in servizio.

sabato prossimo scenderà di nuovo in campo il team di medici e operatori sanitari del Policlinico A. Gemelli, altamente specializzato nelle emergenze e urgenze in stretta connessione e sinergia con la Sicurezza per la gestione degli eventi internazionali della FIR, per fornire assistenza sanitaria anche in occasione della sfida contro i Bleus allo Stadio Olimpico di Roma.

Questa volta a fare il tifo per gli Azzurri dalle stanze di degenza del Gemelli ci saranno i piccoli degenti dell’Oncologia pediatrica e della Neurochirurgi infantile entusiasti per questo inatteso e indimenticabile incontro. 

 

 
PROGETTO CARCERI: IL CENTRO DI FORMAZIONE U18 DI TORINO VISITA “LA DROLA” PDF Print E-mail
CSR
Tuesday, 07 March 2017 19:09
There are no translations available.

sport i bisonti rugby casa circondariale frosinoneALLENAMENTO TRA ATLETI FIR E DETENUTI DELLA CASA CIRCONDARIALE DI TORINO

Torino – Gli atleti e lo staff del Centro di Formazione Permanente U18 di Torino saranno protagonisti domani di un allenamento congiunto particolare insieme agli atleti de “La Drola”, la squadra della casa circondariale del capoluogo piemontese che milita, grazie al Progetto Carceri di FIR ed al pari di altre realtà analoghe, nel Campionato Italiano di Serie C.

I ventisette atleti del Centro di Formazione torinese incontreranno in mattinata i detenuti-atleti de “La Drola” in un primo momento di socializzazione e dibattito, a cui farà seguito nel pomeriggio un allenamento congiunto sul campo da rugby allestito all’interno dell’istituto, che da lungo tempo collabora con l’associazione “Ovale Oltre le Sbarre” presieduta dall’ex trequarti della Nazionale, Walter Rista, da sempre attivamente coinvolto nella promozione del rugby quale strumento di recupero sociale.  

 
  • «
  •  Start 
  •  Prev 
  •  1 
  •  2 
  •  3 
  •  4 
  •  5 
  •  6 
  •  7 
  •  8 
  •  9 
  •  Next 
  •  End 
  • »


Page 1 of 9
 

I cookie vengono utilizzati per migliorare il nostro sito e la vostra esperienza quando lo si utilizza. I cookies necessari per il funzionamento essenziale del sito sono già stati impostati. Per maggiori dettagli vai qui privacy policy.

Ho letto e accetto i cookies di questo sito