FIR per il Sociale

Ogni anno FIR sostiene numerose iniziative sociali  collaborando con enti/associazioni che attraverso la loro attività danno espressione ai Valori che FIR promuove.



La squadra di rugby del carcere di Bologna in anteprima alla Cineteca di Bologna PDF Stampa E-mail
CSR
Lunedì 27 Marzo 2017 10:26

Dopo il Festival dei Popoli a Firenze e in attesa di presentarlo in Svizzera, in concorso con l'International Premiere il 22 aprile al Festival Internazionale "Vision du réel International Film Festival" a Nyon, uno dei più importanti festival internazionali del genere documentario, in concorso ufficiale nella sezione Grand Angle - una selezione del miglior cinema mondiale contemporaneo destinata a far scoprire al grande pubblico, in anteprima internazionale, film di cineasti rinomati presentati in altri grandi festival internazionali - La Prima Meta, debutta il  30 marzo alle ore 20 alla Cineteca di Bologna nel Cinema Lumiere. Il film lungometraggio su Giallo Dozza, la squadra di rugby della Casa Circondariale Dozza di Bologna prosegue  poi con 18 date in tutta la regione Emilia Romagna, all'interno della rassegna, Doc in tour 2017. Nella serata a Bologna in sala saranno presenti la regista e produttrice Enza Negroni, la produttrice Giovanna Canè, l’allenatore Max Zancuoghi, alcuni giocatori del Giallo Dozza in permesso speciale e la direttrice del carcere Claudia Clementi. Presenta il film Anna Di Martino (Programmazione Cinema Lumière).

Protagonista del film documentario, selezionato come uno dei migliori progetti, al pitching di Bio to B del Biografilm 2015,  la squadra Giallo Dozza formata da 40 detenuti di nazionalità diverse, con pene da 4 anni all’ergastolo, senza precedenti esperienze rugbistiche. La squadra è iscritta al campionato ufficiale F.I.R. di serie C2 sotto la guida del tenace coach. Con l’arrivo di tre giovani detenuti, il film segue le vicende dei Giallo Dozza nel corso del suo primo campionato, giocato forzatamente sempre in casa. Tra allenamenti estenuanti e i ritmi lenti della quotidianità in cella, il film racconta il difficile cammino dei detenuti per raggiungere la meta non solo in campo ma anche nella vita con una ritrovata dignità sociale: un sofferto inno allo sport, alla condizione umana, in tutte le sue complesse latitudini.

 

Due le motivazioni che hanno spinto Enza Negroni a girare La prima meta. Da un lato approfondire il processo di inclusione attraverso il rugby di detenuti di diverse nazionalità, con la formazione di un tessuto sociale multietnico, come solo il carcere riesce a rappresentare. Dall’altro, l’utilizzo della forma documentaristica che permette di raccontare l’esperienza della vita carceraria, senza mediazioni, raccontando il tentativo di emergere da un forte disagio.

Al secondo lungometraggio dopo il fortunato ‘Jack frusciante è uscito dal gruppo’ con gli allora esordienti Stefano Accorsi e Violante Placido, Enza Negroni in questi anni ha girato numerosi mediometraggi di genere documentario, passati per importanti festival e per le principali reti televisive italiane. Tra questi, Viaggio intorno a Thelonius Monk, con Stefano Benni per Feltrinelli; Le acque dell’anima con Bjorn Larsson e Istanbul con Nedim Gursel per Rai Educational; Lo chiamavamo Vicky, dedicato a Pier Vittorio Tondelli, presentato in concorso internazionale al Biografilm Festival; e per Rai 150 anni, due documentari storici, Letture dal Risorgimento e Visioni d’Italia.

Sul set de La prima meta ha lavorato una troupe molto affiatata. Accanto alla regista, la produttrice Giovanna Canè con alle spalle una lunga carriera professionale in Italia e all’estero (tra gli ultimi lavori coordinatrice per Ispettore Coliandro, Romanzo Criminale e Quo Vadis Baby); Corrado Iuvara, montatore del cortometraggio A casa mia di Mario Piredda che ha vinto il David di Donatello 2017 e di  See you in Texas di Vito Palmieri, premio della giuria allo Shanghai international film festival e premio del pubblico al Biografilm Festival Italia,   e il direttore della fotografia Roberto Cimatti (a.i.c.) da anni ai più alti livelli della fotografia cinematografica, con registi quali Amir Naderi (Monte) Giorgio Diritti (Il Vento fa il suo giro, L’Uomo che verrà, Un giorno devi andare); Giuseppe Piccioni (Il rosso e il blu) e molti altri.

La prima meta è prodotto da Giovanna Canè per Oltre il Ponte e Enza Negroni per Edenrock in collaborazione con Regione Emilia Romagna e realizzato con il contributo di I.B.C Movie, Unipol Banca, Illumia; con il supporto tecnico e logistico di Associazione Giallo Dozza, Bologna Rugby 1928, Ministero della Giustizia, Provveditorato Regionale Amministrazione Penitenziaria Emilia Romagna, Casa Circondariale Dozza di Bologna.

 
PROGETTO CARCERI, PROSEGUE L'IMPEGNO DI FIR PER LA PRATICA DEL RUGBY NEGLI ISTITUTI PENITENZIARI PDF Stampa E-mail
CSR
Mercoledì 15 Marzo 2017 15:36

cantoniRoma - Si è tenuto sabato l’incontro tra  Stefano Cantoni, Consigliere Federale FIR responsabile del “Progetto Carceri”, ed i rappresentanti delle associazioni e delle società sportive  attive all’interno delle case circondariali italiane per la pratica del rugby.

“Un momento di confronto” - come sottolinea Stefano Cantoni -  “per far emergere le esigenze di coloro che già operano all’interno degli istituti penitenziari e far sì che il progetto già avviato possa essere declinato tenendo conto delle necessità sia delle squadre che partecipano al campionato che di quelle che non prendono parte a competizioni agonistiche”.

L’intento è quello di predisporre, con il coinvolgimento del  il Ministero di Giustizia ed il Coni, una strategia comune che possa sostenere queste realtà e che favorisca il processo di inserimento del rugby in altri istituti penitenziari italiani, con il fine di renderlo sempre più un momento di socializzazione prima e di reinserimento sociale poi per i detenuti.

Altro aspetto di rilievo nella progettazione sarà il coinvolgimento delle autorità scolastiche per realizzare occasioni d’incontro e di ascolto tra la popolazione studentesca e i detenuti rugbysti, così come già avviene in alcune delle esperienze del territorio.

Il Progetto Carceri, quindi un “percorso in&out”, con un duplice obiettivo:  opportunità per chi è dentro le mura, ma anche per chi è fuori. Un racconto di errori finalizzato alla sensibilizzazione dei giovani, coinvolti in un sempre più preoccupante corto circuito, su comportamenti che possono portare conseguenze gravi e inimmaginabili .    

CLICCA QUI PER VEDERE L'INCONTRO TRA I RAGAZZI DELL'ACCADEMIA DI TORINO E LA SQUADRA DE "LA DROLA"

In virtù della crescente importanza che il Progetto sta assumendo all’interno delle iniziative di responsabilità sociale sviluppate da FIR, grazie al contenuto valoriale che lo caratterizza,si manifesta l’esigenza di individuare ulteriori partner con lo scopo di sostenere quegli istituti che non dispongono di strutture e materiale idonei per la pratica del rugby.

 
PROGETTO CARCERI: IL CENTRO DI FORMAZIONE U18 DI TORINO VISITA “LA DROLA” PDF Stampa E-mail
CSR
Martedì 07 Marzo 2017 19:09

sport i bisonti rugby casa circondariale frosinoneALLENAMENTO TRA ATLETI FIR E DETENUTI DELLA CASA CIRCONDARIALE DI TORINO

Torino – Gli atleti e lo staff del Centro di Formazione Permanente U18 di Torino saranno protagonisti domani di un allenamento congiunto particolare insieme agli atleti de “La Drola”, la squadra della casa circondariale del capoluogo piemontese che milita, grazie al Progetto Carceri di FIR ed al pari di altre realtà analoghe, nel Campionato Italiano di Serie C.

I ventisette atleti del Centro di Formazione torinese incontreranno in mattinata i detenuti-atleti de “La Drola” in un primo momento di socializzazione e dibattito, a cui farà seguito nel pomeriggio un allenamento congiunto sul campo da rugby allestito all’interno dell’istituto, che da lungo tempo collabora con l’associazione “Ovale Oltre le Sbarre” presieduta dall’ex trequarti della Nazionale, Walter Rista, da sempre attivamente coinvolto nella promozione del rugby quale strumento di recupero sociale.  

 


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