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ITALDONNE RIENTRATA IN ITALIA. TONNA: "IL MONDIALE FARA' DA TRAINO PER IL NOSTRO MOVIMENTO"
ITALDONNE RIENTRATA IN ITALIA. TONNA: "IL MONDIALE FARA' DA TRAINO PER IL NOSTRO MOVIMENTO" PDF Print E-mail
Nazionali Azzurre
Sunday, 27 August 2017 14:33
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di giandomenico gruppoBelfast (Irlanda del Nord) – Si è concluso nella mattinata odierna con il volo di ritorno all’aeroporto di Linate l’avventura della Nazionale Italiana Femminile alla Women’s Rugby World Cup in Irlanda.

La squadra guidata da Andrea Di Giandomenico ha chiuso la rassegna iridata classificandosi al nono posto dopo una partita dal finale denso di emozioni contro la Spagna, vinta dall’Italdonne 20-15 con una meta di capitan Barattin all’extra time dopo che i tempi regolamentari si erano conclusi sul 15-15 con il pareggio last minute di Echeberria.

Il mondiale delle Azzurre è stato in crescendo: tre sconfitte nella fase a gironi contro Usa, Inghilterra (piazzatesi rispettivamente al quarto e secondo posto nel mondiale) e Spagna (risultato ininfluente ai fini del risultato) a Dublino. Il trasferimento a Belfast per la fase finale del torneo è coinciso con la voglia di rivalsa dell’Italdonne che ha battuto prima il Giappone 22-0 e prendendosi la rivincita contro le iberiche nella finale per il nono posto.

“E’ stato un torneo emozionante sotto tutti i punti di vista – ha esordito Maria Cristina Tonna - . Il Mondiale ha confermato l’interesse in costante crescita per il rugby al femminile. Sotto il profilo della comunicazione World Rugby e la FIR hanno fatto un gran lavoro soprattutto sui social amplificando l’attenzione verso il nostro sport. Sono certa che la Women’s Rugby World Cup possa fungere da traino per il nostro movimento femminile”.

“Parte della vecchia guardia da oggi lascerà la maglia Azzurra. Spero che personaggi come Paola Zangirolami, Silvia Gaudino, Alice Trevisan, Veronica Schiavon, Michela Este, Elisa Cucchiella, Maria Grazia Cioffi e tutte le altre ragazze che hanno lottato in questi anni con la maglia dell’Italdonne possano continuare a diffondere i valori del rugby così come hanno fatto in tanti anni di militanza in Nazionale con le nuove leve”.

 
 

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